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sabato 15 giugno 2013

A breve i virus informatici protrebbero arrivare anche dai caricabatterie.


A quanto pare tra non molto i virus informatici si potrebbero nascondere anche in alcuni caricabatterie in attesa di infettare i vari dispositivi, (a partire da smartphone, tablet e magari anche laptop). O almeno questo è quanto hanno sostenuto di recente tre ricercatori del Georgia Institute of Technology che parteciperanno al prossimo Black Hat, ovvero una conferenza annuale per hacker attesa negli USA per il prossimo 27 Luglio fino al prossimo 1 Agosto. In pratica i tre, in vista del suddetto evento, hanno pubblicato una sintesi di quello che andranno a dimostrare tra poco più di un mese davanti agli altri "colleghi" hacker. Si tratta, appunto, di un caricabatterie appositamente modificato che è in grado di bypassare, per il momento, i sistemi di sicurezza dell'iOS 7, cioè il sistema operativo mobile di Apple presentato in questi giorni, e quello che in molti considerano il più sicuro in circolazione; ma è presumibile che la falla riguardi anche tutti gli altri sistemi operativi. Ad ogni modo in attesa di vedere all'opera il "caricabatterie infettante", (al quale i tre ricercatori hanno dati il nome di Mactans), ci si deve accontentare della descrizione che ne danno. In sostanza Mactans è stato sviluppato a partire da una BeagleBoard, (vale a dire una scheda che ospita un mini-computer), della Texas Instruments Incorporated, (insomma per farla breve una di quelle che si trovano facilmente in commercio anche per meno di 50 dollari), ed è in grado di trasmettere agli smartphone un software malevolo, (comunemente detto malware), in meno di un minuto. Naturalmente l'infezione avviene senza che l'utente debba interagire con il dispositivo: basterà semplicemente collegarlo al caricabatterie in questione ed il tutto avverrà in automatico. Per di più il malware risulta difficile da identificare perché si insedia nello stesso luogo in cui Apple nasconde le applicazioni native degli iOS. Tuttavia Mactans ha un aspetto visibilmente sospetto che difficilmente passerebbe inosservato, dato che è più grande di un normale caricabatterie; anche se gli studiosi hanno fatto sapere che realizzarne uno dalle dimensioni ridotte è solo questione di tempo, (considerata la tendenza alla miniaturizzazione dei processori), o di soldi. Comunque sia i tre ricercatori hanno assicurato che le specifiche del sistema in grado di bypassare la sicurezza dell'iOS 7 saranno rese pubbliche in modo che si possano prendere le dovute contromisure per chiudere la falla. E per fortuna che in questo caso a scoprire questa nuova vulnerabilità degli smartphone sono stati dei ricercatori che fanno hacking a fin di bene, cioè per aiutare a trovare i rimedi e migliorare i prodotti e la sicurezza degli utenti, (in gergo informatico conosciuti anche come white hats), perché qualora fosse finita nelle mani dei cosiddetti black hats, la scoperta avrebbe avuto conseguenze più dannose; anche se ciò non significa che non bisogna fare comunque attenzione.


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