|  

lunedì 2 dicembre 2013

Scoperto che gli energy drink possono alterare le funzioni cardiache.


Ormai le bevande energetiche, (o energy drink, che dir si voglia), sono un tipo di bevanda molto diffuso ed il business correlato alimenta un'industria miliardaria in tutto il mondo. Ma, denaro a parte, a quanto pare questo genere di bibita potrebbe essere causa di diversi effetti collaterali, anche piuttosto seri, tra cui un'alterazione delle funzioni cardiache. O almeno questo è quanto ha fatto sapere un nuovo studio condotto da alcuni ricercatori dell'Università di Bonn, (in Germania), i quali tramite l'imaging a risonanza magnetica, (nota anche con la sigla MRI), hanno osservato quanto accade nel corpo un'ora dopo aver assunto questo tipo di bevanda che, come hanno ricordato anche i suddetti ricercatori, contiene dosi elevate di caffeina e taurina. In pratica i risultati, presentati durante il meeting annuale della Radiological Society of North America, (conosciuta anche con la sigla RSNA), hanno mostrato che le bevande energetiche aumentano in modo significativo il tasso di contrazione del cuore. Al riguardo il dottor Jonas Dörner, della sezione di imaging cardiovascolare presso l'Università di Bonn, nonché coautore dello studio, ha spiegato: "Fino ad ora non conoscevamo esattamente l'effetto che queste bevande energetiche hanno sulla funzione del cuore. E vi sono molte preoccupazioni circa i potenziali effetti collaterali negativi di questi prodotti sulla funzione cardiaca, soprattutto in adolescenti e giovani adulti, ma vi è poca o nessuna regolamentazione sulle vendite di bevande energetiche". E le preoccupazioni dei medici non appaiono prive di fondamento se si considera che, secondo i rapporti del Substance Abuse and Mental Health Services Administration, (noto anche con la sigla SAMHSA), negli ultimi 4 anni le visite ai pronto soccorso correlate proprio al consumo di energy drink è quasi raddoppiato: la maggior parte dei casi identificati riguardavano pazienti di età compresa tra 18 ed i 25 anni, seguiti da quelli dai 26 ai 39 anni. In tal proposito il dottor Jonas Dörner ha proseguito dichiarando: "Di solito, le bevande energetiche contengono taurina e caffeina come loro principali ingredienti. La quantità di caffeina è fino a tre volte superiore rispetto ad altre bevande contenenti caffeina come il caffè o la cola. Ci sono molti effetti collaterali noti per essere associati ad un elevato apporto di caffeina, tra cui tachicardia, palpitazioni, aumento della pressione arteriosa e, nei casi più gravi, convulsioni o addirittura morte improvvisa". Ad ogni modo per questo studio il dottor Jonas Dörner, insieme al dottor Daniel K. Thomas, (autore principale), e colleghi, hanno misurato l'effetto del consumo di energy drink sulla funzione cardiaca in 18 volontari sani, (di cui 15 uomini e 3 donne), con un'età media di 27,5 anni, ciascuno dei quali è stato sottoposto a MRI cardiaca sia prima che un'ora dopo aver assunto una bevanda energetica contenente taurina, (in proporzione 400 mg/100 ml), e caffeina, (in proporzione 32 mg/100 ml). In sostanza i test condotti ed i risultati della MRI hanno rilevato una differenza significativa nel picco di contrazione e nella velocità di contrazione nel picco sistolico, (ossia, in poche parole, la fase di contrazione del cuore), a carico del ventricolo sinistro; vale a dire quello che riceve il sangue ossigenato dai polmoni e lo pompa all'aorta, che a sua volta lo distribuisce in tutto il resto del corpo. Per di più i ricercatori hanno trovato differenze significative, tra la prima e la seconda risonanza magnetica dei volontari, anche nella frequenza cardiaca, nella pressione sanguigna e la quantità di sangue espulsa dal ventricolo sinistro. Al riguardo il dottor Jonas Dörner ha proseguito commentando: "Non sappiamo esattamente come o se questa maggiore contrattilità del cuore abbia un impatto sulle attività quotidiane o le prestazioni atletiche. Abbiamo bisogno di ulteriori studi per capire questo meccanismo e per determinare quanto tempo dura l'effetto della bevanda energetica. Abbiamo dimostrato che il consumo di energy drink ha un impatto a breve termine sulla contrattilità cardiaca. Tuttavia sono, appunto, necessari ulteriori studi per valutare l'impatto a lungo termine del consumo di energy drink e l'effetto di tali bevande nelle persone con malattie cardiache". Mentre a conclusione della presentazione dello studio, il ricercatore ha spiegato che se da un lato i rischi a lungo termine per il cuore derivanti dal consumo di bevande energetiche rimangono ancora sconosciuti, dall'altro sarebbe bene che i bambini, così come alle persone con aritmie cardiache, evitassero di consumare queste bevande, poiché i cambiamenti nella contrattilità potrebbero innescare pericolose aritmie.



Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts