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martedì 6 dicembre 2016

Secondo un recente studio, il parto cesareo può influenzare l'evoluzione della specie.


A quanto pare la tendenza a ricorrere al parto cesareo potrebbe avere un impatto sull'evoluzione della specie; o almeno questo è quanto sostiene una recente ricerca dell'Università di Vienna, pubblicata su Proceedings of the National Academy of Sciences, (noto anche con la sigla PNAS), secondo la quale sono sempre di più le donne con un bacino molto stretto e per questo motivo hanno maggiori difficoltà a partorire in modo naturale. In pratica i ricercatori austriaci hanno rilevato che i casi in cui il neonato non riesce a superare il canale del parto negli anni '60 risultavano essere 30 su 1.000, (vale a dire circa il 3%), mentre al giorno d'oggi sono diventati 36 su 1.000, (ossia circa il 3,6%). In sostanza si tratta di un'incidenza che li ha spinti ad analizzare più da vicino questi numeri per cercare di capire cosa sta cambiando. Così facendo hanno constatato che in passato, quando non erano ancora conosciute le tecniche di chirurgia avanzate, sia la madre che il bambino morivano in situazioni simili e donne con un canale stretto non avevano possibilità di sopravvivere al parto; invece oggi non è più così ed anche un bambino "grande" può avere una madre con un canale del parto molto stretto, perché si ricorre al cesareo. Al riguardo Philipp Mitteroecker, principale autore dello studio in questione nonché ricercatore del dipartimento di Biologia dell'ateneo viennese, ha spiegato: "Da tempo cerchiamo di capire come si evolve la specie umana. Ci siamo chiesti: «Perché negli ultimi decenni è aumentata la percentuale di neonati che non riescono a superare il canale del parto della madre e ad affrontare un parto naturale?». Fino a 100 anni fa, le donne con questo problema sarebbero morte insieme al feto. Per loro non c'erano possibilità. Era una selezione naturale della specie. Oggi chi ha un canale pelvico molto stretto non solo sopravvive al parto, grazie al cesareo, ma trasmette i suoi geni alle figlie". Tuttavia, come hanno puntualizzato gli scienziati austriaci, va detto che la testa di un bambino è più grande rispetto a quella degli altri primati e questo significa che animali come gli scimpanzé possono partorire in modo relativamente facile; senza contare che nel tempo il bacino degli esseri umani non è cresciuto. Ad ogni modo per far luce sulla questione, i ricercatori hanno esaminato i dati sulle nascite dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, (nota anche con la sigla OMS), ed altre ricerche in materia, scoprendo che, la tendenza è quella di veder nascere nel tempo feti sempre più grandi ed in migliori condizioni di salute. Naturalmente è facile capire che più sono "grandi" più è complicato farli nascere in modo naturale; difatti in tal proposito lo stesso Philipp Mitteroecker ha proseguito dichiarando: "Possiamo dire che la tendenza che portava in passato alla nascita di bambini piccoli, che potessero essere partoriti in modo naturale, si è invertita. Tutto questo perché si ricorre al parto cesareo. Con la nostra ricerca non volevamo attaccare questo importante intervento chirurgico, ma capirne l'influenza sull'evoluzione della specie". Ed ha, infine, concluso affermando: "Adesso ci chiediamo cosa succederà in futuro. Pensiamo che l'evoluzione della specie andrà avanti in questa direzione, in modo lento e in proporzioni minime. Questo significa che continueranno a nascere ancora molti bambini in modo naturale".



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