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domenica 10 febbraio 2013

Dimostrato che il virus dell'herpes appositamente "riprogrammato" riesce ad uccidere le cellule tumorali.


Di recente un nuovo studio dell'Università di Bologna, simulando alcuni metodi di cura più vicini alla pratica clinica, ha confermato l'efficacia della terapia basata su un virus che uccide selettivamente le cellule tumorali. In pratica la ricerca, pubblicata sulla rivista PLOS Pathogens, dimostra come un particolare virus dell'herpes appositamente "programmato" per uccidere soltanto le cellule del tumore, risulta efficace sia quando viene iniettato all'interno del tumore in condizioni di laboratorio, che quando viene somministrato per via generale. In sostanza durante il suddetto studio, finanziato anche dall'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, (più comunemente conosciuta con la sigla AIRC), la terapia in questione è stata diffusa per via sistemica, per somministrazione intraperitoneale, e dunque in condizioni clinicamente più realistiche. Il risultato di ciò rappresenta un ulteriore passo in avanti verso lo sviluppo di nuove terapie contro le metastasi, in particolar modo per la cura delle pazienti colpite da tumori al seno ed alle ovaie. Al riguardo una nota ufficiale dell'università bolognese ha fatto sapere: «Due gruppi di ricerca dei Dipartimenti di Medicina Specialistica, Diagnostica e Sperimentale e di Farmacia e Biotecnologie dell'Università di Bologna lavorano da anni a questa terapia innovativa. Nel 2009 i ricercatori guidati da Gabriella Campadelli-Fiume, avevano ideato un virus derivato da quello dell'herpes, programmato per entrare selettivamente nelle cellule tumorali. Il virus modificato non aggredisce le cellule normali e dunque non provoca le classiche lesioni erpetiche alle labbra, ma è capace di riconoscere e distruggere i tumori del seno e dell'ovaio che presentano uno specifico marcatore, chiamato HER-2». Mentre Gabriella Campadelli-Fiume ha spiegato: "Molti scienziati nel mondo stanno cercando di produrre virus oncolitici, cioè che distruggono le cellule tumorali. Spesso le modificazioni operate, che rendono l'agente virale innocuo per l'organismo ospite, lo rendono anche scarsamente aggressivo nei confronti del tumore e quindi, dal punto di vista terapeutico, poco efficace. Noi siamo i primi ad essere riusciti ad ottenere un virus dell'herpes riprogrammato in grado di colpire soltanto le cellule tumorali con marcatore HER-2, senza infettare le altre cellule sane, indirizzando così tutta la sua capacità distruttiva solo sulle cellule malate". Infatti i nuovi studi hanno dimostrato che il virus modificato è in grado di curare i topi da laboratorio portatori di metastasi di tumori umani all'interno dell'addome. Per farlo gli scienziati hanno messo a punto un'apposito modello murino, (ovvero la cavia utilizzata per gli esperimenti), portatore delle suddette neoplasie che è stato usato per dimostrare l'efficacia del virus riprogrammato. In pratica alla realizzazione del modello ha lavorato un team guidato da Pier Luigi Lollini in collaborazione con l'Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna. In tal proposito Pier Luigi Lollini ha sottolineato: "È difficile studiare in laboratorio la diffusione metastatica dei tumori umani, per questo abbiamo sviluppato un sistema-modello che riproduce nei topi la diffusione metastatica dei tumori dell'ovaio e del seno, consentendoci di testare nuove terapie antitumorali in condizioni che rispecchiano quelle umane". Comunque sia l'obiettivo degli studi futuri sarà quello di arrivare alla fase di sperimentazione pre-clinica; ed è proprio per questo motivo che attualmente gli studiosi sono alla ricerca di ulteriori finanziamenti.


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