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domenica 30 giugno 2013

Dimostrato che il "braccialetto anti-nausea da viaggio" è efficace anche per la nausea da emicrania.


Molto probabilmente in molti hanno già conosciuto quei particolari braccialetti che s'indossano per contrastare la chinetosi, più comunemente detta "mal di viaggio", (auto, nave, aereo o qualunque esso sia), che sfruttano un determinato punto di digitopressione o di agopuntura, conosciuto con il nome "P6", il quale rappresenta il cosiddetto "punto antiemetico", (oppure anti-vomito). Tuttavia adesso a quanto pare questo stesso tipo di braccialetto è stato riconosciuto in un nuovo studio essere efficace in modo rapido nell'alleviare anche la nausea percepita da chi soffre di emicrania. Infatti l'emicrania è una malattia neurologica che può assumere connotati molto invalidanti: si ritiene colpisca una buona fetta della popolazione mondiale ed è considerata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, (nota anche con la sigla OMS), come la diciannovesima causa di disabilità sia per i maschi che le femmine. Oltretutto spesso le persone con questo problema devono ricorrere ai farmaci per alleviare il fastidio e tenere a bada la voglia di vomitare. A motivo di ciò, il dottor Zoltan Medgyessy della Berolina Clinic di Lohne, (in Germania), ha deciso di condurre una ricerca per studiare gli effetti del "braccialetto anti-nausea da viaggio" nel caso in cui fosse stato utilizzato come semplice alternativa ai farmaci. I risultati, più che positivi, sono stati presentati dallo stesso dottor Zoltan Medgyessy durante l'International Headache Congress tenutasi quest'anno a Boston dal 27 al 30 Giugno. In pratica durante lo studio in questione i ricercatori tedeschi hanno reclutato 41 pazienti che erano stati scelti per aver manifestato una media di 33,1 giorni di emicrania nel corso dei tre mesi precedenti. Inoltre la relativa nausea è stata misurata in una scala da 0 a 10, con un'intensità media di 6,2. Ad ogni modo a tutti i partecipanti sono stati forniti questi braccialetti, (chiamati P6 Nausea Control® Sea-Band), in modo da indossarli, appunto, come alternativa all'assunzione dei farmaci antiemetici, durante un attacco di emicrania. In sostanza al termine dei test l'83% dei pazienti ha affermato di aver beneficiato di una riduzione della nausea e, sempre in base alla suddetta scala di misurazione, hanno assegnato a quest'ultima un punteggio di 2,9 su 10. Per di più il sollievo dai sintomi è stato segnalato dopo una media di 28 minuti e, visti i risultati positivi, la quasi totalità dei partecipanti, (ovvero il 98%), ha dichiarato che avrebbe utilizzato di nuovo il braccialetto P6 Nausea Control® Sea-Band per alleviare la nausea da emicrania. In ogni caso al riguardo il dottor Zoltan Medgyessy ha, infine, concluso spiegando: "I braccialetti per la digitopressione sono di libera vendita, e questo è un vantaggio importante nell'utilizzo di questa terapia per la nausea da emicrania, poiché non vi è nessun rischio di interazione con i farmaci per l’emicrania o effetti collaterali comunemente riscontrati con gli antiemetici, quali vertigini o stanchezza". Per maggiori informazioni visitate il sito ufficiale: http://www.p6nauseacontrol.com/nausea-da-emicrania.php.


sabato 29 giugno 2013

Margherita Hack muore all'età di 91 anni, dopo una vita dedicata alla scienza ed alle stelle.


Questa notte intorno le ore 04:00 è morta a Trieste presso l'Ospedale di Cattinara l'astrofisica, divulgatrice scientifica ed attivista, Margherita Hack: aveva compiuto 91 anni da poco, (per la precisione il 12 Giugno scorso), e da circa una settimana era ricoverata nella struttura triestina per problemi cardiaci di cui soffriva da tempo; accanto a lei si trovavano il marito Aldo De Rosa, con il quale era sposata da quasi 70 anni, e Tatiana, la persona che l'assisteva da tempo. La giornalista Marinella Quirico, sua amica personale, che è stata con lei fino all'ultimo, ha così ricordato gli ultimi giorni della scienziata: «Sono stati sereni, i problemi di salute che aveva erano pesanti ma li viveva con leggerezza assoluta». Ad ogni modo Margherita Hack era nata a Firenze nel 1922 e durante la sua vita si laureò in fisica nel 1945 con una tesi sulle Cefeidi e dal 1964 fino al 1992 insegnò astronomia all'Università di Trieste come professoressa ordinaria. Inoltre fu la prima donna a dirigere l'Osservatorio Astronomico di Trieste dal 1964 al 1987. Per di più ha lavorato presso numerosi osservatori americani ed europei ed è stata per lungo tempo membro dei gruppi di lavoro dell'ESA ed addirittura della NASA. Per quanto riguarda l'Italia, grazie ad un'intensa opera di promozione, ha ottenuto che la comunità astronomica italiana espandesse la sua attività nell'utilizzo di vari satelliti giungendo ad un livello di rinomanza internazionale. Nel 1980 grazie alla sua passione per la divulgazione scientifica vinse il Premio Linceo dell'Accademia dei Lincei, nel 1994 ricevette la Targa Giuseppe Piazzi per la ricerca scientifica, mentre nel 1995 il Premio Internazionale Cortina Ulisse, sempre per la divulgazione scientifica. Oltretutto in segno di apprezzamento per il suo importante contributo, le è stato anche intitolato l'asteroide 8558 Hack, e le era stata conferita la cittadinanza onoraria dei comuni di Castelbellino, di Medicina e di San Casciano in Val di Pesa. Margherita Hack era atea, non credeva in nessuna religione o forma di soprannaturalismo, (infatti dal 2002 divenne presidente onorario dell'Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti o UAAR, e pare che la prima ed ultima volta che entrò in chiesa fu nel giorno del matrimonio con Aldo De Rosa che aveva conosciuto ai giardini quando era una bambina), e riteneva, inoltre, che l'etica non derivasse dalla religione, ma da "principi di coscienza" che permettono a chiunque di avere una visione laica della vita, ovvero rispettosa del prossimo, della sua individualità e della sua libertà. Era anche vegetariana, animalista, ed appassionata di bicicletta, come raccontò lei stessa nel libro pubblicato due anni fa intitolato: "Nove vite come i gatti: I miei primi novant'anni laici e ribelli". In ogni caso nel corso della sua vita Margherita Hack non ha mai nascosto la sua grande passione per la politica; infatti inizialmente si iscrisse al Partito Radicale Transnazionale, poi si candidò alle elezioni regionali del 2005 nella lista del Partito dei Comunisti Italiani ottenendo 5.634 voti solo nella città di Milano, ma dopo la sua elezione cedette il seggio a Bebo Storti. Si schierò nuovamente con il Partito dei Comunisti Italiani nelle elezioni politiche del 2006, ma anche in questo caso, una volta eletta, decise di rinunciare al seggio per continuare a dedicarsi all'astronomia. Oltretutto di recente, nel 2011, prese la tessera del partito politico Democrazia Atea, con cui si candidò alle elezioni politiche del 2013 come capolista alla Camera nella circoscrizione Veneto II; invece alcuni mesi prima della sua morte, nel Aprile scorso, era entrata a far parte del comitato "Emma Bonino presidente" insieme a nomi illustri italiani quali Renzo Arbore, Toni Garrani, Anna Fendi, Alessandro Pace, Stefano Disegni al fine della promozione per la candidatura di Emma Bonino a Presidente della Repubblica Italiana. Inoltre per quanto riguarda la questione energetica, Margherita Hack si è detta più volte contraria alla costruzione di centrali nucleari in Italia, ma a favore alla ricerca sul nucleare, spiegando che attualmente l'Italia non è in grado di mantenere delle centrali e che è un Paese poco affidabile. Spesso ha anche sottolineato l'importanza della ricerca in questo campo e la necessità di sviluppare al massimo le energie rinnovabili che contribuiscono a soddisfare parte del fabbisogno energetico. Mentre per la sua attività a favore dei diritti civili e del riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali, nel 2010 venne nominata "Personaggio gay dell'anno". In quell'occasione dichiarò: "Da parte di altri Paesi è certamente un segno di civiltà. Noi invece siamo un Paese arretrato, che non sa cos'è il rispetto della libertà. Il Vaticano è certamente un deterrente che influenza la classe politica, ma la politica non è libera e non ha il coraggio di reagire. E se non reagisce questo significa che è più bacchettona della Chiesa e non sa cos'è il rispetto della libertà altrui". Per di più Margherita Hack riteneva l'eutanasia un diritto, un modo per sollevare dalla pena un uomo che soffre. E per questo nel 2011 aveva sottoscritto il proprio testamento biologico. Ad ogni modo, come accade in questi casi, subito dopo la sua morte in molti hanno voluto ricordarla con messaggi di cordoglio. In tal proposito l'attuale Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, commosso dalla scomparsa dell'astrofisica, ha dichiarato: "Ha servito ed onorato l'Italia anche in campo internazionale. Ha rappresentato nello stesso tempo un forte esempio di passione civile, lasciando una nobile impronta nel dibattito pubblico e nel dialogo con i cittadini". Mentre l'attuale Presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha detto: "L'Italia e la comunità internazionale perdono una protagonista assoluta della ricerca scientifica. Una donna che è stata, inoltre, capace di affiancare con passione l'impegno professionale a quello sociale e politico. Una testimonianza che resterà preziosa". Ed, infine, tra la miriade di messaggi di addio e di stima pubblicati in quest'ore su Twitter, (dove sono spuntati hashtag come #Hack, #signoradellestelle e #MargheritaHack), c'è stato anche quello dell'astronauta Luca Parmitano, che dallo spazio ha scritto: «Buon viaggio #MargheritaHack, le stelle che hai amato e ci hai fatto amare adesso ti aspettano».


venerdì 28 giugno 2013

AntiSecITA attacca e defaccia il sito di Gianroberto Casaleggio; Anonymous Italia ne prende le distanze.

Immagine apparsa nell'home page del sito di Gianroberto Casaleggio.
Come successo circa un anno fa in occasione dell'attacco al blog di Beppe Grillo, gli hacktivisti di della divisione italiana della famosa legione Anonymous hanno preso le distanze dall'attacco condotto dalla divisione italiana dell'altrettanto noto collettivo AntiSec che diverse ore fa ha preso di mira e defacciato il sito di Gianroberto Casaleggio, stretto collaboratore di Beppe Grillo ed ispiratore del MoVimento 5 Stelle. Infatti al riguardo gli hacker su uno dei loro tanti blog hanno fatto sapere: «Anonymous non attaccherebbe mai un giornale, una Tv o un sito che divulga informazioni perché è mosso da ideali, il primo dei quali è quello della libertà di informazione. AntiSec non è mosso da ideali, se non quelli che spingono alcuni hacker a testare la sicurezza dei siti. Una volta trovata una "falla" nel sito, i componenti di AntiSec distruggono o modificano tramite un deface il sito completo. Non vi sono ideali, ma solo la voglia di trovare falle e mettere alla luce questi errori». Per di più sempre in quest'ore è stato intervistato un "portavoce" di Anonymous Italia, (anche se parlare di portavoce per un collettivo come quello in questione è probabilmente impropriato, proprio per la natura della legione, ed inoltre per lo stesso motivo non è possibile verificare con assoluta certezza di avere a che fare con un membro appartenente ad essa, poiché non è stato possibile avere un incontro fisico con la fonte oppure operare un'identificazione anagrafica), il quale ha spiegato: "Noi tutti sappiamo la preoccupante situazione nella quale versa il nostro Paese da ormai più di vent'anni: Anonymous Italia è nato per focalizzare l'attenzione su alcuni temi importanti per gli italiani e per cercare di dare una sorta di contributo con lo scopo di porre fine alle ingiustizie. Tra le nostre fila raggruppiamo ogni persona, indipendentemente dalla classe sociale o dall'età: non ci sono discriminazioni, tutti sono i benvenuti a patto che abbiano voglia di mettersi in gioco e rischiare per contribuire alla causa. Era il 2009 quando comparve sul server internazionale di Anonymous, (Anonops), il primo canale italiano: #OpItaly. All'inizio non neghiamo le difficoltà riscontrate nel far confluire utenti, (si sa, noi italiani arriviamo sempre dopo), ma grazie al lavoro ed alle operazioni internazionali ora anche noi possiamo affermare di essere una parte importante di Anonymous. A tal proposito vorremmo esprimere la nostra solidarietà e vicinanza a tutti gli amici arrestati". Ed ha proseguito dichiarando: "Non siamo una struttura gerarchizzata, non esiste reclutamento ufficiale, abbiamo una chat aperta a tutti dove chiunque può entrare, parlare, confrontarsi, proporre ecc. L'organizzazione di un'"Op" può partire da chiunque, se incontra il consenso ed un numero sufficiente di persone disposte a collaborare. Non è facile descrivere il processo di nascita di un'operazione. Principalmente nel nostro canale IRC si discute di temi d'attualità: da qui nascono le prime impressioni del gruppo riguardo fatti o situazioni che si ritengono ingiusti, illegali o comunque fatti sui quali è doveroso richiamare l'attenzione ed eventualmente da lì parte l'azione. Ogni persona facente parte del gruppo mette a disposizione le proprie competenze per far sì che il risultato sia un successo: c'è chi si occupa della stesura dei comunicati, chi della grafica, chi della traduzione nelle varie lingue, chi della diffusione sui vari canali di comunicazione ed ovviamente coloro che effettuano i vari attacchi informatici agli obiettivi prestabiliti". Successivamente riguardo alla tendenza di rendere pubblici dei documenti riservati ha puntualizzato: "Siamo pienamente consapevoli che la legge italiana punisce l'accesso abusivo ad un sistema informatico e la pubblicazione di atti segreti, ma per noi è una questione di principio: legale ed illegale sono solo stereotipi creati dalla società per limitare l'uomo. Nei documenti che pubblichiamo si trovano spesso molte cose illegali, ma spiegateci perché l'opinione pubblica invece di interrogarsi sui contenuti di questi, focalizza l'attenzione solo sui nostri modi di operare?!". Mentre sul fatto che a volte si attribuiscono ad Anonymous azioni compiute da altri ha detto: "Essendo il nostro un gruppo famoso a livello internazionale, è normale avere degli emuli che tentano di sfruttare il nostro nome per attirare l'attenzione su di loro. Non sempre però le loro intenzioni sono positive: esistono persone o gruppi che tentano di denigrare Anonymous. Tra le azioni non compiute da noi possiamo citare: attacchi a tribunali, (il caso dell'attacco al Tribunale di Venezia, senza alcuna vera motivazione), partiti politici, (il famoso caso degli "hacker del PD"), enti e siti presi a caso. L'unica fonte affidabile è il nostro organo di comunicazione ufficiale, il blog: www.anon-news.blogspot.com". Ed ha poi continuato parlando proprio del caso degli "hacker del PD" e della messa online di alcune e-mail del MoVimento 5 Stelle, dichiarando: "Le e-mail violate in quel caso sono di privati cittadini, era posta personale, non proveniva dalle caselle di parlamentari o deputati, quindi il fatto è molto grave. Noi siamo apartitici, non attacchiamo parti politiche, non c'entriamo assolutamente con quell'azione, né sappiamo chi possa averla fatta. Siamo estranei a tutta la vicenda". Invece sul fatto che qualcuno potrebbe vedere il fatto di nascondersi dietro pseudonimi ed operare in incognito sul Web come una una sorta di mancanza di "coraggio" nel non volersi impegnare direttamente ed a viso aperto nel cambiare la società civile, ha detto: "La maschera è una parte importante del concetto di Anonymous, significa: «non importa chi siamo, importano i valori che incarniamo, significa possiamo essere chiunque, possiamo cambiare di volta in volta, siamo la gente, siamo quelli che subiamo e paghiamo»". Ed ha, infine, concluso spiegando: "Anonymous è un'idea, un insieme di ideali in nome dei quali si opera. Quello che ci unisce sono ideali fondamentalmente trasversali alla società, quali, ad esempio, quello della libertà d'espressione, del diritto all'informazione, del diritto all'autodeterminazione degli individui ecc, ecc . Alla luce di ciò, quel che diventa importante non è il "chi" ma il "cosa"… Quel che importa è, secondo il fine della singola Op, la diffusione delle informazioni, la denuncia dei fatti, il richiamo dei media su certe situazioni, la protesta per ingiustizie e così via. Non è l'azione dei singoli, ma il suo insieme la vera forza. A volte il nostro nome viene utilizzato, sfruttato, sciupato per patrocinare atti che sono in realtà contrari agli ideali che ci legano e più di una volta abbiamo dovuto denunciare la nostra estraneità ad azioni che non ci avrebbero mai visti schierati, ma questa destrutturazione è la nostra forza, è l'anima profondamente democratica del nostro collettivo con i suoi pro ed i suoi contro".



giovedì 27 giugno 2013

Arriva LiveMap, il casco da moto per la realtà aumentata.


Vi piacerebbe guidare la vostra moto e conoscere in qualsiasi momento la velocità senza dover controllare il contachilometri, oppure sapere sempre dove vi trovate, la strada da percorrere e molto altro? Beh, a quanto pare tra poco più di un anno tutto ciò sarà possibile grazie a LiveMap, vale a dire il casco da moto di futura generazione che somiglia ai tanto chiaccherati Google Glass: solo che in questo caso la realtà aumentata invece di stare semplicemente sul naso, avvolgerà tutta la testa, (un po' come nei caschi di Iron Man ndr). In pratica si tratta di un progetto indipendente di Indiegogo, che per il momento si trova in fase di prototipo, e che si propone di cambiare il modo di vivere la moto, consentendo di accedere ad informazioni utili alla guida mentre il pilota si trova comandamente seduto sul mezzo. Al riguardo gli sviluppatori di LiveMap hanno spiegato: "I motociclisti hanno ancora bisogno di uno strumento di navigazione efficace, a parte le solite mappe cartacee o i navigatori touch-screen. Utilizzando le mappe hanno bisogno di soste frequenti, mentre i navigatori distraggono l'attenzione del motociclista e non sono sicuri per essere usati in movimento. Vi è un dispositivo in grado di soddisfare le esigenze dei motociclisti, ma fino ad oggi solo i piloti da caccia hanno potuto apprezzarne i vantaggi. Sì, intendiamo i display montati su un casco". Infatti in questo casco sono stati inseriti: un navigatore satellitare, un smartphone, un sensore di luce e tanto altro. In sostanza il dispositivo sarebbe in grado di ospitare le immagini contenenti le indicazioni stradali e le informazioni inerenti alla guida ed alla posizione del guidatore, e sarebbe dotato di tecnologia con comandi vocali, utilizzabili attraverso il microfono ed il telecomando integrati; il tutto naturalmente è stato pensato per non distrarre il pilota durante la guida. Infatti il sistema operativo Android, (di cui è stato dotato LiveMap), è stato concepito con interfaccia del tutto minimale, proprio per evitare che la guida possa essere disturbata e l'attenzione possa venir meno. Per di più, oltre ad una batteria da 3.000 mAh, il casco è stato equipaggiato anche con un accelerometro, un giroscopio, una bussola digitale per il rilevamento del movimento, (con l'immagine che cambia a seconda della direzione della vista), ed un sensore per la luminosità. Ad ogni modo il progetto è stato finanziato in parte dal Dipartimento di Scienze di Mosca, ed attualmente è stata avviata anche una raccolta fondi su Indiegogo per raggiungere la modica cifra di 150.000 dollari. Comunque sia gli sviluppatori prevedono di lanciare il casco in questione il prossimo Agosto 2014, (per quanto riguarda i mercati degli USA, Regno Unito, Canada ed Australia; mentre per il 2015 per quanto riguarda i mercati di Francia, Spagna, Italia, Germania, Giappone, Grecia e Russia), ad un prezzo di circa 1.500 dollari per gli acquisti in pre-ordine, (ovvero che avverranno entro il mese di Giugno 2014), invece per tutti coloro che vorranno acquistarlo dopo questo periodo dovranno versare circa 2.000 dollari.

Di seguito alcune immagini ed il video di presentazione di LiveMap:
http://s003.radikal.ru/i203/1306/60/a397724c9af1.png
http://s017.radikal.ru/i429/1306/5f/db595d232bca.jpg
http://s42.radikal.ru/i097/1306/b1/cdf3a7c53330.png
http://s52.radikal.ru/i137/1306/75/6110c5beb16a.png

http://s56.radikal.ru/i152/1306/84/500856870a42.png



mercoledì 26 giugno 2013

Realizzato il primo vaccino contro il diabete giovanile.


Nel corso degli anni i vaccini hanno di certo rivoluzionato il mondo della medicina, e se ad oggi patologie come poliomielite e vaiolo sono state quasi del tutto debellate il merito è senza ombra di dubbio il loro. Ad ogni modo si tratta di una lista che ai giorni d'oggi potrebbe essere destinata ad allungarsi e comprendere anche malattie più comuni, come, ad esempio, il cosiddetto diabete giovanile. Infatti a quanto pare di recente il professor Lawrence Steinman, della Stanford University School of Medicine, ne avrebbe realizzato e già testato uno in grado di combattere quest'ultima patologia; i cui risultati dovrebbero essere pubblicati tra breve sulla rivista Science Translational Medicine. In pratica il diabete giovanile, (conosciuto anche con il nome di diabete insulino-dipendente o meglio come diabete mellito di tipo 1), è una patologia che colpisce prevalentemente i giovani e, secondo le ultime statistiche dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, (nota anche con la sigla OMS), a soffrirne sarebbe circa il 3% della popolazione mondiale. Inoltre a differenza del diabete mellito di tipo 2, (che è di gran lunga più diffuso ed associato a scorretti stili di vita), quello giovanile appartiene alla categorie delle malattie autoimmuni. Infatti le persone che ne soffrono subiscono una progressiva distruzione delle cellule del pancreas che producono l'insulina, ad opera del loro stesso sistema immunitario. Il che spiega perché i malati sono costretti per tutta la loro vita a sottoporsi ad iniezioni regolari di questo ormone per abbassare i livelli di glucosio nel sangue. Tuttavia adesso sembra che sia stata trovata la cura che potrebbe cambiare radicalmente la vita di queste persone. In sostanza l'idea dei ricercatori statunitensi è stata quella di agire direttamente sul sistema immunitario: una tendenza tra l'atro che ultimamente sta andando "di moda", considerando i sempre più numerosi studi che riguardano l'immunoterapia, ovvero un filone di ricerca che, regolando la risposta immunitaria, mira a combattere tumori e malattie degenerative. Comunque sia la strategia per quanto riguarda il diabete giovanile è molto semplice:si tratta semplicemente di "spegnere" la risposta immunitaria. Infatti al riguardo il professor Lawrence Steinman ha spiegato: "In realtà si tratta di un vaccino al contrario, cioè funziona uccidendo le cellule immunitarie impazzite che attaccano il pancreas"; il che rappresenta un approccio differente dai classici vaccini utilizzati per attivare il sistema immunitario. Per di più è risultato che durante le sperimentazioni effettuate sempre nello studio ad opera dei ricercatori della Stanford University, le persone vaccinate erano in grado di produrre più insulina rispetto a quelle non trattate; ma non solo, le cellule "impazzite" che di solito attaccano il pancreas risultavano numericamente molto inferiori. In tal proposito il professor Lawrence Steinman ha spiegato: "Il vaccino è stato testato su pazienti cui era stata fatta la diagnosi di diabete 1-3 anni prima. Al momento stiamo organizzando un trial clinico più grande su un maggior numero di pazienti dopo aver visto gli ottimi risultati sui primi 80". E dunque se i risultati dei prossimi test confermassero questa tendenza, ci si troverebbe di fronte ad una vera e propria rivoluzione che consisterebbe nel spegnere il sistema immunitario per impedire la distruzione delle cellule pancreatiche. Naturalmente bisogna attenzione alle false illusioni; infatti i tempi necessari alla commercializzazione del possibile vaccino sono ancora molto lontani, ed oltretutto l'eventuale cura riguarderebbe il diabete giovanile, che non ha nulla a che vedere con la forma più diffusa al mondo che è, come già spiegato, quello insulino-resistente.


martedì 25 giugno 2013

AutoRip di Amazon arriva anche in Italia: "chi acquista un LP o un CD avrà la versione mp3 gratuitamente".


È stato chiamato AutoRip, oggi è arrivato in tutta Europa, (Italia compresa), sui vari siti Amazon, e rappresenta un ponte tra vecchio e nuovo, che mette finalmente d'accordo gli estimatori della musica tradizionale con i fan degli mp3. Infatti con questo nuovo servizio annunciato lo scorso Gennaio per ogni acquisto di vinile e CD, l'utente avrà immediatamente a disposizione la versione completa dello stesso album da scaricare oppure ascoltare in streaming. In pratica al momento l'iniziativa di Amazon riguarda circa 250.000 album, (contrassegnati da una piccola icona), dai più classici alle uscite più recenti, di cui oltre 12.500 in vinile. Inoltre non è previsto alcun sovrapprezzo rispetto al prezzo dell'LP oppure del CD, per cui chi acquista uno dei titoli con AutoRip si troverà subito e gratuitamente la corrispondente versione in mp3 disponibile per l'ascolto, ma sarà anche possibile scaricare i file e copiarli su vari apparecchi, oppure ascoltarli in streaming via browser o tramite Amazon Cloud Player. Per di più il numero di brani ricevuti tramite AutoRip e che possono essere conservati in Cloud Player è illimitato, mentre il servizio, (lanciato lo scorso Ottobre), permette l'upload gratuito fino a 250 brani, che però diventano 250.000 qualora si sottoscrivesse un abbonamento annuo di 24,99 euro. Per di più Amazon ha fatto sapere che saranno automaticamente resi disposizione anche i titoli acquistati in passato, (inizialmente era stato stabilito per acquisti effettuati a partire dal 1998, mentre adesso a partire dal 2010), man mano che diventano disponibili per AutoRip, in modo che l'utente si ritroverà ad avere sul proprio spazio cloud tutti i dischi acquistati in precedenza, in formato mp3; il che, secondo molti, rappresenta una grande comodità, soprattutto per i collezionisti di vinile, il cui processo di conversione in mp3 è più complicato. Al riguardo Martin Angioni, country manager Amazon per l'Italia, ha spiegato: "Sono file ad alta qualità, da 256 Kbps e senza DRM, quindi compatibili con tutti i computer, gli impianti stereo, smartphone e tablet. Ed i titoli sono destinati a crescere col tempo". Il che significa che ormai nella musica il divario tra supporto fisico e digitale si sta colmando velocemente, a differenza di quanto accade con film e libri, dove ancora i due mondi sono distanti, ed in alcuni casi addirittura in conflitto. Infatti in tal proposito lo stesso Martin Angioni ha dichiarato: "Con i libri sono gli agenti a tenere separati i diritti fisici da quelli digitali. Molti editori vorrebbero muoversi verso una semplificazione dei diritti, ma spesso sono gli agenti a far resistenza, perché credono di ottenere migliori risultati economici conservando lo stato attuale delle cose". E dunque, mentre l'editoria ancora una volta mostra di non saper imparare dalla lezione dell'industria musicale, per i clienti del più grande sito di e-commerce del mondo si aprono nuove prospettive. In sostanza, secondo alcuni esperti, si potrebbe vedere AutoRip come una sorta di commodità, nel senso che, una volta acquistato il CD o l'LP, gli mp3 sono regalati; questa interpretazione è in linea con le politiche di Amazon e con le scelte di numerosi musicisti che prevedono l'acquisto combinato dei due supporti, magari insieme al disco in edizione limitata. Ma si potrebbe anche pensare il contrario, e cioè che comprare un CD o un vinile sia un buon modo per avere uno sconto sulla versione liquida. Infatti a seconda delle offerte delle case discografiche, il supporto fisico potrebbe costare meno del digitale ed includere l'AutoRip, così che chi compra il disco potrebbe avere lo stesso album da scaricare o ascoltare in streaming, pagando addirittura un prezzo più basso rispetto al solo mp3. Naturalmente non sono molti i titoli con i quali si verifica questo paradosso, ma come ha confermato lo stesso Martin Angioni: "meglio sempre fare un confronto tra le due versioni prima di scegliere". Comunque sia, al di là di situazioni limite, l'iniziativa di Amazon pone fine a contraddizioni e storture legali; infatti appena qualche anno fa, per impedire le copie pirata e cercare di ridurre la diffusione degli mp3 non autorizzati, le case discografiche avevano introdotto sul mercato alcuni CD muniti di software anticopia. Invece oggi AutoRip segna una vittoria importante per gli appassionati di musica, perché chi acquista il supporto fisico ottiene finalmente tutti i diritti anche per quello digitale. Ed infine, secondo molti, presto si arriverà davvero al giorno in cui per ogni acquisto di mp3 verrà dato in omaggio un CD, (sempre ammesso che ci sia ancora qualcuno che lo vorrà).


lunedì 24 giugno 2013

Nasce O3b, la prima "costellazione" di satelliti studiati per diffondere la banda larga nel mondo.


Inizialmente era il sogno di Bill Gates, ma all'epoca era impossibile realizzarlo; infatti alla metà degli anni '90 il fondatore di Microsoft si appassionava all'idea di Internet via satellite, così tanto che aveva accettato di dare il via ad un progetto faraonico investendo subito 10 milioni di dollari per iniziare il progetto. In pratica l'obiettivo era il lancio in orbita di una sorta di "costellazione" composta addirittura da 840 satelliti, in modo tale che la rete terrestre si sarebbe potuta materializzata grazie ad una rete satellitare parallela. Tuttavia il sogno si rivelò del tutto impraticabile, (sia per gli investimenti che per la tecnologia), è svanì rapidamente come era nato. O almeno finora; infatti passati quasi vent'anni, quell'idea è stata pesantemente rivista e doveva diventare realtà in questi giorni, con i primi quattro satelliti O3b dedicati, appunto, all'impiego di Internet via satellite utilizzando la banda Ka, (approssimativamente tra i 18 ed i 40 GHz). Ma tuttavia il lancio del razzo russo Soyuz è stato rinviato a causa di forti venti sulla Guyana francese. Ad ogni modo si tratterà del primo quartetto di una costellazione composta da 12 satelliti e che dovrebbe essere completata entro i primi mesi del 2014. Infatti il secondo gruppo, (composto anch'esso da 4 satelliti), dovrebbe essere spedito in orbita entro l'anno in corso. Comunque sia finora erano stati lanciati rari satelliti singoli dedicati alla banda Ka, (come, ad esempio, l'europeo KA-SAT della Eutelsat Communications nel 2010 e l'americano ViaSat-1 lanciato l'anno successivo), ma il vero passo in avanti nelle possibilità si compie ora con la "costellazione" O3b, dal nome della società fondata nel 2007 da Greg Wyler, la cui sigla è derivata dalle iniziali di Other 3 Billion: dove "3 Billion" rappresenta la popolazione del mondo che oggi non ha accesso ad Internet. Inoltre dal 2007 ad oggi sono entrate a far parte di questa società battezzata O3b Networks anche Google, HSBC, Ses World Skies, John Malone, (il magnate della Tv via cavo), più altre compagnie e gruppi bancari. In ogni caso i 12 satelliti pesanti 700 chilogrammi, saranno sistemati su orbite alte 8.000 chilometri, (quindi più vicini rispetto ai satelliti precursori che sono in orbita geostazionaria a 36.000 chilometri), e la "costellazione" servirà soprattutto gli Internet Service Provider e gli operatori di servizi mobili garantendo alta velocità, (simile a quella delle reti in fibra ottica), costi contenuti ed, appunto, Internet e servizi di telecomunicazione agli abitanti ed ai mercati dei Paesi emergenti. Per di più i satelliti copriranno con le loro antenne la fascia della Terra tra le latitudini 45° Nord e 45° Sud; vale a dire tutta la maggior parte del mondo abitato. Oltretutto ogni fascio di trasmissione in salita viaggia a 300 Mbps e ogni fascio in discesa a 100 Mbps, arrivando a coprire un'area circolare larga 600 chilometri. Come se non bastasse, 9 gateway saranno distribuite nei vari continenti ed a esse potranno connettersi le infrastrutture regionali in fibra ottica. Infine i satelliti sono stati realizzati nelle camere bianche di Thales Alenia Space di Roma, (diventata ormai la più grande catena di montaggio satellitare esistente al mondo), dove, oltre ai 12 satelliti O3b, sono stati prodotti anche 81 Iridium Next e 24 Globalstar II; il tutto organizzando un innovativo sistema produttivo che include nelle sale anche gli impianti di prova, così che all'uscita i satelliti siano pronti per essere spediti direttamente alla base di lancio.

Di seguito alcune immagini dei satelliti O3b:
http://www.astropleiades.fr/medias/images/photo-de-l-un-des-satellites-de-la-constellation-o3b-image-o3bnetworks.jpg
http://images2.corriereobjects.it/Primo_Piano/Scienze_e_Tecnologie/gallery/2013/06/satelliti/banda-larga/img_banda-larga/sa_04_941-705_resize.jpg?v=20130624171611
http://cdn.satellitetoday.com/wp-content/uploads/2014/07/o3b-solar-array-depl_1c61ac.jpg
http://fr.cdn.v5.futura-sciences.com/builds/images/rte/RTEmagicC_45782_o3b_thalesRome_PFM4_mars2013_Decourt_txdam36261_9dd4e4.jpg
http://cdn.satellitetoday.com/wp-content/uploads/2015/08/O3B_BASE_COMPACTE_30_01_13_S-H_46.jpg
http://eandt.theiet.org/news/2013/jun/images/640_o3b-satellite-cropped.jpg



domenica 23 giugno 2013

Big Brain, il primo "atlante virtuale" in HD ed in 3D del cervello umano.


Si sa il cervello è l'organo più complesso e misterioso del nostro corpo e comprenderne il funzionamento non è solo questione di chimica, genetica e psicologia; infatti gli scienziati hanno fatto sapere che per riuscire a svelare alcuni i segreti di questo organo è necessaria anche la geografia, perché la forma, la struttura e la localizzazione dei suoi componenti sono alla base delle attività funzionali, e partecipano alla costruzione del pensiero e del comportamento umano. Ed è stato proprio con questo intento che di recente un team di ricercatori internazionale ha quindi fatto letteralmente a pezzi, (tanti piccoli pezzi), il cervello di una donna deceduta, (che naturalmente aveva deciso di "donarlo per il bene della scienza"), e lo ha usato per ricreare una sorta di atlante, ad alta risoluzione ed in 3D dell'organo in questione, in modo da studiare l'anatomia cerebrale a livello cellulare; inoltre una volta ultimato, questo cervello virtuale 3D è stato presentato sulle pagine della rivista Science. Ad ogni modo per ricreare la mappa di un cervello bisogna prima di tutto guardarci dentro, ed è stato per questo che il team di ricercatori tedeschi e canadesi che ha lavorato al progetto, (denominato Big Brain, facente parte dello Human Brain Project o HBP, ovvero il mega progetto di neuroscienze finanziato di recente dalla Commissione Europea, e rilasciato in dominio pubblico per poter essere utilizzato da tutti altri neuroscienziati), ha cominciato sezionando, appunto, il cervello di una donna di 65 anni, ricavandone sottili campioni, (circa 7.400) spessi appena 20 micrometri, ottenute grazie ad un microtomo, vale a dire uno strumento appositamente realizzato per il sezionamento di tessuti. Comunque sia successivamente queste stesse sezioni istologiche sono state colorate, così da mettere in evidenza i corpi cellulari, scannerizzate ed, infine, riassemblate insieme al computer per ricostruire il cervello originario. Il risultato è stato, appunto, un atlante 3D del cervello umano con una risoluzione di 20 micrometri, (ossia 50 volte migliore delle rappresentazioni analoghe disponibili finora), che permette di distinguere come sono organizzati i vari strati cellulari nell'anatomia cerebrale. Al riguardo Katrin Amunts, uno degli autori dello studio in questione, e ricercatore del Cecile and Oskar Vogt Institute for Brain Research della Heinrich Heine University Düsseldorf, (nota anche con la sigla HUUD), ha spiegato: "Con l'aiuto del nostro modello ad alta risoluzione, possiamo ora ottenere una nuova comprensione circa la normale struttura delle differenti aree funzionali del cervello, come la corteccia motoria oppure una regione importante per l'apprendimento e la memoria, e possiamo misurarne diverse proprietà strutturali". Infatti tra i prossimi passi dei ricercatori c'è anche l'intenzione di integrare la distribuzione dei complessi recettoriali del cervello nelle mappe di Big Brain, così da collegare le caratteristiche di microanatomia corticale alla dislocazione delle molecole coinvolte nella trasmissione dei segnali. 

Di seguito due video riguardanti il Big Brain ed l'HBP:




sabato 22 giugno 2013

Altri 2 anni di carcere per "Anakata", cofondatore del sito The Pirate Bay.


Di recente Gottfrid Svartholm Warg, informatico 28enne cofondatore di The Pirate Bay, (sito di file-sharing considerato illegale), è stato condannato ad altri 2 anni di carcere in Svezia. Infatti, dopo aver finito da poco di scontare l'anno di detenzione nel Paese scandinavo per le violazioni di copyright a cui aveva contribuito in quanto contitolare della celebre piattaforma, (in quell'occasione a fine Agosto 2012, dopo avere fatto perdere tracce di sé per trasferirsi in Cambogia, dove avrebbe lavorato per una società che si occupa di gioco online, venne arrestato a Phnom Penh e riconsegnato subito alle autorità svedesi), il giovane informatico, (noto su Internet con il nickname "Anakata"), è stato condannato ad altri due anni di reclusione, stavolta con l'accusa di frode, hacking aggravato e truffa aggravata. In pratica l'imputato avrebbe rubato denaro da un conto in Danimarca e cercato di trasferire illegalmente 654.000 euro in altri conti in Europa, e violato i sistemi informatici della Nordea Bank e di una società che opera per conto dell'agenzia delle entrate e che gestisce dati sensibili per la polizia ed il fisco svedesi, con l'intento di trasferire somme rilevanti di denaro e di accedere ai registri dei pagamenti delle tasse. Anche se per gli stessi reati il suo socio di 36 anni, Mathias Gustafsson, è stato condannato ad un anno di libertà vigilata. Ad ogni modo Anakata in sua difesa ha sostenuto che, anche se effettuato attraverso il suo computer, l'hackeraggio è stato compiuto da un'altra persona; ed inoltre il suo avvocato ha riferito che ricorrerà in appello. Ma tuttavia anche qualora dovesse vincere la causa, Gottfrid Svartholm Warg potrebbe essere estradato in Danimarca, dove è già imputato in un caso analogo e rischia fino a sei anni di galera. Comunque sia per quanto riguarda il sito The Pirate Bay, venne dapprima bloccato in Italia nel 2008, mentre la mattina del 24 Agosto 2009, per ordine della corte svedese, il sito fu disconnesso in Svezia; ciò nonostante la sera dello stesso giorno tornò nuovamente online. In ogni caso successivamente si è spostato su nuovi domini, arrivando, il 30 Aprile scorso, a traslocare ai Caraibi sul dominio di primo livello .sx, (www.thepiratebay.sx). Ad ogni modo, nell'attesa di vedere come andrà a finire il tutto, alcune fonti hanno fatto trapelare la notizia secondo la quale il team svedese stia per partecipare ad un bando per diventare sito pirata "legale" di Antigua e Barbuda.


venerdì 21 giugno 2013

Robert Downey Jr. sarà nuovamente "Iron Man" in The Avengers 2 e 3 e firma un contratto pubblicitario con HTC.


È ufficiale: Robert Downey Jr. tornerà ad essere "Iron Man"; o almeno per quanto riguarda The Avengers 2 e 3. A farlo sapere è stata in questi giorni  la stessa Marvel, facendo così luce sui dubbi che erano emersi in passato riguardanti il fatto che l'attore americano, (considerata la scadenza del suo contratto con la Marvel Studios), potesse "appendere al chiodo" definitivamente l'armatura di Tony Stark, appunto una volta concluse le riprese di Iron Man 3. Ad ogni modo al momento non si sa molto dei suddetti due film, tranne che il primo è atteso nelle sale cinematografiche per il prossimo 1 Maggio 2015, mentre il secondo presumibilmente per il 2018, ed entrambi dovrebbero vedere alla Joss Whedon, che ha già diretto il primo capitolo. Inoltre per entrambi i capitoli sono stati confermati anche Mark Ruffalo, (nel ruolo di Bruce Banner/Hulk), Chris Evans, (nel ruolo di Steve Rogers/Capitan America), Chris Hemsworth, (nel ruolo di Thor), e Scarlett Johansson, (nel ruolo di Natasha Romanoff/Vedova Nera), che, nel primo film, si ritoveranno a combattere contro Thanos, (ovvero il Pazzo Titano che è apparso nella scena post-credits di The Avengers). Tuttavia resta sconosciuto il destino dei possibili prossimi film esclusivamente dedicati ad Iron Man; infatti al riguardo non si sa ancora se saranno prodotti, né se il protagonista sarà sempre Robert Downey Jr. Anche se è presumibile che la Marvel difficilmente trascurerà un prodotto che sta generando fatturati astronomici e che se non avrà come protagonista lo storico attore, probabilmente si assistarà ad uno dei soliti "reboot" con un volto del tutto nuovo. Al riguardo lo stesso attore in una precendente intervista aveva fatto sapere che, per lui, l'ideale sarebbe stato abbandonare il ruolo di Iron Man attorno ai 50 anni; ed effettivamente ne avrà 53 quando dovrebbe uscire The Avengers 3, film che, come già spiegato, potrebbe segnare la sua ultima apparizione con l'armatura del supereroe. Comunque sia le certezze non mancano invece per la carriera dell'attore americano, che non solo sta incassando milioni di dollari grazie ai recenti "cinefumetti", ma "arrotonda" i propri conti grazie anche a memorabili contratti pubblicitari, come, ad esempio, quello recentemente firmato con HTC. Infatti la nota azienda taiwanese produttrice di smartphone ha deciso di puntare con più convinzione sul marketing, e di sfruttare il "momento d'oro" che sta vivendo Robert Downey Jr. per promuovere i propri prodotti. In pratica l'operazione le costerà solo, (si fa per dire), 12 milioni di dollari e riguarderà tutti i canali: dai giornali alla televisione, ed anche dai cartelli stradali al Web. Infatti da questo punto di vista, secondo alcune fonti, pare che HTC avrebbe proprio bisogno di una "spintarella", visto che fatica a rincorrere i propri avversari, (nonostante le buone qualità dei propri prodotti, a cominciare dal recente HTC One: un vero e proprio gioiello). Ed insomma è probabile che l'azienda taiwanese abbia intenzione di "andarci giù pesante"; anche se di certo non potrà fare il bello ed il cattivo tempo con l'immagine della star hollywoodiana, perché Robert Downey Jr. ha sempre mantenuto un solido controllo creativo sui prodotti che ha pubblicizzato.


giovedì 20 giugno 2013

L'High Tech Computer Corporation presenta il suo nuovo smartphone: il Butterfly S.


In questi giorni l'High Tech Computer Corporation, (nota azienda taiwanese produttrice di smartphone, più comunemente conosciuta con la sigla HTC), ha deciso di presentare Butterfly S, vale a dire un nuovo smartphone dotato di sistema operativo Android, che sarà il successore del primo Butterfly, e che porterà con sé un hardware di ottima fattura ed una serie di caratteristiche "prese in prestito" dal tanto acclamato HTC One. Ad ogni modo le specifiche tecniche del nuovo Butterfly S mostrano un "cellulare intelligente" dotato di un display da 5 pollici Super LCD 3 con una risoluzione pari a 1920×1080 pixel, (ovvero proprio come il predecessore che ai tempi era il primo smartphone al mondo con un pannello Full HD), ed un chip Qualcomm Snapdragon 600 da 1,9 GHz; migliore della CPU da 1,7 GHz di cui è stato dotato l'HTC One. Inoltre nel nuovo smartphone targato HTC sono stati inseriti 2 GB di RAM ed memoria interna da 16 GB, naturalmente espandibile tramite schede microSD. Per di più, come già anticipato, HTC ha deciso di dotare tale dispositivo mobile anche di molte delle nuove caratteristiche introdotte con l'HTC One, tra le quali: gli altoparlanti BoomSound; la fotocamera Ultrapixel; e la definizione di registrazione Zoe. In aggiunta nel Butterfly S, oltre ad una fotocamera posteriore da 4 Ultrapixel, è presente una seconda fotocamera frontale con un sensore da 2,1 Megapixel, in grado di garantire una qualità degli scatti pari, ad esempio, quella dei ritratti. Oltretutto, mentre la maggior parte delle caratteristiche hardware di questo nuovo smartphone sono simili a quanto già visto sugli altri più recenti smartphone dell'azienda taiwanese, il punto di forza del nuovo device è principalmente costituito dalla batteria. Infatti si tratta di una batteria da 3.200 mAh, il che rappresenta un enorme miglioramento rispetto a quella da 2.020 mAh di cui era stato dotato l'originale Butterfly ed a quella da 2.300 mAh presente nell'HTC One. Pertanto il nuovo Butterfly S dovrebbe essere in grado di offrire una ottima autonomia d'utilizzo. Comunque sia questo smartphone eseguirà Android 4.2 Jelly Bean personalizzato attraverso l'interfaccia HTC Sense 5.0 ed, infine, dovrebbe fare il suo debutto prima in Taiwan a partire dal prossimo Luglio, al prezzo di circa 766 dollari. Tuttavia per il momento l'azienda taiwanese non ha ancora comunicato se il nuovo Butterfly S sarà disponibile anche negli altri mercati del resto del mondo; anche se ciò è molto probabile, considerato che il primo Butterfly venne rilasciato anche in Giappone ed in Europa.

Di seguito alcune immagini:
http://images.hngn.com/data/images/full/5459/htc-butterfly-s.png
http://www.androidworld.it/wp-content/uploads/2013/06/htc-butterfly-s-17-520x345.jpg
...ed il video di presentazione del nuovo Butterfly S:



mercoledì 19 giugno 2013

Un giovane studente 14enne potrebbe aver scoperto una cura contro l'MRSA.


Da tempo uno dei grandi problemi per la nostra salute è il micidiale "super-batterio" MRSA, vale a dire il bacillo Staphylococcus aureus resistente alla meticillina che è la causa di migliaia di morti ogni anno, in tutto il mondo, poiché al momento non esiste cura. O almeno così era fino ad oggi, poiché a quanto pare un baldo 14enne australiano è riuscito a trovare la soluzione per combattere questo tipo d'infezione ed uccidere il suddetto "super-batterio". In pratica lo studente si chiama Zaynab Sheriffdeen, e sembra aver trovato nel miele la soluzione che mancava agli scienziati; nello specifico, il miele di Manuka, già noto per essere stato oggetto di diversi studi in cui si è scoperto possedere molte proprietà benefiche per la salute, e non solo. Inoltre Zaynab Sheriffdeen  tramite una serie di test scientifici, condotti presso il Victorian Infectious Disease Reference Laboratory, (noto anche con la sigla VIDRL), ha dimostrato come questo particolare tipo di miele, se miscelato alla penicillina, diventi capace, appunto, di uccidere lo Staphylococcus aureus resistente alla meticillina. Per di più l'efficacia contro l'MRSA sarebbe dovuta alla capacità di questo tipo di miele di legarsi ai tessuti, bloccando così l'azione dei batteri. Oltretutto il miele di Manuka è prodotto dal nettare di un albero, (ovvero il Leptospermum scoparium, noto più comunemente come Manuka), che cresce prevalentemente in Nuova Zelanda ed in parte anche in Australia e, come già anticipato, è stato oggetto di numerose ricerche, (tra cui un recente studio condotto presso la University of Technology di Sydney), che avevano evidenziato la sua attività antibatterica ed inibitoria della resistenza agli antibiotici. Tuttavia le ricerche per trovare una soluzione definitiva per combattere l'MRSA non si sono fermate, ed adesso la scoperta del 14enne australiano potrebbe divenire la cura più efficace che si abbia a disposizione al momento. Al riguardo lo stesso Zaynab Sheriffdeen, dopo questa scoperta, ha detto di voler rivolgere la sua attenzione ad altre cure a base di miele. Infatti durante un'intervista di Live Science ha spiegato: "Molte altre malattie possono essere trattati con la stessa cura. Per esempio un eczema è guarito molto più velocemente con il miele in crema. Per tutte queste malattie c'è una cura, abbiamo solo bisogno di trovarla". Ad ogni modo con questa ricerca, Zaynab Sheriffdeen si è guadagnato un posto tra 90 finalisti del Google's prestige annual Science Fair, (ovvero una competizione scientifica online aperta a tutti gli studenti di età compresa tra i 13 ai 18 anni), il cui vincitore sarà annunciato in California il prossimo 27 Giugno.


martedì 18 giugno 2013

Il Sistema di Informazione per la Sicurezza della Repubblica rinnova il proprio sito e recluta gli "aspiranti 007".


In teoria doveva essere soltanto una cerimonia di presentazione del nuovo sito web dei servizi segreti, ed invece in pratica per Giampiero Massolo, il direttore del Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza, (noto anche con la sigla DIS), è stata l'occasione per parlare non solo delle emergenze più attuali, ma anche del sogno nel cassetto di tanti giovani neolaureati: diventare uno agente segreto. In sostanza si tratta di una delle novità del sito www.sicurezzanazionale.gov.it, che da oggi si è completamente rinnovato. Inoltre durante la suddetta cerinomia Paolo Scotto di Castelbianco, il responsabile della comunicazione dell'Intelligence, ha illustrato i contenuti del nuovo sito, spiegando come a partire dal prossimo 1 Luglio i curricula degli "aspiranti 007" potranno essere inviati tramite lo stesso portale. Per di più le opportunità maggiori saranno soprattutto per i tecnici; infatti al riguardo sul nuovo sito del Sistema di Informazione per la Sicurezza della Repubblica viene spiegato: «Cerchiamo specialisti nei settori cyber defence, intelligence economico-finanziaria ed intelligence energetica, motivati a lavorare in diversi contesti per garantire la sicurezza dello Stato e dei suoi cittadini e per difendere gli interessi vitali della Repubblica dalle minacce globali interne ed esterne. Se ti riconosci in uno di questi tre profili dal 1° Luglio 2013 potrai inviare il tuo curriculum, registrandoti al sito e compilando i relativi modelli nella procedura guidata». Ad ogni modo al termine della presentazione Giampiero Massolo ha parlato anche di attualità. In primis del rischio di arruolamento anche nel nostro Paese di terroristi filo-qaedisti, dopo il recente caso del giovane genovese, Giuliano Delnevo, ucciso mentre combatteva in Siria al fianco di alcuni ribelli al regime di Bashar Hafiz al-Asad. In tal proposito il direttore del DIS ha dichiarato: "In Italia non c'è un bacino di reclutamento, ma solo delle individualità. Il fenomeno del reclutamento è molto meno diffuso per quanto riguarda il nostro Paese rispetto ai nostri partner occidentali. Ma stiamo attenti". E successivamente per restare in argomento con il tema dell'incontro, Giampiero Massolo ha precisato: "Il fai da te è sicuramente un pericolo e dimostra come il web sia una potente forma di auto-addestramento ed auto-reclutamento. Ma non abbiamo specifici indicatori di minaccia». Oltretutto è intervenuto anche sulle recenti polemiche che hanno accompagnato l'utilizzo spregiudicato dei dati personali di milioni di utenti da parte delle agenzie dell'intelligence americane ed ha detto: "In Italia non potrebbe accadere in quel modo, perché il nostro ordinamento giuridico è più spostato verso le garanzie individuali. Questo genere di attività trova in ciascun Paese una rispondenza nei rispettivi ordinamenti giuridici. In America c'è una giurisdizione al riguardo molto spostata sulla sicurezza nazionale rispetto alla tutela della privacy. Noi invece abbiamo un ordinamento molto garantista". Mentre dell'importanza di una comunicazione aperta e trasparente anche sul Web ha parlato il sottosegretario con delega ai servizi segreti, Marco Minniti, il quale ha sottolineato: "La nuova frontiera del terrorismo passi attraverso le infrastrutture informatiche. Ed all'intelligence servono non solo uomini operativi, ma geni delle nuove tecnologie. Nel 2012 i reati informatici sono stati 556 milioni con un incremento del +48%, con un impatto a livello economico di 110 miliardi di dollari". Ed ha poi concluso facendo sapere: "Faremo un roadshow nelle Università italiane e chiederemo di incontrare gli studenti. Non perché potremmo assumerli tutti, ma per creare un rapporto con la parte più in crescita del Paese, perché abbiamo bisogno della loro preparazione, della conoscenza tecnica e delle lingue. Soprattutto con i giovani vogliamo tenere una finestra aperta, e trasmettiamo un messaggio preciso: sicurezza è libertà!". 

Di seguito un video pubblicato sul nuovo sito:



lunedì 17 giugno 2013

Realizzata una proteina in grado di proteggere e ripristinare le funzioni cerebrali.


A quanto pare ci sono buone notizie per il cervello ed una sua possibile compromissione nelle funzioni. Infatti di recente alcuni scienziati dell'Università di Tel Aviv hanno sviluppato una particolare proteina, (o scientificamente nota come peptide), capace di proteggere ed addirittura ripristinare le funzioni cerebrali. In pratica la scoperta potrebbe essere essenziale nella ricerca di una cura per molte malattie neurodegenerative ed in tutti quei casi di compromissione delle facoltà cerebrali come il declino cognitivo lieve, la demenza oppure la malattia di Alzheimer, ma perfino anche nei casi di SLA, (acronimo di Sclerosi Laterale Amiotrofica), e della malattia di Parkinson. In sostanza questa nuova proteina, battezzata dai ricercatori con la sigla NAP, (o anche con il nome Davunetide), andrebbe ad agire direttamente sulla cosiddetta "rete di microtubuli", vale a dire una parte cruciale del sistema nervoso. Inoltre questa rete agisce come una sorta di sistema di trasporto all'interno delle cellule nervose, portando proteine essenziali e consentendo la comunicazione tra le varie cellule. Tuttavia in alcuni casi succede che le malattie neurodegenerative guastino tale rete, con una conseguente ripercussione negativa sulle abilità motorie e le funzioni cognitive. Ed è in questi casi che interviene il nuovo peptide, sviluppato dalla professoressa Illana Gozes e dai colleghi della Tel Aviv University's Sackler Faculty of Medicine, il quale avrebbe una doppia capacità: quella di proteggere e ripristinare le funzioni dei microtubuli. Ad ogni modo la ricerca che ha portato allo sviluppo di questo peptide è partita dall'utilizzo di un composto derivato dalla proteina ADNP, che si occupa della regolazione di oltre 400 geni ed è fondamentale per lo sviluppo e la formazione di cervello, memoria e comportamento. Inoltre dopo questa prima fase, i ricercatori israeliani, (tra cui il dottor Yan Jouroukhin ed il dottor Regin Ostritsky), hanno condotto una serie di test su modelli animali con danni ai microtubuli. I risultati di tali test, (pubblicati su Neurobiology of Disease), hanno mostrato che nei topi con sintomi associati a neurodegenerazione, questi migliorassero in modo significativo; infatti il peptide NAP è stato in grado di mantenere o ripristinare il trasporto di proteine ed altri materiali nelle cellule. Per di più un successivo studio condotto da un team di ricerca del Regno Unito, e pubblicato sulla rivista Molecular Psychiatry, ha poi confermato quanto suggerito dai risultati dei ricercatori israeliani, mostrando un'effettiva azione del NAP. E dunque, come già anticipato, quest'ultimo potrebbe essere uno strumento efficace nella lotta contro alcuni degli effetti più debilitanti delle malattie neurodegenerative. Comunque sia, infine, la professoressa Illana Gozes ha ricordato che: "Sono necessari ulteriori studi per scoprire come ottimizzare l'utilizzo del NAP come trattamento medico, anche nei pazienti che possono beneficiare maggiormente dell'intervento. Tuttavia i risultati sono promettenti ed indicano che la nostra nuova proteina potrebbe divenire un buon trattamento per le conseguenze causate dalle malattie neurodegenerative".


domenica 16 giugno 2013

Anonymous Italia oscura i siti del COISP e del Ministero della Giustizia per vendicare Ilaria Cucchi e Patrizia Aldrovandi.

Immagine pubblicata sul blog ufficiale di Anonymous Italia
Continuano gli attacchi informatici da parte della divisione italiana della famosa legione Anonymous, la quale, dopo aver messo fuori uso circa una settimana fa il sito della Corte Costituzionale per solidarietà nei confronti di Stefano Cucchi e le altre vittime dello Stato, diverse ore fa, sempre al grido di "OpRevenge", ha deciso di rendere inaccessibili, (in gergo Tango Down), il sito del COISP, (acronimo di COordinamento per l'Indipendenza Sindacale delle forze di Polizia), e quello del Ministero della Giustizia. Naturalmente com'è nello stile della legione, gli hacker hanno pubblicato un comunicato sul loro blog ufficiale nel quale hanno rivendicato l'azione e spiegato le motivazioni dell'attacco, scrivendo: «Salve Assassini di Stato, apprendiamo con sdegno che non paghi di aver molestato recentemente Patrizia Aldrovandi, ora cercate visibilità querelando Ilaria Cucchi. Non paghi di aver infangato il valore dell'onestà e del rispetto, infierite su una famiglia che ha avuto la sola colpa di cercare verità e giustizia. Non paghi di aver scaricato le colpe solo sui medici, infierite contro chi ha già dovuto sopportare l'umiliazione di un processo-farsa sfociato nell’auto assoluzione». Ed hanno poi proseguito scrivendo: «La parola "dignità" non vi appartiene. Forse credete che speculare sugli atroci drammi di chi ha visto ucciso un familiare da quanti sono mantenuti e pagati per proteggerci e di chi ha visto il proprio fratello ammazzato di botte, ucciso nel silenzio e nell'omertà di categoria, possa difendere l'onorabilità delle forze dell'ordine? Sulle vostre coscienze pesa anche l'assassinio di Marcello Lonzi e la persecuzione che da ben dieci anni viene perpetrata nei confronti di sua madre: Maria Ciuffi. "Marcellino" veniva assassinato nel carcere "Le sughere" di Livorno nel lontano Luglio 2003 dalla ferocia dei secondini e dalla complicità dei medici. Le ecchimosi, le ferite e le fratture alle costole vennero infatti attribuite ad una semplice caduta ed al tentativo di rianimazione. Maria Ciuffi, che tutt'ora porta avanti la sua battaglia ed ha chiesto la riapertura delle indagini, ha urlato il suo dolore e chiesto giustizia per suo figlio. La verità è stata sempre sepolta da muri invalicabili e dalla viltà omertosa di istituzioni e corpi di polizia. La mamma di Marcello ha subìto numerose intimidazioni: è stata pedinata a lungo ed una macchina ha addirittura tentato di investirla. Come Patrizia Aldrovandi ed Ilaria Cucchi, anche lei è stata querelata per diffamazione. Non soddisfatti, i secondini rimossero la corona di fiori che Maria portò a Marcello in occasione del suo compleanno: il gesto non era autorizzato. Sono invece autorizzati i soprusi sostenuti dai complici silenti; le torture psicologiche e corporali, le privazioni mentali e fisiche, l'annichilimento. Queste sono le carceri. E voi siete bestie da guardia del "sorvegliare e punire"». Ed ancora: «Continuate pure a cercare ridicoli escamotages che vi rendano puliti agli occhi dei cittadini sedati dalle vostre favole sulla sicurezza. Continuino, i loschi magistrati dell'èlite corrotta, a sostenere il vostro operato indegno e le vostre divise sporche di sangue. Useremo tutti i mezzi, tutte le conoscenze a nostra disposizione per far venire a galla quel che nascondete. Ciò che sta accadendo non deve rimanere confinato nel privato. E' una linea deplorevole che continua a mietere vittime nei luoghi dell'annientamento umano; è la stessa linea che tenta di abbattere chi urla la sua sete di verità». Inoltre successivamente si sono scagliati contro anche il G8 di Genova del 2001, spiegando: «La miserabile sentenza sui fatti del G8 2001 è la chiara dimostrazione di come questo sistema sia fondato su una democrazia ammorbata. Pene lievissime per le bestie inferocite che si accanirono sui manifestanti perpetrando aberrazioni di ogni tipo, (per citarne una, l'assistente capo di pubblica sicurezza Pigozzi, ovvero il pseudo-uomo che divaricò le dita di un detenuto fino a lacerargli e staccargli la carne). Pene addirittura parzialmente coperte da indulto. Il reato di tortura non esiste; le forze del disordine sono autorizzate a dare adito ad una macelleria di Stato in nome della sicurezza. Quale, non si sa». Ed hanno infine concluso scrivendo: «Esiste, invece, il reato di devastazione e saccheggio: 12 anni ed oltre, contro le ridottissime pene relative alla devastazione ed al saccheggio di corpi e menti dei manifestanti. Assassini indegni e burattini della pseudo-giustizia manovrati dal denaro: aspettateci sempre. Aspettateci anche quando i vostri compari millantano di aver messo fine al nostro movimento. Aspettateci ogni qual volta ci sarà un sopruso, un corpo percosso, un grido che chiede giustizia e che viene ignorato, una bocca imbavagliata dalle vostre menzogne. Siamo tutti figli e fratelli di queste donne guerriere e di chi ha subìto violenze rimaste impunite!». Tuttavia a differenza degli altri casi, le istituzioni coinvolte nell'attacco hanno reagito scagliandosi contro gli hacker di Anonymous Italia; infatti in una nota ufficiale il COISP ha dichiarato: «Si tratta solo di un gruppo di vigliacchi che si professano hacker. Non ci resta che ringraziare questi criminali per l'attenzione e cogliamo l'occasione per invitarli il 21, 22 e 23 di Giugno a Vicenza in occasione del 6° Congresso Nazionale del COISP. Magari, chissà, una lezione di legalità e civiltà potrebbe essergli utile».