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giovedì 30 giugno 2016

Twitter: Apre "Cortex" la divisione per il machine-learning, la realtà virtuale e la realtà aumentata.


Dopo l'acquisizione di Magic Pony, (start-up specializzata nel campo del machine-learning che permetterà di migliorare in tempo reale tutte le foto a bassa risoluzione, i video sfocati ed il live streaming, aprendo una nuova serie di opportunità per gli utenti), avvenuta qualche settimana fa, in questi giorni Twitter ha confermato la creazione di "Cortex", una divisione che lavorerà sul machine-learning, sulla realtà virtuale e sulla realtà aumentata e che sarà guidata da Alessandro Sabatelli, neo assunto del Social Network dai 140 caratteri proprio per questo scopo, nonché figura nota che in passato ha lavorato per Apple come designer specializzato nelle interfacce utente. Ma non solo: Alessandro Sabatelli ha lavorato anche con IXOMOXI, una start-up che ha focalizzato le sue attività proprio sui sistemi di realtà virtuale e realtà aumentata e che per l'occasione è stata acquisita da Twitter nella giornata di ieri. Quindi adesso, grazie al "know-how" di Magic Pony ed all'esperienza di Alessandro Sabatelli, il futuro del Social Network si fa molto interessante. Difatti, anche se al momento non è ben chiaro quali sono gli obiettivi, Twitter potrebbe mettere in cantiere soluzioni maggiormente coinvolgenti per i suoi utenti come, ad esempio, lo streaming 3D e/o a 360 gradi per Periscope, oppure contenuti di realtà virtuale per la sua applicazione da visualizzare tramite visore per la realtà virtuale. In altre parole il Social Network dai 140 caratteri ha deciso di puntare sul settore della realtà virtuale e della realtà aumentata, il quale sta vivendo un momento di grande effervescenza e su cui si stanno buttando tutti i maggiori player di Internet. Ad ogni modo bisognerà attendere qualche mese per scoprire quali siano le vere intenzioni e quali novità ha intenzione di presentare il suo team "Cortex" per incrementare le funzionalità del Social Network. Comunque sia il tutto rientra nel piano, messo in atto da un po', di conquistare nuova utenza: come noto da tempo, Twitter non cresce come previsto e perciò ha urgente bisogno di rivoluzionare se stesso; motivo per il quale puntare ad offrire soluzioni così avanzate potrebbe essere, infine, l'elemento di svolta per una piattaforma che sta cercando una nuova identità.

Di seguito il tweet d'annuncio di Alessandro Sabatelli:



mercoledì 29 giugno 2016

Dimostrato che l'utilizzo di antidepressivi può minacciare la salute orale.


Come riportato da alcuni rapporti di OsservaSalute, nel corso degli ultimi anni tra gli italiani è aumentato vertiginosamente l'uso di farmaci: tra questi, i più diffusi sono senz'altro gli antidepressivi, i quali però spesso possono causare alcuni effetti collaterali, in particolar modo creando diverse problematiche legate alla salute orale. Non a caso sono diversi gli studi condotti che collegano l'uso di antidepressivi alla "xerostomia", vale a dire la cosiddetta "secchezza delle fauci" che, secondo gli odontoiatri, può generare alcuni inconvenienti, (come, ad esempio, carie diffusa, infezioni gengivali, alito cattivo ed infezioni batteriche), se non opportunamente trattata: motivo per il quale sarebbe è sempre buona norma segnalare al dentista le eventuali medicine che si stanno assumendo. Al riguardo il dottor Jacopo Gualtieri, odontoiatra specializzato in implantologia e rigenerazione ossea di Lucca membro dell'European Association for Osseointegration, (o EAO), ed in forza anche al reparto di odontostomatologia dell'Ospedale San Raffaele, ha commentato: "È vero, molti dei miei pazienti usano in media più medicine di qualche anno fa ed è altrettanto evidente l'aumento dei casi di coloro che assumono antidepressivi. In questi casi suggerisco sempre una maggiore attenzione all'igiene orale, soprattutto a causa della cosiddetta "sindrome della bocca secca", ossia uno dei principali effetti collaterali dell'utilizzo di questi farmaci. Una eventualità, quest'ultima, in grado di moltiplicare la carica batterica orale e, di conseguenza, l'insorgenza di diverse problematiche, come infezioni gengivali e carie, che è possibile contrastare bevendo più acqua, attraverso una maggiore igiene orale, (sia spazzolamento che filo interdentale), e programmando più visite di controllo durante l'anno". Tra l'altro le correlazioni tra farmaci antidepressivi e salute orale possono portare anche a complicazioni di carattere tecnico, come, ad esempio, la possibilità di un fallimento degli impianti dentali. Difatti una recente ricerca condotta dalla School of Dental Medicine dell'Università di Buffalo ha dimostrato che l'uso di antidepressivi, (la seconda tipologia di farmaci più prescritti negli Stati Uniti), fa aumentare di 4 volte le possibilità di un fallimento dell'impianto. Questo perché tali medicinali, utilizzati per controllare emozioni e stati d'animo, possono avere un impatto negativo sul metabolismo osseo: un fattore cruciale nel caso di un impianto che deve integrarsi perfettamente nella bocca. Per di più lo studio in questione, seppur condotto in fase preliminare, ha confermato quanto già emerso da ricerche precedenti, come, per esempio, quella condotta nel 2003 e pubblicata sul Journal of the American Dental Association nel quale si scoprì una correlazione tra salute della bocca ed antidepressivi, in grado di creare un ambiente favorevole alla proliferazione di diverse patologie orali. Oppure come lo studio pubblicato nel 2007 sull'Archives of Internal Medicine in cui venne confermata l'accelerazione dell'insorgenza di problemi ossei in donne anziane che utilizzavano antidepressivi. In tal proposito lo stesso Jacopo Gualtieri ha proseguito affermando: "Prima di intervenire su qualsiasi paziente bisogna informarsi sulle medicine utilizzate per limitare le possibili interazioni con altri farmaci. In caso di uso di antidepressivi, inoltre, vanno valutati preventivamente sia i problemi che questi possono causare a denti e gengive, (come bocca secca, bruxismo, sanguinamento delle gengive e problemi di salivazione), sia le possibili interazioni con le ossa su cui andranno inseriti gli impianti, cercando in ogni caso di trovare la soluzione più adatta per salvaguardare la salute del paziente". Ed ha infine concluso spiegando: "Si tratta di problematiche che tuttavia possono essere combattute mantenendo livelli alti di igiene dentale partendo dallo spazzolamento e dal passaggio del filo a cui andrebbero poi aggiunte fluoroprofilassi quotidiane. Inoltre per combattere i disagi causati dalla bocca secca è importante bere molta acqua o masticare gomme senza zucchero. Mentre per alcuni casi è, infine, possibile utilizzare anche sostituti artificiali della saliva, (che siano liquidi, in gel o spray)".


martedì 28 giugno 2016

Fansmitter, il malware che ruba i dati tramite le ventole dei Pc.


In questi giorni un gruppo di ricercatori della Ben-Gurion University of the Negev, (in Israele), ha annunciato di essere riuscito a sviluppare un particolare malware in grado di rubare informazioni sensibili da un computer non connesso ad Internet, senza hardware audio e altoparlanti. In pratica si tratta di Fansmitter e, come si può intuire dal nome stesso, sfrutta il suono generato dalle ventole installate all'interno dei computer per trasmettere dati ad un ricevitore, (nel caso in questione, uno smartphone), posizionato nella stessa stanza. In sostanza i cosiddetti computer "air-gapped" sono utilizzati per conservare dati confidenziali e pertanto sono volutamente tenuti isolati da Internet e da altre reti considerate insicure; ciò nonostante, diverse ricerche hanno confermato che è possibile creare canali di comunicazione alternativi sfruttando, appunto, i segnali elettromagnetici generati dai componenti interni e gli ultrasuoni emessi dagli altoparlanti. Pertanto la soluzione migliore sarebbe l'eliminazione di speaker e microfoni; o almeno così era prima che i ricercatori dell'università israeliana dimostrassero che, come già anticipato, i dati possono comunque essere rubati. Insomma, come noto, solitamente nei computer sono presenti 3 o 4 ventole, (ovvero CPU, GPU, alimentatore e case): la ventola del processore e quella fissata all'interno del telaio sono collegate direttamente alla scheda madre tramite un connettore a quattro pin, uno delle quali consente la regolazione, (automatica o manuale), della velocità di rotazione. Ed è proprio il rumore generato dalle ventole che può essere modulato e convertito in segnale digitale: infatti Fansmitter, una volta installato sul Pc tramite una pen drive, è in grado di controllare la velocità delle varie ventole e di conseguenza il segnale acustico da esse emesso; motivo per il quale i dati trasmessi possono essere ricevuti e decodificati da uno smartphone. Certo, il bit rate non è elevato, (si parla di circa 15 bit/min), ma risulta essere sufficiente per rubare password ed altri dati sensibili. Comunque sia, anche se un simile attacco è molto complesso da realizzare e richiede competenze tecniche abbastanza elevate, dimostra, infine, che tecniche come il classico "nastro adesivo sulla webcam", (a quanto pare utilizzato anche da Mark Zuckerberg), non garantisce di certo la sicurezza assoluta.


lunedì 27 giugno 2016

Twitter: Annunciati ufficialmente gli stickers per le foto.


Come avevano fatto sapere circa 3 mesi fa alcune voci di corridoio, a breve Twitter inizierà a consentire ai suoi utenti di aggiungere adesivi alle foto che intendono condividere al suo interno; difatti in questi giorni i responsabili del Social Network dai 140 caratteri hanno annunciato ufficialmente la nuova funzionalità "#Stickers". Certo, inizialmente saranno disponibili solo un centinaio di adesivi tra cui emoji unicode ed immagini realizzate appositamente da Twitter, ma i responsabili hanno affermato di star lavorando a delle vere e proprie collezioni di adesivi da utilizzarsi durante ricorrenze speciali, (come festività e manifestazioni): al momento sono già presenti collezioni dedicate alla laurea ed all'inizio dell'estate. Ad ogni modo, anche se gli adesivi sono un'opzione che molti Social Network rivali, (tra cui Facebook e Snapchat), hanno introdotto nel tempo, Twitter ha voluto inserire una caratteristica particolare per renderla unica: tutti gli adesivi potranno essere ricercati come fossero un hashtag. Difatti, cliccando su un adesivo gli utenti saranno reindirizzati ad una speciale timeline dove sarà possibile scoprire in che modo tale adesivo è associato nel resto del mondo; insomma, una funzione davvero molto carina che di certo rende innovativo l'utilizzo degli adesivi. Tra l'altro ogni adesivo potrà essere ridimensionato e ruotato a piacimento e per ogni foto è possibile inserire più adesivi: opzioni molto simili a quelle che gli utenti hanno a disposizione, appunto, su Snapchat. Per di più i responsabili di Twitter hanno fatto sapere che la nuova funzionalità dedicata agli adesivi sarà disponibile sia sulle applicazioni per iOS ed Android che sulla versione desktop: rollout è già iniziato e che la funzionalità sarà disponibile per tutti ed in tutto il mondo entro un paio di settimane. In sostanza il tutto rientra nel piano di Twitter di rendere maggiormente interessante la sua piattaforma per attirare nuovi iscritti e fidelizzare maggiormente i vecchi utenti: come noto da diverso tempo, infatti, il Social Network dai 140 caratteri cresce molto lentamente e sta provando molte strade sempre più nuove per reinventarsi e guadagnare, infine, nuovi utenti.

Di seguito il tweet d'annuncio, (con tanto di GIF illustrativa):



domenica 26 giugno 2016

Godless, il nuovo malware che minaccia oltre il 90% dei dispositivi Android.


Si chiama Godless, (letteralmente "senza Dio"), e, secondo quanto dichiarato da Trend Micro che lo ha scoperto, si tratta di un malware che tecnicamente può colpire tutti dispositivi dotati di Android 5.1, (nome in codice Lollipop), e precedenti, che rappresentano oltre il 90% dei dispositivi Android. In pratica, sulla base dei dati raccolti dagli esperti di sicurezza, questo virus ha già colpito circa 850.000 dispositivi in tutto il mondo, (il 40% dei quali in India), in quanto può essere scaricato anche attraverso il Play Store, dal quale Godless riesce facilmente ad ottenere i permessi di root del device, dando il via libera a qualsiasi tipo di installazione malevola. Inoltre nonostante alcune applicazioni siano pulite, queste hanno una corrispondente versione dannosa che condivide lo stesso certificato dello sviluppatore: l'applicazione funziona come i tanti exploit kit disponibili che permettono ai siti web di identificare le vulnerabilità specifiche nei browser dei singoli visitatori. In sostanza, (come è possibile vedere nell'appendice pubblicata da Trend Micro), questo virus è stato rilevato in applicazioni di utilità, quelle relative al Wi-Fi ed, ovviamente, nelle copie dei giochi: un esempio di applicazione contaminata è Summer Flashlight, la quale fortunatamente è stata subito rimossa da Google sul suo Store. Ad ogni modo Godless, sempre stando alle dichiarazioni degli esperti di Trend Micro, risulta avere effetti devastanti sul dispositivo: il codice infetto è talmente potente che, come già anticipato, una volta scaricato aspetta che lo schermo si spenga per effettuare una operazione di rooting dello smartphone. Ciò significa che quando il virus attacca un dispositivo si serve della procedura di rooting di Android per godere di elevati privilegi all'interno del sistema operativo e permettere così ai cyber-criminali di ottenere il pieno controllo del dispositivo da remoto: questi potranno installare, (all'insaputa degli utenti), applicazioni di ogni genere e soprattutto riuscire ad integrare software spia molto difficili da eliminare, che a loro volta consentiranno di raccogliere dati sensibili ed inviarli allo sviluppatore. Al riguardo gli esperti di sicurezza di Trend Micro hanno precisato: "Ci siamo imbattuti in una famiglia di malware mobile chiamata Godless, (rilevato come ANDROIDOS_GODLESS.HRX), che contiene una serie di rooting exploit. Le due vulnerabilità più importanti prese di mira sono CVE-2015-3636, (utilizzata da PingPongRoot exploit), e CVE-2014-3153, (utilizzata da Towelroot exploit). Le eventuali altre vulnerabilità sfruttate sono deprecate o relativamente sconosciute anche alla comunità della sicurezza". Comunque sia, nonostante al momento le infezioni registrate sono piuttosto limitate, (considerato il numero di dispositivi Android attivi a livello globale), il consiglio per evitare problemi è, come sempre, affidarsi agli Store ufficiali per il download delle applicazioni, guardare attentamente cosa si stata scaricando, (magari controllando anche le varie valutazioni/commenti fatti dagli altri utenti), e sopratutto non cliccare su link di cui non si sa l'origine, né dove portano o cosa fanno scaricare.

Di seguito le percentuali dei dispositivi colpiti da Godless:
http://blog.trendmicro.com/trendlabs-security-intelligence/files/2016/06/godless.jpg



sabato 25 giugno 2016

Dimostrato che la musica classica può abbassare la pressione.


A quanto pare a quei soggetti che soffrono di ipertensione può far bene l'ascolto di un po' di musica classica, in particolare quella di Mozart e degli Strauss; o almeno questo è quanto hanno fatto sapere di recente alcuni ricercatori dell'Università della Ruhr a Bochum attraverso uno studio pubblicato sulla rivista Deutsches Ärzteblatt International. In pratica gli scienziati hanno preso in esame 120 persone, metà delle quali hanno ascoltato musica classica per 25 minuti e l'altra metà ha semplicemente riposato. Inoltre i soggetti che hanno ascoltato musica sono stati divisi a loro volta in tre gruppi: al primo è stato fatto ascoltare ascoltato Mozart, al secondo gli Strauss ed al terzo gli ABBA. Tra l'altro i ricercatori tedeschi hanno misurato a tutti i partecipanti la pressione, il battito cardiaco ed i livelli di cortisolo, ovvero il cosiddetto "ormone dello stress", il quale è risultato abbassarsi in tutti i gruppi. È stato negli altri parametri che si sono registrate delle differenze; in particolare si è notato che la musica di Mozart è stata in assoluto quella più efficace, riuscendo a ridurre di 4,7 millimetri di mercurio la pressione sistolica, (cioè la massima), e di 2,1 millimetri quella diastolica, (ovvero la minima). Mentre la musica degli Strauss ha prodotto rispettivamente una riduzione di 3,7 e 2,9 millimetri, e quella degli ABBA non ha fatto registrare nessun effetto particolare. Ad ogni modo non è certo la prima volta che nel mondo della medicina viene segnalata l'efficacia della musica classica soprattutto per la salute del cuore. Difatti un altro studio condotto da alcuni ricercatori dell'Università di Oxford ha verificato l'effetto benefico della musica di Beethoven e Verdi sulla frequenza cardiaca e sulla pressione sanguigna: entrambe ridotte grazie alle note di questi grandi compositori classici. Tuttavia andrebbe specificato che non tutta la musica classica è uguale: dopo aver preso in esame diversi lavori scientifici basati sull'indagine degli effetti prodotti dai vari tipi di musica, i ricercatori inglesi sono giunti alla conclusione che per ridurre la pressione e la frequenza cardiaca è necessaria la musica classica che segue un particolare ritmo, (ossia quello dei 10 secondi); i ritmi più veloci, come, ad esempio, quello de "Le Quattro Stagioni" di Vivaldi, non producono effetti benefici sul cuore. Al riguardo Peter Sleight, autore dello studio nonché cardiologo presso il suddetto ateneo inglese, ha, infine, spiegato: "La musica si usa già come terapia rilassante, ma questo lavoro ha revisionato gli studi sull'argomento e controllato la loro efficacia. Abbiamo fornito una migliore comprensione di come le note di brani classici molto famosi e soprattutto determinati ritmi possano avere precisi effetti sul cuore e sui vasi sanguigni. Ma adesso sono necessari ulteriori studi che potrebbero ridurre lo scetticismo, ancora regnante, sul ruolo terapeutico della musica classica".


venerdì 24 giugno 2016

LED ZEPPELIN: Assolti definitivmente dalle accuse di plagio per "Stairway to Heaven".


A quanto pare la storia della musica rock ed in particola modo quella dei Led Zeppelin non dovranno essere riscritte in quanto nella giornata di ieri, dopo anni di accuse ed a seguito di diversi giorni di processo, una corte con sede a Los Angeles ha stabilito che "Stairway to Heaven" pubblicata nel 1971 non è stata frutto di un "copia ed incolla" ai danni degli Spirit e della loro "Taurus" del 1968. In pratica il tribunale americano ha dichiarato unanimemente che non si é trattato di plagio, respingendo così le accuse dei legali di Mark Andes, ex-membro della band statunitense, il quale aveva avviato la causa nel 2014, ben 16 anni dopo la morte di Randy "California" Wolfe, ex-compagno di band nonché autore del brano in questione. In sostanza il giudice Gary Klausner, del Distretto centrale della California, di fronte alle prove presentate dagli avvocati dell'autore di "Taurus" aveva deciso di rinviare a giudizio Robert Plant, Jimmy Page e John Paul Jones, spiegando: "Nonostante sia vero che la progressione cromatica discendente di quattro accordi è uno schema comune che abbonda in campo musicale, le similitudini qui trascendono la struttura in sè: per esempio, la linea discendente del basso appare all'inizio di entrambe le canzoni". Tuttavia la difesa dei Led Zeppelin ha portato a sostegno della propria tesi anche un esperto, il quale ha dimostrato che una progressione di accordi presente nella prima parte di "Stairway to Heaven", (alla quale veniva principalmente imputata la somiglianza tra i due pezzi), é in realtà esistente da circa 300 anni. Motivo per il quale la giuria chiamata ad esprimere un verdetto non è stata d'accordo e, dopo ben cinque ore di camera di consiglio, ha deciso di assolvere la band britannica da ogni capo di accusa, a partire da quello di violazione del copyright. Ad ogni modo in merito a tale vittoria lo stesso Mark Andes ha sottolineato: "I Led Zeppelin hanno vinto per un cavillo tecnico. Dovrebbero andarne fieri. Il verdetto della giuria è deludente, ma dovuto principalmente ad una regola della corte: non è stato concesso all'accusa la possibilità di riprodurre la versione in studio di Taurus, che Jimmy Page possedeva nella sua collezione. Questa restrizione, che ha costretto l'accusa a servirsi soltanto dello spartito depositato all'ufficio del Copyright, di fatto ci ha legato le mani dietro la schiena. Ovviamente non crediamo che ciò sia legalmente o logicamente corretto". Mentre gli stessi Led Zeppelin tramite un comunicato stampa hanno fatto sapere: «Siamo riconoscenti verso la giuria per il suo coscienzioso servizio e lieti che abbia votato a nostro favore, mettendo fine a qualsiasi discussione riguardante le origini di "Stairway to Heaven" e confermando ciò che già sapevamo da 45 anni. Apprezziamo il supporto dei nostri fan e non vediamo l'ora di metterci alle spalle queste questioni legali».  Ed, infine, anche la Warner Music ha voluto festeggiare insieme al gruppo, dichiarando: "Noi di Warner Music Group riteniamo sia di primaria importanza sostenere i nostri artisti e proteggere la loro libertà creativa. Siamo lieti che la giuria abbia votato a favore dei Led Zeppelin, confermando le vere origini di "Stairway to Heaven". I Led Zeppelin sono una delle più grandi band della storia, e Jimmy Page e Robert Plant sono due autori impareggiabili, che hanno creato numerose ed intramontabili canzoni, tra le più influenti del rock".

Di seguito i suddetti due brani:



giovedì 23 giugno 2016

Scoperte 44 varianti genetiche connesse all'emicrania.


Di recente alcuni ricercatori australiani ed americani hanno collegato 44 varianti del DNA umano all'insorgenza dell'emicrania: una scoperta che promette di migliorare il trattamento di uno dei disturbi più diffusi e debilitanti al mondo, caratterizzato generalmente da mal di testa ricorrenti e dolorosi. In pratica per arrivare a tale obiettivo gli studiosi, (guidati da Dale Nyholt dell'Institute of Health and Biomedical Innovation, in collaborazione con Aarno Palotie del Broad Institute), hanno confrontato 8 milioni di varianti genetiche relative a 60.000 pazienti affetti da emicrania ed un gruppo di controllo di 316.000 persone e tratte da 22 differenti studi genomici, in modo da comprendere meglio quali variazioni genetiche causano questa patologia. Al riguardo lo stesso Dale Nyholt, nello studio pubblicato su Nature Genetics, ha scritto: «Le esatte cause dell'emicrania sono sconosciute e non vi sono segni riconoscibili, diagnostici e patologici. Non sappiamo ancora quale sia la biologia e cosa faccia scattare tale disturbo, ma studi di gemelli e di gruppi familiari indicano che l'emicrania ha una significativa componente genetica». Ed ha poi proseguito facendo sapere: «Adesso stiamo cercando una particolare variante di DNA che sia più frequente nei casi di emicrania, rispetto al gruppo di controllo. Questo ci darà una conoscenza biologica e quindi potremo esaminare i gruppi per vedere se possiamo puntare a questo specifico percorso e formulare un migliore trattamento». Tra l'altro queste varianti di DNA hanno effetto sui livelli di proteine ed enzimi nell'espressione di un gene e, sempre secondo Dale Nyholt: «Una volta riconosciute le varianti specifiche dei disturbi di emicrania si potranno sviluppare dei farmaci per riequilibrare tali livelli e ridurre il rischio di attacchi». Il che rappresenterebbe un passo in avanti, considerato che la maggior parte dei pazienti sono persone sane fra un episodio e l'altro, rendendo difficile la diagnosi ed il trattamento. Mentre, stando sempre a quanto ha dichiarato lo studioso australiano, le terapie sintomatiche attualmente esistenti, (come, ad esempio, i triptani), risultano essere efficaci solo su circa il 40% dei pazienti. Motivo per il quale i ricercatori sperano che la ricerca, combinata ad una consapevolezza dei fattori ambientali, (come, ad esempio, stress, mancanza di sonno o gruppi alimentari), possa ridurre, infine, le probabilità di un attacco.


mercoledì 22 giugno 2016

Scoperto un piccolo errore nella Piramide di Cheope.


Come noto, la famosa Piramide di Cheope, (o Grande Piramide di Giza), venne costruita circa 4.500 anni fa, è la più imponente tra quelle che si trovano nella piana egiziana e ad oggi risulta essere una delle poche meraviglie di un passato molto lontano che ancora si possono osservare. In pratica è alta 146 metri, appoggia su una base quadrata i cui lati sono lunghi circa 230 metri, e quando venne realizzata era rivestita con pannelli calcarei che vennero poi asportati nel corso del tempo per costruire altri monumenti: mancanza che ha impedito di ottenere una misura precisa dei lati della Grande Piramide di Giza. O almeno così era fino ad oggi; difatti in questi giorni un gruppo di ricercatori della Glen Dash Foundation, (ente di ricerca che utilizza i più avanzati sistemi tecnologici per risolvere alcuni problemi archeologici insoluti), ha pubblicato uno studio su Aeragram che ha permesso di risolvere questo problema e di rilevare un piccolo errore. In sostanza la ricerca in questione ha dato modo di scoprire che il lato est della Piramide di Cheope originariamente misurava tra i 230,295 ed i 230,373 metri, mentre il lato ovest doveva estendersi tra i 230,378 ed i 230,436 metri: ciò significa che c'era una differenza di lunghezza nei lati del quadrato che poteva andare dagli 8,3 ai 14,1 centimetri. In poche parole per determinare la lunghezza dei lati della Piramide in questione i ricercatori sono partiti dalle poche lastre di rivestimento ancora esistenti, i cui bordi toccano la piattaforma sulla quale è stata costruita la Piramide stessa. Successivamente hanno cercato con estrema cura i "segni" che gli altri pannelli di copertura lasciarono sulla piattaforma della base, arrivando a scoprire un totale di 84 punti lungo i bordi originali. Dunque con questi risultati hanno utilizzato un metodo statistico per tirare le linee di base della copertura della Piramide di Cheope e sono così arrivati alle dimensioni dei lati di base. Al riguardo Glen Dash, ingegnere responsabile del suddetto ente e del lavoro, ha puntualizzato: "Anche se l'errore fosse stato il massimo che abbiamo calcolato, i risultati dimostrano che gli Egizi possedevano competenze quasi incredibili per i loro tempo, tant'è che oggi possiamo solo speculare su come potessero giungere a tanta precisione solo con l'utilizzo degli strumenti che avevano". Comunque sia adesso i ricercatori continueranno le loro ricerche nella speranza di fare un percorso a ritroso, ossia partire dalle misure degli edifici per risalire agli strumenti ed al loro impiego, in modo da avere così un quadro generale migliore sul modo in cui lavorano gli ingegneri di quel tempo.

Di seguito un'immagine che riassume un po' il tutto:
http://static.akipress.org/127/.storage/canews/images/raznoe4/raznoe/dc03e5bbb431c9556484e0c14fcf0576.jpg



martedì 21 giugno 2016

Twitter estende il limite dei video a 140 secondi.


Mentre si attende il debutto dei video a 360 gradi, in questi giorni Twitter, con l'intensione di accontentare gli iscritti che vogliono sempre di più condividere video al suo interno tramite un post sul suo blog ufficiale, ha annunciato la possibilità per i suoi utenti di potersi esprimere con maggiore creatività estendendo il vecchio limite dei video dagli attuali 30 secondi fino ad un massimo di 140 secondi. Il tutto andando a sottolineare il grande utilizzo dei video da parte degli utenti iscritti attraverso dei i dati che evidenziano che i tweet contenenti video negli ultimi mesi sono aumentati del 50% rispetto all'inizio dell'anno. In pratica si tratta di una novità abbastanza importante che permetterà agli utenti di caricare più agevolmente i propri filmati senza doversi preoccupare eccessivamente della loro lunghezza. Inoltre la scelta del limite dei 140 secondi sembrerebbe essere stata fatta per rimarcare ulteriormente il numero 140 che è il limite dei caratteri utilizzabili per comporre un tweet sulla piattaforma, nonché il suo marchio di fabbrica. Tuttavia andrebbe sottolineato che la modifica in questione riguarda solamente gli utenti "comuni": il limite per gli editori selezionati rimane sempre di 10 minuti in modo da consentire loro di caricare agevolmente messaggi pubblicitari da diffondere attraverso il Social Network. Tra l'altro la possibilità di caricare filmati sino a 140 secondi è stata resa disponibile sin da subito sulle apposite applicazioni iOS ed Android, (grazie ad un aggiornamento che include anche l'introduzione del pulsante "In diretta", affianco a quelli per allegare foto e video ad un tweet); mentre solo in un secondo momento, (ancora non ben specificato), la novità sarà introdotta anche per la versione desktop su Windows e Mac. Per di più tramite il suddetto aggiornamento Twitter ha anche apportato alcune piccole modifiche che dovrebbero permettere di ottimizzare la visione dei filmati all'interno dell'applicazione: tappando su di un video, questo si aprirà a pieno schermo e sotto saranno consigliati ulteriori filmati da riprodurre; tutte modifiche, (compreso il limite da 140 secondi), che saranno rese disponibili a breve anche su Vine. Ma non è tutto; il Social Network dai 140 caratteri ha infatti deciso di voler offrire alle "celebrities" ed alle persone influenti un nuovo modo di dialogare con i fan. Si tratta di Twitter Engage, una nuova applicazione, (attualmente disponibile solo per dispositivi iOS), che ricorda molto da vicino Facebook Mentions e che è stata pensata per agevolare, appunto, l'interazione delle persone famose con tutti gli altri iscritti della piattaforma, fornendo, infine, informazioni sul successo dei tweet e sulle interazioni con gli utenti.

Di seguito 2 tweet che annunciano le suddette novità:



lunedì 20 giugno 2016

SmartBoy, la "cover" per trasformare lo smartphone in un Game Boy diventa realtà.


Era nata come idea per un Pesce d'Aprile, ma a quanto pare adesso si è trasformata in un progetto vero e proprio con tanto di presentazione nell'edizione di quest'anno dell'Electronic Entertainment Expo, (più comunemente noto come E3, il quale si è concluso qualche giorno fa). In pratica si tratta di "SmartBoy", la "cover per smartphone" che, come si può intuire dal nome, è in grado di trasformare il dispositivo in un vecchio Game Boy di inizio anni '90. In sostanza, come già anticipato, il tutto era nato come uno scherzo che la Hyperkin, (azienda specializzate in accessori e periferiche dedicate al mondo videoludico), fece, appunto, in occasione del primo Aprile dello scorso anno. All'epoca la notizia, sebbene fosse ovviamente falsa, venne accolta con enorme entusiasmo dagli appassionati, con relativa ed immensa delusione a seguito dei chiarimenti. Tuttavia l'azienda sull'onda dell'entusiasmo popolare ha deciso di non rimanere con le mani in mano ed effettivamente si è messa al lavoro per la creazione di un dispositivo simile reale e funzionante, presentato pochi giorni fa, appunto, durante l'E3: il prototipo era chiuso in una teca, (insieme ad una versione del più ingombrante SupaBoy, dedicato ai fan del Super Nintendo, o SNES, che dir si voglia), ma acceso e funzionante su un Samsung Galaxy S7 Edge e con tanto di slot per l'inserimento delle cartucce in cui era presente Pokémon Giallo. Ad ogni modo, entrando un po' più nel dettaglio, SmartBoy non è soltanto un oggetto ornamentale di pura nostalgia, ma serve anche a rendere lo smartphone in grado di far funzionare i vecchi giochi della console portatile caricati nelle cartucce originali, trasformandolo, di fatto, in un Game Boy funzionante. Senza contare che l'idea è semplice, geniale e potrebbe aggirare tutti i problemi legati all'impossibilità di giocare i titoli Nintendo su un qualcosa che non sia esclusivamente una piattaforma Nintendo. Difatti in tantissimi hanno già provato ad infilare più o meno di nascosto emulatori per NES, SNES e Game Boy sul Play Store, ma con scarsi risultati; tuttavia trattandosi di una periferica esterna da montare sullo smartphone, SmartBoy non un emulatore ed in quanto tale non funziona leggendo ROM o altri file analoghi, ma le cartucce vere e proprie, (saranno compatibili anche quelle del Game Boy Color), di quella che è stata la console portatile più venduta di sempre. Per di più il codice per far funzionare SmartBoy è open source: il che significa che chiunque voglia lavorare a migliorarlo può farlo, e, come si può leggere nella pagina che spiega le specifiche del progetto, la Hyperkin promette addirittura "una percentuale delle royalties a chiunque contribuisca a migliorare l'applicazione ed il firmware". In ogni caso per il momento si parla di compatibilità solamente con dispositivi Android, anche se non è da escludere che in futuro venga implementata la compatibilità anche con i dispositivi iOS. Tra l'altro la Hyperkin prevede di mettere in commercio questo gadget a partire dal prossimo Dicembre, (non è stata ancora rilasciata nessuna data certa), al prezzo di 59,99$. Ovviamente il tutto sempre ammesso che, considerato il rapporto di Nintendo con qualsiasi cosa che sia fan-made, l'intero progetto non venga stroncato sul nascere, prima che gli appassionati ci possano, infine, mettere le mani sopra.

Di seguito alcune immagini di SmartBoy:
http://bi9he1w7hz8qbnm2zl0hd171.wpengine.netdna-cdn.com/wp-content/uploads/2015/04/Hyperkin-Smart-Boy-600x391.png
http://cdn6.bigcommerce.com/s-2l8ru96d/products/80/images/290/SmartBoy_Publication_Images_3__95784.1465920494.1280.1280.jpg?c=2
http://cdn6.bigcommerce.com/s-2l8ru96d/products/80/images/292/SmartBoy_Publication_Images_1__16645.1465920519.1280.1280.jpg?c=2
http://cdn6.bigcommerce.com/s-2l8ru96d/products/80/images/291/SmartBoy_Publication_Images_2__79063.1465920495.1280.1280.jpg?c=2
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domenica 19 giugno 2016

METALLICA: Nuovi aggiornamenti sul tanto atteso 10° album.


Sono ormai anni che i fan dei Metallica attendono l'uscita di un nuovo album ed a quanto pare, dopo un lungo periodo di silenzio, i membri della band sono tornati a rilasciare nuovi dettagli ed aggiornamenti su quello che sarà il successore di Death Magnetic, (il loro nono album in studio rilasciato nell'ormai lontano 2008). Infatti nel corso di quest'ultimo mese si sono succedute diverse interviste tra cui quella che il batterista Lars Ulrich ha concesso a fine Maggio alla rivista Metal Forces, nella quale ha spiegato: "Ci stiamo avviando verso la parte finale del processo creativo e stiamo iniziando a guardare avanti, alla fase che riguarda il come condivideremo questo disco con l'universo. Il mese di Giugno sarà quello durante il quale ci siederemo e capiremo cosa andremo a fare, come lo chiameremo e cosa ci metteremo dentro. Greg Fidelman sta lavorando su questo disco 24/7 dalla scorsa estate. Sta facendo un lavoro pazzesco e ci sta mettendo anima e corpo, dedicando ogni momento della sua vita ad aiutarci nell'engineering e con la produzione di questo disco. Se questo album non uscirà quest'anno, non sarà perché non è finito, ma perché ci sarà qualche tipo di ragione cosmica per la quale sarà più intelligente attendere fino all'anno prossimo. Comunque il disco sarà finito entro quest'estate". Inoltre la scorsa settimana a queste parole si sono aggiunte quelle di Dan Nykolayko, un membro dello staff, il quale in un lungo articolo pubblicato su sito ufficiale dei Metallica in occasione del 20° anniversario di Load, ha affermato: "Ho avuto modo di fermare Lars e James al quartier generale, prima che si chiudessero nella sala di controllo con Greg Fidelman, per iniziare il mixing del nuovo album". Affermazione confermata qualche giorno dopo dallo stesso James Hetfield durante un'intervista rilasciata all'NBC Sports dopo aver suonato l'inno nazionale americano nella finale della Stanley Cup di hockey, (che si è svolta il 6 Giugno tra i San Jose Sharks ed i Pittsburgh Penguins), nella quale ha spiegato: "Lo stiamo mixando adesso, quindi speriamo che sia pronto per il rilascio entro l'autunno. Siamo super emozionati. Ci è voluto molto tempo, ma sai, questo è ciò che facciamo. Amiamo suonare. Ed il prossimo album è esattamente ciò che deve essere. Quindi siamo molto eccitati". Ad ogni modo in questi giorni è stato di nuovo Lars Ulrich a tornare a parlare di quello che sarà il loro 10° album in studio durante una recente lunga intervista concessa alla rivista Citizens of Humanity, dove ha spiegato: "Facciamo costantemente qualcosa, ma mai fino al punto in cui l'ago tocca il rosso; anche se in realtà i Metallica non si sono fermati un'attimo più o meno a partire dal 2005 e questo è un modello che per noi funziona. Non lavoriamo mai al 110%, al punto da andare fuori di testa, ma è una sorta di lavoro a due/terzi... quando lavoriamo ad un album, suoniamo e registriamo ma lo facciamo in modo graduale. C'è sempre qualcosa in corso. È il modo in cui ci piace fare le cose. Ci tiene impegnati". Mentre parlando del suono di questo nuovo ed attesissimo album ha affermato: "Speriamo di rilasciarlo entro quest'autunno. È senza dubbio in pieno stile Metallica. Probabilmente è meno frenetico di Death Magnetic. Per l'ultimo lavoro, il produttore Rick Rubin ci aveva incoraggiati per la prima volta a trarre ispirazione dal passato. Per la prima volta, è stato come guardare in uno specchietto retrovisore. Ora è un po' diverso. Non lavoriamo più con Rick, ma con il tecnico dell'ultimo disco, Greg Fidelman, che questa volta è il produttore. Alcuni elementi della produzione sono gli stessi, ma ci stiamo espandendo un po' sulla parte del suono. È un po' più variegato rispetto all'ultimo lavoro. È emozionante, anche se non sono ancora del tutto entrato nella prospettiva". Comunque sia il batterista ha, infine, concluso parlando dell'attuale periodo di vita della band, dichiarando: "Secondo me, la parola "iato" non è veramente applicabile a questo periodo. I Metallica sono stati più occupati che mai. Ma abbiamo anche degli equilibri diversi nelle nostre vite, il che è fondamentale per la salute della band. Adesso diamo priorità ai nostri figli ed alle nostre famiglie. Quando andiamo in tour, facciamo delle tranche di 2 settimane e poi torniamo a casa. Comunque, suoniamo qualcosa come 2 o 3 dozzine di concerti in un anno anche quando non siamo "on the road", e questo per rimanere sempre connessi e coinvolti con la band".


sabato 18 giugno 2016

Scoperto un legame tra lo sviluppo cerebrale ed i comportamenti antisociali.


A quanto pare il cervello degli adolescenti con gravi comportamenti antisociali è molto differente dal punto di vista anatomico rispetto a quello degli adolescenti che non mostrano tali comportamenti; o almeno questo è quanto ha dimostrato una recente ricerca internazionale condotta dell'Università di Cambridge e dall'Università di Southampton, in collaborazione con l'Università degli Studi di Roma Tor Vergata ed il Consiglio Nazionale delle Ricerche, (noto anche con la sigla CNR). In pratica nello studio in questione, (intitolato "Mapping the structural organization of the brain in conduct disorder: replication of findings in two independent samples", e pubblicato sulla rivista internazionale Journal of Child Psychology and Psychiatry), i ricercatori si sono serviti di metodiche di risonanza magnetica per visualizzare la struttura cerebrale di alcuni adolescenti maschi a cui era stata effettuata una diagnosi di disturbo della condotta sociale, vale a dire un grave problema neuropsichiatrico caratterizzato da estrema aggressività, uso ripetuto di armi e droghe e comportamenti menzogneri e fraudolenti. Al riguardo Luca Passamonti, dell'Istituto di Bioimmagini e Fisiologia Molecolare del CNR, (conosciuto anche con la sigla IBFM-CNR), ed attualmente ricercatore presso l'Università di Cambridge, ha spiegato: "Nello specifico, abbiamo studiato lo sviluppo coordinato di numerose regioni del cervello, prendendo in riferimento in particolare lo spessore della corteccia cerebrale. L'idea alla base dello studio è che le regioni cerebrali che si sviluppano in modo simile abbiano spessori corticali di livello comparabile. Studi precedenti, nostri e di altri gruppi di ricerca, avevano già dimostrato che l'amigdala degli adolescenti con gravi disturbi della condotta sociale presenta anomalie rispetto a quella di soggetti di pari età che non dimostrano tali comportamenti. Tuttavia ritenevamo troppo semplicistico ricondurre problematiche della condotta così complesse ad anomalie in una singola regione cerebrale, ancorché importante come l'amigdala, ed infatti i nostri ultimi dati hanno chiaramente mostrato che il disturbo della condotta sociale coinvolge moltissime regioni del cervello che presentano cambiamenti anatomici di natura complessa e sfaccettata". In sostanza, come già anticipato, durante questo studio, promosso e finanziato dalla Wellcome Trust e dal Medical Research Council, i ricercatori hanno preso in esame 58 adolescenti maschi con disturbo della condotta sociale, (33 dei quali nella forma che emerge nella fanciullezza, e 25 nella forma che compare durante la fase adolescenziale), e 25 adolescenti non affetti da malattie neuropsichiatriche, (come gruppo di controllo), tutti di età compresa tra 16 e 21 anni. Così facendo gli scienziati hanno scoperto che le persone con il disturbo del primo tipo, rispetto ai soggetti di controllo, mostravano un elevato numero di correlazioni nella corteccia cerebrale, il che potrebbe dipendere da anomalie dello sviluppo, ossia da una ridotta perdita di spessore della corteccia stessa che normalmente si osserva con gli anni. Mentre i giovani con un disturbo del secondo tipo presentavano un minor numero di tali correlazioni e ciò potrebbe riflettere uno specifico problema di sviluppo come, ad esempio, l'incapacità di selezionare le connessioni sinaptiche più forti e durature. Successivamente i risultati ottenuti sono stati replicati e confermati dai ricercatori dell'Università di Southampton in un altro campione di 37 adolescenti con disturbo e 32 di controllo, tutti maschi di età tra 13 e 18 anni. In tal proposito Graeme Fairchild del Dipartimento di psicologia della suddetta università, ha commentato: "Le differenze che abbiamo riscontrato dimostrano che gran parte del cervello è coinvolto in questa malattia neuropsichiatrica. Il disturbo della condotta sociale è un reale problema cerebrale e non, come alcuni ancora sostengono, semplicemente una forma di esagerata ribellione alle regole della società. I risultati dimostrano anche che ci sono differenze cerebrali molto significative tra gli individui che sviluppano tale disturbo nella fanciullezza o durante l'adolescenza". Mentre Nicola Toschi, docente in fisica applicata all'Università degli Studi di Roma Tor Vergata ha poi aggiunto: "Non c'è stato mai alcun dubbio che malattie come l'Alzheimer siano dipendenti da gravi disturbi del cervello soprattutto perché le metodiche di risonanza magnetica ci hanno sempre permesso di visualizzare tali danni, anche nei singoli pazienti. Tuttavia, prima del nostro studio, non eravamo mai stati in grado di visualizzare in modo chiaro le diffuse anomalie anatomiche che sono presenti nel cervello degli adolescenti con il disturbo della condotta sociale". Ad ogni modo per il momento rimane ancora da stabilire la combinazione dei fattori genetici ed ambientali che possa portare alle anomalie cerebrali osservate: i ricercatori confidano che i risultati ottenuti possano portare allo sviluppo di marcatori oggettivi che consentano di monitorare in modo preciso l'andamento dei disturbi della condotta sociale e soprattutto l'efficacia dei trattamenti attualmente disponibili. Difatti al riguardo Ian Goodyer del Dipartimento di psichiatria dell'Università di Cambridge, ha, infine, concluso affermando: "Ora che siamo capaci di produrre una mappa delle anomalie nell'intero cervello degli adolescenti con disturbo della condotta sociale potremmo, in un futuro non troppo lontano, vedere se le terapie disponibili siano capaci di influenzare la maturazione del cervello e di ridurre tali comportamenti".


venerdì 17 giugno 2016

Microsoft investe nel business della marijuana legale.


A quanto pare Microsoft ha deciso di entrare nel business della marijuana: naturalmente si parla esclusivamente del territorio americano dove sono in continua crescita gli stati che hanno legalizzato l'utilizzo di questa droga leggera, e dunque si tratta di un'iniziativa assolutamente legale. Infatti in questi giorni l'azienda ha annunciato di aver ha stretto un accordo con "KIND", una startup di Los Angeles specializzata in servizi per la vendita di marijuana come i distributori e l'assistenza per le aziende del settore, per la creazione di un software basato sulla piattaforma cloud di Microsoft Azure che sarà in grado di aiutare, appunto, la vendita ed il commercio della marijuana negli stati dove è stata già legalizzata. In pratica quello tra Microsoft e KIND è un accordo significativo soprattutto perché l'investimento riguarda un settore che per quanto legalizzato è ancora considerato un vero e proprio tabù; anche se la stessa società di informatica ha tenuto a sottolineare che si tratta di un settore di cui è prevista una forte crescita e che dunque richiede che siano realizzate strutture adeguate. In altre parole, il mercato della marijuana è destinato ad espandersi sensibilmente e dunque Microsoft intende semplicemente fornire tutti gli strumenti per gestire questo segmento come se si trattasse di un qualsiasi altro tipo di prodotto. Infatti al riguardo i responsabili della società hanno spiegato: "L'obiettivo di questa partnership è di sfruttare le potenzialità di entrambe le aziende per fornire alle pubbliche amministrazioni le soluzioni per tracciare spostamenti e transazioni in questo settore". Mentre Kimberly Nelson, responsabile per le soluzioni per i governi statali e locali di Microsoft, ha dichiarato: "Riteniamo che nel settore ci sarà una significativa crescita. Con la regolamentazione dell'industria, ci saranno più transazioni e riteniamo ci saranno requisiti e strumenti più sofisticato". Ad ogni modo l'investimento in questione potrebbe risultare potenzialmente rischioso per Microsoft, soprattutto dal punto di vista dell'immagine visto che la marijuana è una droga. Certo, legalizzata sempre in più stati ed utilizzata principalmente in ambito medio, ma pur sempre una droga; non a caso a poche ore dall'annuncio di questo investimento non sono mancate alcune critiche degli utenti che vedono nella collaborazione con la startup KIND un incentivo all'utilizzo di droghe leggere. Comunque sia se l'operazione dovesse avere successo, Microsoft potrebbe dare una sorta di semaforo verde alle altre aziende che in futuro potrebbero decidere, infine, di investire in questo nuovo fiorente mercato.

Di seguito il tweet d'annuncio di KIND:



EURO 2016: L'edizione più ricca della storia.


A quanto pare Euro 2016, (escludendo i terribili scontri tra i tifosi), è l'edizione del Campionato Europeo di Calcio più ricca della storia, soprattutto per quanto riguarda il montepremi, i posti di lavoro creati, gli investimenti fatti, gli introiti previsti e gli eventuali costi per seguire l'Italia fino alla finale. Difatti sembra proprio che il calcio europeo non risenta affatto della crisi finanziaria, ma che, al contrario, la sua crescita è costante ed è destinata a continuare: in questo scenario Euro 2016 concorre a donare linfa a questo business. Basta pensare, ad esempio, che quest'anno il montepremi che riceveranno le squadre vincitrici è salito a 301 milioni di euro rispetto ai 196 milioni stanziati per la precedente edizione: la Spagna, prima classificata di Euro 2012, incassò 23,5 milioni di euro; mentre la squadra che arriverà in fondo a Euro 2016 potrà aggiudicarsi 27 milioni, vale a dire il 15% in più. Inoltre quest'anno la UEFA ha beneficiato di un aumento del 21% dei ricavi soprattutto grazie alla novità rappresentata dalla vendita centralizzata dei diritti televisivi per le partite di qualificazione. Tra l'altro gli Europei di Calcio attualmente in pieno svolgimento in Francia valgono 1,7 miliardi di euro in termini di investimenti effettuati per gli impianti: l'economia francese gioverà di oltre 1,266 miliardi di euro generati da un mese di Campionato, di cui 180 milioni andranno nelle casse dello Stato. Ma non è tutto; l'afflusso complessivo negli stadi dove si stanno disputando e si disputeranno i vari match è quantificato in 2,5 milioni di persone: si stima che questi tifosi investiranno 842 milioni di euro allo stadio ed è calcolato attorno ai 352 milioni l'apporto dei supporter nelle cosiddette fan-zone, ossia le aree dotate di maxischermi per vedere le partite al di fuori dagli stadi. Per di più ci sono buone notizie anche per l'occupazione transalpina; infatti, secondo le stime, Euro 2016 ha creato circa 114.000 posti di lavoro: di cui circa 20.000 durante le fasi di intervento sugli impianti e circa 94.000 con l'organizzazione del torneo. Senza contare i circa 6.000 volontari che saranno impiegati nelle 10 città francesi che stanno ospitando ed ospiteranno Euro 2016: Lens, Lille, Parigi, Saint-Denis, Saint-Étienne, Lione, Bordeaux, Tolosa, Nizza e Marsiglia. Oltretutto, sempre secondo le stime, nel caso in cui gli Azzurri dovessero arrivare alla finale del 10 Luglio a Sain-Dénis ed i tifosi volessero seguirli nella scalata verso la vittoria degli europei sarebbe bene sapere che economicamente parlando converrebbe viaggiare in aereo piuttosto che in auto: la spesa ammonterebbe a 387 euro, (prezzi rilevato il 13 Maggio 2016), contro i 698,34 euro, (considerando anche i costi di carburante ed i pedaggi autostradali). Ad ogni modo in occasione di questo evento sportivo Hello bank!, la banca online di BNL, ha deciso di indire un concorso che permette di vincere un iPhone 5S a coloro che indovineranno la squadra che si aggiudicherà la coppa: basta richiedere di aprire un conto inserendo il Codice Promo associato ad una delle 24 squadre e sottoscrivere una carta di credito Hello! Card o Hello! DUO entro il 24 Giugno 2016. Una volta fatto ciò si otterrà subito un buono da 100 euro da spendere su Amazon.it e la possibilità di vincere, appunto, un iPhone 5S nel caso in cui si indovini la squadra che porterà a casa la coppa messa in palio. Comunque sia per chiunque fosse interessato a partecipare o avere maggiori informazioni sul concorso è possibile visitare, infine, il seguente sito: https://hellobank.it/it/euro2016.

In collaborazione con BizUp ed Hello bank!.