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domenica 30 dicembre 2012

Rita Levi-Montalcini muore all'età di 103 anni, dopo una vita dedicata alla scienza ed ai giovani.


Quest'oggi si è spenta all'età di 103 anni la neurologa, senatrice a vita e Premio Nobel per la medicina, Rita Levi-Montalcini, presso la sua abitazione a Roma in via di Villa Massimo. In pratica la scienziata era con alcune persone care che, dopo le 11.30, vedendo un peggioramento delle sue condizioni di salute, hanno subito chiamato un'ambulanza per portarla alla vicina casa di cura Villa Margherita. Tuttavia le sue condizioni sono rapidamente peggiorate e quando il personale del 118 è arrivato sul posto, non ha potuto fare altro che costatarne il decesso. Nata a Torino nel 1909 in una famiglia ebrea sefardita, (figlia dell'ingegnere elettrotecnico e matematico Adamo Levi, e della pittrice Adele Montalcini), nel corso della sua lunga vita Rita Levi-Montalcini ricevette, oltre a diverse lauree honoris causa, il Premio Nobel per la medicina nel 1986 grazie alla scoperta ed all'identificazione, (negli anni '50), del fattore di accrescimento della fibra nervosa, (conosciuto anche con la sigla NGF). E l'anno successivo, sempre per la sua scoperta del Nerve Growth Factor ed il suo effetto sulla crescita del sistema nervoso simpatico, che pose le basi per studi condotti a livello delle molecole coinvolte nella crescita normale e maligna, ricevette la National Medal of Science Inoltre fu la prima donna ad essere ammessa alla Pontificia Accademia delle Scienze. Successivamente l'1 Agosto 2001 fu nominata senatrice a vita, dall'allora Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, che la scelse per i suoi meriti sociali e scientifici. Per di più è stata socia nazionale dell'Accademia dei Lincei per la classe delle scienze fisiche ed fondò la Fondazione Idis-Città della Scienza. Adesso la scienziata sarà sepolta nel cimitero monumentale di Torino accanto a Paola, la sorella gemella scomparsa a Settembre del 2000 e che nella sua vita fu una nota pittrice, (come la madre). Ad ogni modo subito dopo la sua morte, come spesso accade dopo la morte di personaggi illustri, sono arrivati i messaggi di cordoglio di molti personaggi del mondo della politica e non solo. Difatti l'attuale sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha dichiarato: "Tutta Roma è addolorata per questa tristissima notizia. La scomparsa di Rita Levi-Montalcini è un gravissimo lutto  per l'Italia e per tutta l'umanità". Walter Veltroni ha detto: "Con Rita Levi-Montalcini se ne va una personalità straordinaria, una donna che nella sua lunghissima splendida vita ha mostrato impegno, forza ed ingegno straordinari. Ci mancherà". Ed anche l'attuale presidente del Senato, Renato Schifani, ha affermato: "Con lei l'Italia perde un grande scienziato ed una grande donna, ma la sua figura ed il suo insegnamento rimarranno sempre vivi nel nostro ricordo e continueranno a costituire motivo d'orgoglio per il nostro Paese". Mentre l'attuale presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha voluto ricordarla dicendo: "Con Rita Levi-Montalcini scompare una grande italiana animata da un profondo amore per il suo Paese e per le sue istituzioni democratiche". Ed il presidente dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, ha dichiarato: "È stata una donna che ha testimoniato la sua passione per la scienza ed è stata educatrice delle giovani generazioni, credendo fermamente nella trasmissione del sapere". Mentre la nipote e consigliere comunale a Torino nel gruppo dei Moderati, Piera Levi-Montalcini, ha affermato: "È un faro di vita che si è spento. La sua più grande lezione? La tenacia. Ha insegnato ai giovani a non mollare mai, impegnando se stessi nella ricerca come nella vita". Mentre Roberto Cota, governatore del Piemonte, ha espresso il cordoglio della regione dicendo: "Per noi è un vero onore che sia nata a Torino e che da qui abbia poi fatto tanta strada, dedicando la sua vita alla scienza, raggiungendo altissimi meriti in campo scientifico, fino al Premio Nobel per la medicina nel 1986". Invece il sindaco del capoluogo piemontese, Piero Fassino, l'ha voluta ricordare affermando: "Ci sono personalità destinate ad interpretare simboli ed a incarnare ideali. Così è stato per il Premio Nobel Rita Levi-Montalcini, mente straordinaria con la forza morale delle anime più nobili. Il suo contributo alla ricerca scientifica internazionale, alla vita politica e culturale di questo Paese, e di più la sua incrollabile capacità di guardare al mistero della vita con gli occhi laici e sereni di chi cerca la verità della ragione ne fanno una figura unica, e non solo per la nostra città che le ha dato i natali. La sua profonda fiducia nel futuro, nelle capacità innovative dell’essere umano, il suo convincimento indomito nell’uguaglianza fra le persone e fra i sessi, l'hanno resa, sin dai primi anni del suo studio scientifico un esempio per tutti di come fosse possibile combattere e superare le più grandi sfide nel nome del pensiero laico ed illuminato. Le condoglianze mie personali e della Città a Piera Levi-Montalcini, consigliera comunale a Torino, ed a tutti i suoi familiari". Il presidente della Provincia di Torino, Antonino Saitta, ha dichiarato: "Un pensiero riconoscente alla figura di Rita Levi-Montalcini, scomparsa oggi: la sua vita esemplare, quello che ha rappresentato per Torino e per l'Italia intera nel mondo saranno per sempre un segno indelebile. Di lei non potremo dimenticare il suo ultimo appello per aiutare la ricerca e soprattutto i giovani". Il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, ha espresso il suo pensiero tramite Facebook scrivendo: «Una donna che allo stesso tempo ci ha reso orgogliosi di essere italiani e cittadini del mondo». Mentre Rosy Bindi, attuale presidente dell'Assemblea nazionale PD, ha detto: "Rita Levi-Montalcini lascia un segno inconfondibile in tutto il mondo del genio femminile non solo nel campo della medicina, dove aveva conquistato il Premio Nobel e prestigiosi riconoscimenti internazionali. La ricorderemo non solo per i suoi successi, il suo infaticabile lavoro, ma anche per la sua autentica passione civile, l'amore per la democrazia e le tante battaglie per la promozione della dignità della donna, i diritti umani, la giustizia e la pace". E Pier Ferdinando Casini, leader dell'UDC, su Twitter ha scritto: «Ci inchiniamo alla memoria di Rita Levi-Montalcini, grande donna che ha onorato la ricerca le istituzioni e prima di tutto la Repubblica Italiana». Invece Ignazio Marino, chirurgo e senatore PD, ha dichiarato: "La valorizzazione dei giovani e delle donne era il suo obiettivo, insieme alla promozione dei talenti e delle idee più promettenti". Luigi Nicolais, presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, (noto anche con l'acronimo CNR), ne ha voluto ricordare l'impegno affermando: "È per noi motivo di commosso orgoglio ricordare la sua prolungata collaborazione con il CNR: dal Centro di Ricerche di neurobiologia, al Laboratorio di Biologia cellulare, fino all'Istituto europeo di ricerca sul Cervello-EBRI". Ed anche l'attuale Presidente del Consiglio, Mario Monti ha commentato: "Una donna carismatica che ha dato lustro al nostro Paese". Il ministro della Salute, Renato Balduzzi, ha detto "Ha saputo unire l'eccellenza della ricerca con una forte passione civile". Il leader del PD, Pier Luigi Bersani, ha affermato: "Grande donna, ha onorato l'Italia". Ed anche Silvio Berlusconi, in una nota, si è unito a tutti gli italiani che in questo momento le rendono omaggio. Nicola Zingaretti, candidato del centro-sinistra alla presidenza della Regione Lazio, ha detto: "Onoriamola fermando la fuga di cervelli dall'Italia". Ed, infine, il leader del SEL, Nichi Vendola, ha dichiarato: "Con lei si spegne una delle voci più nobili e cristalline dell'Italia democratica". Comunque sia in merito alla sua morte, la nipote Piera Levi-Montalcini ha spiegato: "È come se si fosse addormentata. Non stava male si è spenta così come si può spegnere una lunga e laboriosa esistenza che è stata felice soprattutto nei momenti di lavoro". Ed ha proseguito dicendo: "È chiaro che di fronte ad un'età come quella della zia non puoi dire che non te lo aspetti, ma il vuoto che lascia non riesco ancora ad immaginarlo". Ed ancora: "Da un po' di mesi non lavorava più fin dall'alba, aveva preso ritmi più calmi, studiava sempre, ma con meno accanimento, perché l'età era tale per cui si stancava subito. Un pasto leggero, ma completo perché ultimamente zia mangiava più del solito, forse perché assorbiva pochissimo, e poi si lasciava andare sulla poltrona della sua casa romana". Ed, infine, ha spigato: "Non sappiamo ancora quando ci saranno i funerali, ora siamo tutti diretti a Roma e poi decideremo".


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