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mercoledì 24 aprile 2013

L'Italia si piazza al 50° posto nel Global Information Technology Report di quest'anno.


Sebbene l'economia digitale continui a produrre PIL e posti di lavoro in tutto il mondo da anni, l'Italia è fortemente indietro nella capacità di sfruttare la "Tecnologia dell'Informazione". Ad affermarlo è stato il Global Information Technology Report del World Economic Forum, che vede il nostro Paese piazzarsi al 50esimo posto su 144 Paesi monitorati. In pratica il suddetto rapporto si basa su un indice elaborato ogni anno a partire da 54 parametri, che vanno dalla penetrazione di Internet alla diffusione degli smartphone ed alla disponibilità di capitali. Quest'anno al primo posto è salita la Finlandia, (che lo scorso anno era terza), con un indice pari a 5,98. Successivamente al secondo ed al terzo posto ci sono rispettivamente Singapore e la Svezia, (con un indice che si aggira intorno a 5,90); mentre a completare la top ten sono, (in ordine): Olanda, Norvegia, Svizzera, Gran Bretagna, Danimarca, USA e Taiwan. L'Italia invece, (con un indice di appena 4,18), si classifica, come già anticipato, ad un terribile cinquantesimo posto, davanti soltanto alla Grecia e dietro, oltre che a tutti i principali competitor, anche a Paesi cosiddetti "esotici" come le Barbados, la Giordania o Panama. Al riguardo nel Global Information Technology Report si può leggere: «In Europa l'indice rivela una profonda divisione tra le economie del nord e gli altri Paesi che è preoccupante. Non basta migliorare l'accesso alle tecnologie, bisogna creare migliori condizioni per le imprese e l'innovazione». Inoltre il rapporto del World Economic Forum ha sottolineato anche come l'economia digitale sia un generatore di PIL e posti di lavoro; infatti, infine, si può leggere: «La digitalizzazione ha aumentato il PIL mondiale di 193 miliardi di dollari negli ultimi due anni, creando 6 milioni di posti di lavoro. Un aumento del 10% dell'indice di digitalizzazione di un Paese porta ad una crescita dello 0,75% del PIL procapite, ed a una diminuzione della disoccupazione dell'1,02%».

Di seguito la mappa completa del suddetto rapporto:



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