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giovedì 30 aprile 2015

Anonymous Italia attacca la Banca Dati dell'AIFA.


In questi giorni la divisione italiana della popolare legione Anonymous è tornata all'attacco, questa volta prendendo di mira e defacciando il sito della Banca Dati dell'Agenzia Italiana del Farmaco, (nota anche con la sigla AIFA), ed il sito dedicato ai farmaci in gravidanza ed allattamento come forma di denuncia conto le azioni delle grandi case farmaceutiche, finanziate ed insabbiate dalla Stato. In pratica, come di consueto, gli hacker hanno rivendicato l'azione sul loro blog ufficiale dove hanno pubblicato un comunicato, (apparso anche sulle home page dei suddetti siti, che attualmente sembrano essere tornati alla normalità), nel quale hanno scritto: «Con questa azione, Anonymous desidera denunciare la miriade di sconcertanti azioni compiute dalle case farmaceutiche, azioni SEMPRE finanziate ed insabbiate dallo Stato. Vogliamo che la gente realizzi quanto i politicanti capi di stato siano disposti a svenderci alle cosiddette "BIG PHARMA". L'8,6 % del PIL italiano viene impiegato nel settore sanitario. Uno dei nostri ex "monarchi" ed attuale senatore a vita, Mario Monti, dichiarò che la sostenibilità della sanità stava divenendo difficoltosa. Non a caso tagliò i finanziamenti sanitari, penalizzando personale ed infrastrutture. Però lo stato non ha, oppure non ha voluto, riflettere sul prezzo dei farmaci. Non ci pare ragionevole che ci sia un business dietro alla nostra salute, compriamo per svariati euro farmaci che sono stati prodotti ad un prezzo veramente ridicolo. Il malato è il cliente del suddetto business, che spesso spende la gran parte dei suoi averi spinto dalla paura. Dietro le dubbie e costose pratiche della medicina allopatica possiamo benissimo notare come le grandi case farmaceutiche abbiano dalla loro parte diversi bilioni: la più ricca di esse, la Pfizer, ha un fatturato di ben 67,42 miliardi di dollari, (nel 2011). Inoltre, per quanto l'uso medico della cannabis sia riconosciuto in un numero crescente di Paesi e per quanto anche nel nostro Paese siano autorizzate le cure con farmaci a base di cannabinoidi, sono tantissimi i malati di fibromialgia, leucemia, sclerosi multipla, cancro, (e non solo), che, a causa delle difficoltà nel vedersi riconosciuto il diritto alla cura, scelgono di violare la legge auto-coltivando cannabis di varietà terapeutiche per alleviare dolori, spasmi muscolari e malessere da chemio. Nonostante le autorizzazioni del CNR di Rovigo ed, in particolare, dello stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze, (che produrrà, a regime, fino a 100 kg l'anno di cannabis ad uso medicinale, stimati sulla base dei 56 kg importati nel 2014), ammettere la coltivazione, il possesso ed il consumo personale della cannabis terapeutica darebbe un vero taglio all'acquisto a prezzi proibitivi di farmaci cannabinoidi, che attualmente sono prodotti solo all'estero, talvolta anche in Paesi dove la cannabis ad uso medico resta di fatto illegale. Il governo, tuttavia, concede licenze alle società farmaceutiche consentendo loro di crescere cannabis per lo sviluppo di nuovi farmaci. Pur riconoscendo gli effetti collaterali decisamente innocui e molto blandi, se confrontata con altri farmaci convenzionali utilizzati nelle medesime terapie, la cannabis terapeutica è ancora contemplata solamente come alternativa ai farmaci già disponibili in commercio per quanti non ne abbiano ottenuto benefici. Da antiproibizionisti esigiamo che le leggi tutelino il diritto all'assunzione ed alla coltivazione personale di marijuana, sia per scopo terapeutico che ricreativo». Ed hanno successivamente proseguito spiegando: «Gli psicofarmaci prodotti dalle grandi multinazionali si sono ormai da tempo affermati grazie alle pressioni delle case farmaceutiche ed alla complicità dei governi che tacciono volontariamente sulle conseguenze nefaste degli psicofarmaci. Anzi, il potere compie ogni sforzo per diffonderne l'uso in modo capillare. Queste sostanze costituiscono per il potere lo strumento ideale per il controllo sociale e rappresentano la realizzazione di quella molecola per l'assoggettamento della coscienza che i nazisti hanno a lungo ricercato. Moltissimi sono i settori amministrati dallo stato nei quali le persone rischiano la somministrazione forzosa degli psicofarmaci. Si pensi, per esempio, al sistema scolastico, nel quale in moltissimi Paesi occidentali abbondano psicologi che monitorano con discrezione il comportamento e le valutazioni degli alunni, catalogandoli in molte diverse categorie di "disagio", ossia di malattia. A seconda del tipo di disagio la famiglia dell'alunno sarà fortemente sollecitata ad intraprendere una cura a base di psicofarmaci per il figlio o la figlia. Anche nei centri e nelle comunità di recupero per tossicodipendenti vi è un uso smisurato di psicofarmaci sempre in concomitanza con l'assunzione di metadone provocando gravissimi e non valutati danni alla salute. Tantissimi sono anche gli individui che scelgono volontariamente di assumere psicofarmaci. Ne esistono di moltissimi tipi e con effetti collaterali ed a lungo termine spesso davvero sconcertanti. A tal proposito sottolineiamo come l'assunzione volontaria di psicofarmaci sia incentivata dalle grandi case farmaceutiche che finanziano i medici affinché li prescrivano anche quando assolutamente non necessari. Considerando la gravità dell'intossicazione da queste droghe del sistema per il controllo della coscienza sottolineiamo come il consumo di THC curerebbe in modo assai più efficace e senza conseguenze molte patologie psichiche. Ovviamente c'è un enorme uso di psicofarmaci anche nelle strutture per il trattamento del cosiddetto "disagio psichico", cioè sia nei centri per le terapie farmacologiche psichiatriche, sia in quelli che fino a poco tempo fa si chiamavano ospedali psichiatrici giudiziari. Questo abuso sconsiderato di psicofarmaci, favorito dai governi di tutto il mondo genera un flusso incessante di miliardi di dollari nelle casse delle grandi industrie farmaceutiche dalla Bayer alla Pfizer, dalla Novartis alla Roche...». Ad ogni modo gli hacker di Anonymous Italia hanno, infine, concluso rivolgendosi prima ai cittadini e poi alle case farmaceutiche scrivendo: «Anonymous desidera che le persone si informino e che insorgano contro le menti degradate e schiave del profitto dei padroni degli stati e delle case farmaceutiche, quindi vi invitiamo a leggere il link sugli effetti devastanti degli psicofarmaci. Non è difficile immaginare le condizioni delle generazioni future, che nasceranno tra gli OGM, i pesticidi della Monsanto e l'inquinamento globale. Vi invitiamo, ancora una volta, ad unirvi al nostro movimento, vi invitiamo a non essere più le vittime sacrificali di questo malato ed immondo sistema, non riusciranno a piegare la nostra volontà, padroni delle BIG PHARMA: siano maledetti i vostri valori di sfruttamento!».


Di seguito l'home page della Banca Dati dell'AIFA, defacciata:
http://3.bp.blogspot.com/-NBfxAzULutA/VT95Tt4obyI/AAAAAAAABqs/G8tqprtprbg/s1600/TS46UE2Y.png



mercoledì 29 aprile 2015

Dragon Ball tornerà sul piccolo schermo con "Dragon Ball Super", una nuova serie animata.


Dopo varie bufale ed indiscrezioni circolate ultimamente in Rete, in questi giorni è arrivata la conferma ufficiale: a ben 18 anni di distanza dall'ultimo filone narrativo della saga, Dragon Ball, (una delle serie animate più popolari ed amate di sempre, lanciata nel 1986 e tratta dall'omonimo manga di Akira Toriyama), tornerà in Tv con un nuovo ed inedito anime. In pratica si intitolerà Dragon Ball Chou, (in occidente sarà Dragon Ball Super), ed ad annunciarlo è stata la Toei Animation, famoso studio di animazione giapponese, che tramite un comunicato stampa ha precisato che la storyline di questa nuova serie seguirà gli eventi narrati nel recentissimo lungometraggio "Dragon Ball Z: La Resurrezione di "F"" e cronologicamente si inserirà dopo la sconfitta del temibile Majin Bu e prima gli eventi narrati in Dragon Ball GT, (appunto, l'ultimo capitolo della saga andato in onda in giappone tra il 1996 ed 1997), con un nemico "che potrebbe essere perfino più forte di Bu o Freezer". Al riguardo Osamu Mozaki, produttore del progetto per l'emittente Fuji TV, ha spiegato: "Ho adorato Dragon Ball fin dall'infanzia e sono molto emozionato di far parte di questo progetto. Mr. Toriyama ha sviluppato una trama che non solo è un sogno diventato realtà per i milioni di fan di Dragon Ball, ma che farà presa su una nuova generazione di spettatori". Mentre Atsushi Kido, produttore della Toei Animation, ha dichiarato: "Quando mi sono unito alla Toei Animation, uno dei miei primi compiti mi ha visto lavorare alla produzione di Dragon Ball Z. Ed anche se per un breve periodo di tempo, essere parte della saga mi ha lasciato un ricordo indelebile. Non vediamo l'ora di portare avanti l'enorme eredità di Dragon Ball, portando al pubblico un nuovissimo Dragon Ball con lo stesso cuore ed impegno che c'è stato nelle passate produzioni di Dragon Ball". Per di più anche Masako Nozawa, la doppiatrice di Goku, Gohan, Goten e Bardak per la versione giapponese dell'anime, ha espresso la sua gioia per questa nuova serie. Infatti ha affermato: "Ho usato la parola 'chou', (super), in moltissime pubblicità, giochi ed altri media, ed è fantastico che l'attesissimo Dragon Ball Super finalmente stia per cominciare. Spero che questa serie duri a lungo e che abbia lo stesso impatto mondiale delle serie precedenti". Comunque sia l'intera nuova serie sarà supervionata ancora una volta dallo stesso Akira Toriyama e farà il suo debutto nel mese di Luglio in Giappone grazie alla Fuji TV, mentre per la versione in lingua italiana bisognerà attendere, ovviamente, un po' più a lungo; sempre ammesso che venga, infine, tradotta e distrubuita anche nel nostro Paese, (per il momento non è dato saperlo, anche se è piuttosto plausibile).


Di seguito il suddetto comunicato stampa:
*(Aggiornamento del 15/06/2015): In questi giorni è stato rilasciato un primo breve trailer in lingua giapponese, visibile di seguito:




*(Aggiornamento del 30/06/2015): In questi giorni è stato rilasciato un secondo breve trailer sempre in ligua giapponese, visibile di seguito e che mostra i vari personaggi, tra cui due nuovi: Champa ed il suo assistente.



*(Aggiornamento del 05/07/2015): In questi giorni, in seguito alla messa in onda del primo episodio, sono state rilasciate le sigle d'apertura e di chiusura della serie, visibili di seguito:





martedì 28 aprile 2015

La Guardia di Finanza sequestra il sito AltaDefinizione.tv.

Il banner che appare visitando il sito.

In questi giorni durante quella che è stata denominata Operazione #Shelter la Guardia di Finanza di Lecco ha messo sotto sequestro AltaDefinizione.tv, un sito che aveva scalato il ranking nazionale entrando nella Top 100 degli indirizzi più visitati nel nostro Paese, con oltre 115.000 visite giornaliere: un quantitativo di traffico sufficiente per garantire ai gestori un guadagno di circa 1.000 dollari al giorno. Tuttavia trattandosi di un portale finalizzato alla distribuzione non autorizzata di contenuti protetti da diritto d'autore è, appunto, stato chiuso e posto sotto sequestro. In pratica, come facilmente intuibile dal nome, sulle sue pagine, (ora non più accessibili), erano presenti migliaia di opere audiovisive tutelate da copyright in streaming, gran parte delle quali di recente pubblicazione, (a volte presenti ancora nelle sale cinematografiche), ed offerte all'utenza in alta definizione, (sia HD a 720p che Full HD a 1080p); senza contare la possibilità di fruizione su Pc, tablet e Smart Tv. Ad ogni modo l'operazione in questione è stata condotta a due anni di distanza da quella denominata Sid Crew, (inerente l'attività di un pirata informatico lecchese), ed in collaborazione con la Federazione Contro la Pirateria Musicale e Multimediale, (nota anche con la sigla FPM), e la Federazione per la Tutela dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali, (conosciuta anche con la sigla FAPAV), sotto la direzione della locale Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lecce. Al riguardo un comunicato ufficiale ha spiegato: «www.altadefinizione.tv utilizzava particolari sistemi che permettono di rendere complesso individuare la reale ubicazione dei server ospitanti. Da qui le difficoltà incontrate dai finanzieri nell'individuazione del responsabile che, per non lasciare tracce virtuali che potessero ricondurre a lui, ha utilizzato anche documenti di soggetti estranei alla vicenda e connessioni "protette". Nonostante il server fosse ubicato all'estero, le investigazione hanno comunque permesso di giungere all'identificazione del responsabile, (un pregiudicato milanese), ed alla ricostruzione dell'articolata architettura informatica, ciò unicamente grazie alla univoca impostazione strategica della Procura e della Guardia di Finanza ed all'ausilio tecnico delle due federazioni, (FPM e FAPAV), che tutelano i contenuti audiovisivi e combattono la pirateria musicale e multimediale». Comunque sia la Guardia di Finanza ha, infine, fatto sapere che adesso l'Operazione #Shelter proseguirà con un'indagine finalizzata alla quantificazione dei proventi illeciti derivanti dall'attività del sito e sulla loro tassazione in quanto guadagni riconducibili ad un esercizio che costituisce reato.


lunedì 27 aprile 2015

MOTÖRHEAD: Dopo l'annullamento dello show al Monsters of Rock, Lemmy Kilmister sta molto meglio.


In questi giorni i Motörhead sono stati costretti ad annullare il loro show che si sarebbe dovuto tenere a San Paolo in occasione del Monsters of Rock, (nato inizialmente come festival annuale di musica heavy metal prettamente inglese e successivamente diffusosi con edizioni parallele in altri Paesi), a causa di alcuni seri problemi di salute del frontman Lemmy Kilmister. In pratica il bassista/cantante per sia stato colpito da un disturbo allo stomaco ed una forte disidratazione che lo hanno indotto a recarsi in ospedale per sottoporsi ad alcuni accertamenti medici. Naturalmente il posto vacante dell'esibizione è stato prontamente occupato da una jam session ad opera del chitarrista Phil Campbell e dal batterista Mikkey Dee, accompagnati sul palcoscenico da Andreas Kisser e Derrick Green, (rispettvamente il chitarrista ed il frontman dei Sepultura). Al riguardo gli organizzatori del festival hanno rilasciato un comunicato nel quale spiegavano: «L'organizzazione del Monsters Of Rock è dispiaciuta nel dover informare al pubblico che i Motörhead non saranno in grado di mettere in pratica la propria performance prevista per questa sera. Questa mattina il vocalist Ian "Lemmy" Kilmister è stato affetto da una seria gastrite, seguita da una brutta disidratazione. Lemmy ha già effettuato dei testi ed è stato medicato, ma su consiglio del dottore non potrà essere presente». Tuttavia non era stato fatto sapere nient'altro; o almeno fino ad oggi, quando gli stessi Motörhead hanno aggiornato i fan sulla salute del buon vecchio Lemmy Kilmister tramite un breve comunicato nel quale hanno scritto: «A causa di un problema di stomaco legato al cibo, purtroppo, Lemmy non è stato in grado di eseguire lo show a San Paolo. Ora lui si sente già molto meglio, ed è pronto a continuare le date in Sud America! Prossima fermata Curitiba! Lemmy si scusa molto per questo contrattempo e non vede l'ora di esibirsi di fronte ai suoi fan». Ovviamente va ricordato che, come già spiegato in precedenza, nel 2013 il frontman della band londinese era stato costretto a cancellare l'intero tour estivo previsto ed a prendersi un periodo di pausa a causa di un ematoma. Da allora, (dopo i primissimi aggiornamenti sulla sua salute), si erano succeduti mesi contrassegnati da vari problemi di salute, (fra cui il diabete), che avevano portato nuovamente i Motörhead alla cancellazione dei loro tour per diversi mesi ed a più riprese. Ed è stato solamente allo scorso fine Settembre che si era saputo che il cantante aveva quasi rischiato la pelle dopo essersi sottoposto ad un'ultima operazione, che lo aveva portanto a prendere più in considerazione la "ripulitura" del suo stile di vita. Comunque sia adesso, come anticipato nel suddetto comunicato, fortunatamente la band è pronta ad affrontare gli ultimi due show programmati in Brasile e previsti per il 28 Aprile, appunto, a Curitiba e per il 30 Aprile a Porto Alegre.


domenica 26 aprile 2015

Silent Hills: Cancellato il nuovo capitolo della popolare serie survival horror.


Lo scorso Agosto durante l'edizione 2014 del Gamescom, (noto evento dedicato ai videogame che ogni anno si tiene a Colonia), la Konami aveva presentato a sorpresa Silent Hills un nuovo progetto che sarebbe dovuto essere connesso alla celebre serie survival horror. In pratica l'annuncio era avvenuto attraverso un trailer mostrato al termine di una demo interattiva per un ipotetico gioco intitolato P.T., (poi rivelatosi essere l'acronimo di "Playable Teaser" e che era stato rilasciato dopo qualche ora sul PlayStation Store, in esclusiva per PlayStation 4 con circa una cinquantina di minuti ambientati in un contesto chiaramente horror). Tra l'altro si trattava di un progetto interessante, nonché il ritorno in grande stile della serie di videogame, in quanto vedeva la collaborazione nello sviluppo di Hideo Kojima, (padre della celebre serie Metal Gear), con la software house Kojima Productions, e di Guillermo del Toro, (regista messicano noto per film come Il labirinto del fauno, Hellboy ed Hellboy: The Golden Army). Senza contare la presenza dell'attore Norman Reedus, (noto soprattutto per aver interpretato il personaggio di Daryl Dixon nella serie televisiva The Walking Dead), che avrebbe dovuto vestire i panni del protagonista principale, e l'annuncio fatto dallo stesso Hideo Kojima il quale aveva fatto sapere che il titolo sarebbe stato talmente spaventoso al punto che i giocatori avrebbero rischiato di "farsela addosso". Tuttavia in queste ore è arrivata una brutta e triste notizia per i fan della popolare serie e per tutti quelli che attendevano con ansia l'uscita di tale progetto: Silent Hills a quanto pare non vedrà mai la luce. Ad annunciarlo sarebbe stato lo stesso Guillermo del Toro che durante il San Francisco International Film Festival avrebbe dichiarato: "Non si farà, e la cosa spezza il mio grasso cuore". O almeno questo è quanto è stato pubblicato su Twitter dall'utente "TV's Matt Hackney", il che potrebbe far pensare ad una notizia falsa, se non fosse per il fatto che il tweet in questione è stato retwittato da Ian Gibson, assistente del regista messicano. Ma non è tutto: a confermare la cancellazione del progetto è stato anche lo stesso Norman Reedus, che sempre su Twitter ha scritto: «Mi dispiace tantissimo, ero davvero impaziente per questo progetto. Spero che riusciremo a rivederlo. Scusate tutti». Ad ogni modo l'ipotesi più accreditata è che il tutto sia dovuto al presunto licenziamento di Hideo Kojima dalla Konami dopo l'uscita di Metal Gear Solid V; anche se per il momento né l'azienda né l'autore hanno commentato o smentito tale cancellazione. Fatto sta però che a partire dal prossimo 29 Aprile il suddetto "Playable Teaser"sarà rimosso dal PlayStation Store; il che potrebbe essere, infine, inteso come un'ulteriore conferma del fatto che Silent Hills è destinato a non diventare realtà.


Di seguito i suddetti tweet:

*(Aggiornamente del 27/04/2015): Anche Konami ha confermato la cancellazione del progetto rilasciando un comunicato ufficiale nel quale si può leggere: «Konami continuerà a produrre nuovi titoli della serie Silent Hill, ma il progetto embrionale Silent Hills, sviluppato con Guillermo del Toro e con la partecipazione di Norman Reedus, non andrà avanti. Per quanto riguarda il futuro coinvolgimento di Kojima e Del Toro, stiamo attualmente discutendo dei nostri piani per la serie e vi aggiorneremo non appena avremo nuovi annunci».


sabato 25 aprile 2015

Clear, l'applicazione che permette di cancellare il passato imbarazzante dai Social Network.


Si chiama Clear e si tratta di una nuova applicazione che, come si può facilmente intuire dal nome, (il quale non lascia spazio a troppe interpretazioni), si pone un obiettivo piuttosto ambizioso: fare piazza pulita di tutto ciò che potrebbe "sporcare" l'immagine digitale di qualcuno sui Social Network, che prima o poi potrebbe ripercuotersi anche nella vita reale, (dalla frase o la foto imbarazzante, pubblicata magari in un momento di "ebrezza", al post in cui ci si lamentavava del datore di lavoro ecc...). In pratica Clear, (seppur attualmente in fase beta), permette di scandagliare i contenuti pubblicati nel corso degli anni su Facebook, Twitter ed Instagram ed eliminare tutto quello che l'utente giudicherà inopportuno e/o potenzialmente offensivo. Ad ogni modo l'ideatore di questa applicazione è stato Ethan Czahor, un trentenne che sembra conoscere piuttosto bene la materia: assunto a Febbraio come CTO nello staff di Jeb Bush, (ex-governatore della Florida), il giovane era stato licenziato dopo appena pochi giorni, in quanto i media avevano scoperto alcuni vecchi tweet e post del suo blog, caratterizzati da contenuti sessisti, omofobi o intrisi di un humor dissacrante e politicamente scorretto. Al riguardo lo stesso Ethan Czahor ha raccontato sul sito dell'applicazione: "Dopo il college ero andato ad Hollywood per studiare improvvisazione teatrale. Usavo Twitter per testare i miei sketch, si trattava prevalentemente di contenuti umoristici indirizzati alla mia cerchia di amici. Dopo aver cambiato carriera ed ottenuto finalmente il lavoro dei miei sogni questi contenuti sono stati decontestualizzati per farmi apparire la persona che non sono, un'operazione che mi è costata la carriera. Ho creato Clear per far sì che questo non avvenga mai più a nessuno". Comunque sia l'applicazione in questione, per il momento in fase di sperimentazione, è stata progettata per individuare tutti quei contenuti ritenuti offensivi o "a rischio" che l'utente ha, appunto, disseminato nel corso del tempo sui vari Social Network; in parole povere l'applicazione funziona attraverso la ricerca di specifiche parole chiave, ad esempio analizzando tutte le frasi con riferimenti a minoranze etniche, all'orientamento sessuale o formulate in un linguaggio considerato inappropriato. Inoltre, come già anticipato e come ha ricordato lo stesso Ethan Czahor, dal momento che nessuna applicazione o servizio al momento è capace di comprendere il contesto all'interno del quale i contenuti sono stati scritti, una volta individuati tweet e post "incriminati", la loro cancellazione sarà a discrezione dell'utente. Tra l'altro Clear sviluppa anche un'indagine preliminare, elaborando una vera e propria scala di "affidabilità" degli utenti su ogni singolo Social Network. In tal proposito l'ideatore durante un'intervista della rivista TIME ha dichiarato: "La mia generazione è la prima ad avere tutta la propria vita online. Quello che è successo a me può avvenire a chiunque, in qualsiasi campo. Quello che hai scritto con leggerezza, magari 10 anni fa, resta sul Web e potrebbe essere usato in futuro contro di te". Ed i dati sembrano dargli ragione; infatti, secondo un'inchiesta dello scorso Luglio, (realizzata dal sito per la ricerca di lavoro Career Builder), circa metà delle aziende che usano i Social Network per scoprire attitudini e background dei potenziali candidati scoprono contenuti che possono portare nel 43% dei casi alla non assunzione: si tratta di dati che sono saliti abbastanza velocemente, se si considera che nel 2012 la stessa percentuale ammontava al 36%. Per di più i contenuti che influiscono maggiormente su un esito negativo del processo di selezione sono: foto considerate inappropriate, post inneggianti all'utilizzo di alcool e droghe, contenuti discriminatori ed invettive contro l'azienda precedente. Comunque sia, come già detto, Clear per adesso è disponibile in versione beta solo per i dispositivi iOS; anche se in realtà per utilizzarla occorre registrarsi sul sito ufficiale, (https://heyclear.com/), e mettersi in una lista in attesa del rilascio della versione finale. Oltretutto Ethan Czahor ha promesso che a breve l'applicazione sarà implementata su altre piattaforme e sarà resa disponibile anche per controllare i contenuti delle proprie ricerche su Google oppure i post sul proprio blog. In ogni caso l'impressione generale è che, comunque vada, la piattaforma sia solo un primo passo verso l'esigenza sempre più forte di controllare, (ed "aggiustare", qualora necessario), il flusso di contenuti digitali che ogni utente riversa quotidianamente sulla Rete.


venerdì 24 aprile 2015

Scoperto che incrociare le dita può alleviare il dolore fisico.


A quanto pare incrociare le dita potrebbe influenzare il modo in cui il cervello elabora la sensazione di dolore ed in alcuni casi la può anche riduce; o almeno questo è quanto ha fatto sapere di recente una ricerca condotta in collaborazione tra l'Università degli Studi di Verona e l'University College London e curata principalemente da Patrick Haggard ed Elisa Raffaella Ferrè. In pratica lo studio in questione, pubblicato sulla rivista scientifica Current Biology, suggerisce la possibilità che il dolore possa essere modulato semplicemente applicando altri stimoli sul corpo e modificando la posizione della parte del corpo dolorante; così facendo si potrebbe influenzare il modo in cui il nostro cervello elabora il dolore. In sostanza, secondo i ricercatori, il fenomeno potrebbe, in ultima analisi, essere sfruttato nel trattamento del dolore cronico, nei pazienti che dopo un infortunio fisico soffrono di sensazioni dolorose per molto tempo prima di guarire. Difatti al riguardo i ricercatori dell'Università degli Studi di Verona hanno spiegato: "Lo studio è stato condotto utilizzando il fenomeno dell'illusione della Griglia termica. Un metodo controllato che permette di attivare il sistema del dolore, senza tuttavia produrre un effettivo danno della pelle e che si produce applicando un sistema di temperature caldo-freddo-caldo sulle dita. La sensazione di bruciore che caratterizza l'illusione è dovuta all'interazione fra tre vie sensoriali: quella del caldo, quella del freddo e quella del dolore. Il caldo riduce l'attività dei recettori del freddo. Normalmente, l'attività dei recettori del freddo inibisce i nocicettori, ossia i recettori del dolore. Riducendo l'inibizione dei recettori del freddo, le cellule del dolore si attivano. Questo evoca la sensazione di bruciore caratteristica dell'illusione della Griglia termica". Mentre Elisa Raffaella Ferrè ha proseguito dichiarando: "I nostri risultati mostrano che un semplice modello spaziale è in grado di modulare l'intensità del dolore. Quando il dito che riceve la stimolazione fredda è posto tra le due dita che ricevono il caldo, si produce una distinta sensazione di bruciore. Al contrario, quando il dito che riceve il freddo è spostato verso una posizione esterna rispetto alle dita che ricevono il caldo, la sensazione di bruciore si riduce. Questo perché il nostro cervello utilizza le informazioni relative alla posizione di ciascuno stimolo rispetto agli altri per produrre la sensazione di bruciore su un solo dito". Ed, infine, Patrick Haggard ha concluso spiegando: "Interazioni come queste possono contribuire ad interpretare la variabilità della percezione del dolore. L'intensità del dolore percepito può essere molto diversa da quella che ci si aspetterebbe in relazione all'effettivo danno tissutale. Ne è un critico esempio la sensazione dolorosa percepita da pazienti affetti da dolore cronico. Anche se la nostra è una ricerca di base, suggerisce la possibilità che il dolore possa essere modulato applicando altri stimoli sul corpo e modificando la posizione della parte del corpo dolorante nello spazio. Così facendo si potrebbe influenzare il modo in cui il nostro cervello elabora il dolore".


giovedì 23 aprile 2015

"No iOS Zone", il bug che costringe i device iOS a reboot infiniti.


Di recente è stato scoperta una nuova vulnerabilità sulle piattaforme iOS che costringere un qualsiasi iPhone e/o iPad ad un riavvio continuo, sfruttando unicamente una rete Wi-Fi. In pratica questo bug, ribattezzo "No iOS Zone", (poiché rende praticamente inutilizzabili i dispositivi affetti), è stato analizzato dai ricercatori di Skycure, i quali hanno subito avvertito Apple della questione e, come consuetudine in questi casi, non hanno pubblicato dettagli tecnici per evitarne la diffusione indebita. In sostanza questa vulnerabilità permette di sferrare un attacco che sfrutterebbe un certificato SSL "appositamente predisposto", affinché il sistema operativo vada in crash ogni qualvolta che un'applicazione cerchi di utilizzare una connessione sicura. Dunque, in parole povere, eventuali malintenzionati potrebbero sfruttare questa falla tramite una normale connessione Wi-Fi, costringendo i device iOS all'inutilizzo: i dispositivi si riavviano di continuo, tornando al famoso logo della mela morsicata pochi istanti dopo l'apparizione della prima schermata di home. Al riguardo i suddetti ricercatori hanno spiegato: "Dalle nostre scoperte, abbiamo creato uno script che sfrutta il bug tramite un’interfaccia di rete. Siccome SSL è una scelta di sicurezza utilizzata da praticamente tutte le applicazioni dell'App Store, la superficie dell'attacco è molto ampia. Sappiamo che ogni ritardo nella risoluzione della vulnerabilità potrebbe portare ad un impatto serio sul business: un attacco DoS organizzato potrebbe portare a grandi perdite". Inoltre, come hanno sottolineato gli stessi esperti della società, le eventuali vittime si ritroverebbero in una condizione di impossibile recupero dei loro dispositivi ed anche qualora l'utente comprendesse come la problematica derivi dal Wi-Fi, a causa del ciclo di riavvio continuo non rimane tempo a sufficienza per disattivare le connessioni wireless. Difatti hanno concluso affermando: "Le vittime nel raggio d'azione non possono fare nulla. Si pensi all'impatto del lancio di un simile attacco a Wall Street oppure nell'aeroporto più affollato del mondo. I risultati sarebbero catastrofici". Ad ogni modo, anche se per il momento Apple non ha rilasciato nessun commento ufficiale sulla vicenda, è molto probabile che la problematica in questione venga, infine, risolta in un futuro aggiornamento software, (considerata anche l'enorme portata della vulnerabilità).



Di seguito alcuni video esplicativi:





mercoledì 22 aprile 2015

Australia: Ritrovata la mandibola di un cronosauro.


In questi giorni presso la cittadina di Julia Creek, nell'entroterra del Queensland, (nel nordest dell'Australia), è stata ritrovata, anche a causa della recente siccità che ha denudato il terreno, una mandibola in condizioni abbastanza buone e lunga 1,6 metri: si tratta del fossile più completo al mondo nel suo genere ed apparteneva ad un cronosauro, vale a dire un rettile marino lungo ben 13 metri vissuto nel Cretaceo inferiore, (quindi circa 110 milioni di anni fa). In pratica l'animale preistorico in questione, il cui nome scientifico è Kronosaurus queenslandicus, viene considerato il più grande plesiosauro mai vissuto sul pianeta: con la testa simile ad un coccodrillo ed un corpo con potenti pinne, era il massimo predone dei mari australiani. Inoltre, partendo dalle varie scoperte effettuate negli anni, viene ricostruito come un enorme mostro marino, con un cranio allungatissimo di circa 3 metri, munito di fauci enormi e grandi denti affilati, mentre le zampe, (come in tutti i plesiosauri), erano come delle enormi pagaie che gli permettevano di spostarsi velocemente nei mari alla ricerca di prede. Ad ogni modo adesso il suddetto fossile sarà esposto all'interno del Kronosaurus Museum della vicina città di Richmond e, secondo Timothy Holland, paleontologo e curatore del museo in questione, è stata una scoperta magnifica perché tutti i fossili di mandibola trovati finora, (in Australia ed in Sudamerica), erano erosi, danneggiati o incompleti. Difatti al riguardo durante un'intervista concessa alla ABC News, una radio nazionale, lo studioso, (che attualmente sta scrivendo una relazione scientifica sul cronosauro e sulle nuove informazioni venute alla luce con il fossile), ha, infine, dichiarato: "Per la prima volta abbiamo un'idea veramente buona, accurata, dell'aspetto della testa. Le mascelle avevano circa il doppio di potenza di un grande coccodrillo di acqua salata e sappiamo dai contenuti fossilizzati nello stomaco di altri esemplari, che mangiava tartarughe, squali e calamari giganti. Tuttavia finora non è stato mai descritto bene nella letteratura scientifica. Ora sarà possibile!".

Di seguito alcune immagini:
http://www.abc.net.au/news/image/6408012-3x2-700x467.jpg
https://pbs.twimg.com/media/CDEk4MYVAAEwLq4.jpg
http://resources0.news.com.au/images/2015/04/20/1227312/543240-a18a6c1c-e719-11e4-8000-4408b9292b45.jpg
http://resources2.news.com.au/images/2015/04/20/1227312/526126-bc55f7b8-e747-11e4-9321-13d21702e16c.jpg



martedì 21 aprile 2015

Twitter introduce la possibilità di ricevere messaggi diretti anche dagli "sconosciuti".


In questi giorni tramite il suo blog ufficiale Twitter ha annunciato l'introduzione di una serie di piccole ma importanti modifiche riguardanti l'utilizzo dei suoi messaggi diretti dando la possibilità anche agli utenti di scambiarsi messaggi privati anche senza seguirsi reciprocamente; cosa obbligatoria finora, se si voleva inviare un messaggio. In pratica adesso tutti gli utenti del Social Network dai 140 caratteri potranno ricevere e rispondere a chiunque mandi loro un messaggio diretto a prescindere dal fatto che il mittente sia un contatto conosciuto oppure no. In sostanza la volontà di Twitter è quella di permettere ai suoi utenti di poter comunicare più velocemente tra loro per ottimizzare l'esperienza d'uso con il tentativo contestuale di attirare a se, (o almeno provarci), anche nuovi iscritti incuriositi da queste nuove funzionalità. Difatti, stando a recenti stime, Twitter sta crescendo molto lentamente e da tempo sta mettendo in atto diversi cambiamenti per tentare di guadagnare nuovi utenti. Naturalmente questa nuova modifica potrebbe apparire rischiosa per gli utenti che da un giorno all'altro potrebbero vedersi inondare la casella dei messaggi diretti con messaggi indesiderati o spam. Ma in realtà, saranno gli utenti stessi a prendere la decisione se iniziare a ricevere messaggi da tutti i propri "followers" oppure se continuare a ricevere messaggi diretti solo dai propri "following/followers": di default le nuove impostazioni sono disabilitare proprio per prevenire eventuali problemi di spam e la modifica dovrà essere effettuata manualmente dagli utenti che desiderano ricevere messaggi diretti anche dagli "sconosciuti", (cambiando appositamente le impostazioni). Comunque sia l'introduzione di queste nuove funzionalità riguardanti i messaggi diretti è già iniziato in tutto mondo ed a breve, (si parla al massimo di qualche giorno), tutti gli iscritti al sito ne potranno disporre. Inoltre un'altra modifica riguarda le applicazioni ufficiali per Android ed iOS per le quali Twitter ha deciso di inserire un nuovo pulsante dedicato proprio ai messaggi diretti all'interno del profilo degli utenti, (a sinistra del pulsante "Segui"), per incentivarne il loro utilizzo. Insomma, tutto ciò rientra nel piano di Twitter che prevede di migliorare i messaggi diretti, in modo che il lato privato del Social Network dai 140 caratteri sia tanto appagante quanto il lato pubblico; un piano che tra l'altro, (come hanno, infine, spiegato anche i responsabili del sito), prevede diverse altre modifiche che saranno apportate nell'immediato futuro.

Di seguito alcuni screenshot:




lunedì 20 aprile 2015

Epilessia: Un estratto di marijuana potrebbe essere usato per le forme rare ed incurabili.


Si sa, l'epilessia è una malattia neurologica che causa improvvisa perdita della coscienza e violenti movimenti convulsivi dei muscoli causati dalla scarica elettrica improvvisa eccessiva e rapida di una porzione più o meno estesa di neuroni, (comunemente detti "crisi epilettiche"). Tuttavia, anche se i farmaci attualmente a disposizione funzionano abbastanza bene, circa un terzo delle persone affette non risponde a tali trattamenti: si tratta di casi in cui, secondo un recente studio presentato al meeting annuale della American Academy of Neurology, (in corso in questi giorni a Washington), una soluzione potrebbe essere rappresentata da un estratto della marijuana. In sostanza, stando gli ultimi dati a disposizione, le persone affette da epilessia, a livello mondiale, sarebbero oltre 65 milioni, ed, anche se i trattamenti ad oggi disponibili hanno come meccanismo d'azione il blocco della scarica elettrica anomala, di forme ne esistono a decine ed ognuna ha un'origine e meccanismo d'azione differente. Tra l'altro in alcuni casi, (come, ad esempio, nella Sindrome di Dravet e nella Sindrome di Lennox-Gastaut), questa scariche elettriche possono portare addirittura a disabilità intellettuale e convulsioni permanenti; ed è stato proprio su questi casi, (senza contare altre 10 forme rare di epilessia) che si è concentrata la suddetta ricerca degli scienziati statunitensi. In breve, per testare l'effetto di questo estratto di marijuana i ricercatori hanno coinvolto oltre 200 persone, (la maggior parte delle quali erano bambini), affette dalla malattia in questione, le quali sono state, appunto, sottoposte alla somministrazione per via orale dell'estratto per 3 mesi. Ad ogni modo dalle analisi effettuate durante quest'arco di tempo è emersa una riduzione di oltre il 50% della frequenza degli attacchi epilettici: un risultato alquanto importante, (seppur preliminare), se si considera il fatto che tutte le persone sottoposte al test erano risultate resistenti a qualsiasi altro tipo di trattamento. Tuttavia, secondo quanto hanno spiegato gli autori dello studio, questo risultato non andrebbe, infine, confuso con l'effetto terapeutico della cannabis. Difatti il farmaco in questione è ben lontano dall'essere simile al classico spinello: si tratta di un estratto ottenuto dalle foglie di marijuana che nulla ha a che vedere con le sostanze che provocano dipendenza ed effetti allucinogeni.


domenica 19 aprile 2015

Yahoo! potrebbe acquistare Foursquare per 900 milioni.


A quanto pare Yahoo!, secondo alcune indiscrezioni circolate in Internet, starebbe per comprare Foursquare, il Social Network che permette di condividere la propria posizione con i contatti presenti nella propria rete personale, per la modica cifra di 900 milioni di dollari nell'ottica di ampliare la propria offerta Social e magari per mettersi in competizione con Google, che nel 2013 ha acquistato Waze, (un'applicazione gratuita di navigazione stradale abbastanza simile al suddetto Social Network), per l'altrettanto modica cifra di 1 miliardo di dollari. In pratica, per chi non lo conoscesse, Foursquare è una rete sociale lanciata nel 2009 ed seppur fosse disponibile in maniera limitata il suo successo è stato certificato sin dagli esordi con un numero di iscritti che ha raggiunto quota 5 milioni appena dopo un anno e, stando a recenti dati forniti dall'azienda, attualmente ha raggiunto quota 55 milioni. In sostanza il suo funzionamento è molto semplice: attraverso l'apposita applicazione l'utente può effettuare un "check-in" in un determinato luogo, (un bar, un ristorante ecc...), rendendosi così visibile anche agli altri amici e diventando un punto di riferimento per le recensioni. Inoltre per incentivare i "check-in", (che tra l'altro possono essere condivisi su Facebook e Twitter, il quale tra l'altro ha stretto con l'azienda un accordo per migliorare il cosiddetto "geotag"), è stato ideato il meccanismo dei badge, dei riconoscimenti per aver raggiunto certi obiettivi, eseguendo il "check-in" in certi luoghi, a una certa frequenza o trovandosi in una certa categoria di luoghi. Ad ogni modo in sei anni di attività Foursquare ha registrato 7 miliardi di check-in e localizzato 65 milioni di luoghi; un successo tale che nel Febbraio 2014 Microsoft ha deciso di investire ben 162 milioni di dollari per sviluppare l'applicazione, ampliando così il budget della società. Tuttavia una mossa controversa, che non ha poi avuto un gran successo, è stata quella dello sdoppiamento di Foursquare in Swarm, (trasformandosi di fatto in due applicazioni indipendenti), con la divisione della funzione di geolocalizzazione e quella di mantenimento dei contatti. Comunque sia adesso pare che Yahoo! vorrebbe rilanciare la propria identità aziendale, entrando con decisione nel settore dei Social. Difatti l'eventuale acquisizione di Foursquare permetterebbe di aver accesso ad un immenso database di dati: una miniera d'oro che, secondo gli esperti, è anche superiore a quella a disposizione di Facebook, in quanto ha a disposizione oltre 90 milioni di preferenze geolocalizzate di utenti. Tuttavia l'intreccio con Yahoo! potrebbe rivelarsi più complesso del previsto, in quanto l'azienda ha già stretto un accordo con Yelp, (un noto sito di recensioni di locali), e vanta, appunto, una collaborazione con Microsoft. Anche se di fatto si potrebbe venire a creare una sorta di "quadrilatero" con grandi possibilità di crescita, grazie anche alla mole di informazioni disposte sulle mappe. In ogni caso per il momento né Yahoo!Foursquare hanno fatto sapere niente in merito a questa ipotetica acquisizione che tuttavia non dovrebbe, infine, comportare enormi cambiamenti per gli utenti più affezionati.


sabato 18 aprile 2015

Microsoft chiede feedback sui desktop virtuali.


A quanto pare Microsoft ha deciso di chiamare a raccolta tutti gli iscritti al programma "Windows Insider" per discutere e prendere alcune decisioni in merito allo sviluppo dei desktop virtuali per Windows 10: si tratta di una funzionalità, (integrata sino dalla prima release di Windows 10), che permette agli utenti di creare, appunto, più desktop per dare maggiore spazio alle applicazioni in esecuzione e che è attivabile direttamente dalla barra delle applicazioni che permette di aggiungere, rimuovere e visualizzare tutti i desktop virtuali. In pratica nel corso dello sviluppo, Microsoft ha affinato questa funzionalità, consentendo, per esempio, di avere una panoramica delle finestre aperte all'interno di uno dei desktop virtuali attivi semplicemente passando sopra la miniatura del desktop stesso posizionata all'interno della task view. Tra l'altro l'azienda ha anche inserito, (sempre con lo scopo di migliorare l'esperienza d'uso), la possibilità di spostare una finestra da un desktop all'altro semplicemente con l'ausilio del cosiddetto "drag and drop". Ma non è tutto; Microsoft ha anche previsto alcune combinazioni di tasti che permettono di richiamare e gestire i desktop virtuali ancora più facilmente e soprattutto velocemente: WIN + CTRL + LEFT/RIGHT, per passare dal precedente al successivo desktop; WIN + CTRL + D, per creare un nuovo desktop; WIN + CTRL + F4, per chiudere il desktop corrente; WIN + TAB, per lanciare la task view. Tuttavia quello che adesso l'azienda vorrebbe fare è un ulteriore passo in avanti chiedendo, appunto, l'aiuto degli iscritti al suddetto programma. Difatti la stessa Microsoft ha sottolineato come molti utenti chiedano maggiore separazione tra i vari desktop per vedere solo le finestre aperte nel desktop utilizzato, e come invece altri utenti preferiscano che la barra delle applicazioni consenta in qualsiasi momento l'accesso a tutte le finestre, indipendentemente dalla loro posizione. Si tratta di soluzioni che, secondo Microsoft, sono entrambe corrette e per questo le ha già messe a disposizione degli utenti. Però adesso il dilemma riguarda quale delle due possibilità impostare di default per i desktop virtuali; ed è per questo motivo che l'azienda ha deciso di passare la parola agli "Insider" che con i loro feedback dovranno decidere il proseguo dello sviluppo della funzione dei desktop virtuali. Insomma, una scelta che mostra ancora una volta la grande attenzione di Microsoft verso i propri utenti chiamati nuovamente a personalizzare in prima persona il nuovo sistema operativo.


venerdì 17 aprile 2015

Scoperto un nuovo meccanismo implicato nell'ADHD.


A quanto pare all'origine della Sindrome da Deficit di Attenzione ed Iperattività dell'età infantile ed adolescenziale, (nota anche con la sigla ADHD), potrebbe esserci l'assenza di un particolare enzima nel cervello; o almeno questa è stata la scoperta, (per ora effettuata solo su modello animale, e quindi da confermare), di un gruppo di ricercatori dell'I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli. In pratica l'ADHD è un disturbo identificato e descritto per la prima volta a metà dell'Ottocento, (1845 per la precisione), e riguarda i bambini, (nei quali compare in genere prima dei sette anni di età e può persistere anche in età adulta), e gli adolescenti cosiddetti "iperattivi", che hanno grandi difficoltà a concentrarsi nelle normali attività della vita quotidiana, dalla scuola ai giochi, si distraggono molto facilmente e di solito sono molto impulsivi. Tuttavia si tratta di un disturbo "controverso", in quanto negli ultimi anni, (soprattutto negli Stati Uniti), si è assistito ad un'impennata di diagnosi di questo disturbo, con il forte sospetto che molti bambini semplicemente vivaci siano stati etichettati come "iperattivi", con le conseguenze che questo comporta, (come, ad esempio, l'assunzione di farmaci per trattare i sintomi). Ad ogni modo il suddetto studio, pubblicato sulla rivista EMBO Molecular Medicine, era partito da ricerche in tutt'altro settore: i ricercatori, guidati da Daniela Carnevale, stavano studiando il ruolo di una particolare molecola, (ovvero l'enzima PI3K), a livello del cuore e del sistema cardiovascolare nei topi. In sostanza questa molecola è coinvolta nella trasmissione dei segnali all'interno delle cellule ed i topi che ne sono geneticamente privi, (ossia i cosiddetti "knock-out", in cui il gene che codifica per l'enzima è stato "spento"), risultano avere caratteristiche interessanti, come, ad esempio, il mancato sviluppo di ipertensione. Tuttavia durante questa ricerca gli scienziati hanno notato un fatto curioso: questi topi avevano un comportamento alquanto insolito. Infatti, come ha spiegato la stessa Daniela Carnevale: "Si muovevano in modo eccessivamente frenetico, avevano problemi a concentrarsi e ad apprendere. Infine presentavano deficit anche nella sfera delle interazioni sociali. Insomma, le caratteristiche tipiche dell'ADHD". A questo punto i ricercatori hanno deciso di dedicarsi alla comprensione del ruolo dell'enzima PI3k nel sistema nervoso, (dove recentemente è stata scoperta la presenza di tale molecola), concentrandosi in particolare sul locus ceruleus, vale a dire un'area del cervello già nota per essere implicata nel mantenimento dell'attenzione. Difatti il suddetto gruppo di ricercatori ha dimostrato che proprio l'iperattivazione del locus ceruleus determina nei topi una difficoltà nel mantenimento dell'attenzione, un aumento del movimento, ed un deficit nell'apprendimento. Al riguardo Daniela Carnevale ha dichiarato: "I neuroni del locus ceruleus hanno quella che viene definita una scarica tonica, un ritmo. In altri termini sono una specie di pacemaker, e la regolarità dei loro impulsi ha un ruolo determinante nel mantenere il livello di attenzione. Quando questi impulsi sono troppo frequenti, come abbiamo dimostrato nei topi privi di PI3K, compaiono le caratteristiche tipiche della Sindrome da Iperattività e Deficit di Attenzione". Insomma, si tratta di una scoperta che, se confermata, potrebbe aprire la strada alla comprensione di un meccanismo del tutto inesplorato che a sua volta potrebbe essere all'origine dell'ADHD, oltre che ovviamente a possibili nuovi trattamenti.


giovedì 16 aprile 2015

Il bosone di Higgs diveta un riff heavy metal.


Si chiama Piotr Traczyk è si tratta di un fisico delle particelle polacco, che nelle normali ore di lavoro analizza i dati provenienti dal Large Hadron Collider, (noto anche con la sigla LHC), del CERN, ma che nel tempo libero è anche un metallaro convinto, con diversi gruppi all'attivo, (come si può constatare dalla sua pagina Facebook). Ed è stato proprio unendo queste due grandi passioni che Piotr Traczyk ha deciso di realizzare un piccolo progetto personale: sonificare, (cioè tradurre in musica), i dati raccolti durante il fatidico seminario del 4 Luglio 2012, (ovvero durante la scoperta del bosone di Higgs), e suonarli con la sua fedele chitarra elettrica. Il risultato, che il fisico ha condiviso su The Cylindrical Onion, (ovvero il blog ufficiale del Compact Muon Solenoid), è stato un breve riff, che secondo lui risponderebbe perfettamente alla domanda: «Come suonerebbe la scoperta del Bosone di Higgs se fosse un brano heavy metal?». In pratica l'idea del progetto di Piotr Traczyk nasce principalmente dall'LHC Chamber Music, vale a dire un altro progetto simile, realizzato lo scorso anno in occasione del 60° annisversario del CERN, nel quale il fisico e musicista Domenico Vicinanza aveva sonificato i dati raccolti dall'LHC trasformandoli in una partitura di musica classica, che in un secondo momento è stata suonata da alcuni ricercatori del CERN, (tra cui anche lo stesso Piotr Traczyk), all'interno delle sale dove si svolgono gli esperimenti dell'acceleratore di particelle più famoso al mondo. In sostanza per realizzare LHC Chamber Music i dati erano stati scelti appositamente da Domenico Vicinanza, e mappati su una scala maggiore, in modo da produrre, appunto, una partitura che potesse essere suonata in modo armonico da diversi strumenti simultaneamente. Tuttavia al termine delle registrazioni a Piotr Traczyk era rimasta una curiosità: "come avrebbero suonato i dati dell'LHC se fossero stati sonificati senza interferenze da parte del compositore?". E, come già anticipato, per scoprirlo il fisico polacco ha scelto due set di dati, (nello specifico quello del canale in quattro leptoni e quello del canale gamma-gamma), presentati durante il seminario in cui è stata annunciata la scoperta del bosone di Higgs: i dati sono stati mappati su una scala cromatica, (e non invece in una maggiore), in modo da interferire il meno, trasformando il loro valore nel numero di semitoni sopra il Do diesis, (scelto come nota di partenza), mentre i dati vuoti sono stai interpretati come pause. Quindi guardando le due sequenze di note così realizzate, Piotr Traczyk, da buon metallaro, ha subito riconosciuto il potenziale per un ottimo riff ed ha deciso di arrangiare il tutto per essere eseguita da due chitarre elettriche, ognuna delle quali avrebbe suonato la musica proveniente da uno dei set di dati; naturalmente, come ha spiegato lo stesso ricercatore polacco, trattandosi di un riff metal, non potevano mancare il basso e la batteria. Ad ogni modo il risultato è stato, infine, un filmato di circa un minuto, registrato assieme ad un amico nello stesso auditorium in cui è stata annunciata la scoperta del bosone di Higgs.


Di seguito il suddetto video:
...ed il video dell'LHC Chamber Music:



mercoledì 15 aprile 2015

Dimostrato che la propensione allo studio è definita dal DNA.


A quanto pare la voglia di studiare deriva dai geni ereditati dai genitori; o almeno questo è quanto ha affermato un nuovo studio pubblicato su Personality and Individual Differences da un team di ricercatori dell'Università Statale dell'Ohio, secondo i quali la bravura degli insegnanti e l'aiuto di mamma e papà per i compiti a casa sono cose secondarie. In pratica lo studio in questione ha analizzato 13.000 coppie di gemelli, (sia omozigoti che eterozigoti), di età compresa fra i 9 ed i 16 anni e provenienti da 6 Paesi diversi, (ossia USA, Canada, Giappone, Russia, Gran Bretagna e Germania), con altrettanti sistemi di istruzione ovviamente peculiari. In sostanza ogni coppia è stata esaminata attraverso vari test psicologici per verificare il loro grado di partecipazione e la motivazione allo studio e dai risultati è emerso che la motivazione allo studio è riconducibile, appunto, a ragioni genetiche per almeno il 40-50%; motivo per cui l'ambiente sembra avere un'influenza meno determinante di quanto si supponeva. Ovviamente, come hanno spiegato gli stessi autori, ciò non significa che non valga la pena creare le condizioni migliori per ogni studente, (allo scopo di sfruttare al massimo anche il restante 50-60% di possibilità legate alle condizioni ambientali), né si tratta di un invito rivolto a genitori ed insegnanti a disinteressarsi delle performance scolastiche del bambino: segnala semplicemente il fatto che la propensione allo studio è un fenomeno complesso legato a motivi genetici, tanto che si può parlare di "caratteristica innata". Ed a dimostrazione di ciò alcuni ricercatori King's College London hanno condotto un'altra ricerca, pubblicata su Proceedings of the National Academy of Sciences, secondo cui i geni che si ereditano influiscono in maniera determinante nei risultati scolastici che si riusciranno a conseguire nel corso della vita. In pratica il suddetto team, guidato dalla professoressa Seil Collins, è partito dalla volontà di analizzare l'importanza del DNA e quella dell'ambiente nel determinare le performance scolastiche degli studenti: a questo scopo sono state esaminate 6.653 coppie di gemelli omozigoti ed eterozigoti, confrontandone il punteggio ottenuto al General Certificate of Secondary Education Exam, ovvero un esame che tutti i ragazzi raggiunti i 14-16 anni affrontano in Gran Bretagna, Galles ed Irlanda del Nord. In sostanza in questa ricerca gli scienziati britannici hanno incrociato i risultati ottenuti da tutte le coppie di gemelli, scoprendo che l'ereditarietà ha un peso maggiore rispetto all'ambiente nel determinare il rendimento scolastico, quantificabile, secondo gli scienziati, nel 62% rispetto al 38% dell'ambiente; (va ricordato che per ambiente si intende l'insieme di esperienze, frequentazioni, amicizie, gusti personali e contesti sociali che contribuiscono a formare il nostro carattere e la nostra cultura). Inoltre i ricercatori inglesi hanno isolato 832 tratti genetici associabili per il 75% al concetto di ereditarietà e di buon rendimento scolastico. Quindi, se da un lato è vero che i geni trasmessi dai genitori sono fondamentali, dall'altro è altrettanto vero che senza l'impegno e la voglia di imparare i risultati non arriveranno in ogni caso. Tra l'altro è stato rilevato che questo fenomeno è più evidente fra i maschi che fra le femmine, mentre con il passare degli anni si fa sempre meno predominante per lasciare spazio alle esperienze personali effettuate ed al proprio bagaglio culturale accumulato. Perciò, in conclusione, il fatto di riuscire bene nelle materie scolastiche è, sì, legato al proprio corredo genetico, ma tuttavia tutto ciò che viene sintetizziato nella parola "ambiente" diventa sempre più importante con il passare del tempo.


martedì 14 aprile 2015

Guitar Hero Live, il ritorno della famosa serie di videogame per suonare come rockstar.


Nell'ormai lontano 2006, grazie ad una semplice chitarra in plastica, la serie di videogame Guitar Hero riuscì nell'impresa di trasformare chiunque, (anche coloro che non avevano mai toccato uno strumento in vita loro), in piccole rockstar formato casalingo. Inoltre il successo riscosso nel giro di qualche anno è stato tale da portare all'uscita di ben 20 titoli diversi, (tra cui 3 espansioni speciali interamente dedicate a leggende della musica come gli Aerosmith, i Metallica ed i Van Halen), nonché alla nascita del rivale Rock Band. Ad ogni modo adesso, dopo ben 5 anni di silenzio, pare proprio che la popolare saga di Activision è pronta a tornare con "Guitar Hero Live", vale a dire un nuovo capitolo, (già disponibile in pre-ordine, la cui uscita è prevista per il prossimo autunno su PlayStation 4, Xbox One ed anche sulle precendenti console e su Wii U ed il cui prezzo è stato fissato a 99$ per il mercato americano ed a 99,90€ per quello italiano, ma che tuttavia non sarà compatibile con DLC e periferiche lanciate per le precedenti iterazioni), il quale promette di eliminare i fronzoli accumulati nel tempo e tornare alle basi. E ciò avverrà a partire dalla chitarra, che invece dei vecchi cinque tasti colorati disposti orizzontalmente uno a fianco all'altro ne possiederà tre neri posti in alto e tre bianchi in basso tutti incastonati nel manico: una modifica che permetterà di affaticare meno la mano e formare posizioni che ricordano abbastanza quelle degli accordi veri, (senza contare i legati con gli hammer on ed i pull-off, le combinazioni di tasti, le pennate a vuoto ed i vibrati da eseguire con la relativa leva, nonché lo star power da attivare con un pulsante centrale al posto del ponte sul manico e che, come di consueto, si caricherà suonando sequenze di note corrette). Tra l'altro cambierà radicalmente anche il comparto grafico: al posto di palchi e personaggi elaborati in grafica tridimensionale, gli sviluppatori hanno filmato dal vivo alcune band fittizie impegnate a suonare le canzoni del gioco davanti ad un pubblico composto da attori (suddivisi in gruppi da 10 e poi duplicati a migliaia fino a confondersi in lontananza verso l'orizzonte), grazie ad una tecnica particolare. Infatti una ripresa in piano sequenza seguirà il giocatore dal riscaldamento nel backstage fino al concerto vero e proprio, eseguendo sempre gli stessi movimenti e mostrando i compagni della band, le groupie dietro al palco, i tecnici del suono ed il pubblico sotto gli spalti durante l'esibizione. In pratica tutto quello che scorrerà sullo schermo, dietro al classico tappeto di note, sarà la visuale in prima persona del chitarrista; insomma, una novità che permetterà ai giocatori di sentirsi proprio se fossero davvero sul palco, anche grazie all'audio tridimensionale che cambia in base alla posizione dell'alter-ego digitale. Senza contare la presenza di una regia "intelligente", con la quale si potrà vedere il pubblico ed i compagni di band reagire positivamente o negativamente alla propria esibizione, magari lanciando un'occhiataccia o dei rimproveri dopo un assolo non proprio virtuoso. Per di più non si potrà fallire l'esecuzione, visto che comunque si arriva sempre al termine del brano, cambiando solo il punteggio ed il grado di completamento. In ogni caso tra le band ed i chitarristi/cantautori solisti disponibili ci saranno: i The Black Keys; i Fall Out Boy; i My Chemical Romance; Gary Clark Jr.; i Green Day; Ed Sheeran; i The War on Drugs; i The Killers; gli Skrillex; i Rolling Stones; i The Lumineers; i Pierce the Veil; ed i Blitz Kids. Ma non è finita; un'altra novità riguarderà la modalità multigiocatore, che per stare al passo con i tempi è stata ribattezzata "Guitar Hero TV": una vera e propria Web-Tv con tanto di canali musicali tematici, sui quali gli sviluppatori faranno andare a rotazione video, (naturalmente con i rispettivi brani), sempre nuovi. Comunque sia per giocare a questa modalità basterà sintonizzarsi sul canale desiderato ed iniziare a strimpellare, entrando immediatamente in competizione con le migliaia di giocatori connessi in quel momento sullo stesso canale. Tra l'altro la sorpresa più grande della Guitar Hero Tv è che non richiederà alcun abbonamento se non quello relativo ad Xbox Live o al PlayStation Plus e che l'intero catalogo in streaming sarà gratuitamente a disposizione dei giocatori che compreranno il gioco; anche se in realtà ancora non è stato comunicato il numero di canzoni disponibili nel servizio al lancio. Mentre riguardo eventuali strumenti aggiuntivi i responsabili hanno spiegato che essendo partiti da zero, valorizzando al massimo tutto ciò che funzionava della serie, per adesso si stanno concentrando unicamente sulla chitarra, che quindi sarà l'unico strumento, (almeno per il 2015). E per finire l'Activision ha confermato che, (come già successo con Skylanders), anche Guitar Hero Live sarà disponibile per i dispositivi mobili, conservando tutte le classiche funzioni del gioco "casalingo". Ad ogni modo per il momento questo è quello che è stato annunciato e molto probabilmente per saperne di più bisognerà attendere l'edizione di quest'anno dell'E3, (dal 16 al 18 Giugno), durante la quale quasi sicuramente si saprà anche la data di uscita.


Di seguito alcune immagini:
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...ed il trailer di lancio: