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domenica 23 settembre 2012

Dimostrato che alcuni videogiochi aiutano i bambini malati durante le diverse terapie.


Chi l'ha detto che tutti i videogiochi sono del tutto inutili e che causano danni alla salute? Al riguardo un recente articolo pubblicato sulla rivista Science Translational Medicine ha passato in rassegna diverse esperienze in cui i miglioramenti sulla salute sono stati visibili e misurabili ed ha scoperto che i videogames, contrariamente a quanto si pensava, possono aiutare pazienti affetti da diverse malattie, quali: tumori, diabete ed asma. Infatti i cosiddetti exer-games, (vale a dire quei giochi che stimolano le attività cerebrali e fisiche), sono stati sperimentati nella neuro-riabilitazione dei pazienti affetti dal morbo di Parkinson, dopo un infarto, nel dimagrimento dei bambini obesi oppure sottoposti a terapie oncologiche, ed hanno dimostrato alcuni effetti positivi sull'umore e sul metabolismo, e sono risultati anche in grado di stimolare i circuiti neuronali sopiti. In Italia in quest'ambito il professor Fulvio Porta, primario di Oncoematologia pediatrica dell'Ospedale Bambini di Brescia e presidente dell'Associazione Italiana di Ematologia ed Oncologia Pediatrica, (conosciuta anche con la sigla AIEOP), da ben 37 anni si occupa sia della cura dei bambini malati di cancro che della loro salute psicofisica. Ad esempio, nel suo ospedale si sta lavorando sul biofeedback. In pratica si tratta di uno strumento che attraverso dei sensori è capace di rilevare i parametri fisiologici del sistema nervoso correlati allo stress e li trasforma in immagini e suoni. In questo modo i pazienti possono prendere coscienza del loro stato psicofisico e possono cercare di migliorare le reazioni dell'organismo che lo allontano dal benessere. Questo strumento per il momento è stato sperimentato su dodici ragazzi di età compresa tra i 9 ed i 17 anni, che hanno partecipato a cinque incontri a cadenza settimanale; durante i quali è stato chiesto loro di giocare a specifici videogames per valutarne le reazioni. Tuttavia i risultati sono ancora da avvalorare con un'amplificazione della sperimentazione, ma i dati finora raccolti hanno mostrato una diminuzione dei livelli di stress anche a distanza di tempo. Inoltre sono stati analizzati anche diversi altri giochi per malattie croniche, sia di tipi statico sia che stimolano direttamente a fare esercizio. In tal proposito gli autori dello studio hanno spiegato: "I videogiochi terapeutici possono spingere i progettisti verso nuove direzioni. Riuscire a soddisfare i bisogni della terapia e la necessità di interessare il paziente è molto difficile, ma gli studi hanno dimostrato che questa è un'ottima terapia non farmacologica in diversi casi".


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