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lunedì 21 maggio 2012

La pizza margherita è da considerare una verdura? Alcuni senatori USA si sono detti favorevoli.


Durante un recente incontro tenutosi in questi giorni alcuni senatori del Congresso Americano hanno discusso parecchio su una domanda, che a primo acchitto potrebbe sembrare senza senso. In sostanza la domanda è: "La pizza margherita può essere classificata come verdura?". Ed a differenza da quanto possa apparire, la questione è alquanto seria; infatti se la risposta fosse sì, motivata dal fatto che sulla pasta viene spalmata una buona dose di passata di pomodoro, le mense scolastiche dell'intera America potrebbero comodamente decidere di servire ai loro ragazzi al posto di broccoli ed insalata una bella pizza. Mentre se la risposta dovesse essere no, sarebbe assicurato un menù dal conto calorico un po' inferiore, e più ricco di vitamine ai più giovani, che andrebbe a segnare un punto a favore della lotta all'obesità infantile che tanto preoccupa le famiglie statunitensi. In pratica tutto ebbe inizio nel 2011, quando, prima dell'inizio del nuovo anno scolastico, venne approvata una nuova legge chiamata National School Lunch Program, anche grazie all'intervento dell'attualte first lady Michelle Obama. Sostanzialmente questa legge, per aiutare il ministero dell'Agricoltura a promuovere le produzioni della terra e combattere il cosiddetto junk food tra i giovanissimi, aveva modificato tutti i menù delle mense scolastiche, le quali avrebbero dovuto seguire nuovi dettami salutisti. Concretamente, oltre a regole generiche su sale, bevande gasate, numero di volte in cui andavano preparati pasti troppo calorici, la suddetta legge diceva basta a pizza, patatine fritte ed a tutti quei cibi troppo grassi, e dava invece il via libera a verdure e legumi, attingendo anche al repertorio dei menù etnici per variare la proposta delle cucine. Tuttavia questi cambiamenti causarono sin da subito molte proteste da parte dei genitori e degli allunni, che inizialmente boicottarono i nuovi menù e si arrivò anche ad alcuni casi di una sorta di "mercato nero" di patatine, bevande gasate, biscotti e merendine nei corridoi scolastici. E di conseguenza i ragazzi non mangiavano più quel che trovavano nel loro vassoio del pranzo. Però a quanto pare adesso ci sarebbe un strataggemma legislativo che si è schierato dalla parte dei piccoli contrari alla dieta a base di verdure. Infatti, se vincessero il fronte del sì, la pizza tornerebbe in gran quantità sui tavoli della scuola, al contrario di quanto accade ora, (anche se a dire il vero la pizza non è stata eliminata definitivamente dalla dieta scolastica, ma è stata ridotta e la sua ricetta è stata alleggerita sul fronte dei grassi e del sale contenuto). Comunque i senatori che si sono detti favorevoli, per argomentare la loro teoria, hanno ricordato un precedente pronunciamento in cui era stato dichiarato che un ottavo di tazza di salsa di pomodoro possiede gli stessi valori nutrizionali di mezza tazza di verdure. Il che basterebbe a far passare la fetta di pizza dalla parte delle verdure. Tuttavia il fronte del no, guidato dal deputato democratico Jared Polis, ha chiesto che tale paragone venga ufficialmente abolito ed ha denunciato che ciò sia stato studiato a favore delle aziende alimentari produttrici di pizza surgelata. In ogni caso, per rendere la pizza più salutista, lo stesso senatore ha proposto il cosiddetto SLICE Act, vale a dire "la legge della fettina di pizza", (poiché il termine slice in questo contesto significa fetta, ma rappresenta anche l'acronimo di School Lunch Improvements for Children's Education). Con il quale, infine, oltre a chiedere che la pizza venga considerata per quello che è, (ovvero in un pasto completo composto da proteine, grassi, carboidrati, vitamine), vengono proposte delle alternative salutiste ai pasti serviti ad oggi, con il chiaro intento di combattere l'obesità, di cui, secondo le statistiche federali, soffrirebbe il 17% dei bambini americani tra i 2 ed i 18 anni.


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