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martedì 17 settembre 2013

Netflix ammette che per il suo catalogo di serie Tv si "affida" ai siti pirata.


Di recente Kelly Merryman, dirigente di Netflix, (famosa società USA che dal 1997 offre sul Web un servizio di noleggio DVD e videogames, e che dal 2008 offre anche un servizio di streaming on demand tramite un abbonamento di circa 13 dollari al mese, ma che per il momento non è disponibile in Italia), in occasione della presentazione in Olanda della versione locale dei propri servizi, ha dichiarato che per valutate quali serie televisive acquistare e mettere a disposizione dei suoi utenti la società si "affida" un po' paradossalmente ai cosiddetti siti pirata. Infatti pare che Netflix, che per ovvi motivi è da sempre attiva nella lotta contro la pirateria, pur di guadagnarci su si affiderebbe, oltre che ai dati ufficiali sull'audience, anche ai chi invece da sempre combatte per la libera fruizione dei contenuti online. Un esempio di ciò sarebbe la famosa serie Tv Prison Break, (un successo mondiale tra intrighi e fantapolitica ambientata tra i carcerati di diverse prigioni), che, come ha spiegato la stessa Kelly Merryman ad un sito olandese: "è estremamente popolare sui siti di pirateria"; ed è stato per questo motivo che la serie in questione sarebbe stata acquistata e resa disponibile nel vasto catalogo Netflix. Ad ogni modo generalmente il rapporto tra download illegale e produttori di contenuti è perlopiù all'insegna del conflitto, ma evidentemente esiste qualche eccezione. Infatti al riguardo Reed Hastings, amministratore delegato di Netflix, già in passato aveva dichiarato che il suo sito di video streaming avrebbe scoraggiato l'utilizzo di software P2P, come ad esempio BitTorrent, semplicemente perché sarebbe stato più facile da usare. In tal proposito Kelly Merryman ha precisato: "In Canada BitTorrent è calato del 50% da quando Netflix è stato lanciato tre anni fa". Ma questo non significa che non ci saranno più coloro che giustamente preferiranno scaricare gratis. Anzi, ad essere onesti ci sono persino casi in cui la rete "illegale" costituisce un circuito alternativo, capace di salvare una serie non premiata dagli ascolti televisivi tradizionali. Infatti al riguardo Vince Gilligan, creatore della serie statunitense Breaking Bad, ha dichiarato: "La pirateria ha aiutato il nostro spettacolo a sopravvivere, consentendoci di trovare un pubblico abbastanza esteso, malgrado l'audience molto bassa dei primi episodi". Per di più in altri casi il successo di una serie Tv sulle reti P2P può addirittura sostituire la promozione di un prodotto su canali ufficiali. O almeno questo è quanto ha affermato Jeff Bewkes, amministratore delegato della Time Warner, il quale si è detto certo che la pirateria può aver lavorato anche in favore de "Il Trono di Spade", (titolo originale: Game of Thrones), della HBO. Insomma si tratta di una versione tecnologica del vecchio passa parola, né più né meno. In tal proposito Jeff Bewkes durante un'intervista ha spiegato: "Game of Thrones è lo spettacolo più piratato del mondo. E questo è meglio di un Emmy". E dunque è proprio la funzione di marketing e ricerca di mercato che i file pirati ed i loro utenti offrono, a far dire anche agli stessi manager della suddetta società di noleggio e streaming che in fondo l'esistenza dei pirati non è così terribile per il loro lavoro. Infatti alcuni giorni fa anche lo stesso Reed Hastings dichiarava: "Di certo il download pirata va avanti in tutto il mondo, ma una parte di questo serve anche a creare la domanda". Ed in effetti, gli utenti a cui la piattaforma streaming ambisce sono proprio quelli che arrivano dai siti pirata. In ogni caso è anche vero che la fruizione per vie considerate illegali riduce i ricavi, e quindi anche la possibilità di futuri investimenti in nuove produzioni. Infatti da questo punto di vista Netflix, per esempio, ha iniziato ad investire sui contenuti autoprodotti e di recente ha vinto due Emmy Awards per il suo thriller politico House of Cards: si è trattato del primo caso in cui l'Academy of Television Arts and Sciences ha assegnato l'ambito premio ad una web serie. E comunque sia Netflix ha già fatto sapere di aver adottato le adeguate misure per evitare che il serial in questione venga piratato. Insomma, nonostante le ammissioni secondo cui i siti pirata si sono rivelati utili in più occasioni, pare non ci sia modo di superare il rapporto contraddittorio tra download illegale e produzione ufficiale.


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