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sabato 26 maggio 2012

Per riparare il cuore potrebbero essere usate delle cellule cardiache sane ricavate da quelle della pelle.


In questi giorni è stato scoperto che dalle cellule della pelle è possibile ricavare delle cellule cardiache sane. In sostanza si tratta dell'ultima frontiera della ricerca sulle staminali che dona nuove speranze a tutti coloro che hanno riportato dei danni al cuore e fornisce nuove cellule cardiache create su misura del paziente. Infatti un recente studio israeliano, che è stato pubblicato sull'European Hearth Journal, ha dimostrato l'efficacia di una nuova tecnica messa a punto nei laboratori del Technion, (conosciuto anche come Israel Institute of Technology di Haifa). Tuttavia non si tratta della prima terapia sperimentale realizzata con lo scopo di "ricostruire" quelle aree cardiache che vengono danneggiate da un infarto, però la vera innovazione di quest'ultima tecnica sta nel punto di partenza. Infatti i ricercatori israeliani hanno utilizzato delle cellule della pelle di due pazienti che precedentemente erano già stati colpiti da infarto per riuscire a generare cellule cardiache compatibili con il cuore stesso dei donatori. In pratica gli scienziati hanno prelevato le cellule del tessuto epiteliale da due pazienti rispettivamente di 51 e 61 anni e le hanno riprogrammate per poterle portare ad uno stato di immaturità, infettandole con un virus che portava con sé tre geni pluripotenti. Questi ultimi, secondo quanto hanno chiaramente dimostrato due precedenti studi del 2007, sarebbero in grado di riportare indietro l'orologio biologico delle cellule umane, facendole regredire ad uno stadio indifferenziato che potrebbe essere paragonato a quello embrionale. E dunque grazie a questo procedimento sono state ottenute alcune cellule staminali pluripotenti indotte che successivamente sono state fatte differenziare in cellule cardiache vere e proprie. In seguito queste ultime, una volta depurate dal suddetto virus, sono state iniettate nel cuore di alcuni topi da laboratorio dove si sono immediatamente integrate, adeguandosi al ritmo cardiaco e soprattutto senza interferire con la funzionalità. Al riguardo Lior Gepstein, cardiologo dell'Israel Institute of Technology, ha spiegato: "Abbiamo dimostrato che è possibile prelevare cellule della pelle di pazienti non più giovani e con danni cardiaci per poi arrivare ad ottenere delle cellule cardiache sane, giovani ed equivalenti alle stesse che possedevano quando erano neonati". Tuttavia al momento la suddetta tecnica israeliana è stata messa alla prova soltanto sul cuore dei topi da laboratorio e, secondo quanto hanno dichiarato gli stessi autori della ricerca, saranno necessari minimo 10 anni di sperimentazione prima di riuscire ad arrivare alla sua applicazione sugli esseri umani. Difatti gli ostacoli da superare sono tanti; il primo dei quali è rappresentato dal fatto che le cellule staminaliuna volta iniettate in uno specifico organo, potrebbero dare origine a dei tumori. Per di più lo sviluppo delle cellule cardiache attraverso l'utilizzo di quelle della pelle richiede due settimane di tempo, impedendo in questo modo un intervento immediatamente successivo all'evento infartuale. Il che rappresenta un'ulteriore complicanza, vale a dire gli effetti cicatriziali dell'intervento post-infarto che, per effettuare una valida terapia ricostruttiva, andrebbero chirurgicamente rimossi prima dell'inoculazione delle suddette cellule staminali.


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