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domenica 18 novembre 2012

Scoperto che l'ossitocina rende fedeli gli uomini impegnati in una relazione.


A quanto pare per rendere fedele un uomo basta utilizzare un ormone. E dunque pare non si tratta di questioni di carattere o di morale, ma è tutta una questione fisiologica; infatti di recente è stato constatato che a rendere il maschio resistente alle tentazioni della "carne", (anche se nel caso in cui si tratti di una femmina piuttosto attraente), è un ormone chiamato ossitocina. In pratica è stato scoperto che la presenza più o meno elevata di ossitocina nell'organismo rende l'uomo più o meno resistente alle tentazioni. O almeno questo è quanto ha fatto sapere un recente studio effettuato da alcuni ricercatori tedeschi dell'Università di Bonn, secondo i quali, l'influenza di un ormone sull'attività sessuale, ed in particolare sulla tendenza alla monogamia già osservata su modello animale, era applicabile anche all'essere umano. In sostanza lo studio in questione, i cui risultati sono stati pubblicati su The Journal of Neuroscience, suggerisce che i livelli di ossitocina fanno la differenza nell'agevolare la fedeltà nelle relazioni monogame. Difatti gli scienziati ritengono che questo ormone ha un ruolo fondamentale nelle relazioni sociali, e che è anche quell'ormone che nella donna favorisce il parto e l'allattamento al seno. Inoltre sia negli animali che negli esseri umani è stato scoperto che l'ossitocina favorisce i legami familiari nonché la fiducia tra propri simili. Un processo che il dottor René Hürlemann e colleghi hanno voluto approfondire, scoprendo che gli uomini impegnati in una relazione a lungo termine che avevano ricevuto un supplemento di ossitocina riuscivano a mantenere le distanze anche se "tentati" da un'avvenente sconosciuta. Tuttavia lo stesso effetto non è stato riscontrato negli uomini single ed in quelli trattati con un placebo, il che ha dimostrato che è proprio l'ormone a fare la differenza. Infatti una precedente ricerca aveva già evidenziato il ruolo dell'ossitocina nella fedeltà e la monogamia negli animali, ma, come ha spiegato anche lo stesso René Hürlemann nella nota della Society for Neuroscience: "Questo nuovo studio fornisce la prima prova che l'ossitocina può avere un ruolo simile anche per l'uomo". In ogni caso durante il suddetto studio, i ricercatori hanno reclutato alcuni uomini che sono stati suddivisi poi a caso in due differenti gruppi: un primo gruppo destinato a ricevere una somministrazione di ossitocina per mezzo di uno spray nasale; ed un secondo gruppo che invece ha ricevuto un placebo. Dopo la somminitrazione una ricercatrice, sotto mentite spoglie, ha poi avvicinato uno per uno i volontari. La donna appariva particolarmente attraente e durante l'esperimento si avvicinava o allontanava dal soggetto in modo da provocare sicurezza o disagio, a seconda dei casi. Al termine dell'esperimento, ai volontari è stato chiesto ai volontari di raccontare l'esperienza avuta con la donna e di dire quando ritenessero che lei fosse ad una distanza "ideale" o, al contrario, si trovasse ad una distanza che facesse sentire a "disagio" o provocasse qualche turbamento. Comunque sia dai dati raccolti si è scoperto che gli uomini impegnati in una relazione di coppia, appartenenti al primo gruppo tendevano a prendere le distanze dalla donna, anche quando questa si avvicinava in misura ritenuta "pericolosa" e stimata in circa 10-15 cm. Effetto che, come già spiegato, non si è registrato nei maschi single appartenenti al primo gruppo, e, come previsto, nei maschi del secondo gruppo che aveva utilizzato il placebo. Ad ogni modo al riguardo il dottor René Hürlemann ha, infine, spiegato: "Poiché l'ossitocina è noto anche per aumentare la fiducia nelle persone, ci aspettavamo che gli uomini sotto l'influenza dell'ormone consentissero allo sperimentatore femminile di avvicinarsi ancora di più, ma è successo l'esatto opposto".


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