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mercoledì 31 agosto 2016

AC/DC: Phil Rudd si dice pronto a tornare ma senza Axl Rose.


In questi giorni Phil Rudd, storico batterista degli AC/DC, noto ormai da tempo per il suo comportamento sopra le righe e per le sue vicende giudiziarie, (in particolar modo l'arresto per istigazione all'omicidio che lo ha visto scontare 8 mesi di arresti domiciliari), che hanno costretto la band ad allontanarlo, durante una lunga intervista concessa a Bay Of Plenty Times si è dichiarato pronto a tornare dietro il drumset degli AC/DC; anche se a determinate condizioni. Infatti al riguardo il batterista ha dichiarato: "Se Angus mi volesse ancora nella band allora dipende da lui… ma non voglio suonare con Axl Rose. Non ho una gran stima di lui". Tra l'altro, oltre ad aver svelato di aver trovato un nuovo amore, (la fotografa Michelle Cutelli), Phil Rudd ha anche rivelato che di recente si è sottoposto ad un intervento chirurgico per l'inserimento di uno stent a causa di problemi cardiocircolatori. In tal proposito il batterista ha affermato: "Sì, ho avuto un fottuto attacco di cuore, ma adesso sto bene, ho uno stent dentro". Mentre riguardo l'accaduto ha spiegato: "Mi aggiravo semplicemente per casa ed ho iniziato a sentirmi strano. Sentivo uno strano dolore al petto, allora la donna delle pulizie mi ha portato all'ospedale, dove mi hanno fatto tutti gli esami e hanno visto che stavo avendo un forte attacco di cuore… avevo un'arteria completamente bloccata, e mi hanno detto che dovevo restare lì e sottopormi ad un intervento. Sono uscito di nascosto per andare a comprare le sigarette, ma mi sono reso conto che non avevo una macchina, così sono tornato a casa a prendere la Ferrari e sono tornato in ospedale. È stato strano perché mi hanno rasato le "parti maschili", ma hanno inserito lo stent attraverso il braccio. Ora tutto quello che si vede è una piccola cicatrice sul polso. Ed i miei peli stanno ricrescendo, quindi sto bene, sono sano e ho riacquistato il mio colorito abituale". Comunque sia in merito alla sua nuova vita attuale Phil Rudd ha, infine, concluso dicendo: "La mia vita è tutta famiglia, amici e musica. Vedo uno psichiatra una volta alla settimana e sono più vicino che mai ai miei figli. Ho ancora tutte le mie auto sportive, ma ora mi dedico a far crescere i peperoncini nell'orto".


martedì 30 agosto 2016

Dragonfly 44, la prima "galassia oscura".


In questi giorni è stata individuata una galassia formata al 99,99% da materia oscura, (ossia quella materia sconosciuta ed invisibile che occupa quasi il 90% dell'universo): si chiama Dragonfly 44 e si trova a circa 300 milioni di anni luce dalla Terra, nei pressi della costellazione della Chioma di Berenice. In pratica per decenni questa galassia era sfuggita agli astronomi a causa della sua debole luminosità, (considerato che ha solo un centesimo delle stelle presenti nella Via Lattea), ma alla fine è stata immortalata da un gruppo di ricercatori dell'Università di Yale, (i quali hanno pubblicato la scoperta su Astrophysical Journal Letters), grazie all'ausilio dei telescopi Keck II e Gemini North. In sostanza a svelare la natura "oscura" di Dragonfly 44 sono state le sue stelle; difatti al riguardo Pieter van Dokkum, principale autore dello studio, ha commentato: "Sappiamo che il loro moto ci dice quanta materia è presente". Entrando un po' più nel dettaglio, le immagini catturate dai suddetti telescopi hanno dimostrano che le stelle presenti si muovono intorno al centro della galassia in questione troppo velocemente per la massa di materia visibile. Inoltre, secondo i ricercatori, Dragonfly 44 conterrebbe una massa pari a 1.000 miliardi di volte quella del Sole e, considerando le poche stelle presenti, sarebbe, appunto, composta al 99,99% di materia oscura. In tal proposito lo stesso Pieter van Dokkum ha continuato spiegato: "Tutto ciò ha implicazioni importanti per lo studio della materia oscura. In casi come questo abbiamo oggetti composti quasi interamente di materia oscura, perciò non siamo confusi dalle stelle e da tutte le altre cose presenti in una galassia. Qualche anno fa, le galassie di questo tipo ci apparivano minuscole. Adesso questa scoperta apre una nuova finestra su una nuova classe di oggetti massivi, che possiamo analizzare più facilmente grazie al potere esplorativo di telescopi sempre più potenti. In definitiva, ciò che vogliamo davvero è capire che cos'è la materia oscura". Comunque sia attualmente gli astronomi sono in piena corsa alla ricerca di galassie massive oscure che sono addirittura più vicine di Dragonfly 44. Difatti l'esperto ha, infine, concluso affermando: "L'obiettivo è quello di cercare deboli segnali che possano essere riconducibili all'eventuale presenza di qualche particella di materia oscura".

Di seguito alcune immagini della galassia Dragonfly 44:
http://en.es-static.us/upl/2016/08/dark-matter-galaxy-Dragonfly-44-Sloan-e1472029184775.jpg
http://en.es-static.us/upl/2016/08/dark-matter-galaxy-Dragonfly-44-Sloan-comparison.jpg
http://s1.ibtimes.com/sites/www.ibtimes.com/files/styles/embed/public/2016/08/26/dragonfly44.jpg



Opera Sync: Resettate le password a seguito di un accesso non autorizzato nei server.


Considerato l'enorme giro di affari associato alla compravendita delle informazioni più sensibili al giorni d'oggi i furti di quest'ultimi sono molto frequenti, tuttavia raramente si verificano accessi non autorizzati ai servizi di sincronizzazione integrati nei browser. Come nel caso di Opera che di recente ha individuato una violazione del servizio Sync e quindi un probabile furto delle credenziali di login. In pratica, anche se per il momento non si conosce l'entità dei "danni" di questo attacco né ci sono prove della diffusione online delle password presumibilmente rubate, la software house norvegese ha deciso ugualmente di effettuare un reset totale. In sostanza, per chi non lo conoscesse, Opera Sync è il servizio che permette di sincronizzare segnalibri, siti preferiti di Accesso Rapido, impostazioni, cronologia, schede aperte e password tra tutti i dispositivi, sfruttando un account Opera. Inoltre il browser è attualmente utilizzato da circa 350 milioni di utenti, di cui "solo" 1,7 milioni usa attivamente Opera Sync. Ciò nonostante il numero degli utenti registrati al servizio potrebbe essere però molto più alto, quindi l'azienda norvegese ha, appunto, deciso di resettare tutte le password a scopo precauzionale: difatti le password sono conservate sui server in forma cifrata, ma in questi casi la prudenza non è mai troppa. Ad ogni modo in questi giorni gli utenti che usano il servizio di sincronizzazione in questione hanno ricevuto un e-mail in cui viene spiegato il problema e chiesto di modificare la password dell'account: la stessa procedura dovrà essere attuata per i siti di terze parti collegati ad Opera Sync. Comuqnue sia per richiedere una nuova password è sufficiente inserire il proprio indirizzo e-mail o il nome utente nell'apposita pagina messa a disposizione dalla stessa azieda norvegese. Infatti al riguardo sul sito del servizio in questione appare un breve messaggio in cui si può, infine, leggere: "Al fine di proteggere i nostri utenti da un attacco sui nostri server, abbiamo reimpostato le password degli account di Opera. Se avete problemi di accesso ai vostri account, è possibile creare una nuova password tramite la nostra pagina di reimpostazione della password".


domenica 28 agosto 2016

PDSS2, il "gene del caffè".


A quanto pare la ragione per cui per molte persone risulta quasi impossibile resistere alla tentazione di un buon caffè, si nasconde nel DNA; o almeno questo è quanto ha scoperto di recente una ricerca condotti da alcuni ricercatori dell'Università di Edimburgo, coordinati da Nicola Pirastu, e pubblicata sulla rivista Scientific Reports. In pratica gli scienziati, in collaborazione con l'Università degli Studi di Trieste, l'Ospedale pediatrico Burlo Garofolo e l'Illycaffè, (azienda italiana specializzata nella produzione, appunto, di caffè, la quale ha finanziato lo studio in questione), hanno preso in esame alcuni volontari italiani, (consumatori di caffè per eccellenza), dei quali 370 di Carlantino, (in Puglia), e 843 di 6 diversi paesi del Friuli Venezia Giulia. In sostanza ai volontari è stato chiesto quante tazzine di caffè consumassero ogni giorno ed i risultati sono stati confrontati con quelli di un gruppo di volontari reclutato in Olanda. Ed è stato incrociando i dati genetici con il numero di tazzine che è emersa l'esistenza di una relazione inversa tra la presenza di una particolare variante del gene chiamato PDSS2 e la passione per il caffè: le persone che possiedono questa variante genetica nel loro DNA tendono a consumare meno caffè. Inoltre i ricercatori hanno scoperto che questo accade perché la variante del gene PDSS2 controlla un altro gene specializzato proprio nel regolare il metabolismo della caffeina: quando quest'ultimo gene non viene attivato sufficientemente, la caffeina tende ad essere smaltita molto lentamente dall'organismo, "spegnendo" il desiderio di bere un'altra tazzina. Al riguardo lo stesso Nicola Pirastu ha, infine, concluso spiegando: "Il risultato dello studio conferma che la tendenza a bere più caffè è regolata dai geni, come indicato anche da numerose ricerche condotte in passato. Tuttavia per avere la conferma definitiva saranno necessarie ulteriori indagini, condotte su gruppi più vasti di individui. Ricerche ulteriori dovranno chiarire il meccanismo che mette in relazione il gene PDSS2 con il consumo di caffè".


venerdì 26 agosto 2016

In futuro la plastica potrebbe essere sostituita da pellicole ottenute dalle proteine del latte.


A quanto pare in futuro le confezioni di plastica per gli alimenti potrebbero diventare un ricordo, in quanto potrebbero essere sostituite dalle pellicole ottenute con le proteine del latte, e quali non inquinano e che si possono perfino mangiare: certo attualmente il loro sapore non è un proprio un granché, ma un domani potranno diventare appetitosi con l'aggiunta di qualche additivo e più nutrienti, una volta arricchiti con vitamine. In pratica questi imballaggi di nuova generazione e decisamente "green", (che ricordano molto da vicino le bottiglie di Ari Jònsson fatte di agar-agar), sono stati messi a punto presso il Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti, (noto anche con la sigla USDA), e presentati in questi giorni a Philadelphia in occasione del congresso dell'American Chemical Society, (conosciuta anche con la sigla ACS). In sostanza la fase di produzione è già cominciata, ed anche se è appena agli inizi, (con una prima linea di produzione avviata in una piccola azienda texana), già altre aziende stanno guardando con interesse a questi nuovi imballaggi; tanto che i ricercatori dell'USDA, coordinati da Peggy Tomasula e Laetitia Bonnaillie, prevedono che le prime pellicole al latte possano arrivare sul mercato nell'arco dei prossimi 3 anni. Al riguardo la stessa Peggy Tomasula ha spiegato: "La pellicola fatta con le proteine del latte è anche molto efficace nel bloccare l'ossigeno, garantendo una migliore conservazione dei cibi nella catena della distribuzione e riducendo di conseguenza gli sprechi". Infatti si calcola che queste pellicole blocchino il contatto dei cibi con l'ossigeno con un'efficacia 500 volte maggiore rispetto a quella dell'attuale plastica. Tra l'altro questi imballaggi andrebbero a risolvere uno dei maggiori problemi legati alle confezioni in plastica: l'accumulo di tonnellate di rifiuti non biodegradabili, che occupano le discariche per anni. Ad ogni modo le uniche pellicole simili, (ossia biodegradabili e commestibili), finora in commercio sono ottenute dall'amido delle patate, ma sono più porose e lasciano penetrare più ossigeno, con scarsi risultati sulla capacità di conservare i cibi a lungo. Mentre i pori delle pellicole ottenute dal latte, utilizzando la caseina, sono molto più piccoli e, come già anticipato, riescono a proteggere i cibi in modo migliore e più a lungo. Per di più i ricercatori per rendere le pellicole ancora più robuste, resistenti ad umidità e temperatura e maneggevoli, è stata utilizzata la pectina estratta dai limoni. In tal proposito Laetitia Bonnaillie ha concluso affermando: "Tra le prime applicazioni c'è il confezionamento di cibi in porzioni singole". Comunque sia un altro vantaggio di queste pellicole derivate dal latte è che possono essere applicate come uno spray su cibi meno resistenti al contatto con l'umidità, come i cereali, oppure, infine, per conservare in modo ideale la pizza, evitando che il condimento si disperda.


Di seguito un video di presentazione pubblicato dall'ACS:




giovedì 25 agosto 2016

YouTube potrebbe diventare un Social Network con l'introduzione di "Backstage".


A quanto pare tra non molto YouTube, il più grande servizio di video sharing del mondo, potrebbe diventare un vero e proprio Social Network. Difatti, secondo alcune fonti di VentureBeat, entro la fine dell'anno Google introdurrà una nuova funzionalità denominata Backstage, la quale consentirà di pubblicare post, link, foto, video e sondaggi all'interno dei vari canali: inizialmente tali funzioni saranno accessibili solo ad un ristretto numero di account molto popolari e solo in un secondo momento saranno estese a tutti gli utenti. In pratica la strategia di Google è simile a quella di Facebook, ma mentre quest'ultimo ha aggiunto negli ultimi tempi diverse novità relative alla condivisione video, il colosso californiano vorrebbe incrementare le modalità di interazione tra gli utenti, prendendo in prestito da Facebook le sue principali caratteristiche. In sostanza, secondo le prime indiscrezioni, i post condivisi dai vari canali appariranno in ordine cronologico inverso all'interno di un'apposita scheda chiamata, appunto, "Backstage" che sarà visibile nella pagina del canale e posizionata accanto alle schede "Home" e "Video": gli utenti iscritti al quel canale vedranno i post nel feed e nelle notifiche. Insomma, questa nuova funzione permetterà ai cosiddetti "YouTuber" di avere un rapporto più stretto con i loro fan, i quali potranno, infatti, rispondere a sondaggi, pubblicare foto, video ed altri tipi di commenti, sia tramite browser desktop che applicazione mobile; mentre solo gli utenti iscritti al canale avranno la possibilità di vedere contenuti esclusivi. Comunque sia, anche se l'obiettivo principale è quello di convincere gli utenti a rimanere a lungo su YouTube, il colosso californiano continuerà a consentire la condivisione dei video su Facebook, Twitter e sugli altri portali. Perciò il servizio di per sé non verrà stravolto: la funzionalità "Backstage" consentirà solamente di aprire un canale di comunicazione bidirezionale tra YouTuber e fan, utilizzando le funzionalità social; o almeno questo sarebbe l'intento.


mercoledì 24 agosto 2016

miR-579-3p, la molecola che blocca la crescita del melanoma.


In questi giorno un gruppo di ricercatori dell'Istituto Nazionale Tumori, guidato da Gennaro Ciliberto, direttore scientifico, e da Paolo Ascierto, direttore della Struttura Complessa di Oncologia Medica Melanoma, tramite uno studio pubblicato sulla rivista PNAS, finanziato dall'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, (meglio nota con la sigla AIRC), e condotto in collaborazione con il laboratorio di Carlo Croce dell'Università statale dell'Ohio, è riuscito a scoprire una particolare molecola in grado di bloccare la crescita del melanoma, (il più aggressivo dei tumori della pelle): si chiama miR-579-3p ed appartiene alla classe dei cosiddetti microRNA. In pratica i ricercatori hanno dimostrato che questa piccola molecola funziona da soppressore della crescita tumorale: è presente in abbondanza nei normali nei, ma la sua quantità diminuisce sempre di più man mano che il melanoma diventa più aggressivo. Ma non è tutto: questo microRNA risulta ancora più ridotto nei melanomi che diventano resistenti con il tempo ai farmaci inibitori dei geni BRAF e MEK. Inoltre gli scienziati hanno anche scoperto che il miR-579-3p controlla la produzione di 2 importanti proteine, chiamate oncogeni, che promuovono proprio la crescita tumorale. In sostanza, come in una altalena, quando i suoi livelli si abbassano, quelli di questi 2 oncogeni salgono. Tuttavia si è scoperto che, se la molecola viene introdotta nelle cellule tumorali dall'esterno, i livelli degli oncogeni scendono e queste iniziano a morire. Tra l'altro la "somministrazione" di questa molecola insieme agli inibitori dei geni BRAF e MEK impedisce la formazione di cellule resistenti a questi 2 farmaci. Al riguardo lo stesso Gennaro Ciliberto ha spiegato: "Alla luce di questi risultati si può aprire la possibilità di utilizzare, attraverso approcci nanotecnologici, il miR-579-3p come farmaco per migliorare le attuali terapie. Si potranno anche misurare i livelli del miR nel sangue come nuovo biomarcatore per predire in maniera precoce l'evoluzione dalla malattia e lo sviluppo di resistenza alle terapie". Ad ogni modo tale scoperta è stata resa possibile anche ai risultati di un altro recente studio, pubblicato sulla rivista Nature Cell Biology, frutto di una collaborazione tra alcuni ricercatori dell'Università di Tel Aviv e del German Cancer Research Center, i quali hanno scoperto il meccanismo attraverso il quale il melanoma si diffonde agli altri organi e di un modo di fermarne le metastasi. In tal proposito Carmit Levy, principale autrice dello studio in questione, ha, infine, dichiarato: "È un passo importante sulla strada per un completo rimedio al più mortale cancro della pelle. Confidiamo che i nostri risultati ci aiutino a trasformare il melanoma in una malattia non minacciosa e facilmente curabile".


martedì 23 agosto 2016

MEGADETH: Costretti a cancellare uno show in Paraguay a causa di disordini; feriti alcuni uomini della security e fan.


In questi giorni i Megadeth sono stati costretti a cancellare lo show previsto per lo scorso 20 Agosto al Jockey Club del Paraguay, a causa di alcuni gravi motivi di ordine pubblico e della pericolosa situazione venutasi a creare sul luogo dell'evento che hanno causato addirittura alcuni feriti tra gli uomini della security e gli stessi fan. In pratica, secondo quanto riportato da alcune fonti, centinaia di fan avrebbero caricato ed abbattuto le barriere protettive sotto il palco e si sono date ad un fuggi-fuggi che ha causato diversi feriti, tra cui 2 membri della sicurezza feriti da pezzi di vetro lanciati tra la folla. Al riguardo Dave Mustaine, frontman dei Megadeth, ha affidato la sua reazione a Twitter, dove ha pubblicato diversi tweet nei quali si può leggere: «Caro Paraguay, dopo che tutte e 3 le barriere sono state abbattute e che centinaia di fan hanno travolto 3 guardie della security, quasi uccidendo una donna, siamo spiacenti di dover annullare lo show. Per favore, cercate di capire che la vostra sicurezza è tanto importante quanto la nostra, e, dopo che i membri della sicurezza sono andati nel pit, qualcuno è anche riuscito a raggiungere il palco ed è stata lanciata una bottiglia. Vi faremo sapere quando potremo riprogrammare il concerto. Lo siento. Tutto ciò è fuori dalla nostra portata e quando torneremo, lo faremo in una diversa venue, security e promoter. Di nuovo, lo siento mucho". Mentre in un ultimo tweet il cantante ha pubblicato anche una foto di una delle barricate sfondate dai fan, scrivendo: «Barricata tenuta da una corda ad Asuncion. Due membri della crew colpiti da schegge di vetro gettate da parte di persone nel pubblico. Deluso». Comunque sia anche durante lo show tenutosi giorni fa in Colombia si erano verificate circostanze che avevano messo a repentaglio la sicurezza dei Megadeth e dei presenti: tra questi, la vendita di alcolici in bottiglie di vetro, che alcuni spettatori lanciavano sul palco.


Di seguito i suddetti tweet:



lunedì 22 agosto 2016

La Cina starebbe pensando ad una stretta legale sullo streaming dal vivo.


Quest'estate 2016 è stata senza dubbio caratterizzata anche dai video in streaming dal vivo, (dalle dirette su Facebook, ad un "incontro" con i propri fan tramite Periscope o di un evento live su YouTube): una tendenza che si è diffusa molto rapidamente in tutto il mondo soprattutto grazie alla versatilità con cui lo smartphone può "trasformarsi" in una finestra sulla propria vita, anche in quei luoghi dove i più grandi portali Social occidentali non esistono o che, comunque, rimangono fortemente limitati; come nel caso della Cina, (Paese della censura per eccellenza), dove negli ultimi mesi sono nate numerosissime piattaforme per lo streaming real time. Tuttavia a quanto pare adesso il governo cinese centrale, (data proprio l'esplosione di questo fenomeno), starebbe pensando ad una stretta legale su questa attività. In pratica nel territorio cinese ci sono circa 80 piattaforme che permettono agli utenti, in particolare ai più giovani, di trasmettere immagini dal vivo: una novità che non solo ha modificato le modalità di comunicazione locali, permettendo a chiunque di approfittare del seguito di una piccola audience, ma anche di incentivare qualche personaggio ormai di culto, webstar universalmente riconosciute nel Paese. Ad ogni modo, secondo quanto riportato dal People's Daily in questi giorni, la CAC, (ossia la Cyberspace Administration of China), avrebbe intenzione di "staccarne la spina" tramite delle norme legali particolarmente stringenti, molto probabilmente a causa della natura di questo mezzo. Inoltre con l'intento di "rafforzare la valutazione della sicurezza su nuovi prodotti come le trasmissioni dal vivo", la CAC starebbe pensando a nuovi strumenti di monitoraggio da estendere sulle 24 ore, rispondendo così alle preoccupazioni emerse dal Ministero della Cultura cinese la scorsa primavera. Infatti lo scorso Aprile le autorità avevano espresso sconcerto per l'eventualità che le piattaforme dal vivo potessero "danneggiare la moralità sociale", anche ospitando contenuti formalmente vietati oppure tramite pornografia ed altri spettacoli vagamente sexy: intento che qualche settimane fa ha portato Papi Jiang, una delle più famose webstar cinesi, a chiedere pubblicamente scusa ed a promettere di "correggere se stessa" a seguito dei richiami governativi per il suo linguaggio apparentemente colorito. Tuttavia non è finita qui, poiché ci sarebbe un'altra questione che avrebbe sollevato dubbi da parte delle autorità: quella della monetizzazione dei filmati. Difatti a differenza dei classici live su Facebook e Twitter nel resto nel mondo, (del tutto gratuiti sia per l'utente in onda che per gli spettatori), le piattaforme cinesi propongono delle ricompense ad incentivi. In sostanza gli utenti hanno la possibilità di donare denaro, (sotto forma di "gift"), alla webstar da loro preferita. Si tratta di somme che vengono poi divise tra il destinatario e la piattaforma stessa, secondo un cosiddetto modello di revenue sharing: stando a quanto riportato dalla BBC, personaggi pubblici online, come Xia Keke, (una ventiduenne asiatica), riuscirebbero a guadagnare da questa attività anche fino a 700.000 dollari l'anno. Comunque sia, sempre stando a quanto ha riportato la testata inglese, lo scorso Maggio le autorità cinesi hanno, infine, vietato mangiare banane davanti alla webcam, poiché considerata "azione troppo seducente".


domenica 21 agosto 2016

Scoperto che latte e latticini possono aiutare a combattere il sovrappeso da bambini.


A quanto pare una tazza di latte, uno yogurt ed un pezzetto di formaggio aiutano i bambini a restare in forma e non diventare obesi negli anni successivi: contrariamente ai timori di molti, infatti, i latticini sembrerebbero essere alleati nel combattere il sovrappeso, che riguarda ormai anche bambini e ragazzi. O almeno questa è la conclusione a cui è arrivata l'analisi di 10 studi sulla correlazione fra latticini e peso corporeo pubblicata di recente sull'European Journal of Clinical Nutrition. In pratica, valutando i dati di oltre 46.000 tra bambini ed adolescenti, (seguiti in diversi Paesi per una media di 3 anni), gli autori della suddetta analisi hanno scoperto che consumare regolarmente latte e derivati riduce del 38% il rischio di sovrappeso o obesità negli anni seguenti. Inoltre per ogni porzione in più il pericolo diminuisce del 13% ed i bambini che mangiano latticini in abbondanza hanno anche un po' meno grasso corporeo degli altri. Tuttavia c'è da dire che i latticini sono più volte stati etichettati come prodotti da bandire nelle diete perché troppo ricchi di grassi: sul latte, in particolare, la discussione va avanti da anni in quanto secondo alcuni è ritenuto addirittura un cibo non adatto all'alimentazione umana. Ad ogni modo al riguardo Ka He, epidemiologo nutrizionista dell'Indiana University Bloomington, nonché principale autore dell'analisi in questione, ha spiegato: "Il meccanismo preciso dell'effetto anti-obesità non è ancora noto, ma il calcio e le proteine di cui i latticini sono ricchi potrebbero avere un ruolo decisivo. Il calcio, per esempio, regola la composizione corporea riducendo la lipogenesi e favorendo allo stesso tempo la lipolisi. Inoltre interferisce con l'assorbimento dei grassi nell'intestino, diminuendo l'introito energetico complessivo. Le proteine, oltre ad aumentare la spesa energetica basale, favoriscono la sazietà riducendo il senso di fame, in più contribuiscono a preservare una buona massa magra. Nei latticini poi troviamo molti nutrienti utilissimi nell'infanzia e nell'adolescenza, fondamentali, ad esempio, per costruire una giusta massa ossea, come la vitamina D ed il potassio. Si tratta perciò di cibi da non eliminare, ma anzi portare in tavola con regolarità". Non a caso durante l'infanzia le raccomandazioni nutrizionali dei pediatri prevedono 2 porzioni al giorno da 125 grammi di latte o yogurt e nell'adolescenza si può salire a 3 perché si tratta del periodo in cui si costruisce maggiormente la "riserva" ossea per il futuro; mentre i formaggi andrebbero mangiati 2 volte alla settimana da bambini, e crescendo si può arrivare a 3-4 volte perché anche da adulti consumare latte e derivati si associa ad una buona salute. Tra l'altro, stando ad uno studio svedese pubblicato sull'American Journal of Clinical Nutrition e condotto su oltre 19.000 donne dai 40 ai 55 anni, introdurre almeno una porzione di latticini al giorno significa ridurre del 30% la probabilità di sovrappeso all'inizio della menopausa. Ma non è tutto; difatti non mancano di certo la conferme dell'importanza dei latticini anche negli uomini adulti: secondo un'indagine francese effettuata su 960 maschi over 45, (seguiti in media per 15 anni e valutati nelle loro abitudini alimentari), latticini, verdure e cereali sono i cibi che più allungano la vita. Per esempio, i ricercatori francesi hanno scoperto che chi era solito bere più latte registrava un rischio di mortalità per tutte le cause del 39% inferiore rispetto a chi ne assumeva di meno; un risultato simile a quello ottenuto con le verdure, (dove la probabilità si riduceva del 32%), e con il consumo quotidiano di cereali, (dove si registrava un rischi minore del 43%). Quindi in conclusione, i latticini, (compresi yogurt e formaggio; anch'essi legati ad una riduzione della mortalità), se assunti con moderazione possono essere utili alla salute per tutto l'arco della vita.


sabato 20 agosto 2016

Osservato l'intero ciclo di vita di una nova.

Illustrazione artistica di una nova durante il "furto" di gas e l'esplosione.

In questi giorni un team di astronomi polacchi dell'Università di Varsavia è riuscito a catturare le rare immagini di una stella prima, durante e dopo la cosiddetta fase di "nova classica", ovvero quell'esplosione nucleare che interessa un sistema di stelle binarie, dove una nana bianca sottrae materia alla compagna fino ad esplodere. In pratica le osservazioni in questione, compiute grazie ad uno dei 5 telescopi dell'Osservatorio di Las Campanas in Cile, (ovvero il Telescopio polacco Warsaw), nell'ambito di un progetto denominato Optical Gravitational Lensing Experiment, (noto anche con la sigla OGLE), ed originariamente orientate allo studio della materia oscura, riguardano 2 particolari stelle binarie situate a 23.000 anni luce dalla Terra, nel cielo meridionale in direzione della Costellazione del Centauro. In sostanza generalmente queste esplosioni catturano l'attenzione degli scienziati quando sono all'apice della loro brillantezza, (che in questo caso si è verificata nel 2009): non capita spesso che se ne possa osservare l'intera evoluzione. Si tratta di eventi che, come già anticipato, si verificano solo quando una nana bianca, (ossia quello che rimane di una stella simile al Sole), si trova in orbita stretta con un'altra stella attiva: a causa della propria gravità, il compatto e densissimo oggetto celeste cattura gas e materiali stellari dalla sua "vicina", accumulandoli sulla propria superficie fino ad innescare una reazione termonucleare esplosiva. Tuttavia a differenza di quanto accade con le supernovae di tipo Ia, (le cui esplosioni lasciano dietro di loro solo detriti stellari), la nova classica spazza via il materiale extra accumulato, fatta eccezione della nana bianca; motivo per il quale il ciclo può ripartire, anche se questi eventi si ripetono ogni 10.000-1 milione di anni. Ad ogni modo le nuove osservazioni hanno permesso di notare che, prima dell'esplosione, il trasferimento di massa da una stella all'altra risulta essere molto basso ed instabile, per poi farsi man mano più regolare e consistente. Il che potrebbe rappresentare la conferma di un modello già ipotizzato in passato per le novae, vale a dire quello dell'ibernazione: in base a questa teoria, nei lunghi periodi tra un'esplosione e l'altra la nana bianca attraversa una fase di quiete, in cui smette di sottrarre materiale dalla sua "vicina". In altre parole, a ridosso dell'esplosione la stella inizia a sottrarre gas in maniera sottile ed irregolare, mentre appena dopo di essa, il "furto" diviene più consistente e considerevole. Comunque sia, sebbene non tutti siano d'accordo con queste conclusioni, i dati raccolti consentiranno in futuro di vederci più chiaro.

Di seguito le fasi del ciclo di vita della nova osservata:
http://www.trbimg.com/img-57b62231/turbine/la-sci-sn-white-dwarf-nova-20160817-snap



venerdì 19 agosto 2016

Facebook annuncia una partnership con Unity e sfida Steam.


In questi giorni Facebook ed Unity Technology hanno annunciato una partnership strategica che permetterà agli sviluppatori di raggiungere i milioni di giocatori sul popolare Social Network. Difatti nella build alpha di Unity 5.4 è stata introdotta anche una funzionalità che permetterà l'esportazione e la pubblicazione dei giochi, appunto, su Facebook e su una nuova piattaforma per Pc, attualmente in sviluppo e che rappresenterà l'evoluzione dell'attuale applicazione "Facebook Games Arcade", (la quale è stata rilasciata lo scorso Maggio in versione beta). In pratica il supporto per Facebook è stato aggiunto all'interno di Unity Editor ed al momento può essere utilizzato solamente da un numero limitato di sviluppatori che hanno precedentemente chiesto di partecipare ai test, utilizzando l'apposito form pubblicato sul Social Network in Blu, il quale consentirà l'accesso alla build alpha in questione fino al prossimo 31 Agosto. Ad ogni modo in questo modo gli sviluppatori avranno la possibilità di incrementare i loro profitti, soprattutto grazie all'enorme numero di utenti, (ossia oltre 650 milioni), che giocano ogni mese su Facebook. Tra l'altro, come già anticipato, il Social Network in Blu aveva annunciato una piattaforma desktop, (denominata, appunto, Games Arcade), la quale adesso è stata definita come "nuova piattaforma di gioco per Pc". Tuttavia, anche se al momento Facebook non ha condiviso particolati informazioni sulla piattaforma desktop, a quanto pare il sito TechCrunch ha ottenuto alcuni interessanti dettagli: l'applicazione in questione sarà compatibile con diversi sistemi operativi, (non solo con Windows), ed avrà un'interfaccia chiara, senza nessuna funzionalità del Social Network, come il news feed. Comunque sia sembra anche che oltre ai tradizionali "casual game" disponibili su Facebook, la piattaforma supporterà anche titoli "importati" da iOS ed Android; mentre in un secondo momento molto probabilmente verrà aggiunto anche il supporto agli "hardcore game" e quindi Facebook potrebbe, infine, diventare un diretto concorrente del tanto amato Steam.


METALLICA: Svelati il titolo, la tracklist, l'artwork e la data di uscita del tanto atteso nuovo album.


Dopo anni di interviste ed aggiornamenti vari, i Metallica hanno finalmente svelato il titolo, la tracklist, l'artwork, la data di uscita e diversi altri dettagli, (compreso un primo singolo con tanto di videoclip ufficiale della durata di circa 3 minuti), sul loro attesissimo nuovo album in studio. In pratica si intitolerà "Hardwired... To Self-Distruct", sarà pubblicato tramite l'etichetta indipendente della band "Blackened Recordings" il prossimo 18 Novembre, (già in pre-ordine sul sito ufficiale dei Metallica), e sarà composto da ben 2 CD, entrambi contenenti 6 brani, per un totale di 12 brani e quasi 80 minuti di musica. Inoltre questo nuovo album, che, come già noto da tempo, è stato prodotto da Greg Fidelman insieme a James Hetfield e Lars Ulrich, sarà disponibile anche in una versione deluxe, con in aggiunta un 3° CD, contenente tra i 14 brani anche "Lords Of Summer"; brano presentato 2 anni fa durante un live a Bogotá

Di seguito la tracklist:
Disco Uno:

01. Hardwired
02. Atlas, Rise!
03. Now That We're Dead
04. Moth Into Flame
05. Am I Savage?
06. Halo On Fire

Disco Due:

01. Confusion
02. Dream No More
03. ManUNkind
04. Here Comes Revenge
05. Murder One
06. Spit Out The Bone

Disco Tre, (Deluxe Edition):

01. Lords Of Summer
02. Riff Charge, (Riff Origins)
03. N.W.O.B.H.M. A.T.M., (Riff Origins)
04. Tin Shot, (Riff Origins)
05. Plow, (Riff Origins)
06. Sawblade, (Riff Origins)
07. RIP, (Riff Origins)
08. Lima, (Riff Origins)
09. 91, (Riff Origins)
10. MTO, (Riff Origins)
11. RL72, (Riff Origins)
12. Frankenstein, (Riff Origins)
13. CHI, (Riff Origins)
14. X Dust, (Riff Origins)


...l'artwork:
 https://up-1.cdn-fullscreendirect.com/production/photos/7549/original/20160818_193928_7549_939483.jpeg
...ed il video del primo singolo "Hardwired":

*(Aggiornamento del 15/09/2016): I Metallica hanno annunciato di aver completato il nuovo album, "Hardwired…To Self Destruct", e di aver apportato alcune modifiche alla versione deluxe del disco. Difatti al posto delle varie tracce "Riff Origins" inizialmente previste, la band ha deciso di includere le versioni rimasterizzate di "Ronnie Rising", il tributo a Ronnie James Dio originariamente presente sul disco "Ronnie James Dio - This Is Your Life", la cover di "When a Blind Man Cries" dei Deep Purple, quella di "Remember Tomorrow" degli Iron Maiden ed il live registrato al negozio di dischi Rasputin di Berkeley in occasione del Record Store Day 2016.

*(Aggiornamento del 26/09/2016): Come si sospettava da alcuni giorni, questa mattina, (ora americana), durante lo show del noto conduttore radiofonico newyorkese Howard Stern, i Metallica hanno rilasciato in anteprima mondiale un secondo brano che farà parte del nuovo album, "Hardwired…To Self Destruct", intitolato "Moth Into Flame", con tanto di video ufficiale, visibile di seguito:




giovedì 18 agosto 2016

Scoperto nel cervello "l'interruttore della generosità".


A quanto pare alcuni ricercatori dell'Università di Oxford e dell'University College London, (nota anche con la sigla UCL), sono riusciti ad identificare la regione del cervello che controlla la generosità, la quale risulta essere più attiva nelle persone empatiche ed altruiste e si "accende" quando si cerca un modo per aiutare il prossimo. In pratica si tratta di una scoperta, (pubblicata in questi giorni sulla rivista PNAS), importante per comprendere alcune malattie psichiatriche caratterizzate da un comportamento fortemente antisociale. Difatti al riguardo Patricia Lockwood, principale autrice dello studio, ha spiegato: "I comportamenti prosociali finalizzati ad aiutare il prossimo sono fondamentali per le interazioni umane, per creare legami sociali e coesione, ma finora sapevamo poco su come e perché nascessero. Sebbene le persone abbiano una forte inclinazione ad avere comportamenti prosociali ci sono notevoli differenze da individuo ad individuo. L'empatia, cioè la capacità di mettersi nei panni degli altri per capire il loro punto di vista, è stato più volte indicato come il motore dei comportamenti prosociali, ma noi volevamo capire come e perché le due cose fossero collegate". In sostanza per fare luce sulla questione, i ricercatori inglesi hanno usato la risonanza magnetica per monitorare l'attività del cervello di un gruppo di volontari a cui era stato chiesto di eseguire un test che consisteva nell'individuare dei simboli che potessero comportare una gratificazione, per sé stessi oppure per gli altri. In tal proposito la stessa Patricia Lockwood ha, infine, concluso facendo sapere: "Una specifica parte del cervello, chiamata corteccia cingolata subgenuale anteriore, è risultata essere l'unica regione attivata quando si impara ad aiutare gli altri. Ad ogni modo questa regione cerebrale non è ugualmente attiva in tutte le persone. I soggetti che si definiscono più empatici sono quelli che apprendono più velocemente il modo per aiutare gli altri: inoltre mostrano una più intensa attività dei neuroni della corteccia cingolata subgenuale anteriore mentre fanno del bene al prossimo''.


mercoledì 17 agosto 2016

ARC, il gene con un ruolo chiave nella schizofrenia.


Come noto, la schizofrenia è una malattia psichiatrica multifattoriale in cui la componente genetica gioca un ruolo piuttosto importante, (cosa dimostrata anche dai dati di familiarità della malattia), che colpisce un individuo su 100, ossia circa 24 milioni di persone nel mondo, (di cui circa 300.000 in Italia). Entrando un po' più nei particolari, la malattia in questione ha una manifestazione clinica abbastanza eterogenea: i sintomi comprendono allucinazioni, deliri, discorsi e comportamenti sconnessi, ma anche deficit cognitivi; anche se variano da paziente a paziente, così come la risposta ai farmaci. Quindi nel complesso la schizofrenia è una di quelle malattie a maggior impatto sulla vita del paziente e dei suoi familiari e, (solo in Italia), i costi diretti ed indiretti sono stimati sui 3,2 miliardi di euro. Ad ogni modo, come già scoperto in passato, i geni associati a questa malattia sono oltre 100, alcuni dei quali sono coinvolti nella sintesi e nel rilascio della dopamina, vale a dire un neurotrasmettitore la cui inibizione ad opera di alcuni farmaci migliora i sintomi della patologia. Tuttavia un nuovo studio, pubblicato di recente sulla rivista Cell Reports e condotto su modello animale da un team di scienziati dell'Istituto Italiano di Tecnologia, (conosciuto anche con la sigla IIT), in collaborazione con alcuni ricercatori dei National Institutes of Health, (o NIH), dell'Università degli Studi di Padova e dell'Università degli Studi di Cagliari, ha mostrato il ruolo chiave di un particolare gene, chiamato ARC, (acronimo di Activity-Regulated Cytoskeletal-associated postsynaptic signaling complex), nell'insorgenza dei sintomi comportamentali e delle caratteristiche fisiologiche della schizofrenia. In pratica gli autori del suddetto studio, coordinati da Francesco Papaleo dell'IIT, hanno osservato che nei topi la diminuzione dell'espressione del gene ARC causava le anomalie tipiche della patologia, quali, appunto, deficit cognitivi selettivi, disfunzioni sociali, perdita di alcune abilità senso-motorie ed ipersensibilità a farmaci stimolanti, (come, ad esempio, le anfetamine). Tra l'altro i ricercatori hanno anche visto che l'ARC, (gene coinvolto normalmente nella formazione e comunicazione delle sinapsi del cervello, ovvero la cosiddetta "plasticità cerebrale"), regola il sistema dopaminergico cerebrale: la soppressione del gene in questione causa, infatti, una riduzione dei livelli di dopamina nella corteccia prefrontale; mentre un suo eccesso nel tessuto dello striato, (formato dai due nuclei profondi del cervello, il nucleo caudato ed il putamen), genera uno squilibrio analogo a quello che si riscontra nel cervello dei pazienti affetti da schizofrenia e che, si pensa, possa essere collegato ai disturbi comportamentali tipici della patologia. Comunque sia durante il suddetto studio trattamenti diretti alle aree cerebrali interessate dalle alterazioni hanno portato gli animali al recupero delle funzioni perdute: stimolatori di dopamina nella corteccia prefrontale hanno normalizzato le facoltà cognitive ed inibitori di dopamina nel tessuto striatale hanno restituito le funzioni senso-motorie. Insomma, si tratta di una buona notizia, considerando che arrivare alla conoscenza dei meccanismi biologici della malattia permetterebbe di sviluppare test genetici per la diagnosi precoce e di terapie farmacologie personalizzate, la cui somministrazione in situ potrebbe essere, infine, affidata a nanoparticelle ingegnerizzate, con una conseguente riduzione del dosaggio e degli effetti collaterali.


martedì 16 agosto 2016

CVE-2016-5696, il bug Linux che mette a rischio circa 1,4 miliardi di dispositivi Android.


A quanto pare non c'è pace per gli utenti Android che, dopo QuadRooter, (le 4 vulnerabilità che minacciano oltre 900 milioni di dispositivi), adesso se la devono vedere con un nuovo bug. In pratica a darne annuncio sono stati in questi giorni gli esperti di sicurezza di Lookout, i quali hanno spiegato di aver fatto una scoperta abbastanza clamorosa in quanto questa vulnerabilità colpisce una fetta molto ampia degli utenti Android di tutto mondo. In sostanza si tratta di un bug relativo al kernel linux 3.6 e che risulta essere presente anche in Android dalla versione 4.4 KitKat in poi, (compresa la recentissima beta di Android Nougat); il che significa che tale falla colpisce circa l'80% di tutta l'utenza Android, (equivalenti a circa 1,4 miliardi di dispositivi). Ad ogni modo entrando un po' più nel dettaglio il bug in questione, noto con il nome in codice CVE-2016-5696, permette ad un malintenzionato di introdursi in una connessione non criptata e far eseguire del codice malevolo all'interno del despositivo, senza che l'utente se ne accorga. Al riguardo il sito Ars Technica ha riportato un esempio di come questo attacco potrebbe essere utilizzato nei confronti degli utenti Android: una volta intercettata una connessione non criptata con un qualsiasi servizio su Internet si può eseguire un popup fasullo che richiede un nuovo accesso ad un servizio generico, (e-mail, Social Network, PayPal, ecc…); insomma, quello che in gergo si chiama phishing. Per di più la stessa cosa potrebbe essere fatta anche all'interno del browser o tramite un client di posta; mentre se la connessione risulta essere criptata il malintenzionato potrebbe comunque interromperla. In ogni caso dal canto suo Google ha risposto ad una richiesta di commenti chiarendo che il bug in questione non riguarda solo Android, ma Linux in generale, e che i suoi ingegneri sono attualmente al lavoro per sistemarlo; anche se la questione non ha massima priorità. Si tratta di una decisone che molto probabilmente è dettata dal fatto che risulta difficile che il bug CVE-2016-5696 possa essere sfruttato su larga scala: ci vogliono circa 10 secondi per testare se 2 client sono connessi ed altri 45 secondi circa per inviare il codice malevolo nel traffico originale. Quindi, considerando che si deve conoscere, (o quanto meno prevedere), l'esistenza di una certa connessione ed il tempo necessario ad eseguirlo, è un attacco che solo gli utenti con profili più "sensibili", (ossia politica, governo, militari, ecc…), rischiano in modo concreto; in altre parole il pericolo per gli utenti Android sarebbe moderato e non critico o elevato, come in altri casi. Tuttavia andrebbe ricordato che in generale chi vuole rubare dati ha molto tempo libero, quindi, in attesa di una correzione in una delle prossime patch mensili di Google, bisognerebbe sempre far attenzione a siti o messaggi sospetti. Anche se c'è da dire che molti dispositivi potrebbero non ricevere mai alcuna patch in quanto ormai abbandonati dai rispettivi produttori; motivo per il quale, secondo alcuni, la soluzione per proteggersi da questa vulnerabilità sarebbe alquanto drastica: usare una VPN oppure connettersi solo a servizi e siti che utilizzano connessioni criptate.