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lunedì 16 settembre 2013

GOCE, un nuovo satellite che starebbe per precipitare sulla Terra.


A quanto pare il prossimo mese un nuovo satellite è destinato a precipitare sulla Terra: si tratta GOCE, (sigla che sta ad indicare Gravity Field and Steady-State Ocean Circulation Explorer), ovvero un dispositivo sviluppato dell'Agenzia Spaziale Europea, (nota anche con la sigla ESA), con lo scopo di analizzare il campo gravitazionale del nostro pianeta. In pratica, lanciato nello spazio nel 2009, era stato ribattezzato dagli addetti ai lavori "Ferrari dello spazio", ma adesso il satellite GOCE ha quasi portato a termine la sua missione e si starebbe preparando al rientro sulla Terra; cosa che, come ipotizzano gli scienziati, dovrebbe accadere il prossimo 15 o 16 Ottobre. Inoltre per cercare di gestirne il rientro, (per quanto la cosa sia possibile), si è già messa all'opera l'Inter-Agency Space Debris Coordination Committee, (spesso nota anche con la sigla IADC), vale a dire il comitato di coordinamento tra le varie agenzie spaziali; mentre all'interno dell'ESA il comportamento del satellite è seguito passo passo dallo Space Debris Office. Per di più il satellite in questione ha un peso pari a 1.100 chilogrammi e, secondo le previsioni, almeno 250 chilogrammi di frammenti, (anche se in realtà per il momento non vi è nulla di certo e potrebbero essere soltanto una cinquantina), sarebbero in grado di superare la disintegrazione provocata dall'ondata di calore, una volta che GOCE impatterà nell'atmosfera, e raggiungeranno la superficie terrestre. Tuttavia, come ha spiegato la stessa ESA, bisogna ricordare che circa il 70% del nostro pianeta è ricoperto da mari ed oceani ai quali andrebbero aggiunte le aree del suolo desertiche e scarsamente popolate. Perciò le probabilità che questi frammenti cadano in zone abitate sono molto basse, ma comunque non del tutto trascurabili; anche perché solitamente nell'ultima fase del rientro il veicolo spaziale diventa incontrollato e quindi non è possibile stabilire con esattezza le eventuali zone interessate: secondo i calcoli preliminari, in questo caso sarebbe una fascia di superficie lunga ben 900 chilometri. Ad ogni modo, lanciato in orbita il 17 Marzo del 2009 dal Cosmodromo di Plesetsk, GOCE aveva lo scopo di misurare con precisione la forza di gravità della Terra e le circolazioni oceaniche, arrivando così a definire l'esatta forma del geoide terrestre, soprattutto grazie all'Electrostatic Gravity Gradiometer, (noto anche con la sigla EGG). Ma tuttavia per attuare queste raffinatissime misure doveva "volare" ad un'altezza di circa 200 chilometri, dove ancora esistono molecole rarefatte dell'atmosfera. Per questo motivo, considerato che la sua forma, (lunga 5,3 metri), doveva tenerne conto, gli scienziati hanno pensato di dargli una forma aerodinamica con tanto di ali che lo facevano assomigliare ad un velivolo dall'elegante linea: motivo per cui venne ribattezzato "Ferrari dello spazio". Oltretutto per mantenersi a quella quota e contrastare le forze aerodinamiche doveva mantenere in azione un propulsore elettrico che annullava le azioni negative dell'atmosfera. In sostanza si trattava di un propulsore d'avanguardia che funzionava con 41 chilogrammi di propellente. Tuttavia attualmente gli ne rimangono solo 2 chilogrammi e una volta esaurito, secondo le previsioni dell'ESA, passeranno tre settimane prima che precipiti inesorabilmente. Quindi ciò dovrebbe accadere tra non molto, ma secondo lo Space Debris Office non bisogna peroccuparsi più di tanto poiché ogni anno cadono sulla Terra senza che ce ne accorgiamo, (o meglio lo sanno solo i controllori), qualcosa come 40 tonnellate di detriti di satelliti, e finora non ci sono stati incidenti, (come nel caso di UARS e ROSAT, caduti sul nostro pianeta tra Settembre ed Ottobre del 2011, senza causare danni). Comunque sia pare proprio che GOCE, (costato 350 milioni di euro), dopo aver svolto con successo la propria missione e permesso un balzo significativo agli scienziati di tutto il mondo intenti nello studio della Terra, adesso stia in procinto di concludere la sua storia, durata 4 anni; speriamo ciò avvenga senza danni.


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