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sabato 5 novembre 2016

CTGF, la proteina che rigenera il midollo spinale.


Tra i tanti aspetti studiati dello zebrafish, (noto anche con il nome scientifico Danio rerio), ce n'è uno che riguarda da vicino gli esseri umani: questo pesce è in grado di guarire completamente da lesioni al midollo spinale che lascerebbero un uomo paralizzato. Ed a quanto pare di recente, tramite uno studio pubblicato su Science, alcuni ricercatori dell'Università Duke potrebbero aver identificato la proteina chiave di questo processo. In pratica quando il midollo spinale dello zebrafish attraversa una fase di rigenerazione, sopra alla lesione si forma una sorta di ponte: un gruppo di cellule nervose di supporto, (le cosiddette cellule della glia), forma proiezioni che si estendono a distanze di decine di volte la loro lunghezza ed è solo a questo punto che nuove cellule nervose le seguono a ruota, riempiendo il "buco" della ferita nell'arco di 8 settimane. Inoltre tra le decine di geni dello zebrafish che si sono mostrati più attivi dopo una lesione spinale, i ricercatori ne hanno identificati 7 che codificano le proteine secrete dalle cellule. In particolare una di queste, (chiamata CTGF o fattore di crescita del tessuto connettivo), ha catturato l'attenzione dei ricercatori perché i suoi livelli sono massimi nelle cellule della glia che intervengono, appunto, a far da ponte in caso di danno; non a caso quando gli scienziati hanno eliminato geneticamente il CTGF dagli zebrafish, gli animali sono risultati incapaci di riparare alle lesioni. Ad ogni modo la versione umana di CTGF condivide il 90% degli amminoacidi con quella degli zebrafish: quando i ricercatori hanno aggiunto il fattore di crescita umano alle lesioni dei pesci, gli animali sono ritornati a nuotare dopo 2 settimane dal danno. Difatti sembra che la differenza sia nel modo in cui la proteina viene controllata, in quanto la semplice presenza della proteina CTGF nell'uomo non è sufficiente per garantire la stessa capacità di rigenerazione. Comunque sia adesso l'obiettivo dei ricercatori è quello di condurre gli stessi studi ma sui topi nella speranza di scoprire il perché nei mammiferi un simile processo di guarigione non si verifica.


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