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giovedì 31 luglio 2014

Scoperta l'area del cervello in cui si nasconde il pessimismo.


Di recente è stato scoperto che esiste una piccola parte evolutivamente "antica" del nostro cervello in cui l'essere pessimisti di natura, il vedere tutto nero, (anche senza un reale motivo), e l'avere delle sensazioni negative ed un umore cupo tendono ad essere predominanti; o almeno questo è quanto ha mappato una recente ricerca dell'University College di Londra, (nota anche con la sigla UCL), pubblicata sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences. In pratica lo studio in questione ha dimostrato per la prima volta che l'abenula, appunto, una piccola regione triangolare dell'epitalamo, è la zona del cervello dove vengono elaborati i pensieri negativi sugli eventi futuri; insomma, si tratta di una sorta di "motore del pessimismo" che si mette in moto davanti a determinate situazioni. Inoltre grazie alla risonanza magnetica del cervello di 23 volontari sani, i ricercatori dell'ateneo londinese hanno verificato come l'abenula si attivi in risposta alle immagini associate a scosse elettriche dolorose; mentre è stato verificato che non "lavora" quando ai volontari venivano sottoposti scenari più rassicuranti. Tra l'altro precedenti studi sugli animali avevano rilevato che l'attività dell'abenula sopprime la dopamina, vale a dire il neurotrasmettitore prodotto dal cervello in risposta a stimoli piacevoli. Al riguardo Jonathan Roiser, autore della ricerca, ha spiegato: "L'abenula traccia le nostre esperienze, rispondendo però di più quando ci aspettiamo eventi negativi. Avere un'abenula iperattiva può indurre le persone a pensare in maniera sproporzionatamente negativa". Non a caso questa piccolissima zona del cervello era già stata associata alla depressione, mentre adesso questo nuovo studio mostra come potrebbe essere coinvolta nel causare alcuni sintomi depressivi come una scarsa motivazione ed uno strisciante pessimismo. Difatti in tal proposito i ricercatori hanno, infine, concluso dichiarando: "Un'abenula iperattiva potrebbe indurre la gente a fare previsioni sproporzionatamente negative. Motivo per il quale adesso il passo successivo del nostro studio sarà quello di comprendere meglio come l'abenula può aiutarci a sviluppare trattamenti migliori contro le depressioni resistenti ai farmaci".


mercoledì 30 luglio 2014

Secondo una nuova ipotesi, Apple rallenterebbe di proposito i vecchi iPhone.


A quanto pare Apple diminuirebbe di proposito le performance dei vecchi iPhone, in modo da spingere l'utente all'acquisto di un nuovo modello; o almeno questo è quanto ha ipotizzato di recente Laura Trucco, una studentessa dell'Università di Harvard, secondo la quale, stando all'analisi di Google Trends, sarebbe evidente un'aumento delle ricerche sulla lentezza dei cosiddetti "melafonini" in concomitanza con il rilascio di nuovi iPhone: relazione fondata o pura casualità? In sostanza la ricerca condotta da Laura Trucco svelerebbe una tendenza identica che si ripete praticamente dal 2008: in contemporanea con la presentazione di un nuovo modello di iPhone, si registrano dei picchi nelle ricerche su Google per le chiavi come "iPhone slow". Tuttavia è difficile stabilire cosa indichi davvero questa corrispondenza: da un lato ci potrebbe essere una relazione tra presentazione di nuovi modelli e lentezza dei dispositivi più obsoleti, mentre dall'altro potrebbe trattarsi di una suggestione dell'utente dovuta alla presenza di un terminale più performante sul mercato. Al riguardo, secondo Sendhil Mullainathan, professore di economia sempre presso l'Università di Harvard, vi sarebbero buone ragioni per ritenere Apple sia estranea a simili iniziative. Ma non perché non lo possa fare dal punto di vista tecnologico, (spesso gli utenti discutono della così tanto chiacchierata "obsolescenza programmata", che si verifica con la riduzione del supporto oppure l'incompatibilità dei nuovi sistemi operativi per device ancora funzionanti), quanto da quello di marketing. Infatti limitando le capacità dei vecchi iPhone, l'azienda non farebbe altro che aprire la strada al rivale Android, in quanto molti utilizzatori potrebbero essere incentivati a passare al sistema operativo di casa Google, considerati anche i costi di upgrade più contenuti. Inoltre, qualora optasse per una simile strategia, Apple si ritroverebbe a violare specifiche leggi nazionali ed internazionali. Perciò a scopo di verifica, e per allontanare le teorie del complotto, lo stesso Sendhil Mullainathan, assieme a Laura Trucco, ha deciso di analizzare lo stesso trend per il rivale principale di iPhone, ovvero Samsung, scoprendo tuttavia che la ricerca per chiavi come "Samsung Galaxy slow" non mostra nessuna correlazione tra la disponibilità di nuovi Galaxy e le ricerche su Google; il che rappresenterebbe il segno di come la problematica in questione coinvolga solo l'universo Apple. D'altro canto però è anche vero che questa differenza potrebbe essere giustificata dalla tipica frammentazione di Android, (attualmente solo il 18% dei dispositivi in circolazione sfrutta KitKat, contro il 90% della diffusione di iOS 7), che rende più difficile accorgersi delle novità del sistema operativo e di conseguenza dei cambiamenti di performance. Comunque sia dopo tante analisi, la risposta che è, infine, emersa è la più ovvia: la colpa potrebbe essere del sistema operativo; infatti all'apparizione sul mercato di un nuovo iPhone corrisponde sempre la distribuzione di una rinnovata versione di iOS. Naturalmente pur funzionando anche sui vecchi modelli, il sistema operativo è studiato ed ottimizzato per sfruttare al meglio le capacità hardware dei dispositivi di ultima introduzione: in poche parole aumentano le funzioni in relazione all'accresciuta capacità di calcolo ed alla maggiore disponibilità di RAM, ma si allunga anche il tempo di esecuzione sui dispositivi più obsoleti, dotati di risorse più limitate.

Di seguito le schermate delle analisi di Google Trends:
http://static.iphoneitalia.com/wp-content/uploads/2014/07/iphone-slow-google-trends-nyt-1.jpg
http://static.iphoneitalia.com/wp-content/uploads/2014/07/samsung-galaxy-slow-google-trends-nyt-2.jpg



martedì 29 luglio 2014

Anonymous Italia attacca il Consiglio Regionale del Veneto e rende pubblici oltre 1.000 MB di dati.


Dopo aver preso di mira e messo fuori uso il sito del Partito Democratico per omaggiare la memoria del partigiano Dante "Facio" Castellucci negli scorsi giorni, la divisione italiana della famosa legione Anonymous questa mattina è tornata all'attacco colpendo il sito del Consiglio Regionale del Veneto. In pratica, come avvenuto più volte, durante questo nuovo attacco gli hacker di Anonymous Italia non solo hanno messo fuori uso il suddetto sito, (il quale adesso sembra aver ripreso a funzionare), ma sono anche riusciti a trafugare e rendere di pubblico dominio una grande quantità di dati: si tratta di un totale di oltre 1.000 MB, tra cui screenshot provienienti da alcune e-mail, informazioni estratte dai database ed e-mail scambiate tra i vari membri del Consiglio. Ad ogni modo, come di consueto gli hacker hanno rivendicato l'azione e spiegato le loro motivazioni tramite un comunicato pubblicato sul loro blog ufficiale, nel quale si può leggere: «Anonymous si batte a tutela dell'ambiente e contro le grandi opere che sistematicamente comportano corruzione e inefficienza. Per questa ragione ci siamo battuti contro TAV, MUOS, rigassificatori, centrali nucleari ed inceneritori. Quindi riteniamo doveroso manifestare la nostra contrarietà ad un opera come il MOSE, il sistema di paratie mobili che dovrebbe proteggere Venezia dall'acqua alta. Il sistema presenta noti difetti progettuali come, per esempio, quelli legati all'efficienza delle cerniere metalliche che devono garantire la rotazione delle paratie e che si troveranno costantemente sommerse in acqua salmastra». E successivamente gli hacker di Anonymous Italia hanno proseguito scrivendo: «È appena necessario ricordare il giro di tangenti milionarie che ha coinvolto l'ex-governatore del Veneto, deputato di Forza Italia, Giancarlo Galan. Intendiamo inoltre esprimere la nostra solidarietà ai comitati no grandinavi che si oppongono fieramente all'attraversamento del centro storico di Venezia da parte delle gigantesche navi da crociera che provocano un anomalo moto ondoso mettendo così a rischio la delicata struttura della città. Ingente è anche l'inquinamento dell'area provocata dai fumi emessi dagli scarichi delle navi. Nonostante ciò a Marzo il Tribunale Amministrativo Regionale del Veneto ha prorogato il diritto delle navi di attraversare Venezia fino a Giugno, imponendo una modesta riduzione dei transiti del 12% per poi confermare ulteriormente la decisione presa in attesa di nuovi provvedimenti. Segnaliamo inoltre una vicenda dell'ente EFAL gestito da Mario Ferrarelli, ex-assessore DC ad altri adesso indagati per truffa. La regione Veneto scegliendo di prorogare a spese proprie precedenti finanziamenti europei ha sborsato all'ente citato circa 1.800.000 euro indebitamente sottratti dal direttore dell'ente citato e per questo mai investiti nella formazione professionale dei giovani. Ricordiamo anche che a Luglio la Regione Veneto ha deciso di dimezzare i fondi per i centri antiviolenza e le case rifugio. La natura del Consiglio Regionale Veneto non differisce quindi da quella di molti altri presidi gerarchici dello stato: mentre le masse impoverite sono costrette a lottare per un'occupazione sempre meno dignitosa e sempre più sottopagata e priva di diritti, i signori potenti della Regione Veneto capeggiati dall'ex-governatore Galan intascano tangenti milionarie». Ed ancora: «Possiamo dunque sostenere a ragione che l'intero consiglio regionale Veneto non sia altro che un ammasso di voraci zecche dedite alla rapina dei più deboli. Ciò è confermato dalla leggerezza con la quale i governanti del Veneto hanno rinnovato il diritto di attraversamento del centro storico a Venezia delle grandi Navi, sacrificando la salute dei cittadini e la tutela del patrimonio artistico in nome del presunto guadagno dovuto all'incremento del turismo. Il fatto poi che in un periodo nel quale le violenze sulle donne si susseguono di giorno in giorno il Consiglio regionale Veneto abbia dimezzato i fondi per i centri antiviolenza e le case rifugio mostra la natura grottescamente maschilista della cricca di parassiti che controlla il Veneto. Nel nome di tutte le donne stuprate, molestate o uccise dalla violenza di genere noi malediciamo l'intero Consiglio Regionale Veneto, lurida cricca di politicanti usurpatori. Siamo invece fermamente convinti che le masse riunite in assemblea con il metodo dell'autogestione siano perfettamente capaci di decidere delle risorse e dei mezzi di produzione nel modo più efficiente e senza alcun episodio di corruzione». Ed hanno poi continuato rivendicando l'attacco scrivendo: «Inneggiando alla libera informazione e conoscenza, al diritto all'abitazione, al reddito, alla sanità ed alla istruzione, invocando la legalizzazione delle droghe leggere, il conseguimento di maggiori diritti da parte di omosessuali e transessuali e l'immediata approvazione di una legge contro la tortura da parte delle forze dell'ordine, nonché l'immediata chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari e dei lager chiamati CIE, spettacolo degno degli zoo umani delle potenze imperialiste europee del XXI secolo, Anonymous si schiera a fianco delle popolazioni in lotta contro la deturpazione del proprio ambiente, dai val susini che si oppongono alla TAV ai cittadini di Niscemi che fronteggiano il MUOS, dai Kayapó brasiliani che cercano di difendere la foresta amazzonica dalle mega dighe fino agli abitanti di Venezia intolleranti difronte alla deturpazione provocata del MOSE e dalle Grandi Navi. Con questo spirito, che è quello di chi di fronte all'imperante dominio planetario della cricca politico-economico-religiosa sceglie di battersi consapevolmente affinché si diano le condizioni per il sovvertimento rivoluzionario dell'ordine costituito, Anonymous ha deciso di divulgare l'intero archivio di e-mail del Consiglio Regionale del Veneto. Il materiale qui pubblicato contiene le e-mail ed i documenti privati che questi, in qualità di membri delle istituzioni hanno scambiato con terzi. I dati in questione derivano dall'intrusione nella webmail del sito www.consiglioveneto.it. Riteniamo così di garantire la libertà di informazione favorendo il libero giudizio di ognuno, infatti conoscere direttamente la realtà è presupposto necessario per cambiarla». Ed hanno, infine, concluso scrivendo: «Invitiamo quindi ogni essere umano a scaricare e leggere le informazioni divulgate con la corrente operazione e ci riproponiamo di indagare direttamente il materiale citato al fine di evidenziare le nefandezze della cricca che in Veneto come altrove pratica o gestisce lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo e sulla natura»; parole alle quali hanno fatto seguito un video riepilogativo e tutti i link per poter scaricare tutti i file trafugati e resi pubblici.


lunedì 28 luglio 2014

PlayStation 4 ed il bug che rende inutilizzabili i giochi.


In questi giorni Philip Hartmeyer, del sito GamingBolt, ha pubblicato un articolo in cui parla dettagliatamente di un bug riscontrato sulla nuova PlayStation 4, relativo alla gestione delle licenze dei giochi. Inoltre sembra che la situazione da lui descritta purtroppo non sia frutto di una serie di circostanze uniche ed irripetibili, ma si tratterebbe di una situazione comune ad un numero non indifferente di utenti; il che renderebbe il tutto piuttosto preoccupante. E, come se non bastasse, la risposta fornita da Sony è stata che per il momento non c'è soluzione. In pratica Philip Hartmeyer ha raccontato che, dopo aver riscattato un codice per scaricare da PlayStation Network il gioco "Oddworld: New 'n' Tasty", effettuando correttamente sia il download che l'installazione, al momento di lanciare il gioco sul suo televisore è apparso l'errore "CE-34632-8". In sostanza come già anticipato, si tratta di un codice legato proprio alle licenze, ma tuttavia l'operazione per il loro ripristino a cui solitamente si ricorre in questi casi non è andata a buon fine. Ad ogni modo, dopo aver verificato che il problema intacca solo l'account principale della console, lo scrittore di GamingBolt si è messo in contatto con il supporto ufficiale, il quale a sua volta si è dichiarato a conoscenza del problema suggerendogli come rimedio un ripristino totale del sistema, (il che, come ben noto, comporta inevitabilmente la perdita di tutti salvataggi e delle altre informazioni salvate all'interno del disco rigido), ma tuttavia nemmeno questa procedura si è rivelata utile. Per di più si è scoperto che il bug in questione non interesserebbe soltanto i titoli videoludici, ma anche applicazioni per la fruizione dei contenuti multimediali o per l'accesso ad altri servizi come, ad esempio, Netflix ed Amazon Prime. Insomma, un bel intoppo da risolvere al più presto e che rischia di rendere praticamente inutilizzabile la cosiddetta piattaforma "next-gen" di casa Sony. D'altro canto va segnalato che alcuni giorni fa quest'ultima ha pubblicato una patch relativa proprio alla stabilità del sistema, anche se a quanto pare il problema non è stato risolto.


domenica 27 luglio 2014

Il governo russo mette una taglia su Tor: 4 milioni di rubli a chi riuscirà a "bucarlo".


A quanto pare non c'è solo la National Security Agency, (meglio nota con la sigla NSA), a volersi occupare di Tor, (la popolare rete per navigare in modo anonimo, e creare siti e servizi online garantendo la privacy degli operatori e degli utenti), cercando di distruggere quello che un altro ramo del suo stesso governo sta cercando di costruire. Infatti di recente si è aggiunta anche la Russia, che è arrivata ad offrire addirittura una ricompensa a chiunque sia in grado di "bucare" la rete Tor. In pratica il Ministero degli Interni russo ha deciso di offrire la modica cifra di circa 4 milioni di rubli, (equivalenti ad oltre 110.000 dollari ed a circa 82.000 euro), a quei ricercatori che riusciranno a trovare dei modi per vìolare la privacy costruita dal suddetto software open source e che ad oggi, in una Rete sempre più controllata e che mira alla totale trasparenza delle attività degli utenti, sembra essere rimasta uno dei pochi e delicati "mantelli d'invisibilità" per gli utenti. Inoltre il Ministero russo ha specificato che i ricercatori devono essere esclusivamente di nazionalità russa e che "le ricerche studino la possibilità di ottenere informazioni tecniche sugli utenti e sui device usati sulla rete Tor". Tra l'altro pare anche che la taglia imposta su Tor non sia puramente accademica e non nasca a caso: la rete Tor è diventata molto popolare negli ultimi tempi in Russia, tanto che lo scorso Giugno ha raggiunto un picco di oltre 200.000 utenti al giorno. Insomma, l'interesse dei russi per il cosiddetto "Re dell'anonimato online" nasce da una politica governativa sempre più repressiva e censoria nei confronti della Rete, a partire da una controversa legge sui blogger, (la quale compara tutti quei blog che superano oltre 3.000 visite al giorno ai media tradizionali e li obbliga a registrarsi ad un ente governativo), fino ad arrivare all'attuale giro di vite sugli oppositori al conflitto in Ucraina. Come se non bastasse proprio in questi giorni Vladimir Putin, attuale Presidente russo, ha firmato una legge, approvata definitivamente dalla Duma, secondo la quale, a partire dal 2016, obbligherà i servizi Internet a conservare per un periodo di 6 mesi i dati russi in appositi data center e server situati sul suolo nazionale, (pena la chiusura dei servizi); dati che a quel punto saranno soggetti alle leggi del Paese. Ad ogni modo non è la prima volta che il governo russo prende di mira Tor, (il quale oltre a rendere anonimi gli utenti è anche uno strumento fondamentale per aggirare la censura); infatti già l'anno scorso l'FSB, i servizi segreti russi, avevano fatto pressioni sulla Duma per mettere al bando questo software, anche se in realtà l'iniziativa si era poi bloccata. In pratica per chi ancora non lo conoscesse, Tor, originariamente sviluppato dalla U.S. Navy, oggi rappresenta un progetto no-profit ed open source portato avanti da una rete di ricercatori di sicurezza volontari, attivisti dei diritti digitali, università, e finanziato da una miriade di soggetti, incluso lo stesso governo americano che contribuisce per il 60% dei suoi fondi, considerandolo un fondamentale strumento anticensura in regimi autoritari. Per di più proprio in questi giorni è emerso anche come il governo americano abbia sostenuto l'opposizione democratica in Bielorussia promuovendo l'utilizzo di Tor, (nello specifico di Tails, il sistema operativo basato su Tor), per proteggere i dati e le informazioni degli attivisti. Insomma, sembra proprio che Tor sia sempre più al centro delle preoccupazioni di governi repressivi o interessati a sorvegliare le attività online delle persone. Oltretutto sempre in questi giorni a essere finito sotto i riflettori è stato proprio Tails: la Exodus Intelligence, società di cybersecurity che lavora anche per il governo USA, ha annunciato di avere trovato in esso una vulnerabilità zero-day. Tuttavia in realtà la vulnerabilità sembra riguardare non tanto Tails, quanto la rete I2P utilizzabile dal sistema operativo in questione. Comunque sia pare che per i sostenitori della privacy online non tiri esattamente una buona aria.


sabato 26 luglio 2014

ROB ZOMBIE: Al Comic-Con 2014 presenta un cortometraggio animato sulla Rivoluzione Francese.


In occasione dell'edizione di quest'anno del Comic-Con, (che si sta svolgendo in questi giorni: più precisamente dal 24 fino al 27 Luglio; come sempre, a San Diego), Ubisoft ha presentato un cortometraggio animato basato sulla Rivoluzione Francese, (periodo storico in cui sarà ambientato il videogame Assassin's Creed: Unity), e firmato da Rob Zombie. In pratica in quest'opera il cantante, regista ed attore statunitense, affiancato da Tony Moore, (noto soprattutto per essere il disegnatore dei primi sei numeri del fumetto "The Walking Dead"), "reinventerà" la storia, mettendo in campo una versione molto più splatter della Rivoluzione Francese, ovviamente in linea con i film di cui è stato regista, (tra cui: La casa dei 1000 corpi, del 2003; La casa del diavolo, del 2005; Halloween - The Beginning, del 2007; Halloween II, del 2009; e Le streghe di Salem, del 2012). Ad ogni modo il merito al cortometraggio in questione lo stesso Rob Zombie ha spiegato: "Quando si è saputo che il prossimo capitolo di Assassin's Creed si svolgerà durante la Rivoluzione Francese, ho pensato che fosse una cosa incredibilmente intrigante, perché quello è un periodo così oscuro e bizzarro, eppure ricco di suggestioni visive. All'inizio mi era sembrata una cosa strana per un videogame, ma dopo aver approfondito la trama del gioco, ho compreso che era l'ambientazione perfetta". Ed ha, infine, concluso dichiarando: "Tony Moore ha dato una grossa mano nell'immaginare questo scenario, con gli storyboard ed i disegni di base. È un artista fantastico, e sarà una grande collaborazione. Alla fin fine, se guardi quello che è successo durante la Rivoluzione Francese, (ovviamente non è che ci sono i filmati di cosa è successo...), probabilmente sono successe altre cose di cui non parlano i libri di storia. Quindi ho preso gli eventi più famosi e li ho riscritti secondo il mio gusto personale".

Di seguito il cortometraggio in questione:
...ed il "Behind-The-Scenes":



venerdì 25 luglio 2014

Scoperto per la prima volta come nasce l'Alzheimer.


Di recente un gruppo di ricerca italiano, tramite uno studio coordinato dal neurologo Antonino Cattaneo, della Scuola Normale Superiore di Pisa, e svolto in collaborazione con Giovanni Meli, dell'Istituto europeo per la ricerca sul cervello, (noto anche con la sigla EBRI e fondato da Rita Levi-Montalcini), e con Roberta Ghidoni, dell'IRCCS Fatebenefratelli di Brescia, è riuscito ad individuare per la prima volta l'origine delle formazioni tossiche nel cervello che causano la Malattia di Alzheimer. In pratica questo studio, pubblicato sulla rivista Nature Communications, ha consentito di individuare, su alcune cellule di criceto, il sito intracellulare dove cominciano a formarsi gli oligomeri del peptide A-beta, che è, appunto, la causa scatenante delle placche senili, tipiche della suddetta patologia. In sostanza prima di questo studio non si conosceva molto sulla loro formazione intracellulare a causa della mancanza di metodi selettivi, per il loro riconoscimento a livello molecolare. Al riguardo Antonino Cattaneo ha spiegato: "Lo studio ha la doppia valenza di aver stabilito gli oligomeri intracellulari di A come target nel trattamento dell'Alzheimer e consentito di prospettare una strategia sperimentale dal forte potenziale terapeutico". Quindi su questa base, in futuro sarà possibile colpire precocemente le strutture patologiche, nel luogo dove si formano, prima che vengano trasportate fuori dalla cellula, attraverso delle sonde molecolari mirate: insomma, una sorta di "proiettile magico", che andrà a colpire con alta selettività solo le formazioni tossiche. Infatti nello studio in questione i ricercatori hanno utilizzato un qualcosa di simile: un'evoluzione dell'approccio degli anticorpi intracellulari, precedentemente sviluppato nei laboratori di Antonino Cattaneo, e basato sull'espressione di anticorpi ricombinanti in cellule vive per ottenere un'interferenza selettiva dell'antigene riconosciuto dentro la cellula. Per l'appunto il "proiettile magico" è un nuovo anticorpo intracellulare conformazionale, ovvero selettivo per certi stati conformazionali degli oligomeri di A, sviluppato dal gruppo di ricerca. In tal proposito gli autori dello studio hanno concluso dichiarando: "Questo approccio è risultato efficace e selettivo nel colpire specifiche conformazioni subcellulari degli oligomeri di A, stabilendo cosi il nuovo concetto di "Conformational-Selective Interference", (o CSI). Indirizzando l'anticorpo intracellulare conformazionale nel reticolo endoplasmatico, il gruppo di ricerca ha così dimostrato per la prima volta che A, (prodotta naturalmente dalle cellule vive), forma oligomeri patologici, assumendo conformazioni critiche proprio dentro lo stesso reticolo".


giovedì 24 luglio 2014

Tra qualche anno potrebbero arrivare sul mercato smartphone e tablet con 1 Terabyte di memoria.


Di recente alcuni ricercatori dell'Università Rice hanno dimostrato che la dimensione dello storage può crescere esponenzialmente utilizzando la RRAM, (acronimo di Resistive Random Access Memory), vale a dire una tipologia di memoria permanente attualmente in fase di sviluppo che permette di immagazzinare fino ad 1 Terabyte di dati su un dispositivo grande come un francobollo; il che significa oltre 50 volte la densità della attuali memorie flash. In pratica, come quest'ultime, anche le RRAM possono conservare i dati in assenza di alimentazione, anche se possiedono una velocità 100 volte superiore e possono essere realizzate a strati in modo da aumentare la quantità di informazioni da memorizzare. Inoltre il funzionamento delle RRAM è basato sul passaggio di corrente attraverso un materiale dielettrico, quando viene applicata una tensione elevata tra due fili: la presenza o l'assenza di questo percorso conduttivo può essere usata per rappresentare rispettivamente i bit 1 o bit 0. Tra l'altro dato che questi percorsi possono essere creati, rotti e ricreati migliaia di volte, le RRAM possono essere impiegate anche come memoria ad accesso casuale, (ovvero come RAM), riscrivibile. Ad ogni modo i suddetti ricercatori dell'Università Rice sono riusciti a realizzare un chip RRAM a temperatura ambiente ed a bassa tensione, utilizzando i tradizionali processi produttivi. In sostanza l'ingrediente chiave è il biossido di silicio poroso; infatti in quest'ultimo sono presenti microscopici fori larghi 5 nanometri che vengono attraversati dal metallo che compone gli elettrodi, (l'oro oppure il platino), quando viene applicata una piccola tensione, (ovvero meno di 2 Volt), creando il percorso conduttivo, (cioè bit 1), invece cambiando il valore della tensione, il percorso viene interrotto, (ovvero bit 0). Per di più questa memoria può commutare centinaia di migliaia di volte, (il che significa che può durare 100 volte di più, in termini di numero di utilizzi), vanta una densità estremamente maggiore, in quanto può immagazzinare addirittura 9 bit per cella, e necessità di poca energia. E sono state queste numerose caratteristiche positive della RRAM ad aver già attirato le attenzioni dei maggiori produttori di memorie; tanto che nelle prossime settimane i ricercatori dell'Università Rice sottoscriveranno un accordo di licenza con un'azienda, di cui ovviamente non è stato rivelato il nome, e tra qualche anno saranno messi in vendita smartphone e tablet con 1 Terabyte di RRAM.


mercoledì 23 luglio 2014

Anonymous Italia attacca il PD per omaggiare la memoria di Dante "Facio" Castellucci.


In tarda notte la divisione italiana della famosa legione Anonymous è tornata all'attacco prendendo di mira e mettendo fuori uso il sito del Partito Democratico, (conosciuto anche con la sigla PD), il quale adesso sembra essere tornato a funzionare, (anche se in realtà poche ore fa risultava avere ancora problemi), per omaggiare la memoria di Dante Castellucci, il comandante partigiano italiano noto con il nome di battaglia era "Facio", che fu accusato di furto e fucilato, il 22 Luglio del 1944, dai suoi stessi compagni di lotta; accuse che però si rivelarono del tutto false. Ad ogni modo, come di consueto, gli hacker di Anonymous Italia hanno rivendicato l'azione e spiegato le loro motivazioni tramite un comunicato pubblicato sul loro blog ufficiale, nel quale hanno scritto: «In questi tempi, nei quali il totalitarismo "democratico" dei Paesi occidentali si spartisce le risorse energetiche ed alimentari del mondo guidato dalle voraci multinazionali dei minerali, dell'energia e degli OGM, le popolazioni che vivono in quei Paesi, (USA ed Europa), si ritrovano sempre più impoverite e costrette a competere reciprocamente per garantirsi occupazioni mal retribuite e prive di alcuna garanzia salariale o sanitaria. Soprattutto in Europa i governi favoriscono politiche di emarginazione di nomadi ed immigrati che talvolta diventano pulizia etnica e contemporaneamente forze fasciste, xenofobe, omofobe, organizzate sotto forma di partito crescono alimentando violenze ed omicidi in Grecia, (Alba Dorada), Italia (CasaPound, Lealtà e Azione e molti altri gruppi), Inghilterra, (U.K.I.P.), Ungheria, (Jobbik), e Francia, (Front National)». Ed hanno poi proseguito spiegando: «Per tutte queste ragioni è giusto ricordare oggi, a 70 anni dalla ingiusta uccisione, la splendida ed ardita figura del comandante partigiano Dante "Facio" Castellucci. 1944: membro della Banda antifascista Fratelli Cervi, fuggì rocambolescamente all'uccisione dei compagni. Non gradito al Partito Comunista, che lo giudicava fautore di azioni troppo pericolose, viene additato da membri della sezione di Reggio Emilia come "delatore nazifascista" al dirigente Luigi Porcari, con l'ordine di farlo immediatamente uccidere. Porcari di fronte alla fama inconcussa di combattente antifascista di Castellucci e ad un dettagliato resoconto della fuga dagli aguzzini fascisti, decide di non eseguire l'ordine ed aggregarlo alla Brigata "Picelli" con l'ordine di fucilarlo al primo sospetto. Qui Castellucci assume il nome di battaglia di "Facio", brigante calabrese. Si distinse ulteriormente per un'ardita serie di azioni contro nazisti e fascisti e nel 1944 prende il comando della Brigata partigiana "Picelli" e la insedia nell'Alta Lunigiana, dove, il 22 Luglio 1944, fu fucilato da alcuni "compagni", accusato del furto di un rifornimento alleato dovuto ai partigiani. Le accuse si sono successivamente rivelate assolutamente infondate e smentite da copiose testimonianze. Amatissimo dagli stessi partigiani che erano suoi carcerieri rifiutò la facile fuga che costoro gli offrivano». Mentre successivamente hanno proseguito rivolgendosi direttamente al PD, scrivendo: «Ci pare chiaro che permangono pesantissimi dubbi sul coinvolgimento dell'allora Partito Comunista Italiano sulla ingiusta morte di "Facio" Castellucci. Nessuna medaglia al valore potrà mai cancellare l'assoluta indecenza dell'omicidio Castellucci; quindi, politicanti del PD: aspettateci. Noi ci incarichiamo di raccogliere ogni informazione sui numerosi assassinii di partigiani libertari o non fedeli alla linea del P.C.I. occorsi approssimativamente negli anni 1944-60, in merito stiamo preparando un dossier con prove suffragate da testimonianze incontrovertibili». Ed, infine, gli hacker di Anonymous Italia hanno concluso scrivendo: «Non alle celebrazioni dei politici e dei gerarchi di stato, ma ad Anonymous, che, fieramente antifascista, libertario, antiomofobo, anticlericale ed antirazzista, nemico della violenza poliziesca psichiatrica e di genere, risolutamente impegnato per la legalizzazione delle droghe, combatte l'oppressione di ogni totalitarismo, spetta ricordare il comandante partigiano "Facio" e le sue gesta!».


martedì 22 luglio 2014

Sfatato il mito del cervello utilizzato solo al 10%.


Spesso si è sentito dire che ciascuno di noi sfrutta solo una piccolissima parte, (equivalente al circa 10%), del proprio cervello: una credenza decisamente planetaria, ma che si è scoperto essere assolutamente falsa. In pratica se in passato si aveva di qualche sospetto in merito a ciò, di recente un team dell'Università di Cambridge ha ben pensato di smentire il tutto definitivamente con tanto di studio scientifico, il quale ha dimostrato che tutto il cervello è attivo ed in uso ininterrottamente: i neuroni e le cellule coinvolte nel pensiero non sono mai completamente inattivi, anzi sono sempre impegnati in qualche compito; mentre diverse regioni del cervello sono utilizzate addirittura per più funzioni contemporaneamente. Il che renderebbe assolutamente assurdo il cosiddetto "sfruttamento del 10% del cervello", che però può far comodo ad alcune persone come alibi inattaccabile delle proprie cantonate intellettive. Infatti questo falso mito si è diffuso in modo così capillare da essere entrato addirittura nel copione di più di un film; ad esempio, se ne parla nel film Lucy, diretto da Luc Besson e che in Italia deve ancora uscire, (nel quale Scarlett Johansson interpreta Lucy, una ragazza di 24 anni non molto intelligente obbligata a lavorare come corriere della droga e che, a seguito di strane circostanze, le sostanze che trasporta vengono assorbite dal suo organismo facendole acquisire straordinarie capacità fisiche e mentali, e traformandola in una micidiale macchina da guerra; e dove Morgan Freeman è un neuroscienziato che pronuncia, appunto, la fatidica frase: «Si ritiene che molti esseri umani usino solo il 10% del proprio cervello»), oppure nel film Limitless, (che parla dell'effetto sconvolgente che una droga misteriosa e potentissima avrebbe sulla vita umana). Ad ogni modo, come già spiegato, il mito in questione sarebbe assolutamente una bufala e, secondo Barbara Sahakian, (docente di Neuropsicologia clinica all'Università di Cambridge), non ha alcun senso. In sostanza pare che a creare questo falso mito avrebbero contribuito anche gli psicologi e molti professionisti del settore poiché in un certo senso l'idea di un tale sottoimpiego del cervello giustifica molte terapie mirate, appunto, al miglioramento ed al potenziamento delle facoltà intellettive; insomma soltanto un business. E molto probabilmente non è da escludere che, considerando che spesso il livello di attenzione e di concentrazione scarseggia, in futuro giocheranno un ruolo cruciale le cosiddette "medicine intelligenti" per aumentare le prestazioni cerebrali. Comunque sia all'origine di questo tipo di pensiero ci sarebbe un equivoco sulla modalità di funzionamento cerebrale e soprattutto un libro, scritto da Dale Carnegie e pubblicato nel 1936. Il best seller in questione si intitola How to Win Friends and Influence People, (in italiano «Come trattare gli altri e farseli amici»), nel quale l'autore, considerato uno dei più grandi esperti di public speaking, illustra una serie di teorie che presuppongono, appunto, un sottoutilizzo significativo delle facoltà mentali. Per di più, secondo un recente sondaggio americano, promosso dalla Michael J. Fox Foundation for Parkinson's Research, il mito del cosiddetto "sfruttamento del 10% del cervello" convince circa il 65% dell'intera popolazione statunitense. Tuttavia questo non significa che non sia diffusa la pratica di non sfruttare al massimo le proprie potenzialità: come ha osservato la stessa Barbara Sahakian, a causa del multitasking e della stanchezza, spessissimo la gente non usa tutte le facoltà di cui dispone; anche se questo è un discorso completamente diverso che non ha nulla di scientifico e che richiama semplicemente il buon senso delle persone.


lunedì 21 luglio 2014

Operazione EyeMoon: Oscurati in Italia 25 siti web; tra loro anche Mega.co.nz e Mail.ru.


In questi giorni il Tribunale di Roma ha dato il via ad una nuova maxi-operazione antipirateria online che ha portato all'oscuramento di ben 25 siti, colpevoli di aver diffuso materiale protetto da copyright; provvedimento che porta la firma del giudice romano Costantino De Robbio. In pratica tra questi 25 siti oscurati ha colpito la presenza di Mega.co.nz, (il cui nome in passato era legato a Kim Dotcom, già fondatore del compianto Megaupload), ed il provider russo Mail.ru. Tuttavia per comprendere i dettagli dell'operazione, comprese le precise accuse sollevate, è intervenuto il noto avvocato specializzato nel diritto d'autore Fulvio Sarzana, che tramite il suo blog ha deciso di far luce sull'intera vicenda sollevando anche non pochi dubbi in merito all'attuale regolamento AGCOM del diritto d'autore. In sostanza, secondo l'avvocato Fulvio Sarzana, il Giudice per le Indagini preliminari di Roma, Costantino de Robbio, lo scorso 14 Luglio ha disposto il sequestro preventivo di questi 25 portali internazionali, appunto, per violazione della legge sul diritto d'autore. Inoltre l'accusa partirebbe da una segnalazione di un piccolo distributore italiano indipendente che avrebbe scoperto la presenza in questi siti di due film non ancora presenti sul mercato: "The Congress" e "Fruitvale Station". Il che ha portato, tramite quella che è stata battezzata "operazione EyeMoon", all'oscuramento dei suddetti siti, quali: cineblog01.net, cineblog01.tv, ddlstorage.com, divxstage.eu, easybytez.com, filminstreaming.eu, filmstream.info, firedrive.com, mail.ru, mega.co.nz, movshare.sx, nowdownload.ag, nowdownload.sx, nowvideo.sx, piratestreaming.net, primeshare.tv, putlocker.com, rapidvideo.tv, sockshare.com, uploadable.ch, uploadinc.com, video.tt, videopremium.me e youwatch.org. Tuttavia pare si sia trattato di un oscuramento temporaneo, in quanto, come per l'oscuramento dello scorso Marzo, la quasi totalità di questi siti è tornata regolarmente accessibile o in alcuni casi appositamente reindirizzata, (anche se in realtà sembra che in questo caso si tratti di una questione di ISP: alcuni riescono ad accedervi ed altri no - ndr). Ad ogni modo, come già anticipato, quello che ha lasciato tutti un po' perplessi è stato l'inserimento di portali come Mail.ru e Mega.co.nz; infatti quest'ultimo, (online ufficialmente dal Gennaio 2013), a differenza del precedecessore Megaupload, non è un cosiddetto "cyberlocker", ma un semplice servizio di cloud storage che nativamente non possiede una vocazione per la pirateria; è vero che si tratta di un servizio che per sua natura può sicuramente anche contenere file illegittimi, ma a questo punto si dovrebbero condannare ed oscurare anche DropBox, OneDrive e tutti gli altri servizi di cloud storage che a loro volta contengono sicuramente materiale pirata. Mentre Mail.ru, di proprietà dell'oligarca Alisher Usmanov, è il sito più visitato della Russia e, facendo un semplice parallelismo, è come se la Russia bloccasse sul suo territorio l'accesso a Libero, Virgilio oppure Gmail. Per di più, sempre secondo l'avvocato Fulvio Sarzana, un provvedimento così esteso dimostra le mancanze del regolamento AGCOM sul diritto d'autore; infatti sul suo blog ha scritto: «L'operazione della Procura di Roma mette in luce ancora una volta l'inutilità del Regolamento AGCOM sul diritto d'autore, entrato in vigore il 31 Marzo scorso e che sino a qui, su 108 segnalazioni, ha prodotto il risultato di inibire solo 5 portali che sarebbero dediti alla pirateria, (il 2,5 % delle istanze presentate). Basti pensare che tra i portali sequestrati ve ne è uno oggetto di un provvedimento di archiviazione nelle scorse settimane, da parte della stessa AGCOM. Non si comprende come possa essere stato oggetto di archiviazione un portale che dopo circa un mese è stato sequestrato dall'Autorità giudiziaria». Comunque sia la lotta alla pirateria online è una questione molto delicata, anche se con l'attuale regolamento AGCOM si potrebbe facilmente arrivare ad oscurare anche un portale come YouTube, dove è chiaramente possibile trovare materiale che vìola il diritto d'autore. In ogni caso, come per tutti gli altri oscuramenti, il blocco inposto in Italia è soltanto un ripiego: i server di questi siti, non trovandosi fisicamente in Italia, non sono stati spenti e per quei pochi casi in cui risultano ancora non raggiungibili è, infine, sufficiente modificare i propri DNS o utilizzare appositi software e/o plug-in.


domenica 20 luglio 2014

GHOST: Lanciata una petizione per farli smettere di suonare.


A quanto pare la "campagna pubblicitaria" legata al nome dei Ghost, band doom metal svedese formata attualmente da Papa Emeritus II e dai suoi 5 Nameless Ghoul, abbia raggiunto dei livelli alquanto critici, tanto da scatenare delle reazioni contrarie da parte di qualche fan avverso alle tecniche promozionali usate dalla band. In fatti di recente un tale di nome Sven Armdacht, (secondo alcuni, probabilmente un cosiddetto "defender" un po' troppo esaltato), ha deciso di lanciare sul sito Change.org una petizione per far sciogliere i Ghost. Tuttavia l'obiettivo di questa petizione non sembrano tanto "normali": raggiungere 10.000 firme affinché non vengano più infangate, (tramite la musica dei Ghost), band del calibro dei Black Sabbath, Judas Priest ed Iron Maiden. Infatti nella descrizione della petizione in questione si può leggere: "Questa è una petizione contro i Ghost, band di genere heavy metal che continua a fare album e tour. Molta gente che si avvicina al metal, pensa che questi siano davvero il massimo e che dovremmo scordarci di vere band come Black Sabbath, Judas Priest, Iron Maiden, ecc... Loro vogliono distruggere il vero metal con la loro musica carnevalesca e senza senso. Seriamente, "If You Have Ghost" è una canzone che un vero metalhead ascolterebbe? Non sono metal. La gente sbaglia anche ad affermare che si ispirino a King Diamond/Mercyful Fate, il che è completamente sbagliato. In realtà i Ghost sono soltanto una versione annacquata dei Blue Öyster Cult. Noi, il popolo, vogliamo impedire che i Ghost continuino come band, e dovrebbero sciogliersi il prima possibile". Mentre in un suo commento lo stesso Sven Armdacht ha spiegato: "Ovviamente soltanto 100 firme non convinceranno i Ghost ed i loro manager. Se raggiungiamo le 10.000 firme allora FORSE ci daranno ascolto e smetteranno di fare musica. I Ghost hanno già trascorso gli ultimi anni a massacrarci le orecchie con la loro tremenda musica da poser. Il vero metal non comprende band da gossip. I Ghost non sono metal!". Ad ogni modo chiunque sia d'accordo con Sven Armdacht e sia così infastidito dalla musica dei Ghost, potrà aggiungersi alle, (attuali), oltre 400 persone che hanno già firmato la petizione, al seguente indirizzo: https://www.change.org/petitions/ghost-band-shut-down-the-swedish-retro-metal-band-ghost.


sabato 19 luglio 2014

Secondo un recente studio, possedere un cane farebbe "ringiovanire" di 10 anni.


A quanto pare vivere con un cane fermerebbe il proprio orologio biologico, anzi, ne porterebbe addirittura indietro le lancette; o almeno questo è quanto è emerso di recente da uno studio, condotto da un team di ricercatori dall'Università di Saint Andrews e pubblicato sulla rivista Preventive Medicine, secondo il quale i proprietari di cani dai 65 anni in sù "rigiovanirebbero" di 10 anni. In pratica durante questa ricerca gli scienziati scozzesi hanno esaminato il comportamento di 547 persone con un'età media di 79 anni, il 9% dei quali, (ovvero circa 50 persone), erano proprietari di un cane. Ad ogni modo a tutte queste persone è stato chiesto di indossare un accelerometro per monitorare i loro movimenti: i dati rilevati sono stati poi analizzati considerando gli aspetti fisici ed in base ad altri parametri, tra cui il livello di ansia e di depressione. Al riguardo il dottor Zhiqiang Feng, che ha coordinato il team dell'Università di Saint Andrews, nonché responsabile dello studio in questione, ha spiegato: "Se si ha un cane in casa, il livello di attività fisica è più o meno equivalente a quello di una persona di dieci anni più giovane. Certo, ciò non significa che si ha un decennio di vita in più, ma ciò è molto utile. Già si sapeva che l'avere un cane aiutasse a superare la solitudine e la depressione nelle persone anziane, ma pochi studi si erano concentrati sugli aspetti fisici di questa convivenza. Il nostro studio suggerisce che essere padroni di un cane può motivare attività personali e consentire agli anziani di superare molti più potenziali ostacoli, (tra cui l'uscire e l'essere fisicamente attivi), come la mancanza di sostegno sociale, il mal tempo e le preoccupazioni per la sicurezza personale. I nostri risultati hanno anche come l'avere un cane spinga ad una maggiore attività fisica nelle persone con più di 65 anni. In media i volontari proprietari di cani analizzati erano il 12% più attivi rispetto ai colleghi che non possedevano un cane". Inoltre, secondo il suddetto studio, i benefici del muoversi con il proprio cane sembrano essere indipendenti dall'effettiva distanza percorsa dalle persone monitorate. Tra l'altro di tutte le persone esaminate, tutti quelli che possedevano un cane sono risultati avere anche livelli significativamente più bassi, appunto, di ansia e depressione.


venerdì 18 luglio 2014

Microsoft decide di chiudere gli Xbox Entertainment Studios.


Nella giornata di ieri Satya Nadella, amministratore delegato di Microsoft dal Febbraio scorso, ha confermato ed annunciato ufficialmente il licenziamento di 18.000 dipendenti entro i prossimi 12 mesi e che una buona parte dei quali, (si parla di 12.500 persone), riguarderà principalmente i dipendenti della divisione Devices and Services di Nokia, in quanto con l'acquisizione di quest'ultima, (completata a fine Aprile), la forza lavoro di Microsoft è aumentata di 25.000 persone, molte delle quali svolgono ruoli già ricoperti dai dipendenti dell'azienda di Redmond. Mentre i restanti 5.500 posti di lavoro saranno eliminati all'interno della stessa Microsoft: si tratta di tagli che comprenderanno anche gli Xbox Entertainment Studios, (ovvero il team che sviluppa contenuti video originali per la piattaforma Xbox), i quali verranno chiusi ed in futuro tutte le risorse saranno concentrate esclusivamente sul gaming. In pratica la divisione Xbox Entertainment Studios era stata creata a Settembre 2012 da Steve Ballmer, mentre Nancy Tellem, ex-dirigente della CBS, era stato scelto per guidare un team composto da circa 200 persone con l'obiettivo di realizzare serie Tv originali e contenuti video interattivi, (a cui era stato assegnato il nome Xbox Originals), che gli abbonati di Xbox Live potevano seguire direttamente sulla loro console: "Every Street United" è stata la prima serie andata in onda lo scorso mese. Tuttavia, come ha spiegato lo stesso Satya Nadella, la chiusura degli Xbox Entertainment Studios avverrà in modo graduale e nel frattempo verranno portati a termine le serie già in produzione, (ovvero Halo e Signal to Noise); tutti gli altri progetti invece sono stati cancellati. Ad ogni modo Phil Spencer, capo della divisione Xbox, ha inviato un'email ai suoi dipendenti per illustrare i cambiamenti futuri: nonostante il fallimento di Xbox Originals, l'azienda continuerà ad offrire contenuti interattivi, (come, ad esempio, NFL on Xbox), ed ad arricchire l'offerta di intrattenimento attraverso partnership con content provider esterni. Ed anche se la nuovissima Xbox One rimarrà sempre un dispositivo "all-in-one", le risorse economiche di Microsoft, come già anticipato, verranno spostate esclusivamente sui videogames sviluppati dai Microsoft Studios, dei quali gli Xbox Entertainment Studios dovevano essere la naturale estensione.


giovedì 17 luglio 2014

SLIPKNOT: Inizia la "campagna pubblicitaria" per il nuovo album.


A quanto pare gli Slipknot hanno deciso di iniziare ufficialmente la "campagna pubblicitaria" per il loro nuovo album; infatti dopo aver lasciato "oscurati" i vari Social Network per diversi mesi, (per la precisione dallo scorso Febbraio), in questi giorni la band ha aggiornato le proprie pagine di Facebook e Twitter ed Instagram, impostando come immagine del profilo una nuova stella a nove punte e come immagine di copertina il volto di una donna con la bocca aperta. Inoltre hanno anche pubblicato una sorta di "rompicapo" nella loro pagina Twitter e sul loro sito ufficiale che mostra rapide immagini della suddetta donna rinchiusa in quello che sembra essere un reparto psichiatrico. Al riguardo in una recente intervista, Corey Taylor, frontman degli Slipknot, ha fatto sapere che il nuovo album della band, (che per la precisione sarà il 5° in studio dopo All Hope Is Gone del 2008), sarebbe pronto addirittura al 98%, spiegando: "Siamo nella fase in cui ci si reca allo studio di registrazione per dare un ascolto e vedere se c'è tutto quello di cui abbiamo bisogno. Ma sì, ci siamo molto vicini. La prossima tappa sarà il mixaggio, e cercheremo di farlo iniziare molto presto. Presto faremo un importante annuncio. Per ora posso dirvi solo che ascolterete cose grosse. Il nostro programma è di procedere lentamente, ma di sicuro faremo impazzire la gente per i prossimi due mesi con qualche piccola anticipazione qua e là". Per di più questo nuovo album sarà il primo dopo la morte del bassista Paul Gray, (avvenuta il 24 Maggio 2010 a causa di un'overdose di morfina e di fentany), e dopo l'uscita dalla band del batterista Joey Jordison, (avvenuta invece lo scorso 12 Dicembre per motivi personali). In tal proposito il frontman degli Slipknot ha, infine, concluso dichiarando: "Sarà il primo album senza Paul. Stiamo preparando un album che non è una riflessione. Lasciamo solo uscire fuori della nuova musica. Quando lo facciamo, c'è sempre qualcosa di molto vitale. C'è qualcosa di molto viscerale con le emozioni che proviamo quando suoniamo, con cui proviamo a raccontare la storia di una band che ha attraversato l'inferno e ne è uscita. È un qualcosa che ci riempie molto".

 Di seguito la suddetta nuova stella a nove punte:
https://yt3.ggpht.com/-wYJcfzRgygI/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/oJMc5mlPF5w/s900-c-k-no-rj-c0xffffff/photo.jpg
...l'immagine impostata come copertina:
http://i0.wp.com/www.metalinjection.net/wp-content/uploads/2014/07/Slipknot-tease-2.jpg?resize=750%2C277
...ed il "rompicapo":
*(Aggiornamento del 01/08/2014): Dopo varie altre immagini rilascate nel corso degli scorsi giorni, quest'oggi gli Slipknot hanno pubblicato sui vari Social Network quello che sembrerebbe essere l'artwork, (con annesso titolo: "The Negative One"; ed ascolto streaming sul loro sito), del primo singolo del prossimo album:

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/7/75/Slipknot_-_The_Negative_One_single_cover.jpg

*(Aggiornamento del 06/08/2014): A quanto pare "The Negative One", il presunto nuovo singolo, di cui nel frattempo è stato rilasciato anche un video, non è altro che un regalo per i fans. A spiegarlo è stato lo stesso Corey Taylor durante una recente intervista rilasciata alla BBC Radio 1, nella quale ha spiegato: "La gente non sa cosa aspettarsi da noi e questa è una cosa che ci piace. "The Negative One" non è il nostro singolo. È stato solo un regalo ai fans. Una sorta di anticipazione del nuovo album. Il vero singolo uscirà nel giro di qualche settimana e sarà completamente diverso. È più melodico, ma anche oscuro. È potente! È qualcosa di diverso e la gente ci perderà la testa!". 

Di seguito il suddetto video di "The Negative One":




mercoledì 16 luglio 2014

Scoperto che la cannella potrebbe fermare il Parkinson.


A quanto pare la cannella, sfruttata da millenni nei Paesi orientali anche per la cura di malattie del sistema nervoso, adesso potrebbe essere d'aiuto nel combattere il morbo di Parkinson. O almeno questo è quanto ha suggerito di recente un nuovo studio, condotto da alcuni scienziati specializzati in neurologia provenienti dal Rush University Medical Center di Chicago e pubblicato sul Journal of Neuroimmune Pharmacology, secondo il quale, la cannella, (che, tra l'atro, si è già scoperto avere proprietà antidiabetiche, in quanto regola la percentuale di zuccheri nel sangue, e potenti proprietà antinfettive, poiché riesce ad essere aggressiva sia nei confronti del fungo Candida albicans che nei confronti dell'Escherichia coli: entrambi responsabili di infezioni alle vie urinarie), sarebbe in grado di inibire le modificazioni biomeccaniche, cellulari ed anatomiche che si verificano a livello cerebrale nei pazienti affetti dal Parkinson. In pratica, come già spiegato, durante questa ricerca gli scienziati statunitensi sono riusciti a dimostrare come una comune spezia alimentare sia in grado di invertire i drammatici cambiamenti che si verificano nel cervello delle persone affette dalla Malattia di Parkinson. Entrando più nel particolare, questo avviene perché, dopo aver ingerito la corteccia di cannella polverizzata, quest'ultima viene metabolizzata in una sostanza denominata "benzoato di sodio", il quale è in grado di penetrare a livello cerebrale, dove riesce a bloccare la perdita delle proteine Parkin e DJ-1, (detta anche PARK7), entrambe tipiche di questo genere di patologia. Inoltre la sostanza in questione protegge i neuroni, normalizza i livelli dei neurotrasmettitori e migliora le funzioni motorie; o almeno questo è quello che è stato, appunto, scoperto e verificato per il momento solo su modello animale. Al riguardo il dottor Floyd A. Davis, professore di neurologia presso il Rush University Medical Center, che ha coordinato lo studio ha spiegato: "La cannella potrebbe essere considerata uno dei metodi più sicuri per fermare la progressione della malattia nei pazienti affetti dal Parkinson". Il che potrebbe, infine, essere una buona notizia, considerando che solo in Europa si contano oltre 1 milione di persone colpite dalla Malattia di Parkinson, delle quali oltre 200.000 soltanto in Italia: si tratta di dati considerati allarmanti, perciò è di vitale importanza riuscire a confermare ricerche del genere che offrono una speranza non solo ai soggetti malati, ma anche alle persone che sono loro vicino.



martedì 15 luglio 2014

FingerReader, l'anello stampato in 3D che legge.


Si sa, una persona ipovedente per leggere ha bisogno di particolari accorgimenti: ad esempio, durante la navigazione online possono usufruire dei cosiddetti "screen reader"; mentre per quanto riguarda gli eBook possono tornare loro utili le varie tecnologie di sintesi vocale, i quali pronunciano le parole permettendo agli utenti di ascoltarle. E da oggi grazie a dispositivi come FingerReader chi ha problemi di vista potrà leggere anche ai testi contenuti nei libri cartacei senza l'utilizzo del braille. Al riguardo sul sito ufficiale del progetto portato avanti da un team di ricercatori del MIT Media Lab è stata fornita una descrizione che spiega: "FingerReader è un dispositivo indossabile che aiuta nella lettura dei testi. Si tratta di uno strumento dedicato sia alle persone ipovedenti che necessitano di un aiuto con la lettura che a coloro che desiderano effettuare una traduzione. Chi lo indossa può scansionare una linea di testo e ricevere un feedback audio più che aptico, ad esempio, quando si raggiunge la fine della riga. L'algoritmo riconosce quando l'utente si sta per spostare erroneamente da una linea all'altra, avvisandolo in modo da farlo proseguire correttamente". In pratica a rendere particolarmente interessante il device in questione è anche il metodo adottato per la sua realizzazione, che sfrutta al meglio le potenzialità delle stampanti 3D. Ad ogni modo il funzionamento è facile da capire: si tratta di una sorta di anello da indossare sull'indice, al quale è stato incorporata una fotocamera posizionata nella parte superiore, il cui compito è quello di inquadrare il testo. Successivamente il sistema Optical Character Recognition, (noto anche con la sigla OCR), di cui è dotato l'anello si occupa di interpretare quanto inquadrato dalla fotocamera e trasformarlo in un segnale audio, udibile attraverso l'altoparlante di uno smartphone, di un tablet oppure di un notebook. Inoltre anche se al momento FingerReader è solo un prototipo, basta dare uno sguardo al video di presentazione per poterne comprendere le potenzialità. Infatti l'anello in questione riesce a leggere tutto: libri di carta, giornali, riviste, computer e tablet; gli unici problemi attualmente sono rappresentati dai testi scritti in caratteri troppo piccoli, come, per esempio, quelli dei cosiddetti "bugiardini" dei medicinali oppure dei codicilli dei contratti. Comunque sia adesso il compito del team del MIT Media Lab, (che si sono detti convinti di riuscire ad attirare investitori interessati al possibile sfruttamento commerciale del prodotto, che potrà essere utilizzato anche in altri campi: ad esempio come mezzo per tradurre testi o interi libri da una lingua all'altra), sarà quello di ottimizzare il design, riducendo le dimensioni e rendendolo a tutti gli effetti un vero e proprio dispositivo indossabile. 

Di seguito alcune immagini:
 http://www.3ders.org/images2014/mit-3d-printed-fingerreader-2.jpg
 http://blogs-images.forbes.com/federicoguerrini/files/2014/07/new_proto.jpg
 http://www.geeky-gadgets.com/wp-content/uploads/2014/07/Finger-Reader.jpg
...ed il video di presentazione di FingerReader:



lunedì 14 luglio 2014

Namco Bandai annuncia ufficialmente Tekken 7.


Diverse ore fa Namco Bandai ha deciso di sfruttare il campionato EVO 2014 per annunciare ufficialmente, (con tanto di immancabile trailer), il tanto atteso Tekken 7, vale a dire il nuovo capitolo della popolare serie di videogiochi picchiaduro del 1995, che a quanto pare attualmente è in sviluppo con la tecnologia Unreal Engine 4. In pratica, secondo quanto si può vedere nel primo trailer, la storia si baserebbe su Kazuya Mishima intento a vendicarsi, in uno scontro finale, dell'uccisione della madre Kazumi da parte del padre Heihachi Mishima; per il momento degli altri personaggi non si sa niente. Tuttavia Katsuhiro Harada, produttore del gioco, ha voluto precisare che l'annuncio di Tekken 7 è arrivato adesso a causa di un video pubblicato dal sito AOL.com e realizzato da IGN, in cui si parla proprio dell'esistenza del nuovo titolo. Inoltre, dopo questa breve premessa, il logo del prossimo picchiaduro ad incontri è comparso, (anche se probabilmente si è trattato di un errore), durante i test dei monitor all'EVO 2014: diverse persone lo hanno visto e lo hanno subito reso pubblico in Rete; motivo per cui a Namco Bandai non è rimasta altra possibilità che confermarlo in via ufficiale. Ad ogni modo, secondo le parole di Katsuhiro Harada, Tekken 7 utilizzerà l'Unreal Engine 4, anche se per il momento non c'è ancora alcuna informazione precisa in merito alle piattaforme su cui farà il suo debutto. Infatti, secondo il video realizzato da IGN, il nuovo capitolo dovrebbe arrivare in esclusiva sulle cosiddette "console next-gen", (quindi le nuovissime PlayStation 4 ed Xbox One); ipotesi tra l'altro avvalorata proprio dall'utilizzo dell'Unreal Engine 4, anche se diverse indiscrezioni suggeriscono che il nuovo Tekken 7 sarà reso disponibile anche per i sistemi ormai cosiddetti "old-gen", (ovvero PlayStation 3 ed Xbox 360). Comunque sia in occasione dell'annuncio, Katsuhiro Harada ha spiegato come il team di Namco Bandai andrà ad utilizzare l'Unreal Engine 4, dichiarando: "Potenza e flessibilità significano che potremo concentrare i nostri sforzi per rendere Tekken 7 il miglior gioco possibile senza tuttavia preoccuparci di come spendere il tempo a creare un motore grafico stand-alone. Con l'Unreal Engine 4, potremo rapidamente raggiungere la qualità visiva attesa sulle piattaforme next-gen ed andare anche oltre. Infatti l'Unreal Engine 4 non è solo potente e facile da usare, ma ci permette di portare immediatamente Tekken 7 su qualsiasi piattaforma desideriamo". In ogni caso per il momento questo è tutto quello che si conosce del nuovo capitolo della famosa serie del 1995 e per saperne di più bisognerà aspettare fino al prossimo 25 Luglio, in occasione dell'edizione di quest'anno del Comic-Con International, dove è probabile che lo sviluppatore renda noti anche dettagli precisi in merito la data di debutto sul mercato.

Di seguito il primo trailer ufficiale di Tekken 7: