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giovedì 9 maggio 2013

BitTorrent lancia Bundle, un'applicazione per rendere legali i file torrent attraverso la vendita di extra.


I creatori di contenuti, musica, film o altro, di certo non hanno mai avuto grande e sincera simpatia verso i cosiddetti programmi peer-to-peer, che permettono di scaricare gratuitamente anche video o canzoni protetti da diritto d'autore. Tuttavia da adesso le cose potrebbero cambiare; infatti in questi la società produttrice di BitTorrent, il più usato tra i suddetti software, ha annunciato un'applicazione chiamata Bundle, la quale consentirebbe di vendere, a coloro che scaricano, alcuni contenuti extra, e che potrebbe fare breccia nel cuore dei creativi. In pratica il termine bundle in italiano si traduce solitamente con "pacchetto", e quindi rappresenta una formula di vendita che prevede l'acquisto di più prodotti raccolti insieme. In effetti questa nuova applicazione di BitTorrent dovrebbe rendere scaricabili i file insieme ad una serie di contenuti aggiuntivi; tuttavia alcuni di questi potranno essere scaricati solo attraverso varie modalità, (che possono essere un piccolo pagamento, l'iscrizione alla newsletter, l'indirizzo e-mail oppure servizi di varia natura; starà ai creatori di contenuti decidere). Infatti è stata appositamente pensata per aiutare gli artisti a commercializzare e distribuire materiale per i fan in aggiunta al file musicale oppure al filmato scaricato. E quindi sembra di poter dire che il "nemico" di sempre voglia tendere una mano pacificatrice. Difatti accusata di aiutare i "pirati" e danneggiare produttori e artisti, BitTorrent adesso sta cercando una sorta di alleanza con l'industria dell’intrattenimento. Il che rappresenta un cambiamento di strategia non da poco, che, secondo i protagonisti, avrebbe il potenziale per "rivoluzionare il settore dei media". Al riguardo Matt Mason, il vice-presidente del marketing di BitTorrent, durante un'intervista della BBC ha spiegato: "Sin da quando Thomas Edison inventò il fonografo, l'idea fu quella di vendere la registrazione all'interno di un negozio. Cosa c'è di diverso se la registrazione fosse anche il negozio, oppure che il film stesso fosse il botteghino?. L'idea è che se si fa interagire il negozio con il creatore di contenuti all'interno dello stesso Bundle, allora ogni autore guadagnarà denaro oppure una connessione con dei nuovi fan ogni volta che il contenuto verrà condiviso". In poche parole i contenuti, (sia che si tratti di brani musicali, di video ecc...), non saranno più esclusivamente i prodotti "venduti", ma rappresenteranno anche il veicolo per vendere dell'altro. E sotto certi punti di vista quest'idea andrebbe a tradurre nel mondo digitale quel che in parte succede nella realtà; ad esempio, alcuni cinema vivono più di gadget e DVD che di incassi nelle sale. Ad ogni modo una volta che l'utente ha scaricato il file, sarà reindirizzato su una pagina web che consentirà l'accesso immediato al trailer di una canzone oppure di un film. Tuttavia, come già anticipato, sarà necessario un piccolo pagamento oppure l'inserimento del proprio indirizzo e-mail per sbloccare alcuni contenuti extra, (tra cui un libretto sul tour ed un cortometraggio). Ed, a questo punto, chi conosce il web drizza le antenne, perché sa quale merce preziosa sia un indirizzo di posta elettronica verso il quale promuovere concerti, dare informazioni o pubblicizzare gadget. In tal proposito Matt Mason ha proseguito affermando: "Se si pubblica un contenuto come artista su Bundle sarà possibile ottenere gli indirizzi e-mail dai fan. Così sarà possibile guadagnare un po' di soldi". Ed ha, infine, concluso spiegando: "Conservando lo spirito della tecnologia peer-to-peer su cui si basa BitTorrent, (che consente, appunto, di collegare utenti in rete in un rapporto di uno a uno senza intermediari), Bundle garantisce ai creatori di contenuti di entrare direttamente in contatto con i propri fan ed acquirenti. Questo è utile sia al singolo cantante, così come per la corazzata Disney, che non avranno bisogno di utilizzare Facebook, Spotify, Netflix e qualunque altro intermediario". Insomma l'idea sembrerebbe buona, la piattaforma di partenza è molto conosciuta, e lo spirito si trova in linea con un web che non si snaturi, ma neppure che uccida ogni possibilità di guadagnare attraverso la creatività. Adesso non resta che la prova del tempo per constatarne il successo oppure il fallimento.


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