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lunedì 9 luglio 2012

Secondo l'OMS i motori diesel causano il cancro ed il Codacons chiede subito il ritiro dei veicoli.


Di recente, dopo che l'Organizzazione mondiale della sanità, (conosciuta anche con l'acronimo OMS), ha classificato le emissioni dei motori diesel come un agente cancerogeno di gruppo 1, ovvero quello delle sostanze con effetto tossico scientificamente accertato, il Codacons ha depositato un esposto alla Procura milanese richiedendo di sequestrare tutti i veicoli diesel esistenti nel territorio di Milano. Infatti al riguardo Christopher Portier, presidente del gruppo di lavoro dell'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, (conosciuta anche con la sigla IARC), ha spiegato: "I gas di scarico del motore diesel provocano tumore ai polmoni negli esseri umani". E dunque da qui è partita l'iniziativa dell'associazione dei consumatori. In sostanza nel suddetto esposto è possibile leggere: «Si chiede che il Procuratore della Repubblica adito voglia accertare il pericolo che la libera disponibilità dei veicoli diesel possa aggravare o protrarre le conseguenze descritte dall'IARC e, quindi, voglia ordinare il sequestro preventivo ex-articolo 321 del Codice di Procedura Penale di tutti i veicoli alimentati a diesel presenti sul territorio della città di Milano e provincia». Ma non solo; difatti il Codacons ha anche chiesto accertare la responsabilità dell'attuale Sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, e dell'attuale Presidente della regione Lombardia, Roberto Formigoni, per le ipotesi di violazione di legge, ed in particolare rispetto ai reati di omissione di atti d'ufficio e getto pericoloso di cose. Tuttavia questo tipo di intervento, anche solo a Milano, sarebbe di grandi dimensioni, poiché su circa un milione e 770 mila mezzi immatricolati in provincia di Milano, circa un terzo sono a gasolio, (cioè equivalenti a 580 mila); una proporzione che si ribalta e diventa ancor più massiccia sui veicoli per il trasporto merci, vale a dire quasi 144 mila diesel contro i meno di 14 mila a benzina. In ogni caso l'OMS è stata chiara spiegando: "A giugno l'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro ha diffuso i risultati di uno studio durato 24 anni ed iniziato nel 1988, vale a dire quando aveva classificato le emissioni dei motori diesel tra i "probabili" cancerogeni per l'uomo, (cioè appartenenti al gruppo 2). Invece adesso sono stati definiti "cancerogeni certi", (ovvero di gruppo 1): l'esposizione è associata a un rischio accresciuto di tumore ai polmoni ed alla vescica". Oltretutto gli esperti dell'OMS hanno stabilito che ad oggi ci sono sufficienti prove dell'associazione tra emissioni dei motori diesel ed insorgenza del cancro. infatti in tal proposito Christopher Portier, sottolineando la necessità che l'esposizione a questa miscela di prodotti chimici sia ridotta in tutto il mondo, ha spiegato: "Le prove scientifiche sono inconfutabili e le conclusioni del gruppo di lavoro sono state unanimi: le emanazioni dei motori diesel causano il tumore del polmone". Per di più, secondo il Codacons, sarebbe possibile anche una class action fatta da persone malate di tumore ai polmoni. Comunque questa notizia riguarda un mercato non da poco; infatti le auto diesel sono molto diffuse principalmente nell'Europa occidentale, dove gli incentivi fiscali ai costruttori ed agli automobilisti ne hanno favorito la diffusione. Inoltre nei primi cinque mesi del 2012 in Italia sono state vendute 371.995 vetture diesel, con una flessione del 20,74% rispetto allo scorso anno. In più la percentuale di automobili diesel vendute nello stesso periodo è stata pari al 54,5% del totale. Mentre al di fuori dell'Europa la trazione diesel è stata riservata quasi esclusivamente ai veicoli commerciali, soprattutto grazie ai migliori consumi. Infatti i costruttori tedeschi stanno provando ad aumentare la diffusione del diesel negli USA, dove le lunghe distanze da coprire in autostrada sono adatte a questo tipo di motori. Comunque l'Associazione Europea dei Costruttori d'Auto, (nota anche con la sigla ACEA), si è detta molto sorpresa dai dati dell'OMS, sottolineando che: "Queste tecnologie sono state sviluppate proprio per rispondere a queste preoccupazioni e le ultime tecnologie diesel sono veramente molto pulite». Al riguardo Allen Scheffer, direttore esecutivo del Diesel Technology Forum, vale a dire un'associazione di settore con sede a Washington, ha sottolineato che diversi miliardi di dollari sono stati spesi nella ricerca e nello sviluppo di motori diesel puliti e con emissioni ridotte. Difatti lo stesso Allen Scheffer ha spiegato: "I motori diesel che si basano sulle nuove tecnologie utilizzano carburanti a bassissima quantità di zolfo, con sistemi e tecniche avanzate di controllo delle emissioni, sono ormai vicino alle zero emissioni per quanto riguarda gli ossidi di azoto, gli idrocarburi ed il particolato". Tuttavia, infine, resta il fatto che l'Organizzazione mondiale della sanità si è espressa, e le parole, (in particolar modo quando riguardano la salute), hanno un certo peso.


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