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sabato 21 gennaio 2012

Lo scambio delle password: un atto che alcuni psicologi ritengono sia come fare sesso.


Si sa il mondo degli adolescenti è davvero complicato, infatti, la crescita, gli istinti sessuali, le tempeste ormonali e quant'altro rendono questa fascia d'età come il passaggio più complesso che si attraversa nella nostra vita. Se poi a tutto questo viene aggiunto l'incontro con il mondo della tecnologia, le complicazioni aumentano e rischiano di sfociare in comportamenti pericolosi. In particolare una pratica tra tutte sembra farsi largo tra le nuove generazioni, vale a dire "lo scambio delle password". Simbolicamente questo rappresenta una dimostrazione estrema di fiducia, in poche parole un modo per mettersi l'uno nelle mani dell'altro, convalidando nel modo più profondo possibile un legame che si intende consolidare. Tuttavia quello che nella tradizione poteva essere uno scambio di anelli oppure un braccialetto in comune, oggi rischia di svalutare la portata del gesto ed oltrepassare il limite della ragionevolezza. Proprio perché lo scambio delle password viene considerato un gesto più importante dello scambio di un anello, infatti, simboleggia uno scambio di identità, di segreti e di una specie di "maschera", praticamente un qualcosa che va oltre la semplice condivisione. Inoltre da un recente sondaggio rivolto ai giovani, che poneva la domanda: "Voi condividereste la password?", è scaturito che questa pratica è diventata una sorta di moda tra i giovani per esprimere il loro reciproco affetto condividendo, appunto, la password della propria posta elettronica, di Facebook, (il famoso Social Network in Blu), e di altri account. In aggiunta i giovani fidanzati a volte scelgono perfino la medesima password ed accettano reciprocamente che l'altro legga le proprie e-mail ed i propri messaggi. E loro stessi dicono di essere consapevoli che questi intrecci digitali sono rischiosi, poiché quando una relazione si guasta, può accadere che uno usi i "segreti" online contro l'altro. Ma aggiungono che è proprio questo a rendere così potente il simbolismo della password condivisa. Al riguardo Tiffany Carandang, una liceale di San Francisco, della decisione presa da lei e dal suo ragazzo alcuni mesi fa di condividere le password della posta elettronica e di Facebook, ha dichiarato: "È un segno di fiducia! Non ho nulla da nascondergli e lui non ha nulla da nascondere a me. Sono sicura che non farebbe mai nulla per rovinare la mia reputazione". Ma ovviamente non sempre va a finire bene. È anche vero che cambiare una password non è una cosa difficile, ma gli psicologi ed i genitori dicono che spesso il danno viene fatto prima che la password venga cambiata, oppure che la condivisione stessa della vita online può essere la causa del fallimento di un rapporto. Infatti quando le storie finiscono male, c'è quasi sempre il/la giovane liceale respinto/a che cerca di umiliare la/il sua/o ex mettendo in rete i segreti delle sue e-mail. Si tratta molto spesso di tensioni tra fidanzati che spiano i messaggi l'uno dell'altro cercando prove di slealtà o infedeltà; oppure c'è chi prende di nascosto il cellulare dell'ex migliore amico e, usando la sua password, manda messaggi minacciosi a qualcun altro. Oltretutto, secondo Rosalind Wiseman, autrice di "Queen Bees and Wannabes", il tutto ha un valore simbolico estremamente forte per le generazioni adolescenziali poiché raccoglie un forte valore pruriginoso. Infatti l'autrice lo ha affermato chiaramente: "Scambiarsi le password è in molti casi un modo metaforico di fare sesso. Un atto di fiducia estrema, una corsa al contrario rispetto a quel che suggeriscono gli adulti, un modo per consegnare sé stessi alla propria anima gemella". Al riguardo una inchiesta, vale a dire il Pew Internet and American Life Project, effettuata nel 2011 ha rivelato che il 30% dei teenager che navigano con regolarità sul web si scambia le password con fidanzati o amici. Infatti spesso questa è una pratica apprezzata, offerta volontariamente e parte integrante del rapporto. Mentre in altri casi è una pratica forzata, uno squilibrio nelle intenzioni che costringe uno dei due partner ad accondiscendere alla richiesta di fiducia avanzata dalla controparte. D'altro canto scambiarsi le password significa, come già spiegato, non avere segreti per il proprio partner, il che sembra indicare una dimostrazione di solidità e fiducia senza eguali. Tuttavia la password può essere un'arma a doppio taglio che cambia di significato nel momento in cui un rapporto perde la sua unità. In aggiunta un esperto ha dichiarato: "Conosco moltissime coppie che hanno condiviso le password e non ce n'è una che non se ne sia pentita". Ma alcuni studenti hanno spiegato che ci sono altri motivi, oltre a quello di una dimostrazione di fiducia, per scambiarsi le parole d'ordine online. Ad esempio molti universitari hanno detto di aver regolarmente condiviso la password di Facebook non per ficcare il naso o per controllare l'altro, ma per costringersi a studiare per gli esami. Infine il New York Times, che raccoglie varie testimonianze sul tema, ha voluto dare un consiglio, ovvero quello di "evitare un romanticismo troppo ingenuo e di evitare pertanto uno scambio di password che rischia soltanto di generare problemi. L'intimità può e deve essere dimostrata in altri modi, con azioni più concrete e meno simboliche, lasciando quella che è l'integrità identitaria personale nella sfera che gli compete".


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