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sabato 12 novembre 2016

Spotify: Un bug mette in pericolo gli hard disk degli utenti.


Dopo aver scoperto che nella versione gratuita i banner pubblicitari avevano diffuso un pericoloso malware sui computer di diversi utenti in tutto il mondo, in questi giorni è stato scoperto che all'interno della versione desktop di Spotify, (la popolare piattaforma di streaming musicale con oltre 40 milioni di utenti), esiste un bug che può mettere in pericolo gli hard disk degli utenti. In pratica, a causa di questo errore nella scrittura del codice sorgente, mentre si sta ascoltando musica il servizio inizia a scrivere dati sul disco rigido in maniera assolutamente incontrollata, arrivando ad oltre 100 GB: si tratta di un problema grave, in quanto i continui cicli di scrittura e lettura di questi dati affaticano il disco, accorciandone notevolmente la longevità. Inoltre, secondo quanto ha riportato Ars Technica, l'aspetto più sorprendente è che il bug in questione si protrae da almeno 5 mesi, ossia da quando i primi utenti Windows, Mac e Linux hanno iniziato a segnalare il problema sul forum dell'assistenza di Spotify, senza che però la società facesse nulla per risolverlo. Tra l'altro in alcuni casi si è arrivato anche a minacce di azioni legali per via dei danni materiali, (e quindi economici), che il comportamento del software causa ai computer. Ad ogni modo, come già anticipato, a causa di questo errore in meno di un'ora di utilizzo il sevizio scrive fino a 10 GB di dati; mentre chi utilizza regolarmente Spotify durante l'intera giornata ha trovato un sovraccarico di dati fino a 100 GB, ed in alcuni casi si è arrivato anche a 700 GB. Comunque sia stando alle prime indiscrezioni il bug in questione sarebbe causato da uno o più file del database del servizio legati alla stringa "mercury.db": le prime segnalazioni di questo problema risalgono addirittura al 2013. Mentre in merito ad una possibile soluzione alcuni utenti hanno proposto metodi manuali per eliminare tale bug, ma naturalmente dovrà essere lo stesso Spotify a risolvere il problema una volta per tutte: la società ha, infine, annunciato il rilascio della versione 1.0.42, la quale dovrebbe chiudere il bug e che però ancora non risulta disponibile a molti utenti.


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