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martedì 27 agosto 2013

Scoperta la zona del cervello in cui la cocaina agisce per provocare dipendenza.


Di recente alcuni ricercatori dell'Ernest Gallo Clinic and Research Center e dell'Università della California, grazie ad un nuovo studio condotto per il momento soltanto sui topi da laboratorio sono riusciti ad individuare quella zona del cervello in cui si sviluppa la dipendenza da cocaina. In sostanza una volta assunta la sostanza stupefacente in questione agisce rapidamente, modificando quei circuiti cerebrali responsabili dell'apprendimento, della memoria ed dei processi decisionali, "dominando" questi tipi di meccanismi cognitivi ed innescando il fenomeno della dipendenza. Dunque i risultati dello studio, pubblicati sulla rivista Nature Neuroscience, gettano una nuova luce sia sul ruolo della zona frontale del cervello, individuata come responsabile di questo meccanismo, che sugli effetti della cocaina sul comportamento di chi ne è dipendente. In pratica i ricercatori, utilizzando un microscopio in grado di osservare il funzionamento delle cellule cerebrali, hanno scoperto che già a due ore dalla primissima dose cocaina, i roditori mostravano una crescita molto rapida nella corteccia frontale della densità delle spine dendritiche, (più comunemente dette dendriti, vale a dire le fibre minori che si ramificano a partire dal singolo neurone). Ma non solo; infatti i ricercatori hanno anche scoperto una relazione diretta tra la creazione di nuove spine dendritiche e la dipendenza dalla sostanza: in particolare, tanto più alto era il numero delle spine dendritiche "nuove" nella corteccia frontale dei topi, tanto più forte era il meccanismo di dipendenza rilevato negli animaletti. Al riguardo Linda Wilbrecht, prima autrice della ricerca, ha spiegato: "I consumatori di droga a lungo termine mostrano una riduzione della funzionalità della corteccia frontale in relazione a stimoli o compiti comuni, mentre la funzionalità aumenta in risposta ad attività o informazioni relative alla droga. Ogni cervello è programmato per avere un certo livello di creazione di nuove spine dendritiche in risposta all'apprendimento quotidiano. Potenziando questa crescita, la cocaina potrebbe quindi rappresentare un super-stimolo in grado di rinforzare l'apprendimento legato all'esperienza del consumo di cocaina". Mentre gli altri ricercatori hanno fatto sapere: "Abbiamo osservato in chi in consuma questa sostanza una riduzione della funzione della corteccia frontale in relazione a banali stimoli o semplici compiti, mentre l'attività di questa zona aumentava in risposta ad attività o ad informazioni relative alla droga. Dunque il cervello dei tossicodipendenti potrebbe "muoversi" o essere "dominato" in base allo stimolo che gli viene fornito". Ad ogni modo tali risultati potrebbero rappresentare una nuova chiave di interpretazione per spiegare i cambiamenti nei circuiti di gratificazione cerebrale che avvengono in chi ha una dipendenza dalla droga, e magari riuscire a trovare una cura per "spegnere" tale dipenden. In tal proposito Linda Wilbrecht ha concluso dichiarando: "Questa nuova ricerca potrebbe portare a "decifrare" il meccanismo tramite cui il cervello dei tossicodipendenti risponde agli stimoli legati alla droga".


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