|  

martedì 30 aprile 2013

Mangiarsi le "caccole" potrebbe far bene al proprio sistema immunitario.


Tutti quanti da bambini, (e molti ancora da adulti), chi più chi meno abbiamo passato del tempo a "fare le pulizie" all'interno dei nostri nasi. E in alcuni casi a questo gesto istintivo si aggiungeva l'alquanto disgustosa abitudine di assaggiare quanto si era appena estratto con così tanta accuratezza; in parole povere: ci si mangiava le cosiddette "caccole". E soprattutto chi ha figli sa quanto questo comportamento sia diffuso. Tuttavia, proprio perché diffusa, (ed a quanto pare istintiva), questa pratica avrebbe un suo perché. Infatti, secondo alcuni scienziati canadesi dell'Università di Saskatchewan, si tratterebbe di un modo per rafforzare il sistema immunitario che il nostro organismo sfrutta per garantirsi una maggiore salute. Al riguardo il biochimico Scott Napper, assieme ai suoi colleghi, ha ipotizzato che questa "compulsione", tipica di molti bambini, è un modo con cui la natura spinge gli esseri umani ad adottare un certo comportamento, perché in un certo qual modo andrebbe a proprio vantaggio naturale. Inoltre gli scienziati hanno spiegato: "La mucosa nasale intrappola germi, batteri ed anche virus impedendo ad essi di arrivare ai polmoni. Diviene così possibile che se mangiamo quanto prodotto dalla mucosa, l'esposizione a questi germi potrebbe effettivamente aiutare a creare l'immunità". Infatti in tal proposito Scott Napper durante un'intervista dell'emittente CTV Saskatoon ha spiegato: "Questa pratica potrebbe insegnare al nostro sistema immunitario a cosa è più probabile si possa essere esposti, per cui questo potrebbe servire quasi come una "vaccinazione naturale", se vogliamo". Insomma, secondo quanto affermano gli scienziati, cibarsi delle proprie produzioni nasali potrebbe essere meglio che non soffiarle via nei fazzoletti. Difatti sempre Scott Napper ha continuato sottolineando: "È possibile che soffiando il naso nei fazzoletti potremmo defraudare i nostri corpi della possibilità di sviluppare anticorpi preziosi". Ad ogni modo sebbene l'idea condivisa da Scott Napper e dai colleghi sia ancora molto preliminare, ha comunque ottenuto molta attenzione da parte della comunità scientifica. Naturalmente adesso il prossimo passo sarà quello di condurre uno studio clinico. In pratica l'idea degli scienziati sarebbe quella di utilizzare un certo tipo di molecola che potrebbe essere inserita nel naso di un gruppo di volontari, la cui metà dei partecipanti dovrebbe raccoglierla dal loro naso e mangiarsela, e successivamente vedere se questa molecola può causar loro dei danni o meno. In sostanza capire se il "cibo" che proviene dal naso sia salutare o meno, (oltre che gustoso; o almeno stando a quanto dichiarano i bambini che se lo gustano, appunto, con particolare piacere).


lunedì 29 aprile 2013

METALLICA: Il nuovo album potrebbe vedere la luce non prima del 2015; parola di Lars Ulrich.


In una recente intervista di Channel24 tenutasi a Città del Capo, (in Sudafrica; dove attualmente la band è tornata per sostenere un tour, dopo circa sette anni), Lars Ulrich, il batterista, nonché membro fondatore dei Metallica, oltre a raccontare della sua infanzia e della sua adolescenza, quando il padre lo faceva giocare a tennis, ha anche parlato del nuovo album della band. Infatti quando l'intervistatrice gli ha chiesto quando i fan dei Metallica avrebbero potuto ascoltare il nuovo album, Lars Ulrich ha dichiarato: "Mi sorprenderebbe se il nuovo album uscisse prima del 2015. Serve del tempo per registrare gli album ed al momento siamo molto impegnati con tante altre cose. Ma probabilmente ce la faremo entro quella data". Ovviamente, come aveva spiegato anche il chitarrista Kirk Hammett, la ragione di questo ritardo è principalmente il loro film in 3D, "Metallica Through The Never", che per ora ha la precedenza su tutto, e che farà il suo debutto in nord america a partire dal prossimo 27 Settembre. Oltretutto il batterista ha parlato anche del "segreto" della longevità dei Metallica, spiegando: "Devi imparare a fare dei compromessi. In ogni tipo di rapporto ci deve essere un "dare e ricevere". E dunque, in qualche modo, abbiamo capito come fare. Non è stato sempre facile". Infatti ha proseguito affermando: "Quando sei giovane, sei un po' più in forma per lottare, o pronto per un po' di... "o si fa come dico io o non si fa in nessun modo". Ma penso che quando si invecchia si inizia a rendersi conto che quello che hai è speciale. Abbiamo capito che almeno in questa band, METALLICA è la somma di tutte le parti, quindi se non ci sono tutte le parti, non c'è METALLICA. Quindi devi cercare un modo per trovare una sorta di equilibrio tra dare, avere e compromesso; a volte comandi, a volte segui gli altri, qualche volta punti i piedi ed altre volte lasci andare. Ci vuole del tempo per capirlo". Ed, infine, ha concluso spiegando: "Penso che un grande aiuto per la nostra situazione è stato il fatto che abbiamo avuti dei figli più o meno tutti nello stesso periodo. Infatti quando non si hanno figli, si pensa soprattutto di se stessi. Mentre quando si hanno figli, pensi principalmente agli altri prima che a te. Quindi, credo che alcune delle cose relative al modo di rapportarti con i tuoi figli ed il metterli al primo posto, ti insegna, in qualche modo, a mettere le tue esigenze secondo piano. E penso che il fatto di aver avuto figli allo stesso tempo ha contribuito ad infondere ciò in noi. E così qualche volta provi, più o meno, a mettere i tuoi bisogni in secondo piano e ad imparare ad avere fiducia più che puoi nelle opinioni ed il pensiero di qualcun altro".

Di seguito l'intera intervista a Lars Ulrich:



domenica 28 aprile 2013

Wikipedia accusata di sessismo nei confronti delle scrittrici americane.


«Ci sono romanzieri americani e ci sono donne romanziere americane»: è questa la distinzione operata da Wikipedia, (la popolare enciclopedia libera online), che ha scatenato accuse di sessismo da parte delle interessate che si sono sentite "confinate in un ghetto". In pratica la polemica è esplosa sul New York Times, quando Amanda Filipacchi ed Elissa Schappell, (due autrici di discreta fama), hanno scoperto che nomi celebri come Harper Lee, (autrice de "Il buio oltre la siepe"), Donna Tartt, (scrittrice di "Dio di Illusioni"), ed Ann Rice, (autrice di "Intervista col Vampiro"), erano state "sfrattate" dalla lista generale e collocate nella più ristretta categoria, separate da altre firme più o meno celebri soltanto per questioni di sesso. In sostanza la protesta ha provocato contraccolpi nell'enciclopedia libera i cui redattori hanno cominciato il laborioso processo di riportare le donne nella categoria più vasta. Infatti al riguardo uno degli autori ha commentato scrivendo: «È un imbarazzo a livello globale». Inoltre, come ha spiegato la stessa Wikipedia, tutto è nato perché la voce "American Novelists" era diventata troppo lunga ed il sito aveva consigliato ai suoi estensori di spostare alcune voci in delle sottocategorie qual'ora fosse possibile. In tal proposito Amanda Filipacchi ed Elissa Schappell hanno scritto sul New York Times: «I redattori di Wikipedia avevano cominciato a far pulizia spostando le donne una per una, in ordine alfabetico, nella sottocategorie "donne romanziere". Se vai a cercare nella "storia" di queste autrici, scopri che prima apparivano nella categoria più generale, ma di recente sono state degradate. Mentre gli scrittori maschi, non importa quanto oscuri o minori siano, restano tra gli American Novelists». Ed oltretutto la stessa Amanda Filipacchi era una delle scrittrici sfrattate; infatti ha proseguito scrivendo: «Ci sono attualmente 3.904 nomi nella voce American Novelist e le prime centinaia sono uomini. A quanto pare per far posto ad altri nomi di autori maschi minori, scrittrici come Harper Lee, Donna Tartt ed altre 300 sono state messe da parte». Mentre Elissa Schappel ha concluso scrivendo: «Non esattamente il dietro dell'autobus o la tavola dei bambini se non che, quando su Google cerchi "romanzieri americani" la lista che appare è composta soltanto da uomini». Ovviamente la polemica è dilagata sul web e diverse "condanne" sono piovute su Wikipedia costringendola a fare marcia indietro. Al riguardo Abigail Grace Murdy sul blog della casa editrice Melville House Publishing ha, infine, scritto: «Le donne scrittrici sono costantemente sotto rappresentate ed il loro lavoro riceve meno attenzione e meno recensioni dei colleghi maschi. La sottocategoria "donne romanziere" esiste già nella realtà e riflette una percezione, e pensandoci Wikipedia non ha fatto altro che propagare questa percezione».


sabato 27 aprile 2013

Ubisoft presenta The Watch, un'eslusiva applicazione dedicata ad Assassin's Creed IV: Black Flag.


In questi giorni Ubisoft ha deciso di offrire un esclusiva applicazione, (battezzata The Watch), a tutti coloro che preordineranno una copia di Assassin's Creed IV: Black Flag (sesto capitolo della famosissima serie di videogames). In pratica l'iniziativa è stata presentata con il rilascio di un trailer ufficiale in cui ad alcune immagini di gameplay si alternano quelle relative ad applicazioni per smartphone e tablet, oltre ad enigmi da risolvere, obiettivi da sbloccare, artwork, elementi da condividere sui Social Network e notizie in anteprima. In parole povere The Watch è un sorta di portale d'accesso privilegiato a tutto ciò che riguarda il mondo di Assassin's Creed ed, in particolare, al suddetto capitolo della serie, il quale sarà commercializzato a fine Ottobre. Inoltre il trailer, pubblicato sul canale YouTube ufficiale italiano dedicato alla serie, è stato accompagnato da una descrizione relativa all'applicazione in questione, nella quale si può leggere: «Iscriviti a The Watch, il programma VIP esclusivo dedicato ai fan di Assassin's Creed. Rimani aggiornato sulle ultime notizie di Assassin's Creed IV: Black Flag ed ottieni accesso a caratteristiche esclusive come domande, indovinelli e molto altro. Dimostra la tua conoscenza dell'universo di Assassin's Creed e completa degli obiettivi per scalare i ranghi della confraternita. Sali a bordo ed unisciti a The Watch». Ad ogni modo, come già anticipato, per effettuare l'accesso a The Watch è necessario essere in possesso del codice fornito in fase di pre-ordine, dal rivenditore oppure direttamente da Ubisoft o altri store in caso in cui l'acquisto venisse effettuato online. Successivamente basterà accedere al proprio account Uplay oppure registrarsi a Uplay; riscattare il codice di prenotazione fornito dal tuo rivenditore sulla pagina successiva; e diventare così un membro di The Watch. Per di più in Assassin's Creed IV: Black Flag cambierà sia l'ambientazione che il protagonista, spostandosi nei caldi e tormentati mari caraibici, (nel bel mezzo di guerre piratesche), per raccontare la storia di Edward Kenway, padre di Haytham Kenway e nonno di Connor Kenway, (entrambi visti in Assassin's Creed III). Per di più il titolo sarà disponibile in versione Pc, (sui sitemi operativi Microsoft Windows), per Xbox 360, PlayStation 3, Wii U, ed anche per le cosiddette "piattaforme next-gen", cioè la PlayStation 4 e l'Xbox 720, (che sarà presentata ufficialemente il prossimo 21 Maggio), entrambe in arrivo sul mercato entro la fine di quest'anno.

Di seguito il suddetto trailer:
 



venerdì 26 aprile 2013

Dagli USA arriva un nuovo trattamento che consiste nel "disattivare" il gene SOD1 per combattere la SLA.


Di recente è stato sperimentato per la prima volta nella storia un nuovo trattamento contro la SLA, (acronimo di Sclerosi Laterale Amiotrofica), che utilizza una particolare tecnica in grado di "disattivare" il gene mutato che causa la suddetta patologia. In pratica ciò è stato fatto da alcuni ricercatori statunitensi della Washington University School of Medicine di St. Louis e del Massachusetts General Hospital, durante uno studio che successivamente è stato pubblicato sulla versione online di The Lancet Neurology. In sostanza la SLA, (detta anche malattia di Lou Gehrig, prendendo il nome dal famoso giocatore americano di baseball degli anni '30 che morì, appunto, a causa di questa malattia), è una patologia neurodegenerativa progressiva che attacca le cellule nervose cerebrali e del midollo spinale, vale a dire quelle che permettono i movimenti della muscolatura volontaria. Infatti i primi sintomi sono una progressiva perdita della forza muscolare e la difficoltà nei movimenti volontari. Questo perché la SLA logora progressivamente i nervi che controllano i muscoli, portando man mano alla paralisi ed, infine, alla morte. Inoltre sebbene sia una malattia ancora ad eziologia sconosciuta, in molti ritengono che sia causata dalla mutazione di alcuni geni. Infatti tra le diverse forme, ne esiste in particolare una che risulta collegata alla mutazione del gene chiamato SOD1, il quale è stato l'oggetto principale del suddetto studio e della consecutiva terapia. Durante quest'ultima, grazie ad un farmaco introdotto nel sistema nervoso centrale, i ricercatori hanno utilizzato un approccio che non era mai stato testato contro una condizione che danneggia le cellule nervose nel cervello e nel midollo spinale. Al riguardo Timothy Miller, professore di neurologia presso l'Università di Washington e principale autore dello studio, ha spiegato: "Questi risultati ci permettono di andare avanti nello sviluppo di questo trattamento e suggeriscono altresì che questo è il momento di pensare ad applicare questo stesso approccio ad altri geni mutati che causano disturbi del sistema nervoso centrale. Questi potrebbero includere alcune forme della malattia di Alzheimer, il Parkinson, il morbo di Huntington e diverse altre condizioni". Oltretutto i trattamenti disponibili ad oggi sono farmacologici, ma tuttavia gli effetti sono marginali, ed è stato per questo motivo che i ricercatori ritengono così importanti le scoperte di questo nuovo studio. In tal proposito i ricercatori hanno dichiarato: "La maggior parte dei casi di SLA sono sporadici, ma circa il 10% sono legati a mutazioni ereditarie. Fino a ora sono stati identificate variazioni in 10 geni che possono causare la SLA, ma al momento la ricerca continua". Ad ogni modo la mutazione del gene SOD1, rappresenta il 2% di tutti i casi, ma i ricercatori hanno trovato più di 100 mutazioni all'interno del suddetto gene che causano la SLA. In merito a ciò Timothy Miller ha proseguito spiegando: "A livello molecolare queste mutazioni influenzano le proprietà della proteina SOD1 in vari modi, ma tutte portano alla SLA". Così i ricercatori, anziché cercare di capire come ogni mutazione provochi la SLA, si sono concentrati nel bloccare la produzione della proteina SOD1, utilizzando una tecnica chiamata "antisense therapy". E poiché, per produrre una proteina, le cellule devono "copiare" le istruzioni di costruzione dal gene, questa terapia ne blocca il processo, consentendo ai ricercatori di "far tacere" selettivamente i singoli geni. Al riguardo Timothy Miller ha continuato dichiarando: "L'antisense therapy è stato considerata e testata per una varietà di disturbi nel corso degli ultimi decenni. Per esempio, la FDA ha recentemente approvato una antisense therapy chiamata "Kynamro" per trattare l'ipercolesterolemia familiare, una malattia ereditaria che aumenta i livelli di colesterolo nel sangue". Comunque sia dopo una prima fase iniziale in cui è stato testato su modello animale un nuovo farmaco creato dallo stesso dottor Timothy Miller e dai colleghi dell'Università della California a San Diego, (conosciuta anche con la sigla UCSD), sono stati condotti una serie di test clinici da un gruppo di ospedali, tra cui il Barnes-Jewish Hospital, il Massachusetts General Hospital, il Johns Hopkins Hospital ed il Methodist Neurological Institute di Houston. Test durante i quali i medici hanno offerto l'antisense therapy oppure un placebo a 21 pazienti affetti da SLA correlata al gene SOD1; il trattamento consisteva in delle infusioni spinali della durata di circa 11 ore. Tuttavia, al termine del tempo prestabilito, gli scienziati non hanno riscontrato alcuna differenza significativa tra gli effetti collaterali sia nel gruppo di controllo che nel gruppo trattato con l'antisense therapy. Infatti per entrambi i gruppi si sono manifestati soltanto comuni mal di testa e mal di schiena, (spesso associati all'infusione spinale). In ogni caso subito dopo le infusioni spinali, i ricercatori hanno prelevato dai campioni di liquido spinale al fine di accertare che il farmaco circolasse nel liquido spinale. Adesso il passo successivo, (quando lo studio entrerà nella fase II), sarà quello in cui i ricercatori aumenteranno il dosaggio del farmaco. Ciò servirà per ottimizzare gli effetti sulla riduzione dei livelli presenti di proteina SOD1 ed a tenere d'occhio gli eventuali effetti collaterali. In tal proposito Timothy Miller ha concluso sottolineando che: "Tutte le informazioni che abbiamo finora suggeriscono che abbassando la SOD1 si è al sicuro. In realtà, inibire del tutto la SOD1 nei topi sembra avere poco o nessun effetto. Per cui crediamo che sia OK nei pazienti, ma non lo sapremo con certezza fino a quando non avremo condotto ulteriori studi".


giovedì 25 aprile 2013

Dopo i tanti attachi hacker, Twitter decide di introdurre un doppio sistema di identificazione.


Dopo l'ultimo attacco hacker subìto dall'account dell'Associated Press, (nel quale era stato pubblicato un tweet che riportava la falsa notizia di una doppia esplosione presso la Casa Bianca ed il ferimento del Presidente Barack Obama), rivendicato dalla Syrian Electronic Army, Twitter, (il famoso Social Network dai 140 caratteri), ha espresso una più forte esigenza di rendere più sicuri gli account dei propri utenti. E dunque, secondo quanto ha riportato Wired.com, proprio nell'intento di ridurre il rischio di hackeraggi, il Social Network starebbe lavorando ad un doppio sistema di autenticazione, che per il momento si trova alla fase di test interno prima di essere reso disponibile per tutti; anche se ancora non è ben chiaro quando questo dovrebbe avvenire. Comunque in pratica la logica è semplice: aumentare il numero di barriere per aumentare la difficoltà che queste vengano superate dai malintenzionati. Inoltre, secondo alcune fonti, l'idea di un sistema di autenticazione multifattoriale sembra circolare già da un po' all'interno dei piani alti di Twitter; non a caso nel Febbraio scorso il Social Network aveva pubblicato un annuncio di lavoro rivolto ad ingegneri informatici proprio per potenziare la sicurezza degli account dei propri utenti. In sostanza, come ha spiegato il sito Mashable: «Il funzionamento del nuovo sistema di sicurezza non è diverso da quello con cui si utilizza un bancomat: vale a dire che non basta essere in possesso della carta, (avere qualcosa), bisogna anche fornire il pin, (conoscere qualcosa), per usarlo. Allo stesso modo, su Twitter, si potrebbe chiedere agli utenti di fornire la propria password e successivamente un codice, generato casualmente, inviato su telefonino o sull'applicazione quando si effettua l'accesso da una nuova postazione». Tuttavia certamente un doppio sistema di autenticazione non esclude la possibilità di nuovi attacchi, ma di sicuro potrebbe aiutare a ridurli, anche considerato che dietro l'hackeraggio dell'Associated Press potrebbe esserci stata proprio un'azione di phishing, (ovvero una truffa operata ai danni di qualcuno estorcendogli informazioni, come, appunto, la password). E visti i recenti casi capitati all'Associated Press oppure alla BBC, forse Twitter farebbe bene ad accelerare un po' il passo.


mercoledì 24 aprile 2013

L'Italia si piazza al 50° posto nel Global Information Technology Report di quest'anno.


Sebbene l'economia digitale continui a produrre PIL e posti di lavoro in tutto il mondo da anni, l'Italia è fortemente indietro nella capacità di sfruttare la "Tecnologia dell'Informazione". Ad affermarlo è stato il Global Information Technology Report del World Economic Forum, che vede il nostro Paese piazzarsi al 50esimo posto su 144 Paesi monitorati. In pratica il suddetto rapporto si basa su un indice elaborato ogni anno a partire da 54 parametri, che vanno dalla penetrazione di Internet alla diffusione degli smartphone ed alla disponibilità di capitali. Quest'anno al primo posto è salita la Finlandia, (che lo scorso anno era terza), con un indice pari a 5,98. Successivamente al secondo ed al terzo posto ci sono rispettivamente Singapore e la Svezia, (con un indice che si aggira intorno a 5,90); mentre a completare la top ten sono, (in ordine): Olanda, Norvegia, Svizzera, Gran Bretagna, Danimarca, USA e Taiwan. L'Italia invece, (con un indice di appena 4,18), si classifica, come già anticipato, ad un terribile cinquantesimo posto, davanti soltanto alla Grecia e dietro, oltre che a tutti i principali competitor, anche a Paesi cosiddetti "esotici" come le Barbados, la Giordania o Panama. Al riguardo nel Global Information Technology Report si può leggere: «In Europa l'indice rivela una profonda divisione tra le economie del nord e gli altri Paesi che è preoccupante. Non basta migliorare l'accesso alle tecnologie, bisogna creare migliori condizioni per le imprese e l'innovazione». Inoltre il rapporto del World Economic Forum ha sottolineato anche come l'economia digitale sia un generatore di PIL e posti di lavoro; infatti, infine, si può leggere: «La digitalizzazione ha aumentato il PIL mondiale di 193 miliardi di dollari negli ultimi due anni, creando 6 milioni di posti di lavoro. Un aumento del 10% dell'indice di digitalizzazione di un Paese porta ad una crescita dello 0,75% del PIL procapite, ed a una diminuzione della disoccupazione dell'1,02%».

Di seguito la mappa completa del suddetto rapporto:



martedì 23 aprile 2013

JUDAS PRIEST: Portano al cinema "Epitaph" in occasione del 40° anniversario del loro esordio.


In occasione delle celebrazioni per il 40° anniversario del loro debutto, (con l'album Rocka Rolla del 1974), i Judas Priest, (storico gruppo heavy metal britannico formatosi nel 1969 ed ancora in attività), hanno deciso di portare sul grande schermo "Epitaph", vale a dire il loro album live, che racconta il concerto registrato presso l'HMV Hammersmith Apollo di Londra il 26 Maggio dello scorso anno durante la chiusura dell'Epitaph World Tour iniziato il 7 Giugno 2011. In pratica a dal prossimo 14 Maggio nelle sale cinematografiche di molti Paesi, (tra cui Stati Uniti, Regno Unito, Germani, Austria, Spagna, Svezia, Finlandia, Ungheria, Messico, Argentina, Brasile, e molti altri che saranno annunciati prossimamente), avverrà una serie di proiezioni esclusive riguardanti, appunto, il suddetto album live che offre versioni dinamiche di 23 brani classici che vanno a coprire tutti i 14 album in studio dei Judas Priest, e che è stato filmato in alta definizione con un audio surround 5.1. Inoltre è stato anche annunciato che Epitaph sarà rilasciato in DVD e Blu-ray a partire dal prossimo 28 Maggio tramite la Legacy Recordings, una divisione di Sony Music Entertainment, e che precederà l'uscita, (ancora non ben specificata), del nuovo album in studio a cui i Judas Priest stanno attualmente lavorando. Ad ogni modo ulteriori informazioni saranno svelate a breve sul sito ufficiale della band: www.judaspriest.com.


Di seguito la track list di Epitaph:
1. Battle Hymn
2. Rapid Fire
3. Metal Gods
4. Heading Out To The Highway
5. Judas Rising 
6. Starbreake
7. Victim Of Changes
8. Never Satisfied
9. Diamonds And Rust
10. Prophecy
11. Night Crawler
12. Turbo Lover
13. Beyond The Realms Of Death
14. The Sentinel
15. Blood Red Skies
16. The Green Manalishi
17. Breaking The Law
18. Painkiller
19. The Hellion
20. Electric Eye
21. Hell Bent For Leather
 22. You've Got Another Thing Coming
23. Living After Midnight

...la copertina del suddetto album live:
http://judaspriest.com/photo/Epitaph/Epitaph-front-400x498.jpg
...ed il trailer di Epitaph:



lunedì 22 aprile 2013

Scoperto che chemioterapia e radioterapia possono provocare alterazioni nel cervello.


La chemioterapia non ha effetti solo sul cancro e produce qualche effetto collaterale sui tessuti sani che lo circondano, ma a quanto pare anche sul cervello, provocando delle modifiche a livello neurofiosologico. O almeno questo è quanto si è scoperto osservando, in particolare, che nelle donne colpite dal cancro al seno si mostrava perdita di memoria, difficoltà di concentrazione ed altri problemi cognitivi, dopo un trattamento con la chemioterapia oppure la radioterapia. In pratica in una prima fase si è cercato di minimizzare, spesso imputando la causa a problemi psicosomatici, ma tuttavia il dibattito non si è spento e diversi ricercatori si sono dati da fare per far luce su questo fenomeno. Uno di questi tentativi è stato lo studio condotto dai ricercatori del Jonsson Comprehensive Cancer Center dell'Università della California, Los Angeles, (conosciuta anche con la sigla UCLA), e pubblicato online sulla rivista scientifica Journal of the National Cancer Institute. In sostanza la dottoressa Patricia Ganz, direttore del Center for Cancer Prevention and Control Research, assieme ai colleghi della UCLA, hanno dimostrato che esiste una correlazione significativa tra l'essere sottoposti a trattamenti chemioterapici e/o radioterapici e peggiori prestazioni neuropsicologiche nei test sulla memoria e le facoltà cognitive. Al riguardo la stessa dottoressa Patricia Ganz ha spiegato: "Lo studio è uno dei primi a dimostrare che le difficoltà cognitive riportate dalle pazienti, spesso definita come "chemio cerebrale" in coloro che hanno ricevuto la chemioterapia, possono essere associate alle prestazioni nei test neuropsicologici". Sostanzialmente lo studio in questione ha visto il coinvolgimento di 189 pazienti con età media di 52 anni, affette da carcinoma della mammella, le quali hanno preso parte allo studio circa un mese dopo aver completato i trattamenti iniziali previsti, appunto, per il cancro al seno, e prima di iniziare, (nel 70% dei casi), la terapia ormonale sostitutiva endocrina. Inoltre i due terzi delle pazienti avevano subìto una chirurgia conservativa del seno; più della metà aveva ricevuto la chemioterapia, e tre quarti erano state sottoposte a radioterapia. Oltretutto un secondo gruppo di donne sane di pari età è stato utilizzato come parametro e controllo. Ad ogni modo i ricercatori hanno proceduto con l'escludere possibili fattori confondenti, poiché ai disturbi cognitivi spesso sono stati associati sintomi di ansia e depressione. Per questo motivo le donne che presentavano gravi sintomi depressivi sono state successivamente escluse. Allo stesso modo sono stati presi in considerazione il tipo di trattamento oncologico utilizzato, e se altre condizioni come la menopausa ed i cambiamenti ormonali, avrebbero potuto influenzare la ricerca di problemi cognitivi. Comunque per tutte le partecipanti sono stati predisposti dei questionari in cui dovevano riportare i sintomi e le segnalazioni di problemi neurofisiologici e neuropsicologici. E dunque i dati acquisiti hanno permesso di determinare che in generale le pazienti con cancro al seno avevano denunciato il maggior numero di problemi cognitivi. Nello specifico il 23,3% ha lamentato problemi di memoria; ed il 19% problemi cognitivi, (come difficoltà di concentrazione, problem solving, ragionamento e così via). In maniera significativa le donne che erano state sottoposte a cicli di chemioterapia e/o radioterapia sono state quelle che avevano denunciato i più gravi problemi di memoria e cognitivi, mostrando anche altri sintomi come ansia e depressione. Quindi i test neuropsicologici condotti dai ricercatori in questo studio hanno mostrato per la prima volta una decisa correlazione con la denuncia di problemi cognitivi; non a caso le lamentele corrispondevano poi a peggiori risultati nei test. In tal proposito la dottoressa Patricia Ganz ha concluso sottolineando: "In passato, molti ricercatori hanno affermato che non si poteva contare sulle denunce da parte dei pazienti o sul fatto che fossero depressi, perché gli studi precedenti non hanno potuto trovare questa associazione tra test neuropsicologici e le denunce su problemi cognitivi. In questo studio siamo stati in grado di osservare i componenti specifici dei disturbi cognitivi e riscontrare che sono stati associati con le più importanti anomalie neuropsicologiche nei test di funzionalità". Ed insomma i disturbi cognitivi non sarebbero frutto della "fantasia" delle pazienti, ma un dato reale di cui si dovrà tenere conto quando quest'ultime siano avviate ad un programma di trattamento chemio o radioterapico.


domenica 21 aprile 2013

Durex Australia presenta "Fundawear", la biancheria intima per "toccarsi" a distanza.


Nell'era di Internet avere un partner che vive dall'altro capo del mondo è diventato meno problematico che in passato. Infatti grazie alle attuali tecnologie è possibile comunicare e vedere la persona che si ama a qualsiasi ora del giorno attraverso una semplice webcam. Certo, quello che manca è il contatto fisico, ma a questo sembra averci pensato di recente Durex, (o meglio la filiale Australia), che ha fatto sapere di essere al lavoro per creare la prima linea di "cyber-abbigliamento intimo stimolante"; ed infatti proprio in questi giorni ha presentato "Fundawear", vale a dire, appunto, una biancheria intima molto speciale dotata di motori a vibrazione e controllabile a distanza. In pratica scaricando un'apposita applicazione sul proprio smartphone ed indossando l'intimo hi-tech, (composto da reggiseno e mutandine per lei, e da dei comuni boxer per lui), i partner potranno attivare alcune vibrazioni all'interno della biancheria intima che daranno la sensazione di essere "toccati" e "solleticati". Ovviamente l'esperienza dovrebbe essere piacevole e godereccia, perciò è presumibile pensare che l'intimo sia stato dotato di attuatori capaci di emulare il tocco umano. Inoltre l'interfaccia grafica ed il touch dello smartphone dovrebbero essere d'aiuto ed agevolare nel "petting leggero". In sostanza, come racconta il video di presentazione: Dani e Nick sono due giovani che hanno una relazione a distanza; entrambi indossano questa particolare biancheria intima e, semplicemente sfiorando lo schermo del loro smartphone, riescono a stimolare le parti erogene del corpo dell'altro e ad avere "contatti intimi virtuali". Ad ogni modo, presentato dalla società nota soprattutto per la produzione di preservativi come "il futuro dei preliminari", "Fundawear" è ancora in fase di sperimentazione e la stessa società non esclude che un domani il sistema possa essere integrato anche altri tipi d'abbigliamento. Infatti al riguardo ha scritto: «Sesso. È il piacere supremo. Ma cosa succederebbe se potesse essere migliorato? Durexperiment si occupa di testare nuove idee e prodotti per spingere al limite il piacere». Comunque sia la filiale australiana della Durex attraverso la propria pagina ufficiale di Facebook ha invitato chiunque fosse interessato ad iscriversi al test su scala reale che condurrà nelle prossime settimane ed a sperimentare con il proprio partner questa biancheria hi-tech. In tal proposito Ben Moir, direttore tecnico del progetto, si è detto certo del successo di questa iniziativa, spiegando al Daily Telegraph: "Dopo aver smesso di ridere, abbiamo subito capito che si trattava di un progetto fantastico. È proprio quello che la gente vuole".

Di seguito il suddetto video presentazione:



sabato 20 aprile 2013

Scoperto che il colesterolo LDL aumenta anche il rischio di sviluppare l’Alzheimer.


Da ormai diverso tempo si ritiene che il colesterolo LDL, (o cosiddetto "cattivo"), è una delle possibili cause dei danni alle arterie ed all'apparato cardiocircolatorio in generale. Infatti uno dei suoi "effetti collaterali" è, per esempio, l'aterosclerosi, vale a dire un'indurimento delle arterie, che può provocare angina pectoris, infarto ed ictus. Tuttavia ciò che di recente ha sconcertato i ricercatori del Linda Crnic Institute for Down Syndrome e del Department of Neurology presso la School of Medicine dell'Università del Colorado è stata l'azione devastante del colesterolo LDL nei confronti del processo di divisione cellulare, che provoca la diffusione in tutto il corpo di cellule "figlie" difettose. In pratica la dottoressa Antoneta Granic ed il dottor Huntington Potter, (i principali autori dello studio), hanno osservato come, sia in modello animale che nell'uomo, il colesterolo "cattivo" abbia indotto le cellule a dividersi in modo scorretto, distribuendo in maniera diseguale nella generazione successiva di cellule i cromosomi duplicati. In sostanza quello che accade è che ci si ritrova con un accumulo di nuove cellule difettose: con un numero errato di cromosomi ed un altrettanto numero errato di geni. Infatti le cellule "figlie" presentano, (invece di due copie di ogni gene, come dovrebbe essere), alle volte tre copie di ogni gene, ed altre volte uno solo. Il che rappresenta un bel guaio perché, come spiegato dai ricercatori, le cellule che presentano tre copie del cromosoma, (anomalia nota anche con il nome di trisomia), sono implicate nella codifica del peptide beta-amiloide, (noto per essere un componente chiave delle placche amiloidi che si accumulano nel cervello di chi soffre di Alzheimer). Inoltre gli scienziati del Linda Crnic Institute conoscono bene la trisomia, poiché studiano da anni sindromi come quella di Down, dove la trisomia 21 è la caratteristica fondamentale. Infatti le persone affette dalla sindrome di Down, presentano, appunto, la trisomia 21 in tutte le cellule che compongono il loro organismo e spesso queste persone sviluppano problemi cerebrali e molti di loro anche la malattia di Alzheimer una volta superati i 50 anni di età. Ad ogni modo il riscontro tra queste mutazioni indotte dal colesterolo LDL e l'Alzheimer è stato in precedenza osservato nel 10% delle cellule presenti nei pazienti affetti di Alzheimer, le quali avevano tre copie del cromosoma 21, anziché due. Comunque i risultati completi dello studio sono stati pubblicati sulla rivista PLOS ONE, e suggeriscono che la malattia di Alzheimer può essere in qualche modo una sorta di "sindrome di Down acquisita". Ipotesi supportata anche dalla constatazione che i geni "mutanti" che causano malattie ereditarie provocano lo stesso difetto nella segregazione cromosomica, (proprio come fa il colesterolo), indicando così la presenza di un problema comune di divisione cellulare nel morbo di Alzheimer, sia familiare che occasionale. Per di più un'ulteriore scoperta fatta dai ricercatori è stato il trovare la trisomia 21 nei neuroni del cervello di bambini affetti dalla malattia di Niemann-Pick di tipo C, (una malattia ereditaria in cui i pazienti non sono in grado di metabolizzare correttamente il colesterolo né altri lipidi all'interno delle cellule). Questo risultato suggerisce che la neurodegenerazione stessa potrebbe essere legata alla missegregazione cromosomica, ovvero la segregazione difettosa dei cromosomi. Al riguardo, secondo i ricercatori, riuscire ad identificare correttamente l'azione del colesterolo LDL sulle cellule ed il problema che ne consegue, potrà portare a nuovi approcci per la terapia in molte malattie umane come: l'Alzheimer, l'aterosclerosi e probabilmente anche il cancro, in quanto tutte queste malattie, (ed anche altre), mostrano un denominatore comune nella divisione cellulare difettosa. Oltretutto la dottoressa Antoneta Granic ed il dottor Huntington Potter hanno anche testato un trattamento semplice ed efficace che ha impedito al colesterolo "cattivo" di agire negativamente sulla divisione cellulare: nelle cellule in vitro che sono state trattate con dell'etanolo, quest'ultimo ha impedito al colesterolo di far distribuire in maniera diseguale i cromosomi nelle nuove cellule. Insomma con queste scoperte si preannunciano probabilmente nuovi orizzonti per la prevenzione ed il trattamento di alcune tra le più temute malattie che ad'oggi affliggono non poche persone.


venerdì 19 aprile 2013

METALLICA: Nuovi dettagli sul nuovo album e sul film 3D svelati da Robert Trujillo e Kirk Hammett.


Durante una recente intervista del magazine "What's On" riguardante il loro nuovo album, Robert Trujillo, bassista dei Metallica, ha spiegato: "Dunque, non possiamo dire molto, perché lo stiamo ancora scrivendo, ma stiamo riascoltando molto il nostro ultimo album "Death Magnetic", che sta ispirando gli arrangiamenti che al momento stiamo scrivendo. C'è una particolare qualità in quell'album di cui siamo molto orgogliosi e vogliamo mantenere un certo standard. Il nuovo album suonerà come "Death Magnetic"? Probabilmente no, ma ci saranno ancora quei tipici elementi groove e thrash dei Metallica". Mentre durante un'altra recente intervista di GulfNews.com, riguardante la presunta uscita di questo nuovo album, (che, secondo alcune indiscrezioni, dovrebbe essere pubblicato nel 2014), il chitarrista della band, Kirk Hammett, ha dichiarato: "È quello che speriamo. Se le intenzioni si tradurranno in realtà, lo vedremo. Stiamo registrando il materiale di tanto in tanto, ma si tratta di un processo abbastanza lento. "Metallica Through The Never" ha la precedenza su ogni altra cosa al momento. Vogliamo essere sicuri che il film abbia tutta la nostra attenzione ed esca esattamente nella maniera in cui vogliamo noi". Ed ha poi spiegato perché la band ha scelto il 3D per il suddetto film, (che dovrebbe uscire il prossimo 9 Agosto*), dichiarando: "Arriverà il momento in cui la maggior parte dei film sarà rilasciata in 3D. Il genere è solo all'inizio, e riteniamo che sarà il futuro. Ci sono molte poco scene dei "dietro le quinte", e non ci sono le interviste con la band. Si tratta di un concerto e c'è una storia narrativa che si intreccia dentro e fuori con il film. È interconnesso in un modo. È molto unico in quanto non si dispone di dualità in esso - è intrecciata così bene che diventa un'unica entità. Siamo molto eccitati al riguardo, perché crediamo che nulla di simile è stato fatto prima". E quando il giornalista gli ha chiesto come si vedesse in 3D, il chitarrista si è messo a ridere ed ha spiegato: "Dal filmato che abbiamo visto, sembra piuttosto sorprendente. Si tratta di un viaggio mentale vedere se stessi in 3D questo è sicuro! Effettivamente, è un viaggio mentale già il fatto di vedersi su uno schermo cinematografico di 25 piedi. L'aspetto 3D rende tutto molto intenso". Ed ha, infine, concluso dicendo: "Fare un film è un percorso diverso dal fare un album. Con il film ci sono, per così dire, molti più "cuochi in cucina". Mentre con la musica, si può semplicemente far entrare i "cuochi" in studio, chiudere la porta, e non è necessario che nessun altro entri. Con il film, non è possibile bloccare la porta. È una porta girevole; ci sono persone vanno e che vengono. Quindi ci stiamo adegunado".

*(Aggiornamento del 24/04/2013): La data dell'uscita del film è stata posticipata al prossimo 27 Settembre per quanto riguarda i cinema IMAX del nord america; ed al prossimo 4 Ottobre per quanto riguarda gli altri cinema sempre del nord america. Per ulteriori dettagli: http://www.metallica.com/news/through-the-never-goes-imax.asp.


giovedì 18 aprile 2013

I "padri" della pecora Dolly creano Pig 26, il primo maialino "OGM" resistente alle malattie.


Si chiama Pig 26 e si tratta di un maiale geneticamente modificato nato lo scorso Agosto al Roslin Institute dell'Università di Edimburgo, (in Scozia), ovvero lo stesso istituto di ricerca che diversi anni fa, (per la precisione nel Luglio 1996), ha dato alla luce Dolly, la prima pecora clonata che ha vissuto circa sette anni, (esattamente fino al Febbraio 2003), e che attualmente è esposta, imbalsamata, al Royal Museum of Scotland. Ad ogni modo rispetto ad altri animali geneticamente modificati, Pig 26 ha una particolare caratteristica che fa venire meno una delle obiezioni spesso sollevate da chi si oppone all'utilizzo delle biotecnologie per modificare le caratteristiche degli esseri viventi: l'uso di geni per la resistenza agli antibiotici. Infatti questo maialino è stato geneticamente modificato utilizzando una tecnica detta editing genetico, che risulta 10 volte più efficiente rispetto ad altri approcci biotecnologici e che non richiede l'uso di questi geni. In parole povere l'editing genetico è un processo semplice nel quale gli scienziati "editano", ossia modificano artificialmente una sola lettera del DNA dell'animale e vi inseriscono del nuovo materiale genetico. E dunque una mutazione genetica così "naturale" che risulta impossibile, esaminando in seguito il DNA del maialino, accorgersi che questo sia stato effettivamente modificato. Comunque sia grazie a questa tecnica, spesso definita come "clonazione pulita", gli scienziati sono riusciti, appunto, a "dotate" Pig 26 di una particolare resistenza a qualsiasi tipo di malattia. Insomma questo studio proietta nel futuro l'obiettivo, alquanto discutibile, di poter creare animali completamente sani, dai quali sia possibile ricavare alimenti senza le eventuali patologie trasmissibili all'uomo ed agli altri animali. Ed infatti la nascita di Pig 26 rientra all'interno di un progetto pensato per creare maiali più resistenti a diverse infezioni, come quella del virus della peste suina africana, (conosciuta anche con la sigla AFSV). Al riguardo Bruce Whitelaw, espero del centro di ricerca scozzese ha spiegato: "Pig 26 ha una specifica delezione di base. Dei suoi 3 miliardi di basi presenti nel DNA, ne abbiamo rimossa una esattamente da dove volevamo rimuoverla. La tecnica, estremamente precisa, viene eseguita sugli ovuli già fecondati anziché su cellule prelevate dai tessuti. Perciò la sua efficacia è del 10-15%, contro un successo inferiore all'1% dei metodi standard. Non solo, il tutto può essere fatto senza nessun marcatore o traccia. Finché non si esamina com’è avvenuto il processo non c'è modo di sapere come si è generata la mutazione. Potrebbe essere avvenuta naturalmente". In altre parole la tecnica mima il naturale processo dell'evoluzione. Per di più, oltre ad evitare il ricorso ai geni per la resistenza agli antibiotici questa nuova metodica fa venire meno anche la necessità di clonare o di trasferire il nucleo della cellula in un'altra. Per questo motivo Bruce Whitelaw ha concluso affermando: "In sostanza si tratta di ingegneria genetica pulita". E comunque non si esclude che, dopo Pig 26, si possa sperimentare la medesima tecnica di clonazione per generare anche altri animali, (come ovini e bovini), che possano risultare immuni ai virus.


mercoledì 17 aprile 2013

Premio Drago D'Oro: Ecco i vincitori nelle varie categorie della prima edizione.


Il verdetto finale della giuria popolare della prima edizione del Drago D'Oro, vale a dire il primo premio tutto italiano dedicato al mondo videoludico, ribattezzato da molti come l'Oscar dei videogames, e promosso dall'Associazione Editori Sviluppatori Videogiochi Italiani, (nota anche con la sigla AESVI), ha eletto come "Videogioco dell'Anno 2012", Assassin's Creed III. In pratica si tratta un ulteriore riconoscimento per l'amatissima serie Ubisoft che conta oltre 55.000.000 di copie vendute in tutto il mondo, più di 460.000 fan sulla pagina ufficiale italiana di Facebook e circa 25.000.000 visualizzazioni nei video sul canale italiano di YouTube. Inoltre ad Assassin's Creed III è andato anche il premio per il "Miglior gioco per PS3", mentre per quanto riguarda la Xbox 360 il riconoscimento è andato ad Halo 4. Per quanto riguarda la Wii e la Wii U è stato Zombi U a vincere, mentre Far Cry 3 si è imposto come "Miglior gioco per Pc" e come "Gioco con la miglior grafica". Oltretutto nel mondo delle console portatili Uncharted: Golden Abyss si è aggiudicato il titolo di "Miglior gioco per PS Vita", mentre nella categoria Nintendo DS e 3DS è stata l'avventura grafica Il Professor Layton e la Maschera dei Miracoli ad aggiudicarsi il premio. Ed, infine, ha chiudere la cerchia dei riconoscimenti "popolari" è stato The Walking Dead, che si è classificato come "Miglior gioco mobile". Invece per quanto riguarda gli altri premi: Dishonored è stato incoronato "Miglior videogioco d'azione", "Miglior sorpresa dell'anno", ed è stato premiato anche con il riconoscimento per il "Miglior gameplay"; mentre l'osannatissimo Journey si è aggiudicato il titolo di "Gioco con la miglior ambientazione" ed ha vinto il premio speciale giuria della critica. Premiato anche Borderlands 2 come "Miglior sparatutto", mentre Dragon's Dogma si è aggiudicato il titolo di "Miglior gioco di ruolo". FIFA 13 e F1 2012 si sono aggiudicati rispettivamente il premio per il "Miglior gioco sportivo" e "Miglior gioco di corse", mentre Tekken Tag Tournament 2 ha vinto il riconoscimento per il "Miglior picchiaduro". Mass Effect 3 si è portato a casa il premio speciale giuria tecnica ed il riconoscimento per il "Miglior personaggio protagonista", grazie al comandante Shepard. Per quanto riguarda invece i giochi casual a vincere è stato Skylanders: Giants, il celebre titolo di Activision che ha letteralmente sbancato il "botteghino videoludico". Ad ogni modo a chiudere la carrellata di premi sono stati: Spec Ops: The Line per quanto riguarda la "Miglior sceneggiatura"; Guild Wars 2 per il "Miglior multiplayer"; Max Payne 3 per la "Miglior colonna sonora"; Papo & Yo per il "Miglior videogioco indipendente internazionale"; ed, infine, Battleloot Adventure per quanto riguarda il "Miglior videogioco indipendente italiano".


martedì 16 aprile 2013

Oscurati in Italia 27 siti web di video streaming da un GIP della Procura di Roma.


A quanto pare la guerra contro la cosiddetta "pirateria digitale" ha coinvolto in grande stile anche il nostro Paese; infatti in questi giorni ben 27 siti web principalmente dedicati allo streaming video sono stati bloccati dalla polizia postale su ordine di un Giudice per le Indagini Preliminari, (più comunemente conosciuto con la sigla GIP), della Procura di Roma. In pratica il GIP Massimo Di Lauro ha assecondato la richiesta di oscuramento di indirizzi quali: Nowvideo, Videopremium, Rapidgator, Bitshare, Cyberlocker e diversi altri. Tuttavia l'aspetto interessante di questa vicenda è che pur trattandosi di una delle più imponenti operazioni di sequestro per violazione di diritti d'autore mai eseguita, la denuncia non è partita da una delle corazzate della produzione hollywoodiana o nazionale, ma da un piccolo distributore; vale a dire la Sunshine Pictures, casa di distribuzione famosa per il film d'animazione francese "Un Monstre à Paris", (in italiano: Un Mostro a Parigi; uscito in Italia nello scorso mese di Novembre). E dunque dopo un mese di indagini da parte della Polizia Postale, (più precisamente a partire dal 27 Febbraio scorso), è infine arrivata la richiesta del pubblico ministero di oscurare i domini in questioni, attraverso il blocco dei DNS da parte dei provider italiani. In sostanza questi siti finiti sotto sequestro servivano milioni di utenti in tutto il mondo, tanto da convincere alcuni analisti ed esperti di diritto a lamentare una certa sproporzione tra danno e reazione. E per questo sul web ci si chiede per quale motivo questi 27 siti siano stati bloccati per intero, considerando che al loro interno si trovano blog che condividono link al file incriminato ma anche i cosiddetti "file locker", ovvero siti dove si depositano file. Infatti in questo secondo caso il blocco del sito per intero lede anche chi vi ha postato file privati che nulla hanno a che vedere con lo scambio illegale. Al riguardo l'avvocato Fulvio Sarzana, specialista in materia di diritto digitale, ha dichiarato: "La società denunciante avrà naturalmente le sue buone ragioni, e così naturalmente anche il magistrato che ha emesso il provvedimento, ma ci si chiede il perché 27 portali mondiali nella loro interezza, con milioni di file, anche privati, che raggruppano milioni e milioni di utenti, siano stati resi inaccessibili a milioni di cittadini italiani, per un solo cartone animato". Infatti i 27 siti di streaming oscurati sono tutte piattaforme su cui gli utenti possono noleggiare uno spazio virtuale di archiviazione per i propri documenti, e decidere di condividerli pubblicamente oppure con un gruppo ristretto di amici. Naturalmente questa è la formula adottata dalla grande maggioranza dei siti web che offrono lo streaming dei video ed è uno dei metodi più usati per diffondere materiale protetto da copyright. Ma ad ogni modo adesso nel sequestro finiranno anche quei file del tutto legittimi, il cui accesso sarà ingiustamente precluso ai legittimi proprietari. Il che rappresenta un danno collaterale caratteristico anche di altre forme di sequestro, anche nella vita reale. Ma tuttavia in questo caso il numero di utenti dei siti in questione e la quantità di materiale bloccato che apparentemente risultava legale pongono di certo una sfida al diritto ed alle procedure di polizia. Comunque sia, come spesso accade, il blocco non sembra poi così insormontabile; infatti Marco d'Itri, consulente Internet ed autore del sito Osservatorio sulla censura di Internet in Italia, ha spiegato: "Gli interessati a vedere i film in streaming hanno facilmente imparato come aggirare la censura ed i siti specializzati lo spiegano ogni volta che succede una cosa del genere. Si fa in 30 secondi scarsi. Sospetto che il problema più grande sarà per chi usa questi file locker per motivi legittimi e non ha particolari conoscenze tecniche. L'unica cosa che vede è che i siti non funzionano e non seguendo forum/blog sull'argomento non ha idea di cosa è successo e di come rimediare. Ne consegue poi che sono danneggiati anche i gestori dei siti, che perdono clienti legittimi". Ed ha poi proseguito dichiarando: "Il distributore sicuramente avrebbe potuto segnalare ai gestori dei siti che sono stati violati i suoi diritti e mi aspetto che alcuni di questi siti, (che non hanno come principale target d'utenza chi si interessa di violazioni di copyright), avrebbero cancellato i file caricati. Non so se lo abbia fatto, ma dal decreto di sequestro non risulta. Quindi vale la pena di chiedersi fino a che punto un giudice è disposto a censurare un sito perché contiene un film distribuito illecitamente: questi li ha censurati solo perché non ne ha mai sentito parlare nessuno? Se fosse stato su Dropbox, (uno dei più noti file locker), lo avrebbe censurato? E su Google Drive?". Tra l'altro in realtà i siti censurati non sarebbero 27 ma 25, (a seconda dell'ISP utilizzato). Per esempio, se si utilizza Fastweb non si può entrare in nessuno dei 27 siti, mentre se si utilizza Telecom Italia, i siti nowdownload.co ed uploadjet.net risultano accessibili. Questo perché, come ha, infine, concluso Marco d'Itri: "Quasi mai si sa quando un sito viene dissequestrato in quanto i relativi decreti non sempre sono inviati agli ISP, e quindi spesso rimangono bloccati all'infinito".


Di seguito la lista completa dei siti finiti sotto sequestro:
-bitshare.com
-cineblog01.org
-clipshouse.com
-cyberlocker.ch
-ddl-fantasy.org
-filmfreestream.org
-filmnuovistreaming.com
-filmpertutti.tv
-flashdrive.it
-flashstream.in 
-freakshare.com 
-gatestreaming.com
-italiafilm2.com
-likeupload.net
-megaload.it
-nowdownload.co
-nowvideo.co
-panicmovie.altervista.org
-queenshare.com
-rapidgator.net
-robin-film.net
-speedvid.tv
 -streamingworld.forumcommunity.net
 -uploaded.net
 -uploadjet.net
 -videopremium.net
 -yourlifeupdated.it



lunedì 15 aprile 2013

Calimero compie 50 anni e per l'occasione tornerà con una nuova serie Tv tridimensionale.

Immagine tratta dalla nuova serie Tv.

In occasione del 50° anniversario di Calimero, (il famoso famosissimo pulcino "piccolo e nero" creato da Nino Pagot, Toni Pagot ed Ignazio Colnaghi e che debuttò per la prima volta in Italia il 14 Luglio 1963 sul piccolo schermo in bianco e nero), il Future Film Festival di Bologna, (noto anche con la sigla FFF ed in programma fino al prossimo 17 Aprile), ha deciso di dedicargli domani alle ore 14:00 presso il Cinema Lumière di Piazzetta Pier Paolo Pasolini un evento speciale battezzato "Calimero, tuorlo d'uomo". Al riguardo Umberto Eco ha dichiarato: "Simbolo dell'animazione made in Italy fin dal sipario di Carosello, Calimero è divenuto una vera e propria icona, perché quando un personaggio genera un nome comune infrange la barriera dell'immortalità ed entra nel mito: si è un Calimero come si è un Don Giovanni, un Casanova, un Don Chisciotte, una Cenerentola, un Giuda". Ad ogni modo l'omaggio del FFF, a cura di Mario Serenellini, proporrà una ricca antologia che ripercorre le tappe più importanti della storia, (anche grafica), del personaggio, attraversando mezzo secolo di storia del cartone animato: dai primi spot pubblicitari creati per la società di detersivi, Mira Lanza, del 1963, alle varie serie post-pubblicitarie del 1974, (tra cui "Le avventure di Calimero e Priscilla"; la pulcina del cuore), fino ad arrivare all'assaggio, in anteprima mondiale, della nuova serie televisiva, attualmente in fase di realizzazione in Francia. In pratica questa sarà la prima volta che Calimero verrà proposto in una serie Tv tridimensionale, (tecnicamente nota con la sigla CGI; ovvero Computer-generated imagery), composta da 104 episodi di circa 11 minuti ciascuno, (prodotta dalla Alphanim, con lo Studio Campedelli e Rai Fiction per l'Italia, lo zampino elettronico dello studio torinese Animoka e la distribuzione di Disney Europa), la cui messa in onda in Italia, su Rai 2, è prevista per la fine del 2013 e l'inizio del 2014. Inoltre l'omaggio a Calimero rappresenterà il dodicesimo appuntamento con la sezione "Archeologia del futuro" che Mario Serenellini cura per il Future Film Festival sin dal 2002; in poche parole si tratta di una sezione che si occupa dei pionieri del futuro animato, di ciò che è stato avveniristico sugli schermi del passato. Oltretutto tra le tante anticipazioni, di cui Calimero è stato il piccolo profeta, ci saranno anche i rampanti "Angry Birds", al centro proprio in questi giorni dell'ExpoPixel, (la fiera del digital entertainment promossa fino al 17 Aprile dal FFF e dalla BolognaFiere), ed il cui boom di popolarità li renderà protagonisti di un lungometraggio previsto per il 2015/2016. In tal proposito Giulietta Fara, la direttrice del festival e project manager della fiera, ha osservato: "La diversità e la protesta di Calimero furono, 50 anni fa, l'equivalente dei pennuti finlandesi di oggi".

Di seguito il primo trailer della suddetta serie Tv:



domenica 14 aprile 2013

Ingegnere NASA realizza una particolare sedia a rotelle che permette di ridurre la fatica.


Chi subisce un trauma oppure è affetto da qualche grave disabilità tale da dover, purtroppo, rimanere inchiodato per il resto della vita ad una sedia a rotelle impara a vivere una nuova vita. Impara a muoversi in modo diverso e ciò significa che le braccia prendono il posto delle gambe e fungono da "motore di spinta" per le ruote della carrozzina con un conseguente rinforzamento, ma allo stesso tempo con un maggiore affaticamento. E, considerando che le braccia servono anche per lavorare e per svolgere tutte le altre mansioni della vita quotidiana, non è affatto d'aiuto che si affatichino troppo su un solo compito. Ed è stato proprio su questo punto che Salim Nasser, un ingegnere della NASA, ha riflettuto ed ha ben pensato ad una soluzione che potrebbe, appunto, ridurre il danno alle spalle ed alle braccia causato dallo stress ripetuto dell'utilizzo della carrozzina. In pratica si tratta di una particolare sedia a rotelle, (a cui è stato dato il nome: Rowheel), con una struttura speciale che le da' leggerezza e velocità allo stesso tempo, in modo che le braccia facciano meno sforzo durante la spinta. Infatti Salim Nasser ha deciso di ridisegnare il mozzo della ruota in modo che chi utilizza la carrozzina possa fare un movimento simile a quello del remo di una barca, riducendo così la quantità di energia da spendere, (riducendo di conseguenza lo stress alle spalle ed alle braccia ed anche l'usura delle ruote), ed andando ad impegnare principalmente i muscoli più grandi e velocizzare il movimento. In sostanza utilizzando un nuovo dispositivo meccanico chiamato ''planetary gear'', Salim Nasser è riuscito, appunto, a ridisegnare il mozzo della ruota in modo che la persona possa fare un movimento tipico di chi rema per andare avanti. Inoltre un ingranaggio di questo tipo viene utilizzato anche nelle trasmissioni automatiche e negli utensili elettrici per invertire e ridurre il movimento. Al riguardo lo stesso Salim Nasser ha spiegato: "In questo modo, si riduce l'usura e, se ad esempio l'utente tipico della sedia a rotelle spinge da 2.000 a 3.000 volte al giorno, con questa sedia si potranno risparmiare oltre 300.000 spinte nel corso di un'anno''.

Di seguito alcune immagini relative alla sedia Rowheel:
http://www.wired.com/images_blogs/gadgetlab/2010/10/rowheel.jpg
http://s3files.core77.com/blog/images/0rowheel.jpg
http://images.gizmag.com/inline/rowheelsystem-0.jpg