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domenica 6 maggio 2012

Dimostrato che lo jogging regala in media 6,2 anni di vita in più agli uomini e 5,6 alle donne.


Si sapeva già, ma adesso grazie ai risultati di un precedente studio è stato dimostrato che praticare jogging per almeno una/due ore e mezza la settimana, ad una andatura lenta oppure moderata, allunga la vita. In pratica è stato rilevato che le aspettative di vita in media aumentano di 6,2 anni per gli uomini e di 5,6 anni per le donne. Tuttavia questi dati sono attendibili, (infatti non sono ancora stati pubblicati, ma sono stati presentati a Dublino durante il congresso EuroPRevent 2012), perché provengono dal Copenhagen City Heart Study, vale a dire un enorme studio nato nel lontano 1976 con l'obiettivo di accrescere le conoscenze relative alla prevenzione delle malattie cardiovascolari. Comunque in sostanza la suddetta ricerca ha coinvolto 20 mila persone fra uomini e donne, i quali sono stati sottoposti a controlli regolari nel corso degli anni, anche in relazione all'attività fisica. Al riguardo Peter Schnohr, il cardiologo supervisore dello studio, ha dichiarato: "I risultati della nostra analisi ci permettono di affermare con certezza che la pratica regolare dello jogging aumenta la longevità. La buona notizia è che non serve un esercizio intenso e frequente per ottenere il massimo dei benefici". Inoltre i ricercatori in questo lasso di tempo di 35 anni hanno registrato 10.158 morti fra i non-jogger e soltanto 122 fra i jogger ed in aggiunta hanno calcolato che il rischio di morte si riduce di circa il 44% sia per gli uomini che per le donne abituati a correre. Successivamente, rettificando questa percentuale secondo il parametro dell'età, hanno potuto calcolare che i vantaggi in termini di longevità ammontano, come già detto inizialmente, rispettivamente a 6,2 anni per i maschi ed a 5,6 per le donne. In seguito ulteriori analisi hanno dimostrato che il massimo dei benefici si ottiene con un'attività, appunto, della durata variabile da un'ora a due ore e mezzo la settimana, frazionata in due/tre periodi, e con un'intensità di esercizio da modesta a media. In tal proposito Peter Schnohr ha spiegato: "L'intensità ideale è quella che accelera il ritmo del respiro, ma non fa ansimare". Tuttavia negli anni Settanta il jogging fu messo sotto accusa dopo la segnalazione di alcune morti fra uomini di mezza età mentre stavano praticando questa attività. Al riguardo Peter Schnohr ha concluso aggiungendo: "I risultati della nostra ricerca forniscono la risposta definitiva alla domanda se il jogging fa bene oppure no alla salute". Infatti la lista degli effetti positivi del jogging sull'organismo è lunghissima; praticamente questa pratica favorisce l'intercettazione di ossigeno da parte dei tessuti, aumenta la sensibilità all'insulina, migliora il profilo dei lipidi nel sangue, (vale a dire che innalza il colesterolo buono, conosciuto con la sigla HDL, ed abbassa i trigliceridi), fa diminuire la pressione del sangue, riduce l'aggregazione piastrinica e potenzia l'attività fibrinolitica, (in parole semplici contrasta la formazione di placche aterosclerotiche), ottimizza la funzione cardiaca, la densità delle ossa, le difese immunitarie, riduce l'infiammazione, previene l'obesità ed, infine, migliora anche le funzioni psicologiche.


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