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domenica 4 agosto 2013

Anonymous Italia attacca il Ministero dell'Ambiente per protesta contro rigassificatori GNL e problemi ambientali.

Immagine pubblicata sul blog ufficiale di Anonymous Italia.
Diverse ore fa gli hacker della divisione italiana della famosa legione Anonymous sono tornati all'attacco e questa volta, in quella che è stata definita come "Operation Green Rights", al grido di "No Rigassificatore", "No LNG TERMINAL", hanno preso di mira ed attaccato nuovamente, (dopo l'attacco dello scorso Aprile), il sito del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, (meglio noto semplicemente come Ministero dell'Ambiente oppure con la sigla MATTM). Tuttavia durante l'attacco gli hacker non si sono limitati al solito oscuramento, ma hanno reso pubbliche diverse informazioni, tra cui gli indirizzi e-mail di oltre 4.000 account, le specifiche di connessione del sito ed un file PDF relativo al Rigassificatore GNL. Inoltre gli hacker di Anonymous Italia hanno effettuato anche il defacing del sito della Commercio di Livorno e quello della società Fratelli Neri SpA, che, a differenza di quello del MATTM, risultano ancora "fuori servizio". Mentre gli scorsi 1 e 2 Agosto, sempre durante l'Operation Green Rights, gli hacker hanno oscurato il sito di IREN Energia, (rimasto offline per più di 10 ore), quello di IREN Ambiente, (anch'esso rimasto fuori servizio per più di 10 ore), e quello dell'Offshore LNG Toscana, (che invece è rimasto offline per circa un ora). Comunque sia, come di consueto, gli hacker hanno spiegato le motivazioni di questi attacchi in un comunicato pubblicato sul blog ufficiale di Anonymous Italia, nel quale hanno scritto: «Volgiamo ricordarvi la nota che riporta alcuni problemi ambientali che affliggono il nostro paese: https://privatepaste.com/b38f094e0e. Problema dell'arsenico nell'acqua potabile, (domestica), nel basso Lazio. Problema dei rigassificatori: Livorno, Gioia Tauro e via dicendo. Problema dello smaltimento dei rifiuti urbani, emblematico nel recente passato il caso di Napoli. Problema dell'inquinamento dei mari, Arcipelago Toscano ma anche Laguna di Venezia a causa del rilascio in mare di residui di lavorazione del PVC e di mercurio. Problema dello smaltimento dei rifiuti industriali tossici, (si veda il caso dei citati bidoni del cargo della ditta Grimaldi), ma anche la pratica di smaltire rifiuti tossici gettandoli in terra. Per questa ragione ampie aree del Paese solitamente dedicate alla pastorizia o alla agricoltura sono state trasformate in discariche illegali con danni incalcolabili per l'ambiente. Proliferazione degli ECO-MOSTRI, cioè edifici abusivi che deturpano il paesaggio spesso abbandonati ed incompiuti. Problema dello smaltimento delle scorie radioattive provenienti dalle centrali nucleari italiane dismesse, che tutt'ora continuano ad essere fonte di contaminazione. Problema della cementificazione con conseguenti problemi nella irregimentazione delle acque con conseguenti alluvioni, emblematico è il caso di Genova. Problemi legati all'inquinamento industriale, i casi sono innumerevoli. Basti pensare alla vicenda ILVA. La lista ovviamente sarebbe molto più lunga. Inoltre spesso aziende di Stato, sviluppando i loro progetti a nome dei cittadini italiani e sovvenzionate da questi, distruggono l'ambiente e devastano le culture di popoli antichi e pacifici che vivono a migliaia di chilometri dall'Italia. È il caso dell'ENEL che costruisce dighe in Sud America, magari consorziandosi con altre imprese del settore, distruggendo ecosistemi incontaminati e di valore inestimabile, come, ad esempio, avviene in Patagonia». Ed hanno poi concluso scrivendo: «Notiamo che i cittadini e le cittadine italiani sovvenzionano obbligatoriamente le vostre attività pagando per i propri consumi elettrici e non hanno alcuna possibilità di influire sulle scelte delle citate aziende di Stato. Quindi, ribadendo la natura pacifica della nostra protesta che è da considerarsi affine a FLASHMOB o al SIT-IN, (vedi la nostra dichiarazione), intendiamo tuttavia dar voce a tutti coloro i quali, indignati dalla breve lista su esposta, vogliono rivendicare il proprio diritto al dissenso. Inoltre è evidente che se questi e mille altri problemi si sono accatastati nel corso degli anni è perché effettivamente l'azione delle istituzioni, in primis il Ministero dell'Ambiente, è stata insufficente o inesistente. Replichiamo alle parole rivolteci dai membri del Ministero sul loro sito che i disservizi arrecati e la presunta lesione dei diritti degli utenti, non possono portare alla condanna morale delle nostre azioni. I disservizi, (e la presunta lesione del diritto degli utenti), sono anche propri di altre forme di manifestazione di dissenso come, ad esempio, lo sciopero, che quindi sarebbe anch'esso da condannare. Al contrario il diritto di sciopero è sancito dalla Costituzione. Cancellare questo diritto sarebbe assolutamente antidemocratico». In ogni caso gli hacker hanno informato che presto saranno attaccati altri siti, ed hanno, infine, organizzato una manifestazione di protesta prevista per quest'oggi e che è partita non molto tempo fa, (per la precisione alle ore 21:00), dalla Piazza Mazzini di Livorno, (lato Corso Mazzini). Ad ogni modo per maggiori informazioni riguardanti la suddetta manifestazione, gli hacker consigliano di visitare il sito: www.offshorenograzie.it.


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