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venerdì 30 settembre 2011

Un settembre così caldo, con temperature così elevate, non si vedeva da 150 anni.



L'estate è finita già da qualche settimana e le temperature si stanno abbassando; anche se questo Settembre, volto ormai al termine, sarà ricordato, in particolar modo nell'Italia settentrionale, come il più caldo degli ultimi 150 anni. Lo ha fatto sapere Luca Mercalli, presidente della Società meteorologica italiana. Ed a Torino è stato addirittura il Settembre più caldo dal 1753, anno in cui sono cominciate le misurazioni. La causa principale di queste temperature record di Settembre è stata la persistenza dell'anticiclone centrato sull'Olanda alimentato da aria calda subtropicale, il quale si è prolungato in modo anomalo. Interessati da questa ondata eccezionale di caldo sono stati anche il Centro ed il Sud Italia, dove le temperature hanno stupito meno perché gli scostamenti dalla media sono stati inferiori. Comunque l'afa dovrebbe finire a metà della prossima settimana con l'arrivo di aria fredda dal Nord Europa che riporterà le temperature nella media. Nello specifico nella città di Torino la media delle temperature di Settembre è stata di 23,1 gradi, quattro in più della media degli ultimi trent'anni. A Pontremoli, in Toscana, la media invece è stata di 20,1 gradi, 3 volte di più della norma. Dalla Società meteorologica italiana hanno affermato: «È come se a Settembre avessimo avuto le temperature di Agosto». Ed hanno continuato spiegando: «A Settembre di solito si verificano molte perturbazioni, può piovere spesso, questa volta invece le giornate soleggiate sono continuate, come se l'estate si sia spostata avanti». Mentre Sergio Brivio, metereologo di 3BMeteo, ha affermato: "È sicuramente anomalo e sembra in ulteriore rinforzo, tanto che nel fine settimana si raggiungeranno i 30 gradi. Il bel tempo di questi giorni porta però aria umida, ferma e calda nei bassi strati da così tanti giorni che non permette alle polveri di disperdersi verso l'alto". Inoltre il gran caldo è arrivato anche sulle Alpi con punte di 24-25 °C a mille metri, 20-21 °C a 1500 m e zero termico verso i 4 mila. Anche in Trentino le temperature sono state decisamente superiori alla media con massime spesso vicine o superiori ai 30 gradi. Tuttavia la temperatura media di questo mese è stata di 21,1 °C e dunque per trovare un mese di Settembre più caldo occorre risalire al 1961. Oltretutto in molti, che non erano partiti durante l'estate, hanno approfittato di questo caldo per concedersi una vacanza. Il caldo record però non ha riguardato solo l'Italia, ma ha interessato l'intera Europa. In Gran Bretagna ad esempio, i giornali hanno dedicato intere pagine al fenomeno con temperature che giovedì hanno toccato i 28,8 gradi a ovest di Londra, facendo diventare il 29 Settembre 2011 il più caldo della storia superando il record del 1895 registrato a York con un grado in meno. Infatti sulle isole britanniche la temperatura media estiva è stata di 13,6 gradi, mentre in questo periodo ce ne sono dieci in più. Inoltre il caldo è stato notevole anche in Francia, difatti, a Dax lo scorso mercoledì 28 Settembre sono stati toccati addirittura i 33 gradi ed i 31 a Bordeaux, 10 volte di più della media stagionale nel nord della Bretagna. Ma come già detto all'inizio le temperature dovrebbero rientrare nella media entro la prossima settimana.


giovedì 29 settembre 2011

La nuova automobile, taggata Nissan, in grado di leggere il pensiero?



In molti conosono e sono appassionati della famosa serie televisiva statunitense "Supercar", (conosciuta anche con il nome di Knight Rider), prodotta tra il 1982 ed il 1986 ed interpretata da David Hasselhoff. Nella serie la vicenda inizia con il salvataggio da parte delle industrie Knight di un uomo, Michael Long, (interpretato da Larry Anderson), che viene quasi ucciso da dei criminali. La sua vita cambia completamente e diventa in seguito Michael Knight, (interpretato, appunto, da David Hasselhoff), ed assieme a KITT, (acronimo di Knight Industries Two Thousand), l'auto parlante controllata da un'intelligenza artificiale, comincerà una lunga battaglia contro "le forze del male". Beh tutti quelli che conoscono la serie hanno di sicuro sognato almeno per una volta di guidare KITT; un prodotto di fantascienza, studiato appositamente per le pellicole cinematografiche e che oggi potrebbe diventare realtà. Anzi, a quanto pare, l'ultimo progetto che è stato effettuato dagli ingegneri della Nissan, in collaborazione con l'École Polytechnique Fédérale de Lausanne, (EPFL), in Svizzera,potrebbe addirittura superare la fantasia! Infatti il suddetto progetto, attualmente allo studio dei tecnici, vede alla base alcuni veicoli capaci addirittura di leggere il pensiero umano, anticipandone le azioni. Una sorta di strana "telepatia" che si verrebbe a creare tra vettura e guidatore allo scopo di aumentare la sicurezza sulle strade. Attualmente le ricerche condotte dagli scienziati dell'EPFL sui sistemi d'interazione tra macchina e mente umana, (nota come Brain Machine Interface, acronimata in BMI), consentono già a soggetti diversamente abili di manovrare le proprie sedie a rotelle semplicemente attraverso l'utilizzo del pensiero. La fase successiva prevede l'adattamento dei processi dell'BMI alla vettura e dunque al suo conducente. Il professore Jose' del R.Millan, responsabile del progetto ha affermato: "L'idea di base è fondere insieme l'intelligenza umana con quella del veicolo in modo da eliminare i potenziali conflitti tra di loro, assicurando un'esperienza di guida e quindi una società più sicura''. Sebbene il controllo del pensiero attraverso l'uso di un'interfaccia cervello-macchina sia un concetto ben consolidato nel mondo scientifico, i livelli di concentrazione richiesti per la sua applicazione sono eccezionalmente alti. Per questo motivo la Nissan e l'EPFL stanno sviluppando dei sistemi che permettano di fare un ulteriore passo in avanti, sfruttando le analisi statistiche che consentano di prevedere le intenzioni del guidatore e valutarne lo stato cognitivo e le reazioni a livello cerebrale rispetto all'ambiente circostante. Infatti, attraverso la misurazione dell'attività della mente umana, l'analisi degli schemi di movimento dell'occhio umano ed esaminando l'ambiente che circonda il veicolo con l'ausilio dei sensori presenti sulla vettura, dovrebbe essere possibile capire e anticipare le intenzioni del guidatore per assisterlo in completa sicurezza nelle manovre, migliorando così l'esperienza di guida. Oltretutto per portare avanti questo progetto, questa estate un ricercatore della Nissan si è unito agli scienziati del Politecnico di Losanna. Si tratta di Lucian Gheorghe, di origine rumena, il quale ha trascorso gli ultimi 14 anni in Giappone e, dopo aver conseguito la laurea in Scienze Informatiche e Intelligenza Artificiale presso l'Università di Kobe, è entrato a far parte, appunto, del Nissan Mobility Research Center, occupandosi della ricerca su diversi sistemi di assistenza alla guida, ma anche su nuovi modi per adattare i programmi di neuroscienza allo sviluppo dell'automobile. Tuttavia, come recentemente annunciato, in occasione della presentazione ufficiale del piano strategico a medio termine, (ovvero il Nissan Power 88), nei prossimi sei anni la compagnia sarà concentrata sulle nuove tecnologie volte a garantire la sicurezza degli occupanti ma anche dei pedoni e degli altri veicoli. Dunque non ci rimane che attentede e vedere se "l'automobile che legge il pensiero" verrà ultimata e messa in commercio.


mercoledì 28 settembre 2011

Creato il "cervelletto bionico" con l'utilizzo dei topi... ed è subito polemica.


Con il passare degli anni nel ambito della medicina e della scienza ci sono state molte scoperte davvero utili per la vita di moltissime persone. E, dopo l'orecchio e le gambe artificiali, i ricercatori hanno voluto rompere l'ultimo tabù, sostituendo una parte del cervello con un impianto digitale perfettamente funzionante. Utilizzando dispositivi artificiali per ristabilire funzionalità compromesse del cervello, dando vita così ad una sorta di cervello "bionico". Quest'ultimo sarebbe in grado di elaborare un input ricevuto dal tronco encefalico e di trasmetterlo alle altre aree cerebrali per coordinare il movimento, una comunicazione a due sensi, e non solo dall'ambiente esterno al cervello, (come anche nel caso dell'orecchio bionico), o viceversa. L'innovazione è stata presentata dal professore Matti Mintz dell'Università di Tel Aviv, in occasione del meeting "Strategies for Engineered Negligible Senescence" tenutosi a Cambridge. Il professore Mintz ha effettuato tutti gli esperimenti necessari sulle cavie da laboratorio, fino ad impiantare la nuova tecnologia su un topolino al quale è stato artificialmente disattivato l'organo originale, per poi sostituirlo con il nuovo prototipo ricreato in laboratorio. Tutto ciò ha ovviamente scandalizzato gli animalisti che hanno riaperto la questione delle crudeltà e delle sofferenze a cui gli animali vengono sottoposti negli esperimenti. Gli animalisti, e non solo, nei vari blog e siti web hanno affermato che: "A finire nelle mani degli spietati aguzzini sono quasi sempre loro, i topi, perché sono facili da gestire, poco costosi da mantenere, occupano meno spazio e sono in grado di produrre 50-100 cuccioli l'anno. Il che equivale a migliaia di schiere di esserini belli e pronti per essere torturati in nome della scienza, allevati unicamente per tale scopo e destinati a non sapere mai cosa significa vivere una vita normale. Oltre al fatto che gli scienziati continuano a sostenere che i roditori e gli uomini sono così simili da permettere l'utilizzo di questi animali nei test e nelle sperimentazioni, così come è accaduto per il cervelletto bionico". Ed, infatti, per tutte questi motivi i topi sono gli animali più usati per scopi sperimentali e le cifre che si trovano sul web, e non solo, sono esorbitanti ad esempio, nel triennio 2004-2007 i topi impiegati sono stati 1.664.294, i ratti 820.143 e altri roditori di varie specie 7.100; la maggior parte dei quali, ad esperimento finito, hanno come unica opzione quella di essere soppressi. Inoltre i topi sono vittime di un pregiudizio socio-culturale e delle tesi scientifiche, ed accostati nel nostro immaginario all'idea di sporcizia ed alla peste. Ed, oltretutto, a contribuire alla cattiva immagine dei roditori è anche la letteratura occidentale, basterebbe citare per esempio, il Pifferaio Magico di Hamelin, in cui un'infestazione di ratti da' inizio ad una catena di eventi che causeranno la morte di tutti i bambini del paese. Inoltre sempre secondo gli animalisti: "I topi sono animali saggi, riflessivi, socievoli, estremamente intelligenti, affettuosi nonché pulitissimi. Tutto il contrario di quel che la gente crede. Chiunque abbia avuto un topo come animale da compagnia può confermarlo. Vedere per credere!". Per quanto riguarda i topi che sono costretti a vivere nei laboratori, dove occupano gabbie in cui non è possibile nascondersi dalla luce, essendo loro degli animali notturni, vengono deliberatamente avvelenati, infettati, danneggiati, privati di cibo, di acqua e di sonno, ustionati, paralizzati, sottoposti a stress psicologici, radiazioni, irritazioni, sovralimentati, mutilati, fulminati. E, come già detto recentemente, se non servono più, vengono brutalmente soppressi. E dunque, sempre secondo gli animalisti: "Sottoporre deliberatamente gli animali a danni fisici e psicologici negli esperimenti di laboratorio è crudele, nonché ingiustificabile". Il che rende anche la più "nobile" delle scoperte profondamente immorale ed ingiusta. Certo sarebbe molto meglio se si trovasse una soluzione a questa questione, così che gli scenziati possano continuare con i loro esperimenti, che risultano essere utili per noi essere umani, ma senza dover per forza utilizzare le povere cavie.


martedì 27 settembre 2011

Google festeggia i suoi 13 anni.


Da quando Larry Page e Sergey Brin fondarano l'ormai strafamosissimo motore di ricerca "Google" sono passati 13 anni; ed oggi Google ha deciso di dedicarsi uno dei suoi "doodle" per festeggiarli. Fondato, appunto, il 27 Settembre 1998, Google, oltre a catalogare e indicizzare il World Wide Web, si occupa anche di foto, newsgroup, notizie, mappe, video e programmi creati appositamente. È il sito web più visitato del mondo, talmente popolare che addirittura nella lingua inglese è nato il verbo transitivo "to google", con il significato di "fare una ricerca sul web"; e con lo stesso significato, in lingua tedesca è nato il verbo "googeln". Larry Page e Sergey Brin, allora studenti dell'Università di Stanford, dopo aver sviluppato la teoria secondo la quale un motore di ricerca basato sull'analisi matematica delle relazioni tra siti web avrebbe prodotto risultati migliori rispetto alle tecniche empiriche usate precedentemente, fondarono la loro azienda il 4 Settembre 1998. E, convinti che le pagine citate con un maggior numero di link fossero le più importanti e meritevoli, (secondo la Teoria delle Reti), decisero di approfondire la loro teoria all'interno dei loro studi e stabilirono le basi per il loro motore di ricerca. In seguito il 7 Maggio 2010 Google ha subìto dei considerevoli aggiornamenti riguardanti l'aspetto grafico e l'aggiunta di miglioramenti e nuove funzioni. Questo venne definito come l'aggiornamento più importante nella storia di Google. E successivamanete il 9 Novembre 2010 Google ha reso disponibile una nuova funzione chiamata "Instant Previews", la quale permette di visualizzare l'anteprima di ogni risultato direttamente dalla pagina di ricerca. Per quanto riguarda il nome del motore di ricerca, i due fondatori, Page e Brin, cercavano un termine che potesse rappresentare la capacità di organizzare l'immensa quantità di informazioni disponibili sul Web. E dunque arrivarovo a trovare un nome già esistente, cioè Googol, si tratta di termine coniato dal nipote del matematico statunitense Edward Kasner nel 1938, per riferirsi al numero rappresentato da un 1 seguito da 100 zeri. A Page e Brin, il suddetto nome sembrò perfetto come metafora della vastità del web. Infatti i due fondatori avevano intenzione di chiamare il loro motore di ricerca neonato proprio Googol, ma al momento di pubblicare il loro search engine questo dominio era già stato assegnato, perciò Page e Brin furono costretti ad optare per la parola Google, (che è quella che tutti noi oggi conosciamo). Il termine viene, inoltre, associato con un doppio gioco di parole, in inglese a goggle; cioè goggles = binocolo, appunto, perché il motore di ricerca permette di esplorare la rete fino a "guardarla da vicino"; ed anche to goggle = strabuzzare gli occhi, in senso di sorpresa per quanto si riesce a trovare. Ma nel corso di questi 13 anni Google è stato anche criticato per via dei cookies a lungo termine che posiziona sul computer degli utenti; anche se, in ogni caso, la maggior parte dei servizi di Google possono essere usati anche con i cookies disabilitati. Inoltre secondo Nicholas G. Carr: "L'uso dei motori di ricerca come Google rende le persone meno intelligenti". Inoltre nel 2002 si diffuse la notizia che in Cina l'accesso a Google era stato vietato, (lì, infatti, il governo ha il controllo della rete e può impedire il collegamento verso alcuni siti). Tuttavia un sito mirror, (che letteralmente significa "specchio"), chiamato, appunto, "elgooG" si rivelò efficace nell'aggirare il divieto. Tempo dopo, il divieto cessò e fu dichiarato che non era stato istituito per impedire le ricerche, ma per l'accesso alla cache, (che permetteva di aggirare altri divieti imposti dal governo). Comunque tornando a parlare del doodle che il motore di ricerca si è didicato... Nessuna immagine animata o interattiva, ma solo una grande torta bianca, 13 candeline colorate, qualche regalino sul tavolo, dei classici palloncini da festa e le sette lettere che vanno, appunto, a formare la parola "Google!". Questa torta è stata piazzata, come d'altro canto tutti gli altri doodle, nella sua homepage. Ed anche se per noi esseri umani 13 anni sono pochi, per Internet si tratta di ere geologiche; anche se in realtà la primissima registrazione del dominio google.com risale, infatti, al 15 Settembre 1997. E quindi sarebbero 14 anni; ma tuttavia se ne contano 13, cioè dall'avvio ufficiale dell'azienda californiana. Comunque Google non è stato il solo ad autocelebrare il suo compleanno; infatti sessanta persone si sono dati appuntamento all'alba sul Crescentone, una piattaforma pedonale della Piazza Maggiore di Bologna, per un "planking", (ovvero una moda nata in Australia e diffusissima sul web che consiste nel farsi fotografare sdraiati a pancia in giù nei luoghi più insoliti per poi postare le immagini sui vari Social Network), di gruppo, organizzato in meno di due giorni sul famoso Social Network in Blu, Facebook. Le 60 persone hanno formato così un "doodle" umano per fare gli auguri a Google, ricostruendo con i propri corpi la scritta "13 Google". L'idea è stata di un gruppo di giovani creativi bolognesi, Giorgio Grandi, Luca Marozzi, Enrico Nannetti, Matteo Zini, i quali lavorano nel mondo della comunicazione e del marketing, insieme a Raffaele Ferraro ed Ivan Belletti, gli amministratori del gruppo Facebook. La motivazione data da loro, per aver compiuto quest'azione, è stata: "Volevamo omaggiare con un atto di creatività il simbolo mondiale della creatività".
Immagine del "doodle umano" realizzato a Bologna



lunedì 26 settembre 2011

L'utilizzo della matematica per curare il diabete?


Il termine Diabete deriva dal verbo greco διαβαίνειν, che significa passare attraverso e identifica alcune malattie caratterizzate da poliuria, (cioè l'abbondante produzione di urina), e polidipsia, (cioè l'abbondante ingestione di acqua). E sempre più persone ne sono affette. Di recente è stato scoperto che forse a quanto pare la matematica può essere utilizzata per curare il diabete. Infatti oggi si parla spesso di cure "personalizzate", cioè adattate al singolo malato ed alla sua malattia. Gli oncologi per esempio, si affidano al DNA, cioè valutano la carta di identità genetica di un tumore e, sulla base dei suoi geni, scelgono i farmaci più efficaci. Mentre i cardiologi agiscono diversamente, almeno per quanto riguarda la prevenzione di infarto ed ictus, infatti, studiano la "carta" del rischio cardiovascolare che valuta per ogni persona le abitudini quotidiane come il fumo, (che è molto dannoso), oppure l'attività fisica, (che invece è protettiva), il peso o la pressione arteriosa, (che, se in eccesso, fanno male), ed, infine, intervengono con dieta e farmaci, a seconda dell'identikit del paziente. E dunque gli esperti del diabete hanno scelto una strada similiare, infatti, combinano le misure che riguardano l'età ed il peso di una persona, la sua glicemia nelle diverse ore del giorno, quella a digiuno e soprattutto quella dopo il pasto, (alla quale gli esperti danno una grande importanza), la quantità di emoglobina glicosilata nel sangue, (in sigla HbA1c, che da' un' idea dell'eccesso di glucosio nel sangue, nei tre mesi precedenti), la presenza di obesità oppure di complicanze come l'insufficienza renale cronica, e successivamnete stabiliscono il "profilo" del paziente affetto da diabete di tipo secondo, (cioè quello degli adulti), sul quale verrà "ritagliata" la cura. I pazienti possono essere inquadrati in cinque principali "tipi", tanti quanti quelli che sono stati individuati dagli esperti dell'Associazione Medici Diabetologi, (acronimato in AMD), che ne hanno parlato a Lisbona in occasione del congresso annuale dell'EASD, cioè l'European Association for the Study of Diabetes. Un approccio dunque "made in Italy" al problema che sta interessando la comunità scientifica internazionale ed in particolare l'International Diabetes Federation che lo sta prendendo in considerazione. In riguardo Carlo B. Giorda, presidente dell'AMD ha spiegato: "Attualmente esistono linee guida per il trattamento del diabete, che non specificano quale farmaco scegliere per quel particolare tipo di paziente. Così abbiamo pensato di mettere a punto cinque algoritmi, che identificano altrettante tipologie di diabetici. Un esempio di "tipo diabetico"? Un paziente con iperglicemia lieve-moderata, (HbcA1c 6,5- 9), che fa l'autista od il muratore e che potrebbe correre un rischio professionale legato all'ipoglicemia, cioè a un'eccessiva riduzione del glucosio nel sangue, in seguito alla somministrazione di certi farmaci, che in questo caso andranno evitati". Inoltre Carlo Giorda ha continuato affermando: "Grazie a questi algoritmi possiamo sfruttare al massimo la potenza delle cure oggi disponibili. Cure che vanno cominciate il più precocemente possibile". In aggiunta Antonio Ceriello, un Italiano emigrato ha Barcellona, all'Istitut d'Investigacions Biomèdiques August Pi i Sunyer, ha affermato: "Esiste una sorta di "memoria metabolica". Se all'esordio della malattia il glucosio rimane alto per troppo tempo, (e la spia è appunto l'emoglobina glicosilata), le complicanze del diabete saranno peggiori". Proprio per questo l'AMD ha dato il via nel 2009 al progetto "Subito" che ha come obiettivo quello di intercettare i pazienti diabetici il prima possibile e trattarli nel migliore dei modi così da evitare le complicanze a lungo termine. Inoltre il "profiling" dei pazienti diabetici prende in considerazione anche un elemento sul quale gli esperti si sono focalizzati in questi ultimi tempi, vale a dire la glicemia post-prandiale. Al riguardo Antonio Ceriello ha proseguito dicendo: "Le ricerche ci dimostrano che la glicemia post-prandiale, (il pasto stimola la secrezione di insulina, l'ormone che serve al metabolismo degli zuccheri e che è carente nel diabetico), sarebbe legata ad un maggior rischio di complicanze cardiovascolari. Ecco perché è fondamentale ridurla". Inoltre ultimo ma non meno importante elemento per la personalizzazione della terapia è il controllo della glicemia da parte del paziente. Infatti l'automonitoraggio serve sia all'inizio, quando un paziente deve essere "catalogato" in uno dei cinque profili, sia dopo, per il controllo dell'efficacia della terapia. Oggi i metodi più diffusi si basano su apposite strisce, dove si fa cadere una goccia di sangue; queste strisce sono poi "lette" da un piccolo apparecchio che indicherà il valore della glicemia. I test disponibili, (oggi se ne trovano in commercio circa una ventina), hanno un margine di errore di circa il 20% nel determinare il vero valore della glicemia. Che forse è un po' troppo dal momento che quanto più il dato è preciso, tanto più accuratamente si potrà adeguare la terapia. Ed è prorpio per questo che le industrie stanno studiando nuovi glucometri che non presentino questi inconvenienti, (ad esempio, l'ultimo arrivato ha un margine di errore di solo il 10%), e che siano accurati e precisi e non interferiscano con le sostanze presenti nel sangue, come certi farmaci. Infine Guido Freckmann dell'Università di Hulm in Germania, ha concluso precisando: "Anche la Food and Drug Administration americana ha introdotto nuove regole per migliorare l'accuratezza di questi test".


domenica 25 settembre 2011

Ideato uno "scanner" che potrebbe essere in grado di leggere la mente e di farene dei "film".



Nel 2010 uscì al cinema il film Inception, scritto, prodotto e diretto da Christopher Nolan, che fu vincitore di 4 premi Oscar nel 2011, ovvero miglior fotografia, miglior sonoro, miglior montaggio sonoro e migliori effetti speciali. Nel film Dominic Cobb, detto "Dom", il protagonista interpretato da Leonardo DiCaprio, è un professionista che si occupa di "estrarre" segreti dalle menti delle persone mentre queste dormono, infiltrandosi nei loro sogni tramite un apparecchio a timer in suo possesso. Insieme al suo socio Arthur cerca di entrare nella mente di Saito, un potente uomo d'affari giapponese, per eseguire un'estrazione, ma fallisce quando Mal, la moglie defunta di Cobb, appare nel sogno proiettata dal suo subconscio interferendo con l'operazione. Bene tutto questo è stato solo frutto dell'immaginazione di Christopher Nalon... Sì ma solo fino ad adesso!!! Infatti un gruppo di scienziati dell'Università di Berkeley in California è riuscito in un'impresa simile a quella del film Inception. Ebbene sì, dopo aver misurato con uno "scanner" per la risonanza magnetica il flusso sanguigno all'interno della corteccia visiva, un'area del cervello altamente specializzata nell'elaborazione dell'informazione riguardante la forma e collocazione di oggetti statici, nonché il loro movimento nel campo visivo, gli studiosi sono riusciti a decifrare l'attività cerebrale ed ad utilizzare poi le "informazioni in chiaro" per costruire dei modelli visivi. In poche parole si tratta di un sofisticatissimo processo che coniuga i principi della MRI, (Risonanza Magnetica per Immagini) e della fMRI, (Risonanza Magnetica Funzionale), due tecniche di generazione immagini, utilizzate fino ad oggi prevalentemente per scopi diagnostici in campo medico, basate sul principio fisico della RMN, (Risonanza Magnetica Nucleare). La prima fornisce l'aspetto delle strutture cerebrali, mentre la seconda permette di mappare quali aree del cervello si attivano durante l'esecuzione di un determinato compito come ad esempio, parlare, muovere una mano, ecc... Lo "scanner" in questione è costituito da un enorme magnete e da bobine in grado di emettere e ricevere onde elettromagnetiche. Il tutto è racchiuso all'interno di un contenitore cavo di forma cilindrica. Per quanto riguarda la procedura, il volontario viene fatto sdraiare supino su un lettino ed introdotto all'interno dell'involucro dove assiste alla "proiezione" di un filmato. Per rendere migliore la qualità dell'immagine, sulla testa del volontario viene appoggiata una bobina di superficie a forma di casco. La testa viene successivamente posizionata al centro del magnete dove il tessuto cerebrale viene esposto ad un campo magnetico ed ad brevi sequenze di onde radio. Queste fanno oscillare le molecole nei tessuti che loro volta emettono dei segnali, cioè "risuonano". In seguito i segnali emessi vengono rilevati ed analizzati da un computer. Come già detto precedentemente, quando eseguiamo un determinato compito, (ad esempio, il movimento di una gamba, lettura di una frase, osservazione di un oggetto), vengono "interpellate" delle specifiche aree cerebrali. Ad esempio, se siamo intenti a guardare delle fotografie o dei filmati la parte del cervello che viene attivata è la corteccia visiva. L'attivazione corticale è associata con l'afflusso di emoglobina ossigenata in eccesso. L'ossiemoglobina non paramagnetica espelle la deossiemoglobina paramagnetica dai capillari e dalle venule in prossimità dei distretti attivi, ed in questo modo viene variato il rapporto tra ossiemoglobina e deossiemoglobina presenti nelle parti interpellate dall'attivazione. Tale variazione viene rivelata dal segnale di risonanza magnetica. Il segnale BOLD, (Blood Oxygenation Level Dependent), viene determinato dalla variazione delle proporzioni tra ossiemoglobina e deossiemoglobina nel sangue che circola nella corteccia e tradotto preliminarmente in tanti piccoli cubi tridimensionali, meglio conosciuti come pixel volumetrici o anche voxel. Queste immagini "grezze" vengono poi elaborate da un software in grado di associare i modelli visivi dei film con le variazioni di ossigeno nell'area cerebrale attivata, restituendo a video l'istantanea "catturata" nella mente dell'individuo. Il tutto basandosi su un complesso algoritmo che, tra i tanti dati, contiene anche diciotto milioni di secondi di video selezionati casualmente dal famosissimo sito web YouTube, per prevedere l'effetto di ogni filmato sull'attività cerebrale. Al momento però questa nuova tecnologia è solo in fase sperimentale ed è in grado di riconoscere e ricostruire soltanto ciò che è stato visto; infatti l'esperimento consisteva nel far guardare a dei soggetti due serie distinte di "movie trailers" hollywoodiani registrando i segnali cerebrali generati dalla visione e interpretandone i dati per risalire al filmato visionato. Tuttavia, secondo Jack Gallant, professore del dipartimento di Bioingegneria dell'Università di Berkeley, la scoperta apre la strada alla riproduzione dei "film" racchiusi nella nostra mente come ad esempio, i sogni e ricordi. Al riguardo il neuroscenziato ha affermato: "Questo rappresenta un passaggio molto importante verso la ricostruzione di immagini interne". I ricercatori sono, infatti, convinti che lo strumento potrà essere di grande aiuto per capire cosa accade nel cervello di chi non ha la possibilità di comunicare verbalmente come ad esempio, vittime di ictus, pazienti in coma da anni o sofferenti di malattie neuro-degenerative. Ma tuttavia gli esperti avvertono che saranno necessari ancora 10 anni o forse più, prima che questa nuova tecnologia possa essere commercializzata o messa a disposizione delle strutture sanitarie; e come ha affermato Shinji Nishimoto, uno degli scienziati coinvolti nello studio: "Dobbiamo prima capire come il cervello elabora queste esperienze visive dinamiche". L'entusiasmo per il grande risultato raggiunto però si deve al fatto che, fino a qualche mese fa, l'equipe del professor Jack Gallant era in grado di interpretare solo i segnali cerebrali generati dalla visione di immagini statiche, per la precisione una serie di fotografie in bianco e nero, che erano state sottoposte in visione ad un gruppo di volontari. Adesso invece i ricercatori hanno fatto un grandioso balzo in avanti riuscendo a decodificare i segnali del cervello generati da figure in movimento. Infine Shinji Nishimoto ha aggiunto: "Abbiamo realizzato un modello per ogni voxel che descrive come le informazioni di forma e movimento del film vengano mappate dall'attività cerebrale". Ed, inoltre, se questa nuova tecnologia verrà ulteriormente migliorata e risulterà funzionare, potrebbe costituire il "trampolino di lancio" per lo sviluppo di un'interfaccia macchina-cervello che consenta alle persone completamente paralizzate, di utilizzare ad esempio, un computer, (oppure altre apparecchiature comandate per mezzo di un elaboratore elettronico), con il solo ausilio della loro mente.


sabato 24 settembre 2011

Google festeggia i 75 anni di Jim Henson ed i Muppets.


Quest'oggi visitando Google di sicuro avrete notato 5 strani "pupazzi" al posto delle solite lettere... Si tratta di uno dei tanti "doodle" che Google dedica in varie occasioni, (ad esempio: anniversari, eventi speciali, ricorrenze ecc...). Quello di oggi è un doodle dedicato al 75° anniversario della nascita di Jim Henson, nato a Greenville, appunto, il 24 Settembre del 1936; e morto a New York, il 16 Maggio del 1990. Henson fu un regista e produttore cinematografico statunitense, considerato il più influente e bravo innovatore burattinaio della storia televisiva del suo Paese; famoso anche per aver ideato i Muppets, (ai quali è stato dedicadto il suddetto doodle). I Muppets sono un gruppo di pupazzi e personaggi in costume creati, appunto, da Jim Henson e dalla società da lui fondata, ovvero il Jim Henson Workshop. Questi personaggi sono stati protagonisti di due celebri trasmissioni televisive nate negli Stati Uniti, ma trasmesse in gran parte del mondo, vale a dire il Muppet Show e Sesame Street, (la prima fu mandata in onda prima nel Regno Unito e solo più tardi nel Nordamerica). Jim Henson ha dichiarato che la parola muppet deriva dalla combinazione di marionette(marionetta), e puppet, (pupazzo); altrove però ha sostenuto di aver scelto quel nome solo perché gli piaceva il suono, e di aver successivamente e deliberatamente "inventato" questa presunta etimologia del termine. Inoltre i muppet si distinguono dai soliti pupazzi dei ventriloqui, (che solitamente muovono solo la testa e la bocca o le braccia), perché spesso l'intero corpo del muppet è mobile ed espressivo. Solitamente sono fatti di materiali morbidi. Il burattinaio o i burattinai, tra cui anche Jim Henson, che li comandano sono sempre nascosti. Inoltre dopo la morte di Jim Henson, le produzioni del Jim Henson Workshop sono passate nelle mani del figlio Brian. Comunque la forma tipica di un muppet è caratterizzata da una grande bocca e da grandi occhi sporgenti, come si può notare da quei 5 che si trovano nel doodle. Di solito i muppet hanno uno scheletro di polyfoam ricoperto di tessuto e capelli di nylon, filo di cotone oppure piume artificiali. I loro occhi possono essere fatti con palline da ping pong, (come nel caso della famosissima rana Kermit), oppure con dei galleggianti da pesca. I muppets possono rappresentare esseri umani, animali antropomorfici, animali realistici, robot, oggetti antropomorfici o creature mitologiche, extraterrestri o semplicemente immaginarie. Il burattinaio solitamente tiene il muppet dalla testa o da davanti al corpo e ne muove braccia e mani con una barra a forma di Y. Tuttavia il gruppo di Henson ha inventato anche numerosi altri meccanismi per il controllo dei muppets. Per esempio, alcuni sono costumi con dentro il burattinaio, dove una mano viene usata per muovere la bocca del fantoccio, l'altra mano, (in genere la sinistra), è libera. Alcuni pupazzi sono addirittura controllati da un gruppo di burattinai; la voce del muppet è solitamente data dal burattinaio che controlla la bocca. Le produzioni più recenti usano anche meccanismi di controllo più tecnologici, (ad esempio, motori radiocomandati e grafica computerizzata). Ed, infatti, l'uso combinato di queste nuove tecniche ha consentito di girare scene in cui i muppets vanno in bicicletta, remano in barca su un lago oppure ballano sul palcoscenico, (ripresi a figura intera). Inoltre sono stati girati anche molti film dei muppets quali: i film di Jim HensonEcco il film dei Muppet, (titolo originale: The Muppet Movie), del 1979Giallo in casa Muppet, (The Great Muppet Caper), del 1981I Muppet alla conquista di Broadway, (The Muppets Take Manhattan), del 1984. I film di Brian HensonFesta in casa Muppet, (The Muppet Christmas Carol), del 1992I Muppet nell'isola del tesoro, (Muppet Treasure Island), del 1996I Muppet venuti dallo spazio, (Muppets From Space), del 1999Il super Buon Natale dei Muppet, (It's a Very Merry Muppet Christmas Movie), del 2002I Muppet ed il mago di Oz, (The Muppets' Wizard of Oz), del 2005; e l'ultimo film: I Muppets, (The Muppets), del 2011, regia di James Bobin. Tra i muppets più famosi si ricordano: la rana Kermit, la maialina Miss Piggy, il mostriciattolo Gonzo e l'orso Fozzie. Inoltre alla Jim Henson Creature Shop si devono anche molti pupazzi apparsi in film famosi come ad esempio, gli orchi di Labyrinth - Dove tutto è possibile, e numerosi alieni de il Ritorno dello Jedi, (i legami con la saga di Guerre stellari includono anche l'animazione del maestro Yoda, affidata a Frank Oz, responsabile anche di molti muppets). Oltretutto nel 2004 la Walt Disney Company ha acquistato quasi tutti muppets, con alcune eccezioni quali i personaggi di Sesame Street, già venduti al Sesame Workshop. Il successo di pubblico del Muppet Show ed altre trasmissioni di Henson è stato tale che molti personaggi sono quasi considerati vere celebrità; infatti i muppets hanno addirittura presentato gli Academy Awards, sono apparsi in un cameo in Rocky III, e hanno rilasciato interviste per riviste o show televisivi. Ma tornando a parlare del doodle che Google ha dedicato a Jim Henson ed ai Muppets, per disegnare i personaggi animati è stato ideato usando l'Henson Digital Puppet Studio. Inoltre il suddetto doodle è, come quasi tutti i doodle, interattivo. Infatti si possono muovere e far giocare i differenti personaggi, che costituiscono la parola "Google", attraverso dei movimenti di mouse e cliccando al di sotto di ogni personaggio li vedremo mangiarsi l'un l'altro oppure buttare in aria gli occhiali.


venerdì 23 settembre 2011

Facebook: Nuovo stile del profilo "Timeline", Musica, Film, Notizie e tanto altro ancora.


Eccomi qua di nuovo a parlarvi dell'ormai stra-famoso Social Network Blu, Facebook, e dei suoi innumerevoli cambiamenti che nel l'ultimo periodo hanno interessato, e interesseranno anche nei prossimi giorni, il Social Network. Alcuni cambiamenti, trattati in un precedente post, sono già stati apportati alcune settimane fa, mentre per quelli di cui avevo parlato in un altro post e molti altri, Mark Zuckerberg, (fondatore di Facebook), insieme ai suoi collaboratori ci sta ancora lavorando su. Infatti l'intenzione del "Team Zuckerberg" è quella di far in modo che tutti gli utenti di Facebook, oltre ad rimanere in contatto con i propri amici, chattare e condividere le cose che piacciono loro, possano trovare notizie, ascoltere della musica, effettuare acquisti e tanto altro senza recarsi su altri siti web e senza navigare altrove. E tutto questo avviene, e avverrà sempre di più, prorpio perchè Facebook rapresenta il Web 3.0. Le novità che ieri il fondatore di Facebook ha illustrato a San Francisco durante la conferenza F8, infatti, non sono di poco conto e partono effettivamente dalla convinzione che Zuckerberg ha, ma che non confesserà mai pubblicamente, che la sua "creatura" possa rappresentare il Web ad uno stadio superiore di evoluzione. Queste novità riguardano: Il profilo - Si inizierà con quello che Mark Zuckerberg definisce il "cuore dell'esperienza Facebook", cioè il profilo che ogni utente compila ed alimenta. La pagina personale, infatti, verrà completamente rivoluzionata per accogliere la "Timeline", (Qui potrete vedere l'immagine di come sarà il nuovo profilo), vale a dire la storia della vita dell'utente, in cui sarà possibile trovare tutte le attività condivise su Facebook, le foto, i video, i luoghi visitati e persino le applicazioni usate, da quando ci si è iscritti, che saranno appositamente filtrate per rilevanza. Un cambiamento non da poco, un cambiamento di filosofia che, se gradito ed accettato dagli utenti, sposta la pagina del profilo degli utenti dall'essere una bacheca a diventare un diario. Non più la semplice estensione di un blog, ma qualcosa di più, di diverso e sostanzialmente di nuovo, in grado di conservare testi più lunghi degli ormai classici 500 caratteri, ma anche di dar spazio a contenuti più duraturi, meno consumabili e meno volatili. Una novità che potrebbe portare alla nascita di contenuti nuovi, organizzati in maniera diversa nella Timetable, rispetto a tutte le precedenti modalità che la rete ha offerto fino ad oggi. In parole povere il profilo diventerà una specie di album dei ricordi che sarà possibile scorrere a ritroso e che colmerà una delle lacune più sensibili per Facebook, cioè la progressiva scomparsa di quello che si era fatto in passato. In tal riguardo Zuckerberg ha spiegato: "Per fare in modo che la Timeline funzioni, serve una nuova categoria di applicazioni e per fare questo, il vecchio semplice tasto "like" non bastava più". Ed, infatti, tra i cambiamenti ci saranno anche: Le nuove app ed i nuovi "like" - Verrà lanciato, come affermato da Zuckerberg, un nuovo open graph. Dal semplice tasto like si passerà così ad una molteplicità di modi di interagire con i contenuti presenti in rete, che alimenteranno una nuova classe di applicazioni le quali consentiranno agli utenti di Facebook di condividere con i propri amici non solo testi, video e foto, come accade già oggi, ma anche musica, film, giornali, programmi televisivi, oltre ai già moltissimi videogiochi di successo. Ed, appunto, tra i cambiamenti ci saranno, inoltre, anche: Musica, film e notizie - L'esempio del nuovo corso di Facebook arriverà, infatti, dalle applicazioni musicali, come i rumors pre-conferenza avevano anticipato. Dunque, grazie alla collaborazione con alcuni siti ed applicazioni dedicate all'ascolto della musica, (tra cui Spotify, Rdio e Deezer), sarà possibile scoprire quali canzoni stanno ascoltando i propri amici, ascoltarle insieme a loro oppure suggerirne di diverse. Lo stesso trattamento sarà riservato ai film ed alle serie Tv, grazie alle applicazioni di Netflix e Hulu, (servizi americani per l'acquisto di film e trasmissioni in streaming), ed anche alle notizie, (grazie alla CNN, al Wall Street Journal, all'Équipe, all'Indipendent, al Daily del Murdoch, all'Huffington Post ed addiruttura anche al sito web Yahoo!), ed ai videogame. Oltre ai nuovi prodotti nelle ultime ore diversi cambiamenti sono stati apportati anche alla grafica della home page di Facebook, anche se solo chi utilizza la versione inglese del sito ha potuto provarli in anteprima. Tra i cambiamenti principali ci sarà l'introduzione del "ticker", cioè un menù posto in alto a destra, che illustrerà in tempo reale cosa stanno facendo i propri amici e che assumerà un ruolo fondamentale nella nuova condivisione di attività. Un'aggiunta già vista nella sezione dedicata alle apps ed ai giochi, introdotta poco più di un mese fa. Con l'arrivo del ticker, la parte centrale del sito sarà dedicata agli aggiornamenti dei propri amici che l'algoritmo di Facebook valuterà come più rilevanti per l'utente e che potranno anche essere marchiati come "top stories" affinché restino visibili più a lungo e non vengano travolti dallo stream. Questi aggiustamenti grafici hanno attivato le ormai tradizionali proteste da parte degli utenti della piattaforma. Come già successo in passato per l'introduzione del newsfeed, della nuova chat e delle impostazioni sulla privacy pubblica, anche il ticker ha trovato non poche resistenze dagli utenti. E dunque non stupisce il fatto che sui blog di settore compaiano già le guide ed i programmi per nascondere il ticker oppure tornare alla vecchia versione. Tra le altre novità ci sarà, come detto in precedenza, la rimozione del limite di cinquecento caratteri negli aggiornamenti di stato che, per la gioia dei grafomani, verrà portato a cinquemila caratteri. Nel rinnovo grafico di Facebook, tra le tante novità, ci sarà anche un "quasi" addio. Infatti la funzione poke, ovvero il "pizzico", che ha caratterizzato il Social Network sin dalla sua creazione e dall'utilità mai troppo chiara, verrà spostato in un menù a tendina dentro le pagine dei profili. Proprio perchè ora Facebook non è più un sito per studenti di Harvard e quindi deve competere con giganti come Google, e gli scherzi da adolescenti devono farsi da parte. Tutto questo avrà successo? Sarà questa la prossima forma che prenderà la Rete? Non ci sono certezze al riguardo, l'unica grande certezza, che negli ultimi venti anni si è ampiamente notata, è quella che nulla sul Web è per sempre. Magari prima o poi qualche altro giovanotto arriverà con un idea migliore di quella di Mark Zuckerberg, e Facebook diventerà un ricordo; come successo ad Altavista, a Netscape, a MySpace, e come le molte forme che la Rete ha preso in questi anni. Magari prima o poi avremo un Web 4.0. Per adesso abbiamo quello di Facebook e, se i cambiamenti annunciati ieri verranno graditi dagli utenti, di sicuro durerà per un bel pezzo. E dunque non ci rimane che attendere i nuovi cambiamenti per vedere se saranno utili e soprattutto se funzioneranno bene.


giovedì 22 settembre 2011

La caduta dell'asteroide sembra non essere la causa dell'estinzione dei dinosauri.



Sin dalle scuole elementari ci hanno spiegato che l'estinsione dei dinosauri fu dovuta alla caduta di un meteorite, 65 milioni di anni fa, ritenuto appartenente alla famiglia degli asteroidi chiamata Baptistina, (quest'ultima sarebbe la parte maggiore rimanente di un asteroide distrutto da un impatto avvenuto nello spazio siderale tra Marte e Giove circa 160 milioni di anni fa). Inoltre, secondo la teoria più accreditata, proposta nel 2007 da un gruppo dell'Istituto di ricerche del South West Colorado, uno o più frammenti di questo enorme asteroide dal diametro di circa 170 chilometri caddero sulla penisola dello Yucatan provocando l'oscuramento del cielo per migliaia di anni e l'estinzione del 76% di tutte le specie viventi, tra le quali i dinosauri. L'impatto lasciò un enorme cratere ancora parzialmente visibile nella penisola messicana. Però di recente le accuse nei confronti del suddetto asteroide si sono rilevate infondate; lo ha dimostrato un gruppo di ricercatori dell'agenzia spaziale giapponese JAXA e della NASA che, grazie alle straordinarie potenzialità del telescopio spaziale WISE, (acronimo di Wide-field Infrared Explorer), ha potuto osservare con un dettaglio mai raggiunto in precedenza la base dei getti di materia che vengono emessi dal buco nero GX 339-4, un oggetto di almeno 6 masse solari situato ad una distanza di oltre 20.000 anni luce dalla Terra nei pressi del centro galattico, originatosi a seguito di un'esplosione di supernova. Questi dati sono stati fondamentali per riuscire a capire meglio questi oggetti estranei ed il loro comportamento. Infatti il motivo per cui i getti sono molto interessanti è perché permettono di conoscere le condizioni dell'ambiente estremo che si trova nelle vicinanze di un buco nero. Molto di quello che sappiamo adesso riguardo alla materia che si trova nelle immediate vicinanze di un buco nero, cioè il disco di accrescimento ed i getti, è conosciuto grazie ad osservazioni effettuate nelle bande X, gamma e radio dello spettro elettromagnetico. Ma misurazioni della parte più luminosa di questi getti, che si trova alla loro base, finora sono state difficilissime da ottenere, nonostante decenni di duro lavoro. Attorno a GX 339-4, infatti, orbita una stella che lo nutre. In pratica gli involucri esterni di questa stella sono attirati verso il buco nero, ma parte di questo materiale viene rigettato nello spazio a velocità prossime a quella della luce, formando dei getti che si muovono a velocità relativistiche. L'osservazione dei getti è stata possibile grazie alla sequenza di immagini della stessa zona di cielo ottenute da WISE in tempi diversi. Questi dati hanno permesso al team di zoomare su una regione molto compatta da cui provengono i getti. Il risultato ha sorpreso i ricercatori, infatti, la base di queste enormi colonne di gas ad altissima temperatura mostrava delle enormi fluttuazioni di luminosità che variano nell'arco di pochissimo tempo, (vale a dire da 11 secondi a poche ore). Inoltre il telescopio WISE ha analizzato, grazie alla luce infrarossa, il cosmo per ben due volte, impiegandoci più di un anno e catalogando ben 157.000 corpi celesti di cui è stato possibile determinare le dimensioni effettive, tracciando così tempi e movimenti nello spazio della vita celeste degli asteroidi. La conclusione è stata che la collisione di 298 Baptistina, (questo è il nome dato all'asteroide in questione), in realtà avrebbe avuto luogo "soltanto", si fa per dire, 80 milioni di anni fa. Dunque i quindici milioni di anni che separano questo impatto dall'estinzione dei dinosauri, sarebbero in effetti troppo pochi per consentire ai frammenti dell'asteroide di giungere sulla Terra, giacché tra lo scontro nello spazio siderale e l'arrivo sui pianeti lontani sono richieste molte decine di milioni di anni. E quindi? Beh alla luce di questi risulatati per il momento toccherebbe abbandonare la vecchia strada per cercarne una nuova che conduca finalmente a scoprire quale potrebbe essere la risposta al mistero dell'estinzione dei dinosauri verificatasi molti milioni di anni fa.


mercoledì 21 settembre 2011

Brutti ricordi? Scoperto il modo per cancellarli.


In molti nella propria vita hanno vissuto almeno un'esperiena "traumatica", che li ha segnati con dei brutti ricordi i quali pervadono loro la mente. Ad esempio la paura vissuta in guerra dai soldati, oppure in un brutto incidente, od ancora il ricordo della dipendenza dalla droga, oppure il non riuscire a dimenticare quanto appreso nella vita, sono le due "facce" della memoria a lungo termine i cui meccanismi in parte sono stati svelati. Beh c'è una buona notizia per tutti coloro che vogliono dimenticare una volta per sempre i propri brutti ricordi. Infatti un gruppo di neuroscienziati, guidato da Cristina Alberini, professoressa di Neuroscienze all'Università di New York, ha scoperto il meccanismo per bloccare i brutti ricordi e non perdere le conoscenze tramite il processo di consolidamento dei ricordi, alcuni ormoni ed anche dei farmaci. I dettagli di questo studio finora condotto solo sui topi sono stati presentati a Venezia nel corso della VII conferenza che prende il nome di: "The future of science" dedicata quest'anno alla mente. In merito la professoressa Alberini ha spiegato: "Perché una memoria diventi a lungo termine serve un certo livello emotivo, di stress ed eccitazione. Più è alto, maggiore sarà la quantità dei dettagli del ricordo. Tuttavia, se lo stress diventa troppo elevato e supera una certa soglia, si crea un deficit, si interrompe, cioè, il processo di apprendimento ed il ricordo non si consolida. Alcune memorie, come quelle negative associate alla paura, sono legate al rilascio di ormoni, quali il cortisolo e l'adrenalina". Ed ha proseguito dicendo: "Noi abbiamo visto che si può intervenire per ridurre una memoria negativa ad esempio, legata al disturbo post-traumatico da stress o alla dipendenza da droghe oppure invece aumentarla nel caso ci si trovi con il decadimento indotto da demenze''. Inoltre ha sipegato: "Ma c'è una particolare finestra temporale per farlo. Dopo che il ricordo si è formato, vi è un momento in cui la memoria si affievolisce e diventa labile, per poi consolidarsi nuovamente". Ed ha aggiungiunto: "Ed è proprio quando il ricordo è labile che noi interveniamo con dei farmaci. Nel caso di ricordi negativi, blocchiamo i recettori del cortisolo, facendo così diminuire l'intensità del ricordo. Quando invece vogliamo rinforzarlo, aggiungiamo il fattore di crescita insuline grow factor 2, (IGF2), importante per lo sviluppo del cervello adulto e presente nell'ippocampo. Si è visto che, dopo l'apprendimento, l'IGF2 aumenta. Quindi incrementandone la quantità e somministrandolo per via sistemica, cioè non direttamente nel cranio, abbiamo riscontrato un significativo aumento dell'intensità e persistenza del ricordo''. A questo punto, dopo questa sperimentazione sui topi, i ricercatori dovranno verificare la tossicità di questi esperimenti ed in seguito continueranno la sperimentazione sui primati, (cioè sulle scimmie), per poi verificare se questo trattamento sarà utilizzabile anche sugli esseri umani. Infine la professoressa ha colcluso dicendo: ''E probabilmente la tecnica ipotizzata qualche anno fa dal film 'Se mi lasci ti cancello', nel quale si eliminava il ricordo di un amore finito, sarà realtà, anche se spero per scopi meno futili''.



martedì 20 settembre 2011

Dopo circa 3 mesi Google+ apre le porte a tutti!



Qualche tempo fa in un precedente post avevo parlato della nascita delle nuovissimo Social Network di Google, chiamato "Google+", (o Google plus, che dir si voglia). Bene a soli due giorni dall'F8, una conferenza di sviluppatori, che si terrà, appunto, il prossimo 22 Settembre presso il San Francisco Design Center e durante la quale, il famoso Social Network Blu, Facebook dovrebbe annunciare alcune ulteriori novità, Google ha voluto lanciare la sfida al Social Network di Mark Zuckerberg, che, per chi non lo sapesse, è fondatore di Facebook. Dunque Google+, lanciato tre mesi fa e rimasto in fase di "field trial" per poco meno di 90 giorni, è uscito dalla fase invito ed ha aperto l'accesso a tutti, quindi sarà possibile iscriversi al servizio semplicemente facendo il login alla seguente pagina: google.com/+; anche se rimane ancora in fase beta. La Mountain View ha, inoltre, introdotto una serie di nuove funzioni. Tra queste, la possibilità di replicare la funzione «Videoritrovi» (o hangouts), già presente in Google+, anche dal cellulare, piuttosto che, come in precedenza, solo dal computer. Si tratta di una sorta di videochat multiutente che consente incontri casuali. Infatti i Videoritrovi avvicinano le persone, facendole incontrare "faccia a faccia" attraverso le videochiamate dal vivo. Fin dal primo giorno la community ha ridefinito e superato i limiti di questa funzionalità in modi strabilianti, offrendo addirittura lezioni di cucina, quiz o concerti. La funzione «Videoritrovi» sul cellulare supporterà dispositivi Android 2.3 e superiori con foto/video camere. L'applicazione è già disponibile sull'Android Market, (ed a breve lo sarà anche per iOS della Apple). Inoltre Google ha introdotto la funzione di ricerca all'interno del Social Network. Inoltre gli utenti di Google+ usano già i suddetti videoritrovi per entrare in relazione con gli altri in modo più intimo attraverso lo schermo ad esempio, con i propri familiari, con gruppo di preghiera o magari con persone affette da determinate malattie. A volte però si sente il bisogno di parlare ad un pubblico più ampio o viceversa di assistere da spettatore. In questi casi quello di cui si ha bisogno è una trasmissione pubblica; per questo motivo, tra le novità annunciate quest'oggi, ci sono i "Videoritrovi in diretta". Il funzionamento è semplice, infatti, basterà aprire un normale Videoritorvo e si avrà la possibilità di trasmettere e registrare la propria sessione. Una volta "in onda", possono partecipare attivamente fino a 9 persone; ma comunque chiunque può assistere alla "diretta". Inoltre i Videotrovi hanno incluso sin dall'inizio una serie di azioni come ad esempio, la chat di gruppo e la visione di video su YouTube, adesso però, per rendere le cose più interessanti, sono state rese disponibili in anteprima alcune funzioni extra tra cui: Condivisione della schermata, per mettere in mostra le foto delle vacanze, vantarsi di un record raggiunto ad un gioco oppure mostrare qualunque cosa sia visibile sul vostro schermo; Sketchpad, per disegnare, fare uno schizzo o semplicemente scarabocchiare qualcosa; Google Documenti, per scrivere, pianificare o presentare qualcosa insieme agli altri; Ed, infine, Videoritrovi con nome, per discutere pubblicamente di un argomento dal vivo, insieme ad altri utenti di Google+. Alcune di queste funzioni aggiuntive sono però ancora in fase di definizione. Comunque, oltre a quelle suddette, ci sono, e ci saranno, ulteriori novità e quindi non ci rimane che provarle di persona, visto che adesso possiamo.


lunedì 19 settembre 2011

Dopo 20 anni il satellite UARS sta per cadere sulla Terra.


Un paio di anni fa venne lanciato nello spazio un satellite che pesava 6,5 tonnellate, con lo scopo di studiare l'atmosfera terrestre. Adesso però, passati esattamente 20 anni, nel giro di qualche settimana, ma forse già il prossimo 23 Settembre, il corposo satellite scientifico della NASA cadrà sulla Terra e, come accade in questi casi, c'è chi teme che possibili frammenti possano arrivare in superficie provocando danni. In pratica il satellite UARS fu portato in orbita nel Settembre del 1991 con lo shuttle Discovery, del quale riempiva quasi l'intera stiva essendo lungo 12 metri e largo poco più di quattro. Per questo in molti si sono allarmati e qualcuno sta ipotizzando che certe parti non riusciranno a disintegrarsi completamente quando il satellite precipiterà definitivamente nell'atmosfera sbriciolandosi nella vampata dell'attrito. Tuttavia la NASA lo sta seguendo ma, non potendolo gestire con assoluta perfezione, qualcosa potrebbe sfuggirgli. Anche se i controllori stanno facendo di tutto per governarne la caduta in modo da provocarla quando si troverà a sorvolare l'Oceano Pacifico, come accade quasi sempre in questi casi. Intanto però il satellite si sta abbassando lentamente e, quando incontrerà gli strati atmosferici più densi, il suo tuffo senza speranza si farà rapido e definitivo. Inoltre la NASA sta informando di quanto sta succedendo e, pur non essendo in grado di indicare il giorno preciso, garantisce che nulla di pericoloso si verificherà; ricordando, per di più, che da mezzo secolo numerosi satelliti sono piovuti sulla Terra alla fine della loro vita e non hanno mai causato danni alle persone o alle cose. Tuttavia però non è da dimenticare che il satellite militare sovietico Cosmos 954, per la sorveglianza oceanica che era dotato di un reattore nucleare, cadde nel Gennaio 1978 fortunatamente in zone disabitate del Canada e che il suo recupero fu immediatamente avviato da americani e canadesi con "l'Operation Morning Light", la quale portò alla raccolta di dodici pezzi di non trascurabile entità, alcuni dei quali carichi di radioattività. Però ovviamente non è il caso di UARS, (acronimo di Upper Atmosphere Research Satellite), che non ha reattori atomici a bordo e che comunque viene in qualche modo ancora seguito. Inoltre pur essendo stata la sua vita piuttosto difficile ancora prima di essere lanciato, per la scienza dell'atmosfera, rimarrà uno strumento che ha fatto storia. Il satellite, infatti, era partito con anni di ritardo perché lo scoppio dello shuttle Challenger nel 1986 provocò la paralisi dei voli. Comunque, una volta lanciato, URAS ha cominciato ben presto a soffrire di disturbi al pannello di celle solari che gli forniva energia ed in seguito anche ai vari sensori per cui veniva in qualche occasione interrotta la sua attività, finendo poi per funzionare solo parzialmente. Tuttavia i suoi dieci strumenti scientifici, ( sei dei quali sono ancora funzionanti), hanno compiuto un lavoro prezioso. È stato UARS, infatti, tra i numerosi risultati, a compilare la prima mappa del clorofluorocarburi che distruggono la fascia di ozono atmosferico i quali ci proteggono dalla radiazioni ultraviolette, riuscendo, inoltre, a rilevarne anche le variazioni stagionali. Decifrò in seguito i vortici atmosferici nelle zone polari, il ruolo di particelle energetiche nella chimica della stratosfera e per la prima volta riuscì a misurare i venti dallo spazio. Nel team di scienziati, che lavoravano con i dati ricevuti al centro Goddard della NASA, c'era anche il premio Nobel, Paul Crutzen. Inoltre l'UARS volava a seicento chilometri d'altezza, ma già dal 2005 non era quasi più utilizzabile perché troppo acciaccato. Inizialmente doveva lavorare per soli tre anni, (cioè fino al 1994); ed, invece, è diventato il satellite atmosferico più longevo mai lanciato. Ora la sua storia ed il suo tormentato ruotare intorno alla Terra si stanno per concludere. Speriamo solo che si concluda senza lasciare cattivi ricordi finali.


domenica 18 settembre 2011

Dei gattini fluorescenti potrebbero essere la cura contro l'AIDS.



Il 5 Giugno 1981 ha rappresentato la data di inizio dell'epidemia dell'AIDS, data in cui il centro per il monitoraggio e la prevenzione delle malattie degli Stati Uniti identificò un'epidemia di pneumocistosi polmonare dovute a pneumocystis carinii, (ora riclassificato come Pneumocystis jirovecii), in cinque uomini gay di Los Angeles. Benché la sindrome fosse stata chiamata inizialmente GRID, (acronimo di Gay-Related Immune Deficiency, vale a dire immunodeficienza dei gay), le autorità sanitarie si accorsero ben presto che quasi metà della popolazione in cui era stata riscontrata non era omosessuale. Nel 1982Centers for Disease Control and Prevention, (acronimati in CDC), introdussero il termine AIDS per descrivere più esaustivamente la sindrome appena scoperta. Quando si parla della Sindrome da Immunodeficienza Acquisita, (da cui l'acronimo SIDA in francese ed in spagnolo), oppure Acquired Immune Deficiency Syndrome, (AIDS in inglese, utilizzato anche all'estero), ci si riferisce ad un insieme di manifestazioni dovute alla deplezione, ossia la diminuzione del numero di linfociti T, derivante da infezione con virus HIV-1 o HIV-2. La suddetta malattia presenta diversi quadri clinici: 1) AIDS, (Acquired Immuno-Deficiency Syndrome): appunto, sindrome da immunodeficienza acquisita; 2) PLG o LAS, (Persistent Generalized Lymphadenopathy): cioè linfadenopatia generalizzata persistente; 3) ARC, (Aids Related Complex), cioè un complesso di sintomi correlati all'AIDS4) ADC, (Aids Dementia Complex), cioè una demenza collegata all'AIDS. Tra queste manifestazioni sono comprese infezioni da microrganismi e l'insorgenza di tumori sia comuni nella popolazione generale sia caratteristici delle persone immunocompromesse. L'agente eziologico della patologia è il virus HIV. Si suppone che la sindrome abbia avuto origine nell'Africa subsahariana, in seguito ad una mutazione di un retrovirus animale probabilmente della scimmia che nel XX secolo fu trasmesso alla popolazione umana, provocando poi una epidemia globale. Ma vediamo come agisce questa malattia... Ciò che l'infezione virale provoca è la comparsa di uno stato infiammatorio cronico che si sviluppa in un deficit funzionale e quantitativo del sistema immunitario. Sebbene una risposta immune particolarmente forte possa essere utile per controllare la replicazione virale, il mantenimento di un tale stato nel corso del tempo può portare ad un progressivo esaurimento e deplezione cellulare. Evento centrale nella patogenesi dell'infezione da HIV è l'interessamento della linea linfocitaria. In effetti, oltre alla riduzione numerica, si notano anche vari fenomeni imputabili alla riduzione funzionale dei linfociti T. I primi sintomi dell'AIDS sono simili a quelli che si sviluppano in soggetti con un normale sistema immunitario. La maggior parte sono infezioni causate da batteri, virus, funghi, parassiti ed altri organismi. Negli individui affetti da AIDS sono comuni le infezioni opportunistiche ed aumenta il rischio di sviluppare varie forme di tumore come il Sarcoma di Kaposi, tumori del cervello e linfomi. Sintomi comuni sono febbre; sudorazione specialmente notturna; ingrossamento ghiandolare; tremore; debolezza e perdita di peso. Senza il supporto terapeutico la morte sopravviene all'incirca entro un anno. La maggior parte dei pazienti muore per infezioni opportunistiche dovute al progressivo indebolimento del sistema immunitario. Inoltre nel 1990 l'Organizzazione Mondiale della Sanità, (OMS), ha raggruppato i diversi tipi di casi definendo una scala per i pazienti affetti da HIV-1. Questa è stata aggiornata nel Settembre del 2005. La maggior parte di queste infezioni opportunistiche può essere facilmente curata in soggetti altrimenti sani. I vari stadi della malattia sono: Stadio I: l'infezione da HIV è asintomatica e non categorizzata come AIDS; Stadio II: include minori manifestazioni mucocutanee e ricorrenti infezioni del tratto respiratorio superiore; Stadio III: include diarrea cronica prolungata per oltre un mese, gravi infezioni batteriche e tubercolosi; Stadio IV: include toxoplasmosi del cervello, candidosi di esofago, trachea, bronchi o polmoni e sarcoma di Kaposi; queste patologie sono usate come indicatori dell'AIDS. Negli USA la definizione di AIDS è governata dai suddetti CDC. Nel 1993 i CDC hanno allargato la loro definizione di AIDS andando ad includere persone sane ma risultate positive al test per l'HIV, e con un numero di linfociti T, detti CD4+, inferiore a 200 per µl, (cioè microlitri, ovvero un milionesimo di litro), di sangue. Inoltre la maggioranza dei nuovi casi di AIDS negli Stati Uniti vengono diagnosticati quando si ha un basso numero di linfociti T ed è presente una infezione da HIV. Dagli inizi dell'epidemia, sono state individuate principalmente tre vie di trasmissioni dell'HIV cioè: 1) Sessualmente: La maggior parte delle infezioni del virus dell'HIV avvennero, ed avvengono tuttora, attraverso rapporti sessuali non protetti. La trasmissione sessuale può insorgere quando c'è contatto fra le secrezioni sessuali di un partner infetto con le mucose genitali, della bocca, (cunnilingus e fellatio), oppure del retto. Nonostante la probabilità di trasmissione non sia elevata, il grande numero di esposizioni di questo tipo fa sì che sia la causa prevalente della diffusione del virus. 2) Sangue e suoi derivati: Questa via di trasmissione è particolarmente importante per gli utilizzatori di droghe introvenose, emofiliaci e riceventi di trasfusioni di sangue e suoi derivati. Gli operatori del settore sanitario, (infermieri, tecnici di laboratorio, dottori ecc...), sono anche coinvolti, sebbene più raramente. Sono interessati da questa via di trasmissione anche chi pratica o si fa fare tatuaggi e/o piercing. 3) Madre-figlio: La trasmissione del virus da madre a figlio può accadere nell'utero durante le ultime settimane di gestazione ed alla nascita. Anche l'allattamento al seno presenta un rischio di infezione per il bambino. In assenza di trattamento, il tasso di trasmissione tra madre e figlio è del 25%. Tuttavia, dove un trattamento viene effettuato combinandolo con la possibilità di un parto cesareo, il rischio è stato ridotto all'1%Comunque, per quanto rigurada la terapia per la cura, attuamente l'infezione da HIV viene trattata con la cosiddetta Highly Active Antiretroviral Therapy, (nota come HAART), nella quale si utilizzano opportune combinazioni di farmaci antiretrovirali. Il suo utilizzo a partire dal suo ingresso nel 1995 ha consentito di ridurre la morbilità e la mortalità degli individui che sono stati infettati dal virus. Tale terapia, inoltre, permette anche un miglioramento dei parametri immunitari con un netto aumento del linfociti CD4+ che sembra permanere fino a 4-5 anni, ai quali si accompagna un abbassamento della carica virale plasmatica e liquorale, (cioè quella del liquido cefalorachidiano, detto anche liquido cerebro spinale o liquido rachido-spinale). Tuttavia l'utilizzo della HAART, in uno studio preliminare condotto su dieci persone infette da HIV-2, (che si trasmette meno facilmente, è più antico ed è per lo più diffuso nell'Africa occidentale), sembra avere una minore efficacia rispetto ai risultati che si ottengono con HIV-1, (che è una forma più virulenta e si trasmette più facilmente). Sia l'HIV-1 sia l'HIV-2 derivano da virus analoghi che infettano i primati. L'HIV-1 deriva da un virus dello Scimpanzé comune. L'origine dell'HIV-2 è attribuita con certezza al Cercocebus atys, un cercopiteco presente in Guinea Bissau, Gabon e Camerun. Comunque anche se tuttora una cura definitiva contro l'AIDS non è stata trovata, un paziente americano affetto da HIV e da leucemia sembra avere di recente ottenuto grandi benefici da un trapianto di midollo proveniente da un donatore della variante genetica delta 32, (poiché i delta 32 sono immuni all'HIV). Dopo 600 giorni dal trapianto del midollo sia la leucemia che il virus sembrano scomparsi, sebbene potevano ancora essere nell'organismo, ma solo incapaci di infettare le cellule. Inoltre sempre di recente sono stati creati alcuni gatti resistenti all'HIV, grazie all'introduzione nel loro corredo genetico di alcuni geni che riescono a rendere i Macachi Rhesus resistenti al virus. L'obiettivo è stato raggiunto dai ricercatori della Mayo Clinic di Rochester, (USA), i quali hanno pubblicato i risultati del loro studio su Nature Methods. I ricercatori hanno fatto nascere, appunto, tre gattini il cui DNA è stato geneticamente modificato con una complessa procedura che ha visto l'introduzione di particolari geni in delle cellule uovo, fecondate successivamente ed impiantate in 22 gatte che hanno dato alla luce questi 3 micini transgenici, ai quali è stato dato il nome di TgCat1, TgCat2 e TgCat3. Uno di loro poi si è accoppiato generando una cucciolata portatrice del gene modificato. I geni in questione sono quelli dei Macachi e delle Meduse. Quest'ultimi geni, (cioè quelli delle meduse), hanno reso i suddetti gatti fluorescenti; infatti i gatti, se illuminati da una luce blu, brillano, permettendo così ai ricercatori di seguire l'attività dei nuovi geni nei diversi organi. Questa scelta è stata dettata dal fatto che i gatti hanno praticamente il 90% dei loro geni che presenta delle caratteristiche simili al DNA umano ed, inoltre, perché anche loro possono essere colpiti da un virus simile che causa il Fiv, Virus dell'immunodeficienza felina, (o per meglio dire "l'AIDS dei gatti"). Oltretutto sono stati scelti i Macachi perché hanno il gene TRIMCyp, che è quello che poi è stato inserito nelle cellule uovo, in grado di sintetizzare una proteina che aggredisce il Fiv e ne impedisce la replicazione. Durante il seguente studio i ricercatori, per verificare la fondatezza della loro teoria, hanno inoculato il virus in una cultura di globuli bianchi prelevati dal sangue dei micini transgenici e, grazie anche alla tracciabilità fluorescente, hanno potuto constatare come il gene dei macachi aveva sintetizzato delle proteine in grado di distruggere l'involucro del virus e quindi di impedirne la replicazione. Ovviamente gli studiosi hanno spiegato che si tratta solo di un primo passo e quindi è impensabile almeno per il momento l'utilizzo dei suddetti geni per combattere l'Hiv negli esseri umani; ma verranno utilizzati per comprendere più approfonditamente i meccanismi per sviluppare nuovi sistemi di difesa efficienti contro questa patologia. La notizia ha però suscitato molti dubbi. A prescindere dalla questione etica riguardante l'utilizzo di animali per fare ricerca per curare malattie umane, alcune persone hanno sollevato problemi anche di natura prettamente scientifica. Comunque sia non ci rimane che aspettare per vedere se questi tre gattini saranno utili per curare definitivamente l'AIDS, salvando la vita a molte persone.