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venerdì 2 agosto 2013

Scoperto che il testosterone aiuta a prevenire l'indebolimento dei muscoli causato dall'invecchiamento.


Di recente un team di ricercatori australiani si è detto scuro di aver scoperto il modo per ritardare al più tardi possibile la fragilità e l'indebolimento muscolare che avviene in età avanzata. In pratica la ricerca, effettuata presso il Garvan Institute of Medical Research di Sydney, ha mostrato come delle piccole dosi di testosterone iniettate direttamente, (per via orale), nel fegato delle persone di una certa età potrebbero riuscire a prevenire la progressiva perdita di forza, tono e l'eventuale atrofizzazione muscolare associate all'avanzare dell'età, senza contare le tante possibili malattie croniche. Infatti da sempre l'indebolimento del corpo è considerato una fase inevitabile legato al processo d'invecchiamento, che ha importanti implicazioni per la salute. Tuttavia adesso, secondo l'endocrinologo Ken Ho, tale disfunzione legata a questo stato di atrofia muscolare sia oggi prevenibile. Infatti al riguardo ha spiegato: "L'invecchiamento è un processo molto, molto complesso, ma una delle sue conseguenze è la fragilità che nasce da una perdita di massa muscolare. È mia opinione che, se la nostra scoperta dovesse realizzare quello che prevediamo di fare, allora sarebbe un contributo sostanziale a questo aspetto collegato alla salute pubblica". Ad ogni modo i risultati dello studio, che sono stati pubblicati sull'European Journal of Endocrinology, hanno dimostrato che il testosterone cristallino puro, una volta assunto per via orale, raggiunge direttamente al fegato senza riversarsi nel sangue o negli altri organi. Tuttavia in generale i benefici di una terapia a base di testosterone potrebbero comportare anche alcuni effetti collaterali: troppo testosterone potrebbe avvelenare il fegato, provocare danni al cuore ed, infine, causare la crescita di antiestetici peli superflui. Comunque sia i ricercatori hanno ritenuto che questo nuovo approccio permetterà alle persone di beneficiare del testosterone, senza doversi preoccupare dei suddetti effetti collaterali negativi. Infatti in tal proposito il professor Ken Ho ha dichiarato: "La nostra scoperta è davvero molto semplice. L'aspetto innovativo di questa ricerca è che solo il fegato viene stimolato dal testosterone. È un nuovo modo di utilizzare un vecchio ormone". In poche parole, il fegato metabolizza il testosterone in modo che non passi nella circolazione periferica, con il risultato che nessuno degli altri tessuti ed organi venga esposto all'ormone, evitando così gli eventuali effetti collaterali. Inoltre il professore Ken Ho, a seguito di un esperimento realizzato con successo su un campione di donne in post-menopausa, ha, infine, concluso spiegando: "Questo metodo stimola la sintesi proteica prodotta da altri metodi più rischiosi. I benefici potranno essere sostanziali per un'ampia gamma di persone, compresi i pazienti di malattie epatiche croniche. Ridurre l'atrofizzazione muscolare negli anziani può anche prevenire cadute e ridurre le fratture osteoporotiche". In ogni caso, come hanno spiegato gli stessi ricercatori, la prossima fase sarà una sperimentazione più estesa con l'obiettivo di esaminare gli effetti a lungo termine di questa nuova terapia sulla massa muscolare e le sue funzioni.


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