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giovedì 10 ottobre 2013

Dimostrato che le mandorle possono ridurre il senso di fame e non fanno ingrassare.


Sempre più spesso, che sia mattina o pomeriggio, tante persone sono soliti fare un piccolo snack per tappare quel eventuale "buco" che si fa sentire nello stomaco. Tuttavia seppur pratici, la maggior parte degli spuntini che si trovano in commercio non sono sempre ottimi per la salute, soprattutto se consumati quotidianamente. Fortunatamente esistono delle alternative indubbiamente più salutari che si possono portare sempre con sé, con il vantaggio che non fanno nemmeno ingrassare. In pratica una di queste alternative è rappresentata dalla frutta secca, come ad esempio le mandorle, che oltre a contenere preziose vitamine, (tra cui la E), e acidi grassi monoinsaturi, offrono diversi benefici per la salute. O almeno questo è quanto afferma uno nuovo studio pubblicato recentemente sul The American Journal of Clinical Nutrition, il quale ha spiegato come una dose di circa 45 grammi di mandorle tostate sia un ottimo metodo per ridurre il senso di fame ed aumentare il proprio stato di benessere. In sostanza la ricerca è stata motivata dal fatto che negli Stati Uniti, (come in Italia ed in tanti altri Paesi), gli snack sono divenuti quasi una moda, con il 97% dei consumatori che ne assume almeno uno al giorno. Tutto ciò, unito probabilmente ad un regime alimentare poco consono, ha portato ad un elevato tasso di obesità e carenze nutrizionali. Per tale motivo questo studio clinico randomizzato e condotto dai ricercatori dell'Università Purdue ha scelto di analizzare gli effetti sulla salute e sul peso dei classici spuntini già pronti. Ad ogni modo durante il suddetto studio sono stati reclutati 137 partecipanti ad alto rischio diabete mellito di tipo 2, successivamente suddivisi in cinque diversi gruppi: il primo non avrebbe dovuto assumere nessun tipo di noci e semi; il secondo avrebbe dovuto seguire una colazione a base di mandorle, (appunto, 45 grammi circa); il terzo avrebbe dovuto assumere la stessa quantità però durante la cena; il quarto avrebbe dovuto consumare uno snack già pronto la mattina; ed il quinto avrebbe dovuto assumere i circa 45 grammi di mandorle tra un pasto e l'altro. Per di più gli spuntini dovevano essere consumati entro due ore dall'ultimo pasto oppure un paio di ore prima del seguente. Per il resto tutti i volontari, potevano seguire la loro dieta normale senza preoccuparsi neppure dello stile di vita o dell'attività fisica. Mentre le valutazioni sono state compiute sia in merito al tipo di alimentazione seguita, sia analizzando a digiuno i livelli nell'organismo di vitamina E. Comunque sia dai risultati è emerso che, nonostante fossero state assunte oltre 250 calorie in più attraverso l'assunzione delle mandorle, non vi è stato alcun aumento di peso nelle successive quattro settimane. Al riguardo Richard Mattes, professore di Scienze della Nutrizione presso l'Università Purdue, nonché ricercatore principale dello studio in questione, ha spiegato: "Questa ricerca suggerisce che le mandorle possono essere una buona opzione per la merenda, specialmente per le persone interessate al proprio peso corporeo. In questo studio i partecipanti hanno compensato le calorie supplementari fornite dalle mandorle. In questo modo l'assunzione giornaliera di energia non è aumentata e sono stati segnalati livelli di fame e desiderio di mangiare ai pasti successivi notevolmente ridotti, in particolare quando le mandorle sono state consumate come spuntino". Mentre gli altri ricercatori hanno dichiarato: "Questo meccanismo è probabilmente dovuto alle buone quantità di grassi monoinsaturi, (13 grammi per 28 grammi di mandorle), alle proteine nobili, (6 grammi per 28 grammi di mandorle), e fibre, (4 grammi per 28 grammi di mandorle), contenuti nel frutto". Inoltre un'altra ipotesi è correlata al contenuto in calorie dichiarate: si pensa ne vengano assorbite circa il 20% in meno a causa della loro struttura cellulare rigida. Tuttavia, secondo gli esperti, è di considerevole importanza il fatto che lo studio in questione non sia stato eseguito a lungo termine al fine di osservare l'effetto del consumo di mandorle nel tempo. Per questo motivo adesso saranno necessari ulteriori studi con lo scopo di approfondire e comprendere appieno tale funzionamento.


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