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martedì 31 marzo 2015

MEGADETH: Chris Adler è ufficialmente il batterista per il nuovo album.


Dopo l'abbandono di Shawn Drover e Chris Broderick, i Megadeth erano rimasti senza un batterista e senza un chitarrista, tuttavia in questi mesi gli unici due membri rimasti, (ovvero Dave Mustaine e David Ellefson), avevano fatto sapere di averli già rimpiazzati; anche se non avevano ancora rivelato le identità dei due nuovi componenti. O almeno così era finora; infatti dopo un'indiscrezione resa nota da Blabbermouth, (che aveva svelato i nomi di entrambi i nuovi membri) e la diffusione sul Web di una foto, (visibile qui), che ritraeva lo stesso Dave Mustaine e Chris Adler, (batterista dei Lamb of God), seduti da soli allo stesso tavolo, molto probabilmente intenti a parlare della entrata nella band di quest'ultimo per una collaborazione sul nuovo album, in questi giorni i Megadeth hanno rilasciato l'annuncio ufficiale tanto atteso dai fan: «Dave Mustaine, la forza trainante e creativa dietro il crossover dell'originale metal americano ed l'hard rock dei giganti MEGADETH, e Chris Adler, batterista dei leader del moderna heavy metal americana LAMB OF GOD, si uniranno al bassista David Ellefson nella creazione del previsto prossimo album dei Megadeth. Adler apparirà come ospite nell'album e contribuirà con i suoi tonanti, incisivi e tecnicamente precisi stile e abilità, aggiungendo nuova linfa nel mix pur rimanendo fedele alle radici dei Megadeth». Al riguardo Dave Mustaine ha commentato: "Chris è un talento formidabile ed una persona straordinaria. E porterà un nuovo livello di eccitazione e di energia nei Megadeth, tanto che i fan andranno fuori di testa. Rispetto i miei batteristi precedenti, ma questo "ucciderà" assolutamente! Nel 1989, quando abbiamo vinto il Grammy per l'album di platino "Rust In Peace", i Megadeth lavoravano originariamente con tre parti - chitarra, basso e batteria. Voglio ringraziare gli altri membri dei Lamb of God per aver permesso questa opportunità per tutti noi nella comunità metal". Mentre Dave Ellefson ha aggiunto: "Chris è un amico accattivante dei Megadeth da molti anni ed apprezza davvero la nostra musica e la sua eredità. Il suo drumming ha forgiato un tale percorso innovativo e feroce per la musica metal e sono molto orgoglioso del fatto che lavorerà con noi su questo nuovo album. Posso chiaramente vedere una nuova alba di "estrema pesantezza" dispiegarsi nel prossimo capitolo dei Megadeth". Ed, infine, lo stesso Chris Adler ha concluso dichiarando: "I Megadeth sono stati una svolta per me. Crescendo, non c'era altra band che ha significato tanto per il mio interesse e la direzione musicale. Non c'è dubbio che non farei quello che ho fatto negli ultimi trent'anni se non mi fossi imbattuto in "Killing Is My Business" e la Bibbia del metal, "Peace Sells", nei miei anni di formazione. Circa 10 anni fa, durante il tour dei Lamb of God con i Megadeth, sono stato in grado di condividere una'avventura con Dave e David, e da allora ci siamo tenuti in contatto. Quando Dave mi ha chiamato per chiedermi se ero interessato a fare un album thrash metal con lui, mi sono sentito come vittima di uno spettacolo a telecamere nascoste. Ho cercato di essere freddo, ma sono rimasto senza parole oltre quel "SÌ!". Una volta che ho chiamato mia moglie ed i ragazzi della band per farlo sapere a tutti, ho avuto un po' di tempo per pensarci davvero e pensare su come adattarmi al meglio a questa situazione. Sto andando a fuoco. C'è una quantità incredibile di rispetto, ma l'obiettivo è quello di creare il miglior album thrash possibile. Insieme, credo che possiamo fare qualcosa di molto speciale! Preparatevi per un capitolo molto eccitante dei Megadeth!". Quindi a questo punto bisognerà attendere di sapere chi sarà il nuovo chitarrista, anche se, come già anticipato, nella suddetta indiscrezione di Blabbermouth si parla, (oltre che di Chris Adler, appunto, come batterista per il nuovo album), di Kiko Loureiro degli Angra; manca solo la conferma ufficiale da parte della band.

Di seguito l'immagine di Chris Adler allegata all'annuncio:
http://www.megadeth.com/sites/megadeth.com/files/news_image_uploads/CHRIS%20ADLER.jpg



lunedì 30 marzo 2015

Dimostrato che a "sentire le voci" non sono solo i malati psichiatrici.


In questi giorni uno studio dell'Università di Durham ha confermato, (e messo nero su bianco su The Lancet Psychiatry), quanto all'interno della comunità scientifica si dice da qualche anno: anche chi non è affetto da alcun disturbo psichiatrico può "sentire le voci", (ovvero avere delle cosiddette "allucinazioni uditive"). Si tratta di un problema che, solo in Italia, affliggerebbe circa due milioni di persone; anche se tra gli specialisti è opinione condivisa che il dato potrebbe essere anche pari al doppio. Questo può essere spiegato attraverso due ragioni: la prima è che chi ne soffre non risulta essere a proprio agio nel parlarne con lo specialista; mentre la seconda è che proprio quest'ultimo spesso ritarda la diagnosi. Ma in realtà le allucinazioni uditive sono abbastanza comuni e chi le ha può sentire, appunto, delle voci che commentano il loro comportamento ed i propri pensieri. Inoltre la percezione può essere disturbata anche in altri modi: i colori, gli odori o i suoni possono sembrare più vividi del normale oppure qualitativamente alterati; nulla che però permetta di certificare con sicurezza un disturbo psichiatrico. E questo è quanto hanno affermato anche i ricercatori del suddetto studio, il quale è stato condotto tra Settembre e Novembre 2013, sottoponendo 13 questionari anonimi diffusi online tramite un'apposito sito ed ai quali hanno partecipato 153 persone, (alcune delle quali con alle spalle una diagnosi psichiatrica), di età compresa tra i 15 e gli 84 anni. In pratica rileggendo le loro risposte, i ricercatori hanno notato come l'81% degli intervistati avesse dichiarato di sentire periodicamente le voci con qualità abbastanza definite: voci esterne o provenienti dal proprio corpo, maschili o femminili, giovani o anziane, dolci o spaventate. Mentre alcuni hanno anche segnalato l'associazione del suono ad uno stimolo fisico: come, ad esempio, l'eccessivo calore ed il formicolio alle mani ed ai piedi. Tuttavia non è stata rilevato nessuna distinzione tra chi riferiva emozioni quali l'ansia, la depressione, la paura e lo stress e chi invece attraversava un periodo tutto sommato soddisfacente. In sostanza, secondo gli autori dello studio, le voci altro non erano che: "entità distinte, con contenuti propri, che evidenziano la necessità di distinguere con attenzione una percezione immaginaria, come il suono, da tutte le altre". Il che rappresenta la conferma che le allucinazioni uditive non si manifestano soltanto in chi soffre di epilessie, schizofrenia e disturbo bipolare: aspetto a cui tra l'altro si fa già riferimento nella quinta edizione del Manuale Diagnostico e statistico dei Disturbi Mentali, (noto anche con la sigla DSM-5). Al riguardo gli psicologi dell'Università di Durham, hanno dichiarato: "Una quota compresa tra il 5% ed il 15% degli adulti sperimenta le allucinazioni uditive almeno una volta nella propria vita, che si manifestano in assenza di una stimolazione del relativo organo di senso". In altre parole la persona sente, vede o percepisce con l'olfatto, il gusto o il tatto qualcosa che di fatto non esiste. Inoltre, fatta eccezione per le situazioni patologiche, finora le allucinazioni uditive sono state spesso associate alle esperienze di vita, (tra le cause più comuni un trauma, un lutto, un intervento chirurgico, uno stupro e l'uso di droghe), ma il messaggio che, infine, emerge dal suddetto studio è che alle volte tutto ciò potrebbe anche non esserci.


domenica 29 marzo 2015

SLAYER: Tom Araya parla del nuovo album.


Circa un'anno fa avevano annunciato l'inizio dei lavori e dal Settembre scorso gli Slayer sono "rinchiusi" in studio assieme a Terry Date, (produttore noto per aver lavorato fra gli altri con i Pantera, i Soundgarden ed i Korn), per terminare le registrazioni del loro nuovo album, che, (anche se era previsto per il 2014), dovrebbe essere rilasciato entro quest'anno. Tuttavia gli ultimi aggiornamenti in merito risalgono allo scorso Ottobre/Novembre, quando Kerry King, (chitarrista della band), aveva rilasciato alcune interviste, e finora è stato reso noto che il nuovo album, (ancora sprovvisto del titolo), sarà il primo ad essere pubblicato per la Nuclear Blast, con la quale la band ha firmato un contratto discografico quasi un'anno fa, e sarà anche il primo che vedrà l'assenza di Jeff Hanneman, il chitarrista, nonché fondatore della band, purtroppo scomparso il 2 Maggio 2013 a causa di una cirrosi epatica, contratta dopo anni di dipendenza dall'alcool. Ma non è tutto: le tracce sono state registrate principalmente da Tom Araya, (frontman e bassista della band), Kerry King e da Paul Bostaph, l'ex-batterista che è tornato a far parte degli Slayer circa due anni fa, dopo l'abbandono di Dave Lombardo.  Ad ogni modo adesso a tutto ciò si aggiungono alcune nuove informazioni che lo stesso Tom Araya ha rilasciato durante una recente intervista concessa a RevolverMag.com, nella quale ha spiegato: "Siamo ancora alle fasi iniziali per quanto riguardano i tocchi finali, se questo può avere un certo senso. Stiamo effettuando il missaggio e la masterizzazione proprio adesso, ma dobbiamo ancora sederci a tavolino e capire quale sarà il titolo dell'album, la copertina, i titoli delle canzoni e la tracklist. Finora abbiamo registrato 13 tracce; anche se probabilmente nell'album ne metteremo solo 10. Ma chi lo sa?! Se sarete fortunati, potrete trovarne anche 13!". Ed ha poi concluso parlando dei temi che saranno affrontati dai suddetti brani e delle parti scritte da Jeff Hanneman prima della morte, che, come già spiegato, dovrebbero essere contenute nell'album in questione. Difatti il frontman ha, infine, dichiarato: "C'è una traccia nell'album che abbiamo registrato con lui, era già pronta, l'unica cosa che dovevamo finalizzare era la voce. Siamo stati fortunati nel possedere qualcosa che lo ha visto partecipe per l'ultima volta. In questo nuovo album, Gary Holt, chitarrista degli Exodus, è stato invitato alla registrazione di alcune delle tracce. Per quel che riguarda il contenuto tematico dell'album, posso dire che l'album tratterà temi sul confronto e la religione, di tutti quei problemi sociali che affliggono l'umanità. Sarà un album tipicamente in stile Slayer, se capite cosa voglio dire. Sarà veramente un disco potente!".


sabato 28 marzo 2015

The Walking Dead: Svelato ufficialmente il titolo dello spin-off.


A quanto pare per questo week end l'AMC ha in serbo alcune sorprese interessanti per i milioni di fan di The Walking Dead; infatti, approfittando del fermento del pubblico per il tanto atteso finale della quinta stagione, (che tra l'altro, secondo molti, sarà tanto scoinvolgente quanto epico, e che durerà ben 90 minuti; spot pubblicitari compresi), il network televisivo accenderà finalmente i riflettori sull'altrettanto atteso spin-off, (ufficializzato lo scorso Settembre). In pratica, come già spiegato in precedenza,  quest'ultimo farà il suo debutto ufficiale in tarda estate, (molto probabilmente un po' prima del ritorno di The Walking Dead con la sesta stagione), con una prima stagione composta, come nel caso della serie principale, da 6 episodi della durata di circa un'ora ciascuno, i quali avranno sicuramente l'obiettivo principale di analizzare la reazione dei fan ed, in base al successo ottenuto, aprire le porte ad una seconda stagione già prevista per il 2016. Tra l'altro, come già noto, questa nuova serie non sarà propriamente di uno spin-off, in quanto focalizzerà la sua attenzione nel raccontare una storia indipendente basata su un gruppo di personaggi del tutto nuovi, (il cast la prima stagione vedrà come protagonisti principali: Sean Cabrera Travis Posada, un insegnante divorziato interpretato da Cliff Curtis; Nancy Tomkins Madison Bennett, una consulente interpretata da Kim Dickens; Nick Tomkins Nick Bennet, il figlio di Nancy Madison, che sta combattendo problemi di droga; ed Ashley Tomkins Alicia Bennett, la figlia di Nancy Madison interpretata da Alycia Debnam Carey), e sui suoi tentativi di sopravvivere nella medesima apocalisse zombie, ma nell'area di Los Angeles e poco dopo lo scoppio dell'epidemia. Ma non è tutto; conosciuto finora con il nome in codice "Cobalt", lo sin-off in questione ha finalmente un titolo ufficiale ed è stato lo stesso Robert Kirkman, (ideatore sia del fumetto che della serie Tv principale ed, appunto, dello spin-off), a svelarlo di recente su Twitter, scrivendo: «È ufficiale! Lo show di accompagnamento di The Walking Dead su AMC si chiama Fear The Walking Dead! Aspettatevi altre notizie molto presto! #FearTheWalkingDead». Tuttavia va detto che si tratta di un titolo che, (oltre a girovagare nel Web e dietro le scene da un po' di tempo), non non sta entusiasmando particolarmente tutti fan e membri della stampa: ad esempio, TV Guide ha proposto ben 41 alternative "migliori", mentre Michael Ausiello l'ha definito "il titolo di un parco a tema o di un gioco da tavolo, non di una serie Tv". In ogni caso in molti suppongono che includere un riferimento così chiaro alla serie principale di straordinario successo rappresentasse una scelta troppo allettante per il network, se non addirittura un vero e proprio vincolo. Comunque sia sta di fatto che nel suddetto tweet Robert Kirkman ha detto ai fan ad aspettarsi altre novità nel corso delle prossime ore, facendo riferimento al fatto che durante il suddetto finale di stagione di The Walking Dead, (in onda negli Stati Uniti domani sera ed in Italia il giorno successivo alle ore 21:00 su Fox), l'AMC mostrerà in anteprima il primo trailer dello spin-off, (che a questo punto si può chiamare "Fear The Walking Dead"), a cui seguiranno, infine, il logo ufficiale ed ulteriori informazioni.

Di seguito il tweet di Robert Kirkman:

*(Aggiornamento del 30/03/2015): Come promesso, l'AMC durante il finale della quinta stagione di The Walking Dead, andato in onda ieri sera negli Stati Uniti, (in Italia andrà in onda questa sera su Fox), ha mostrato in anteprima il primo trailer di Fear The Walking Dead, che cercherà di replicare lo straordinario successo ottenuto dalla serie principale. In pratica se l'ambientazione californiana dello spin-off, (ovvero Los Angeles), era una cosa nota già da tempo, la clip in questione di pochissimi secondi conferma quella che finora restava soltanto un'indiscrezione, (anche se alquanto attendibile e prevedibile): le nuove storie saranno ambientate nei primissimi giorni dello scoppio dell'epidemia. Difatti nel trailer una voce alla radio avverte i cittadini di Los Angeles un "strano virus" registrato in 5 Stati del Paese, mentre le immagini mostrano una città non ancora completamente nel caos. Infine la scena si sposta su solitario "camminatore", (dalle movenze si tratta senza ombra di dubbio di uno zombie - ndr), all'interno di un tunnel e presumibilmente in viaggio verso la città. In sostanza tutto ciò significa che lo spin-off sarà tecnicamente un prequel che, (cosa non da escludere), potrebbe finalmente svelare l'annoso mistero riguardante il come ha avuto inizio l'intera apocalisse zombie che tutti conoscono grazie alla serie principale. Ad ogni modo per saperne di più bisognerà attendere l'eventuale rilascio di ulteriori trailer durante questi mesi d'attesa per il debutto di Fear The Walking Dead, che, come più volte spiegato, avverrà negli Stati Uniti in tarda estate, prima del ritorno di The Walking Dead con la sesta stagione.


Di seguito il primo trailer di Fear The Walking Dead:



venerdì 27 marzo 2015

YouTube inizia i test per i video 4K a 60 fps.


Nell'Ottobre scorso YouTube aveva annunciato l'introduzione dello streaming a 60 fps, ovvero un frame rate tale da rendere perfettamente fluida la riproduzione di qualsiasi filmato, anche quelli 1080p. Mentre oggi il sito di video sharing più popolare al mondo ha deciso di compiere un'ulteriore passo in avanti, dando il via, (dopo quella dei video multiangolo ed i video a 360°), ad un'ulteriore sperimentazione: si tratta dei video 4K con la suddetta medesima frequenza di aggiornamento. In pratica alcuni video di questo tipo sono già stati resi disponibili e per attivarne la visione è sufficiente fare click sul pulsante a forma di ingranaggio posizionato nella parte inferiore destra del player, e naturalmente modificare la qualità selezionando la voce "2160p60", vale a dire, appunto, un formato Ultra HD con 60 immagini al secondo. Tuttavia per far in modo che tutto fili liscio servono due requisiti fondamentali: una connessione Internet abbastanza veloce da poter gestire senza lag ed interruzioni un flusso a 3840×2160 pixel, ed un computer altrettanto prestante. Ovviamente il tutto senza contare la necessità di uno schermo o un televisore con supporto al formato 4K, senza il quale la novità risulterebbe pressoché inutile, in quanto anche su un monitor Full HD, (vale a dire a 1920×1080 pixel), l'utente non riesce ad apprezzarne fino in fondo l'elevata definizione dei video 4K a 60 fps. Ad ogni modo per il momento l'upload di video in questo formato non è aperto all'intera community di YouTube: si tratta di un test, che molto probabilmente avrà lo scopo di individuare eventuali intoppi nella gestione dei file necessari a questo tipo di streaming. Quindi se tutto andrà come previsto questa ennesima iniziativa messa in campo dalla piattaforma di video sharing per estendere le proprie funzionalità, si andrà a sommare, come già anticipato, a quella relativa al supporto per i video a 360°, (naturalmente da girare con apposite videocamere), e Google dimostrerà di essere in grado di mantenere la leadership nel settore dei video online.

Di seguito alcuni dei primi video disponibili nel formato 4K a 60 fps:
 (per usufruire della funzionalità assicuratevi di disporre dei suddetti requisiti)



giovedì 26 marzo 2015

Isolate le differenze del cervello degli autistici.


Di recente grazie allo sviluppo di una nuova metodologia di analisi di risonanza magnetica funzionale, sono state isolate per la prima volta le differenze funzionali tra il cervello di una persona autistica e quello di una sana. A farlo sono stati i ricercatori dell'Università di Warwick, (a Coventry, in Gran Bretagna), che hanno assegnato alla suddetta metodologia il nome "Brain-Wide Association Study", (nota anche con la sigla BWAS, e descritta nel dettaglio sulla rivista "Brain"), la quale, come già spiegato, è stata la prima in grado di creare una panoramica dell'intero cervello umano, fornendo ai neuroscienziati un modello 3D molto accurato per studiarlo. In pratica i ricercatori britannici hanno utilizzato la BWAS per identificare le regioni del cervello che possono dare un contributo importante all'insorgenza dei sintomi caratteristici dell'autismo; il tutto analizzando oltre un miliardo di set di dati e coprendo 47.636 diverse aree del cervello, per un totale di 523 pazienti autistici e 452 soggetti sani. Il che rappresenta un grande passo in avanti, considerando che le metodologie precedenti non erano state in grado di processare una mole simile di dati e si erano limitate solo ad alcune aree cerebrali. Ad ogni modo la capacità di analizzare l'intero set di dati attraverso risonanza magnetica ha fornito ai ricercatori dell'Università di Warwick la possibilità di compilare, confrontare e contrapporre modelli informatici accurati sia per i cervelli autistici e che per quelli dei pazienti sani. Difatti dal confronto di centinaia di scansioni di risonanza magnetica funzionale di soggetti autistici e non autistici, gli scienziati hanno selezionato 20 esempi di voxel in cui le connessioni nei cervelli autistici erano più forti o più deboli rispetto ai non autistici. Al riguardo Jianfeng Feng, principale autore e cordinatore dello studio, ha spiegato: "Nel modello di cervello autistico si è evidenziata una riduzione della connettività tra la corteccia visiva del lobo temporale, coinvolta nell'elaborazione dell'espressione facciale, e la corteccia prefrontale ventromediale, implicata nelle emozioni e nella comunicazione sociale. Si tratta di un collegamento molto importante per la regolazione del comportamento sociale e nei soggetti autistici non ha una piena funzionalità". Inoltre una seconda differenza è stata riscontrata nella connettività di una parte del lobo parietale che sovrintende alle funzioni spaziali. In tal proposito gli autori dello studio hanno assicurato che complessivamente i due risultati documentano un'alterazione delle basi neurali che sovrintendono al rapporto tra sé e l'ambiente ed alla teoria della mente, la capacità di formarsi una rappresentazione del pensiero degli altri. Tral'altro i ricercatori britannici hanno, infine, affermato che la metodologia in questione potrebbe essere applicata anche per l'identificazione delle aree cerebrali più coinvolte in altri disturbi neuropsichiatrici, come, ad esempio, il Sindrome da Deficit di Attenzione ed Iperattività, (noto anche con la sigla ADHD), il disturbo ossessivo-compulsivo e la schizofrenia.

Di seguito alcune immagini:
 http://brain.oxfordjournals.org/content/brain/early/2015/03/19/brain.awv051/F2.large.jpg
http://brain.oxfordjournals.org/content/brain/early/2015/03/19/brain.awv051/F3.large.jpg
http://brain.oxfordjournals.org/content/brain/early/2015/03/19/brain.awv051/F4.large.jpg



mercoledì 25 marzo 2015

Premio Drago D'oro: Ecco i vincitori dell'edizione 2015.


Anche quest'anno, presso l'auditorium del MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo, si è concluso il Premio Drago D'Oro: i cosiddetti "Oscar dei videogiochi", nonché il premio ufficiale dedicato all'eccellenza nel mondo dei videogiochi in Italia, organizzato dall'Associazione Editori Sviluppatori Videogiochi Italiani, (nota anche con la sigla AESVI). In pratica l'edizione 2015, (che per la precisione è stata la terza), come negli anni passati, ha visto sfidarsi i videogiochi pubblicati durante il corso dell'anno precedente, ma tuttavia con una piccola differenza: mentre nei primi 2 anni le categorie in cui sono stati suddivisi i vari videogame erano 17, quelle di quest'anno sono state 20, grazie all'aggiunta delle categorie "Miglior Ambientazione", "Miglior App" e "Miglior DLC/Espansione". Ad ogni modo di seguito potete trovare i vincitori nelle varie categorie:

VIDEOGIOCO DELL'ANNO:
- Destiny.

MIGLIOR AMBIENTAZIONE:
- Assassin's Creed: Unity.

MIGLIOR APP:
- Monument Valley.

MIGLIOR COLONNA SONORA:
- Transistor.

MIGLIOR DLC/ESPANSIONE:
- World of Warcraft: Warlords of Draenor.

MIGLIOR GAMEPLAY:
- Destiny.

 MIGLIOR GRAFICA:
- Assassin's Creed: Unity.

MIGLIOR PERSONAGGIO:
- Bayonetta, (Bayonetta 2).

MIGLIOR SCENEGGIATURA:
- The Last of Us: Left Behind.

MIGLIOR VIDEOGIOCO CASUAL:
- Super Smash Bros.

VIDEOGIOCO DI AZIONE/AVVENTURA:
- La Terra di Mezzo: L'Ombra di Mordor.

 MIGLIOR VIDEOGIOCO DI CORSE:
-Mario Kart 8.

MIGLIOR VIDEOGIOCO DI RUOLO:
- Dark Souls II.

MIGLIOR VIDEOGIOCO DI STRATEGIA:
- Hearthstone: Heroes of Warcraft.

MIGLIOR VIDEOGIOCO INDIE:
- The Vanishing of Ethan Carter.

MIGLIOR VIDEOGIOCO PLATFORM:
- Murasaki Baby.

MIGLIOR VIDEOGIOCO SPARATUTTO:
- Destiny.

MIGLIOR VIDEOGIOCO SPORTIVO:
- PES 2015.

PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA:
- Valiant Hearts: The Great War.

VIDEOGIOCO "SCELTA DEL PUBBLICO":
- Dragon Age: Inquisition.

Comunque sia chiunque fosse interessato, (e/o curioso), può, infine, controllare quali erano le nomination di quest'anno per le suddette categorie qui.


martedì 24 marzo 2015

METALLICA: Se "…And Justice for All" ha un sound discutibile è colpa di Lars Ulrich; parola di Steve Thompson.


Sono passati quasi 27 anni dall'uscita di "…And Justice for All", (ossia il quarto album studio dei Metallica, nonché il primo senza il bassista Cliff Burton, pubblicato il 25 Agosto del 1988), e, ciò nonostante, le polemiche riguardanti il sound dell'album sembrano ancora molto accese. E Steve Thompson, (vale a dire il produttore che ha curato il missaggio dell'album in questione), in una recente lunga intervista concessa al sito Ultimate-Guitar, (nella quale tra l'altro ha parlato di diverse cose), ha deciso di rivelare il suo punto di vista in merito a ciò, "colpevolizzando" il batterista Lars Ulrich per il suono dell'album ritenuto pessimo da molti fan soprattutto per il fatto che le tracce di basso, (suonate da Jason Newsted), risultano praticamente impercettibili. Infatti il produttore ha dichiarato: "Ciò che volevo fare io e ciò che voleva fare Lars erano cose radicalmente diverse e ciò mi mi mise piuttosto in crisi. Mi piacevano molto i Metallica ed io li conoscevo piuttosto bene. Dissi: "Questi ragazzi sono bravi". Eravamo stati chiamati per il mix e quindi andammo nei Bearsville Studios di New York. I ragazzi erano impegnati con il tour del Monsters of Rock in quel periodo, quindi facevano avanti ed indietro dallo studio alle location in elicottero, per vedere come andavano le cose". Ed ha poi proseguito affermando: "Lars sapeva esattamente che suoni e che parametri voleva per la batteria, quindi dissi a Michael di lavorare con Lars e trovare il sound che cercava. Quando finirono e mi fecero sentire, dissi a me stesso: "Fa cagare! Un sound terribile". Mandai via tutti e risistemai completamente quasi tutti i suoni della batteria ed alzai le chitarre. Jason fece un grande lavoro al basso. Si sposava perfettamente con le chitarre di James. Tuttavia quando stavo per aggiungere tutto il resto, e James mi aveva dato l'ok, Lars arrivò, ascoltò un minuto del lavoro e disse: "Spegni!". Gli domandai: "Cosa c'è che non va?". E lui mi rispose: "Che è successo al suono della mia batteria?". Gli dissi: "Ma sei serio?". Dovevamo alzare il livello della batteria come aveva fatto lui. Non ero un fan di ciò ed la cosa non mi piaceva. Ad ogni modo subito dopo se ne uscì con: "Vedi la parte di basso?". Ed io gli risposi: "Certo, ha fatto un gran lavoro!". Ma lui continuò dicendomi: "Voglio che abbassi il volume del basso al punto che sia a malapena udibile nel mix". Gli dissi: "Mi prendi in giro, vero?". Mi rispose: "No, abbassalo". Così lo abbassai al livello che diceva, ma lui mi disse: "Abbassalo di altri 5 decibel". Mi girai verso James dicendogli: "Ma sul serio?!". La cosa mi spiazzò". Comunque sia Steve Thompson ha, infine, proseguito spiegando: "Avrei voluto spazzare via "Master of Puppets", ecco qual era la mia idea per il sound di "…And Justice for All". Era così, ma credo che loro volessero un sound più da garage, senza il basso. Le parti di basso erano grandiose, erano perfette. Ricordo quando i Metallica vennero nominati per la Hall of Fame e mi ritrovai a sedere vicino a Lars. Mi domandò: "Che successe alle parti di basso su "…Justice?". Volevo stenderlo con un pugno lì sul posto. È stata una vergogna, perché sono io quello che si sta prendendo tutta la merda per la mancanza del basso in quel album".


lunedì 23 marzo 2015

Mars One: Secondo Joseph Roche il progetto potrebbe essere una presa in giro.


Da parecchio tempo ormai si parla sempre più spesso di viaggi dell'uomo verso Marte per fondare lì una colonia abitativa e restare per tutta la vita, (o quasi). E questo è l'obiettivo che si prefigge anche l'ambiziosissimo progetto Mars One, appunto, una missione umana per colonizzare il cosiddetto "pianeta rosso", a partire dal 24 Aprile 2023, al ritmo di quattro astronauti l'anno, per un totale di 24 esseri umani. Inoltre la cosa abbastanza particolare di questo progetto è che non è previsto alcun "biglietto di ritorno", in quanto, (almeno per il momento), mancano sia i soldi che la tecnologia per immaginare e progettare un futuro rientro sulla Terra. Ed è forse anche per questo che la missione Mars One, com'è normale che sia, ha suscitato un grandissimo interesse mediatico: in Italia si è parlato più volte di Pietro Aliprandi, (ovvero l'unico italiano rimasto tra i 100 finalisti), ed era stato evidenziato i vari limiti e punti poco chiari dell'intero progetto. Gli stessi che in questi giorni hanno portato Joseph Roche, astrofisico presso il Trinity College's School of Education a Dublino, ex-ricercatore della NASA, nonché un altro dei fortunati finalisti, ha mettere in dubbio il progetto. In pratica durante un'intervista condotta da Elmo Keep, del sito Medium, lo scienziato ha raccontato tutti i punti deboli di Mars One, facendo sapere che, vista dall'interno, la missione mostra ancora più falle di quelle visibili da fuori. Infatti, stando a quel che ha dichiarato Joseph Roche, molti finalisti avrebbero comprato la propria ammissione all'ultimo stadio delle selezioni, e sarebbero continuamente incoraggiati a "donare" il denaro ricevuto per interviste ed apparizioni televisive agli organizzatori della missione. Al riguardo l'astrofisico ha spiegato: "Quando ti unisci alla "Mars One community", il che succede automaticamente se fai domanda di candidatura, cominciano ad assegnarti un punteggio. Si ottengono altri punti superando le selezioni, (un numero arbitrario di punti, non c'è una classifica vera e propria). Successivamente l'unico modo per accumulare punteggio è comprare il merchandising di Mars One oppure donare direttamente del denaro". In sostanza pare che ogni aspirante astronauta abbia versato, (all'atto dell'iscrizione alle selezioni), una quota variabile tra i 5 ed i 75 dollari, a seconda della ricchezza del Paese di provenienza; il che moltiplicato per 200.000 domande, (anche se a dire il vero in merito a ciò Joseph Roche ha sostenuto che le richieste siano state poco meno di 3.000), farebbe una bella sommetta.Ad ogni modo l'astrofisico ha fatto sapere anche che i finalisti avrebbero addirittura ricevuto una lista di "suggerimenti" su come comportarsi con le richieste di interviste, che includeva, senza troppi giri di parole, la seguente affermazione: «Se vi si offre denaro per un'intervista, sentitevi liberi di accettarlo. Vi chiediamo gentilmente di donare il 75% della somma a Mars One». Quindi pare proprio che i principali finanziatori di Mars One sono stati, finora, gli stessi che hanno presentato domanda per partecipare. Tra l'altro, stando sempre alle dichiarazioni di Joseph Roche, il processo di selezione, sarebbe un altro punto critico dell'intero progetto; infatti lo scienziato ha affermato: "Non ho incontrato di persona nessuno di Mars One. All'inizio ci hanno detto che avremmo sostenuto diversi colloqui: avremmo dovuto presentarci al quartier generale di Mars One e sottoporci a prove della durata di più giorni, il che mi sembrava un processo di selezione abbastanza legittimo. Invece ci hanno fatto firmare un contratto di riservatezza, e le cose sono rapidamente cambiate. Un colloquio di più giorni è diventata una chiacchierata su Skype di circa 10 minuti". Insomma si tratta di dichiarazioni che corrispondono con quanto aveva spiegato non tempo fa Pietro Aliprandi, secondo cui, il processo di selezione si era limitato nel completamento di un questionario, il caricamento di un video, la presentazione di un esame medico generico ed una conversazione su Skype. Il che risulta essere un po' poco, se si pensa che, ad esempio, la NASA richiede ai piloti almeno 1.000 ore di esperienza di volo per poter essere considerati come aspiranti candidati all'astronautica, nel ruolo di comandante di missione. Comunque sia in tal proposito lo stesso Joseph Roche ha concluso dichiarando: "Questo significa che tutte le informazioni che hanno su di me provengono dal video che ho inviato, da un questionario che ho compilato con risposte di una sola parola e da un'intervista via Skype molto veloce. Non ci sono abbastanza informazioni per giudicarmi!". Per di più, tornando a parlare di denaro: i costi della missione, (stimati un po' ottimisticamente in 6 miliardi di euro), secondo le previsioni del progetto, dovrebbero essere coperti dalla vendita dei diritti televisivi per un reality show sull'addestramento dei futuri astronauti, ma, a quanto pare, sia Endemol che diverse altre aziende televisive sarebbero sono tirate fuori dal business. Tra l'altro persino Gerardus 't Hofft, premio Nobel per la fisica indicato come testimonial del progetto, se ne è tirato fuori, dichiarando che: "La missione non è realistica potrebbe partire tra 100 anni, certamente non tra 10". Tuttavia dal canto suo, Bas Lansdorp, amministratore delegato di Mars One, ha replicato spiegando che le dichiarazioni di Joseph Roche non corrispondono al vero; difatti ha fatto sapere: "Ci sono molti finalisti che non hanno donato denaro a Mars One. E ci sono molti candidati che non sono arrivati in finale pur avendo eseguito parecchie donazioni. Le cose non sono connesse, e chi afferma il contrario è un bugiardo!". Inoltre ha, infine, concluso sostenendo di aver ricevuto 200.000 candidature, e che le critiche ricevute lo aiuteranno a migliorare la missione.


domenica 22 marzo 2015

Regno Unito: I piercing vaginali saranno considerati mutilazioni genitali femminili.


A quanto pare a breve il piercing fatto agli organi genitali femminili, anche se per ragioni estetiche, sarà considerato al pari di una mutilazione genitale femminile; o almeno questo è quanto stabiliscono le nuove regole del National Health Service, (ossia il servizio sanitario inglese, noto anche con la sigla NHS), le quali, secondo quanto ha reso noto di recente il quotidiano The Independent, entreranno in vigore a partire dal prossimo Aprile. In pratica in questi giorni il Dipartimento della Salute inglese ha fatto sapere che sta prendendo ogni precauzione per registrare i piercing genitali fatti in un contesto abusivo e violento, e che queste nuove regole saranno in linea con quelle dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, (conosciuta anche con la sigla OMS). Inoltre questa nuova regolamentazione, (che per la precisione sarà obbligatoria), verrà applicata anche alle donne che, con il loro consenso, si sono sottoposte a questa procedura per motivi cosmetici ed estetici, o perché la ritengono un modo di aumentare e migliorare la loro vita sessuale. In sostanza le mutilazioni genitali femminili sono una procedura non medica che modifica intenzionalmente l'aspetto degli organi genitali femminili, (sia esse siano per motivi "culturali", come, ad esempio, l'infibulazione, sia per altri motivi differenti), causando spesso anche lesioni gravi. Ed in tal senso il piercing e le incisioni sono classificati come "procedure dannose" e rientrano tra le mutilazioni genitali femminili comprese nelle linee guida dell'OMS pubblicate l'anno scorso. Tra l'altro in tutto il mondo oltre 130 milioni di donne e ragazze hanno sofferto e subìto mutilazioni genitali e nel Regno Unito sono in aumento le donne trattate negli ultimi mesi nei servizi sanitari proprio a causa delle mutilazioni genitali. Insomma, per farla breve, con l'entrata in vigore delle suddette nuove regole nel Regno Unito le donne con piercing vaginale verranno classificate come vittime di mutilazione genitale femminile, la pratica potrebbe essere considerata illegale al pari dell'infibulazione ed i responsabili dell'esecuzione potrebbero essere indagati per aver commesso un reato. Al riguardo un portavoce del Dipartimento della Salute inglese ha, infine, spiegato: "Stiamo prendendo ogni precauzione per registrare i piercing genitali fatti in contesti violenti. La raccolta di dati ci aiuterà ad avere un quadro della natura del problema che stiamo affrontando".


sabato 21 marzo 2015

Scoperta una grave vulnerabilità in oltre 700.000 router.


In questi giorni il ricercatore di sicurezza Kyle Lovett ha fatto sapere di aver scoperto una grave vulnerabilità presente in oltre 700.000 router forniti agli abbonati dagli Internet Service Provider, (noti anche con la sigla ISP), in diversi Paesi, (tra cui anche l'Italia). In pratica il bug in questione, nascosto in un componente del firmware dei router, può essere sfruttato per eseguire un attacco di tipo "directory traversal", il quale permette ad un malintenzionato di accedere al dispositivo da remoto ed effettuare diverse operazioni "maligne", tra cui il furto dei dati di login ed il cambio dei DNS. Ma non è tutto: questa vulnerabilità è stata individuata nel componente webproc.cgi, il che significa che può essere sfruttata per estrarre informazioni dal file config.xml, presente sui router esaminati e contenente i parametri di configurazione. Si tratta di un file in cui vengono scritti diversi dati sensibili, come, ad esempio, i cosiddetti hash delle password per l'amministratore ed altri account, username e password per la connessione al provider ADSL, (con protocollo PPPoE), le credenziali client e server per il protocollo di gestione remota TR-069, usato da alcuni ISP, e la password per la rete wireless, (se il router integra un access point Wi-Fi). Quindi, come già anticipato, se un malintenzionato riesce ad effettuare l'accesso come amministratore può modificare gli indirizzi DNS: l'utente che visita un sito web legittimo può ritrovarsi su una pagina piena di malware. Tra l'altro su alcuni modelli non è nemmeno necessario sfruttare il bug in questione per accedere al file config.xml, in quanto basta conoscere l'indirizzo esatto, (ovvero l'URL), della sua posizione. Come se non bastasse, un quarto dei router analizzati consente anche il cosiddetto "dump" della memoria in cui sono conservati in chiaro varie informazioni, come le password di accesso ai siti. Comunque sia l'elenco dei modelli di router coinvolti, (usati principalmente dagli ISP in Colombia, India, Argentina, Thailandia, Moldavia, Iran, Perù, Cile, Egitto, Cina ed Italia), comprende: ZTE H108N ed H108NV2.1; D-Link 2750E, 2730U e 2730E; Sitecom WLM-3600, WLR-6100 e WLR-4100; FiberHome HG110; Planet ADN-4101; Digisol DG-BG4011N; ed Observa Telecom BHS_RTA_R1A. Tuttavia non è possibile conoscere quali ISP forniscono questi router ai loro abbonati, in quanto molto spesso vengono usati nomi differenti; anche se è certo che la maggioranza di essi integra un firmware realizzato dall'azienda cinese Shenzhen Gongjin Electronics. Tuttavia attualmente non è noto se quest'ultima abbia già distribuito una patch ai suoi partner: gli utenti dovrebbero verificare da sé l'esistenza di un firmware aggiornato oppure, infine, chiedere informazioni al proprio provider ADSL.


venerdì 20 marzo 2015

Kratos debutta su PS4 con "God of War III Remastered".


A quanto pare Kratos, una delle icone di maggior spicco del catalogo videoludico di casa Sony, è pronto a fare il suo debutto sulla PlayStation 4, (la cosiddetta piattaforma next-gen della stessa casa nipponica); difatti in questi giorni è stato confermato ufficialmente l'arrivo di God of War III Remastered, vale a dire il remake a 1080p dell'omonimo titolo pubblicato nel Marzo 2010 sulla PlayStation 3. In pratica, come in quest'ultimo, la trama di questa versione rimasterizzata in Full HD inizierà esattamente dov'era stata interrotta alla fine del secondo capitolo della serie, con Kratos insieme agli altri Titani intento a scalare il Monte Olimpo per sferrare un attacco contro gli dei: una volta raggiunta la cima si troverà a dover fare i conti con Ermes, Poseidone, Ade ed Elio. Al riguardo nella descrizione de titolo in questione si può leggere: "Ambientato nella Grecia della mitologia classica, God of War III Remastered permette ai giocatori di indossare i panni di Kratos, un ex-Spartano impavido che, dalle profondità dell'Ade, risale le vette del Monte Olimpo in cerca di vendetta nei confronti di coloro che lo hanno tradito. Brandendo una spada a doppia lama e dotato di una vasta gamma di armi e magie, il protagonista dovrà affrontare le creature più letali della mitologia e risolvere intricati enigmi"; insomma, nulla di nuovo per gli appassionati della serie. Ad ogni modo l'annuncio ufficiale è stato diramato, (non a caso), in occasione del 10° anniversario della serie God of War, sviluppata dalla software house SCE Santa Monica Studio, con un post pubblicato sul blog ufficiale di PlayStation e firmato da Cory Barlog, direttore creativo della suddetta software house. In questo post si può leggere: «Per lo sviluppo del terzo capitolo, mi sono dedicato ad uno script e ad una grafica del gioco che avrebbero spinto PS3 al limite massimo. A sostituirmi come direttore della serie è intervenuto il capace Stig Asmussen, che ha continuato a plasmare la storia ed il gioco in base alle proprie visioni di sviluppo con serietà e competenza, realizzando insieme al team uno dei capitoli più pazzi, visionari e graficamente spettacolari dell'intera serie». Ed ancora: «Questa emozionante versione del titolo carica d'azione porterà gamer neofiti e fedeli appassionati della serie in un viaggio dalla grafica spettacolare, grazie a tutto lo splendore dell'azione di gioco a 1080p, di scontri fluidi e dalle texture seriche, di armi che faranno tremare la terra, di boss che non immagineresti e di una nuovissima modalità foto per condividere con amici e familiari tutti i momenti più teneri e carini di God of War, come le pugnalate in faccia ad un Minotauro». Comunque sia la data di uscita di God of War III Remastered è stata fissata in tutta Europa per il prossimo 15 Luglio, fatta eccezzione per l'UK dove il titolo in questione arriverà, infine, con 2 giorni di ritardo.

Di seguito alcune immagini:
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 ...la copertina:

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...ed il trailer d'annuncio di God of War III Remastered:




giovedì 19 marzo 2015

Creata la vernice luminescente che si "accende" con l'ossigeno.


Di recente dalla collaborazione tra il Dipartimento di Scienza dei Materiali dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca, (nota anche con la sigla UniMiB), e l'Istituto Italiano di Tecnologia, (conosciuto con la sigla IIT), è nata una nuova vernice luminescente che diventa più brillante in presenza di ossigeno, rilevando, grazie a dei nanosensori al suo interno, le variazioni di pressione dell'aria circostante. In pratica si tratta del frutto di uno studio, (intitolato "Reversed Oxygen Sensing" using Colloidal Quantum Wells: towards highly emissive photoresponsive varnishes), il quale è stato pubblicato sulla rivista Nature Communications ed ha mostrato importanti applicazioni, soprattutto nel settore aerospaziale.  In sostanza queste vernici luminescenti per sensori di gas o di pressione, (note come "pressure sensitive paints"), sono composte da delle molecole, (ossia i cromofori), le quali si attivano in presenza di determinate sostanze chimiche gassose: se opportunamente illuminati, brillano con un'intensità che dipende dalla pressione del gas a cui sono soggetti. Insomma, contrariamente alle vernici attualmente in uso, che si "spengono" quando interagiscono con gas ossidanti, in questo caso maggiore è la quantità di ossigeno che scorre sopra i cromofori, minore sarà l'emissione luminosa. Ad ogni modo il lavoro svolto dai ricercatori dell'UniMiB e dell'IIT, coordinati da Sergio Brovelli e Francesco Meinardi da una parte ed Iwan Moreels dall'altra, e segna una svolta importante: grazie allo sviluppo di nanomateriali, (costituiti a loro volta da nanofogli di semiconduttore), è possibile generare un segnale luminoso la cui intensità è direttamente proporzionale alla presenza di ossigeno; finora questa strada era sempre stata impedita dalla mancanza cromofori adeguati. Comunque sia, come già anticipato, una delle applicazione più significative di queste vernici luminescenti riguarda i test aerodinamici condotti in campo aerospaziale ed automobilistico. Infatti per verificare le prestazioni ed ottimizzare i consumi di un veicolo, (come, ad esempio, una navetta shuttle), si ricopre di vernice luminescente un modello in scala ridotta e lo si posiziona all'interno di una galleria del vento, nella quale viene contemporaneamente illuminato con una lampada ultravioletta ed esposto a flussi d'aria. A questo punto la luce emessa dalla vernice viene catturata da una fotocamera e rielaborata al computer, permettendo, attraverso l'analisi dell'immagine 3D, di valutare la pressione che il gas esercita in ogni punto della superficie. Al riguardo Sergio Brovelli ha spiegato: "Certi sistemi richiedono la maggiore precisione possibile, ma la vernice luminescente tradizionale, che si smorza in presenza di pressione, non è in grado di dare informazioni oltre una certa soglia: quando c'è troppo ossigeno, si spegne completamente. Potrebbe sembrare un dettaglio, ma non lo è, dato che nei test aerodinamici è sempre meglio un sensore che genera un segnale, rispetto uno che smette di segnalare. Ed è proprio qui che risiede l'aspetto innovativo del nuovo nanosensore: ci avverte, accendendosi, che in uno specifico punto del veicolo o dell'autovettura c'è un accumulo di pressione, un flusso non laminare o un flusso turbolento". Ed ha, infine, concluso dichiarando: "La nuova vernice risponde a variazioni infinitesime di pressione, (anche 0,001 bar), su grandi quantità di aria: è come avere un termometro che invece di andare solo da 0 a 100 gradi, scende fino a 100 gradi sotto lo zero. In questo modo possiamo ottenere una dinamica di misurazione molto più sensibile".


Di seguito alcune immagini:
http://www.focus.it/site_stored/imgs/0003/021/vacuumoxygen.jpg
http://www.focus.it/site_stored/imgs/0003/020/shuttle.jpg