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giovedì 1 marzo 2012

Un recente studio ha dimostrato che con il progedire dell’età la qualità del sonno risulta migliorare.


Da sempre, secondo i vari luoghi comuni, si è sentito dire che con il trascorrere del tempo e di conseguenza con l'avanzare dell'età la qualità del sonno peggiora e che quindi si dorme meno. Però a contraddire questa credenza popolare è stato un nuovo studio, pubblicato sulla rivista Sleep, e condotto recentemente su oltre 155 mila adulti. In pratica, durante il suddetto studio, un gruppo di ricercatori del Center for Sleep and Circadian Neurobiology presso la Perlman School of Medicine dell'Università della Pennsylvania, ha potuto constatare in che modo il gradimento nello stare sotto le coperte per riposare aumentava con l'avanzare dell'età dei pazienti, arrivando a toccare un massimo picco nelle persone di settanta anni. Al riguardo il dottor Michael Grandner, l'autore principale dello studio, ha spiegato: "Questa volta la credenza popolare ha fallito. Questi risultati ci obbligano a ripensare a ciò che conosciamo riguardo il sonno delle persone anziane, sia uomini che donne". Quindi che il sonno possa migliorare con l'aumentare dell'età è stato dimostrato attraverso l'analizzazione dei dati raccolti per mezzo di una serie di interviste telefoniche svolte a caso su un campione di 155.877 adulti di entrambi i sessi. Praticamente, durante queste interviste telefoniche, i protagonisti dovevano rispondere ad una serie di domande riguardanti i possibili disturbi del sonno e la stanchezza mattutina. Inoltre dei soggetti intervistati si è anche tenuto conto della razza di appartenenza, il grado di istruzione, il reddito, la salute generale, l'eventuale presenza di sintomi depressivi ed, in più, quando hanno avuto l'ultima visita medica. Da queste interviste si è scoperto, appunto, che in generale la qualità del sonno migliorava, mentre i possibili disturbi scemavano, con il passare degli anni. Tuttavia solamente nel caso in cui è stata riscontrata la presenza di depressione oppure di problemi di salute di un certo rilievo le cose sono andate diversamente. Inoltre ne è risultato che rispetto agli uomini le donne sono quelle che hanno lamentato maggiori problemi di sonno e di stanchezza mattutina. Ed alla stessa maniera l'età che in generale ha presentato maggiori problemi è stata la mezza età. Oltretutto il dottor Michael Grandner ha proseguito mettendo in evidenza che: "Una volta che fattori come malattie e depressione siano esclusi, gli anziani dovrebbero conseguire un sonno migliore. Se così non è, hanno bisogno di parlarne con il proprio medico. Non dovrebbero semplicemente ignorarlo"; ricordando in questo modo che questi risultati sfidano la saggezza tradizionale, la quale afferma che le difficoltà nel dormire siano maggiormente percepite dagli adulti più anziani; ed, infine, che sfidano la pratica clinica generale che ignora i disturbi del sonno negli adulti anziani come se fosse una normale manifestazione dell'invecchiamento.


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