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venerdì 25 maggio 2012

Google si pone a favore del copyright cancellando milioni di contenuti, siti web e link ritenuti pirata.



La lotta contro le violazioni del copyright in questi giorni si sta facendo sentire parecchio, infatti, dopo il recente oscuramento del famoso sito KickassTorrent.com, anche il famosissimo motore di ricerca Google ha deciso di premere il tasto "cancella". In pratica il colosso di Mountain View ha pensato di eliminare in grande stile milioni di link dalle proprie pagine dei risultati, che in precedenza erano stati segnalati dai possessori dei diritti d'autore. Al riguardo Google nel suo "Rapporto sulla Trasparenza" ha fatto sapere: "Non vogliamo che gli utenti finiscano sui siti pirata". Inoltre a quanto pare la maggior parte delle suddette segnalazioni sarebbero state effettuate da Microsoft. E quindi, secondo quanto stabilito da una analisi riguardante lo scorso anno, Google ha messo in atto l'eliminazione dalla sua offerta di 5,4 milioni di contenuti, siti web e link, a causa delle solite presunte violazioni del diritto d'autore. Anche se il numero di richieste è in forte crescita. Tuttavia, secondo quanto spiegato da Googleil più famoso portale video messo a disposizione da YouTube ed il servizio Blogger non sono stati inclusi nella suddetta statistica. Per di più è stato rilevato che ogni mese Google elabora una media di circa 1,2 milioni di richieste inoltrate da oltre mille differenti proprietari di diritti d'autore. Tra i dati cancellati ben 3,3 milioni hanno riguardato gli URL, (o link che dir si voglia), nei risultati di ricerca. Il che rappresenta una vera e propria esplosione in cifre, dal momento che in tutto l'anno 2009 erano stati segnalati appena 250 mila indirizzi web. Quantità che ai giorni d'oggi, viene chiamata in causa all'incirca ogni settimana. Oltretutto lo stesso Google ha dichiarato di aver accettato il 97% di tutte le richieste ricevute tra il mese di Luglio e quello di Dicembre del 2011. Al riguardo Fred Von Lohmann, il senior copyright counsel della società, in un post pubblicato sul blog ufficiale di Google ha scritto: "La lotta contro la pirateria online è molto importante. Non vogliamo che i nostri risultati di ricerca conducano la gente a dei posti nella Rete dove vengono infranti i diritti d'autore". In ogni caso, per rendere più chiara la portata del fenomeno, Google ha, appunto, pubblicato tutti i dati nel suo Transparency Report; prima d'ora in questo rapporto, (che fu pubblicato per la prima volta due anni fa), venivano elencate principalmente le richieste di rimozione dei contenuti indicizzati e pubblicati che arrivavano dai governi. Pertanto le informazioni sui problemi di pirateria e diritti d'autore risultavano essere poche o nulle. In aggiunta le segnalazioni che giungono a Mountain View sulla violazione delle leggi sul diritto d'autore in media vengono elaborate entro 11 ore, in base ai principi del Digital Millennium Copyright Act, (noto con l'acronimo DMCA), mentre in caso di organizzazioni note, le quali hanno lo status di "partner affidabile", il processo di verifica e l'eventuale rimozione di un link è ridotto a 7 ore. Oltretutto al primo posto della classifica annuale dove vengono elencati i proprietari dei copyright violati c'è, appunto, Microsoft, (che in un anno ha inoltrato a Google ben 2.554.475 richieste relative a 23.485 domini, tra i quali anche quello di The Pirate Bay, varie piattaforme di condivisione di file torrent ed i cosiddetti gruppi warez); al secondo c'è il gruppo NBCUniversal; al terzo la RIAA, vale a dire l'associazione delle industrie discografiche USA, (con 416.731 richieste di rimozione nei confronti di 6.903 domini); subito dopo la British Phonographic Industry, (con 151.087 URL segnalati per 55 domini), e successivamente si sono collocati diversi produttori di contenuti pornografici. Tuttavia Google ha sottolineato che non tutte le richieste di eliminazione dei contenuti è sempre giustificata. Per esempio, recentemente ne ha respinto una inviata da una scuola guida in Gran Bretagna che aveva chiesto di rimuovere un risultato di ricerca che rimandava ad un'azienda concorrente. In tal proposito Fred Von Lohmann nel suddetto post ha concluso spiegando: "Cerchiamo sempre di individuare richieste di rimozione errate o abusive. Abbiamo anche ricevuto segnalazioni senza alcun fondamento, inviate per danneggiare un competitor oppure rimuovere un contenuto semplicemente sgradito". Comunque Google fa sapere ai vari webmaster della segnalazione, in modo che sia possibile contestare la richiesta di rimozione prima della sparizione dei link.


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