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mercoledì 25 dicembre 2013

Trapiantato il primo cuore artificiale completamente autonomo della storia.


In questi giorni un'équipe medica dell'Ospedale Europeo Georges-Pompidou di Parigi, (noto anche con la sigla HEGP), è riuscito a trapiantare per la prima volta nella storia, (e dopo poco più di 46 anni dal primo trapianto di cuore: il 3 Dicembre 1967 a Città del Capo in un paziente che però morì dopo 18 giorni), un cuore artificiale completamente autonomo su un paziente affetto da insufficienza cardiaca terminale. In pratica il cuore artificiale in questione è stato concepito dall'azienda francese CARMAT, dopo lunghi anni di studi e ricerche. Al riguardo la stessa società, che ha qualificato questa operazione come una "prima mondiale", ha spiegato: «Questo primo trapianto si è svolto in modo soddisfacente. Il paziente è attualmente sotto sorveglianza, in rianimazione, vigile e dialoga con i famigliari». Inoltre verso la fine di Settembre, le autorità sanitarie francesi avevano dato il loro via libera a questi tipi di trapianti, che potrebbero aprire nuove importanti prospettive per i malati di cuore. In tal proposito Marcello Conviti, il direttore generale di CARMAT, nel comunicato pubblicato alla chiusura delle borse, (considerando che la società, fondata nel 2008 dal chirurgo Alain Carpentier e mondialmente riconosciuta per aver inventato le valvole cardiache Carpentier-Edwards, è anche quotata in Borsa), ha dichiarato: «Ci rallegriamo di questo primo trapianto, ma sarebbe chiaramente prematuro trarne delle conclusioni perché si tratta di un prima operazione, con un decorso post-chirurgico ancora molto breve». Ad ogni modo il nuovo cuore artificiale, su cui l'azienda sta lavorando da circa 20 anni, è una bioprotesi interamente impiantabile, che si adatta allo sforzo e dovrebbe ridare al paziente la propria autonomia. Infatti è simile al cuore umano, (solido e con una funzionalità ed una durata esemplari), e formato da quattro valvole e due ventricoli cardiaci. Al riguardo Philippe Pouletty, co-fondatore del gruppo, a fine Settembre aveva spiegato: «Riproduce totalmente un normale cuore umano con due ventricoli che mobilitano il sangue come farebbe il muscolo cardiaco, con dei ricettori che permettono di accelerare il cuore, di rallentarlo, di aumentare e diminuire il flusso. Quando il paziente dorme, diminuisce. Quando sale le scale, accelera. Non ha dunque nulla a che vedere con una pompa meccanica». Comunque sia, secondo le regole stabilite dalle autorità sanitarie francesi, il paziente operato a Parigi, (la cui identità non è stata rivelata), soffre di un'insufficienza cardiaca terminale, con un pronostico vitale seriamente compromesso, e nessuna alternativa terapeutica. Ma comunque la CARMAT ha, infine, assicurato che il cuore artificiale potrebbe salvare ogni anno la vita di migliaia di pazienti senza rischio di rigetto e garantendo loro una qualità di vita senza precedenti. Tuttavia il successo di questa prima fase di test non è ancora del tutto assicurata: una prima valutazione verrà effettuata ad un mese dall'intervento.


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