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mercoledì 23 ottobre 2013

In arrivo per i diabetici l'insulina "intelligente" che entra in circolo solo quando necessario.


Si sa, l'insulina è ancora oggi fondamentale nella terapia del diabete; ed anche se da quando è stata scoperta ed impiegata per questa terapia, (negli anni '20), ha subìto modifiche radicali, secondo il professor Stefano Del Prato, presidente della Società Italiana di Diabetologia, (nota anche con la sigla SID): "Ha ancora il grosso limite di dover essere somministrata attraverso iniezioni sottocutanee ed in maniera un poco "cieca", nel senso che non si sa quanta glicemia ci sia in giro. Quello che invece il nostro organismo in condizioni normali riesce a fare con un incredibile grado di precisione è di produrre insulina in quantità sufficiente per controllare la glicemia, senza farla scendere troppo e senza farla salire eccessivamente". O almeno così era finora; infatti per cercare di imitare il più possibile la perfezione del funzionamento del nostro organismo, attualmente si stanno studiando varie soluzioni: dal trapianto delle cosiddette isole di Langerhans, alla realizzazione di un pancreas artificiale. Ma tuttavia a quanto pare all'orizzonte si profila anche una terza via. Al riguardo il professor Stefano Del Prato ha spiegato: "Si tratta di una prospettiva molto affascinante, anche se ancora del tutto sperimentale: quella della cosiddetta "insulina intelligente". In pratica si tratta di un'insulina "inglobata", racchiusa in particolari polimeri che hanno la capacità di "sentire" la glicemia. Quando la glicemia si alza, i polimeri si aprono e rilasciano l'insulina, mentre al contrario quando la glicemia scende troppo, i polimeri lo "avvertono" e si richiudono, impendendo così che l'ormone in questione entri in circolo. Attualmente di questa "insulina intelligente", sono allo studio anche delle versioni da assumenre per via orale". Ad ogni modo per il momento la ricerca sulle "insuline intelligenti" è arrivata alle sperimentazioni animali ed hanno dato risultati molto promettenti; infatti in tal proposito sempre il professor Stefano Del Prato ha concluso dichiarando: "La durata d'azione di queste insuline sperimentali va dalle 12 ore fino ai 300 giorni. Al momento le ricerche sono condotte da gruppi scientifici indipendenti, come il Massachusetts Institute of Technology ed alcuni gruppi di ricerca cinesi; a questi studi sono interessate anche alcune industrie ma lo stato di queste ricerche è avvolto dal più impenetrabile segreto. Le insuline intelligenti di ultima generazione sfruttano le nanotecnologie e la glucosio ossidasi, ovvero l'enzima utilizzato anche sulle strisce reattive per la lettura della glicemia da sangue capillare, (per essere più precisi quello che si ottiene con la classica puntura del dito). L'enzima "sensore di glicemia" quando riconosce valori troppo alti, induce una modificazione del pH del sistema che fa allargare le maglie del polimero che ingloba l'insulina, permettendo all'ormone di uscire dal "guscio" e di entrare in circolo dove esercita la sua azione e riporta alla normalità i valori di glicemia. L'opposto accade in presenza di ipoglicemia: le maglie del guscio si stringono e l'insulina non entra in circolo. Per ora, almeno nel modello animale, il sistema ha dimostrato di funzionare. Anche per molti giorni".


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