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venerdì 20 dicembre 2013

Realizzato il primo enzima in grado di "tagliare" il virus HIV dalle cellule infette.


In questi giorni alcuni ricercatori del Dipartimento di Biomedicina della Technische Universität Dresden, (nota anche con la sigla TUD), sono riusciti a curare diversi topi affetti da HIV utilizzando un nuovo metodo che sfrutta un particolare enzima capace di tagliare, (letteralmente), il virus dal DNA delle cellule infette. Al riguardo il professor Joachim Hauber, capo della sezione strategia antivirale presso l'istituto di ricerca Heinrich Pette Institute di Amburgo, durante un'intevista del sito The Local ha dichiarato: "Ci sono vari metodi ed approcci simili, ma la rimozione del virus dalle cellule infette è unico". Ed ha poi sottolineato che: "questo tipo di approccio è il primo a dimostrare che si può essere in grado di invertire su un'infezione da HIV, lasciando intatte le cellule trattate". Tuttavia, se da un lato il successo ottenuto su modello animale fa ben sperare, dall'altro gli stessi ricercatori hanno voluto puntualizzare che l'effettiva efficacia sugli esseri umani potrà essere provata soltanto a seguito di diversi studi clinici, (che sperano di poter avviare al più presto). Infatti in tal proposito il biologo Frank Buchholz, che ha guidato il suddetto gruppo di ricercatori, ha spiegato: "Il metodo in questione, (battezzato: "forbici molecolari", per via della sua caratteristica, appunto, di tagliare proprio come forbici il virus dalle cellule), potrebbe essere pronto per l'uso nel giro di dieci anni come terapia genetica somatica che sfrutta le cellule staminali di un paziente". Ed ha poi aggiunto: "Il sangue sarebbe prelevato dai pazienti e le cellule staminali che possono formare cellule del sangue, rimosse. Dopo di che, l'enzima capace di tagliare via il virus HIV verrebbe introdotto in queste cellule staminali che, a loro volta, verrebbero successivamente reintrodotte nel corpo del paziente". Insomma l'intento sarebbe quello di far in modo che le cellule immunitarie geneticamente modificate si riproducano, taglino via l'HIV dalle cellule infette e permettano così a quest'ultime di riprendere a funzionare correttamente. Ad ogni modo i test condotti su modello animale hanno mostrato che questo processo avviene secondo le modalità ipotizzate: l'enzima è riuscito ad identificare l'HIV nella misura del 90% ed è anche riuscito ad identificare una particolare sequenza genetica e rimuoverlo. Infatti al riguardo il professor Joachim Hauber ha concluso dichiarando: "La quantità di virus è stata chiaramente ridotta, e non è più stato trovato anche nel sangue". Tuttavia il professor Joachin Hauber ed il collega Frank Buchholz, che attualmente sono alla ricerca di sponsor e denaro pubblico per il futuro della loro ricerca, hanno, infine, fatto sapere che al momento vi è poco interesse da parte delle case farmaceutiche per la ricerca sull'AIDS.


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