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venerdì 27 gennaio 2012

L’FBI desidera mettere sotto controllo i maggiori Social Network, tra cui Facebook e Twitter.



Dopo la chiusura del network Megaupload e l'arresto dei suoi responsabili, recentemente l'FBI, (acronimo di Federal Bureau of Investigation), ha rilasciato alcune informazioni riguardanti un nuovo piano di monitoraggio delle reti sociali, ovvero i cosiddetti Social Network. Questo documento, che è stato pubblicato sul sito ufficiale dell'ente investigativo di polizia federale statunitense e riporta la data del 19 Gennaio, evidenzia, tra l'altro, i dettagli dell'attività nascosta delle varie agenzie governative che solitamente non viene resa nota al grande pubblico, però ad essere particolarmente interessati sono state le moltitudini di informazioni che ogni giorno milioni di utenti pubblicano su Twitter, (il noto Social Network dai 140 caratteri), Facebook, (il famoso Social Network in Blu), ed altri simili che, secondo l'FBI, potrebbero servire a prevenire eventuali situazioni di crisi. Praticamente l'FBI vorrebbe realizzare un sistema di allarme per tutte quelle possibili minacce degli Stati Uniti. Per fare ciò dovrebbero venine sottoposti a scansionare tutti gli aggiornamenti di stato pubblici in modo da identificare e geolocalizzare gli eventi ed i possibili incidenti. In pratica l'FBI è interessata ad individuare un gruppo di tecnici competenti che possano offrire il loro aiuto per lo sviluppo di un'applicazione in grado di analizzare in tempo reale tutte le attività pubblicate sui vari Social Network. Questa applicazione dovrebbe essere sufficientemente intelligente da estrarre dal flusso continuo di informazioni divulgate online i post facenti riferimento ad attività sospette, sulle quali potrebbe essere opportuno svolgere delle indagini. L'idea è quella di avere un riscontro immediato su ciò che sta accadendo cosicché gli agenti dell'FBI possano essere tempestivamente informati su eventuali emergenze, attacchi terroristici oppure altre circostanze che necessitano di un intervento immediato. Dunque gli agenti saranno in grado di analizzare i movimenti dei sospettati, monitorare le vulnerabilità e le limitazioni di possibili azioni. Tuttavia non è certamente il primo esempio di programma simile, infatti, oltre all'FBI, anche la DARPA e la CIA, (come avevo spiegato tempo fa in un post), hanno messo in sviluppo alcuni programmi per il monitoraggio del web. Ma c'è una sostanziale differenza, e cioè l'FBI, essendo un ente federale, potrà concentrarsi soprattutto sugli eventi interni al Paese, mentre gli altri si occupano di questioni esterne. Inoltre se da una parte l'interesse dell'FBI è esplicitamente rivolto agli aggiornamenti pubblici, (in mano a venditori e inserzionisti), dall'altro lato tutto ciò viene considerato un campanello d'allarme dai comuni cittadini. Infatti il concetto di pubblico potrebbe essere messo in crisi. Al riguardo Jennifer Lynch, membro della Electronic Frontier Foundation, ha dichiarato: "Il desiderio del governo degli Stati Uniti di controllare tutti potrebbe avere un impatto indesiderato. Questi strumenti che minano i dati open source e presumibilmente li raccolgono nei loro server per molto tempo, andando a comporre dei veri e propri profili dei singoli utenti, rovinano il concetto di privacy. Sono molto preoccupata dell'effetto che potrebbe avere sulla libertà di parola negli Stati Uniti". Infatti l'idea di privacy nell'ultimo periodo è al centro di numerosi dibattiti, anche a causa dei recenti aggiornamenti effettuati da Google. E quindi, mentre in Europa si sta discutendo della proposta di un "diritto ad essere dimenticati", (in poche parole significa che chiunque avrà il diritto di fare eliminare definitivamente i propri post sui vari Social Network), negli Stati Uniti non è possibile immaginare quale futuro attenderà i navigatori e cittadini. Comunque, nonostante il silenzio dell'ufficio di presidenza, l'idea di creare "agenti digitali" è ammissible; d'altro canto i ricercatori di Facebook e del mondo accademico hanno già confermato come i Social Network possano essere utilizzati per capire molte cose del singolo individuo, delle sue amicizie e della posizione geografica dei vari utenti. Tuttavia è chiaro che l'idea di trasformare un intero network in un "occhio sulla società" è qualcosa di davvero poco accettabile. Per questo motivo la suddetta proposta dovrà essere approfondita, a maggior ragione in un momento in cui l'FBI è sotto gli occhi di tutto il mondo per l'azione di forza, spiegata inizialmente, compiuta nei confronti di Megaupload il quale, secondo la tesi della difesa, fungerebbe da "intermediario" rivestendo lo stesso ruolo di un sito web come per esempio, YouTube. In aggiunta, secondo quanto riportano alcune fonti d'Oltreoceano, diversi gruppi di utenti sarebbero pronti a far causa alle autorità statunitensi chiedendo un risarcimento per il danno subìto in seguito alla chiusura di Megaupload. Al riguardo il gruppo Pirates of Catalonia ha commentato: "Un danno così vasto provocato a seguito della chiusura di Megaupload è ingiustificato ed è sproporzionato visto l'obiettivo che s'intendeva raggiungere". Comunque non è ancora chiaro su quali basi possa essere avviata un'eventuale azione legale, anche perché Megaupload, come tanti altri fornitori, nelle sue condizioni d'uso indicava che l'upload dei file avveniva sotto la responsabilità ed a rischio del singolo utente.


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