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sabato 30 novembre 2013

Windows XP: Attenzione alla nuova vulnerabilità zero-day.


Come ormai annunciato da tempo, Microsoft ha deciso che a partire dal prossimo 8 Aprile interromperà definitivamente il supporto per il tanto amato Windows XP, ma fino ad allora continuerà a rilasciare patch di sicurezza per il caro vecchio sistema operativo, rilasciato il 25 Ottobre del 2001. Ed infatti il più recente "security alert" è stato pubblicato proprio in questi giorni sul sito ufficiale e riguarda una vulnerabilità scoperta recentemente dai ricercatori di FireEye, ovvero uno dei network membri del Microsoft Active Protections Program, (noto anche con la sigla MPP). In pratica è stato rilevato che i malintenzionati possono sfruttare una falla presente in un componente del kernel, appunto, di Windows XP, (ed anche di Windows Server 2003), per eseguire una cosiddetta "Arbitrary code execution" sul computer della vittima. Tuttavia per andare a buon fine l'attacco in questione, (conosciuto in gergo informatico come "Zero-day attack", e di cui sono già state rilevate tracce su Internet), richiede l'intervento dell'utente: quindi i malintenzionati non possono effettuare l'accesso al sistema da remoto, ma devono ottenere credenziali di login valide. Inoltre la suddetta vulnerabilità EoP, (acronimo che sta a significare: Elevation of Privilege), viene sfruttata in combinazione con una vulnerabilità presente nelle versioni 9.5.4, 10.1.6, 11.0.02 e precedenti di Adobe Reader, appunto, su Windows XP dotato di Service Pack 3, mediante l'apertura di un file PDF infetto; ovviamente sia le ultime versioni dei software Adobe che i sistemi operativi Microsoft più moderni sono immuni da questo problema. Ad ogni modo, entrando più nel dettaglio, il bug è stato individuato nel componente del kernel NDProxy.sys, che non effettua correttamente la validazione dei dati di input: ciò comporta l'esecuzione del codice arbitrario in kernel mode. Comunque sia in attesa di una patch definitiva, Microsoft ha consigliato di applicare il cosiddetto "workaround" descritto nell'avviso di sicurezza. Naturalmente come sempre è bene evitare siti web non sicuri ed utilizzare firewall, antivirus e software sempre aggiornati all'ultima versione. Ed, infine, dato che ormai il buon vecchio Windows XP è vicino al "pensionamento definitivo", sarebbe preferibile installare un sistema operativo moderno, come Windows 7 oppure il recentissimo Windows 8.1.


venerdì 29 novembre 2013

Scoperto che il sushi può far male al cervello ed al cuore.


Negli ultimi anni anche in Italia il sushi ha riscosso un buon successo, tanto che ormai sono molti i ristoranti tipici che lo servono. Ma tuttavia a quanto pare anche questo tipo di specialità può avere i suoi rischi; infatti di recente il pesce con cui vengono preparati alcuni di questi piatti, (come ad esempio il tonno), è risultato essere contaminato da alti livelli di metilmercurio, vale a dire un metallo tossico che tra l'altro può essere causa di alterazioni dello sviluppo cerebrale, di deficit e declino cognitivo e perfino di malattie cardiovascolari. Ma non solo; un'altra cattiva notizia per gli amanti del pesce, (che sono soliti assumerlo per via del suo buon contenuto di omega-3), è che il metilmercurio interferisce anche con questi acidi grassi essenziali, noti soprattutto per essere utili contro il colesterolo, le malattie cardiache, l'ipertensione, gli ictus, alcuni tumori ed anche i parti pretermine. O almeno questo è quando è stato fatto sapere da un recente studio che è stato condotto da alcuni ricercatori della Rutgers University e del Robert Wood Johnson Medical School, (nota anche con la sigla RWJMS), pubblicato sul Journal of Risk Research, ed ha coinvolto oltre 1.200 persone che sono state oggetto di intervista sul loro consumo di pesce in generale e di sushi. In pratica i dati raccolti, sia in base alle analisi sulla presenza di metilmercurio nel pesce che sul consumo da parte dei partecipanti, ha permesso di stabilire che il 10% di questi aveva abbondantemente superato i limiti di assunzione di tale sostanza stabiliti dai Centri per la prevenzione ed il controllo delle malattie, (noti anche con la sigla CDC), e dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, (conosciuta anche con la sigla OMS). In ogni caso, secondo la dottoressa Joanna Burger, che ha coordinato lo studio, il problema maggiore pare sussistere nell'assunzione di sashimi, (spesso servito come sushi), che contiene tonno: prima di tutto per via del contenuto di metilmercurio che in questo tipo di pesce pare sia il più alto in assoluto, e poi anche perché la crescente domanda sta mettendo in serio pericolo la specie. Mentre, infine, la buona notizia, (se così si può considerare), è che il sushi preparato con anguille, granchi, salmoni ed alghe è risultato avere i livelli più bassi di metilmercurio.


giovedì 28 novembre 2013

Sony brevetta SmartWig, la "parrucca intelligente".


Con il passare degli anni il mercato dei cosiddetti "dispositivi indossabili" è sicuramente destinato a esplodere e, mentre tutti si stanno concentrando su occhiali ed orologi "intelligenti", in grado di connettersi agli smartphone, a quanto pare Sony starebbe pensando ad una sorta di parrucca "intelligente". In pratica il termine specifico è SmartWig e, secondo un brevetto che la casa nipponica ha recentemente depositato presso lo United States Patent and Trademark Office, (noto anche con la sigla USPTO), si tratterebbe di: «un dispositivo di elaborazione indossabile, comprendente una parrucca, che andrà a coprire almeno una parte della testa dell'utente, ed avrà almeno un sensore volto all'immagazzinare dati, un'unità di elaborazione ed un'interfaccia di comunicazione per un secondo computing device». In particolare, questi due ultimi elementi sarebbero almeno parzialmente coperti dalla parrucca stessa, e quindi non dovrebbero risultare troppo visibili esteticamente. Per di più pare che questa sorta di parrucca sarà realizzata usando capelli umani, crine di cavallo, lana, peli di bufalo e qualsiasi altro genere di fibra sintetica, e sembra anche che Sony starebbe valutando la realizzazione di alcuni accessori come extension o baffi da abbinare alla stessa parrucca. Come se non bastasse, questa parrucca "intelligente" potrebbe anche esser dotata di fotocamera, di un sensore GPS ed anche di un puntatore laser, ed inoltre potrebbe monitorare le onde cerebrali, la pressione sanguigna, la temperatura ed altre statistiche relative alla salute. Ad esempio, l'utente potrebbe alzare le sopracciglia per svolgere determinate azioni oppure avvertire un feedback direttamente sulla testa quando riceve una notifica. Ad ogni modo è importante notare che le componenti di questa particolare tecnologia indossabile potrebbero anche essere integrate in un cappello o in una cuffia, dunque non è detto che si tratterà per forza di una vera e propria parrucca. Comunque non sembra poter essere questa una proprietà intellettuale attualmente integrabile in un prodotto reale, quindi questo dispositivo indossabile non dovrebbe arrivare nei negozi tanto presto e non è nemmeno certo che venga realizzato realmente, ma tuttavia le sue possibili applicazioni sono effettivamente molte. Per esempio, tramite il suddetto puntatore laser l'utente potrebbe scorrere facilmente le slide di una presentazione in PowerPoint semplicemente girando la testa a destra o a sinistra; i sensori potrebbero innovare le cuffie per atleti, fornendo in tempo reale dati sulla temperatura e pressione sanguigna, ed in generale potrebbero essere utili anche in ambito fitness. Oppure, infine, la SmartWig potrebbe esser utile anche a quelle persone che hanno avuto problemi di perdita dei capelli per cause mediche, come ad esempio chi ha fatto chemioterapia, per monitorare certi tipi di dati e tanto altro ancora.

Di seguito alcune immagini del brevetto:





mercoledì 27 novembre 2013

A Dicembre Grand Theft Auto: San Andreas arriverà su Android, iOS, Windows Phone ed Amazon Kindle.


Dopo l'incredibile successo ottenuto in brevissimo tempo con il nuovissimo GTA 5, (pubblicato lo scorso 17 Settembre), in questi giorni la Rockstar Games tramite un comunicato ha annunciato che a breve un grande classico della serie in questione debutterà su tutti dispositivi mobile. In pratica si tratta del tanto amato Grand Theft Auto: San Andreas, che a partire dal prossimo Dicembre sarà, appunto, pubblicato per Android, iOS, Windows Phone ed anche Amazon Kindle. Già, perché, (per chi non lo sapesse o non se lo ricordasse), prima che GTA 5 ci portasse sui marciapiedi assolati e sulle superstrade cementificate dell'attuale Los Santos, ci fu, appunto, Grand Theft Auto: San Andreas, ovvero il più vasto GTA dell'era PlayStation 2. Infatti, pubblicato inizialmente su PlayStation 2 nel 2004, il gioco in questione rappresenta il quinto capitolo della serie, (il terzo in 3D), nonché uno di quelli più amati dai fan, per via di un'ambientazione originale e di un gameplay che all'epoca ha saputo compiere un significativo passo in avanti; non a caso è anche il gioco per PlayStation 2 più venduto di tutti i tempi, con quasi 30 milioni di copie. E dunque adesso, grazie alla versione per dispositivi portatili, si ritornerà ai primi anni '90 con CJ e la Grove Street Families. In sostanza la versione mobile di GTA: San Andreas è stata aggiornata e comprenderà Los Santos, San Fierro e Las Venturas. Inoltre per l'occasione la software house ha anche migliorato il sistema che gestisce le ombreggiature, rendendole maggiormente dettagliate e dinamiche, introducendo tra l'altro una palette di colori arricchita, una draw distance incrementata e modelli poligonali di personaggi ed auto più complessi. Ovviamente anche il sistema di controllo è stato rivisto, con un'ottimizzazione per i display touchscreen che mostra i pulsanti solo quando è necessario, così da non occupare inutilmente spazio sullo schermo. Ed, infine, la Rockstar Games ha fatto sapere di aver anche rielaborato l'utilizzo dei checkpoint, in modo da rendere più semplice la progressione nelle varie missioni. Tuttavia per il momento la data d'esordio precisa non è stata comunicata, così come non è dato a sapere il prezzo al quale sarà venduto il titolo tramite le rispettive piattaforme.


martedì 26 novembre 2013

METALLICA: Annunciato un nuovo tour europeo, previsto per l'estate 2014.


Dopo essere stati impegnati in questi mesi con la promozione del loro spettacolare film un po' in tutto il mondo, i Metallica qualche ora fa hanno annunciato che la prossima estate intraprenderanno un nuovo tour europeo. Infatti sul loro sito ufficiale si può leggere: «Dopo aver trascorso la parte migliore degli ultimi due anni sul nostro film "Through The Never", siamo pronti a fare un altro album... è passato troppo tempo! E, come la storia ha insegnato, quando siamo rinchiusi in studio abbiamo sempre bisogno di quella pausa di ispirazione per assorbire tutti la grande Metalli-energia che voi ragazzi portate ai concerti. Quindi, come possiamo aver fatto una o due volte prima, partiremo questa estate, ma non solo per un'altra "vacanza europea" ...abbiamo aggiunto un tocco in più - VOI DECIDETE LA SET-LIST!!». Già, perché questa volta i Metallica daranno la possibilità ai fan di scegliere tutte, (o quasi), le canzoni che verranno suonate durante il suddetto tour. Infatti il comunicato continua spiegando: «Mentre ci imbarchiamo in due brevi percorsi attraverso l'Europa, daremo, ai possessori del biglietto, la possibilità di votare quali canzoni vorranno ascoltare nei concerti a cui parteciperanno. Sarà abbastanza semplice... ritirate il/i biglietto/i online e subito dopo riceverete una e-mail con un codice ed il link del sito in cui potrete esprimere il vostro voto. Di solito suoniamo circa 18 canzoni a notte, e dato che non volevamo essere lasciati fuori del divertimento, anche la band prenderà parte alle votazioni... e votiamo per una NUOVA CANZONE! Il che lascia le altre 17 alla vostra scelta, in modo che possiate scegliere tutte le vostre preferite tra le quasi 140 canzoni che abbiamo registrato nel nostra carriera e per renderlo più divertente, sarete in grado di seguire in tempo reale ciò che voi e gli altri fans stanno selezionando, visitando il sito per i risultati». Ad ogni modo per il momento sono state annunciate soltanto poche tappe; infatti sempre nel suddetto comunicato si può leggere: «In puro stile Metallica, non abbiamo ancora tutti gli spettacoli pronti per voi, ma per iniziare di seguito ci sono un paio di date:
4 Giugno 2014 - Imtech Arena, Sonisphere - Amburgo, Germania, biglietti in vendita dal 29 Novembre alle 11:00 ora locale;
5-8 Giugno 2014 - Rock am Ring - Nürburgring, Germania, biglietti in vendita dal 27 Novembre alle 09:00 ora locale; 
6-9 Giugno 2014 - Rock im Park - Norimberga, Germania, biglietti in vendita dal 27 Novembre alle 09:00 ora locale». Inoltre, come spiegato anche nel comunicato, i biglietti saranno resi disponibili tramite il sito: www.eventim.de. Mentre nelle prossime settimane dovrebbero essere annunciate ulteriori date ed aggiornamenti, come spiega il comunicato: «Continuare a guardare il sito per le aggiunte al calendario* ed altri aggiornamenti su come ci stiamo preparando per il 2014!».

*(Aggiornamento del 02/12/13): Aggiunte le seguenti date:

- 9 Giugno 2014 - Pinkpop Festival - Landgraaf, Paesi Bassi, biglietti in vendita dal 15 Marzo;

- 3 Luglio 2014 - Rock Werchter - Werchter, Belgio, biglietti in vendita dal 7 Dicembre alle 14:00 ora locale;

- 6 Luglio 2014 - Sonisphere Knebworth - Stevenage, Inghilterra, co-headlining con gli Iron Maiden, biglietti in vendita dal 2 Dicembre alle 17:30 ora locale.

*(Aggiornamento del 04/02/13): Annunciate tutte le restanti date:

28 Maggio 2014 - Kalasatama, Sonisphere - Helsinki, Finlandia, biglietti in vendita dal 12 Dicembre alle 09:00 ora locale. La prevendita per i membri del Met Club avrà inizio il 4 Dicembre alle 09:00 ora locale e terminerà il 5 Dicembre alle 08:30 ora locale. Ci sarà un limite di quattro biglietti.

- 30 Maggio 2014 - Gardet Royal Park, Stoccolma Fields - Stoccolma, Svezia, biglietti in vendita dal 10 Dicembre alle 09:00. Non è prevista la prevendita per i membri del Met Club.

- 1 Giugno 2014 - Valle Holven, Sonisphere - Oslo, Norvegia, biglietti in vendita dal 10 Dicembre alle 09:00. La prevendita per i membri del Met Club avrà inizio il 4 Dicembre alle 09:00 ora locale e terminerà il 5 Dicembre alle 08:30 ora locale. Ci sarà un limite di quattro biglietti.

- 3 Giugno 2014 - Horsens Gaol, Jailhouse Rock - Horsens, Danimarca, biglietti in vendita dal 10 Dicembre alle 09:00. La prevendita per i membri del Met Club avrà inizio il 4 Dicembre alle 09:00 ora locale e terminerà il 5 Dicembre alle 08:30 ora locale. Ci sarà un limite di quattro biglietti.

1 Luglio 2014 - Ippodromo Capannelle, Rock in Roma Sonisphere - Roma, Italia, biglietti in vendita dal 6 Dicembre alle ore 10:00. La prevendita per i membri del Met Club inizierà il 5 Dicembre alle 10:00 ora locale e terminerà il 6 Dicembre alle 10:00 ora locale. Ci sarà un limite di quattro biglietti.

4 Luglio 2014 - St. Jakob-Park di Basilea, Sonisphere - Basilea, Svizzera, biglietti in vendita dal 7 Dicembre alle 08:00La prevendita per i membri del Met Club inizierà il 5 Dicembre alle 08:00 ora locale e terminerà il 6 Dicembre alle 08:00 ora locale. Ci sarà un limite di quattro biglietti.

- 8 Luglio 2014 - Aerodrome Festival - Praga, Repubblica Ceca, biglietti in vendita dal 5 Dicembre alle 09:00 ora locale. La prevendita per i membri del Met Club avrà inizio il 4 Dicembre alle 09:00 ora locale e terminerà il 5 Dicembre alle 08:30 ora locale. Ci sarà un limite di quattro biglietti.

- 9 Luglio 2014 - Krieau Rocks - Vienna, Austria, biglietti in vendita dal 5 Dicembre alle 09:00 ora locale. La prevendita per i membri del Met Club avrà inizio il 4 Dicembre alle 09:00 ora locale e terminerà il 5 Dicembre alle 08:30 ora locale. Ci sarà un limite di quattro biglietti.

- 11 Luglio 2014 - Stadio Nazionale, Sonisphere - Varsavia, Polonia, biglietti in vendita dal 6 Dicembre alle ore 10.00La prevendita per i membri del Met Club avrà inizio il 4 Dicembre alle 09:00 ora locale e terminerà il 5 Dicembre alle 08:30 ora locale. Ci sarà un limite di quattro biglietti.

Ad ogni modo tenete d'occhio il sito MetallicaByRequest.com per vedere l'evolversi del sondaggio, tramite il quale i fan decideranno le canzoni che verranno suonate!


lunedì 25 novembre 2013

La cosiddetta "Web Tax" è stata ritirata, ma tornerà in Parlamento.


Dopo una settimana di lavori ed a pochi giorni dal pronunciamento sulla decadenza di Silvio Berlusconi, il tanto discusso emendamento alla legge di Stabilità sulla cosiddetta "Web Tax", (o "Google Tax" che dir si voglia), è stato ritirato domenica sera in Commissione Bilancio del Senato. Ma tuttavia, secondo alcune indiscrezioni, l'autore Francesco Boccia sarebbe intenzionato a ripresentare il testo con una serie di modifiche in Commissione Bilancio alla Camera, contesto in cui veste i panni di presidente. Infatti l'ha anche annunciato sui Social Network, spiegando che quest'emendamento inserito nella legge di Stabilità sono stati ritirati per questioni burocratiche. Inoltre un'altra soluzione che appare plausibile è la presentazione di un disegno di legge a sé stante che andrebbe a svincolare la discussione della norma sulla Stabilità e darebbe il via ad un iter canonico ed auspicabile. In pratica la notizia del ritiro sta già facendo parlare di vittoria degli avversari e dei critici di questa tassa, (che tassa non è), del Web. Infatti sia Confindustria Digitale che molti osservatori, (come lo stesso esponente e candidato alla primarie del PDGianni Pittella, e la Camera di Commercio americana in Italia), avevano evidenziato le possibili conseguenze negative di questo provvedimento, pensato dall'onorevole Ernesto Carbone, passato alla Camera nella delega fiscale al governo qualche mese fa, e poi ripreso da Francesco Boccia con l'intenzione di accelerare i tempi sfruttando il voto di fiducia. Ed invece poco fa lo stesso presidente della Commissione Bilancio ha spiegato: "Gli emendamenti su Web e Tobin Tax, ritirati solo per questioni di tempo in commissione al Senato, saranno ripresentati alla Camera. Si tratta di interventi che danno gettito ed affrontano imprescindibili temi di equità e regolazione dei mercati. Parlamento e governo dovranno andare avanti speditamente e senza esitazioni. Non è certo il tempo di tentennamenti e rinvii". Infatti Mercoledì prossimo, a dimostrazione del fatto che non intende mollare, Francesco Boccia ha fatto sapere che ne parlerà durante un convegno organizzato dall'Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e multimediali, (nota anche con la sigla ANICA). In sostanza il testo partirà dall'annoso problema del pagamento delle tasse da parte dei colossi digitali, come Facebook, Amazon e Google: la soluzione proposta è l'imposizione di una partita Iva in Italia a chi vuole vendere servizi e prodotti entro i nostri confini andando a scardinare quel rodato escamotage che permette di fatturare in Paesi con una pressione fiscale ridotta come Irlanda o Lussemburgo. Ed è proprio su questo aspetto che, come sottolineato dal coro unanime di detrattori, casca l'asino: Francesco Boccia e, se si dovesse giungere a un'approvazione finale, il Parlamento italiano si starebbero mettendo nella posizione di regolamentare non solo il flusso di prestazioni e denaro in direzione dell'Italia, ma di intervenire su una pratica adottata a livello comunitario, ovvero la possibilità di offrire servizi da un altro Paese dell'Unione Europea. Ma non solo; il colpo di mano avverrebbe in assenza di discussioni e tavoli con le parti coinvolte e competenti e senza prendere in considerazione contesto e dimensione internazionale della decisione. Comunque sia per il momento l'unico soggetto del settore coinvolto sembra essere Andrea Pezzi. Infatti in queste ore l'ex-volto di MTV, nonché fondatore di OVO, sta sostenendo su Twitter la battaglia di Francesco Boccia, ed ha fatto sapere che interverrà all'evento di Mercoledì. Ma ovviamente non basta: sulla "Web Tax" come sul diritto d'autore online, bisognerebbe affrontare le tematiche digitali con un approccio diverso, più analitico. E per di più il Parlamento italiano dovrebbe farsi carico di questioni che vanno senza dubbio affrontate, poiché un emendamento buttato in un calderone rovente, come in questo caso, o un regolamento in assenza di una presa di posizione legislativa aggiornata sul tema rischiano di diventare controproducenti.


domenica 24 novembre 2013

Eyes-On Glasses, gli occhiali "intelligenti" per vedere le vene sotto la pelle.


In questi giorni nel corso della Fiera Internazionale della Medicina e della Tecnica Ospedaliera, (svoltasi a Düsseldorf dallo scorso 20 Novembre allo scorso 23 Novembre), sono stati presentati degli occhiali "intelligenti" tramite i quali gli infermieri potranno guardare sotto la pelle in modo da individuare facilmente i vasi sanguigni invisibili ad occhio nudo in cui dirigere l'ago senza sbagliare, anche in situazioni cliniche complesse. In pratica ad annunciare questi particolari occhiali, (a cui è stato dato il nome: Eyes-On Glasses), è stata la società californiana Evena Medical prendendo spunto dai Moverio BT-100, ovvero gli occhiali ideati dalla Epson, utilizzati per i videogiochi, navigare su Internet, ascoltare musica e guardare film. Ad ogni modo Frank Ball, presidente ed amministratore delegato di Evena Medical, ha spiegato: "Le ricerche hanno dimostrato che fino al 40% dell'inizio delle iniezioni intravenose richiede più tentativi per localizzare ed entrare nella vena, fatto che non solo fa perdere tempo prezioso agli infermieri, ma che ritarda anche la terapia e causa fastidio ed insoddisfazione nei pazienti". Ed è stato proprio per questo motivo che i ricercatori dell'Evena Medical hanno deciso di realizzare questo nuovo dispositivo che promette di consentire l'individuazione immediata della vena più adatta, anche in applicazioni difficili come quelle pediatriche o neonatali. Al riguardo in una nota pubblicata sul sito dell'azienda si può leggere: «Eyes-On di Evena è un sistema appropriato per pre-ospedalizzazione e studi medici, per le cliniche e gli ospedali. L'apparecchiatura è alimentata a batteria ed offre il massimo in termini di portabilità e facilità d'uso". Per di più l'azienda ha fatto sapere che questi particolari occhiali possono fornire anche un'altra serie di funzionalità e potranno essere integrati con alcuni dispositivi aggiuntivi, come, ad esempio, l'imaging multispettrale, (brevettato dalla stessa Evena Medical), che consentirà un'analisi più profonda del tessuto, ed una documentazione automatizzata grazie all'interfaccia EMR/PACS, con verifica della pervietà della vena. Inoltre il personale medico potrà rielaborare le immagini direttamente ed in tempo reale sotto gli occhi del paziente e gestire in vivo tutta la procedura, non solo individuando la vena, ma, come una mini sonda, controllando da remoto le azioni compiute. Come se non bastasse, uno scanner a diverse lunghezze d'onda dotato di due telecamere stereoscopiche consente la visione 3D delle vene, (che appaiono come linee nere molto nette), mentre una connessione wireless renderà possibile la visualizzazione delle immagini anche su altri dispositivi e l'immagazzinamento nella cartella elettronica del paziente. Insomma, una sorta di Google Glass, ma pensati esclusivamente per il campo medico. Tuttavia attualmente gli Eyes-On Glasses non sono ancora stati resi disponibili sul mercato, (sia europeo che internazionale), ed al momento non è stata fissata neanche una data precisa.

Di seguito alcune immagini:
....ed il video d'introduzione pubblicato dall'Evena Medical:



sabato 23 novembre 2013

Massimo Lopez sarà la nuova voce italiana di Homer Simpson, ma il Web voleva Alberto Pagnotta.


È ufficiale, dopo una dura "battaglia", Massimo Lopez sarà la nuova voce italiana di Homer Simpson. In pratica, come tutti sanno, l'esigenza di trovare una nuova voce è purtroppo sorta lo scorso 14 Luglio, dopo la morte di Tonino Accolla, (voce storica di Homer per ben 23 anni), e fino a qualche giorno fa la scelta era, appunto, tra Massimo Lopez ed Alberto Pagnotta, giovane e capace doppiatore, la cui versione di Homer era già stata caricata su YouTube ed aveva convinto la maggior parte dei fan dei Simpson, (in quanto risulta veramente molto simile a quella del grande Tonino Accolla). Ed infatti non è bastata la messa online, da parte di Italia 1, dei provini di Massimo Lopez, (in modo da far sentire lo sforzo dell'attore nel nuovo ruolo), per convincere gli scettici. Così, nelle scorse ore, coloro che non hanno gradito la scelta di Massimo Lopez, (che è stata presa in accordo con la 20th Century Fox), hanno iniziato a popolare i vari Social Network con commenti poco eleganti nei suoi confronti: c'è stato anche chi ha dato il via ad una petizione per chiedere che Mediaset ci ripensi. Tuttavia, come è giusto che sia, non tutti l'hanno pensata così; infatti c'è chi ha spiegato che la voce di Homer sarà per forza diversa nelle prossime stagioni, e che l'accanimento contro Massimo Lopez è sembrato loro un po' esagerato. Infatti, sempre secondo quest'ultimi: "Il provino pubblicato online ha dimostrato come l'attore e doppiatore abbia voluto non stravolgere la voce del personaggio, ma renderla sua senza dimenticarsi delle caratterizzazioni che gli sono state affidate nelle scorse stagioni. Inoltre, trattandosi di un provino, siamo certo che Massimo Lopez nel corso del doppiaggio dei nuovi episodi riuscirà ad entrare ancora meglio nel personaggio". Ed anche lo stesso Alberto Pagnotta, (che non ha nascosto su Facebook l'amarezza e la tristezza per non essere stato scelto, ma che ha anche dimostrato soddisfazione nell'essere stato preso in considerazione per un ruolo del genere), ha voluto prendere le distanze dai commenti negativi nei confronti della decisione di Mediaset, attraverso un messaggio rivolto direttamente Massimo Lopez, nel quale ha scritto: «Caro Massimo, anche se non ci conosciamo o non ti ricordi di me, ci tenevo a scriverti. Io sarei stato il tuo presunto "rivale" in questo rush finale per il ruolo di Homer. Volevo solo dirti che mi dispiace per quello che molti ti stanno scrivendo sulla pagina, a volte in maniera poco rispettosa, per mostrarsi a favore mio… Per me è stato un onore immenso arrivare a questo punto con un artista del tuo calibro. Ti ho sempre ammirato da quando ero bambino e cinque anni fa ho avuto l'occasione di complimentarmi con te all'uscita del Teatro Vittoria. Conosco tuo fratello Giorgio, che ha avuto occasione di provinarmi. Inutile dire che per me dare la voce ad Homer Simpson sarebbe stato il coronamento di un sogno, l'occasione di una vita, in quanto nutro da 15 anni un amore sviscerato per il personaggio ed ho in qualche modo assimilato la caratterizzazione dettagli dal grande Tonino Accolla, colui che mi ha dato l'ispirazione per avvicinarmi a questo mondo. Che dire… è senz'altro dura vedere il sogno che svanisce ad un passo dalla vittoria… Ma rispetto la scelta e, ripeto, è stato bello arrivare fin qua con te, davvero. Un abbraccio e buon lavoro, Alberto».  Dal suo canto Massimo Lopez, sottolinenado l'umiltà nell'avvicinarsi a questo ruolo e la voglia di onorare il grande Tonino Accolla, gli ha risposto: «Caro Alberto, apprezzo moltissimo le tue parole ed il tuo pensiero. Grazie! È raro di questi tempi avere dei confronti così signorili. Sì, siamo stati "rivali" fino all'ultimo; sì, ho sentito quanto tu sia bravo nel riprodurre fedelmente tutte le voci dei Simpson, e l'ho sottolineato in qualche intervista. Doppiare Homer è una bella responsabilità, l'ultima scelta è stata a mio favore, le critiche saranno tante: dal mio punto di vista cercherò di onorare il grande Tonino cercando di avvicinarmi un po' al suo stile sperando di non deludere le aspettative dei suoi fan. Tu sei molto bravo e sono certo che riuscirai a fare belle cose anche tu e presto. Grazie ancora ed un abbraccio». Insomma, un confronto pacifico che rimette a posto coloro che hanno voluto dare spazio alle proprie lamentele troppo presto, e che, al di là delle bravure dell'uno o dell'altro, evidenzia come sia necessario fare del proprio meglio quando si deve svolgere un lavoro che sia sa già che sarà al centro delle polemiche.


Di seguito il suddetto provino di Massimo Lopez:



venerdì 22 novembre 2013

Scoperta una nuova possibile cura contro la leucemia.


Nonostante nel corso degli anni ci siano stati dei grandi progressi da parte della ricerca e diversi successi nel campo della medicina, attualmente la leucemia resta una malattia di cui ancora non si conosce una cura definitiva. Ed è proprio per questo motivo che gli scienziati sono sempre al lavoro per trovare nuove efficaci cure ed offrire una speranza a tutti i malati, (come, ad esempio, lo studio dello scorso Marzo). Ed a quanto pare questa speranza, potrebbe arrivare dalla lontana Australia, dove di recente un team di ricercatori del Peter MacCallum Cancer Centre di Melbourne avrebbe scoperto un nuovo approccio, (che è stato soprannominato "a doppia canna"), che potrebbe portare alla sopravvivenza nel lungo termine dei pazienti affetti da questo tipo di cancro del sangue, in particolar modo nelle forme più aggressive. In pratica, come hanno spiegato i ricercatori: "Dietro a queste forme di cancro c'è un enzima mutante chiamato "JAK2" che alimenta una forma particolarmente virulenta della malattia e che si è dimostrato resistente alle terapie attuali". Mentre il dottor Ricky Johnstone, che ha coordinato lo studio, ha aggiunto: "Non solo questi enzimi crescono molto velocemente e diffondono i tumori più rapidamente, ma sono spesso refrattari alle chemioterapie standard. Infatti queste forme di leucemia sono molto difficili da trattare a causa della velocità con cui si diffondono ma, in aggiunta, non possono essere trattate con la chemioterapia comune". Ad ogni modo il nuovo tipo di trattamento è stato testato durante uno studio, pubblicato sulla rivista Cell Reports, nel quale il dottor Ricky Johnstone, insieme alla dottoressa Michaela Waibel e colleghi, hanno un trattato la leucemia su modello animale con un nuovo farmaco per attaccare l'attività cancerogena della proteina JAK2 in due punti, ottenendo ottimi risultati; infatti il metodo si è dimostrato efficace nel curare totalmente questa forma di leucemia. Al riguardo il dottor Ricky Johnstone ha spiegato: "Se pensiamo ad una cellula tumorale come ad un albero, e se pensiamo che questa proteina JAK2 è l'albero, quello che vogliamo fare è colpire "l'albero" in due punti: vogliamo tagliare le "foglie" con un farmaco e poi vogliamo esaurire "l'apparato radicale" e, soprattutto, il "fittone" ad un altro livello". Ed ha, infine, concluso dichiarando: "Crediamo che il modo migliore per uccidere "l'albero", e quindi la cellula tumorale, sia questo duplice approccio: rimuovere le "foglie", togliere le "radici" e poi diminuire completamente la sopravvivenza ed il percorso di nutrimento per "l'albero" e, di conseguenza, uccidere la cellula tumorale. Ed anche se la ricerca è ancora nelle sue fasi iniziali, la disponibilità dei nuovi inibitori per uso clinico rende i risultati di laboratorio emozionanti". In ogni caso, secondo le intenzioni dei ricercatori, questo nuovo trattamento potrebbe essere messo a disposizione dei pazienti umani addirittura entro un anno.


giovedì 21 novembre 2013

Poste Italiane fa un accordo con Eutelsat Communications per portare Internet veloce in tutta Italia.


A quanto pare Poste Italiane ha scelto il servizio di banda larga satellitare tooway della Eutelsat Communications per portare Internet veloce in tutta Italia; infatti in questi giorni le suddette aziende hanno firmato un accordo che, stando a quanto spiegato in un nota di Poste Italiane: «contribuirà in modo fondamentale alla digitalizzazione del Paese ed alla riduzione del divario digitale in Italia, attraverso la commercializzazione del servizio di banda larga via satellite tooway». In pratica l'intesa è stata siglata da Massimo Sarmi, attuale Amministratore Delegato di Poste Italiane, e da Michel de Rosen, attuale Presidente e CEO di Eutelsat Communications, durante il vertice bilaterale Italia-Francia in corso a Roma, alla presenza di Enrico Letta, attuale Presidente del Consiglio Italiano, e François Hollande, attuale Presidente della Repubblica Francese. Al riguardo Poste Italiane nella suddetta nota ha spiegato: «Questo nuovo traguardo trasformerà il panorama della banda larga in Italia, dove 2,37 milioni di residenti in 3.600 città e paesi non possono ancora beneficiare di un servizio Internet di qualità per l'accesso a servizi di formazione, intrattenimento, comunicazione ed e-commerce». Ed ha proseguito sottolineando: «Il servizio tooway sarà reso disponibile da PosteMobile attraverso la rete degli uffici postali e dei venditori business di Poste Italiane, con l'obiettivo prioritario di servire, dal primo trimestre 2014, le aree tuttora prive di servizi di comunicazione terrestre a banda larga». Mentre Massimo Sarmi, dopo la firma dell'intesa, ha dichiarato: "L'accordo con il Gruppo Eutelsat è un nuovo capitolo dell'impegno di Poste Italiane nel processo di progressiva digitalizzazione del Paese. La tecnologia tooway sarà presto disponibile per connettere ampie zone dell'Italia che non possono ancora beneficiare della rete terrestre a banda larga. L'obiettivo legato alla partnership con Eutelsat Communications è di contribuire a ridurre il divario digitale e portare benefici ai privati ed alle imprese con la prospettiva di sviluppare al massimo l'e-commerce ed i servizi di cloud computing". E Michel de Rosen ha poi aggiunto: "Quest'accordo è un ulteriore importante passo verso la costruzione di un'economia digitale aperta a tutti in Italia, grazie alla comprovata esperienza della nostra unit Eutelsat Broadband. Vi è una forte storia di cooperazione franco-italiana nel settore spaziale e siamo lieti di collaborare con PosteMobile con la nostra tecnologia satellitare di ultima generazione per affrontare l'importante sfida della diffusione della banda larga in Italia. Eutelsat Communications è orgogliosa di essere in prima linea nel comune sforzo europeo di spingere il nostro continente verso il prossimo traguardo dell'era digitale". Ad ogni modo in sostanza il suddetto servizio tooway opererà in collegamento con il satellite KA-SAT consentendo agli utenti di connettersi ad Internet ovunque e facilmente, raggiungendo una velocità in download fino a 20 Mbps ed in upload fino a 6 Mbps. Inoltre per attivare il servizio sarà sufficiente installare una piccola parabola ed un modem satellitare collegato al computer: la parabola può essere auto-installata oppure posizionata da uno dei 4.000 installatori formati e certificati dalla Eutelsat Communications in tutta Europa, di cui oltre 1.000 in Italia. E dunque utilizzando la stessa parabola, il servizio tooway offrirà, infine, anche funzioni di televisione multicanale e telefonate VoIP per una completa integrazione triple play ed anche una rete wireless domestica. Tuttavia al momento non sono stati resi noti né maggiori dettagli né quali potrebbero essere gli eventuali costi del servizio in questione.


mercoledì 20 novembre 2013

Scoperto che dormire bene ed in modo regolare può aiutare anche a mantenere un peso sano.


Ormai si sa, il sonno è davvero importante, e spesso per comprendere ciò non ci sarebbe neanche bisogno delle conferme degli scienziati; infatti basta provare a non dormire per qualche tempo per rendersene conto. Per questo coloro che sono abituati a fare le "ore piccole", e che dormono in modo irregolare, potranno prima o poi subirne le conseguenze sulla propria salute. Tuttavia, a parte problemi di salute più o meno seri, pare che dormire in modo regolare possa anche aiutare a mantenere un peso sano, e che, contrariamente, dormire poco o troppo ed in modo irregolare possa fare ingrassare. O almeno questo è quanto hanno scritto sull'American Journal of Health Promotion alcuni ricercatori della Brigham Young University, i quali di recente hanno condotto uno studio su oltre 300 donne per valutare come il sonno influisce sul peso corporeo. In pratica le partecipanti, di età compresa tra i 17 e i 26 anni, sono state valutate in base alla propria composizione corporea, allo stile di vita condotto ed i comportamenti durante le ore di veglia e durante le ore di sonno. Così facendo il professor Bruce Bailey, insieme ai professori James LeCheminant, Larry Tucker e William Christensen, hanno scoperto che sia le ore dormite per notte che l'ora in cui ci si sveglia influiscono, (positivamente o negativamente, dipende dai vari casi), sul peso corporeo. In particolare i ricercatori hanno rilevato che dormire meno di 6,5 ore per notte, (così come dormire più di 8,5 ore per notte), risulta essere associato ad un aumento di peso e maggiore grasso corporeo. Per di più il dato di maggiore interesse rilevato dai ricercatori è stata la relazione che intercorreva tra il tempo trascorso a letto, la coerenza con l'orario di sveglia ed il peso corporeo. Infatti le donne che andavano a letto e si svegliavano sempre intorno alla stessa ora risultavano avere meno grasso corporeo, rispetto alle altre donne che non avevano ritmi regolari oppure si svegliavano più tardi. Nello specifico le donne che presentavano una variazione di oltre 90 minuti tra le ore di veglia e sonno durante la settimana avevano maggiore grasso corporeo, rispetto a coloro la cui variazione era inferiore ai 60 minuti. Al riguardo il professor Bruce Bailey ha spiegato: "Noi possediamo questi orologi interni e se li estromettiamo non permettendo loro di rientrare in un modello, questo ha un impatto sulla nostra fisiologia"; per questo motivo i ricercatori hanno collegato modelli di sonno coerenti con l'avere una buona "igiene del sonno". Dunque quando quest'ultima viene alterata, può influenzare i modelli di attività fisica e incidere su alcuni degli ormoni legati al consumo di cibo che contribuiscono all'accumulo eccessivo del grasso corporeo. Insomma lo studio in questione ha confermato il credo comune, secondo cui: "le ore ideali di sonno sono 8"; infatti i risultati hanno supportato l'idea che dormire tra le 8 e le 8,5 ore per notte è correlato ad un minore peso e grasso corporeo. Inoltre, allo stesso modo, sul peso e sul grasso incide anche la qualità del sonno. Infatti in tal proposito, per migliorare la qualità del sonno, il professor Bruce Bailey ha, infine, raccomandato di: "Fare movimento o esercizio fisico durante la giornata, mantenere una temperatura fresca nella stanza, dormire in una stanza tranquilla, e non tenere luci accese mentre si dorme".


martedì 19 novembre 2013

Negli USA i Simpson arrivano anche in streaming su Internet (legalmente).


Mentre in Italia i fan dei Simpson sono in attesa di conoscere la nuova voce di Homer, dopo la morte di Tonino Accolla, avvenuta lo scorso 14 Luglio, (attualmente tra le persone che potrebbero sostituirlo ci sono Massimo Lopez ed Alberto Pagnotta), negli Stati Uniti il popolare cartone animato in questi giorni si è visto protagonista di uno storico accordo. Infatti il canale FXX si è aggiudicato i diritti per trasmettere i 552 episodi che vanno a comporre le 25 stagioni della serie ideata da Matt Groening, sia sulla televisione via cavo americana che in streaming. Ed anche se il valore di questa "stretta di mano" non è stato reso noto, secondo il New York Times si aggirerebbe intorno a 1,5-1,6 milioni di dollari per puntata per un totale di circa 900 milioni. In pratica l'accordo è avvenuto sotto l'occhio vigile della 21st Century Fox, (che, oltre a possedere FXX, è proprietaria dello studio che ha creato la serie), della 20th Century Fox, e naturalmente anche della Fox, ovvero la rete su cui attualmente i Simpson vanno in onda; insomma rimane tutto in famiglia. Ad ogni modo l'aspetto più interessante della vicenda non è tanto la messa in onda sul canale televisivo FXX, ma è relativo alla disponibilità delle 24 stagioni, (attualmente la 25esima non è ancora stata trasmessa e la 26esima è appena stata annunciata), in streaming: per la prima volta in quasi 24 anni le gesta degli famiglia di Springfield saranno accessibili, (legalmente), anche su Internet. Infatti la Fox finora si era limitata a pubblicare sul Web gli ultimi episodi trasmessi in televisione; mentre adesso FXX renderà accassibile l'intero archivio, fruibile anche on demand, sul portale Fxnow e lo renderà disponibile anche sui dispositivi mobili tramite un'apposita applicazione. Tuttavia per il momento tutto ciò andrà a beneficio solo del pubblico statunitense. Comunque sia la strategia e la cifra sborsata difficilmente coincideranno con la presenza della serie su piattaforme di streaming on demand su abbonamento come Netflix, (attesa in Italia per il prossimo anno); perciò il gioiellino di Matt Groening verrà trattato come tale anche online per spingere le sottoscrizioni ed ingolosire gli investitori pubblicitari. In ogni caso in Italia un accordo simile si dovrebbe si giocare con Sky e Mediaset, ovvero le uniche due proprietarie dei diritti del cartone animato nel nostro paese. Comunque in entrambi i casi, come negli Stati Uniti, la trasmissione dei Simpson dovrebbe andare solo a vantaggio della Tv. Dunque bisognerà vedere se la necessità di dimostrarsi competitivi anche in Internet porterà ad una ridiscussione dell'accordo che renda il contenuto accessibile anche in streaming. In ogni caso le piattaforme "anti-Neflix" targate dal gruppo di Rupert Murdoch e dal "Biscione" sono già ai posti di partenza: si tratta di Infinity, che Mediaset butterà nella mischia il prossimo Dicembre; e River, che Sky lancerà il prossimo anno.


lunedì 18 novembre 2013

Google e Microsoft contro pedofili e pedopornografia.


In questi giorni Eric Schmidt, l'attuale presidente di Google, ha scelto le pagine del tabloid britannico "The Daily Mail" per aggiornare i cittadini e le autorità dei progressi fatti per combattere gli abusi sui minori perpetrati in Rete. Infatti da ora le istituzioni non avranno più motivo per puntare il dito contro gli intermediari di Internet, in quanto Google si è messo all'opera per la messa a punto di una nuova tecnologia capace di bloccare le ricerche di materiale pedopornografico su internet. Inoltre non è un caso che l'annuncio di Eric Schmidt sia stato fatto nel Regno Unito: le autorità britanniche nei mesi scorsi hanno sollecitato una risposta forte dal parte degli operatori del Web, spingendoli a mettere a punto soluzioni tecniche in grado di sradicare una volta per tutte la pedopornografia, per svincolarsi dalla responsibilità di mediare illegalità. Ma Google non è il solo; infatti anche Microsoft si è messa all'opera già da tempo, attrezzando il suo motore di ricerca, Bing, con un sistema di filtri sensibile a certe parole chiave, che innescano la comparsa di un banner che segnala l'illegalità di contenuti frutto di abusi sui minori, sviluppando sistemi d'identificazione delle vittime degli abusi come la tecnologia PhotoDNA. Perciò il colosso di Montain View ha promesso di non essere da meno. Infatti Eric Schmidt durante il suo annuncio ha illustrato i progetti compiuti nei mesi scorsi, ovvero dei passi avanti in una strategia a lungo termine che ha finora visto al lavoro oltre 200 persone solo negli ultimi tre mesi. In primis l'affinamento degli algoritmi, che ha permesso di "ripulire" i risultati di 100.000 query dai link a sfondo pedopornografico e che presto si estenderà a 158 lingue nell'arco dei prossimi 6 mesi. Tuttavia al riguardo lo stesso Eric Schmidt ha ammesso: "Abbiamo affinato la ricerca su Google per impedire di far apparire tra i nostri risultati link a siti di abusi sessuali dei bambini. Però nessun algoritmo è perfetto e Google non può impedire preventivamente ai pedofili di aggiungere nuove immagini al Web. Comunque i cambiamenti ottenuti hanno consentito finora di ripulire i risultati di oltre 100.000 richieste potenzialmente correlate ad abusi sessuali sui bambini". Inoltre, in risposta a 13.000 parole chiave, ed in risposta alla volontà del primo Ministro britannico, David Cameron, il colosso californiano adesso ha mostrato degli avvertimenti espliciti; infatti nei banner che compaiono digitando le suddette parole chiave si può leggere: «I contenuti frutto di abusi sui minori sono illegali, esistono delle istituzioni che possono porgere aiuto». Dunque se da un lato Google promette di interrompere i link con le immagini pedopornografiche, dall'altro Eric Schmidt assicura di operare anche attivamente, sul fronte dell'individuazione degli abusi. Infatti accanto al suddetto sistema di classificazione e di tracciamento delle immagini sviluppato da Microsoft, il colosso californiano ha messo a punto una tecnologia che sembra derivare da VideoID, già utilizzata per identificare i video su YouTube. Quindi se è necessario del personale umano per "distinguere tra immagini innocenti di bimbi che fanno il bagnetto e reali immagini degli abusi", questa tecnologia può tenere traccia del replicarsi dei video. Insomma Google sta mettendo a punto una soluzione di questo tipo, per poterla offrire alle numerose organizzazioni che operano contro l'abuso sui minori. Tuttavia se da una parte gli sforzi di Google sono stati accolti dal plauso istituzionale, dall'altra parte c'è chi lamenta una falla non da poco nei meccanismi approntati dai privati rispetto al modo di operare di chi sfrutta i minori. Infatti in tal proposito un rappresentante del Child Exploitation and Online Protection Centre, (noto anche con la sigla CEOP), ha spiegato: "I pedofili non vanno su Google per cercare le immagini  si rivolgono agli angoli più bui di Internet ed ai siti peer-to-peer". A questo però penseranno le istituzioni; infatti le forze dell'ordine del Regno Unito tra non molto collaboreranno con quelle statunitensi per dare un contributo ancora più globale alla lotta contro la pedopornografia.


domenica 17 novembre 2013

La comunità filippina italiana si scaglia contro Paolo Bonolis e la gag de "il Filippino".


A quanto pare non è per niente piaciuta alla comunità filippina residente in Italia la gag proposta da Paolo Bonolis durante questa terza stagione di "Avanti un altro!". In pratica il conduttore in questa nuova edizione, (in onda dal 16 Settembre scorso), in alcuni casi veste ironicamente i panni, (oltre dell'"Inglese", il "Francese", lo "Spagnolo", il "Tedesco" ed il "Russo"), del "Filippino", indossando una parrucca di capelli lunghi e neri, impugnando uno straccio per spolverare, e parlando con il tipico accento tipico, (spesso poco comprensibile), elargisce perle di economia domestica, con lo slogan: "Io filippino vengo da Filippine faccio pulizie e faccio domande di economia domestica". Molto probabilmente prendendo spunto da Ariel, un'altro personaggio comico filippino interpretato da Marco Marzocca. Tuttavia, come già anticipato, questo siparietto ha di recente provocato la reazione sdegnata della comunità filippina italiana: è un elemento in particolare ad essere considerato intollerabile da più rappresentanti della comunità di filippini presenti in Italia, ovvero il fatto che il travestimento di Paolo Bonolis viene introdotto dall'inno nazionale filippino. Ma non solo; infatti ad essere considerato ancor più inopportuno è stato il brevissimo spazio temporale che separa la messa in onda della gag dalla catastrofe che ha colpito le Filippine, ovvero il terremoto ed il Tifone Haiyan, che la scorsa settimana ha provocato oltre 10.000 morti. Il che su Facebook ha scatenato la reazione di molti filippini italiani; infatti c'è chi scrive: «Già. Facile divertirsi a scapito degli altri. Che poi di filippino proprio non ha nulla quel "divertente" personaggio. Lo facesse almeno bene il nostro accento»; chi aggiunge: «Forse non lo sapete, ma i filippini stanno cosi attenti a dove, quando e come cantare l'inno mentre gli italiani lo cantano solamente nel mondiale d calcio! Ma va!»; e chi conclude: «Vergognatevi! Forse non lo sanno che il 95% dei filippini che vengono a lavorare in Italia come lavoratore domestico sono DIPLOMATI e 70% LAUREATI!!! Quindi se parliamo di educazione, intelligenza e professionalità, siamo tra i primi!!!! E voi invece? Bohhh!!!». Mentre al riguardo Romulo Sabio Salvador, un consigliere filippino aggiunto del comune di Roma, a nome della comunità filippina romana si è rivolto all'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, (nota anche con la sigla Agcom), all'Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, (noto anche con la sigla UNAR), ed alla stessa Mediaset, per stigmatizzare il personaggio interpretato da Paolo Bonolis, scrivendo: «L'aspetto più offensivo della caricatura risiede nell'utilizzo, durante l'introduzione del personaggio, della base musicale dell'inno nazionale filippino ascoltato dal presentatore stringendo sul cuore uno straccio per spolverare. Questa parodia è ancor più deprecabile in quanto in onda in una fascia oraria che annovera tra gli spettatori anche adolescenti e bambini, contribuendo in questo modo a diffondere un messaggio diseducativo che si contrappone al principio di integrazione fra culture che dovrebbe, invece, essere incoraggiato in una società multietnica come la nostra». Per di più il consigliere ha chiesto alla produzione della trasmissione delle pubbliche scuse, spiegando: «La comunità è indignata dalla rappresentazione del nuovo personaggio proposto dal presentatore Paolo Bonolis, "il Filippino", il quale propone uno stereotipo così limitante del filippino, che parla in maniera incomprensibile e lavora come collaboratore domestico». Ed ha concluso scrivendo: «Infine, ma non meno importante, quanto descritto ha particolarmente toccato la sensibilità della comunità Filippina che in questo momento delicato di lutto nazionale, a causa del Tifone Haiyan, avrebbe bisogno di sostegno morale anziché di offese gratuite alla propria dignità».


sabato 16 novembre 2013

WOW, l'invenzione italiana che permette di eliminare la radioattività dall'acqua.


Si chiama WOW e si tratta di un'invezione che a prima vista potrebbe sembrare una sorta di lavastoviglie, ma che invece al suo interno contiene una tecnologia che potrebbe aprire una speranza concreta per la decontaminazione delle acque radioattive. Infatti i test, già effettuati circa un anno e mezzo fa presso il Laboratorio energia nucleare applicata della facoltà di chimica dell'Università degli Studi di Pavia, (noto anche con la sigla LENA), hanno certificato che l'apparecchiatura in questione, prodotta da un ingegnere padovano, garantisce risultati straordinari, tanto da strappare più di un "wow" ai tecnici specializzati, (da qui deriva il nome dato alla nuova invenzione). Ad ogni modo durante i suddetti test WOW è stata in grado di ridurre di 7.500 volte la concentrazione di cesio radioattivo nell'acqua, partendo da livelli di contaminazione simili a quelli presenti nelle piscine di raffreddamento del reattore di Fukushima. Per di più è stata in grado anche di ridurre i volumi delle acque da stoccare: la radioattività presente in 5.000 metri cubi è stata concentrata in un litro. In pratica per comprendere al meglio le potenzialità economiche di WOW basta considerare che attualmente con i metodi utilizzati in Giappone, considerati i più efficienti, vengono depurati 25.000 metri cubi d'acqua al mese e si producono 5.000 metri cubi di fanghi radioattivi; ovviamente tutti da stoccare e monitorare in enormi serbatoi. Ma non è tutto; infatti, secondo gli esperti, l'invenzione italiana permetterebbe di salvaguardare la macchina da ogni contaminazione, dato che può essere ri-utilizzata dopo un semplice lavaggio, e non produrrebbe nuove scorie. Tuttavia al momento non si sa bene quale sia il metodo utilizzato da WOW e l'inventore, Adriano Marin, si è limitato a spiegare: "Un processo termo-dinamico di evaporazione. Il resto è top-secret, coperto da un brevetto mondiale". Mentre lo scenario del business è molto chiaro ad un gruppo di investitori, (in gran parte del Nord-est), che hanno sostenuto il progetto e confidano nell'apertura di un mercato mondiale. Perciò l'ultimo ostacolo che adesso WOW dovrà superare è una cosiddetta "prova d'urto": il che significa che dovrà essere in grado di trattare le acque contenute nelle vasche di stoccaggio di materiale radioattivo dell'impianto EUREX di Saluggia, (in provincia di Vercelli). Al riguardo Adriano Marin ha, infine, confermato: "Per il momento puntiamo a mantenere WOW in Italia, ed a creare una filiera e tanti posti di lavoro specializzati".


venerdì 15 novembre 2013

Secondo alcuni studi, la pizza sarebbe un alimento sano che non dovrebbe essere demonizzato.


In principio era considerata un alimento "povero", composto soltanto da pochi ingredienti: farina, acqua, passata di pomodoro e mozzarella. Mentre con il passare del tempo le ricette più complesse ed un aumento della facilità di consumo hanno portato molti ad associarla al cosiddetto "junk food". Ma tuttavia a quanto pare la pizza, nonostante il suo consistente carico di calorie, rimane un alimento sano e da non demonizzare. Infatti, secondo alcuni studi, chi ama la pizza e pratica un'attività fisica costante farebbe bene a non porsi troppi scrupoli; invece il problema emerge quando si è "a dieta". Infatti, secondo molti nutrizionisti che redigono schemi alimentari controllati, la pizza rappresenta lo "strappo" concesso non più di una volta alla settimana. Al riguardo Andrea Ghiselli, medico nutrizionista e dirigente di ricerca del Centro di ricerca per gli alimenti e la nutrizione, (noto anche con la sigla CRA-NUT), ha spiegato: "Una margherita garantisce un apporto energetico di poco superiore a quello di un piatto di pasta condito, di norma compreso tra 600 e 700 chilocalorie. Chi ha un fabbisogno di 2.200-2.300 chilocalorie al giorno può mangiare anche una margherita al giorno, mentre chi segue un regime dietetico ipocalorico da 1.400 chilocalorie deve sicuramente consumarla con minor frequenza. Ma non è possibile dare un'indicazione valida su larga scala". Inoltre la pizza contiene innanzitutto carboidrati, (per una quota prossima al 70%); poi ci sono i grassi, (circa il 20%), e le proteine, (circa il 10%); ed, infine, se pur con la dovuta variabilità, una pizza margherita è sbilanciata in favore degli zuccheri complessi; ma non per questo andrebbe demonizzata. In tal proposito Andrea Ghiselli ha proseguito dichiarando: "Ciò che conta è il bilancio giornaliero, non quello di un singolo pasto. L'importante, quando si opta per una buona pizza, è rinunciare al pane e bilanciare gli altri nutrienti nei pasti della giornata". Infatti una margherita, che in peso può oscillare tra 300 e 600 grammi, apporta anche quote non trascurabili di sale, (1,5 grammi, ovvero pari al 25% del fabbisogno giornaliero raccomandato), e modeste quantità di vitamina A, vitamina C, ferro e calcio, grazie al pomodoro ed al formaggio utilizzato. Ad ogni modo il frequente accostamento della pizza al "cibo spazzatura" ha addirittura portato un gruppo di nutrizionisti dell'Università di Glasgow a renderla più equilibrata senza alterarne il sapore. Infatti in uno recente studio apparso su Public Health Nutrition, i ricercatori hanno analizzato le proprietà nutrizionali di 25 pizze margherita surgelate. I dati riscontrati sono stati estremamente variabili, con apporti calorici compresi tra 250 e 600 chilocalorie. Così, in collaborazione con la start-up Eatbalanced.com, gli studiosi hanno provveduto alla formulazione di una pietanza più equilibrata, con meno sale, più farina integrale, un maggior apporto di micronutrienti, (vitamina A, B12, C, ferro ed iodio), fibre ed un miglior equilibrio tra carboidrati, proteine e grassi. In questo modo è venuta fuori la "pizza margherita ideale", in grado di apportare meno di 600 chilocalorie e con una più equa ripartizione dei nutrienti. Mentre per quanto riguarda il gusto, un gruppo di assaggiatori, composto da adulti e bambini, ha dato l'ok all'esperimento e si è dichiarato disponibile a spendere qualche centesimo in più per mangiare una margherita più "sana". Al riguardo i ricercatori dell'Università di Glasgow hanno, infine, spiegato: "Molte pizze commerciali, per migliorare la conservazione del prodotto, hanno una quota eccessiva di sale e grassi. Questo studio dimostra come, con qualche accortezza in più, sia possibile mangiare in maniera corretta anche quando si consuma un alimento già pronto".