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martedì 17 luglio 2012

Jon Lord, fondatore ed ex-membro dei Deep Purple, muore all'età di 71 anni a causa di un'embolia polmonare.


Nella notte di ieri, 16 Luglio 2012Jon Lord, il compositore britannico tra i tastieristi più famosi della scena del rock, co-fondatore e membro dei Deep Purple, (la famosa band hard & heavy britannica nata nel 1968), si è spento all'età di 71 anni. La notizia è stata diffusa dal sito ufficiale del musicista, dove, con profonda tristezza, è stato spiegato che Jon Lord è deceduto alla London Clinic circondato dall'amore della sua famiglia, colpito da un'embolia polmonare, dopo aver affrontato una lunga e dura battaglia contro un tumore al pancreas, di cui soffriva da circa un anno, (per essere più precisi dal 9 Agosto dello scorso anno, quando attraverso il suo sito dichiarò ufficialmente di essere malato di cancro e di dover temporaneamente interrompere ogni sua performance per poter seguire i trattamenti e le cure della malattia). In pratica si tratta dell'ennesimo lutto di un 2012 terribile per il mondo della musica, che colpisce in particolar modo la grande comunità degli appassionati di hard rock ed heavy metal, per la quale Jon Lord resterà per sempre uno degli autori di Smoke on the Water, vale a dire il brano più famoso dei Deep Purple, sul cui giro di accordi hanno mosso i primi passi tantissimi musicisti dell'epoca. Tuttavia il contributo di Jon Lord va ben oltre l'aspetto puramente compositivo che domina su gran parte del repertorio della band britannica. Infatti a Jon Lord si deve anche la prima e più riuscita unione tra hard rock e venature classiche; tra chitarre elettriche, batterie e coloriture in chiave rock d'organo Hammond, di cui, oltretutto, Jon Lord era autentico maestro. Questo tipo di lavoro venne glorificato nel celebre album live Concerto for Group and Orchestra, presentato per la prima volta il 24 Settembre del 1969 alla Royal Albert Hall di Londra, che ha visto i Deep Purple sul palco assieme alla Royal Philharmonic Orchestra, diretta in quell'occasione dal maestro Malcolm Arnold. Inoltre quest'esperienza fu ripetuta anche nel 1999, ancora una volta nel celebre teatro londinese, due anni prima che Jon Lord lasciasse temporaneamente per problemi fisici i Deep Purple per poi tornare e salutarli definitivamente nel 2002 dopo un tour in Inghilterra, annunciando che avrebbe abbandonato per dedicarsi ad alcuni progetti personali, (specialmente musica d'orchestra), e che non voleva più suonare hard rock. In pratica Jon Douglas Lord, figlio di musicisti, nacque il 9 Giugno del 1941 a Leicester e sin da giovane prese lezioni di pianoforte e, forte di questo bagaglio, all'età di 19 anni decise di trasferirsi a Londra, ovvero in una Inghilterra sempre più affascinata dal blues e dal jazz, pronta a produrre una scena matura, da cui nel seguito del decennio sarebbero scaturite band come i Rolling Stones, i Cream, i Led Zeppelin; dove sarebbero diventati famosi artisti come Jimi Hendrix e sarebbero passati tutti i grandi del blues revival; e dove anche Jon Lord non faticò a ritagliarsi uno spazio in diverse band, accumulando esperienza e conoscenze. Successivamente nel 1968 conobbe il chitarrista Ritchie Blackmore dal cui incontro scaturì la scintilla creativa che avrebbe portato alla fondazione dei Deep Purple. Per di più la prima formazione della band contava anche sul cantante Rod Evans, sul bassista Nick Simper e sul batterista Ian Paice. L'album debutto della band fu Shades Of Deep Purple uscito nel 1968, e fu inizialmente orientato verso il genere pop ed ebbe un successo clamoroso negli Stati Uniti grazie al singolo Hush; tuttavia lo stesso successo non venne raggiunto in Gran Bretagna dove l'album fu praticamente ignorato. Comunque dopo il terzo omonimo album del 1969, Nick Simper e Rod Evans furono sostituiti dal cantante Ian Gillan e dal bassista Roger Glover, si formò così la formazione dei Deep Purple più amata dai fan. Ma anche la più ambiziosa e dedita a canzoni dalla struttura complessa e caratterizzata dalle influenze classiche di Jon Lord. Un suono che raggiunse l'apice, appunto, con il suddetto gran lavoro di Jon Lord per il concerto con la Royal Philarmonic Orchestra. Tuttavia all'epoca quell'impresa venne poco apprezzata dalla critica, il che consegnò la direzione artistica dei Deep Purple nelle mani di Ritchie Blackmoore. In questo modo la band si ritrovò proiettata verso un genere musicale esaltato dalle incredibili altezze della voce di Ian Gillan, ovvero una formula destinata al grande successo commerciale, a cominciare dall'album Fireball del 1971. Tuttavia i Deep Purple avrebbero dovuto registrarne il seguito al Casino di Montreux, in Svizzera, però un petardo fece scoppiare un incendio nel locale durante un concerto del gruppo di Frank Zappa, il che sconvolse i loro piani. In compenso questo avvenimento ispirò la nascita di Smoke on the Water, appunto, il singolo più popolare dell'album Machine Head, (considerato uno degli album più influenti della storia del rock e dell'heavy metal), con in quale la band entrò a tutti gli effetti a far parte del genere rock; cosa che fu consolidata con l'album Who Do We Think We Are nel 1973. Tuttavia fu proprio in quel periodo che all'interno dei Deep Purple iniziarono le divergenze di vedute che avrebbero portato a continue rivoluzioni per quanto riguarda i membri, con l'abbandono di Ian Gillan e Roger Glover, che vennero rimpiazzati da David Coverdale e Glenn Hughes. Comunque se pur costretto a piegarsi alla dittatura delle chitarre, Jon Lord riuscì a marchiare il sound della band, rivelando alla crescente comunità rock uno stile destinato a rivalutazioni a posteriori ed ad influenzare altri grandi tastieristi, soprattutto nell'ambito del successivo progressive metal. In ogni caso Jon Lord non nascose mai le sue radici musicali, inserendo in scaletta lunghe digressioni ispirate a Beethoven e Bach. Comunque adesso che non è più tra noi, di  sicuro rimarranno negli annali soprattutto le sue partiture d'organo Hammond, fatte "esplodere" attraverso un classico amplificatore Marshall per chitarra.


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