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martedì 30 settembre 2014

eBay e PayPal decidono di separarsi.


Di recente eBay ha annunciato la "separazione" da PayPal e che a partire dal 2015 diventeranno due società indipendenti. In pratica pare che la decisione sia stata presa dal consiglio di amministrazione del colosso dell'e-commerce a seguito di una revisione dei piani di sviluppo e di crescita dell'azienda; infatti la creazione di due realtà indipendenti permetterà sia ad eBay che a PayPal di evolversi più rapidamente potendo creare un maggiore valore aggiunto in un momento in cui il settore dell'e-commerce e dell'e-payment sono in forte crescita. In sostanza, per chi non lo sapesse, PayPal era stato acquistato da eBay per la modica cifra di 1,5 miliardi di dollari nel 2002, ma tuttavia da molto tempo gli analisti ritenevano l'azienda specializzata nei pagamenti online troppo grande per rimanere nel "grembo" di eBay. Quindi la decisione di "separazione" non stupisce più di tanto ed anzi era già da tempo che si vociferava che il gigante dell'e-commerce avrebbe presto seguito questa strada; anche se nei mesi scorsi John Donahoe, amministratore delegato di eBay, aveva affermato che non era una buona idea. Ad ogni modo PayPal libera da eBay avrà la libertà di capitalizzare la sua popolarità senza alcun vincolo della casa madre. Ma comunque questa operazione comporterà anche una rivoluzione della piramide dirigenziale delle due società: Devin Wenig, attualmente presidente di eBay Marketplaces, è destinato a diventare amministratore delegato della nuova azienda eBay; Scott Schenkel, attualmente direttore finanziario di eBay Marketplaces, diventerà il direttore finanziario della nuova eBay; mentre Dan Schulman, presidente del Gruppo Growth Enterprise di American Express, si unirà immediatamente come Presidente ed amministratore delegato designato per PayPal. Invece John Donahoe insieme a Bob Swan, (attuale vice presidente di eBay), supervisioneranno il processo di separazione delle due aziende, ma in seguito non ricopriranno nessun ruolo esecutivo all'interno di nessuna delle due nuove società; anche se per dare continuità, entrambi dovrebbero continuare a sedere nei consigli di amministrazione di una o di entrambe le nuove società. Comunque sia, secondo alcuni, questa separazione sembra anche rispondere alla sfida lanciata da Apple con il sistema di pagamenti ApplePay ed al recente ingresso di Alibaba. Naturalmente l'operazione di separazione sarà soggetta alle norme delle autorità americane, tuttavia eBay si aspetta di concludere l'intero iter entro la metà del 2015; difatti in merito a tutto ciò lo stesso John Donahoe ha, infine, spiegato: "Il panorama dell'industria sta cambiando ed ogni attività si trova ad affrontare sfide e opportunità diverse. Per più di un decennio eBay e PayPal hanno beneficiato dell'essere parte l'una dell'altra, creando valore per gli azionisti. Ma una revisione strategica con il nostro consiglio di amministrazione mostra come mantenere eBay e PayPal insieme al di là del 2015 sia meno vantaggioso dal punto di vista strategico e competitivo".


lunedì 29 settembre 2014

Sony chiuderà PlayStation Home.


In questi giorni Sony ha annunciato in via ufficiale che la comunità virtuale PlayStation Home, (rilasciata l'11 Dicembre 2008), si sta apprestando a chiudere i battenti in tutto il mondo: verrà dismesso definitivamente su tutti i mercati, (compreso quello europeo), alla fine del prossimo mese di Marzo; o almeno questo è quanto ha fatto sapere un post pubblicato dalla stessa compagnia attraverso il blog ufficiale di PlayStation. Infatti in quest'ultimo è possibile leggere: «Playstation Home cesserà di proporre nuovi contenuti a partire dal 12 Novembre. I giocatori europei, statunitensi e canadesi potranno scaricare quelli già esistenti fino al 3 Dicembre. Come segno di gratitudine verso la nostra community, che per anni ci ha supportato nel suddetto servizio, realizzeremo una serie di contenuti gratuiti al download prima della sua chiusura definitiva, che avverrà il 31 Marzo 2015». Quindi a quanto pare tra diversi mesi calerà il sipario su un servizio che gli utenti PS3 hanno utilizzato poco. Tra l'altro in precedenza, l'azienda nipponica aveva già reso nota l'intenzione di voler chiudere la comunità virtuale in questione soltanto per il Giappone, ma tuttavia l'annuncio condiviso in questi giorni rende chiaro che sarà l'intera community ad avere preso bisogno di trovare un nuovo centro, che sia lontano da PlayStation Home. Difatti il progetto di Sony ha fornito uno spazio sociale, (seppur virtuale), su PS3, dove gli utenti hanno potuto intrattenersi, interagire con gli altri ed anche fruire di diversi giochi gratuiti. Tuttavia, come già spiegato, da adesso fino al prossimo Marzo l'azienda procederà ad una chiusura graduale di questo sistema ed attualmente non sono previsti risarcimenti o rimborsi per il denaro speso in servizi e contenuti all'interno di esso, dei quali però sarà possibile fruire entro il 31 Marzo 2015. Comunque sia chi desidera usare PlayStation Home sulla nuova PS4 dovrà, infine, guardare altrove, in quanto al momento Sony sta impiegando quasi tutti i propri sforzi su altri progetti, concentrandosi soprattutto sul gaming e sulle nuove funzioni sociali direttamente integrate nella cosiddetta piattaforma "next-gen".


domenica 28 settembre 2014

Identificati i primi "geni dell’intelligenza".


A quanto pare i cosiddetti "geni dell'intelligenza" esistono realmente; o almeno questo è quanto ha affermato un gruppo di ricercatori australiani del Queensland Brain Institute che di recente ha annunciato di averne identificati 3. Tuttavia sembra anche che il "peso" che questi geni hanno nel determinare il Quoziente Intellettivo, (noto anche con la sigla QI), di una persona non sembra così importante. Perciò è probabile che esistano migliaia di altre sequenze di DNA correlate al QI ancora tutte da scoprire; difatti che le performance cognitive siano legate al DNA è già stato dimostrato da numerose ricerche condotte sui gemelli e nelle famiglie, ma tuttavia quali siano precisamente i geni è ancora tutto da dimostrare. E questo è quello che hanno cercato di fare i ricercatori australiani, che hanno appena pubblicato il loro studio sulla rivista PNAS. In pratica l'indagine in questione ha coinvolto oltre 126.000 persone, (tra Australia, Europa ed America), ed ha identificato non solo le varianti di tre geni correlate al QI, ma altri quattro geni "intelligenti", (sui 20.000 che compongono il genoma umano), che influenzano le performance cognitive: ognuno di questi è associato a specifici meccanismi cellulari che hanno a che fare con la memoria e l'apprendimento. Ad ogni modo, come ormai noto, il QI è un punteggio, ottenuto tramite test standardizzati, che misura lo sviluppo intellettivo di un individuo, (attualmente un valore medio si aggira attorno a 100 punti), ed è stato proprio questo punteggio ad essere preso in considerazione dallo studio australiano, nel quale i partecipanti avevano valori compresi fra 85 e 115 punti. Al riguardo il genetista Beben Benyamin, uno dei principali autori dello studio, valutando i risultati ottenuti ha voluto precisare che, come già anticipato, i tre geni identificati, se presi singolarmente, hanno un impatto minimo sul punteggio dei test, in quanto ognuno, (presente in due copie), aumenterebbe il QI soltanto di 1,8 punti. Infatti lo stesso genetista ha spiegato: "Tutto questo non ha un grande impatto sulla vita quotidiana. E ci suggerisce che non esiste "IL" gene dell'intelligenza. È molto più probabile, invece, che ci siano più varianti genetiche capaci, nel loro insieme, (cioè se contemporaneamente presenti in un singolo individuo), di fare la differenza". Mentre Daniel Benjamin, sociologo presso la Cornell University ad Ithaca, nonché coautore dello studio, ha aggiunto: "Per ora non abbiamo dimostrato niente". Tuttavia, come ha, infine sottolineato Beben Benyamin: "La ricerca sui geni dell'intelligenza potrebbe avere importanti applicazioni nello studio delle malattie neurodegenerative, come le demenze e l'Alzheimer, che comportano una progressiva riduzione delle performance cognitive".


sabato 27 settembre 2014

Valve lancia Steam Music Player, un lettore audio per ascoltare musica mentre si gioca.


In questi giorni Valve, con l'ultimo aggiornamento di Steam, (la sua piattaforma di distribuzione digitale, di gestione dei diritti digitali, del gioco multiplayer e della comunicazione), ha deciso di rende disponibile una nuova funzione: si tratta del lettore audio, (proposto per la prima volta lo scorso Febbraio nella versione beta del client), che naturalmente permetterà a tutti gli appassionati di videogame di ascoltare i propri brani preferiti durante le sessioni di gioco. I pratica si chiama Steam Music Player e si presenta come un comunissimo software per leggere gli MP3, con la differenza che in questo caso si tratta di una soluzione integrata al client di Steam. Ad ogni modo basta aprire il software, cliccare su "Libreria" e successivamente su "Musica" per sfogliare la lista delle canzoni archiviate sul proprio hard disk. Inoltre sfogliando il menù delle opzioni sarà possibile selezionare manualmente la cartella in cui si conservano le canzoni, nel caso fosse diversa da quella predefinita di Windows. Insomma per il momento Steam Music Player risulta abbastanza grezzo, (ad esempio, manca un cursore per scorrere all'interno dei brani), ma è comunque possibile creare le proprie playlist ed usare una finestra separata del programma, anche mentre si gioca, in quanto la libreria musicale sarà integrata in Steam Overlay ed andrà ad includere anche le molte colonne sonore disponibili sullo store digitale; quindi il tutto si potrà ascoltare senza uscire da Steam né dal titolo con cui si sta giocando. Insomma, l'ideale per chi ama ascoltare un po' di musica mentre si diverte con il proprio gioco preferito. Tra l'altro per festeggiare questo nuovo arrivo Valve ha deciso di mettere a disposizione gratuitamente le colonne sonore dei giochi sviluppati internamente, a patto di possedere il relativo gioco. Mentre per chi ancora non possiede giochi come Half Life, Portal o uno degli altri giochi prodotti dalla software house di Gabe Newell, per l'occasione è stata, infine, resa disponibile una promozione che permette di acquistare questi ed altri titoli al 75% di sconto

Di seguito alcuni screenshot:
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venerdì 26 settembre 2014

In futuro potrebbero essere costruiti degli "ascensori spaziali".


A quanto pare il sogno di fare un viaggetto al di fuori dei confini della Terra potrebbe essere più vicino, grazie ad un nuovo materiale, la cui struttura è simile a quella dei diamanti. Infatti per la prima volta nella storia gli scienziati della Penn State University hanno scoperto come produrre nanofili di diamante ultra-sottili e dalle proprietà straordinarie, tra cui resistenza e rigidezza superiore a quella dei nanotubi e dei polimeri più forti attualmente noti. In pratica ad essersi messo al lavoro su questo nuovo materiale è stato John V. Badding, professore di chimica della suddetta università, il quale ha preso in considerazione quasi un secolo di tentativi falliti da parte di altri laboratori di comprimere le molecole contenenti carbonio, come il benzene liquido, in un ordinato nanomateriale come il diamante. Ad ogni modo utilizzando uno dispositivo ad alta pressione dell'Oak Ridge National Laboratory, (noto anche con la sigla ORNL), per comprimere una quantità di benzene pari a 6 millimetri di larghezza, i ricercatori hanno scoperto che il rilascio lento della pressione dopo la compressione, era in grado di conferire agli atomi di carbonio il tempo di cui avevano bisogno per reagire tra loro e per collegarsi in una catena altamente ordinata di carbonio tetraedrico, alla base di questi nanofili di diamanti. A questo punto il team guidato da John V. Badding è riuscito a "convincere" le molecole contenenti atomi di carbonio a ricostruirsi nella forte forma del tetraedro, tipica dei diamanti, e quindi a collegare ogni tetraedro all'altro fino a formare una lunga e sottile catena, (composta da pochi atomi, centinaia di migliaia di volte più piccoli di una fibra ottica ed enormemente più sottili di un capello umano), che risulta essere uno dei materiali potenzialmente più forti e rigidi ed al tempo stesso più leggero. Al riguardo lo stesso John V. Badding ha spiegato: "Considerando gli esperimenti precedenti, pensiamo che, quando la molecola di benzene si rompe sotto pressione molto alta, i suoi atomi vogliono aggrapparsi a qualcos'altro ma non possono muoversi perché la pressione rimuove tutto lo spazio tra di loro. Il benzene diventa così altamente reattivo in modo che, quando rilasciamo la pressione molto lentamente, avviene una reazione di polimerizzazione ordinata che forma il nano-filo di diamante". Comunque sia le potenziali applicazioni di questa nuova scoperta potrebbero essere molteplici, tra cui la creazione di materiali rigidi e leggeri che potrebbero aiutare a proteggere l'ambiente, come, ad esempio, veicoli più leggeri che richiedono meno consumo di carburante. Ma non solo, in quanto, come già anticipato l'ambizione dei ricercatori è rivolta verso lo spazio; infatti in tal proposito John V. Badding ha, infine, dichiarato: "Uno dei nostri sogni più sfrenati per i nanomateriali che stiamo sviluppando è che potrebbero essere utilizzati per far diventare più forti e leggerei i cavi che, a loro volta, renderebbero possibile la costruzione di "ascensori spaziali", che finora esistito solo nel mondo delle ipotesi".


Di seguito un'intervista rilasciata da John V. Badding:



giovedì 25 settembre 2014

Scoperto un possibile legame tra emicrania e Parkinson.


Si sa, la malattia di Parkinson è quella condizione neurodegenerativa che ha un andamento lento ma costante e nella quale si evidenziano un progressivo scarso controllo del movimento, dell'equilibrio, ma anche rigidità, tremori a riposo, depressione ed altri sintomi più o meno evidenti. Tuttavia quello che al momento non è ben chiaro è la causa scatenante di questa malattia, anche se le ipotesi sono molte: tra queste vi sarebbe una componente genetica o anche l'esposizione a sostanze tossiche come pesticidi o metalli pesanti. Ma a quanto pare a queste ipotesi adesso potrebbe aggiungersene una nuova: il soffrire di emicrania; cosa che, secondo un nuovo studio pubblicato di recente sulla rivista Neurology, farebbe raddoppiare il rischio di sviluppare la malattia. Insomma, si tratta di una notizia poco confortante per tutte le numerose persone che soffrono di questa forma di mal di testa, (che è già piuttosto difficile da sopportare di per sé). In pratica, secondo quanto dichiarato dalla dottoressa Ann I. Scher e dai colleghi del National Institutes of Health, (noto anche con la sigla NIH): "L'emicrania non è soltanto il disturbo neurologico più comune negli uomini e nelle donne, ma è stata anche collegata da altri studi alle malattie cerebrovascolari e di cuore. Pertanto l'aver trovato questa nuova possibile associazione rende sempre più pressante l'urgenza di ricerche in merito che possano aiutare a comprendere, prevenire e curare la condizione". In sostanza lo studio in questione ha visto il coinvolgimento di 5.764 soggetti con diagnosi di emicrania che sono stati valutati per rilevare il rischio di Parkinson: l'analisi dei dati ha permesso di scoprire che le persone affette da emicrania con aura avevano una probabilità più di due volte maggiore di ottenere una diagnosi di malattia di Parkinson, rispetto alle persone che non soffrivano di mal di testa. Inoltre nel totale, il 2,4% di coloro che presentavano emicrania con aura hanno sviluppato il Parkinson, rispetto all'1,1% di quelli che non soffrivano di mal di testa. Tra l'altro le persone con emicrania con aura sono risultate avere 3,6 volte più probabilità di sviluppare almeno 4 dei 6 principali "sintomi parkinsoniani", mentre in quelli con emicrania senza aura la probabilità di mostrare questi sintomi è stata di 2,3 volte in più. Nel complesso il 19,7% delle persone con emicrania con aura sono risultati avere i sintomi del Parkinson, rispetto al 12,6% di quelli con emicrania senz'aura, ed al 7,5% di quelli che non soffrivano di mal di testa. Infine i risultati hanno scoperto che le donne con emicrania con aura avevano anche maggiori probabilità di avere una storia familiare di malattia di Parkinson rispetto a quelle che non soffrivano di mal di testa. Ma come se non bastasse un altro rischio per le persone che soffrono di emicrania è quello di sviluppare la cosiddetta sindrome delle gambe senza riposo, (o Restless Leg Syndrome, nota anche con la sigla RLS). In questi casi il rischio aumentava per tutti i tipi di mal di testa, con una percentuale del 30% dei pazienti con emicrania con aura; il 28% di quelli senz'aura ed il 20% di coloro che non soffrivano di mal di testa. Tuttavia, come già detto, la preoccupazione maggiore è quella che le persone con mal di testa cronico o ricorrente possano in qualche modo essere soggette a sviluppare una malattia più invalidante come, appunto, il Parkinson. Ad ogni modo per allontanare i dubbi bisognerà, infine, attendere nuovi sviluppi e ricerche che possano approfondire e fare maggiore chiarezza su questo nuovo possibile rischio.


mercoledì 24 settembre 2014

NVIDIA dimostra l'autenticità dello sbarco lunare.


Sono passati 45 anni ed ancora oggi molti scettici si dicono sicuri che il famoso sbarco dell'Apollo 11 sulla Luna, (avvenuto il 20 Luglio 1969 alle 20:18), sia una bufala: una scena ricreata in un qualche studio televisivo. Tuttavia in questi giorni NVIDIA, utilizzando le nuove GPU basate sull'architettura Maxwell per riprodurre fedelmente le fonti di illuminazione, ha fatto sapere che quella famosa immagine, (vale a dire la discesa di Neil Armstrong e Buzz Aldrin dal modulo lunare Eagle), è autentica, rilasciando anche una demo pubblicata come conferma. In pratica finora molti teorici della cospirazione hanno più volte dichiarato che la foto è falsa e che quindi lo sbarco sulla Luna non è mai avvenuto, facendo leva sulla domanda: "Come fa Buzz Aldrin ad essere così ben illuminato, se il modulo lunare si trova tra lui ed il Sole?". In effetti, in quell'immagine, l'astronauta si trova all'interno della sua ombra, quindi per essere illuminato dovrebbe esserci un'altra fonte di luce, come, appunto, quelle usate negli studi di registrazione. Ad ogni modo, come già anticipato, per rispondere a questa domanda il team dell’azienda di Santa Clara ha sfruttando tutta la potenza delle nuove GPU GeForce GTX 970 e GTX 980 riproducendo fedelmente la scena dell'allunaggio. In sostanza l'immagine, ottenuta con Unreal Engine 4, (ovvero un motore grafico sviluppato da Epic Games), ha permesso di simulare i raggi del Sole ed ha così permesso di dimostrare che la luce, coperta dal modulo lunare, si riflette prima sulla superficie lunare e sulla tuta di Neil Armstrong, andando poi a colpire Buzz Aldrin mentre scende la scaletta. Tra l'altro per realizzare la demo è stata utilizzata una delle tecnologie chiave dell'architettura Maxwell, denominata Voxel-Based Global Illumination, (meglio nota con la sigla VXGI), la quale "rompe" la geometria di una scena in migliaia di piccoli box, chiamati voxel o pixel 3D. Inoltre ognuno dei 6 lati di cui è composto ogni box viene analizzato per calcolare la sua opacità e la sua emittenza; in questo modo si può rappresentare il modo in cui la luce rimbalza da un oggetto all'altro in tempo reale. Quindi NVIDIA non ha fatto altro che identificare le proprietà della polvere che ricopre il suolo lunare e misurare la riflettività del materiale usato per la tuta di Neil Armstrong, smentendo così, infine, la teoria del complotto lunare.

 Di seguito il video rilasciato da NVIDIA:




martedì 23 settembre 2014

Strati, la prima automobile stampata in 3D in 44 ore.


Se fino a qualche anno fa non era ancora ben certo fin dove si sarebbe spinta la tecnologia della stampa 3D, oggi le cose iniziano a farsi più chiare; infatti di recente durante l'edizione di quest'anno dell'International Manufacturing Technology Show, (noto anche con la sigla IMTS), di Chicago ha fatto il suo debutto ufficiale la prima automobile stampata, appunto, con l'impiego della tecnologia 3D. In pratica si chiama "Strati" è stata realizzata dalla Local Motors in collaborazione con l'Association for Manufacturing Technology, (nota anche con la sigla AMT), è stata disegnata a Torino dall'italiano Michele Anoè, e per la propulsione è stata equipaggiata con il motore elettrico della Renault Twizy. Inoltre l'intero prototipo della nuova autovettura è stato stampato nel giro di 44 ore e rapidamente assemblato da un team della Local Motors per poi essere messo in strada la mattina di Sabato 13 Settembre. In sostanza la Strati è stata costruita in un pezzo unico utilizzando la cosiddetta tecnologia "Direct Digital Manufacturing", (conosciuta anche con la sigla DDM), usata per la prima volta nella costruzione di un'automobile. Tra l'altro i componenti meccanici, (come batteria, motore, cablaggi, e sospensioni), provengono da diversi fornitori, tra cui, appunto, la Twizy, vale a dire un modello che fa parte di una linea di city car elettriche Renault. Ad ogni modo al riguardo John B. Rogers Jr., cofondatore ed amministratore delegato della Local Motors, ha spiegato: "La Strati è un progetto della "comunità" realizzato nella nostra Microfactory. L'inedito processo produttivo rivoluziona lo status quo della produzione automobilistica, cambia l'esperienza del consumatore e dimostra che una macchina può nascere in un modo completamente diverso". Infatti il veicolo in questione utilizza la scienza dei materiali e le tecniche di produzione avanzate dei pionieri che vanno della Struttura di Produzione e Dimostrazione del Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti d'America, (noto anche con la sigla DOE), all'Oak Ridge National Laboratory, (anch'esso appartenente al DOE e conosciuta anche con la sigla ORNL). Per di più Strati dimostra la possibilità di utilizzare soluzioni di "digital manufacturing" sostenibili nel settore dell'industria automobilistica. Ed in questo senso la Local Motors prevede di lanciare a livello produttivo veicoli stampati in 3D che saranno, infine, messi in vendita al pubblico nei prossimi mesi.

Di seguito alcune immagini:

 ...ed il video di presentazione:



lunedì 22 settembre 2014

Google premia l'invenzione di un 17enne greco: gli "occhiali intelligenti" per non vedenti.


Si chiama Angelos Getsis, frequenta un liceo della città greca di Arta, e fra poche ore, (come tanti altri giovani), riceverà il premio locale vinto durante l'edizione di quest'anno della Google Science Fair, ovvero un concorso scientifico annuale online dedicato a ragazzi sorprendentemente intelligenti provenienti da ogni parte del mondo. In pratica l'invenzione che lo ha individuato come il più intelligente tra i ragazzi greci di quest'anno è un particolare paio di "occhiali intelligenti" in grado di aiutare i non vedenti a muoversi facilmente nelle città. In sostanza questi particolari occhiali sono rivolti potenzialmente a sostituire quei bastoni utilizzati, appunto, dai non vedenti, in quanto sono stati dotati di un sistema di vibrazione per avvisare chi li indossa degli eventuali ostacoli presenti sul percorso. Ad ogni modo anche se Angelos Getsis non ha mai incontrato una persona non vedente nella sua vita, la sua speranza con questo progetto è di poter aiutare le persone con deficit visivo e sensibilizzare anche la gente a questo problema. Inoltre durante un'intervista rilasciata al sito vice.com, il giovane ha spiegato: "Ho partecipato al concorso come spettatore la scorsa estate e sono stato ispirato da un altro partecipante, Harry Ioannou, che era uno dei 15 finalisti. Lui se ne uscì con un guanto che aiutava quelli che non sono abbastanza forti a sollevare da soli oggetti di uso quotidiano, quindi mi sono chiesto se c'era qualcosa che potessi fare per aiutare le persone intorno a me, perché per qualche tempo sono stato impegnato costruendo alcuni oggetti. La competizione di Google è aperta a ragazzi tra i 13 ed i 18 anni quindi era perfetta per me. Il mio progetto ha vinto il premio locale, il che significa il primo posto in Grecia, ma sono stato anche tra i primi sei in Europa e top 32 in tutto il mondo". Ed ha proseguito dichiarando: "Non è stata la prima volta che ho avuto a che fare con l'ingegneria, ma è stata la prima volta che costruivo qualcosa per aiutare le persone. Da quando avevo 13 anni, ho lavorato principalmente con la microelettronica ed il controllo remoto. Quando ero piccolo, mi piaceva pasticciare con tutto quello che potevo trovare in casa, facendomi ricorrere da mia madre di continuo. Ma con gli occhiali è stata la prima volta che mi cimentavo nella programmazione. Ho trovato tutto quello di cui avevo bisogno di sapere cercando su Google e per il resto sono stato un autodidatta". Mentre in merito all'idea di costruire degli occhiali, Angelos Getsis ha spiegato: "Un giorno questa idea mi attraversò la mente: ho pensato che con alcune piccole modifiche i sensori utilizzati nei robot per la percezione dell'ambiente potevano essere installati negli occhiali, per aiutare qualcuno a muoversi. Ci ho pensato a lungo ed intensamente e dopo una settimana di lavoro, li ho realizzati. Mi piaceva rimanere fino a tarda notte a lavorarci sopra, perché dovevo andare a scuola durante il giorno. I miei genitori non sapevano esattamente a che cosa stavo lavorando, ma mi hanno sostenuto". Ed ha poi proseguito affermando: "Ho fatto qualche ricerca per vedere se ci fossero progetti simili. La maggior parte degli utenti ha scritto che prodotti simili già esistenti, come ad esempio, i bastoni con componenti elettronici, spesso non risultano facili da usare; quindi il mio vero concorrente è il semplice bastone bianco. Se si tenta di costruire un qualcosa di più complesso di così, si rischia di fallire. Quello di cui la gente ha bisogno è qualcosa di semplice ed economico; qualcosa che si può indossare per essere subito pronti a vagare per le strade, senza bisogno di alcun addestramento". Invece in merito alla funzione di questi occhiali ha spiegato: "Sono ancora un prototipo. Vanno a batteria ed hanno un interruttore on/off. Ho scritto il codice utilizzando il software di programmazione e poi l'ho trasferito agli occhiali. Non ho aggiunto suoni, ma ho installato un motore a vibrazione, in modo che non interferisca con l'udito della persona che li indossa. Quando sono a piedi hanno anche bisogno di essere in grado di sentire ciò che sta accadendo nell'ambiente circostante. Ogni volta che un ostacolo è sul loro cammino, i vetri vibrano". E successivamente riguardo la loro costruzione Angelos Getsis ha proseguito dichiarando: "Avevo già la cornice in camera mia, presa da un paio di occhiali da sole. Ero nella mia stanza pensando a dove installare il meccanismo. Era economico, troppo, quindi era in sintonia con l'intero concetto. Il resto del materiale l'ho comprato in diversi negozi. I vetri sono costituiti da un microprocessore e due sensori: un sensore di prossimità a ultrasuoni ed un sensore che rileva la posizione della testa di chi lo indossa, in modo che i vetri "capiscano" quale direzione stanno prendendo. Ho lavorato sul primo movimento e volevo che fossero semplici, perché la cosa più semplice è la più semplice da utilizzare. Non ho incontrato molti ostacoli. Il tutto è finito per costare circa 25-32 £, (intorno ai 30-40 euro)". Mentre alla domanda se un giorno sognerebbe di lavorare per Google, il giovane 17enne ha risposto: "Non mi dispiacerebbe affatto, perché sono stato nei loro uffici in Grecia ed ho visto anche le foto dei loro servizi in tutto il mondo, e sono molto belle. In questo momento però, il mio piano è quello di rendere questo progetto una realtà. Questa estate ho cambiato di nuovo gli occhiali. Mi sembra che ci sia spazio per migliorare. Sarebbe fantastico se riuscissi a metterli sul mercato, perché in questo modo si potrebbe effettivamente fare la differenza. In futuro, voglio costruire altre cose per aiutare e cambiare il mondo. Ora che ho iniziato, non voglio smettere". Ed ha, infine, concluso affermando: "Ho visto di recente che il sito di un'associazione di genitori di bambini con deficit visivo ad Atene ha menzionato il mio progetto, e mi ha dato grande gioia perché ho visto che alcune persone ora sanno che c'è qualcuno là fuori che tenta di fare qualcosa per loro. Non sono ancora riuscito a contattare nessuno. Ma probabilmente questo accadrà un po' più in là perché in questo momento sono all'ultimo anno del liceo e devo concentrarmi sullo studio".

Di seguito alcune immagini:
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 ...ed il video di presentazione:



domenica 21 settembre 2014

MOTÖRHEAD: Lemmy Kilmister rassicura i fan sulla sua salute.


Dopo diverso tempo arrivano finalmente nuovi rassicuranti aggiornamenti in merito allo stato di salute di Lemmy Kilmister, (leggendario frontman, nonché bassista dei Motörhead), il quale, come ormai ben noto, oltre un anno fa era stato costretto a cancellare l'intero tour estivo previsto per il 2013 ed a prendersi un periodo di pausa a causa di un ematoma. Tuttavia si era dovuto attendere fino allo scorso Gennaio affinché fossero rilasciati i primissimi aggiornamenti sulla sua salute. Da allora, dopo mesi contrassegnati da vari problemi di salute, (fra cui il diabete), che avevano portato nuovamente i Motörhead alla cancellazione dei loro tour per diversi mesi ed a più riprese, si dovuto attendere di nuovo fino allo scorso Maggio per il rilascio di nuovi aggiornamenti in cui Mikkey Dee, batterista della band, aveva dichairato: "Sta molto, molto meglio. Sta andando bene da un po' di tempo. Sta lavorando sodo sulla sua salute. Abbiamo trascorso tre settimane negli USA e lui si sta rimettendo. Lemmy sta molto meglio ed abbiamo suonato alla grande nella parte statunitense del nostro tour. Sembra che stia bene". Comunque sia adesso è stato lo stesso Lemmy Kilmister, che nel frattempo ha portato a termine l'ultimo tour della band londinese, ha rompere il silenzio durante una recente intervista in cui ha rassicurato un po' tutti facendo sapere: "Mi sto rimettendo. Abbiamo appena concluso due tour, e non importa che cosa fai, importa come lo fai e come ti senti. Ho più o meno smesso di fumare. Fumo una sigaretta di tanto in tanto, ma questo è quanto. Ed ho più o meno smesso di bere, o almeno sono passato dal Jack Daniel's alla vodka, che apparentemente sembra sia meglio. Se uno vuole bere, la vodka è l'alcolico meno dannoso, sembra". Ma naturalmente questa non è la prima volta che al frontman dei Motörhead vengono poste domande sul suo stato di salute o sui su come i suoi recenti problemi lo abbiano cambiato in questo senso. Infatti durante questi mesi a coloro che gli ha chiesto se la malattia lo avesse reso più consapevole della propria mortalità, aveva sempre risposto: "La morte è inevitabile, no?! È una cosa di cui diventi più consapevole quando arrivi alla mia età. Non ne sono spaventato, sono pronto. Quando me ne andrò, voglio farlo facendo quello che so fare meglio. Se morissi domani, non potrei lamentarmi, è stato tutto molto bello".


sabato 20 settembre 2014

Il fenomeno della "neve nera", una nuova minaccia per l'Artico.


Di recente un team di scienziati, guidato da Jason Box del Geological Survey of Denmark and Greenland, (noto anche con la sigla GEUS), hanno annunciato di aver scoperto nell'Artico un'intera area ricoperta di un particolare tipo di neve: quella "nera". In pratica, dopo aver trascorso l'estate nel Circolo Polare Artico con l'obiettivo di rilevare e documentare l'allargamento dei ghiacci in Groenlandia, i ricercatori si sono imbattuti in una grande area completamente ricoperta da neve scura e molto più ampia di quanto mai immaginato. Al riguardo lo stesso Jason Box durante un'intervista rilasciata al sito Slate.com ha affermato: "Sono stato davvero sorpreso!"; non nascondendo tuttavia la sua preoccupazione. Infatti il suddetto team di scienziati hanno scoperto che l'area soggetta allo studio, (situata a 67 gradi latitudine nord ed a 1.010 m sul livello del mare), presentava delle buche dalla profondità che variava da mezzo metro fino ad un metro e contenenti polvere e detriti scuri. Si è poi scoperto che si trattava della cosiddetta crioconite, vale a dire detriti trasportati dal vento e provenienti da deserti, incendi, centrali a carbone e motori diesel. Tra l'altro, anche se a dire il vero questo fenomeno non è propriamente del tutto sconosciuto in Groenlandia, Jason Box ha tenuto a precisare che: "Il ghiaccio quest'anno non era un po' scuro, era decisamente scuro! Non ho mai visto una cosa simile prima". Difatti, non a caso, è stato proprio in questo 2014 che si è registrato il maggior numero di incendi boschivi nell'Artico, (il doppio rispetto allo scorso decennio). Inoltre, secondo gli esperti, questo strato di fuliggine scura può essere una nuova minaccia per l'Artico, in quanto riduce la riflettività del ghiaccio e lo fa sciogliere più rapidamente. Ad ogni modo Jason Box, in quanto membro del Servizio Geologico della Danimarca e della Groenlandia, ha viaggiato dalla Groenlandia fino alla sua casa a Copenaghen per rintracciare la fonte della fuliggine che sta accelerando la scomparsa dei ghiacciai e pubblicando, infine, il tutto in uno studio intitolato, appunto, "Dark Snow Project".

Di seguito alcune immagini:
http://media.outsideonline.com/images/dark-snow_fe.jpg
http://climatecrock.files.wordpress.com/2013/06/petecam-122_490.jpg
 http://sciencenordic.com/sites/default/files/2015_06_25_184521_gathering_algae_samples_0.jpg
 http://sciencenordic.com/sites/default/files/2014_08_24_142811_crevasse_and_dark_ice_at_qas_u_0.jpg
...ed un video dimostrativo:



venerdì 19 settembre 2014

QUEEN: L'album-compilation "Queen Forever" uscirà a Novembre.


Dopo varie indiscrezioni e l'annuncio ufficiale del titolo ed altre informazioni durante un'intervista rilasciata dal chitarrista e cofondatore Brian May alla BBC Radio Wales il 24 Maggio scorso, "Queen Forever", (il tanto atteso nuovo album dei Queen), ha finalmente un data di uscita: il prossimo 10 Novembre. In pratica, come anticipato dallo stesso chitarrista durante la suddetta intervista, si tratterà di un album-compilation composto da 2 CD, in cui saranno presenti, tra le altre, 3 traccie del tutto inedite con la voce dell'indimenticato leader Freddie Mercury, (scomparso il 24 Novembre 1991 a causa di una grave broncopolmonite sviluppatasi dall'AIDS di cui era affetto). Ma non è tutto, perché tra queste 3 traccie inedite c'è "There Must Be More to Life Than This", vale a dire un brano che all'epoca, (tra il 1982 ed il 1983), vide la collaborazione tra i Queen e nientepopodimenoché Michael Jackson, (l'indiscusso "Re del Pop", purtroppo scomparso il 25 Giugno del 2009 ufficialmente a causa di un'intossicazione acuta da propofol in concomitanza all'azione di alcune benzodiazepine). Ad ogni modo per il resto si tratta di una serie dei maggiori successi, brani classici e nuovi arrangiamenti di canzoni ben conosciute, affiancate a registrazioni che Brian May ha descritto come: "cose a cui abbiamo lavorato insieme e che sono rappresentative della nostra crescita forse più delle grandi hit". Comunque sia, come già detto, "Queen Forever", (prodotto in collaborazione con William Orbit e Chris Thomas), sarà rilasciato il prossimo 10 Novembre attraverso la Virgin EMI Records e dovrebbe essere, infine, reso disponibile sia come CD singolo, contenente 18 traccie, che come doppio CD, per un totale di 36 brani.

Di seguito la tracklist per il CD singolo:

-Let Me In Your Heart Again, (brano inedito)
-Love Kills, (brano inedito)
-There Must Be More To Life Than This, (il duetto con Micheal Jackson)
-It's a Hard Life, (tratto dall'album "The Works")
-You're My Best Friend, (tratto dall'album "
A Night at the Opera")
-Love of My Life, (tratto dall'album "
A Night at the Opera")
-Drowse
, (tratto dall'album "A Day at the Races")
-Long Away
, (tratto dall'album "A Day at the Races")
-Lily Of The Valley
, (tratto dall'album "Sheer Heart Attack")
-Don't Try So Hard
, (tratto dall'album "Innuendo")
-Bijou
, (tratto dall'album "Innuendo")
-These Are the Days of Our Lives
, (tratto dall'album "Innuendo")
-Las Palabras De Amor,
(tratto dall'album "Hot Space")
-Who Wants To Live Forever
, (tratto dall'album "A Kind of Magic")
-A Winter's Tale
, (tratto dall'album "Made in Heaven")
-Play The Game
, (tratto dall'album "The Game")
-Save Me
, (tratto dall'album "The Game")
-Somebody To Love
, (tratto dall'album "A Day at the Races")
-Too Much Love Will Kill You, (tratto dall'album "Made in Heaven")
-Crazy Little Thing Called Love
, (tratto dall'album "The Game")

...le tracklist per il doppio CD:

CD 1:
-Let Me In Your Heart Again
-Love Kills
-There Must Be More To Life Than This 
-Play The Game
-Dear Friends
, (tratto dall'album "Sheer Heart Attack")
-You're My Best Friend
-Love of My Life
-Drowse
-You Take My Breath Away
, (tratto dall'album "A Day at the Races")
-Spread Your Wings
, (tratto dall'album "News of the World")
-Long Away
-Lily Of The Valley
-Don't Try So Hard
-Bijou
-These Are The Days of Our Lives
-Nevermore
, (tratto dall'album "Queen II")
-Las Palabras De Amor
-Who Wants To Live Forever

CD 2: 
-I Was Born to Love You, (tratto dall'album "Made in Heaven")
-Somebody To Love
-Crazy Little Thing Called Love
-Friends Will Be Friends
, (tratto dall'album "A Kind of Magic")
-Jealousy
, (tratto dall'album "Jazz")
-One Year of Love
, (tratto dall'album "A Kind of Magic")
-A Winter's Tale
-'39
, (tratto dall'album "A Night at the Opera")
-Mother Love
, (tratto dall'album "Made in Heaven")
-It's a Hard Life
-Save Me
-Made in Heaven
, (tratto dall'album "Made in Heaven")
-Too Much Love Will Kill You
-Sail Away Sweet Sister
, (tratto dall'album "The Game")
-The Miracle
, (tratto dall'album "The Miracle")
-Is This The World We Created
...?, (tratto dall'album "The Works")
-In The Lap Of The Gods… Revisited
, (tratto dall'album "Sheer Heart Attack")
-Forever
, (tratto dall'album "A Kind of Magic")

...e l'artwork di "Queen Forever":
http://www.interfm.co.jp/musicmixnagoya/wp-content/uploads/2014/11/20cba30b6e14fe3c5b06abb64b454730.jpg