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sabato 3 dicembre 2016

MusicNet, l'Intelligenza Artificiale in grado di comporre musica classica e finire le opere incompiute.


In un futuro non troppo lontano l'Intelligenza Artificiale, assieme alle relativamente nuove tecnologie di visualizzazione tridimensionale in prima persona fornita dalle recenti implementazioni della Realtà Virtuale e della Realtà Aumentata costituiranno, di fatto, il passo necessario per un progresso atteso ormai da decenni e che potrebbe portare, (ed anzi lo sta già facendo), a compiere opere mastodontiche in campo medico, ingegneristico ed a quanto pare anche per finire le grandi opere incompiute. O almeno questo è l'obiettivo che è stato affidato a MusicNet, un software sviluppato dai ricercatori dell'Università di Washington, il quale non è solo in grado di comprende la struttura di base della musica, ma può anticipare le note di una registrazione e completare il profilo musicale dei brani postumi rimasti bloccati nel tempo. In pratica questa Intelligenza Artificiale si è fatta carico di rispolverare uno dei grandi classici incompiuti della musica classica proveniente dal genio musicale di Johann Sebastian Bach, la cui "arte della fuga" rimase incompiuta a causa della sua prematura dipartita, avvenuta nel 1750. In sostanza, entrando un po' nel dettaglio, ben 330 composizioni musicali appartenenti al genere della musica classica sono state prese in esame da esperti qualificati del settore, i quali hanno avuto l'incarico di scandire i tempi per ogni nota musicale, identificare gli strumenti e le posizioni in pentagramma che, successivamente, sono passati nelle mani di MusicNet. Al riguardo Sham Kakade, professore di informatica, ingegneria e statistica dell'ateneo statunitense, ha spiegato: "Siamo interessati a capire ciò che rende la musica attraente, come capire meglio una composizione o l'essenza di ciò che rende il suono di Bach riconoscibile. MusicNet può anche essere d’aiuto nel tradurre una performance dal vivo in una partitura scritta". Inoltre, stando a quanto hanno dichiarato i ricercatori responsabili del progetto, così programmata l'intelligenza artificiale può essere in grado di carpire i gusti musicali dell'interlocutore e di conseguenza suggerire brani ad hoc, (cosa peraltro già implementata a bordo di soluzioni software di streaming musicale come, ad esempio, Spotify), e rappresentare un valido supporto a musicisti che già si servono di strumentazione musicale per la composizione dei loro brani. Comunque sia non si tratta certamente della prima volta che l'intelligenza artificiale viene applicata alla musica: recentemente Google si è proposta la composizione digitale automatica usufruendo della sua intelligenza artificiale a reti neurali, la quale aveva generato un brano di 90 secondi legato al Natale davvero notevole.

Di seguito un breve esempio composto da MusicNet:
...ed il suddetto brano composto dall'intelligenza artificiale di Google:



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