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giovedì 25 aprile 2013

Dopo i tanti attachi hacker, Twitter decide di introdurre un doppio sistema di identificazione.


Dopo l'ultimo attacco hacker subìto dall'account dell'Associated Press, (nel quale era stato pubblicato un tweet che riportava la falsa notizia di una doppia esplosione presso la Casa Bianca ed il ferimento del Presidente Barack Obama), rivendicato dalla Syrian Electronic Army, Twitter, (il famoso Social Network dai 140 caratteri), ha espresso una più forte esigenza di rendere più sicuri gli account dei propri utenti. E dunque, secondo quanto ha riportato Wired.com, proprio nell'intento di ridurre il rischio di hackeraggi, il Social Network starebbe lavorando ad un doppio sistema di autenticazione, che per il momento si trova alla fase di test interno prima di essere reso disponibile per tutti; anche se ancora non è ben chiaro quando questo dovrebbe avvenire. Comunque in pratica la logica è semplice: aumentare il numero di barriere per aumentare la difficoltà che queste vengano superate dai malintenzionati. Inoltre, secondo alcune fonti, l'idea di un sistema di autenticazione multifattoriale sembra circolare già da un po' all'interno dei piani alti di Twitter; non a caso nel Febbraio scorso il Social Network aveva pubblicato un annuncio di lavoro rivolto ad ingegneri informatici proprio per potenziare la sicurezza degli account dei propri utenti. In sostanza, come ha spiegato il sito Mashable: «Il funzionamento del nuovo sistema di sicurezza non è diverso da quello con cui si utilizza un bancomat: vale a dire che non basta essere in possesso della carta, (avere qualcosa), bisogna anche fornire il pin, (conoscere qualcosa), per usarlo. Allo stesso modo, su Twitter, si potrebbe chiedere agli utenti di fornire la propria password e successivamente un codice, generato casualmente, inviato su telefonino o sull'applicazione quando si effettua l'accesso da una nuova postazione». Tuttavia certamente un doppio sistema di autenticazione non esclude la possibilità di nuovi attacchi, ma di sicuro potrebbe aiutare a ridurli, anche considerato che dietro l'hackeraggio dell'Associated Press potrebbe esserci stata proprio un'azione di phishing, (ovvero una truffa operata ai danni di qualcuno estorcendogli informazioni, come, appunto, la password). E visti i recenti casi capitati all'Associated Press oppure alla BBC, forse Twitter farebbe bene ad accelerare un po' il passo.


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