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venerdì 18 novembre 2016

UNICUSANO presenta l'infografica "Cyberbullismo – Un Fenomeno in Evoluzione".


In questi giorni la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi "Niccolò Cusano", (meglio nota con la sigla UNICUSANO), ha effettuato uno studio e sviluppato un'infografica intitolata "Cyberbullismo – Un Fenomeno in Evoluzione", con lo scopo di fare il punto della situazione su un fenomeno di attualità che coinvolge un numero sempre più elevato di giovani tanto da far emergere la necessità di dibattere su un’eventuale nuova normativa a tal proposito. In pratica, come noto, se il bullismo tra i ragazzi prima di Internet avveniva tra i banchi di scuola o al campo di calcio di quartiere, con l'utilizzo delle nuove tecnologie anche da parte dei più giovani, questo fenomeno ha assunto proporzioni più vaste, estendendosi al mondo online, diventando, appunto, cyberbullismo. Ad ogni modo dallo studio dell'UNICUSANO è emerso che a livello mondiale la nazione in cui gli adolescenti dichiarano di essere stati maggiormente vittima di cyberbullismo è la Nuova Zelanda, seguita da Irlanda e Stati Uniti. Mentre l'Italia si trova al 9° posto, con in testa il Nord-Est, dove il 35% degli intervistati afferma di aver subìto atti di bullismo online, (si parla di telefonate, messaggi, chat, siti di Q&A, Social Network, giochi online e forum), qualche volta l'anno e ben il 24% una o più volte al mese: le isole sono le meno colpite con il 12% che afferma di aver subìto atti di cyberbullismo una o più volte al mese ed il 37% qualche volta l'anno. Tra l'altro l'indagine dell'ateneo romano ha analizzato anche i comportamenti con cui i cyberbulli intimoriscono, molestano, mettono in imbarazzo, fanno sentire a disagio o escludono le loro vittime. Difatti, dallo studio è emerso che le offese con soprannomi, parolacce ed insulti rappresentino il comportamento più utilizzato da entrambi i sessi, (nel 12,1% dei casi), seguono le derisioni per l'aspetto fisico o per il modo di parlare, (nel 6,3%), i racconti di storie su terzi, (nel 5,1%), le derisioni per le opinioni, (nel 4,7%), e la violenza fisica, (nel 3,8%). In generale è risultato che i ragazzi usano più violenza fisica delle ragazze, (rispettivamente il 5,3% contro il 2,2%), mentre le ragazze preferiscono deridere per l'aspetto fisico e per le opinioni e raccontare storie su terzi, (rispettivamente il 13,5% contro il 9,5%). In ogni caso l'infografica in questione non si è limitata a riportare dati e numeri, ma ha anche fornito alcuni suggerimenti sul come difendersi: tra cui non fornire dati sensibili online, non accettare appuntamenti con qualcuno conosciuto in Rete, non postare foto in atteggiamenti provocanti, ma anche e soprattutto non rispondere mai alle provocazioni ed agli insulti. Inoltre in caso di emergenza l'infografica suggerisce di salvare gli eventuali messaggi ricevuti, cambiare nickname, numero di telefono o indirizzo e-mail e parlarne con un adulto fidato: in questo caso gli adolescenti intervistati hanno affermato di rivolgersi agli amici, (nel 54% dei casi), ai genitori, (nel 48%), ed agli insegnanti, (nel 19%). Tuttavia sarebbe anche consigliabile chiamare telefonicamente Emergenza Infanzia al numero 114 o il Telefono Azzurro al numero 1.96.96 oppure tramite l'apposita pagina Facebook. Comunque sia l'infografica di UNICUSANO si conclude mostrando una possibile evoluzione della normativa a riguardo: per limitare i danni provocati dal cyberbullismo attualmente è, infatti, in discussione alle Camere una Legge, secondo la quale, chiunque potrà chiedere al gestore di un sito l'oscuramento, la rimozione o il blocco di contenuti che costituiscono cyberbullismo, e nel caso in cui il gestore non provvedesse, il Garante potrà intervenite direttamente entro 24 ore. Naturalmente su questa possibilità sono emersi pareri discordanti, tra cui l'avvocato Lorenzo Nicolò Meazza che ha dichiarato: "Il provvedimento introduce una serie di misure a carattere educativo e formativo finalizzate in particolare a favorire una maggior consapevolezza tra i giovani del disvalore di comportamenti persecutori, che, generando spesso isolamento ed emarginazione, possono portare a conseguenze anche molto gravi su vittime in situazione di particolare fragilità". Mentre di parere contrario si è detto Arturo Di Corinto, attivista, giornalista e saggista esperto di Internet, il quale ha, infine, affermato: "La legge non si occupa più solo di cyberbullismo e minori, ma anche di bullismo ed adulti e può essere usata strumentalmente contro la libertà di espressione in Rete. La definizione di bullismo ingloba reati già perseguibili come la diffamazione e le ingiurie e affida la responsabilità della valutazione delle condotte illecite agli operatori dei siti. Produrrà un aumento del numero dei contenziosi su cui dovrà pronunciarsi il Garante della Privacy, senza nuove risorse".

Di seguito la suddetta infografica:
http://www.unicusano.it/blog/images/infografiche/cyberbullismo.jpg
In collaborazione con BizUp ed UNICUSANO



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