|  

giovedì 31 ottobre 2013

Anonymous Italia attacca ENI e Saipem, entrando in possesso e rendendo pubblici alcuni documenti.


Dopo essersi impegnata per sostenere la lotta contro il "potere" negli scorsi giorni, (prima attaccando i siti del MIT, del MISE, della Corte dei Conti e della Cassa Depositi e Prestiti, e dopo il MUIR, per sostenere gli studenti), e per sostenere il movimento No Tav, (attaccando il MIT, la Regione Piemonte ed il MISE), la divisione italiana dell'ormai popolare legione Anonymous, dopo averlo annunciato, è tornata all'attacco questa volta prendendo di mira l'ENI ed in particolare la Saipem, contro i "disastri ambientali e umani". Inoltre con questo attacco Anonymous Italia è entrata in possesso di diversi file relativi alle due società e che ha in parte resi pubblici. Naturalmente gli hacker, come di consueto, hanno rivendicato l'azione sul loro blog ufficiale tramite un comunicato in cui hanno spiegato anche le loro motivazioni. In questo comunicato gli hacker hanno fatto sapere: «Molti non conoscono il vero volto di ENI, società assetata di denaro, insanguinata, che porta con sé uno strascico di disastri ambientali e umani. I suoi tentacoli disgustosi sono ovunque. È colpevole di numerosi crimini in svariate nazioni: in Italia, ad esempio, si può annoverare l'inquinamento delle falde acquifere di Gela devastate dalla raffineria. Le madri hanno diossina nel latte, nel sangue degli abitanti sono presenti piombo, mercurio, arsenico; i tassi di tumore, malformazioni neonatali e concentrazioni di inquinanti nell'aria sono altissimi. Molfetta venne colpita da una tragedia che causò la morte di 5 persone a causa di esalazioni di idrogeno solforato. La responsabilità coinvolgeva varie società, fra le quali ENITaranto, città già succube dell'inquinamento industriale, è avvelenata anche dalle sostanze provenienti dalla raffineria ENI, che nel periodo estivo hanno invaso il mare durante uno sversamento provocato probabilmente da black-out. Gli scarti tossici della pirite ammorbano la Toscana da anni. Nel 2001, il fiume Merse diventa rosso fuoco, la temperatura sale fino a raggiungere i 38 gradi. La miniera di Campiano vomitava una melma color ruggine, velenosa e bollente. Grazie ad una tesi di laurea viene denunciata presenza di arsenico e mercurio nei pesci. Presenza confermata da analisi che documentano quantità sopra i limiti. Nei primi anni 2000 l'ENI ha riversato circa 5.300 tonnellate di arsenico nelle falde idriche. A Porto Torres, l'ENI è colpevole di disastro ambientale per il feroce inquinamento dovuto allo sversamento  di sostanze nefaste in mare: secondo le analisi, la quantità di benzene rilevata era esorbitante rispetto al valore limite. A Ravenna è famoso il caso del cosiddetto "sversamento stirene" ENI-Versalis, (24 ore consecutive), che ha trasportato i vapori tossici verso la popolazione. Questi sono solo alcuni dei disastri che si possono annoverare nel lungo percorso di veleni e morte che caratterizza questa società profittatrice e senza scrupoli». Ed hanno poi proseguito scrivendo: «ENI e la sua controllata Saipem sono anche protagoniste di lucrose e devastanti azioni di sfruttamento dei paesi più poveri e martoriati della terra; in primis in Congo, uno stato nato come vittima sacrificale degli usurpatori occidentali. Fin da principio l'area del Congo fu occupata come possedimento personale dall'esercito del re del Belgio, Leopoldo II, nel 1872, destinato allo sfruttamento della mano d'opera locale sottoforma schiavile nell'estrazione del caucciù. Furono decenni di selvaggie torture perpetrate dagli immondi sfruttatori bianchi ai danni della popolazione locale. Successivamente il Congo, terra ricchissima di materie prime, si è traformato in area di razzia per le grosse multinazionali estrattive occidentali e negli ultimi 20 anni un susseguirsi di guerre per il controllo del coltan ha ulteriormente devastato il Paese Africano. Si possono stimare i morti un 1-2 milioni, mentre i congolesi scavano nel fango minerali preziosi per l'industria informatica. Come evidenzia un rapporto ONU, i miliziani che si spartiscono le riserve minerarie sono mercenari al soldo delle grandi multinazionali estrattive straniere. Ebbene è in questo contesto che dal 2008 ENI ha investito 3 miliardi di dollari per l'estrazione di sabbie bituminose per la produzione di petrolio. Ciò significa che 1.790 KM quadrati di terreno congolese saranno letteralmente scorticati distruggendo ogni forma di vita animale e vegetale e compromettendone la ricomparsa per un tempo lunghissimo; inoltre produrre petrolio dalle sabbie bituminose provoca un enorme contaminazione dell'aria e necessita di grandi quantità d'acqua nel processo di raffinazione, questa una volta contaminata finirà inevitabilmente nell'ambiente, contaminandolo irremidiabilmente. L'ENI tuttavia, si serve anche del Congo per estrarre petrolio in piattaforme offshore sperimentando "innovative" tecniche d'estrazione col mirabolante risultato dell'affondamento della piattaforma Perro Negro 6 di proprietà Saipem, (controllata dalla ENI), e relativo disastro ambientale. I fatti risalgono al 2012». Ed ancora: «Segnaliamo inoltre che l'ENI ha iniziato da poco le trivellazioni nel canale di Sicilia e gli sversamenti di petrolio in mare non si sono fatti attendere; ed è sempre l'ENI a svolgere i lavori di montaggio delle molteplici piattaforme offshore, (gas liquefatto), che inquinano i mari con cloro e schiume tossiche abbassandone anche le temperature. Non ci sbaglieremo di molto, quindi se additeremo l'ENI come cricca usurpatrice e devastatrice dell'ambiente specializzata nell'avvelenamento dei più deboli, ed indifesi; infatti, come sopra riportato, è in Congo, paese poverissimo e martoriato da un'interminabile guerra, che l'ENI fa affari d'oro ed inquina indisturbatamente a colpi di disastri ambientali, così come la stessa ENI da' il suo contributo alla moria dei meravigliosi ed indifesi cetacei sulle coste tirreniche, costruendo le piattaforme gasiere offshore». Ed hanno, infine, rivolgendosi direttemente alle aziende interessate, scrivendo: «Vili predoni del genere umano e dell'ambiente, Saipem, ENI siamo stanchi di assistere inermi allo scempio della natura; costringete milioni di persone a contribuire alle vostre razzie, pagando per la fornitura della vostra "energia" lercia del dolore di uomini, piante ed animali, capri espiatori sacrificati sull'altare della vostra smania di denaro e potere. Anonymous si batterà sempre contro lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo del quale ENI ed altre industrie sono responsabili, perciò pubblichiamo i vostri documenti con l'intento di dare un contributo alla lotta dei molti che rifiutano la vostra  brutale oppressione!». Per di più dopo il suddetto comunicato, sul blog ufficiale di Anonymous Italia sono stati pubblicati, appunto, anche alcuni link relativi ad una prima parte dei documenti entrati in loro possesso a seguito dell'attacco. Dunque, come si può intuire, nei prossimi giorni potrebbero essere resi pubblici anche i restanti file.


mercoledì 30 ottobre 2013

Google annuncia la seconda versione dei suoi Google Glass.


A quanto pare il progetto Google Glass, (reso ufficiale ad Aprile dello scorso anno), sta continuando a compiere enormi passi in avanti tanto che in questi giorni Google ha già annunciato l'arrivo di una seconda versione degli ormai noti occhiali per la realtà aumentata, che sarà ancora una volta dedicata inizialmente agli sviluppatori. Infatti tra non molto i cosiddetti "Explorer" avranno diritto di scambiare gratuitamente i "vecchi" Google Glass in loro possesso con questa nuova versione, che sarà questa volta compatibile anche con gli occhiali da vista e quelli da sole, e che comprenderà anche degli auricolari mono. Il che fa intuire che Google abbia deciso di sostituire l'altoparlante a conduzione ossea integrato nel primo modello dei suoi occhiali, probabilmente a causa di performance non ritenute all'altezza del progetto. Tuttavia l'unico requisito imposto da Google per ricevere la "versione 2.0" dei Google Glass è quello di aver acquistato la "vecchia" versione prima del 28 Ottobre 2013. Inoltre il programma di sostituzione partirà negli USA nel mese di Novembre, (ovvero tra un paio di giorni) e, tra l'altro, i developer avranno anche la possibilità di far aderire un massimo di tre amici, (a testa), al programma Glass Explorer. Il che fa capire che il progetto, che attualmente sembra procedere secondo i piani del colosso di Mountain View, subìrà un'ulteriore spinta. Per di più Google ha deciso di accompagnare il suddetto annuncio, con un curioso nuovo video dedicato al dispositivo; in pratica si intitola "50 Stati [attraverso i Google Glass]" e mostra brevi spezzoni dei filmati che gli Explorer hanno catturato da tutto il mondo proprio tramite gli occhiali. Ma, come se non bastasse, il giorno dopo aver annunciato i nuovi Google Glass, il colosso californiano ha svelato le prime immagini e maggiori dettagli. In sostanza il nuovo modello avrà un aspetto leggermente più "futuristico" rispetto al primo prototipo; infatti, oltre ad introdurre, come già spiegato, la compatibilità con gli occhiali da vista e da sole, la seconda versione dei Google Glass avrà sì un altoparlante mono, ma tuttavia l'audio a conduzione ossea del modello originale rimarrà ancora incluso; anche se tratta di una tecnologia ancora da sviluppare e pertanto potrebbe non risultare poco pratica in diverse situazioni. Per questo motivo il suddetto altoparlante mono andrà a rappresentare un'aggiunta importante soprattutto quando si userà il dispositivo in ambienti rumorosi. Comunque, al di là di una usabilità migliorata ed una porta audio inserita vicino a quella per ricaricare il device, Google non ha ancora reso noto quali altri cambiamenti ha deciso di introdurre nel nuovo hardware; anche se il programma Glass Explorer sembra aver dato i primi effetti. Infatti i developer statunitensi hanno avuto per diverso tempo la possibilità di testare il primo prodotto, inviando a Google specifici feedback che l'azienda sta prendendo in considerazione per migliorare il dispositivo prima del lancio pubblico nei negozi, cosa che avverrà entro il 2014 ad un prezzo non ancora reso noto. Tuttavia non si sa ancora nulla per quanto riguarda il fronte europeo, dove i Google Glass potrebbero arrivare tra molto tempo a causa di diverse preoccupazioni per la privacy degli utenti.

Di seguito alcune immagini della nuova versione:
...ed il video "50 Stati [attraverso i Google Glass]":



martedì 29 ottobre 2013

Motorola annuncia "Project Ara", progetto con cui saranno prodotti i primi smartphone "fai da te".


In questi giorni Motorola ha annunciato di essere al lavoro su Project Ara, vale a dire una nuova iniziativa che si pone lo scopo di creare degli smartphone modulari, componibili e aggiornabili nel tempo. In pratica si tratta di una piattaforma hardware aperta e realizzabile con componenti modulari: un progetto ambizioso che vorrebbe ripercorrere la scia di PhoneBlocks, ovvero quello smartphone assemblabile che qualche settimana fa aveva catturato l'attenzione del pubblico della e stampa. Ad ogni modo con Project Ara l'utente potrà decidere come creare il proprio smartphone, scegliendo tra diversi moduli separati e anche aggiornabili in un secondo momento. Ciò significa che la Motorola Mobility, (ovvero la divisione dell'azienda statunitense acquistata da Google), darà la possibilità di costruirsi uno smartphone "su misura". Infatti ogni dispositivo sarà dotato di uno "scheletro" che terrà insieme tutte le diverse componenti, perciò il possessore di tale dispositivo potrà scegliere lo schermo, la fotocamera e tutte le altre componenti hardware, e potrà anche sostituirle con altri tipi ogni volta che vorrà: il tutto semplicemente sostituendo dei blocchi che non hanno alcun vincolo di produttore. In sostanza l'obiettivo della Motorola sarebbe quello di "creare smartphone unici e del tutto personalizzabili che facciano per l'hardware ciò che la piattaforma Android ha fatto per il software", i quali andranno a soddisfare appieno le esigenze dei singoli utenti. E dunque se già con il Moto X, (vale a dire il primo smartphone prodotto da Motorola Mobility; presentato lo scorso 1 Agosto), l'azienda aveva iniziato ad offrire la possibilità di sceglierne l'estetica ed i materiali, adesso si parla di un ulteriore passo in avanti sul fronte della personalizzazione: per esempio, chi vorrà un prodotto più potente potrà scegliere le migliori CPU, GPU e RAM, e se allo stesso tempo vorrà puntare anche su una fotocamera di alta qualità, potrà cambiarne il modulo quando vuole; insomma le possibilità sono teoricamente infinite. Infatti al riguardo Motorola ha sottolineato che: "I moduli possono essere qualsiasi cosa"; il che significa che ad esempio si potrà scegliere una nuova batteria o tastiera, o perfino di aggiungere dei componenti piuttosto insoliti per uno smartphone, come, ad esempio, un pulsiossimetro. Per di più la Motorola Mobility sarebbe intenzionata a lavorare a stretto contatto con gli sviluppatori per iniziare a creare i moduli, e stima che la versione alpha del kit di sviluppo sarà pronta già a partire da questo inverno; considerando che è già da un anno che la compagnia si è messa a lavoro sul Project Ara. In tal proposito Paul Eremenko, facente parte del team che si sta occupando di tale progetto, ha spiegato: "Vogliamo sviluppare un vibrante ecosistema di sviluppo, abbattere le barriere d'ingresso, aumentare il ritmo dell'innovazione ed accorciare in modo rilevante i tempi di sviluppo. Il nostro obiettivo è quello di creare un rapporto più ponderato, espressivo ed aperto tra gli utenti, gli sviluppatori ed i loro dispositivi. Vogliamo darvi il potere di decidere che cosa fa il vostro dispositivo, come appare, di che cosa è fatto, quanto costa e quanto tempo lo terrete". Comunque sia, infine, chiunque fosse interessato e volesse far parte della squadra che per prima avrà la possibilità di creare uno smartphone modulare tutto suo potrà già iscriversi al programma Ara Scout, già avviato sul sito ufficiale di Motorola.


lunedì 28 ottobre 2013

Scoperta una possibile causa del cosiddetto "diabete giovanile".


Di recente grazie al lavoro di ricercatori italiani è stata individuata una possibile causa del diabete mellito di tipo 1, (detto anche "diabete giovanile"), e di conseguenza anche una potenziale soluzione preventiva da mettere in atto nei primi giorni di vita di quei bambini che risultano a rischio di sviluppare la patologia. In pratica si tratterebbe della carenza di una famiglia di molecole, ovvero le carnitine, le quali contribuiscono ad eliminare le cellule immunitarie "autoreattive" responsabili della malattia nei piccoli. In sostanza la ricerca è stata condotta presso l'Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze, in collaborazione con colleghi dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, ed è stata pubblicata sulla rivista Nutrition and Diabetes. Al riguardo Gian Franco Bottazzoricercatore che ha coordinato la ricerca, ha spiegato: "Abbiamo scoperto che i nuovi nati con basse concentrazioni di carnitine nel sangue, sono quelli che sviluppano in seguito la malattia". Quindi adesso l'idea sarebbe quella di avviare una sperimentazione clinica in cui sarà somministrato per i primi giorni di vita di quei neonati a rischio di sviluppare il diabete mellito di tipo 1 un biberon con integratori di carnitine per supplire all'eventuale carenza in modo da verificare se questo intervento precocissimo consentirà di prevenire la malattia. In tal proposito Gian Franco Bottazzo ha proseguito dichiarando: "Bassi livelli di carnitina alla nascita potrebbero predisporre al diabete mellito di tipo 1, in quanto le carnitine servono ad eliminare le cellule immunitarie autoreattive normalmente presenti nel timo, (ghiandola che con la crescita va incontro ad una progressiva involuzione), dei neonati. Se la loro morte non avviene prestissimo, queste cellule entrano nel circolo sanguigno, si annidano nei linfonodi e, se attivate, causano il diabete". Ed ha, infine, concluso spiegando: "Quello che abbiamo scoperto è il primo marcatore del diabete mellito di tipo 1 trovato alla nascita. Tuttavia solo con una sperimentazione clinica si potrà dire se la carenza di carnitine è realmente complice del diabete".


domenica 27 ottobre 2013

In arrivo la biancheria intima che filtra gli "odori".


Se in una nota scena comica, (che, se volete, potete rivedere qui), tratta dal film "Fantozzi contro tutti", il geometra Calboni, (sofferente di quella che il ragionier Ugo definisce "Ventilatio Intestinalis Putrens"), avesse posseduto questo nuovo tipo di biancheria intima non avrebbe ammorbato l'aria dello scompartimento rendendola irrespirabile e la colpa non sarebbe andata al povero Fantozzi, che di conseguenza non sarebbe stato sbattuto fuori. Ma, scene comiche a parte, la flatulenza è un problema reale che affligge molte persone e che può creare serio imbarazzo, soprattutto se quest'ultime si trovano in compagnia di altre persone. Certo, non tutti soffrono di questo problema, ma in tutti produciamo dei gas che bene o male devono essere espulsi. Tuttavia, come già anticipato, adesso in soccorso di tutti coloro che soffrono di flatulenza, (ma anche di chi non ne soffre e non vuole che si sentano "strani odori" in sua presenza), ecco arrivare la biancheria intima che filtra gli odori. In pratica ad averla creata sono stati i britannici dell'azienda Shreddies Ltd, di Loughborough, che hanno messo in catalogo una linea di biancheria intima dotata di un pannello posteriore in carbonio che intrappola e neutralizza gli odori sgradevoli, grazie al suo grande potere di assorbenza. Inoltre il panno assorbente è composto da un particolare materiale, chiamato Zorflex, che poi è lo stesso materiale in carbone attivo impiegato nella produzione delle tute e maschere antigas da guerra chimica. In sostanza si tratta di un materiale sottile e flessibile, quasi invisibile, e si riattiva semplicemente lavando gli slip o i boxer. Ad ogni modo, secondo quanto riportato nel comunicato dell'azienda, così come dimostrato da numerosi test nel 2008, attualemente la biancheria intima è in grado di filtrare gli odori 200 volte la forza della emissione media a seguito di flatulenza. Per di più precedenti ricerche pubblicate su The American Journal of Gastroenterology, hanno mostrato che la biancheria intima con carbone attivo è il metodo più efficace per rimuovere gli odori da flatulenza. Come se non bastasse, la biancheria intima della Shreddies Ltd ha anche ricevuto diversi premi perché ritenuta utile per chi soffre di problemi legati all'intestino e disturbi digestivi, come la sindrome del colon irritabile, la colite, la flatulenza, le intolleranze alimentari, la malattia di Crohn e l'incontinenza. Comunque sia l'attuale catalogo dell'azienda offre slip e boxer, (per la flatulenza e per l'incontinenza), sia per uomo che per donna, nei diversi stili e formati per poter accontentare tutti i gusti e le esigenze, anche di comodità, ed acquistabili comodamente online.

Di seguito un'immagine che ne illustra il funzionamento:
...ed un video di "dimostrazione":



sabato 26 ottobre 2013

Anonymous Italia attacca il MIT, la Regione Piemonte ed il MISE per sostenere i No TAV.


Dopo aver attaccato ed oscurato i siti del MIT, del MISE, della Corte dei Conti e della Cassa Depositi e Prestiti, come sostegno ai manifestanti contro il "potere" che negli scorsi giorni hanno attraversato le strade della Capitale, e dopo aver attaccato ed oscurato il sito del MUIRcome sostegno agli studenti calabresi ed a tutti quegli studenti che sempre gli scorsi giorni hanno occupato Porta Pia, la divisione italiana dell'ormai famosa legione Anonymous nella giornata di ieri ha preso di mira altri tre siti governativi. In pratica a subìre il consueto "Tango Down", (che, come spiegato più e più volte, in gergo militare significa che un nemico è stato messo fuori combattimento), sono stati: il sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, (noto anche con la sigla MIT; oscurato per la seconda volta nel giro di pochi giorni, e che ancor'oggi ha dei problemi di accessibilità), il sito della Regione Piemonte, (tornato normalmente online), ed il sito del Ministero dello Sviluppo Economico, (noto anche con la sigla MISE; anch'esso oscurato per la seconda volta in pochi giorni, ma tuttavia tornato a funzionare normalmente). Ad ogni modo questa volta gli attacchi sono stati effettuati come sostegno del movimento No TAV; infatti, come al solito, gli hacker di Anonymous Italia hanno reso pubblico sul loro blog ufficiale un breve comunicato, in cui hanno rivendicato l'azione e spiegato le loro motivazioni. In questo comunicato si può leggere: «Attivisti NOTAV, siamo con voi. Respiriamo l'aria densa di repressione che vi perseguita da anni, inquinata da pennivendoli, servi in divisa, magistrati corrotti, politicanti dalle avide fauci. Onore alla vostra determinazione, al vostro coraggio, all'amore per le vostre terre, ai vostri animi combattivi. Continuino pure i miserabili tentativi di seppellire e denigrare la vostra lotta: come i fiori più belli e resistenti, vi si potrà ammirare anche se infangati». E successivamente gli hacker hanno concluso scrivendo: «Il lungo, vile percorso di intimidazione ed autoritarismo iniziato anni ed anni fa non potrà mai fermarvi. Non ha fermato nemmeno Sole e Baleno, sui quali pesano di più le infamie intessute da Laudi, Tatangelo e gli altri boia piuttosto che la Terra custode dei loro corpi di guerrieri e sognatori inarrestabili. Questi cyber-sabotaggi sono anche un tributo alla loro lotta ed al loro coraggio. Criminale è chi devasta i territori, non chi resiste! Se i NOTAV sono terroristi, allora lo siamo anche noi». Per di più sempre in questi giorni e sempre a sostegno del movimento No TAV a quanto pare è stato sferrato un altro attacco, che ha avuto come obiettivo i server del CSI-Piemonte, (acronimo di Consorzio per il Sistema Informativo), che attualmente sono tornati a funzionare e tutte le connessioni sono state ripristinate. Al riguardo l'assessore regionale Agostino Ghiglia ha dichiarato: "Voglio esprimere la mia gratitudine ed il mio plauso alla Task Force del CSI-Piemonte e alla Polizia Postale di Torino, per la professionalità dimostrata nel fronteggiare un attacco hacker senza precedenti; competenza che ha consentito di vanificare i tentativi dei cyber delinquenti. L'attacco al CSI da parte del gruppo "Anonymous", al di là delle farneticazioni a favore dei "nuovi terroristi" NO TAV, rappresenta a mio avviso un vero e proprio tentativo di furto di dati sensibili. Questi delinquenti della rete, infatti, non puntano tanto al caos ed all'attacco alle Istituzioni in quanto tale, bensì ad appropriarsi di dati sensibili da utilizzare e, magari, rivendere. Penso, per esempio, ai dati sulla sanità pubblica. Al posto delle mascherine bianche con baffetto maligno, in sostanza, vedrei bene indosso a questi web duster, il berrettino e la mascherina della Banda Bassotti, anche perché tali attacchi non provengono da isolati ed alienati internauti "smanettoni", ma da macchine complesse e da strutture che vanno dalla Cina all'Australia quindi... qualcuno paga e se paga ha interessi". Tuttavia al momento non è ben chiaro se quest'attacco sia realmente opera degli hacker della legione Anonymous, anche perché quest'ultimi non si sono espressi in alcun modo e non hanno rivendicato l'azione in nessuno dei propri canali. Perciò attualmente la questione resta ancora aperta.


venerdì 25 ottobre 2013

Dal 26 Marzo arriva sul grande schermo "Captain America: The Winter Soldier".


In questi giorni è stato diffuso il primo trailer ufficiale, (anche in italiano), del film "Captain America: The Winter Soldier", ovvero la seconda pellicola della Marvel basata sull'omonimo supereroe, nonché sequel di "Captain America - Il primo Vendicatore", (il primo film, uscito nel 2011). In pratica il film in questione, le cui riprese sono iniziate lo scorso Aprile nelle città di Washington, Los Angeles, Cleveland e nei Raleigh Manhattan Beach Studios di Manhattan Beach, cronologicamente si colloca dopo gli avvenimenti già visti in "The Avengers". Infatti dopo i catastrofici eventi di New York accaduti in quest'ultimo film, Steve Rogers, (alias Captain America), inizia a vivere tranquillamente la sua vita a Washington D.C., nel tentativo di adattarsi al mondo moderno. Tuttavia quando un collega dello S.H.I.E.L.D., (acronimo di Strategic Hazard Intervention, Espionage and Logistics Directorate; ovvero un'organizzazione spionistica e militare internazionale), viene attaccato, il supereroe viene coinvolto in una rete di intrighi che minacciano di mettere a rischio le sorti dell'intero mondo. Dunque si vede costretto ad unire le forze con Natasha Romanoff, (aka Vedova Nera), per smascherare una cospirazione in continua espansione, respingendo killer professionisti inviati continuamente per chiudergli una volta per tutte la bocca. Tuttavia quando scopriranno il reale obiettivo del perfido complotto, Captain America e Vedova Nera decideranno di reclutare un nuovo alleato: Samuel Thomas Wilson, (alias Falcon). Tuttavia ben presto si troveranno ad affrontare un formidabile ed inaspettato nemico: Bucky Barnes, (aka il Soldato d'Inverno). Ad ogni modo il cast di "Captain America: The Winter Soldier", vede come protagonista ancora una volta Cris Evans, (appunto nel ruolo di Steve Rogers/Captain America). Gli altri attori sono: Scarlett Johansson, (nel ruolo di Natasha Romanoff/Vedova Nera); Sebastian Stan, (nel ruolo di James "Bucky" Barnes/Winter Soldier: il migliore amico di Steve Rogers, ora trasformato in un malvagio assassino tramite un lavaggio del cervello)Anthony Mackie, (nel ruolo Sam Wilson/Falcon: agente con l'abilità di volare e di parlare telepaticamente agli uccelli); Cobie Smulders, (nel ruolo di Maria Hill: agente che lavora a stretto contatto con Nick Fury); Frank Grillo, (nel ruolo di Brock Rumlow/Crossbones: agente operativo dello S.H.I.E.L.D.); Emily VanCamp, (nel ruolo di Sharon Carter/Agent 13, agente S.H.I.E.L.D., nonché vicina di casa di Captain America); Hayley Atwell, (nel ruolo di Peggy Carter: ufficiale dell'esercito americano, innamorata di Steve Rogers); Georges St-Pierre, (nel ruolo di Georges Batroc); Robert Redford, (nel ruolo di Alexander Pierce: vecchio membro capo dello S.H.I.E.L.D.); Samuel L. Jackson, (nel ruolo di Nick Fury: direttore dello S.H.I.E.L.D.); Dominic Cooper, (nel ruolo di Howard Stark: padre di Tony Stark/Iron Man); Toby Jones, (nel ruolo di Arnim Zola); Garry Shandling, (nel ruolo di Senator Stern); e naturalmente non poteva mancare Stan Lee come comparsa. Comunque sia la pellicola verrà distribuita nelle sale cinematografiche statunitensi a partire dal prossimo 4 Aprile; mentre in quelle italiane a partire dal prossimo 26 Marzo.


Di seguito le due locandine:
Captain America: The Winter Soldier: nuova locandina internazionale
Captain America - Il soldato d'Inverno: il teaser poster italiano
...ed il trailer ufficiale in italiano:



giovedì 24 ottobre 2013

YouTube starebbe pensando ad un servizio di musica on demand simile a Spotify.


A quanto pare YouTube, il più famoso sito di video sharing al mondo, sta preparando un servizio musicale on demand tutto suo. Infatti, stando alle prime indiscrezioni pubblicate sulla rivista Billboard, la piattaforma di condivisione video entro fine di quest'anno lancerà una propria versione, con tanto di videoclip, del servizio offerto attualmente da Spotify, Rdio, Deezer ed anche Google Play Music che da qualche mese offre il servizio "All Access", (detta anche "Unlimited"; grazie all'accordo con le major della discografia per offrire legittimamente i brani musicali). In pratica, sempre secondo le suddette indiscrezioni, saranno previsti due diversi i modelli di sottoscrizione: il primo sarà gratuito con streaming addizionato di pubblicità; mentre il secondo sarà premium, (quindi a pagamento), senza pubblicità e con la possibilità di scaricare i brani per l'ascolto offline. Tuttavia non è la prima volta che si parla di un qualcosa del genere: lo stesso argomento era stato trattato anche nel mese di Marzo scorso, con le segnalazioni dei primi tentati accordi tra la piattaforma di streaming video e le maggiori case discografiche. Inoltre verrebbe da chiedersi cosa cambierà in YouTube, dato che già molti utenti lo utilizzano come una sorta di "jukebox di video musicali". Un'ipotesi plausibile potrebbe essere che la strategia sia quella di guadagnare utenti che si collegano alla piattaforma dai dispositivi mobile. Perciò è presumibile che il servizio in questione sarà reso disponibile fin da subito dall'applicazione ufficiale di YouTube; anche se a dire il vero non sarà poi così semplice conquistare un po' di spazio nel già affollatissimo schermo degli smartphone e dei tablet degli utenti. Comunque sia al riguardo però Google non ha commentato le voci, limitandosi soltanto a spiegare: "Siamo sempre al lavoro per trovare modi nuovi e migliori che consentano alle persone di godere dei contenuti YouTube su tutti gli schermi, fornendo al tempo stesso ai nostri partner l'opportunità di raggiungere i loro fan. Ciò nonostante, al momento non abbiamo nulla da annunciare". Mentre, secondo Enzo Mazza, presidente della Federazione Industria Musicale Italiana, (nota anche con la sigla FIMI): "Questo nuovo servizio potrebbe anche cambiare qualcosa nell'atteggiamento di YouTube e di Google verso i contenuti che non rispettano le leggi sul diritto d'autore ospitati sul loro server"; anche se ha confessato: "Mi auguro anche che a questo punto Google dia un giro di vite definitivo alla pirateria, perché le attuali misure adottate sono completamente inutili ed esclusivamente di facciata. La prima fonte mondiale di link a brani illegali resta il motore di ricerca ed è un po' imbarazzante per l'impresa che dall'altra parte lancia un servizio innovativo come questo di YouTube". Ad ogni modo in merito alle tempistiche necessarie per il lancio, le prime indiscrezioni fanno sapere che ciò avverrà a fine 2013, dunque nei prossimi mesi se ne potrebbe sapere di più.


mercoledì 23 ottobre 2013

In arrivo per i diabetici l'insulina "intelligente" che entra in circolo solo quando necessario.


Si sa, l'insulina è ancora oggi fondamentale nella terapia del diabete; ed anche se da quando è stata scoperta ed impiegata per questa terapia, (negli anni '20), ha subìto modifiche radicali, secondo il professor Stefano Del Prato, presidente della Società Italiana di Diabetologia, (nota anche con la sigla SID): "Ha ancora il grosso limite di dover essere somministrata attraverso iniezioni sottocutanee ed in maniera un poco "cieca", nel senso che non si sa quanta glicemia ci sia in giro. Quello che invece il nostro organismo in condizioni normali riesce a fare con un incredibile grado di precisione è di produrre insulina in quantità sufficiente per controllare la glicemia, senza farla scendere troppo e senza farla salire eccessivamente". O almeno così era finora; infatti per cercare di imitare il più possibile la perfezione del funzionamento del nostro organismo, attualmente si stanno studiando varie soluzioni: dal trapianto delle cosiddette isole di Langerhans, alla realizzazione di un pancreas artificiale. Ma tuttavia a quanto pare all'orizzonte si profila anche una terza via. Al riguardo il professor Stefano Del Prato ha spiegato: "Si tratta di una prospettiva molto affascinante, anche se ancora del tutto sperimentale: quella della cosiddetta "insulina intelligente". In pratica si tratta di un'insulina "inglobata", racchiusa in particolari polimeri che hanno la capacità di "sentire" la glicemia. Quando la glicemia si alza, i polimeri si aprono e rilasciano l'insulina, mentre al contrario quando la glicemia scende troppo, i polimeri lo "avvertono" e si richiudono, impendendo così che l'ormone in questione entri in circolo. Attualmente di questa "insulina intelligente", sono allo studio anche delle versioni da assumenre per via orale". Ad ogni modo per il momento la ricerca sulle "insuline intelligenti" è arrivata alle sperimentazioni animali ed hanno dato risultati molto promettenti; infatti in tal proposito sempre il professor Stefano Del Prato ha concluso dichiarando: "La durata d'azione di queste insuline sperimentali va dalle 12 ore fino ai 300 giorni. Al momento le ricerche sono condotte da gruppi scientifici indipendenti, come il Massachusetts Institute of Technology ed alcuni gruppi di ricerca cinesi; a questi studi sono interessate anche alcune industrie ma lo stato di queste ricerche è avvolto dal più impenetrabile segreto. Le insuline intelligenti di ultima generazione sfruttano le nanotecnologie e la glucosio ossidasi, ovvero l'enzima utilizzato anche sulle strisce reattive per la lettura della glicemia da sangue capillare, (per essere più precisi quello che si ottiene con la classica puntura del dito). L'enzima "sensore di glicemia" quando riconosce valori troppo alti, induce una modificazione del pH del sistema che fa allargare le maglie del polimero che ingloba l'insulina, permettendo all'ormone di uscire dal "guscio" e di entrare in circolo dove esercita la sua azione e riporta alla normalità i valori di glicemia. L'opposto accade in presenza di ipoglicemia: le maglie del guscio si stringono e l'insulina non entra in circolo. Per ora, almeno nel modello animale, il sistema ha dimostrato di funzionare. Anche per molti giorni".


martedì 22 ottobre 2013

Anonymous Italia attacca il MUIR per sostenere le proteste degli studenti calabresi e gli occupanti di Porta Pia.


Dopo aver preso parte, (sia fisicamente che virtualmente, oscurando i siti del MIT, del MISE, della Corte dei Conti e della Cassa di Depositi e Prestiti), alle manifestazioni, (quelle pacifiche), contro il "potere" che gli scorsi giorni hanno attraversato le strade della Capitale, la divisione italiana della famosa legione Anonymous è tronata all'attacco prendendo di mira il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, (noto anche con la sigla MIUR), come sostegno agli studenti calabresi ed a tutti quegli studenti che in questi giorni hanno occupato, (sempre in modo pacifico), Porta Pia. Infatti nella giornata di ieri gli hacker di Anonymous Italia hanno oscurato il sito del MUIR, che è rimasto offline per un po' di tempo e che attualmente è tornato online. Ovviamente, come loro consueto, gli hacker hanno rivendicato l'attacco con un comunicato pubblicato sul loro blog ufficiale e nel quale si può leggere: «Occupanti di piazza Porta Pia, la vostra tenacia ci riempie di gioia, così, con questa azione abbiamo deciso di unirci simbolicamente al vostro presidio; inoltre vogliamo esprimere la nostra solidarietà agli studenti che all'Università della Calabria hanno contestato il ministro dell'istruzione Maria Chiara Carrozza e chiediamo con loro l'immediata scarcerazione degli arrestati nella manifestazione di Sabato». Ed ancora: «La scuola pubblica è stata colpita in questi anni con tagli indiscriminati. La situazione dei migliaia di insegnanti precari e le gravi carenze che afflliggono l'edilizia scolastica oltre ad una crescente incapacità degli istituti a finanziare mense, attività di fotocopia ed altri servizi basilari sono ormai più che noti. Tutto ciò è indegno! È necessario sottolineare che la situazione dell'istruzione universitaria non è migliore. Insegnanti spesso nominati in base al criterio dello scambio di favori, ignoranti e saccenti, aule insufficienti a contenere gli studenti, nessun piano per facilitare l'alloggio, scarsi o assenti incentivi per studenti-lavoratori, acquisizione di fondi da parte di atenei per opere di ristrutturazione o digitalizzazione delle biblioteche a fronte di lavori mai eseguti. "Merito", una parola con la quale economisti cattedratici ci perseguitano, quando, spesso l'unico merito degli insegnanti universitari è quello di conoscere il politico giusto; è in base al criterio del merito che l'istruzione universitaria deve essere costosa e riservata solo ad alcuni». E successivamente gli hacker della legione hanno continuato scrivendo: «Anonymous, invece, si batte per la libertà d'informazione e di conoscenza; ad ogni essere umano deve essere garantito il diritto ad un'istruzione completa e gratuita, dal livello elementare a quello universitario. Ogni essere umano, in qualsiasi momento della sua vita deve poter scegliere se sospendere ogni attività lavorativa per intraprendere gli studi, inoltre, tutti devono aver accesso libero e gratuito alle pubblicazioni universitarie, comprese le riviste specialistiche ed i risultati delle ricerche più recenti. Diciamo NO alla mercificazione dell'istruzione, la quale ha ormai assunto chiari connotati aziendalistici. Ribadiamo il diritto ad un'istruzione pubblica, laica, gratuita e di qualità, accessibile a tutti indipendentemente dalla classe sociale», Mentre, infine, gli hacker di Anonymous Italia hanno concluso il comunicato rivolgendosi a quegli studenti finiti in manette per aver manifestato, scrivendo: «Fratelli e sorelle arrestati ieri, siamo accanto voi e con voi condividiamo il peso delle catene che i persecutori agitano per intimidirvi. Non permetteteglielo, proseguite a testa alta. Sanno bene che le idee di chi non striscia e si ribella sono un'arma tagliente. Voi siete Liberi perché avete deciso di lottare contro questo sistema che fagocita le sue vittime in nome del Capitale. Il vero terrorista è lo Stato, non chi si ribella. Possano il vostro coraggio, i vostri sogni e la vostra determinazione essere l'esempio che anima la scintilla della rivolta».


lunedì 21 ottobre 2013

YouPorn cambia gestione: veduto per 100 milioni di dollari.


Utilizzando un gioco di parole si potrebbe dire che YouPorn è passato di "mano", ma fatto sta che in questi giorni il sito di video sharing pornografico più famoso del mondo è stato venduto ad un gruppo di manager per la modica cifra di 100 milioni di dollari, (circa 73 milioni di euro). Infatti Fabian Thylmann, il 35enne proprietario dei siti pornografici più cliccati del web, quali YouPorn, PornHub, Tube8, MyDirtyHobby, SpankWire e tanti altri , (colui che è stato definito: "il più grande impresario dei portali a luci rosse sul pianeta"; oppure: "il Mark Zuckerberg del porno"), ha deciso di ritirarsi dagli affari e vendere le proprie azioni della Manwin, ovvero la società di Amburgo da lui fondata e che fa capo al maggior conglomerato del porno online del pianeta. Al riguardo lo stesso Fabian Thylmann ha lasciato una lettera ai suoi dipendenti, successivamente pubblicata sulla rivista americana di settore XBIZ, nella quale ha spiegato: «Per me e mia moglie è una delle decisioni più difficili della nostra vita. Siamo cresciuti grazie a tutti voi e spero di avervi insegnato i giusti valori per portare avanti questa azienda nel miglior modo possibile. Tuttavia sono arrivato al punto di non poter più aggiungere un contributo significativo alla società». Mentre per quanto riguarda gli acquirenti, il blogger, nonché porno attore, Mike South ha sostenuto che sarebbero Feras Antoon e David Tassilo, ovvero due manager della sede di Montréal, (in Canada), della stessa Manwin. Ma nonostante ciò i portali in questione, (tra cui anche Brazzers, Twistys, RedTube, ExtremeTubeKeezMovies, Mofos, JuicyBoys, Playboy Plus, Digital Playground e Reality King), non solo continuano a crescere come traffico ma anche come fatturato: grazie ai contenuti premium a pagamento ed ai banner pubblicitari. Basti pensare che nel 2012 soltanto YouPorn ha totalizzato oltre 4 miliardi 800 mila visitatori, con un consumo procapite di 8 pageview e durata media del "rapporto" di consultazione pari a 10 minuti. Infatti in 6 anni di onorato servizio si parla di complessivamente 93 miliardi di visite. Tuttavia al momento non sono noti ulteriori dettagli, così come manca ancora una conferma definitiva dell'avvenuta vendita. In tal proposito nel portale tecnologico tedesco Golem è stato scritto: «Forse potrebbe anche trattarsi di una mossa per sfuggire agli inquirenti che indagano su di lui». Infatti lo scorso Dicembre, Fabian Thylmann si ritrovò al centro delle cronache perché accusato di evasione fiscale in Germania e finì agli arresti per poi essere rilasciato alla fine dello stesso mese dopo il pagamento di una cauzione milionaria a due cifre. Nei mesi successivi tornò in Belgio, dove attualmente ha la residenza, ed è in attesa che le procure tedesche concludano le loro indagini e formulino l'accusa. Ma a parte questo, i visitatori più "affezionati" si stanno interrogando sul futuro del sito e del network: "Cambierà la linea editoriale? Saranno inseriti nuovi generi? Magari si punterà sul 4K? Saranno ridotti gli investimenti per gli aggiornamenti?". Ma queste sono domande a cui non c'è risposta; almeno per il momento.


domenica 20 ottobre 2013

Anonymous Italia attacca i siti del MIT, del MISE, della Corte dei Conti e della Cassa Depositi e Prestiti.


Nella giornata di ieri la divisione italiana della famosa legione Anonymous è tornata all'attacco prendendo di mira ben quattro siti governativi, che sono stati oscurati come sostegno virtuale alla protesta contro il "potere" che in questi giorni ha attraversato le strade della Capitale, portando con sé scontri ed azioni in particolare davanti alla sede del Ministero dell'Economia e delle Finanze, del Ministro dell'Infrastrutture e dei Trasporti, (spesso noto con la sigla MIT), e nelle strade vicine. In pratica i suddetti siti, che nel giro di poche ore hanno subìto il consueto "Tango Down", (che, come spiegato diverse volte, in gergo militare significa che un nemico è stato abbattuto), sono stati: quello del MIT, (unico ad aver ancora qualche problema di accessibilità), quello del Ministero dello Sviluppo Economico, (noto anche con la sigla MISE), quello della Corte dei Conti e quello della Cassa Depositi e Prestiti. Al riguardo, come di consueto, gli hacker di Anonymous Italia hanno rivendicato l'azione e spiegato le proprie motivazioni tramite un comunicato pubblicato sul loro blog ufficiale, nel quale hanno spiegato: «L'austerity è una delle componenti della perdita di significato dell'esistenza di ognuno. È evidente che solo "i pochi" possono trarre vantaggio dalle sofferenze economiche alle quali sottopongono "i molti". A quali poteri ed a quali potenti risulta utile il tipo d'essere umano immiserito e spaventato di questa crisi? Una persona priva di abitazione, condannata ad un sentimento di impotenza e di inutilità è sicuramente più pronta a vendere la sua opera di lavoratore o lavoratrice ad un prezzo infimo. Questa è la politica economica dello Stato italiano da quasi 30 anni: tagli alla spesa pubblica e sfruttamento del lavoro semischiavile dei profughi senza diritti per aumentare l'insicurezza sociale e ribassare il costo del lavoro di tutti i cittadini e gli stranieri. A chi giova tutto ciò se non ad un'imprenditoria vorace ed incapace di innovare ma capacissima di accumulare fortune estere con l'evasione? Ma i potenti ti chiedono qualcosa di più, vogliono che tu diventi il guardiano del tuo sfruttamento, esigono che tu percepisca gli immigrati come problema sociale, esigono che sia tu a discriminare i profughi così che per essi sia impossibile rivendicare alcun diritto. Chi crea le premesse per questa lotta tra gli esseri umani disperati e poveri? A vantaggio di chi tutto ciò avviene? Ebbene, le premesse della discriminazione sono scientemente create dallo Stato e solo i padroni, innanzitutto quelli delle industrie, possono ricavarne profitto: non è forse lo Stato italiano che, ad esempio, nega alle scuole i finanziamenti per le mense gratuite per gli alunni? Non conoscono forse i governanti il palese risultato di questa e di mille analoghe e più gravi norme e misure discriminatorie? Ovviamente il risultato è la guerra tra poveri e la negazione dei diritti dei più sfruttati da parte di chi lo è appena meno. Infatti un'immigrato senza diritti di alcun tipo è un lavoratore semi-schiavo ideale per gli agrari e gli industriali; il costo del suo lavoro è il più basso possibile e tale è destinato a rimanere finché l'immigrato in questione non potrà godere di diritti minimi, consumare e vedere così rivalutata la propria esistenza e la propria opera agli occhi degli sfruttatori "datori di lavoro". È necessario sottolineare che il mondo del lavoro è un mondo di gerarchie, quindi, se si abbassa il salario dei lavoratori di grado minore, (i profughi), simile sorte occorrerà anche a quello degli italiani che svolgono mansioni ritenute, dai padroni, di poco "più elevate". Così chi si batte per discriminare i migranti, oltre che razzista, opera per l'interesse dei potenti e contro il suo personale. Opera per esser meglio sfruttato». Ed hanno proseguito affermando: «Tutto ciò mette in luce la natura parassitaria del sistema produttivo italiano, legato alle mafie a doppio filo: sono le mafie che riforniscono fabbriche e latifondi di operai stranieri profughi e sono ancora le mafie che smaltiscono illegalmente i rifiuti industriali del Nord nelle terre meridionali. Inoltre, chi detiene il potere giustifica la sistematica menomazione dei servizi pubblici con la riduzione degli sprechi, addossandone la colpa alle inefficienze dell'amministrazione statale. In realtà tali sprechi sono soprattutto dovuti al fiume di denaro che ogni anno i politici devolvono alle mafie sotto forma di appalti pilotati e gravati da ingenti sovrafatturazioni. Lo ribadiamo: quei soldi che i politici donano alle mafie "bisognose" sono pubblici, cioè dovuti alle fatiche di tutti i contribuenti. In sintesi, maggiore è il disagio sociale, minore è il costo della mano d'opera; così, dalle sofferenze delle masse, lo Stato ed i potenti, leviatanici parassiti, traggono profitto». Ed ancora: «In tempo di "crisi" economica molte sono le industrie e le attività di ogni genere che falliscono e quindi moltissimi sono coloro che si trovano senza un lavoro, senza alcun reddito e conseguentemente saranno disposti ad accettare un impiego per qualsiasi cifra e ad ogni condizione. La necessaria conseguenza di tutto ciò è un crescente numero di persone che si vede, col reddito, privata della possibilità di esercitare quelli che debbono considerarsi diritti INALIENABILI, a partire dal DIRITTO ALL'ABITAZIONE. I molti vedono dunque il loro diritto all'esistenza violato. Questo è immondo ed intollerabile. Nessuno può pretendere che un essere umano muoia di freddo e stenti accettando la sua sorte. Esigiamo che l'occupazione di immobili sfitti per più di 6 mesi sia legalizzata. Leggi simili sono presenti ad esempio in Gran Bretagna. Siamo certi che i numerosi alloggi, oggi sfitti, che un po' ovunque vari palazzinari hanno edificato, potranno soddisfare le esigenze di tutti senza distinzioni di etnia, nazionalità e cittadinanza». Ed hanno poi continuato dichiarando: «ANONYMOUS RIVENDICA CON FORZA IL DIRITTO ALL'ESISTENZA PER OGNI ESSERE UMANO. Chiunque esista ha diritto alla casa, al reddito, ad un'istruzione completa in ogni grado, all'assistenza sanitaria gratuita, all'espressione ed al dissenso. Quindi ognuno ha diritto di esistere e di prendersi cura della cosa pubblica, a partire dall'area in cui vive. Per questo, è necessario che le circoscrizioni, (o municipi), siano abolite. Al posto delle riunioni dei "parlamentari di quartiere" si terranno assemblee in cui tutti quelli che abitano nel quartiere potranno decidere delle più svariate questioni, ma soprattutto in merito ad urbanistica, alloggi, gestione del territorio. Per ogni riunione, ogni cittadino del quartiere dovrebbe essere retribuito con un "gettone di presenza" di 50 euro, come avviene oggi per i politici partecipanti alle assemblee della circoscrizione, (o municipio). Vogliamo che le assemblee di circoscrizione garantiscano un reddito minimo di 100 euro ad ogni abitante dell'area; avidi parassiti industriali produttori di cianfrusaglie, ciò in qualche modo conviene anche a voi, infatti, senza reddito, chi potrà mai comprare le vostre chincaglierie? Il principio sopracitato vale anche per le aree incontaminate: chi vi abita ha diritto a tutelarle e preservarle. Anonymous si oppone risolutamente alle plurime devastazioni ambientali che, in Italia, distruggono la natura: ILVA di Taranto, rigassificatori offshore, (es. Livorno e Gioa Tauro), TAV in Val Susa, MUOS a Niscemi, basi militari, termovalorizzatori ed altri orrori». Ed, infine, gli hacker di Anonymous Italia hanno concluso rivolgendosi ai "potenti" scrivendo: «Padroni, potenti, volete ridurre i più a massa di manovra di infimo costo, pronta a discriminare il prossimo, incapace di decider davvero del proprio futuro ma tanto ottusa da applaudire alla vostra rappresentazione del mondo che vi dipinge fautori di ogni libertà; ma chi davvero sarà libero in uno Stato dove esiston ben 2 tipi di campi di concentramento? Non ignoriamo infatti che i C.I.E. per immigrati altro non sono, e natura non diversa hanno i "manicomi criminali", dove chiunque può esser internato senza aver commesso alcun crimine per un tempo indefinitamente lungo. Potenti, politici, maledette le vostra torture, i vostri campi di reclusione, le vostre autorità, indegne d'esser riconosciute, la vostra austerity fatta sfruttamento e paura!».


sabato 19 ottobre 2013

L'IARC ufficializza la cancerogenicità dello smog e dell'inquinamento atmosferico.


Se prima c'era qualche minimo dubbio, adesso è ufficiale: lo smog e gli altri tipi di inquinamenti atmosferici possono provocare il cancro. O almeno questo è quanto ha fatto sapere di recente l'IARC, (acronimo di International Agency for Research on Cancer), ovvero la massima autorità oncologica mondiale, nonché l'agenzia che per conto dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, (nota anche con la sigla OMS), analizza e classifica agenti e sostanze, appunto, per la loro capacità di provocare il cancro. Infatti dopo le dovute analisi, l'inquinamento da polveri e sostanze varie che affligge molte città di tutto il mondo è stato classificato nel gruppo 1, vale a dire "altamente cancerogeno per l'uomo"; al pari con il cloruro di vinile, la formaldeide, l'amianto, il benzene e le radiazioni ionizzanti. Tuttavia non si tratta della prima volta, infatti in precedenza sempre l'IARC si era espresso sulla cancerogenicità di alcune sostanze che compongono il classico smog, (come il fumo da diesel e il benzo[a]pirene). Però in questo caso è stato l'intero "cocktail", (formato da combustioni da traffico, riscaldamento ed emissioni industriali), ad aver ricevuto la scomoda qualifica, che avrà quasi sicuramente vaste conseguenze politiche. Al riguardo Christopher Wilddirettore dell'IARC, in occasione della presentazione dei dati ha spiegato: "Classificare l'inquinamento "outdoor" come cancerogeno per l'uomo è un passo importante per spingere all'azione senza ulteriori ritardi, visto che la pericolosità dell'inquinamento è proporzionale alle concentrazioni in atmosfera e molto si può fare per abbassarle". Per di più questo verdetto scientifico è stato frutto di un notevole lavoro di revisione di più di mille studi effettuato da una squadra di esperti di rilevanza internazionale, e documentato dalla Monografia 109 della suddetta agenzia internazionale. Comunque sia i risultati hanno portato ad affermare con certezza che l'esposizione all'inquinamento protratto nel tempo aumenti la probabilità di sviluppare un tumore al polmone oppure alla vescica. Ed anche se certamente questo rischio non è paragonabile a quello del fumo di sigaretta, (che resta il killer principale), coloro che ritenevano lo smog semplicemente come un fastidio tutto sommato sopportabile adesso dovranno ricredersi; infatti, come confermato da uno studio uscito su The Lancet: "L'esposizione ad alte concentrazioni di polveri sottili, idrocarburi policiclici aromatici, ozono e biossido di azoto non aumentano solo il rischio di malattie respiratorie, infarto ad altri problemi come il basso peso alla nascita". Insomma, ora si può dire con relativa certezza che almeno dal 3% al 5% dei tumori al polmone derivino da queste esposizioni ambientali. Certo, si tratta di una percentuale apparentemente bassa, ma tuttavia non deve essere sottovalutata: secondo l'OMS, questa percentuale equivale a circa 223.000 morti in tutto il mondo, a cui vanno aggiunti circa 3 milioni di morti per tutte le altre malattie correlate all'inquinamento dell'aria. Quindi a quanto pare i circa 10.000 litri d'aria non propriamente immacolata che tutto noi mediamente inspiriamo ogni giorno non resta senza effetto. Oltretutto la suddetta monografia dell'IARC ha, infine, evidenziato anche che l'inquinamento provoca il tumore al polmone attraverso un'azione diretta sul DNA, che a causa di ciò mostra chiaramente i segni delle mutazioni indotte dai diversi agenti inquinanti.


venerdì 18 ottobre 2013

Oscurati in Italia il sito The Pirate Bay ed altri quattro siti di file Torrent.


In questi giorni il Nucleo Speciale Frodi Tecnologiche della Guardia di Finanza, (noto anche con la sigla GAT), tramite un nuovo blitz nella Rete, ha oscurato alcuni tra siti "pirati" più famosi, i quali adesso non risultano più accessibili soltanto per gli utenti italiani. In pratica tra questi siti ci sono: The Pirate Bay, (ovvero tra i più noti portali internazionali della pirateria; una delle piattaforme più visitate per l'accesso a contenuti multimediali ritenuti illegali, come musica, film, serie televisive, software, videogiochi, libri ed applicazioni), ed altri quattro fra i domini più frequentati dagli internauti italiani per scaricare file pirata, ovvero: 1337x.org, h33t.eu, extratorrent.com e torrenthound.com. Tuttavia a risentirne maggiomante è in particolar modo The Pirate Bay, che dal 2003, (anno della sua nascita), ad oggi ha subito già numerosi provvedimenti giudiziari sia in Italia che all'estero. Tanto che, dopo la condanna penale ed i pesanti risarcimenti inflittigli nel 2010 dal Tribunale d'appello di Stoccolma, ha deciso di trasferire la propria sede inizialmente in Islanda e successivamente nell'isola caraibica di Saint Martin. Ad ogni modo l'operazione di questi giorni, condotta, come già anticipato, dai finanzieri del Nucleo Speciale Frodi Tecnologiche in collaborazione con le "fiamme gialle" di Bergamo, e coordinata da Giancarlo Mancusi, pubblico ministero della Procura di Bergamo, è partita dopo una denuncia da parte della FIMI, vale a dire la Federazione Industria Musicale Italiana. Questo perché i suddetti siti bloccati dalle unità speciali della Guardia di Finanza con provvedimento dell'autorità giudiziaria, consentivano la distribuzione e la condivisione gratuita, (anche in Italia), attraverso BitTorrent, (nota piattaforma peer-to-peer), di file musicali, film, serie televisive, software, videogiochi. Infatti attraverso i domini oscurati era possibile accedere ad un ampio database online, suddiviso per aree tematiche, in cui sono presenti complessivamente oltre 15 milioni di file in formato torrent. Al riguardo la Guardia di Finanza ha, infine, ricordato: "Lo scambio via internet di file contenenti opere tutelate dal diritto d'autore è una pratica che costituisce, tuttora, una grave turbativa del mercato legale e che fa venir meno rilevanti introiti per l'erario. Le attività di questa tipologia di siti pirata generano, infatti, per i gestori, copiosi profitti, soprattutto attraverso la presenza di banner pubblicitari ospitati sulle pagine web".


giovedì 17 ottobre 2013

Scienziato di Oxford conferma la teoria di Messner, secondo cui lo Yeti sarebbe un discendente degli orsi polari.


A quanto pare uno scienziato britannico, (ed il suo team), potrebbe aver risolto il mistero dello Yeti, (noto anche con il nome di "Abominevole uomo delle nevi", ovvero la creatura leggendaria ormai entrata a far pare dell'immaginario collettivo, che si presume viva nell'Himalaya), che, a suo parere, si tratterebbe di un discendente di orso polare vissuto decine di migliaia di anni fa. In pratica Bryan Sykes, professore di genetica dell'Università di Oxford, ha analizzato il DNA dei peli di due animali sconosciuti trovati, appunto, sull'Himalaya, confrontandolo poi con un database di genomi animali e scoprendo che i campioni in questione avevano la stessa impronta genetica della mandibola di un antico orso polare trovata in Norvegia e risalente ad almeno 40.000 anni fa. Al riguardo lo stesso scienziato ha affermato: "I test dimostrano che le creature non erano legate ai moderni orsi bruni himalayani, ma che invece discendevano direttamente dall'animale preistorico. Potrebbe essere una nuova specie, potrebbe essere un ibrido tra orsi polari ed orsi bruni. Tuttavia la prossima cosa da fare è andare e trovarne uno". Inoltre già dallo scorso anno Bryan Sykes si era rivolto a musei, scienziati ed appassionati dello Yeti di tutto il mondo affinché condividessero con lui campioni di peli che si credeva provenissero dalla misteriosa creatura. In sostanza uno dei peli analizzati venne prelevato da un presunta mummia dello Yeti ritrovata circa 40 anni fa nella regione indiana di Ladakh da un alpinista francese; mentre l'altro era un pelo singolo trovato una decina di anni fa in Bhutan. In tal proposito sempre Bryan Sykes ha affermato: "Il fatto che i due peli sono stati trovati così recentemente ed in luoghi così distanti suggerisce che i membri della specie protebbero essere ancora vivi". Il che, secondo Tom Gilbert, (esperto in antichi genomi del Museo di Storia Nazionale della Danimarca; non coinvolto nella ricerca), sarebbe una spiegazione ragionevole ai vari avvistamenti dello "Abominevole uomo delle nevi" sull'Himalaya. Tuttavia questa notizia non ha sorpreso l'ex-alpinista Reinhold Messner, (noto soprattutto per essere stato il primo uomo a scalare l'Everest senza l'ausilio dell'ossigeno, nel 1978), il quale ha, infine, dichiarato: "Lo Yeti è un orso? È che novità è? Io lo sto dicendo da decenni. Sono stato preso in giro per anni da tutti, alpinisti e giornalisti. Dicevano che ero matto e che mi ero fuso il cervello stando troppo in alta montagna. Chi di loro ora mi chiederà scusa? Nessuno, ma questo non importa nulla".

Di seguito l'intervista della BBC a Bryan Sykes: