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lunedì 24 dicembre 2012

La CIA si scaglia contro "Zero Dark Thirty", il film che racconta il ritrovamento e l'uccisione di Osama bin Laden.


In questi giorni la CIA si è scagliata contro "Zero Dark Thirty", vale a dire il film diretto da Kathryn Bigelow e Mark Boal, che racconta come l'America ha cercato, trovato ed eliminato Osama bin Laden. In precedenza le critiche da parte dell'agenzia alle pellicole di Hollywood non sono di certo mancate, ma un comunicato firmato da Michael Morell, l'attuale direttore della CIA per smontare il valore di un film è qualcosa che ha ben pochi precedenti. Inoltre Michael Morell guida la CIA dopo delle dimissioni di David Petraeus in attesa della scelta della nomina di un successore ed è stato in tale veste che ha pubblicato online un "messaggio ai dipendenti" nel quale solleva tre obiezioni di fondo al thriller appena uscito nelle sale d'America. La prima di queste è di metodo perché, a suo dire: "La ricerca di Osama bin Laden è stato uno sforzo durante un decennio condotto grazie all'impegno continuo di centinaia di agenti e dunque non può essere attribuito ad un ristretto gruppo di individui, come avviene nel film"; evidenziando in particolare il ruolo avuto dall'agente Maya, interpretata da Jessica Chastain. In pratica si tratta di un'obiezione che lascia trapelare lo scontento che molti agenti devono aver sollevato, non condividendo evidentemente il ruolo centrale assegnato a Maya ed a pochi altri. Inoltre secondo quanto ha scritto il direttore della CIA: "In secondo luogo il film da' la forte impressione che gli interrogatori condotti con tecniche rafforzate sono state decisivi per trovare Osama bin Laden, mentre si tratta di un argomento di dibattito che non sarà mai risolto". In questo caso si tratta di un'obiezione dal forte significato politico perché gli "interrogatori rafforzati", (come viene definito il "waterboarding", cioè un affogamento simulato, che viene riproposto in più scene del suddetto film), furono autorizzati dall'amministrazione George W. Bush e sospesi da quella di Barack Obama, passando attraverso un aperto duello fra l'ex-vicepresidente Dick Cheney ed il presidente Barack Obama che ha spaccato in due la comunità dell'intelligence americana. Difatti stando ai vari commenti "Zero Dark Thirty" avvalora la tesi di Dick Cheney ed il comunicato di Micheal Morell risponde difendendo di fatto le posizioni di Barack Obama. Tuttavia è la terza obiezione quella più aspra perché chiama in causa la rappresentazione sullo schermo dell'attentato kamikaze contro la base della CIA a Khowst, (in Afghanistan), nel quale il 30 Dicembre 2009 morirono sette agenti segreti infliggendo il bilancio più sanguinoso dopo quello dell'11 Settembre 2001. Al riguardo il direttore della CIA ha scritto: "Il film si prende delle libertà nella descrizione del personale CIA e delle sue azioni, inclusi di alcuni agenti morti mentre servivano il nostro Paese e non possiamo accentare che una produzione di Hollywood offuschi la loro memoria". In sostanza il problema nasce dal fatto che "Zero Dark Thirty" attribuisce l'attentato di Khowst ad un errore della donna che guidava il locale team della CIA, la quale, secondo i fatti raccontati nel film, era talmente convinta di aver trovato una fonte capace di portarla a Osama bin Laden da convincere la sicurezza della base a far entrare la sua auto senza sottoporla ai rituali controlli, con il risultato di consentire al kamikaze infiltrato di farsi esplodere nel bel mezzo di un gruppo di agenti CIA e di militari. Per di più in passato più fonti dell'intelligence e dei militari hanno attribuito la strage di Khowst a gravi errori della CIA, ma la smentita di Micheal Morell punta a difendere l'onore dell'agenzia. Tuttavia lo stesso direttore ha ammesso che la CIA, attraverso il suo ufficio di pubbliche relazioni, ha aiutato Kathryn Bigelow e Mark Boal, ma si è discostato nettamente dai risultati sul grande schermo, sottolineando che: "ci troviamo di fronte ad un film e non ad un documentario". E dunque a quanto pare la vera storia dell'eliminazione di Osama bin Laden deve essere ancora raccontata. E l' ironia della sorte vuole che oggi a criticare "Zero Dark Thirty" siano esponenti dell'amministrazione e del partito democratico mentre fino a pochi mesi fa chi più temeva l'impatto della pellicola erano i repubblicani, prevedendo che avrebbe esaltato il ruolo del presidente Barack Obama.


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