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martedì 31 dicembre 2013

Dimostrato che mangiare lentamente riduce la fame ed il rischio d'ingrassare.


Un vecchio detto popolare dice: «chi va piano va sano e va lontano»; ma a quanto pare da adesso, se si parla di alimentazione: «chi va piano... mangia meno ed ingrassa meno». O almeno questo è quanto ha fatto sapere un nuovo studio in cui si è scoperto che la capacità di controllare l'appetito e l'apporto energetico possono essere influenzati anche dalla velocità con cui si mangia. In pratica a scoprirlo sono stati alcuni ricercatori del Dipartimento di Kinesiologia della Texas Christian University, (nota anche con la sigla TCU), i quali hanno osservato come una diversa velocità nel mangiare influisce sulle calorie consumate durante il pasto. E pare anche che questo avviene sia nei soggetti di peso normale, (o normopeso, che dir si voglia), che in quelli sovrappeso o obesi, seppur in maniera diversa. Infatti durante il suddetto studio i ricercatori della TCU, guidati dalla dottoressa Meena Shah, hanno reclutato un gruppo di persone, (suddiviso a sua volta in tre sottogruppi, appunto, con tre condizioni di base: normopeso, sovrappeso ed obesi), il quale avrebbe dovuto consumare due pasti in ambiente controllato. Inoltre durante tale processo i ricercatori hanno anche raccolto dati sulle sensazioni di fame e di pienezza prima e dopo i pasti a ritmo veloce ed a ritmo lento ed, infine, anche sul consumo di acqua durante i pasti. In sostanza durante la prima fase dello studio tutti i partecipanti sono stati invitati a consumare il pasto lentamente, facendo anche sapere loro che non avevano vincoli di tempo e che dunque potevano prendersi tutto il tempo necessario per masticare lentamente, prendere piccoli morsi, e anche fare delle pause tra una forchettata e l'altra. Mentre nella seconda fase dello studio, i volontari sono stati invitati a consumare il pasto entro un limite di tempo prestabilito, per cui dovevano mangiare molto più rapidamente. In questo caso dovevano contrariamente prendere grandi morsi, masticare velocemente e non fare una pausa tra una forchettata e l'altra. Comunque sia i risultati finali emersi, che sono stati pubblicati sul Journal of the Academy of Nutrition and Dietetics, mostrato che i soggetti normopeso hanno avuto una riduzione statisticamente significativa del consumo calorico durante il pasto lento, rispetto al pasto veloce: nello specifico 88 kcal in meno, contro solamente 58 kcal in meno per il gruppo delle persone sovrappeso o obese. Al riguardo la stessa dottoressa Meena Shah ha spiegato: "Rallentare la velocità nel mangiare ha portato ad una significativa riduzione dell'apporto energetico nel gruppo di peso normale, ma ciò non è avvenuto allo stesso modo nel gruppo di peso eccessivo o di obesi. La mancanza di significatività statistica nel gruppo sovrappeso e obesi può essere dovuta dal fatto che essi hanno consumato meno cibo durante entrambe le prove alimentari rispetto ai soggetti normopeso". Tuttavia, differenze di apporto energetico a parte, (che sono state influenzate dalla quantità di cibo assunto dai diversi gruppi), quello che invece è risultato uguale per tutti e tre i sottogruppi è stata la sensazione di meno fame provata dopo la prova del mangiare lentamente, a differenza di quando hanno mangiato velocemente. Il che suggerisce che mangiare lento può dunque agire sulla sensazione di appetito, riducendo la voglia di mangiare in seguito; il che rappresenta un qualcosa che potrebbe essere di grande aiuto soprattutto quando si hanno problemi di peso.


lunedì 30 dicembre 2013

È possibile utilizzare i riflessi oculari per identificare i criminali?


A quanto pare gli occhi non sono solo lo specchio dell'anima, (come dice un vecchio detto popolare), ma possono essere anche uno strumento utile per la cattura dei criminali. O almeno questo è quanto hanno fatto sapere i ricercatori del Dipartimento di Psicologia dell'Università di Glasgow, i quali di recente, (grazie ad una ricerca pubblicata su PLOS ONE), hanno scoperto che le immagini riflesse, appunto, negli occhi delle vittime possono consentire l'identificazione dei sospettati. In pratica chi segue la famosa serie CSI - Scena del crimine riconoscerà sicuramente la tecnica utilizzata durante il suddetto studio dal dottor Rob Jenkins e da Christie Kerr, ma tuttavia il successo dell'esperimento ha richiesto il rispetto di determinate condizioni. Infatti solitamente durante le investigazioni, la polizia scientifica raccoglie diverse prove sulla scena del crimine: qualche volta i criminali dimenticano volutamente o accidentalmente la loro fotocamera, con la quale scattano foto delle vittime di rapimenti o abusi sessuali. Perciò in questi casi si potrebbe identificare il colpevole, e/o gli altri individui presenti, dai riflessi negli occhi dei soggetti inquadrati dall'obiettivo della fotocamera; considerando che numerose ricerche hanno stabilito che il cervello umano è in grado di identificare i volti di familiari o persone note anche se l'immagine ha una risoluzione molto bassa. E quindi sarebbe sufficiente effettuare uno zoom per scoprire il volto del colpevole riflesso nell'occhio della vittima. Ad ogni modo per l'esperimento condotto dai ricercatori dell'Università di Glasgow sono stati arruolati 8 volontari, ognuno dei quali è stato fotografato ad un metro di distanza con una Hasselblad H2D da 39 Megapixel, (ISO 50, apertura f8, ed otturatore 1/250 sec.), dotata di obiettivo macro da 120 mm. In sostanza ai lati del soggetto ed alle spalle del fotografo, (e di altri 4 presenti), sono stati posizionati 4 flash; il risultato è stato un volto riflesso sulla cornea dei volontari, avente una dimensione compresa tra 27 e 36 pixel in larghezza e 42 e 56 pixel in altezza. Dunque l'immagine è stata successivamente ingrandita usando l'interpolazione bicubica, mentre luminosità e contrasto sono stati corretti con la funzione "Contrasto automatico" di Photoshop, il più famoso e completo programma di fotoritocco. Dopo di che due gruppi di volontari hanno confrontato l'immagine del volto riflesso negli occhi con le foto delle stesse persone scattate però 14 mesi prima, ottenendo così una percentuale del cosiddetto "face matching" compresa tra il 71% e l'84%. In ogni caso i ricercatori ritengono che, utilizzando più immagini riflesse da entrambi gli occhi, si potrebbe addirittura ricostruire una rappresentazione 3D dell'ambiente. Tuttavia le immagini potranno essere usate come prova solamente se il soggetto risulta correttamente "a fuoco", se il fotografo si trova frontalmente, e se ci sono le condizioni ideali di illuminazione. Ed, infine, sarebbe necessaria una fotocamera ad altissima risoluzione; ma con la diffusione di smartphone evoluti, (come, ad esempio, il Nokia Lumia 1020), quest'ultimo ostacolo verrà ben presto superato.

Di seguito il breve video allegato al suddetto studio:



domenica 29 dicembre 2013

A Gennaio arriva sul grande schermo "Angry Games - La ragazza con l'uccello di fuoco".


Dopo l'uscita di grandi film di successo, come sempre, arriva l'immancabile appuntamento con i film parodia. E quest'anno, (o forse sarebbe meglio dire il prossimo, considerando che il 2013 è ormai agli sgoccioli), toccherà a film come Hunger Games, Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 2, Sherlock Holmes - Gioco di ombre, The Avengers, Avatar, Il grande e potente Oz, Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato, ed I Mercenari 2 - The Expendables, essere "vittime" di parodia; infatti nel mese di Gennaio in tutti i cinema italiani arriverà "Angry Games - La ragazza con l'uccello di fuoco", (titolo originale: The Starving Games). In pratica si tratta di un film parodia scritto e diretto da Jason Friedberg ed Aaron Seltzer, già autori di altre pellicole simili, (tra i più conosciuti vi sono: "3ciento - Chi l'ha duro... la vince", "Disaster Movie" e "Mordimi"), che come si può intuire dallo stesso titolo prenderà come riferimento principale per la trama il recentissimo film "Hunger Games: La ragazza di fuoco". Ad ogni modo il film in questione, le cui riprese sono durate soltanto un mese, (iniziate nello stato della Louisiana il 15 Ottobre e terminate nel medesimo stato il 16 Novembre del 2012), ed il cui budget è stato di circa 4,5 milioni di dollari, racconterà la storia Kantmiss Evershot e Peter Malarky, due ragazzi innamorati che verranno scelti come tributo durante gli Starving Games, vale a dire dei giochi in cui 24 ragazzi devono affrontarsi in dei duelli mortali, in cui ne rimarrà in vita solo uno. Nell'arena saranno presenti "intrusi" provenienti dai suddetti film, e si combatterà duramente con tecniche particolarmente strane. Al riguardo in una delle descrizioni del film si può leggere: «Ambientato nell'angolo più deprimente di un futuro post-apocalittico, seguiamo la nostra ingenua eroina Kantmiss Evershot, manipolata dalla scaltra sorella minore, si trova a gareggiare al posto di quest'ultima nella settantacinquesima edizione degli Starving Games. Nel fare ciò dovrà lasciarsi alle spalle l'amico di sempre Dale e fare squadra in una lotta per la sopravvivenza con Peter Malarkey, il figlio nerd del panettiere. Ma aspettate, c'è di più! Potrebbe anche vincere con un panino da 15cm con prosciutto e sottaceti, parzialmente mangiucchiato!». Comunque sia "Angry Games - La ragazza con l'uccello di fuoco" sarà distribuito in Italia tramite la Lucky Red a partire dal prossimo 16 Gennaio; tuttavia, considerata la presenza di contenuto sessuale, nudità, violenza comica e linguaggio non adatto, il film in questione sarà, infine, vietato ai minori di 14 anni.


Di seguito la locandina:
http://www.bestmovie.it/wp-content/uploads/2013/12/ANGRY-GAMES-Manifesto.png
...ed il trailer italiano ufficiale:



sabato 28 dicembre 2013

Secondo recenti studi, masticare chewing gum può sia causare l'emicrania che aumentare l'intelligenza.


A quanto pare masticare troppo chewing gum può far venire il mal di testa; o almeno questa è stata la controindicazione resa nota da una recente ricerca dell'Università di Tel Aviv pubblicata sulla rivista Pediatrics Neurology. In pratica lo studio in questione, la cui sperimentazione consisteva nell'interrompere la masticazione delle gomme per un mese, ha coinvolto 30 adolescenti appassionati, appunto, di gomma da masticare e con problemi di cefalea ricorrenti. In sostanza i risultati hanno mostrato che per 26 di loro l'interruzione si era tradotta in una diminuzione significativa del numero e dell'intensità delle crisi di emicrania. Per di più, come controprova di ciò, i ricercatori hanno chiesto ai ragazzi di riprendere a masticare chewing gum come loro solito; il che ha prodotto una recidiva dell'emicrania. Infatti pare che la ragione di questo nesso stia nello stress indotto all'articolazione fra la mandibola e la zona temporale del cranio. Tuttavia pare anche che masticare le cosiddette "gomme americane" abbia un effetto del tutto inaspettato e positivo. Infatti, secondo una seconda ricerca risalente ad inizio anno, condotta e pubblicata su Brain and Cognition da un team di scienziati giapponesi dell'Istituto Nazionale di Scienze Radiologiche di Chiba, (noto anche con la sigla NIRS), guidati dal professor K. Hirano, i chewing-gum sarebbero in grado di rendere più intelligenti. Questo perché, sempre secondo i medici asiatici, la masticazione continua stimolerebbe il flusso di sangue diretto al cervello, tanto da aumentarne le capacità funzionali. Oltretutto, per sostenere questa tesi, i ricercatori hanno reclutato e seguito un piccolo campione formato da 17 individui, (di età compresa fra i 20 ed i 34 anni e senza problemi di salute), coinvolgendoli in una serie di esperimenti volti a valutare la velocità di processamento delle informazioni del cervello e la loro capacità di attenzione. Quindi, stando agli esiti dei test, il masticare aumenterebbe la lucidità mentale, ma anche la capacità di controllare i movimenti. In pratica i soggetti partecipanti sono stati sottoposti a risonanza magnetica funzionale mentre svolgevano un particolare test: a seconda della direzione di una freccia mostrata al centro di uno schermo dovevano premere un tasto con il pollice destro o con quello sinistro. I soggetti hanno ripetuto il test due volte, e la seconda volta l'hanno fatto masticando un chewing-gum: i ricercatori hanno offerto loro delle gomme da masticare totalmente prive di sapore ed odore, per evitare possibili distrazioni. Comunque sia il risultato di tale ricerca è stato che il tempo di reazione dei soggetti diminuiva in maniera sensibile, (pari al 10%), quando masticavano la gomma. Inoltre la risonanza ha anche mostrato che la masticazione è in grado di attivare fino a 8 diverse aree del cervello coinvolte nell'attenzione e nelle funzioni esecutive. Al riguardo i ricercatori giapponesi hanno, infine, commentato: "Questi risultati indicano che la masticazione induce un aumento del livello di eccitazione e di attenzione in aggiunta ad un effetto sul controllo del movimento e, di conseguenza, questi effetti potrebbero portare a miglioramenti nelle performance cognitive".


venerdì 27 dicembre 2013

Sviluppato un "muscolo robotico" molto simile a quelli umani.


Di recente alcuni ricercatori del Lawrence Berkeley National Laboratory, (il laboratorio nazionale del Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti d'America; conosciuto anche come Berkeley Lab, e con le sigle: LBL o LBNL), hanno sviluppato un muscolo artificiale molto simile a quello umano, grazie all'utilizzo del biossido di vanadio, vale a dire un particolare materiale la cui caratteristica principale è quella di passare da isolante a conduttore elettrico in base alla temperatura. In pratica questa proprietà fa sì che al cambio di temperatura il materiale si "muova" esattamente come accade alle singole cellule dei nostri muscoli. Quindi una struttura realizzata in tal modo potrebbe comportarsi, ad esempio, come un bicipite umano, ed aprire la strada alla realizzazione di protesi robotiche molto più precise di quelle attuali, di robot umanoidi più realistici e versatili, ed anche di esseri umani "migliorati", più forti di quelli naturali. Entrando un po' più nello specifico, il biossido di vanadio cambia stato una volta arrivato a 67 gradi centigradi, e questo passaggio provoca anche la deformazione del metallo, (come accadeva con alcuni indicatori di direzione nelle auto). Inoltre durante questo processo il biossido di vanadio è in grado di generare in breve tempo, (per essere precisi: nel giro di 60 millisecondi), una forza molto grande, che potrebbe permettere di lanciare 50 volte il proprio peso ad una distanza pari a cinque volte la propria lunghezza. Per di più durante i test questo "muscolo robotico" si è rivelato capace di eseguire oltre un milione di cicli prima di iniziare a degradarsi; e, considerando che al momento si trova alle fasi iniziali dello sviluppo, c'è sicuramente tempo per aumentarne il ciclo di vita. Ad ogni modo, anche se la sua forza bruta non può competere con gli attuatori dei moderni robot, questo muscolo artificiale è sicuramente in grado di offrire in cambio diversi vantaggi, in quanto: è molto più compatto e leggero, ha una risposta quasi immediata, e dovrebbe consumare molta meno energia. In ogni caso attualmente si è ottenuto solo un cosiddetto "proof of concept"; il che, infine, significa che questo "muscolo robotico" può essere concretamente realizzato, ma di certo non sarà pronto molto presto.


giovedì 26 dicembre 2013

McDonald's chiude McResource Line, il sito che avvertiva i dipendenti: «Non mangiate fast food, fa male».


A quanto pare McDonald's aveva avvertito i suoi dipendenti: «Non mangiate fast food, fa male»; in pratica il consiglio era apparso sul sito web McResource Line, dedicato appositamente agli impiegati della catena, dove diversi articoli definivano "non salutare" il consumo di cheeseburger e fritti. Infatti si poteva leggere: «Il fast food è veloce, poco costoso ed un'alternativa veloce alla cucina casalinga, ma l'eccesso di calorie, i grassi saturi, lo zucchero e il sale contenuti in questi prodotti possono portare all'obesità». Ma tuttavia da oggi l'avvertimento non si può più leggere, in quanto i vertici di McDonald's hanno deciso di chiudere temporaneamente il sito in questione, dove ora appare solo scritta: "Torneremo presto!". Questo soprattutto perché da Oak Brook, la sede di McDonald's, (in Illinois), erano arrivate le prime critiche subito dopo che la notizia del sito era stata diffusa dalla CNBC: "Le informazioni ed il contenuto del sito sono state travisate e portate fuori contesto. Hanno generato giudizi e commenti inappropriati". Infatti pare che l'intento iniziale dell'azienda non fosse darsi la zappa sui piedi ma sottolineare che i menù proposti negli ultimi anni comprendono scelte più salutari. Infatti al riguardo la stessa azienda aveva spiegato: "Il sito ospita contenuti di terze parti e si dichiara d'accordo con quanto riportato, sottolineando che i men§ proposti negli ultimi anni comprendono scelte più salubri come insalate, pollo grigliato e succhi di frutta". Ad ogni modo, travisato o meno, il messaggio non ha funzionato; considerando che sul sito McResource Line, gestito da una società esterna, apparivano anche le immagini di un classico McMenu targato come "scelta non salutare" a confronto con "una più sana" baguette con ingredienti più genuini, un'insalata ed un bicchiere d'acqua. Oltre che la raccomandazione a limitare il consumo di questi prodotti in caso di pressione alta, diabete e malattie cardiache. Certo, è noto che una dieta a base di hamburger, patatine e bevande gassate non sia salutare, ma è curioso che il consiglio arrivi proprio da McDonald's, la catena di fast food più diffusa al mondo.

Di seguito alcuni screenshot del sito in questione:





mercoledì 25 dicembre 2013

Trapiantato il primo cuore artificiale completamente autonomo della storia.


In questi giorni un'équipe medica dell'Ospedale Europeo Georges-Pompidou di Parigi, (noto anche con la sigla HEGP), è riuscito a trapiantare per la prima volta nella storia, (e dopo poco più di 46 anni dal primo trapianto di cuore: il 3 Dicembre 1967 a Città del Capo in un paziente che però morì dopo 18 giorni), un cuore artificiale completamente autonomo su un paziente affetto da insufficienza cardiaca terminale. In pratica il cuore artificiale in questione è stato concepito dall'azienda francese CARMAT, dopo lunghi anni di studi e ricerche. Al riguardo la stessa società, che ha qualificato questa operazione come una "prima mondiale", ha spiegato: «Questo primo trapianto si è svolto in modo soddisfacente. Il paziente è attualmente sotto sorveglianza, in rianimazione, vigile e dialoga con i famigliari». Inoltre verso la fine di Settembre, le autorità sanitarie francesi avevano dato il loro via libera a questi tipi di trapianti, che potrebbero aprire nuove importanti prospettive per i malati di cuore. In tal proposito Marcello Conviti, il direttore generale di CARMAT, nel comunicato pubblicato alla chiusura delle borse, (considerando che la società, fondata nel 2008 dal chirurgo Alain Carpentier e mondialmente riconosciuta per aver inventato le valvole cardiache Carpentier-Edwards, è anche quotata in Borsa), ha dichiarato: «Ci rallegriamo di questo primo trapianto, ma sarebbe chiaramente prematuro trarne delle conclusioni perché si tratta di un prima operazione, con un decorso post-chirurgico ancora molto breve». Ad ogni modo il nuovo cuore artificiale, su cui l'azienda sta lavorando da circa 20 anni, è una bioprotesi interamente impiantabile, che si adatta allo sforzo e dovrebbe ridare al paziente la propria autonomia. Infatti è simile al cuore umano, (solido e con una funzionalità ed una durata esemplari), e formato da quattro valvole e due ventricoli cardiaci. Al riguardo Philippe Pouletty, co-fondatore del gruppo, a fine Settembre aveva spiegato: «Riproduce totalmente un normale cuore umano con due ventricoli che mobilitano il sangue come farebbe il muscolo cardiaco, con dei ricettori che permettono di accelerare il cuore, di rallentarlo, di aumentare e diminuire il flusso. Quando il paziente dorme, diminuisce. Quando sale le scale, accelera. Non ha dunque nulla a che vedere con una pompa meccanica». Comunque sia, secondo le regole stabilite dalle autorità sanitarie francesi, il paziente operato a Parigi, (la cui identità non è stata rivelata), soffre di un'insufficienza cardiaca terminale, con un pronostico vitale seriamente compromesso, e nessuna alternativa terapeutica. Ma comunque la CARMAT ha, infine, assicurato che il cuore artificiale potrebbe salvare ogni anno la vita di migliaia di pazienti senza rischio di rigetto e garantendo loro una qualità di vita senza precedenti. Tuttavia il successo di questa prima fase di test non è ancora del tutto assicurata: una prima valutazione verrà effettuata ad un mese dall'intervento.


martedì 24 dicembre 2013

No More Woof, il primo collare in grado di tradurre il pensiero degli animali nel linguaggio umano.


Per secoli l'uomo ha cercato di comunicare in tutti i modi con i sui amici a quattro zampe, senza però mai riuscirci. O almeno così è stato finora; infatti di recente un team di designer della Nordic Society for Invention and Discovery, (nota anche con la sigla NSID), ha messo a punto "No More Woof", vale a dire un particolare collare in grado, (incredibile ma vero), di leggere il pensiero, ad esempio, di un cane e tradurlo nel nostra lingua. E dunque se fino a qualche giorno fa occhiali, collari, e maglioni erano i migliori accessori da regalare ai propri cuccioli, oggi non c'è niente di meglio di "No More Woof". In pratica questo collare super tecnologico, (che tuttavia al momento risulta alquanto ingombrante per l'animale), è dotato di alcuni sensori EEG che vanno posizionati sulla testa dell'animale in modo da permettere la monitorizzazione delle sue onde celebrali ed individuare i segnali rappresentativi dei suoi stati mentali come, ad esempio: stanchezza, fame ed eccitazione. Successivamente queste informazioni vengono inviate ad un microcomputer, (posizionato sul collo dell'animale), che le traduce in lingua inglese e la trasmette attraverso un altoparlante collocato sotto il microcomputer: si può scegliere tra 8 tipi diversi di voce, (sia maschile che femminile). Tuttavia attualmente No More Woof è in grado di leggere e tradurre il pensiero solo, (si fa per dire), di quattro tipi di cane ed è disponibile in varie taglie: piccola, media e grande. Inoltre, per chi fosse interessato, è possibile acquistarlo online sul sito di crowd funding Indiegogo tramite una donazione che servirà a finanziare lo sviluppo del progetto: il prezzo va da 65 dollari per la versione micro, 85 dollari per la versione di Natale, (la cui consegna però è stimata per Aprile 2014), 300 dollari per la versione standard, (che però è già sold out), fino ad arrivare a 600 dollari per la versione più evoluta. Ovviamente il team di ricerca spera di migliorare ulteriormente questo geniale collare introducendo nuove lingue; infatti, essendo ancora in fase di sviluppo, questo gioiello della tecnica potrebbe essere migliorato sotto altri punti di vista. Ad ogni modo grazie a questo accessorio comunicare con i nostri cuccioli sarà molto più semplice: capiremo in tempo reale quali siano i loro bisogni e così eviteremo di farli sforzare inutilmente per farci comunicare qualcosa che non riusciamo a comprendere o che non riusciremmo mai a comprendere. 

Di seguito alcune immagini di No More Woof:














...e per i più scettici un video che ne mostra l'efficacia:



lunedì 23 dicembre 2013

Metal Hammer stila la classifica delle 10 migliori canzoni metal natalizie.


Il Natale è ormai alle porte e, come tutti gli anni, ovunque si possono ascoltare le classiche "canzoncine", tipiche di questo periodo, (dalle più tradizionali, come: Jingle Bells, Bianco Natale, ecc...; alle più "moderne", per così dire, come: All I Want for Christmas Is You, Last Christmas; e molte altre che non sto qui ad elencare). Tutte melodie orecchiabili, ma che a lungo andare diventano, per molti, insopportabili. E quindi per tutti coloro che ormai non ne possono più di queste "canzoncine" e che sono grandi appassionati di metal, il settimanale Metal Hammer, come lo scorso anno, ha ben pensato di stilare una classifica delle 10 migliori canzoni natalizie interpretate da alcuni degli artisti più influenti del mondo hard rock/heavy metal e pensate, appunto, per le orecchie di tutti i metalheads.

La classifica:

1. Al primo posto, come l'anno scorso, si trovano i DIO assieme a Tony Iommi con la versione metal della canzone God Rest Ye Merry, Gentlemen:
2. Anche quest'anno al secondo posto si trova King Diamond con la canzone No Presents For Christmas:
3. Anche in questo caso come lo scorso anno, al terzo posto vi sono i Manowar con la versione metal della canzone Silent Night:
4. Anche quest'anno al quarto posto si trovano i Nightwish con la versione metal di Walking in the Air:
5. Come l'anno scorso al quinto posto vi sono i The Darkness con la canzone Christmas Time (Don't Let the Bells End):
6. Quest'anno al sesto posto ci sono a pari merito Scott Weiland con la versione rock della canzone Winter Wonderland:
...e, come lo scorso anno, i Korn con la canzone Kidnap the Sandy Claws:
7. Anche in questo caso al settimo posto, come lo scorso anno, c'è Alice Cooper con la versione rock della canzone Santa Claws Is Coming to Town:
8. Anche quest'anno all'ottavo posto ci sono i Fear assieme a Chino Moreno con la versione metal della canzone Do They Know It's Christmas?:
9. Come lo scorso anno, al nono posto si trovano i The Pogues assieme a Kirsty Maccoll con la canzone Fairytale of New York:
10. Ed, infine, al decimo posto, anche in questo caso come l'anno scorso, c'è Corey Taylor con X-M@$:



domenica 22 dicembre 2013

LEGO Car, la prima automobile ralizzata con i famosi mattoncini e funzionante ad aria compressa.


Da anni ormai milioni di appassionati in tutto il mondo utilizzano i famosi mattoncini colorati dell'azienda danese per assemblare oggetti di ogni forma e dimensione, (tra le più popolari e grandi al mondo si possono trovare: il T-65 X-Wing Starfighter, caccia immaginario, simbolo dell'alleanza ribelle nell'universo di "Star Wars"; un grande albero di Natale; una Dream City; un busto di Freddie Mercury; una grande giraffa; due enormi torri in Germania ed in Brasile; una famiglia; una mini Batcaverna con tanto di Batmobile; un paio di scarpe; la città di Futurama; l'arredamento di una stanza da letto; e tanto altro ancora). Ma tuttavia quello che hanno realizzato Steve Sammartino e Raul Oaida, (un ragazzo rumeno di 20 anni, considerato un genio dei LEGO), è qualcosa di stupefacente e mai realizzato prima d'ora: un'automobile completa, appunto, fatta quasi interamente con i LEGO che può essere guidata e che è stata creata nell'ambito del Super Awesome Micro Project, avviato ad Aprile 2012 e finanziato da 40 persone per una spesa totale di 60.000 dollari. Sì, è vero che Raul Oaida nel 2012, sempre con l'aiuto di Steve Sammartino, aveva realizzato e lanciato ad un'altezza di 35.000 metri un piccolo Space Shuttle, legato ad un pallone aerostatico, ma la LEGO Car, (questo il nome dato alla suddetta automobile), costruita in circa 20 mesi possiede una forza motrice autonoma ed è in grado di raggiungere una velocità di circa 30 km/h, in modo da evitare che non ci sia il rischio di un'esplosione dei mattoncini. Per di più il veicolo è stato assemblato con circa 500.000 mattoncini, seguendo un design Hot Rod, vale a dire un tipo di vettura nata negli anni '50. Tuttavia, come già anticipato, i LEGO sono stati usati per quasi tutta la struttura dell'automobile, ad eccezione di ruote, pneumatici e manometri. Mentre la parte più complessa da realizzare è stata il motore, anzi i motori, in quanto si tratta di quattro motori orbitali ad aria compressa con 256 pistoni. Oltretutto la LEGO Car è stata costruita in Romania e successivamente trasportata in Australia; tuttavia durante il viaggio i mattoncini sono stati sottoposti a brusche variazioni di temperatura, motivo per il quale all'arrivo i due inventori hanno, infine, dovuto sostituire i pezzi deformati.

Di seguito alcune immagini:












...ed il video di uno dei test su strada effettuati a Melbourne:



sabato 21 dicembre 2013

Nel 2014 potrebbero arrivare due nuovi capitoli della serie Assassin's Creed.


Assassin's Creed IV: Black Flag è in commercio in tutto il mondo da poco meno di due mesi e già si inizia a parlare delle prossime evoluzioni della famosissima serie. Infatti, stando a quanto riportato in questi giorni sulle pagine del sito Examiner, pare che Ubisoft si sarebbe già messa al lavoro su ben due nuovi capitoli: il primo destinato alle recentissime console cosiddette "next-gen", Xbox One e PlayStation 4; mentre il secondo destinato all'Xbox 360 ed alla PlayStation 3. E molto probabilmente il secondo arriverà anche su PC e Wii U; anche se la fonte del rumor non ne parla in modo diretto. Ovviamente per il momento manca qualsiasi tipo di conferma ufficiale su protagonisti, trama o ambientazione: interpellati sulla questione, i vertici di Ubisoft si sono limitati a commentare con un "no comment!". Inoltre lo scorso mese Tony Key, (Senior Vice President of Sales and Marketing della casa produttrice francese), aveva dichiarato che la necessità di soddisfare le richieste di coloro che possiedono un'Xbox 360 ed una PS3 aveva messo in secondo piano per un certo periodo la versione "next-gen" dell'ultimo capitolo della serie Assassin's Creed. Il che in altre parole significa che finché le nuove piattaforme di casa Microsoft e Sony non saranno abbastanza diffuse, sarà difficile sviluppare titoli unicamente pensati per queste console. Ad ogni modo dopo aver toccato l'Italia medievale con il primo capitolo, l'Italia rinascimentale con il secondo ed il terzo capitolo, la Gerusalemme ai tempi delle crociate con il quarto capitolo, il continente americano in balia della guerra d'indipendenza con il quinto capitolo, ed adesso con quest'ultimo capitolo i caldi mari dei Caraibi ai tempi della pirateria, pare che la famosa saga potrebbe cambiare nuovamente location. Infatti già in passato si era ipotizzato un possibile approdo in India, (sicuramente un territorio abbastanza affascinante e dalle grandi potenzialità per ambientare un gioco sullo stile di Assassin's Creed), ma si è trattato soltanto di supposizioni. Tuttavia per il momento il tutto fa parte solo delle prime indiscrezioni quindi per sapere se il prossimo anno la serie Assassin's Creed avrà due nuovi capitoli, bisognerà attendere la conferma, (o la smentita), ufficiale che potrebbe essere diffusa nelle prossime settimane. Comunque sia pare anche che gli sviluppatori stiano lavorando su una revisione dell'intera serie per eventuali migliorie, (o rivoluzioni); infatti va ricordato che il 2014 verrà comunque inaugurato dalla serie Ubisoft, a prescindere dai suddetti due progetti, dato che il prossimo 15 Gennaio è prevista l'uscita di Assassin's Creed: Liberation HD, vale a dire il porting dell'omonimo spin-off esclusivo per PlayStation Vita. In ogni caso tornando, infine, a parlare del recentissimo Assassin's Creed IV: Black Flag, nei giorni scorsi è stato rilasciato il DLC intitolato "Grido di Libertà", in cui si potranno vestire i panni di Adéwale, un'ex-schiavo trasformatosi in assassino, che accompagnerà i giocatori in una mini-campagna della durata di 4 ore; nella cui descrizione si può leggere: "Sono passate poche settimane da quando siamo salpati per i Caraibi in Assassin's Creed IV Black Flag, ed ora un nuovo capitolo di questa storia è disponibile: questa settimana esce Grido di Libertà, un'avventura singolo giocatore scaricabile in cui impersonerete Adéwale, l'abile quartiermastro di Edward Kenway". 

Di seguito il trailer di lancio della DLC "Grido di Libertà":



venerdì 20 dicembre 2013

Realizzato il primo enzima in grado di "tagliare" il virus HIV dalle cellule infette.


In questi giorni alcuni ricercatori del Dipartimento di Biomedicina della Technische Universität Dresden, (nota anche con la sigla TUD), sono riusciti a curare diversi topi affetti da HIV utilizzando un nuovo metodo che sfrutta un particolare enzima capace di tagliare, (letteralmente), il virus dal DNA delle cellule infette. Al riguardo il professor Joachim Hauber, capo della sezione strategia antivirale presso l'istituto di ricerca Heinrich Pette Institute di Amburgo, durante un'intevista del sito The Local ha dichiarato: "Ci sono vari metodi ed approcci simili, ma la rimozione del virus dalle cellule infette è unico". Ed ha poi sottolineato che: "questo tipo di approccio è il primo a dimostrare che si può essere in grado di invertire su un'infezione da HIV, lasciando intatte le cellule trattate". Tuttavia, se da un lato il successo ottenuto su modello animale fa ben sperare, dall'altro gli stessi ricercatori hanno voluto puntualizzare che l'effettiva efficacia sugli esseri umani potrà essere provata soltanto a seguito di diversi studi clinici, (che sperano di poter avviare al più presto). Infatti in tal proposito il biologo Frank Buchholz, che ha guidato il suddetto gruppo di ricercatori, ha spiegato: "Il metodo in questione, (battezzato: "forbici molecolari", per via della sua caratteristica, appunto, di tagliare proprio come forbici il virus dalle cellule), potrebbe essere pronto per l'uso nel giro di dieci anni come terapia genetica somatica che sfrutta le cellule staminali di un paziente". Ed ha poi aggiunto: "Il sangue sarebbe prelevato dai pazienti e le cellule staminali che possono formare cellule del sangue, rimosse. Dopo di che, l'enzima capace di tagliare via il virus HIV verrebbe introdotto in queste cellule staminali che, a loro volta, verrebbero successivamente reintrodotte nel corpo del paziente". Insomma l'intento sarebbe quello di far in modo che le cellule immunitarie geneticamente modificate si riproducano, taglino via l'HIV dalle cellule infette e permettano così a quest'ultime di riprendere a funzionare correttamente. Ad ogni modo i test condotti su modello animale hanno mostrato che questo processo avviene secondo le modalità ipotizzate: l'enzima è riuscito ad identificare l'HIV nella misura del 90% ed è anche riuscito ad identificare una particolare sequenza genetica e rimuoverlo. Infatti al riguardo il professor Joachim Hauber ha concluso dichiarando: "La quantità di virus è stata chiaramente ridotta, e non è più stato trovato anche nel sangue". Tuttavia il professor Joachin Hauber ed il collega Frank Buchholz, che attualmente sono alla ricerca di sponsor e denaro pubblico per il futuro della loro ricerca, hanno, infine, fatto sapere che al momento vi è poco interesse da parte delle case farmaceutiche per la ricerca sull'AIDS.


giovedì 19 dicembre 2013

Anonymous Italia attacca Ministero dell'Interno e Polizia di Stato a sostegno dei migranti nel CIE di Lampedusa.


Nella tarda serata di ieri, in occasione della Giornata Internazionale del Migrante di quest'anno, la divisione Italiana dell'ormai famosa legione Anonymous è tornata all'attacco prendendo di mira e mettendo fuori uso il sito del Ministero dell'Interno e quello della Polizia di Stato come atto di protesta per le vicende emerse in questi giorni, riguardanti i migranti ospitati nel Centro di Identificazione ed Espulsione, (noto anche con la sigla CIE), di Lampedusa mostrati dai vari TG in fila, nudi e pronti per essere disinfettati con una sostanza "anti-scabbia", spruzzata per mezzo di una pompa. Naturalmente subito dopo il "Tango Down" contro i suddetti siti, (che adesso hanno ripreso a funzionare), gli hacker di Anonymous Italia, come di consueto, hanno rivendicato l'azione e spiegato le proprie motivazione attraverso  un comunicato pubblicato sul loro blog ufficiale nel quale hanno scritto: «Questa azione vuole manifestare la sua vicinanza ai nostri fratelli ed alle nostre sorelle migranti che, come è emerso, oltre ad esser stati ingiustamente reclusi in condizioni disumane, sono stati addirittura torturati. In Italia vi sono ben 2 tipi diversi di campi di concentramento o internamento: gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari ed i Centri di Identificazione ed Espulsione». Ed hanno proseguito scrivendo: «Ricordiamo che in molti, in questo esatto momento stanno languendo in queste strutture, privi di libertà, spesso torturati e dimenticati. La tortura è pratica immonda ed inaccettabile, tuttavia è necessario sottolineare che in molti casi queste persone non hanno commesso alcun reato. I governi passano, ma purtroppo lo stato resta, e con questo permangono le gerarchie le chiese e polizie, i padroni usurpatori ed i gendarmi aguzzini. Anonymous aborrisce la gerarchia dello stato atta sola a perpetrare lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo e la devastazione della natura». E successivamente si sono rivolti ai politici scrivendo: «Alfano, tu cerchi i colpevoli, ma il colpevole di tutto ciò sei tu stesso, il governo ed il parlamento. Politicanti di ogni sorta che governate questo Paese, siamo certi che, seguendo l'esempio di Bergoglio, userete questa ennesima emergenza umanitaria a Lampedusa per dar lustro alle vostre immonde persone di fronte ai media indignati, ma subito dopo le cose torneranno ad essere quelle di prima». Ed hanno, infine, concluso scrivendo: «Invochiamo l'immediata chiusura dei lager di stato, (CIE ed Ospedali Psichiatrici Giudiziari), e l'immediata liberazione di chi vi è detenuto. Sia maledetto il potere omicida dello stato e la cricca parassitaria che di volta in volta si succede al governo. Letta, Alfano, siete colpevoli del reato di tortura. Il vostro potere è indegno di esser riconosciuto».


mercoledì 18 dicembre 2013

La cosiddetta "Web Tax" è stata approvata anche dal Senato, ma con qualche modifica.


Dopo la discussione in Commissione Bilancio, dove si sta arrivando al testo finale della Legge di Stabilità, che a quanto pare è destinato al voto di fiducia ed all'approvazione delle due camere al massimo entro il 23 Dicembre, la cosiddetta Web Tax è diventata realtà, e probabilmente questa volta sarà in maniera definitiva. Infatti, dopo essere stata inizialmente cancellata dal Senato e riproposta alla Camera, e dopo che il Ministero del Tesoro aveva deciso di fermarla, pochi giorni fa è stata approvata dalla Camera ed quest'oggi anche dal Senato. Tuttavia ci sono stati dei cambiamenti nel testo della Web Tax: scorporato il primo comma, (vale a dire quello che aveva lasciato maggiori perplessità), resta l'impianto sulle partite IVA alle multinazionali. Dunque la tassa, che in realtà è qualcosa di più, è stata approvata in una nuova versione: rispetto alla versione precedente, nel testo è sparito il comma che andava a toccare il commercio elettronico, ovvero quello che, appunto, aveva preoccupato maggiormente coloro che ritenevano potesse creare un effetto boomerang sulle aziende italiane. Invece adesso, come ha scritto su Twitter lo stesso Francesco Boccia, tutto andrà a concentrarsi sull'advertising, partite IVA e ruling, cioè il tracciamento dei pagamenti e capacità di valutare meglio i profitti di questi media center. Al riguardo Francesco Boccia al primo passaggio in Commissione, (che aveva lasciato intendere ci fosse una maggioranza politica a sostegno del testo), riferendosi alle numerose critiche che in questi giorni si stanno accumulando in Italia e negli Stati Uniti, il cui spirito non è cambiato a maggior ragione oggi, aveva dichiarato: "Chi guadagna in Italia è giusto che paghi le tasse in Italia, con la nuova Web Tax tutte le aziende saranno finalmente uguali davanti al Fisco. Non si tratta, dunque, di una nuova imposta ma di un atto di equità e giustizia. Non c'è differenza tra le multinazionali americane e le piccole imprese di Busto Arsizio o Matera. Chi non è d'accordo e sostiene il contrario spieghi il perché alle migliaia di ditte che operano in una situazione di concorrenza sleale messa in atto dai giganti internazionali che finora, per una legge sbagliata, hanno sempre pagato solo pochi spiccioli rispetto agli altissimi guadagni che riescono a fare nel nostro Paese. Affermare che la cosiddetta "Web Tax" disincentiva gli investimenti è un colossale errore. L'unica cosa certa è che le aziende operano dove capiscono che possono raggiungere i profitti più alti e d'ora in poi dovranno destinare una parte dei loro guadagni al Fisco del Paese che le rende sempre più ricche. Esattamente come tutti gli altri operatori italiani. Questi sono fatti. Il resto sono chiacchiere a gettone, nel vero senso della parola". Inoltre il deputato del PD è stato oggetto di particolari attenzioni da parte di tutti, ma in particolare da Forbes, la celebre testata americana che ha risposto alle sue dichiarazioni con una breve nota firmata da Tim Worstall, nella quale ha respinto l'accusa di essere difensore interessato delle aziende americane coinvolte dalla Web Tax e nella quale si può leggere: «Sig. Boccia, ho notato che lei è stato quasi onorato del fatto che ho difeso i miei interessi nel gioco delle parti. Ma temo di non avere alcun interesse in questo gioco, non ho detto quello che ho detto come parte di un gioco né per conto di una delle parti. Semplicemente credo che le vostre proposte verranno dichiarate illegali ai sensi del diritto comunitario. Ho notato che lei è un economista esperto, anzi ha fatto quattro anni di ricerca presso la mia stessa Università. Sono certo che alla London School of Economics and Political Sciences ci hanno insegnato che l'incidenza dell'IVA è sul consumatore. Cioè, che una modifica delle aliquote IVA esce dalle tasche delle persone che comprano i prodotti, non dalle tasche di coloro che li vendono». Ad ogni modo sulla sparizione del primo comma della Web Tax si gioca una partita importante per la sua ricezione nell'ambiente del commercio elettronico. Resta però da capire, e magari far capire, che questa partita IVA non rappresenta, almeno secondo i suoi sostenitori, un matematico peggioramento delle condizioni di mercato interno. Infatti in un articolo dello stesso Francesco Boccia apparso questa mattina sul Sole 24 ORE, il presidente della Commissione Bilancio aveva lasciato presagire l'intenzione di cedere sul commercio elettronico scrivendo: «Potremmo anche valutare di mettere da parte la questione partita IVA sul commercio elettronico se l'Unione Europea si impegna, seriamente, a trovare un accordo entro il 2014, magari proprio durante il semestre di presidenza italiano. Ma sulla parte relativa alla pubblicità o al diritto d'autore no». Tuttavia il problema era, ed è, al centro delle preoccupazioni di Roberto Liscia, presidente di Netcomm, (ovvero il Consorzio del Commercio Elettronico Italiano), che poche ore prima della notizia di una revisione del testo, (e quindi ignaro della cancellazione del primo comma), aveva commentato la cosiddetta Web Tax accennando proprio al rischio protezionista e poi parlando della IVA, dichiarando: "La cosiddetta Web Tax non è accettabile perché è a tutti gli effetti un'imposizione di tipo protezionistico. Si tratta di una vera e propria toppa, frettolosa e poco efficace, ad un problema più ampio e complesso. Dal punto di vista legale, sorgono dubbi sulla compatibilità della Web Tax con la normativa IVA, la quale, come noto, è "armonizzata" a livello europeo; di conseguenza, l'Italia non dovrebbe assumere iniziative fiscali autonome al di fuori della cornice normativa comunitaria. Di certo, qualora la Web Tax rappresentasse un'imposta parallela all'IVA, si rischierebbe di violare il divieto d'istituire ulteriori tributi sulla cifra d'affari previsto dalle direttive UE in materia. Quindi, la mera volontà politica italiana di tassare e costringere le imprese a creare società con partita IVA senza alcun costrutto, è un vero assurdo. Daremmo l'avvio a dare forma a veicoli senza alcun valore e contenuto, senza la minima possibilità di creare valore e competenze, ma strumentalmente utilizzati per fini di imposizione fiscale. Se si approvasse la Web Tax nella Legge di Stabilità, il nostro Paese si contraddistinguerebbe per un'iniziativa totalmente fuori dal tempo e dalla geografica che oggi prevede su questi temi una concertazione europea». Ed, infine, aveva concluso spiegando: «La filiera che su questo settore opera e crea lavoro potrebbe trovarsi in seria difficoltà e quindi ogni esternalità positiva generata, come avviene ad esempio nell'e-commerce, potrebbe essere messa a repentaglio. Se stimiamo che in Europa nel 2012 ben 550.000 aziende sono attive nelle vendite online, (ed occupano 2,5 milioni di addetti!), e tecnicamente ognuna di queste potrebbe vendere nel nostro Paese, è una pura follia immaginare di imporre a tutte l'apertura di una partita IVA nel nostro Paese, magari per vendere anche solo un prodotto o servizio».


martedì 17 dicembre 2013

MOTÖRHEAD: A Giugno in Italia per un unico concerto.


Dopo aver annunciato alcune delle date di un nuovo tour europeo previsto per il 2014, i Motörhead, (il trio più famoso dell'heavy metal inglese, capitanato da uno tra i personaggi più carismatici del mondo della musica di tutti i tempi: Lemmy Kilmister), hanno fatto sapere che in questo nuovo tour coinvolgerà anche l'Italia. Infatti il prossimo 24 Giugno, in occasione della rassegna City Sound, (che quest'anno si svolgerà dal 10 Giugno al 30 Luglio), la band londinese si esibirà come headliner sul palco dell'Ippodromo del Galoppo di Milano. Quindi con questa nuova data milanese, i Motörhead andranno a recuperare quella prevista per lo scorso Giugno, (e che erano stati costretti a cancellare per salvaguardare la salute di Lemmy Kilmister); insomma un'occasione sicuramente da non perdere per tutti quei fan italiani che vorranno rivedere la formazione a tre anni di distanza dall'ultima loro esibizione nel nostro Paese. Ad ogni modo i Motörhead hanno bisogno di ben poche presentazioni, in quanto hanno scritto pagine indelebili del mondo dell'hard & heavy: "Overkill", "Ace of Spades", "Born to Raise Hell" e "Stone Dead Forever!" sono solo una minima parte dei titoli dei capolavori che il bassista e cantante Lemmy Kilmister, il chitarrista Phil Campbell ed il batterista Mikkey Dee hanno sfornato in quasi quarant'anni di carriera. Per di più da pochi mesi la band ha pubblicato "Aftershock", vale a dire il 21° album in studio, che sarà proposto per la prima volta dal vivo durante questo tour e che rappresenta la testimonianza di quanto il trio heavy metal sia ancora un'autentica macchina da guerra. Infatti, definito dalla rivista New Noise Magazine come «il migliore della band degli ultimi 20 anni» ed accolto come un ritorno alle sonorità delle origini, l'album in questione ha venduto 11.000 copie negli USA solo nella prima settimana, raggiungendo 22esima posizione della Billboard 200 chartInsomma i Motörhead sono una delle formazioni che in assoluto hanno ricevuto più riconoscimenti e premi nel mondo dell'hard rock e dell'heavy metal, vendendo quasi 50 milioni di dischi, di cui 18 milioni solo negli Stati Uniti. Comunque sia, per chi fosse interessato i biglietti sono già stati resi disponibili in prevendita sul circuito TicketOne al prezzo di 40 €  + diritto di prevendita per il posto unico in piedi e 50 € + diritto di prevendita per il posto in tribuna numerata. Tuttavia ancora non è stata annunciata la band "special guest" che accompagnerà i Motörhead in questa data italiana, (la quale prevede l'apertura delle porte per le 18:30 e l'inizio del concerto per le 19:30).


lunedì 16 dicembre 2013

"IF...", il primo videogame contro bullismo e cyberbullismo.


Con molta probabilità se ai giorni d'oggi provaste a rifilare ai vostri figli un videogame educativo, lo ritrovereste sotto qualche mobile per non farlo traballare oppure sepolto dalla polvere su un comodino. Ma Trip Hawkins, ex-direttore delle strategie di marketing della Apple, nonché fondatore della Electronic Arts, (famosa società produttrice di videogiochi; nota anche come EA Games), ha deciso di raccoglie la sfida con un progetto abbastanza ambizioso: non si tratta di imparare i numeri o l'alfabeto, o ancora la tavola degli elementi, come molti altri progetti hanno già pensato di fare, il suo prodotto punta ad integrare la nuova disciplina nota come SEL, (acronimo che sta ad indicare Social Emotional Learning), in un videogioco con tutti gli elementi che appassionano e divertono i ragazzi. In pratica Trip Hawkins ha conosciuto il SEL proprio grazie ai figli: nella loro scuola, (Nueva School), si studia questa disciplina, la quale si pone lo scopo di insegnare ai bambini ed agli adolescenti il valore ed il controllo della propria emotività, l'empatia e le relazioni sociali. Inoltre, come ha ammesso lui stesso in una intervista, dai ragazzi avrebbe imparato il valore e l'efficacia di questo metodo d'insegnamento, che poi è stato entusiasta di provare a riprodurre in un videogame tutto suo. Tuttavia, come previsto, sarà una sfida complessa; infatti già da diverso tempo si parla di "gamification" dei processi di apprendimento, intendendo lo sforzo di rendere ludico e divertente l'insegnamento, ma con i risultati abbastanza modesti, (come i giochi basati, appunto, sull'apprendimento delle lettere, dei numeri ecc...). Così, affiancato al suo fedele team di sviluppatori di videogiochi, Trip Hawkins ha deciso di mettersi al lavoro con gli educatori della Nueva School, alcuni ricercatori dell'Università di Yale e dell'Università di Stanford e di altre organizzazioni. Al riguardo Roger Weissberg, amministratore di CASEL.org, (sigla che sta a significare: Collaborative for Academic, Social and Emotional Learning), in prima fila nella promozione dell'apprendimento emotivo e sociale, ha spiegato: "Il SEL crea processi attraverso i quali i bambini e gli adulti acquisiscono conoscenze ed imparano ad applicare le attitudini e le competenze necessarie per comprendere e gestire le emozioni, fissare e raggiungere obiettivi positivi, sentire e mostrare empatia per gli altri, stabilire e mantenere relazioni positive e prendere decisioni responsabili". Per di più i sostenitori di questa disciplina sventolano ricerche che ne dimostrano l'efficacia per ridurre comportamenti a rischio quali l'uso di droga, la violenza ed il bullismo, producendo anche miglioramenti nell'apprendimento scolastico e quindi prospettive di successo nel mondo del lavoro. Ed è proprio nella lotta al bullismo ed al cyberbullismo che crede fermamente Trip Hawkins, attualmente responsabile di una nuova società battezzata, senza troppi giri di parole "If You Can Company", la quale entro il prossimo Gennaio dovrebbe presentare "IF...", vale a dire il suo primo prodotto. In sostanza si tratterà di un videogioco per iPad rivolto a bambini di età compresa tra i 6 ed i 12 anni, ispirato, (come si può anche intuire dallo stesso nome), ad una celeberrima poesia di Rudyard Kipling, (che, per chi non la conoscesse, può essere letta qui), ed il quale dovrebbe aiutare i bambini in età preadolescenziale a rafforzare le competenze che possono migliorare il loro QE, ovvero il quoziente emotivo. Quindi a quanto i videogiochi, da sempre al tavolo degli imputati perché indurrebbero comportamenti aggressivi, o perché impigriscono e creano dipendenza, adesso stanno cercando di riscattarsi con questa nuova missione. In effetti il loro potere è molto grande; basti pensare che, secondo uno studio dell'American Psychologist: "Giocare può produrre benefici psicosociali del mondo reale. I videogiochi sono onnipresenti nella vita di quasi tutti i bambini e degli adolescenti, con il 97% che li usa per almeno un'ora al giorno negli Stati Uniti". Ma tuttavia lo studio in questione si è spinto oltre, sostenendo che gli effetti positivi dei giochi elettronici si manifestano anche con titoli che non sono stati appositamente creati con intenti educativi. Infatti pare che titoli come "World of Warcraft", "Minecraft" e "StarCraft", contribuirebbero a rafforzare la necessità di socializzare, apprendere nuove competenze e sviluppare relazioni complesse. Ad ogni modo nel gioco progettato da Trip Hawkins, (e sviluppato anche grazie ai finanziamenti dei cosiddetti "angel investor", per un totale di 3 milioni di dollari), i bambini dovranno affrontare alcune sfide ambientate nella città immaginaria di Greenberry, in cui sarà necessario prendere decisioni che rafforzano gli obiettivi di apprendimento e necessitano la gestione di emozioni come frustrazione e delusione, nonché la capacità di mostrare empatia verso gli altri. Oltretutto il primo capitolo di "IF...", in uscita a Gennaio, sarà gratuito, mentre quelli successivi saranno disponibili al prezzo di 5 dollari al mese ed ulteriori sconti saranno possibili grazie alla collaborazione con associazioni giovanili.