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mercoledì 26 settembre 2012

A quanto pare un virus della pelle potrebbe combattere il batterio che causa l'acne.


A tutti, soprattuto ai più giovani, sarà sicuramente capitato di svegliarsi e di trovare in bella vista uno o più antiestetici, alquanto disgustosi, nonché odiatissimi brufoli. Comunque, a parte il fatto che i brufoli scelgono sempre il momento ed il posto meno adatto per comparire, per molte persone questa presenza indesiderata non è solo occasionale, ma risulta costante ed accompagnata da una serie di altri foruncoli che si distribuiscono soprattutto sul viso ed a volte anche su altre parti del corpo, come la schiena ed il collo. Inoltre questo disturbo, che è più comunemente conosciuto con il nome di acne, può provocare cicatrici che spesso lasciano una traccia permanente in grado anche di rovinare l'aspetto di una persona. Oltretutto l'acne non è soltanto un problema fisiologico, ma per molte persone diventa anche un grave problema psicologico a causa del forte imbarazzo che può generare minando l'autostima dell'individuo; e ciò avviene in particolar modo negli adolescenti. In sostanza di cure per l'acne ne esistono parecchie, tuttavia non risultano sempre efficaci, anche perché non sempre la causa della comparsa dei brufoli è la stessa. Infatti in alcuni casi, come una componente ormonale nelle donne, la semplice assunzione di una pillola anticoncezionale spesso risolve il problema. Ma spesso in molti altri casi le cose non sono così facili ed, come se non bastasse, bisogna sempre fare i conti con gli eventuali effetti collaterali. Tuttavia un recente studio pubblicato sull'edizione online dimBio, vale a dire la rivista dell'American Society for Microbiology, e condotto da un team di ricercatori dell'Università della California a Los Angeles, (nota con la sigla UCLA), e dell'Università di Pittsburgh, ha fatto intravedere una nuova speranza di curare in modo efficace l'acne. In pratica sembra che a combattere l'acne ci penserebbe un virus, ritenuto del tutto innocuo, che popola la superficie della pelle umana e che può attaccare proprio i batteri che causano la comparsa dei brufoli. Al riguardo Robert Modlin, ricercatore principale, nella nota UCLA ha spiegato: "L'acne colpisce milioni di persone, ma ci sono alcuni trattamenti che risultano sicuri ed efficaci. Sfruttando un virus che attacca naturalmente i batteri che causano i brufoli siamo in grado di offrire uno strumento nuovo e promettente contro le cicatrici fisiche ed emotive causate dalla forma più grave di questa patologia". In sostanza i virus/batteri individuati dagli scienziati, ed attualmente oggetto dello studio in questione, sono: il P. fagi acnes, che fa parte di una famiglia di virus che vivono sulla pelle dell'uomo; ed il Propionibacterium acnes, il quale è un batterio che si sviluppa all'interno dei pori della pelle, ritenuto essere la causa principale della formazione dei brufoli e dell'acne in genere. E dunque l'intensione dei ricercatori è quella di fare in modo che il virus P. fagi acnes possa attaccare ed eliminare il batterio Propionibacterium acnes; il che rappresenterebbe un metodo efficace e mirato per risolvere il problema dell'acne in modo semplice. In ogni caso la caratteristica molto odiosa dei brufoli è quella di presentarsi con gonfiore, rossore, tumefazione, presenza di liquido e pus, nonché prurito e/o dolore; situazione che può diventare davvero intollerabile a chiunque, anche a chi di brufoli ne ha solo uno ogni tanto e che ne farebbe volentieri a meno. Inoltre, secondo gli esperti, parte di questa sintomatologia, come il rossore ed il gonfiore, è dovuta ad una particolare reazione del sistema immunitario. Difatti in tal proposito la dottoressa Laura Marinelli, ricercatrice post-dottorato presso laboratorio UCLA di Robert Modlin, ha spiegato: "Sappiamo che anche gli ormoni sessuali, l'olio del viso ed il sistema immunitario giocano un ruolo importante nella comparsa dell'acne, tuttavia molte ricerche indicano il Propionibacterium acnes come importante fattore scatenante. A volte questi batteri danno il via ad una risposta infiammatoria che contribuisce allo sviluppo dell'acne". In ogni caso lo studio in questione ha preso in osservazione un gruppo di soggetti affetti da acne e non. A questo gruppo poi è stato prelevato un campione del virus P. fagi acnes ed un campione del batterio Propionibacterium acnes per mezzo di apposite strisce utilizzate per la pulizia dei pori che comunemente si possono trovare in farmacia. Successivamente i ricercatori hanno sequenziato i genomi dei batteriofagi per scoprire che i virus in questione presentavano diverse ed interessanti caratteristiche: per esempio, una piccola dimensione, una limitata differenza ed una grande capacità di uccidere i propri ospiti. E quindi, secondo gli autori dello studio: "Tutte queste caratteristiche ne fanno un candidato ideale per lo sviluppo di una nuova e promettente cura contro l'acne". In pratica ad essere promettente è la mancanza di diversità genetica tra i virus fagi, (più comunemente detti batteriofagi), che possono aggredire ed uccidere batteri specifici.  Al riguardo Laura Marinelli ha proseguito dichiarando: "I virus fagi sono programmati per colpire ed uccidere batteri specifici, così il P. fagi acnes attacca soltanto il batterio Propionibacterium acnes, e non altri come l'E. coli. Questa caratteristica suggerisce che essi offrono un forte potenziale per l'uso terapeutico mirato". Dunque il prossimo passo dei ricercatori sarà quello di isolare la proteina attiva del P. fagi acnes e verificare se questa sia efficace quanto il virus nell'uccidere i batteri dell'acne. E successivamente, se le prove di laboratorio avranno un esito positivo, gli scienziati passeranno alla fase clinica sugli esseri umani per studiare la sicurezza del composto e la reale efficacia contro l'acne.


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