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venerdì 5 aprile 2013

In futuro le automobili potrebbero essere alimentate con l'anidride carbonica grazie a dei micro-OGM.


A quanto pare l'eccessiva anidride carbonica presente nell'atmosfera può essere trasformata in combustibile; o almeno questo è quanto ha scoperto di recente un gruppo di ricerca del Bioenergy Systems Research Institute, della Univesity of Georgia, guidato dal professor Michael Adams. Il che potrebbe portare in un futuro non troppo lontano alla creazione di biocarburanti ed altri prodotti industriali direttamente dal biossido di carbonio disperso nell'aria; responsabile, tra l'altro, del riscaldamento globale. Il tutto è stato possibile grazie ad un microrganismo geneticamente modificato; al riguardo Michael Adams ha spiegato: "Fondamentalmente ciò che abbiamo fatto è creare un microrganismo che fa con l'anidride carbonica esattamente quello che fanno le piante, assorbendola e generando qualcosa di utile". Infatti, come risaputo, durante il processo di fotosintesi, le piante si servono della luce solare per trasformare l'acqua e l'anidride carbonica in zuccheri da cui poi traggono l'energia. In merito è stato scoperto in passato che questi stessi zuccheri possono essere fermentati in combustibili come l'etanolo, tuttavia questo processo si è rivelato difficile, perché gli zuccheri in questione risultano bloccati all'interno delle complesse pareti cellulari delle piante. Anche se in realtà a questo problema ha trovato una soluzione un'altra recente ricerca condotta da un gruppo di ricercatori del College of Agriculture and Life Sciences. Comunque sia adesso il professor Michael Adams ha invece trovato il modo di aggirare il suddetto ostacolo, semplicemente saltando l'intermediazione delle piante. In tal proposito ha dichiarato: "Siamo in grado di prelevare l'anidride carbonica direttamente dall'atmosfera e trasformarla in prodotti utili come combustibili e prodotti chimici, senza dover passare attraverso il processo inefficiente di coltivazione di piante e l'estrazione di zuccheri a partire dalla biomassa". Il successo della ricerca è dovuto, come già anticipato, ad un microrganismo denominato Pyrococcus furiosus, che in natura vive nutrendosi di idrocarburi nelle acque dell'oceano scaldate da sfiati geotermici. Infatti è stato proprio manipolando geneticamente il suddetto organismo, che il professor Michael Adams ed i suoi colleghi hanno creato un P. furiosus in grado di alimentarsi, appunto, di anidride carbonica a temperature molto più basse. Una volta fatto ciò i ricercatori hanno impiegato idrogeno gassoso per creare una reazione chimica nel microrganismo geneticamente modificato che "intrappolasse" l'anidride carbonica nell'acido 3-idrossipropanoico, (ovvero una sostanza chimica industriale comune usata per produrre acrilici ed altri prodotti). E dunque ulteriori manipolazioni genetiche del nuovo ceppo di P. furiosus potrebbero consentire al professor Micheal Adams ed ai suoi colleghi di creare una versione del microrganismo che generi altri prodotti industriali, compreso il combustibile, partendo semplicemente dall'anidride carbonica. Oltretutto uno dei vantaggi di questo procedimento è che quando il carburante creato dal P. furiosus quando viene bruciato emette la stessa quantità di anidride carbonica utilizzata per crearlo, rendendolo di fatto un'alternativa molto più pulita della benzina, del carbone e del petrolio. Al riguardo il professor Michael Adams ha, infine, concluso spiegando "Questo è un primo passo importante per lo sviluppo di un metodo efficiente ed economico per la produzione di combustibili; ora non resta che affinare il processo ed iniziare a testarlo su scala più ampia".


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