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lunedì 31 ottobre 2016

Twitter rilascia per errore la funzione "Muted Words".


Dopo aver annunciato la chiusura definitiva di Vine, il licenziamento del 9% dei dipendenti, ed il non conteggio degli username nei tweet, in questi giorni Twitter ha rilasciato per errore una nuova funzionalità denominata "Muted Words". In pratica, come noto da tempo, il Social Network dai 140 caratteri è costantemente alla ricerca di nuove soluzioni che possano migliorare la sua usabilità ed appeal ma a quanto pare questa volta qualcosa deve essere andato storto perché la nuova opzione in questione che, come di consueto, doveva essere resa disponibile solo per un ristretto numero di utenze, è stata rilasciata pubblicamente: dopo un paio di ore Twitter si è accorto dell'errore ed ha disattivato questa novità. In sostanza si tratta di una nuova funzione abbastanza interessante in quanto, come fa ben intuire il nome, permetterà agli utenti di bloccare e di nascondere tutti quei tweet che contengono predeterminate parole chiave. Inoltre, come è stato possibile verificare nel breve periodo in cui questa nuova funzione è stata disponibile per tutti, l'opzione "Muted Words" sarà accessibile dal menù "Notifiche" all'interno delle "Impostazioni" dell'applicazione ufficiali di Twitter. Tra l'altro una volta attivata, gli utenti potranno creare una sorta di "back list" di termini che non vogliono visualizzare all'interno della loro timeline. Ad ogni modo sembra proprio che quest'opzione potrebbe essere legata alla battaglia che Twitter sta conducendo contro gli abusi ed alle molestie al suo interno. Infatti, come noto, sul Social Network dai 140 caratteri, (ma anche su molti altri Social Network), alcuni iscritti purtroppo prendono volgarmente di mira gli altri sbeffeggiandoli, insultandoli e molestandoli di continuo: si tratta di una tendenza combattuta senza sosta. In questo scenario la funzionalità "Muted Words" potrebbe rappresentare una sorta di filtro che le persone potranno inserire per bloccare tutti quei messaggi di altri utenti che includono contenuti molto discutibili. Comunque sia per il momento non è ben chiaro se e quando questa nuova funzionalità sarà resa pubblicamente per tutti.

Di seguito un esempio di tale funzione:



domenica 30 ottobre 2016

BEATLES: Ritrovata una lettera di protesta che John Lennon indirizzò alla Regina Elisabetta.


Secondo quanto ha riportato in questi giorni la CNN, la bozza di una lettera che John Lennon indirizzò alla Regina Elisabetta per restituire la medaglia da Baronetto ricevuta, assieme agli altri membri dei Beatles, nell'Ottobre 1965 dall'Eccellentissimo Ordine dell'Impero Britannico, (noto anche con la sigla MBE), è stata ritrovata di recente dentro il rivestimento interno di un 45 giri di Love Me Do che un uomo, (che ha preferito rimanere anonimo), aveva comprato 20 anni fa come parte della sua collezione per 10£ e passati alcuni anni aveva "archiviato" nel suo attico. In pratica si tratta di una copia autentica, firmata dal musicista e che adesso ha un valore stimato a 60.000£, (equivalenti a 72.000$); anche se non è del tutto chiaro se il proprietario sia intenzionato a venderla. Ad ogni modo, come già spiegato, nella lettera in questione John Lennon aveva fatto sapere in modo serio ma vagamente ironico quali erano le motivazioni dietro al suo gesto, scrivendo: «Sto restituendo questo MBE in segno di protesta contro il coinvolgimento bellico del Regno Unito nella cosa Nigeria-Biafra, contro il nostro supporto all'America in Vietnam e contro lo scivolone in classifica di Cold Turkey». Ed ha poi firmato la lettera con le parole "John Lennon of Bag", facendo riferimento al "Bagism", un termine coniato assieme alla moglie, Yōko Ono, durante la loro campagna di pace alla fine degli anni '60, il cui obiettivo era quello di abbattere gli stereotipi ed eliminare pregiudizi. Comunque sia lo scorso Mercoledì il proprietario ha portato questa lettera, (scoperta esattamente 51 anni dal giorno in cui i Fab Four hanno ricevuto il suddetto premio), alla mostra "The Beatles Story" di Liverpool. Al riguardo Darren Julien, esperto di cimeli musicali, ha, infine, dichiarato: "Si può vedere chiaramente che la firma di questa lettera è stata macchiata. La mia teoria è che John Lennon non abbia inviato questa bozza a causa dell'inchiostro sbavato. Se si scrive alla Regina, si desidera che la lettera appaia piuttosto perfetta, non si vuole che l'inchiostro sia sbavato. Ciò suggerisce che il cantante abbia scritto una seconda versione della lettera, che è stata quella effettivamente inviata alla Regina".

Di seguito alcune immagini:
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sabato 29 ottobre 2016

Scoperto che l'inquinamento dell'aria può causare danni ai vasi sanguigni.


In passato molti studi epidemiologici hanno sottolineato il legame tra inquinamento e riduzione delle capacità polmonari, ma a quanto pare l'esposizione alle polveri sottili può essere associata anche ad infiammazioni e danni ai vasi sanguigni nei giovani adulti. O almeno questo è quanto ha dimostrato di recente uno studio, condotto da un team di ricercatori dell'Università del Michigan e pubblicato sulla rivista Circulation Research, il quale punta ad approfondire il contributo dell'inquinamento atmosferico alle malattie cardiovascolari. In pratica gli scienziati, guidati da Robert D. Brook, hanno preso in esame il particolato fine, (noto anche con la sigla PM 2.5), cioè le microscopiche particelle di inquinanti emesse da automobili e fabbriche, centrali elettriche ed incendi. Inoltre hanno analizzato un campione di 25 giovani adulti sani e non fumatori, che nell'arco di 3 anni si sono prestati in nome della scienza ad inalare aria con un alto contenuto di particelle fini ed ozono: ogni soggetto è stato sottoposto a 2 sessioni, inalando sia dell'aria inquinata che dell'aria depurata. Tra l'altro utilizzando gli ultrasuoni, i ricercatori statunitensi hanno misurato l'arteria brachiale, (ossia quella che porta il sangue dalla spalla al gomito), di ogni persona prima e dopo un'esposizione di 2 ore. Così facendo gli scienziati hanno scoperto che l'esposizione periodica al particolato è associata ad alcuni cambiamenti anomali nel sangue, corrispondenti a marcatori per malattie cardiovascolari: all'aumentare dell'esposizione alle polveri sottili, ad esempio, sono risultati in aumento i livelli di proteine che inibiscono la crescita dei vasi sanguigni e che ne indicano l'infiammazione. Per di più i ricercatori hanno riscontrato che le arterie dei volontari si erano ristrette sensibilmente, dal 2 al 4% della loro sezione, in risposta all'inalazione di aria inquinata, ma non avevano subito alterazioni in seguito all'inalazione dell'aria depurata. Al riguardo lo stesso Robert D. Brook ha commentato: "Il grado di restrizione riscontrato, benché misurabile, è comunque ridotto e non sufficiente per provocare problemi di salute ad un individuo. Inoltre queste scoperte suggeriscono una possibile causa del perché il tasso di morte per infarto ed altre malattie cardiovascolari cresce con l'esposizione all'aria inquinata, ma solo nel caso di persone con precedenti problemi di cuore e del sistema circolatorio". Tuttavia a causa delle dimensioni ridotte dello studio, non si può parlare di risultati definitivi, e gli scienziati avvertono che occorrono ulteriori ricerche per capire a fondo il meccanismo responsabile degli effetti negativi dell'inquinamento dell'aria sui vasi sanguigni. In tal proposito lo studioso ha, infine, concluso spiegando: "I risultati sono una chiara dimostrazione che le concentrazioni abbastanza elevate di inquinamento, come quelle spesso riscontrabili nei centri urbani, influiscono negativamente sulla salute delle persone. Oltretutto lo studio suggerisce che vivere in un ambiente inquinato potrebbe favorire lo sviluppo di pressione alta, malattie cardiache ed ictus in modo più pervasivo di quanto ritenuto finora. Anche se sappiamo da tempo che l'inquinamento atmosferico può portare ad infarti ed ictus in soggetti ad alto rischio, il fatto che possa colpire anche individui apparentemente sani indica che l'inquinamento è una fonte di preoccupazione non solo per i malati e gli anziani, ma per tutti".


venerdì 28 ottobre 2016

Slaps and Beans, il gioco di Bud Spencer e Terence Hill.


Si intitola "Slaps and Beans", (che tradotto suona come "Schiaffi e Fagioli") e si tratta del primo gioco ufficiale dedicato ad una delle coppie più amate del cinema italiano: Carlo Pedersoli e Mario Girotti, in arte Bud Spencer e Terence Hill. In pratica trattasi di un progetto realizzato dal Trinity Team, (in collaborazione con il sito ufficiale dedicato al grande Bud Spencer, scomparso purtroppo lo scorso 27 Giugno), e che in questi giorni ha fatto il suo esordio su Kickstarter, la popolare piattaforma di crowdfunding, con l'obiettivo di raccogliere i fondi destinati alla realizzazione: gli sviluppatori  puntano al traguardo dei 130.000 € in 45 giorni ed al momento è stata raggiunta e superata la soglia dei 22.000 €. Inoltre chi lo desidera può contribuire a tale progetto con un'offerta minima pari a 5 €, mentre con una spesa di 15 € o superiore si riceverà una copia digitale del titolo non appena disponibile: l'attesa però non sarà tanto breve in quanto il lancio è previsto per il Dicembre 2017. Ad ogni modo un po' di tempo fa il Trinity Team aveva già presentato una demo, (ancora disponibile sul sito di Schiaffi & Fagioli; nome originale dell'esperimento), ma adesso il progetto, con una grafica leggermente rivista, è reale e potrebbe diventare un gioco a tutti gli effetti: un picchiaduro a scorrimento con una trama ispirata ai principali film della coppia, una grafica in stile pixel art ispirata ai picchiaduro degli anni '80, (come Double Dragon, Golden Axe e compagnia bella), una modalità cooperativa per giocare insieme ai propri amici e mini-game inclusi nel titolo, tra cui uno basato su "birra e salsicce" ed uno basato sulla guida della mitologica Dune Buggy rossa con tettuccio giallo dell'indimenticabile "...altrimenti ci arrabbiamo!". Difatti il gameplay prevederà ovviamente la possibilità di giocare in due, controllando Bud e Terence, anche per risolvere qualche veloce alcuni enigmi ambientale, superando gli ostacoli grazie alle differenti prerogative dei due. Tra l'altro il team di sviluppo ha assicurato che, all'eventuale raggiungimento dell'obiettivo fissato durante la campagna, acquisirà le licenze necessarie per includere nella colonna sonora del gioco i brani originali dei film, (tra le quali quelle di Oliver Onions, Franco Micalizzi e dei fratelli La Bionda). Comunque sia le piattaforme interessate saranno in un primo momento Windows, Mac e Linux, ma non è, infine, da escludere la possibilità che Slaps and Beans possa arrivare anche su PlayStation 4 ed Xbox One, così come su Android ed iOS

Di seguito alcune immagini:
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... ed il trailer di presentazione, (con alcune sequenze di gameplay):



giovedì 27 ottobre 2016

Twitter chiuderà Vine, licenzierà il 9% dei dipendenti e non conteggerà gli username nei tweet.


L'indiscrezione diffusa qualche giorno fa dalla redazione di Bloomberg di recente è stata confermata ufficialmente da Twitter: i vertici del Social Network dai 140 caratteri hanno annunciato la decisione di licenziare il 9% dei dipendenti, (equivalenti a circa 300 posti di lavoro), molti dei quali legati al settore vendite. In sostanza la notizia è arrivata in occasione della presentazione dei risultati del terzo trimestre 2016 che vedono l'azienda amministrata da Jack Dorsey chiudere in perdita di ben 102 milioni di dollari. In sostanza per entrare un po' più nei particolari in questo arco di tempo il Social Network dai 140 caratteri ha visto un incremento del numero di utenti attivi pari al 3%, raggiungendo così 317 milioni di unità, le entrate pubblicitarie, in crescita del 6%, hanno raggiunto i 545 milioni di dollari, mentre i ricavi sono avanzati dell'8% arrivando a 616 milioni di dollari. Ad ogni modo nonostante i ricavi e la crescita del numero di utenti superiori alle attese, l'amministratore delegato di Twitter ha annunciato una ristrutturazione al fine di assicurare una crescita di lungo periodo. Difatti al riguardo lo stesso Jack Dorsey ha spiegato: "Abbiamo la significativa opportunità di continuare ad incrementare la crescita, migliorando i nostri servizi core. Abbiamo un chiaro piano e stiamo facendo le modifiche necessarie per assicurarci che Twitter sia posizionata per una crescita di lungo periodo". Tuttavia non è finita qui: oltre all'annuncio di questo taglio del 9% della forza lavoro, i vertici del Social Network dai 140 caratteri hanno deciso di chiudere Vine, il popolarissimo portale di video da 6 secondi acquisito dal sito nel 2012 per 30 milioni di dollari con l'obiettivo di integrarne le funzionalità al suo interno. In tal proposito i responsabili di Twitter hanno fatto sapere: "Fin dal 2013, milioni di persone si sono affidate a Vine per divertirsi con i loop e veder sprigionata la propria creatività. Oggi condividiamo la notizia che nei prossimi mesi abbandoneremo l'applicazione mobile. Pensiamo che voi ed i vostri Vines abbiate valore, dunque lo faremo nel modo giusto. Manterremo online il sito Web, poiché crediamo sia importante poter continuare a vedere gli incredibili contenuti realizzati. Sarete avvisati prima di ulteriori cambiamenti all'applicazione o al sito". Infatti a quanto pare l'applicazione per smartphone resterà disponibile, insieme a tutti i contenuti pubblicati dagli utenti, ancora per qualche mese, così da offrire la possibilità di scaricare eventuali contenuti che dopo la chiusura andranno persi definitivamente. Insomma, si tratta dell'ennesimo sintomo di quello che può essere definito senza dubbio come il momento più difficile nella storia del Social Network dai 140 caratteri, l'aggravarsi di una situazione che ormai da diverso tempo purtroppo non promette nulla di buono. Nel frattempo Twitter sta testando un ulteriore modo per rendere più confortevole postare un tweet: dopo l'eliminazione di link, foto e video dal conteggio del classico limite dei 140 caratteri, adesso la redazione di TechCrunch ha scoperto che il sito sta sperimentando un ulteriore passo per aiutare gli utenti a scrivere tweet senza alcun "impedimento". A quanto pare, infatti, un gruppo ristretto di utenti starebbe sperimentando l'esclusione degli username dai conteggio dei 140 caratteri; il che significa che rispondendo ad un utente o ad un gruppo di utenti, i loro username non saranno conteggiati consentendo agli iscritti di rispondere sfruttando tutti i 140 caratteri a disposizione. In sostanza ciò rappresenta sicuramente di un vantaggio soprattutto nelle lunghe discussioni di gruppo dove finora le risposte dovevano essere molto stringate. Tuttavia va sottolineato che al momento si tratta solamente di un test e non è dato di sapere quando e se questa funzionalità arriverà per tutti gli iscritti a Twitter. Inoltre la notizia non è del tutto improvvisa perché quando emersero le prime indiscrezioni sul progetto di facilitare l'inserimento dei tweet, la rimozione degli username dai conteggi dei messaggi era già stata accennata. Comunque sia l'implementazione anche di questa funzionalità sicuramente piacerà molto agli iscritti e quello che si otterrà sarà un miglioramento dell'esperienza d'uso della piattaforma: un target importante per Twitter che, come noto da tempo, sta cercando una qualche strada per uscire dalla crisi che sta attraversando negli ultimi mesi.

Di seguito alcuni screenshot:
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mercoledì 26 ottobre 2016

IRON MAIDEN: "Odio le band che si fanno pagare per suonare con loro"; parola di Steve Harris.


In questi giorni Steve Harris, bassista degli Iron Maiden, durante una recente lunga intervista concessa a Metal Journal ha detto la sua in merito al cosiddetto "pay-to-play", vale a dire l'abbastanza diffusa pratica con cui purtroppo alcune band di un certo spessore si fanno pagare da chi vorrebbe aprire i loro concerti come supporto al loro tour o ad una certa data. In pratica si tratta di un qualcosa che, secondo lo stesso Steve Harris, sarebbe a dir poco vergognoso e che gli Iron Maiden non si sognerebbero mai e poi mai di mettere in atto. Difatti al riguardo il bassista ha spiegato: "Credo che una band nella posizione dei Maiden, o comunque qualunque band che abbia la possibilità di supportare i nuovi talenti e potenzialmente portarne un'altra in tour, sia nelle condizioni di poter aiutare altre persone e per giunta senza fare un grande sforzo. La cosa che mi dà più fastidio è quando le persone si fanno pagare per suonare con loro. Lo odio! Non l'ho mai fatto, né con i Maiden, né con i British Lion, e mai lo farò, perché è semplicemente sbagliato. Una band dovrebbe almeno avere un minimo rimborso spese per un concerto e non dovrebbe mai pagare nessuno per poter suonare. Sono sempre stato contrario a questa pratica ed ho sempre cercato di aiutare le persone. Credo che questa sia la cosa giusta da fare. Mi pare di aver avuto una vita ed una carriera fantastiche. Ho lavorato molto duramente, ma forse ho avuto anche una certa dose di fortuna. Non so, ma credo che sia bello poter restituire qualcosa di quanto si è ricevuto e sento di farlo anche con i British Lion, perché i musicisti della band sono tutti ragazzi molto talentuosi e che meritano il riconoscimento che fino ad ora non hanno mai avuto. Ora ne stanno ottenendo un po', ed è una cosa che mi fa davvero piacere".


martedì 25 ottobre 2016

Scoperto che i campi in erba sintetica possono presentare una carica batterica dannosa per la salute.


A quanto pare i campi in erba sintetica degli impianti sportivi, (da quelli di calcetto a quelli di tennis), presentano Escherichia coli, stafilococchi ed una carica batterica aerobica totale che si rivelano focolai di microrganismi potenzialmente dannosi per la salute degli sportivi. O almeno questa è l'allerta lanciata in questi giorni da Cinzia Randazzo, docente di Microbiologia Agroalimentare dell'Università degli Studi di Catania, nonché autrice di uno studio condotto su diversi impianti sportivi. Al riguardo la stessa professoressa ha spiegato: "Ci siamo posti l'obiettivo di stimare il grado di contaminazione di campi sportivi in erba artificiale. Le analisi sono state eseguite su svariati punti del manto appartenenti a diversi impianti, con differenti gradi di usura". In pratica i risultati, simili tra i vari campi presi in esame, hanno evidenziato: una carica microbica totale pari a 10.000 unità formanti colonie, (note con la sigla ufc), per centimetro quadrato; la presenza di stafilococchi pari a 1.000 ufc per centimetro quadrato; e la presenza di Escherichia coli pari a 100 ufc per centimetro quadrato. In sostanza, secondo i ricercatori, l'origine di questi focolai potrebbe essere causata dalla qualità dell'acqua impiegata per il lavaggio dei campi, dal calpestio dei giocatori, dalle gocce di sudore e di sangue disperse per via di piccole abrasioni, dagli sputi e dalle condizioni climatiche. Il che protrebbe rappresentare un rischio abbastanza elevato, considerato che si calcola che in Italia ci siano oltre 2.000 campi in erba sintetica, diffusi in modo unitario sul territorio, con una presenza maggiore nel sud del Paese. Ad ogni modo lo studio in questione rappresenta la prima indagine sullo stato di contaminazione dei campi in erba; in tal proposito la stessa Cinzia Randazzo ha, infine, concluso dichiarando: "Questi risultati, del tutto preliminari, pongono le basi per ulteriori indagini microbiologiche sia per comprendere l'origine della contaminazione e dello sviluppo microbico, sia soprattutto per mettere a punto soluzioni efficaci per garantire la qualità igienico-sanitaria degli impianti sportivi a tutela della salute di chi li frequenta, soprattutto giovani e giovanissimi".


lunedì 24 ottobre 2016

Savannasaurus elliottorum, il dinosauro gigante scoperto in Australia risalente a circa 95 milioni di anni fa.

Rappresentazione artistica del Savannasaurus elliottorum.

A quanto pare i resti fossili ben conservati di un gigantesco dinosauro erbivoro di una nuova specie, che circa 95 milioni di anni fa pascolava nelle praterie di quella che ora è l'Australia centrale, sono stati scoperti in un remoto allevamento di pecore ed aiuteranno a riscrivere le teorie della diffusione attorno al pianeta dei pacifici giganti. In pratica questo dinosauro appartiene ai titanosauri, (sottogruppo dei sauropodi, rettili alti fino a 6 metri e lunghi da 12 a 15 metri, con un collo lunghissimo come le giraffe, ma con zampe spesse come colonne; di cui fanno parte anche i famosi brontosauri), i quali si ritiene si siano evoluti in Sud America. Inoltre è stato chiamato Savannasaurus elliottorum, dalla fusione del nome dell'ecosistema in cui viveva, (appunto, la savana), e di quello di David Elliott, paleontologo ed allevatore di pecore che ha scoperto i suoi fossili nella sua grande tenuta presso Winton, nel Queensland centrale, nel 2006. Inoltre negli anni successivi David Elliott, insieme a diversi ricercatori e volontari, ha scavato una gran quantità di frammenti fossili, che, come in un gigantesco puzzle, hanno permesso di ricostruire circa il 25% dello scheletro completo. Tra l'altro le circa 40 ossa fossili, (quello più grande è un femore di circa 100 chili), formano uno degli scheletri di sauropode più completi finora trovati in Australia. Ad ogni modo la scoperta e l'identificazione della specie, che solo di recente è stata possibile, sono descritte in questi giorni nella rivista Scientific Reports, insieme ad una specie simile ma già conosciuta, chiamata Diamantinasaurus matildae, i cui resti sono stati scoperti in passato dallo stesso David Elliott sempre nella sua tenuta. In sostanza questi due esemplari hanno indotto i ricercatori a ridisegnare l'albero evolutivo dei sauropodi ed a proporre una nuova teoria su come si siano diffusi attraverso l'antico mega-continente Gondwana, che univa Australia, Africa, Antartide e Sudamerica. Difatti, anche se l'analisi evolutiva corrente suggerisce che i dinosauri abbiano compiuto il lungo viaggio solo 100 milioni di anni fa, la posizione dei continenti a quel tempo indica che ciò possa essere avvenuto prima. Al riguardo Stephen Poropat, paleontologo che ha preso pare alla ricerca, ha, infine, concluso spiegando: "Se finora si è ritenuto che la maggior parte dei dinosauri australiani provenisse dall'Asia, adesso emerge che la maggior parte dei nostri dinosauri ha una parentela sudamericana".

Di seguito alcune immagini:
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Girls4Biz, l'iniziativa di CRIBIS D&B per l'istituzione di un "Osservatorio sulle diversità di genere nell'impresa".


Dopo la bufera scatenata lo scorso mese dal Fertility Day, che ha ampiamente fatto discutere sul ruolo della donna nella società e nel mondo del lavoro, le differenze di genere in ambito lavorativo si sono confermate ancora una volta un mezzo di crescita per il Paese. Difatti, secondo alcune statistiche, tra il 2010 ed il 2015 sono nate circa 35.000 nuove aziende guidate da donne, il 65% dell'incremento totale, (il quale è stato di circa 53.000), ed il triplo rispetto a quelle guidate da uomini, (ovvero 3,1% di tasso di crescita di imprese al femminile contro lo 0,5% di quelle al maschile), che ha portato a quota 1.312.000 le imprese guidate da donne che offrono un impiego a quasi 3 milioni di lavoratori. Ed in questo scenario, CRIBIS D&B, (azienda del gruppo CRIF, leader in Italia nella gestione del credito retail e primo gruppo nell'Europa continentale nel settore delle credit information bancarie), ha deciso di istituire un "Osservatorio sulle tematiche della diversità di genere nell'impresa", con l'obiettivo di indagare sul trend attuale, coinvolgendo direttamente 2 giovani neolaureate appassionate del tema che parteciperanno alla sua costruzione attraverso un progetto formativo di stage interno all'azienda. In pratica queste giovani verranno selezionate dalla stessa CRIBIS D&B attraverso quella che è stata denominata Girls4Biz, vale a dire un'iniziativa rivolta, appunto, a meritevoli neolaureate alla Facoltà di Economia che abbiano dimostrato durante il loro percorso accademico forte propensione ed interesse per la diversità di genere nell'impresa. In sostanza per partecipare alla selezione ed entrare a far parte di questo Osservatorio, basta aver conseguito la laurea entro l'anno accademico 2015/2016 ed inoltrare entro e non oltre il 31 Dicembre 2016 una lettera motivazionale che espliciti le ragioni per le quali si desidera svolgere un'esperienza di stage in CRIF e quali possono essere i contributi che si possono apportare per valorizzare la diversità di genere in azienda all'indirizzo e-mail concorso@icribis.com. Insomma, come già anticipato, in palio ci sono 2 stage retribuiti che permetteranno alle 2 candidate vincitrici, ritenute più meritevoli dall'insindacabile giudizio della giuria istituita da CRIBIS D&B, di apprendere le basi dei sistemi di business information e le soluzioni per la gestione del credito ed, appunto, di partecipare attivamente all'Osservatorio sulle diversità di genere nell'impresa. Inoltre la suddetta giuria sarà formata da Emanuela Zaccone, Co-founder e Marketing Manager di TOK.tv, nonché docente e marketing manager esperta in innovazione digitale, digital strategy e startup, di Girl Geek Dinners, (movimento rivolto a donne appassionate di tecnologia, internet e nuovi media), e del team delle Risorse Umane di CRIBIS D&B. Ad ogni modo le tirocinanti potranno accedere ai dati raccolti dal portale Icribis.com, e-commerce del gruppo, il quale offre informazioni camerali e commerciali approfondite su oltre 6.5 milioni di aziende italiane. Al riguardo gli organizzatori del concorso in questione hanno spiegato: "In Italia le imprese in cui la percentuale di presenza femminile rispetto al totale dipendenti è superiore al 75%, rappresenta il 18,8% del totale delle aziende nazionali e si concentra per il 43,7% al Nord, per il 35,1% al Sud e nelle Isole e per il restante 21,2% al Centro. Ci auguriamo che questi numeri continuino a salire. Per comprenderne e monitorarne gli impatti riteniamo importante istituire un Osservatorio su tali tematiche. Il coinvolgimento di giovani neolaureate fortemente motivate può, a nostro avviso, apportare un ulteriore arricchimento a livello metodologico nella ricerca e formare persone esperte che possono guidare un cambiamento importante per la nostra economia". Comunque sia per chi ne volesse sapere di più e fosse interessato a partecipare può, infine, trovare le istruzioni complete visitando il sito dedicato all'iniziativa Girls4Biz al seguente indirizzo: www.icribis.com/it/girls4biz.

Di seguito la locandina dell'iniziativa:
In collaborazione con BizUp e CRIBIS D&B.



domenica 23 ottobre 2016

Deadpool: Il regista Tim Miller abbandona il sequel per "divergenze creative" con Ryan Reynolds.


Che la 20th Century Fox abbia annunciato e confermato l'arrivo di un sequel per Deadpool, dopo il successo stratosferico dello scorso Febbraio, è una cosa risaputa da diverso tempo, tuttavia sembra che adesso per il seguito del film sul "Mercenario Chiacchierone", (che ad inizio anno ha stupito la FOX, incassando, appunto, oltre 700 milioni di dollari in tutto il mondo), ci siano dei problemi. In pratica in questi giorni è stato annunciato, (seppur non per vie ufficiali), che Tim Miller, regista del primo capitolo sull'anti-eroe Marvel, ha deciso di abbandonare definitivamente la produzione a causa delle classiche "divergenze creative": a riportare la notizia è stato il portale Deadline Hollywood, il quale ha parlato di una "separazione amichevole". In sostanza, anche se per il momento non sono stati ancora resi disponibili dichiarazioni ufficiali su quale sia stata la causa di questa frattura, (e probabilmente non ci saranno mai), pare proprio che i problemi del regista non fossero con gli Studios, ma con Ryan Reynolds, star del film che è stato determinante nel costruire il personaggio di Deadpool e che quindi appare ovvio che abbia voce in capitolo sui suoi futuri sviluppi. Difatti, secondo alcune fonti interne, sembra che negli ultimi mesi i due avrebbero litigato più volte sull'impronta da dare del film, con Tim Miller alla ricerca di "qualcosa di più impegnato ed elaborato", mentre Ryan Reynolds avrebbe preferito continuare lungo la strada della commedia sboccata che ha portato al successo il primo film. Tra l'altro a causare ulteriori frizioni tra i due, sarebbe stata anche la volontà del regista di prendere Kyle Chandler per il ruolo di Cable e la fortissima opposizione dello stesso Ryan Reynolds, il quale avrebbe sfruttato anche il suo stesso contratto per impedire che tale casting avesse luogo. Ad ogni modo, considerata l'importanza che ha avuto Tim Miller nel successo di Deadpool, questa potrebbe rappresentare una notizia davvero terribile per i fan dell'anti-eroe: la speranza è che la ricerca di un nuovo regista sia rapida ed efficace. Comunque sia nel frattempo la produzione del sequel, (che dovrebbe vedere la luce nel 2017), andrà avanti, come conferma la recente notizia riguardante il casting per la ricerca del ruolo di Domino, (le cui candidate al momento sono: Mary Elizabeth Winstead, Lizzy Caplan, Sienna Miller, Sofia Boutella, Stephanie SigmanSylvia HoeksRuby RoseMackenzie Davis, Eve Hewson e Kelly Rohrbach).

*(Aggiornamento del 19/11/2016): Dopo l'allontanamento di Tim Miller ed una petizione lanciata dai fan per avere Quetin Tarantino come sostituto, il sequel di Deadpool, (il cui 3° film è già stato messo in produzione dalla 20th Century Fox), ha finalmente trovato il suo regista: si tratta di David Leitch, formatosi alla 87Eleven Action Design, (società che fornice stuntman ed organizza coreografie per i più grossi film hollywoodiani), nonché autore, insieme a Chad Stahelski, del cult contemporaneo John Wick ed attualmente al lavoro anche su The Coldest City ed il film ispirato dal fumetto Cowboy Ninja Viking.


sabato 22 ottobre 2016

DEEP PURPLE: Il nuovo album forse uscirà nella primavera 2017; parola di Roger Glover.


Lo scorso mese Ian Gillan, (frontman dei Deep Purple), durante un'intervista aveva collocato l'uscita di un nuovo album nel Febbraio 2017 ed aveva dichiarato: "Scrivere con i Deep Purple è diverso rispetto a scrivere con tutti gli altri. I Deep Purple sono principalmente una band strumentale e quindi di solito prenotiamo uno studio da qualche parte e gli altri membri del gruppo arrivano verso mezzogiorno. Cominciano a provare e lavorano fino alle 06:00 di pomeriggio, con in mezzo una pausa per una tazza di tè intorno alle 03:00. E questo è ciò che fanno ogni giorno". Tuttavia adesso Roger Glover, (bassista della band), tramite un videomessaggio di circa 1 minuto ha rilasciato qualche aggiornamento in merito a quello che sarà il successore di "Now What?!", (che ha visto la luce nel 2013 per l'earMusic), il quale potrebbe essere rilasciato non prima della primavera 2017. Difatti nel suddetto videomessaggio, pubblicato in questi giorni, il bassista ha, infine, spiegato: "Ho un po' di notizie per voi. So che molti di voi aspettano un nostro nuovo album. Beh, quasi ci siamo. L'abbiamo registrato a Nashville lo scorso Febbraio, ci abbiamo lavorato su ed i mixaggi sono terminati un paio di mesi fa. Il nuovo album verrà pubblicato il prossimo anno, non so di preciso quando, ma all'incirca in primavera. So che siete molto pazienti e lo siamo anche noi. Siamo sempre in tour ed è molto difficile trovare il tempo di andare in studio. Ma finalmente l'album è terminato ed il mixaggio è concluso. Stiamo ancora discutendo sul titolo, come facciamo per qualunque cosa, ma per voi che avete aspettato così tanto, l'attesa non durerà ancora a lungo".

Di seguito il videomessaggio di Roger Glover:



venerdì 21 ottobre 2016

Scoperto perché il succo di mela ha proprietà antitumorali.


Che la mela fosse un concentrato di antiossidanti utili alla salute e che alcune sue molecole avessero anche proprietà antitumorali è una cosa nota da diverso tempo, tuttavia adesso, grazie ad una nuova ricerca, è stato scoperto in che modo in cui queste molecole agiscono sulle cellule malate. In pratica si tratta di uno studio condotto da un gruppo di ricerca coordinato dall'Istituto di Scienze dell'Alimentazione del Consiglio Nazionale delle Ricerche, (noto anche con la sigla ISA-CNR), in collaborazione con il Dipartimento di chimica e biologia dell'Università di Salerno, e pubblicato sulla rivista Scientific Reports. Al riguardo Angelo Facchiano, ricercatore ISA-CNR nonché uno degli autori della ricerca in questione ha spiegato: "Da diversi anni è riportato in letteratura che il succo di mela ha effetti di prevenzione sul cancro al colon retto, ma non è chiaro il meccanismo molecolare, ossia il modo in cui i polifenoli presenti nel succo operano in funzione antitumorale. Noi abbiamo studiato per la prima volta in modo specifico proprio quali molecole antiossidanti vanno ad agire e su quali specifiche proteine della cellula". In particolare i ricercatori per identificare e quantificare i principali composti antiossidanti hanno preso in analisi tre diversi tipi di mela, (le Annurca, le Red Delicious e le Golden Delicious). In tal proposito lo stesso Angelo Facchiano ha dichiarato: "I polifenoli della mela ostacolano soprattutto la replicazione ed espressione del DNA nelle cellule cancerose del colon, in particolare questo impedisce loro di duplicarsi e far crescere la massa tumorale. Inoltre, abbiamo scoperto che le proteine su cui i polifenoli potrebbero agire sono le stesse su cui agiscono alcuni farmaci antitumorali recentemente sviluppati. L'ipotesi, su cui sarà necessario effettuare ulteriori studi, è quindi che alcuni composti presenti nelle mele abbiano un effetto preventivo agendo proprio sugli stessi meccanismi che vengono colpiti dai farmaci". Ed ha, infine, concluso spiegando: "Sapere che un certo tipo di cellula è il bersaglio a cui mirare è importante, ma non è sufficiente. Per avere una visione completa e mettere a punto eventuali terapie è necessario conoscere quali sono i meccanismi molecolari e quali proteine sono coinvolte. Oltre che di tecniche di chimica analitica, ci siamo avvalsi di bioinformatica e simulazioni molecolari. È stato possibile riprodurre al computer un gran numero di "esperimenti" per individuare quali interazioni avvengano tra i composti antiossidanti presenti nelle mele e le proteine dell'uomo: una metodologia che offre grandi potenzialità ed opportunità, tra cui quella di limitare la necessità di esperimenti di laboratorio che richiederebbero l'uso di reagenti costosi e strumentazioni complesse".


giovedì 20 ottobre 2016

iMessage: Un attacco hacker inonda gli utenti di SMS di spam in cinese e compromette gli Apple ID.


A quanto pare un attacco hacker legato ad iMessage, il noto servizio di messaggistica istantanea di casa Apple, avrebbe compromesso diversi utenti, che da qualche tempo hanno iniziato a ricevere parecchi SMS scritti in lingua cinese. In pratica questa problematica, rilevata da molte persone, (un po' in tutto il mondo, Italia compresa), ha inizio con un messaggio in inglese che avvisa l'utente che il suo Apple ID ed il suo numero di telefono sono usati su un nuovo dispositivo: dopo aver cliccato su "OK", (l'unica azione disponibile), l'utente inizia, appunto, a ricevere fiumi di messaggi in cinese, sia tramite iMessage che come semplici SMS. Al riguardo i responsabili di Apple hanno confermato il problema, spiegando che si tratta di un attacco che punta a rubare informazioni personali e rappresenta un nuova minaccia, e sottolineando che i loro ingeneri sono già al lavoro per correggerlo; anche se hanno fatto sapere che per il momento non è possibile sapere se le informazioni personali degli utenti siano state realmente sottratte né quale sia l'entità degli eventuali danni. Ad ogni modo sin da subito molti utenti si sono affidati a Twitter per segnalare tale problema, il quale, stando alla datazione dei post, risalirebbe al mese di Settembre. A queste segnalazioni l'account di Apple dedito al supporto ha risposto agli utenti linkando la pagina ufficiale dedicata agli account Apple ID compromessi, nella quale sono indicati i vari passaggi da compiere nel caso in cui una persona esterna si sia introdotta all'interno del proprio profilo. Difatti per il momento nel caso in cui si fosse vittime di questo attacco, la soluzione sul breve termine sarebbe quella di cambiare la password del proprio Apple ID e qualora sia possibile abilitare l'autenticazione a due fattori. Comunque sia, se tradotti, questi messaggi in cinese sembrerebbero contenere semplicemente dello spam relativo una serie di casino di Macao. Mentre, per adesso, restano ancora da capire l'origine ed il metodo utilizzato da questo attacco hacker per accedere agli account degli utenti, così come l'obiettivo di tutti i messaggi, che difficilmente rappresentano solamente spam.

Di seguito alcuni screenshot:
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...ed alcuni dei suddetti tweet di segnalazione:



mercoledì 19 ottobre 2016

Instagram introduce un nuovo strumento contro l'autolesionismo ed i suicidi.


In questi giorni Instagram, il popolare "Social Network delle foto", ha annunciato l'arrivo di un nuovo strumento per la prevenzione dell'autolesionismo e dei suicidi: con la diffusione dei Social Network, le persone, (in particolare i più giovani), utilizzano le piattaforme sociali anche come valvola di sfogo per i propri problemi e può capitare che dai loro messaggi possa trasparire un certo tipo di disagio che potrebbe portare nella vita reale a qualche gesto inconsulto, (come, appunto, il suicidio, il tentato suicidio, l'autolesionismo ecc...). Motivo per il quale Instagram vuole aiutare le persone in difficoltà e quindi ha introdotto un sistema di supporto totalmente anonimo attraverso il quale gli utenti possono segnalare post e situazioni dubbie e/o preoccupanti. In pratica quando qualcuno segnalerà una foto/messaggio sospetto, l'utente che l'ha postato riceverà  una comunicazione da parte di Instagram in cui gli verrà spiegato che un amico ha notato un suo messaggio intuendo che possa stare attraversando un momento difficile. Successivamente il "Social Network delle foto" fornirà assistenza offrendo la possibilità alla persona in difficoltà di accedere ad alcune risorse di supporto come i contatti di un centro di assistenza attraverso il quale poter contattare un amico. Tuttavia per riconoscere se davvero una persona ha bisogno di supporto oppure no, Instagram, (così come ha fatto recentemente anche Facebook, che l'ha acquistato nel 2012 per un miliardo di dollari), ha istituito un team dedicato che analizzerà e valuterà uno per uno i messaggi segnalati. Insomma, il "Social Network delle foto" non vuole far mancare ai suoi utenti un aiuto in grado di prevenire situazioni gravi: per migliorare la sua piattaforma di supporto, infatti, sta lavorando con i maggiori esperti del settore, tra cui la National Eating Disorders Association e la National Suicide Prevention Lifeline. Comunque sia, nonostante si tratta di un'iniziativa indubbiamente ammirevole, al momento c'è ancora molta strada da fare per debellare dai vari Social Network i fenomeni di molestie e di mobbing che sono alla base di molti casi di disagi e depressioni che purtroppo possono, infine, portare a gesti estremi.

Di seguito alcuni screenshot del suddetto nuovo strumento:
http://img.huffingtonpost.com/asset/scalefit_630_noupscale/58051fc01b0000df1cef79c3.png
http://img.huffingtonpost.com/asset/scalefit_630_noupscale/58051f971a000067145ba021.png



martedì 18 ottobre 2016

Scoperto un possibile legame tra pillola contraccettiva e depressione.


A quanto pare le adolescenti tra i 15 ed i 19 anni che assumono la pillola contraccettiva potrebbero avere un rischio dell'80% in più di sviluppare un disturbo depressivo: problema che aumenta del 120% con l'assunzione mini-pillola progestinica. O ameno questo è quanto ha fatto sapere uno studio dell'Università di Copenhagen e pubblicato sulla rivista JAMA Psychiatry, secondo il quale il pericolo depressivo aumenta del 23% per le donne di età compresa tra i 20 ed i 34 anni che usano la pillola combinata con estrogeni e progesterone e del 34% per le coetanee che assumono, appunto, la mini-pillola progestinica. In pratica i ricercatori danesi sono arrivati a queste conclusioni dopo aver analizzato le cartelle cliniche di circa un milione di donne tra i 15 e 34 anni per un arco di tempo di 13 anni, scoprendo che a più di 133.000 di loro erano stati prescritti farmaci antidepressivi ed a circa 23.000 era stata diagnosticata la depressione. Inoltre tutte le donne e ragazze coinvolte nello studio in questione non avevano avuto episodi di depressione prima di prendere la pillola. Al riguardo Ojvind Lidegaard, coordinatore della ricerca, ha spiegato: "Pochi studi hanno quantificato l'effetto della contraccezione ormonale sul rischio di depressione, anche perché una modifica del tono dell'umore è una causa nota per la sospensione del contraccettivo. Nel periodo di studio il 55% del campione oggetto di analisi ha utilizzato la contraccezione ormonale. Comunque serviranno degli approfondimenti per per verificare se la depressione possa essere un potenziale effetto negativo della contraccezione ormonale, e se questi risultati siano ripetibili in altre popolazioni". Insomma, quello della contraccezione rappresenta un tema abbastanza delicato che ha spinto la Società Medica Italiana per la Contraccezione a promuovere il progetto Mettiche: ossia più di 200 domande e risposte per preparare le giovani, dall'educazione sentimentale alla pillola del giorno dopo, dalle gravidanze indesiderate all'utilizzo del preservativo. In tal proposito i promotori del progetto in questione hanno, infine, spiegato: "Abbiamo cercato di colmare un vuoto che percepiamo lavorando con i giovani dando vita a una guida che vada incontro ai loro dubbi, alle loro richieste, alle loro paure".


lunedì 17 ottobre 2016

The Walking Dead: Annunciata ufficialmente l'8ª stagione.


In attesa del tanto atteso debutto ufficiale della 7ª stagione, (che avverrà esattamente tra una settimana), l'AMC ha annunciato che The Walking Dead è stata rinnovata ufficialmente per un'8ª stagione; il che non rappresenta una novità assoluta, considerando che recentemente i responsabili della serie Tv avevano fatto sapere che la loro intenzione sarebbe di arrivare alla 11ª o alla 12ª, (se non addirittura alla 50ª). Tuttavia si tratta comunque di una buona notizia per tutti i fan dello zombie drama in questione che, come già anticipato, il prossimo 23 Ottobre, (il 24 in Italia), tornerà in onda, appunto, con la 7ª stagione, la cui season premiere dovrebbe finalmente rispondere alla fatidica questione di chi sia stata la vittima del temibile Negan alla fine della 6ª stagione. Insomma, pare proprio che le avventure di Rick Grimes ed il resto del gruppo, che cercano di sopravvivere in un mondo post- apocalittico popolato da zombie, non termineranno con l'imminente nuova stagione ma terranno compagnia ai telespettatori per almeno un altro anno. D'altro canto non poteva essere altrimenti, prendendo in considerazione che ormai The Walking Dead è diventata una serie Tv cult parecchio amata e seguita da milioni di persone in tutto il mondo, e dalla quale, tra l'altro, è nato anche Fear The Walking Dead, uno spin-off di grande successo la cui 2ª stagione si è conclusa lo scorso 2 Ottobre, (in Italia l'ultimo episodio sarà trasmesso in prima assoluta quest'oggi, 17 Ottobre, su MTV, divenuto a pagamento sul canale 708 di Sky). Ad ogni modo, come le altre, questa 8ª stagione sarà composta da 16 episodi, che verranno trasmessi tra l'autunno 2017 e la primavera 2018, e soprattutto permetterà allo zombie drama di tagliare l'importante traguardo del 100° episodio. Al riguardo Charlie Collier, presidente dell'AMC, in un comunicato ha espresso la sua gioia per il rinnovo dello show, cogliendo anche l'occasione per ringraziare i fan per il loro supporto, dichiarando: «È una gioia collaborare con Robert Kirkman, Scott Gimple ed alcune delle persone che lavorano più duramente in Tv per portare The Walking Dead ai fan. Cosa più importante, volevo ringraziare a tutti quei fan che danno vita a questa straordinaria serie assieme a noi». Naturalmente è ancora troppo presto per avere anticipazioni sulla trama degli episodi di questa 8ª stagione: l'unica cosa certa è che il gruppo di sopravvissuti condotto da Rick non sarà lo stesso, considerato che, come già spiegato e come già risaputo ormai da tempo, con l'arrivo di Negan e della sua amata Lucille i fan sono stati costretti a dire per sempre addio ad uno dei protagonisti principali, ucciso in modo davvero brutale alla fine della 6ª stagione e la cui identità dovrebbe essere svelata nel così tanto atteso primo episodio della 7ª stagione, (forse il più atteso di sempre), in onda Domenica negli USA e Lunedì prossimo in Italia alle ore 21:00 su FOX ed in streaming on demand su Now TV.

Di seguito uno sneak peek di circa 3 minuti del primo episodio della 7ª stagione, (rilasciato la scorsa settimana):