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domenica 5 agosto 2012

Malati di Alzheimer torturati e truffati; in manette 15 persone, tra cui un consigliere regionale e 2 medici.


Avevano costituito un'organizzazione chiamata l'Associazione Italiana Operativa Neuropsichiatrica, (conosciuta anche con la sigla AION ONLUS), a scopo di lucro; (e dunque di ONLUS non si poteva trattare poiché, come dice il nome stesso, una ONLUS è un'Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale). Tuttavia traevano comunque profitti da pseudo visite specialistiche e prestazioni professionali, dalle donazioni dei familiari dei pazienti e dalle vendite delle pubblicazioni della casa editrice SATURNO, nonché dai contributi della Regione Sardegna per progetti di collaborazione con l'ASL, (acronimo di Azienda Sanitaria Locale). Ma in realtà, sotto la copertura formale di questa associazione, Giuseppe Dore e Marinella D'Onofrioi due neurologi arrestati Venerdì scorso a Sassari insieme ad altre 13 persone, avevano concepito un innovativo "protocollo terapeutico", chiamato la psiconeuroanalisi, il quale è stato divulgato a livello nazionale dai loro colleghi e che, sostenuto come efficace terapia contro il morbo di Alzheimer ed in generale contro tutte le forme di demenza, si concretizzava in gravissime violenze fisiche e psicologiche nei confronti dei pazienti, (documentate da alcune riprese video effettuate dai carabinieri). Inoltre a finire nei guai è stato anche Antonello Peru, un noto politico sardo e consigliere regionale del PdL, il quale è stato condannato agli arresti domiciliari poiché pare si sarebbe adoperato per far stipulare una convenzione tra l'ASL di Sassari ed, appunto, l'associazione AION per la concessione di locali nell'Ospedale G.A. Alivesi di Ittiri, con l'impegno per futuri progetti di collaborazione. Per di più Antonello Peru si sarebbe adoperato anche per la stesura da parte dell'ASL di un bando per la ricerca scientifica, in modo che risultasse vincitrice la stessa AION. Ovviamente il consigliere regionale, per mezzo di Marco Enrico, il suo legale difensore, si è detto estraneo ai fatti ed ha precisato che Martedì chiarirà la propria posizione durante l'interrogatorio. Oltretutto Marco Enrico ha aggiunto: "Antonello Peru, da privato cittadino, ha semplicemente partecipato ad alcune lezioni di fisica e matematica". Incontri a cui tra l'altro presenziava anche il dottor Giuseppe Dore, principale indagato. In ogni caso in carcere sono finiti Salvatore Fadda, 43 anni, di Ittiri; Maria Giuseppa Irde, 46 anni, di Bonorva, collaboratrice di Giuseppe Dore; ed anche Ornella Bombardieri, 62 anni, di Roma, familiare di un paziente. Mentre attualmente si trovano gli arresti domiciliari: Stefania Serra, 37 anni, di Sassari; Andrea Di Carlo, 35 anni, di Grottaferrata, (Roma); Carolina Greco, 35 anni di Senigallia; Verusca Panara, 40 anni, di Bucchianico, (Chieti); Cosimo Sarra, 68 anni, di Dolianova, (Cagliari); Federico Belli, 64 anni, di Tortoreto, (Teramo), tutti familiari di pazienti, ed Alfonso Di Stavolo, 47 anni, di Roma, l'assistente di uno dei pazienti. In pratica "l'innovativa terapia", tra l'altro priva di una qualunque validazione scientifica, era impartita da Giuseppe Dore ed applicata dai suoi più stretti collaboratori, (nessuno dei quali abilitato alle pratiche mediche), nonché dai suddetti familiari consenzienti dei pazienti, convinti della sua effettiva validità ed efficacia. Comunque le pratiche consistevano, (preparatorie alla sospensione di ogni trattamento farmacologico), nella sottoposizione dei pazienti affetti da Alzheimer e diverse forme di demenza a percosse e differenti torture, (quali: strizzamento dei capezzoli dell'uomo, privazione del pasto, perdita del sonno per l'intera notte, legatura di mani e piedi, pressioni su testicoli; e molte altre), che erano tanto più violente quanto più i poveri pazienti non riuscivano a svolgere esercizi di memoria oppure di movimento delle dita delle mani. Tuttavia questa associazione esercitava da diverso tempo, però la scoperta è avvenuta soltanto di recente. Difatti tra il Novembre del 2011 ed il Gennaio scorso, a causa dei suddetti maltrattamenti, due pazienti furono portati al Pronto soccorso per aver riportato gravi lesioni, che vennero subito denunciate dai familiari come "accidentali". Comunque le indagini sono state avviate dai carabinieri nell'Aprile scorso, proprio dopo aver appreso che ad Ittiri alcuni malati di Alzheimer venivano picchiati brutalmente. Nel frattempo si stanno svolgendo gli interrogatori di garanzia e tutte le persone sottoposte a misure cautelari si sono proclamano innocenti. In ogni caso l'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Sassari, poche ore dopo gli arresti di Venerdì scorso, ha sentito la necessità di prendere una posizione in merito alla vicenda attraverso un comunicato stampa ufficiale, nel quale Agostino Sussarellu, presidente dell'Ordine ha scritto: «Il Consiglio dell'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Sassari, in merito alla vicenda relativa all'arresto di quattro medici coinvolti nell'inchiesta su presunti maltrattamenti a malati di Alzheimer, pur con la speranza che i sanitari in questione possano risultare estranei ai fatti contestati, ribadisce che, nell'ambito delle proprie competenze, procederà autonomamente nella valutazione dei fatti di rilevanza disciplinare, che verranno analizzati con l'attenzione necessaria, garantendo scrupolosamente i diritti di tutti i soggetti a vario titoli interessati». Ed, infine, il presidente ha concluso scrivendo: «Nelle more dell'esito del procedimento giudiziario in corso, l'Ordine adotterà le misure previste d'attuale normativa, che prevedono l'immediata sospensione dall'Albo di colleghi sottoposti a misure restrittive. Per quanto riguarda la presunta terapia utilizzata dal dottor Giuseppe Dore per il trattamento dell'Alzheimer e di altre forme di demenza, l'Ordine ha da tempo intrapreso un'indagine conoscitiva e valutativa. L'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri rifiuta qualsiasi forma di azione lesiva della salute e della dignità della persona, da qualsiasi parte provenga, ed esprime la propria solidarietà a chiunque sia stato vittima di maltrattamenti o soprusi».


Di seguito le immagini  riprese dai Carabinieri di Sassari, che suscitano parecchia rabbia ed indignazione:



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