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sabato 21 aprile 2012

A quanto pare dal 2015 arriverà un nuovo decoder per il Digitale Terrestre.


Nel 2004 venne emanata la cosiddetta legge Gasparri, ovvero una legge che ha predisposto il riordino del sistema televisivo italiano. Inizialmente per l'Italia il termine ultimo previsto per la conversione da televisione analogica terrestre a televisione digitale terrestre, (cioè il cosiddetto "switch-off"), e quindi il termine ultimo per aggiornare gli impianti, era il 31 Dicembre 2006, ma il Consiglio dei ministri nel Dicembre 2005 rinviò la cessazione del servizio analogico alla fine del 2008. Inoltre il 15 Luglio 2006, durante la seconda Conferenza Nazionale sul Digitale Terrestre, tenutasi a Napoli, la RAI, Mediaset e Telecom Italia Media hanno presentato "Tivù", vale a dire la piattaforma unica per il digitale terrestre; in sostanza un progetto con il quale le tre aziende si impegnavano, appunto, a fornire nuovi contenuti gratuiti su piattaforma digitale. Tuttavia l'allora ministro delle comunicazioni Paolo Gentiloni aveva anche indicato come data realistica per la chiusura della Tv analogica il 2012, data che fu imposta dall'Unione Europea come scadenza per il passaggio definitivo al digitale. In tal senso l'Italia ha iniziato il passaggio al Digitale Terrestre già dal 2003 in Sardegna ed in seguito in Valle d'Aosta, transizione che dovrebbe, appunto, terminare entro il prossimo 30 Giugno 2012. Ma a quanto pare è già ora di cambiare. Infatti tra un paio di anni il Digitale Terrestre si evolverà e promette un maggior numero di canali ed una migliore qualità visiva, con un ampliamento dell'alta definizione e forse anche l'arrivo del 3D. E quindi bisognerà cambiare ancora una volta Tv oppure decoder. Anche se, come hanno spiegato gli esperti, c'è ancora qualche anno a disposizione ed il cambiamento sarà graduale. Infatti sempre a detta degli esperti: "Vecchio e nuovo Digitale Terrestre coesisteranno a lungo". Però nel frattempo l'attuale governo all'interno dell nuovo decreto legge fiscale ha fissato una data ben precisa, infatti, a partire dall'1 Gennaio 2015 tutti i produttori di Tv avranno l'obbligo di integrare nei loro nuovi modelli un sintonizzatore Digitale Terrestre in standard DVB-T2, mentre a partire dall'1 Luglio 2015 i televisori privi dell'anzicitato nuovo tipo di decoder non potranno più essere venduti. Ovviamente in molti si sono chiesti: "Ma cosa cambierà nel mondo della Tv?". Al riguardo l'ingegner Mario Frullone, direttore delle ricerche della Fondazione Ugo Bordoni, ovvero un'Istituzione di alta cultura e ricerca che svolge attività di consulenza nei confronti del Parlamento, del Governo e delle Amministrazioni Pubbliche, ha spiegato: "Facciamo una premessa per capire i termini del problema. Oggi la banda a disposizione per le trasmissioni Tv si va riducendo per la "fame" di frequenze di smartphone, tablet, ecc.. che hanno portato prima a destinare una parte dello spettro al nuovo standard dei telefonini 4G e che dal 2015 porteranno via un'altra parte significativa di frequenze". Ed ha proseguito dichiarando: "C'è quindi la necessità di far stare su una banda sempre più stretta un numero sempre crescente di canali e questo sarà possibile solo con il passaggio al nuovo standard DVB-T2. Con questo standard per esempio, all'interno dello stesso multiplex sarà possibile avere fino a 6 canali in HD contro i 2 attuali". Ed ancora ha proseguito sottolineando: "Quello che ha disposto la legge è stato nient'altro che dare un semplice messaggio ai broadcaster, (RAI, Mediaset ecc...): potete pensare di passare al DVB-T2 perché a partire dal 2015 esisterà sicuramente una base di utenti dotati dei decoder e dei televisori idonei a decodificare il segnale". Mentre in molto si sono domandati: "Ma cosa cambierà invece per l'utente finale?". Ed al riguardo sempre Mario Frullone ha spiegato: "Dipende dalla strategia dei broadcaster. Per esempio si potrebbe pensare a contenuti premium, (come il calcio, i grandi film ecc...), veicolati, magari in alta definizione oppure in 3D, con il nuovo standard. Per quei contenuti occorrerà dotarsi del nuovo decoder o comprare un televisore che ne sia dotato. Ma le due tecnologie, cioè quella attuale e la prossima, continueranno a coesistere per un gran numero di anni". Ed, infine, Mario Frullone ha concluso dichiarando: "Dobbiamo solo verificare se entro qualche mese abbiamo l'intenzione di comprare un televisore, di gran lunga il componente più costoso della catena video, che sia dotato di decoder DVB-T2 oppure, in alternativa, che sia aggiornabile al nuovo standard".


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